Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


martedì 8 agosto 2017

Rapa Nui chiama Roma, rispondete!


Guest Post di di Stefano Ceccarelli

da Stop fonti fossili!

C'è una scena drammatica del celebre film Rapa Nui che è rimasta impressa nella mia memoria: è il momento in cui, nonostante la strenua resistenza dell'unico isolano che aveva intuito le conseguenze di quel gesto, viene abbattuto l'ultimo albero presente sull'isola. Mi sono sempre chiesto come fu possibile per le élites dei diversi clan che regnavano sull'Isola di Pasqua non rendersi conto che il disboscamento totale e definitivo dell'isola avrebbe segnato il collasso ecologico e lo stesso destino di una popolazione priva di vie di fuga. Al tempo stesso, pensando all'insegnamento recato da quella vicenda, ho sempre sperato che la civiltà occidentale, apparentemente più evoluta di quella che eresse i Moai, possa evitare lo stesso triste epilogo affidandosi alla scienza e alle ben più robuste capacità previsionali da questa fornite anziché a primitivi riti tribali.

Ma ora una serie di fatti di cronaca di queste settimane mi inducono a dubitare seriamente che quella speranza sia fondata. Prendiamo la vicenda della crisi idrica romana: confesso che quando il Governatore del Lazio Zingaretti ha disposto il blocco dei prelievi dal Lago di Bracciano e l'Acea di rimando ha programmato la turnazione dell'erogazione dell'acqua, ho fantasticato che una tale grave, inedita situazione avesse potuto far ridestare l'intelligenza sopita di tanti romani portati a credere che nessuna forza della natura possa mai impedire che l'acqua potabile sgorghi dai rubinetti delle loro case. Credo che gli inevitabili disagi apportati agli abitanti della Capitale da un razionamento dell'acqua avrebbero potuto far nascere una consapevolezza nuova sugli sconquassi che, qui ed ora e non in un imprecisato futuro, sono portati in dote dal riscaldamento globale. E forse si sarebbe poco alla volta fatto strada quel senso del limite e quella propensione alla sobrietà che l'ossessione della crescita a tutti i costi ha resettato dalla coscienza della gente.

Naturalmente mi sbagliavo. Ciò che è seguito a quegli annunci sono state le consuete squallide scaramucce fra enti locali di diverso colore politico dirette a scaricare la responsabilità del paventato razionamento dell'acqua sull'altra parte. Abbiamo inoltre assistito ad una sfacciata levata di scudi del gestore del servizio idrico: opponendosi a brutto muso ai provvedimenti restrittivi della Regione, Acea ha disvelato l'arroganza propria di una S.p.A. che, senza vergognarsene, ricorda a tutti di essere guidata non dal raziocinio di chi è chiamato a gestire un bene comune prezioso come l'acqua ma esclusivamente dall'obiettivo della massimizzazione dei dividendi che deve garantire ai suoi azionisti pubblici e privati. Con buona pace dell'esito del referendum sull'acqua pubblica del 2011.

A loro modo, gli scontri politici scaturiti dai bassi istinti elettorali possono essere paragonati, mutatis mutandis, alle cruente battaglie fra le tribù rivali che, sfociando fino al cannibalismo, accelerarono la fine di Rapa Nui. Ma la decisione dei giorni scorsi di soprassedere al razionamento e di proseguire le captazioni dal Lago di Bracciano fa pensare che c'è dell'altro che accomuna la tragica situazione che dovettero vivere gli abitanti di quell'isola confinata nella remota immensità dell'Oceano Pacifico e l'attuale crisi romana dove si sommano in modo sinergico gli effetti di siccità, persistenti temperature sahariane, incendi e degrado diffuso. L'unico sconfitto delle moderne guerre fra i moderni clan è infatti stato, almeno per ora, il Lago di Bracciano, il cui ecosistema è stato di fatto sacrificato sull'altare del Progresso, che è indisponibile a negoziare gli stili di vita dei cittadini e non può dunque accettare che la penuria di acqua faccia serpeggiare l'idea che i cambiamenti climatici in atto richiedano un radicale cambio di mentalità ed un'inversione di rotta della politica. Così come l'impensabile è stato possibile per l'Isola di Pasqua, i cui abitanti decretarono il loro suicidio collettivo abbattendo quell'ultimo albero, allo stesso modo e secondo la stessa assurda logica i romani in stragrande maggioranza hanno dimostrato di essere pronti a prelevare fino all'ultima goccia d'acqua da un lago vulcanico senza immissari che ha già perso 2 kmq di superficie, fregandosene platealmente degli insostituibili servizi ecologici da esso forniti.

In definitiva, ciò a cui stiamo assistendo è il triste spettacolo di una classe politica che anziché attuare misure di lungo respiro in grado di fronteggiare una penuria cronica e non transitoria, risponde alla devastante crisi climatica in atto con provvedimenti ispirati al motto "adda passà 'a nuttata" i quali non fanno altro che aggravare il degrado degli ecosistemi, che a sua volta non è nient'altro che un'altra delle crisi globali causata dalla dissennata corsa all'oro innescata dai combustibili fossili.

Raschiare il fondo del cratere del lago anziché preservarne il suo prezioso contenuto non sembra una strategia molto lungimirante per una civiltà avanzata che dopo aver messo piede sulla Luna ha in programma la colonizzazione di Marte. Ma tant'è, evidentemente il delirio di onnipotenza di molti di noi porta a confidare sul miraggio che il Pianeta Rosso possa rivelarsi per il genere umano quella via di fuga che gli abitanti di Rapa Nui non hanno avuto.

35 commenti:

  1. Salve; perfettamente d'accordo. Comunque i romani sono andati lunghi: dal lago di Bracciano non sarà comunque possibile prelevare dal 1 settembre per molto tempo innanzi, e se il sistema di depurazione naturale delle acque è stato compromesso dall'eccessivo abbassamento del lago come magra consolazione non sarà più possibile comunque prelevare.Inoltre c'è da dire che le falde idriche si riempiono con lunghe piogge atlantiche, non con gli scrosci estivi, per cui da un lato la portata dell'acquedotto romano è destinata comunque a diminuire per po stabilizzarsi ad inverno inoltrato in caso di inverno piovoso: insomma la crisi romana idrica è lì per rimanere diversi anni se va bene, acuirsi a breve. leggevo che i 200 milioni di euro che ACEA "sversa" nelle casse comunali per pagare il monte stipendi dei comunali andrebbe bene per le normali opere di manutenzione, non per recuperare nel gior di 2-3 anni le eprdite della rete idrica romana nell'ordine del 44% per le quali servirebbero almeno un paio di miliardi per riportale intorno al 20 % se tutto va bene...Insomma ci sono tutti gli elementi perchè la turnazione dell'acqua ai romani si avveri a breve e nella migliore delle ipotesi duri parecchi mesi se non anni...Che sia una lezione per tutto anche sul senso del pubblico e che a parte il magna magna romano, se non si capisce che le risorse pubbliche possono e devono essere reindirizzate dai colletti bianchi di ogni ordine e grado verso verso opere di resilienza ambientale operate da ingeneri ed operai...Nel frattempo Roma si sta mediorientalizzando anche in altro senso a quello della siccità: Carlo Verdone, che fino a poco tempo fa dichiarava di votare per i partiti organizzati della così detta "sinistra", ha dichiarato che presto abbandonerà Roma perché ormai è diventata un suq...Leggevo proprio oggi che gli incendi nelle pinete romane sarebbero dovuti al racket della prostituzione: almeno in questo caso ci sarebbe la semplice soluzione di legalizzare la prostituzione nelle abitazioni private...Almeno dal 1 settembre i prelievi dal lago di bracciano si interromperanno...Dopo l'estate calda romana l'autunno sarà più caldo...Medio-orientale...

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    1. Quello della manutenzione non e' un problema solo della rete idrica... e' un problema generalizzato, sia nell'ambito pubblico che privato, e sempre piu' drammatico: la smania di aggiungere cose a cose ci ha fatto dimenticare che quelle cose richiedono lavoro e lavoro non solo per essere costruite, richiesto una volta sola e facilmente calcolabile, ma anche per il resto della loro vita utile per essere manutenute, con effetto cumulativo se non esponenziale, a cui si e' aggiunto negli ultimi tempi pure il lavoro per lo smaltimento.

      Questa e' una faccenda che ci sta gia' portando al collasso senza che ce ne rendiamo conto, paradossalmente per causa dell'eccesso di risorse che quelle cose ci rendono tanto facile produrre, non della loro carenza. Indirettamente, lo stesso problema si puo' estendere alla popolazione e alla sua quantita'.

      Fra l'altro, nella visione generale, anche e soprattutto del legislatore per il fatto che l'onere non ricade su di lui direttamente, la manutenzione di qualsiasi oggetto costruiamo, anche nell'ambito privato, tende ad essere sempre piu' spesso resa obbligatoria per legge sotto la spinta delle varie facilmente pilotabili "indignazioni" popolari e degli interessi dei gruppi di pressione lobbistici che ne ricavano una specie di vitalizio.

      In altre parole, semplificando, per chi ha il pozzo davanti casa, non c'e' nessun problema, salvo svuotamento delle falde, che saranno sempre quegli altri pero' ad aver prodotto, i fanatici dell'aggiunta di cose su cose e della loro manutenzione. Quando si comincia a costruire grattacieli su cui impilare la gente, la strada e' gia' segnata. Altro che risparmio di suolo.

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  2. molto prima di Rapa Nui, San Paolo ha anticipato nella lettera ai Romani, che l'uomo è portato a fare ciò che non vuole, anche se la sua coscienza lo avverte, che è sbagliato. Sbagliato è stato annientare Rapa Nui, ora il lago di Bracciano e chissà quante altre realtà, ma di fronte ai propri interessi è naturale scegliere questi. Se così non fosse, LTG non sarebbe rimasto inascoltato ed ora con lo spostamento a nord della fascia degli alisei non pioverebbe sul sud Sahara, con conseguente spostamento a nord della fascia subequatoriale. Ovviamente con l'aumento della temperatura globale la fascia equatoriale si allarga, per ora di qualche centinaio di km, domani qualche migliaio e addio ghiacciai alpini e bel paese tutto. Il nulla avanza, ma "tanto saremo tutti morti" (Lord Keynes).

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  3. C'è un'altra isola nel Pacifico che ha una storia interessante da raccontare.
    Scommetto che sono in pochi a conoscerla.
    Consiglio,per capirla appieno, di andarci di persona, magari approfittando delle ferie estive.
    Vi fornisco le coordinate esatte: 24°12'46"N 120°28'52"E.
    E non dimenticate di portarvi dietro l'indispensabile pompetta Drager con un set di fialette cod. n° 81 01 811.

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    1. Le coordinate della centrale a carbone più grande del mondo. A Taiwan.

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  4. ecco quello che è mancato ai selvaggi di Rapa Nui per sopravvivere almeno per qualche altra generazione: i fossili. Peccato che siano di poco posteriori, ma il collasso puoi solo posticiparlo. Si vis pacem, para bellum. Ma come si fa ad essere così incoscienti? Ah, già, basta guardarsi intorno.

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  5. https://www.nytimes.com/2017/08/07/climate/climate-change-drastic-warming-trump.html

    “Ci sono evidenze che dimostrano come le attività umane, specialmente le emissioni di gas serra, sono le principali responsabili per i cambiamenti climatici rilevati nell’era industriale. Non ci sono altre spiegazioni alternative, non si tratta di cicli naturali che possano spiegare questi cambiamenti”

    Una relazione redatta da scienziati che appartengono a 13 agenzie federali e che si inserisce nel National Climate Assessment richiesto dal congresso ogni quattro anni.climatici.

    Un duro colpo per i negazionisti capitanati da Trump, tant’è che adesso si teme, che il presidente americano, possa rallentare o addirittura bloccare gli studi sull’impatto che i cambiamenti climatici stanno avendo negli Stati Uniti. 

    Si fa come gli struzzi. (con tutto il rispetto per gli struzzi, che sono molto più innocui degli uomini)
    Angelo


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  6. Cinque e passa milioni di persone aggiunte ai cinquantacinque già presenti in Italia, il tutto nel giro d'una quindicina d'anni, quanto contribuiscono alle varie crisi idriche e di gestione territoriale più in generale? Quale percentuale di fornitura apporta, alla città di Roma, il lago di Bracciano? Qual è percentuale di forestieri aggiunti negli ultimi quindici anni alla popolazione dimorante sul territorio locale (mi raccomando, non dimenticate d'aggiungere i clandestini e i non censiti a vario titolo!)?

    Un paio di cifre per un "aiutino": il lago di Bracciano apporta circa l'8 per cento del fabbisogno idrico della città di Roma. Nel 2015 la popolazione ufficialmente censita come "straniera" ammontava al 12,7%, mentre nel 2000 era la metà, il 6,4%. Se l'aritmetica non è un'opinione, direi che è palese come ammucchiare gente in Italia in un momento climaticamente "disordinato" come l'attuale non fa altro che rendere ingestibile una situazione che diversamente verrebbe più facilmente "digerita".

    Poi, in base al proprio assetto ideologico, ognuno interpreta i dati come preferisce e parla o non parla dei fenomeni secondo quelle preferenze. Ad esempio, gli sprechi... sì... capisco. perché noi salviamo le vite. E poi, vuoi mettere le pensioni? Già.

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    1. Gli extracomunitari non sono al momento fra i primissimi problemi di sostenibilità de facto, ma lo sono come paradigma, tanto per le conseguenze esponenziali (tutti capiscono che non basta non accogliere più nessuno, ma bisogna espellere tanto gli irregolari che chi giocoforza lo è diventato causa crisi economica) tanto per evidenziare la falla enorme del nostro welfare state che non è individuale in Italia ma per caste, con la casta degli irregolari compresa all'interno del welfare per almeno due anni, e con l'enorme paradosso ad esempio degli italiani che lavorano all'estero che per non pagare le tasse due volte devono prendere residenza all'estero, ma perdono totalmente l'assistenza sanitaria in Italia, che invece è più o meno garantita anche agli irregolari. Quindi gli irregolari e gli extracomunitari già residenti che perdono il diritto a rimanere causa crisi economica SONO FUNZIONALI A FAR DEFLAGRARE HIC ET NUNC IL WELFARE ITALIOTA CENTRALIZZATO E PER CASTE che non è solo iniquo ed insostenibile, ma drena tutte le risorse che potrebbero essere altrimenti impiegate per la sosteniblità, (e qui non mi riferisco ai 5 miliarducci per la permanenza degli irregolari, ma al monte stipendi degli erogatori pubblici di servizi alla propria persona privata). Quindi le ONG in realtà acellerano, (fortunatamente), la scomposizione tanto del panorama politico che statale centralizzato italiano. credo che anche la siccità avrà effetti deflagranti immediati tanto sulla situazione dei dipendenti pubblici romani che sul PIl ( e quindi inizio dell'arresto della capacità di aumentare in valore assoluto il,nostro debito pubblico)...3 mesi fa si parlava di circa 2 miliardi di danni all'agricoltura..Per me a fine anno saremo più sui 15-20, e cioè con PIl piatto pur avendo aumentato il debito pubblico dei soliti 70 miliarducci.

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    2. Fra: "Gli extracomunitari non sono al momento fra i primissimi problemi di sostenibilità de facto"

      Il 10 per cento (a essere ottimisti) in più di popolazione determinato dall'ulteriore aggiunta di forestieri negli ultimi quindici anni soltanto determina, al momento, problemi di sostenibilità di tutto rispetto.

      Sottolineo come parlare di "extracomunitari" o di "rifugiati" o di "clandestini" o anche solo di "stranieri" sia fuorviante e strumentalizzabile. Preferisco il più generico e inclusivo "forestieri" -- tutti coloro che vengono da fuori e si aggiungono. Anche quando sono italiani. Presi uno per uno in molti saranno anche persone a posto, niente da dire. Finche sono i classici quattro gatti va be', ma quando si contano a centinaia di migliaia prima e a milioni poi non ci siamo più.

      Eppure, lassù dove si può quel che si vuole, è stato deciso, pianificato e implementato questo spostamento massivo di slavine umane verso i nostri luoghi. Mettere in discussione i piani di chi ha obiettivi che certo non collimano col nostro interesse è stato reso, nell'immaginario collettivo, qualcosa di turpe, fino ad arrivare a modificare il vocabolario per predisporre un'adeguata formulazione concettuale nei più suggestionabili e a modificare l'applicazione delle leggi per mazzolare i più pertinaci.

      Il rimescolone sociale s'ha da fare e si farà perché, anche se fa danno ai capi della mandria, rende nell'insieme un po' di più ai mandriani.

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    3. Scusi, non capisco...
      Da chi sarebbe provocato il fenomeno migratorio?

      P.S. Hai dimenticato di citare il problema che gli stranieri hanno la maledetta propensione a figliare come conigli.
      (Io imporrei la sterelizzazione a chi chiede asilo)

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  7. segnalo https://www.sciencedaily.com/releases/2017/08/170804082229.htm
    Un articolo che combina analisi statistiche, scientifiche ed economiche per valutare gli scenari per l'anno 2100
    Utile, ma perché sempre così in là? sono gli scenari per il 2025-2030 che sono da analizzare perché affliggeranno gli umani che vivono ORA e che ne dovranno affrontare le conseguenze. Per i nipoti nessuno farà niente, considerando le tante urgenze della fine dell'Età dell'Oro della Civiltà Industriale.

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    1. Ecco una previsione al 2030
      http://m.qualenergia.it/content/solare-ed-eolico-seguiranno-il-destino-declino-delle-altre-fonti

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    2. (Dall'articollo che linki) R "La prima è che anche se sono competitive, la loro natura intermittente crea comunque degli svantaggi e degli extracosti che scoraggiano molti investitori. Per esempio, il solare, producendo tutto insieme nelle ore centrali della giornata, tende a far crollare i prezzi in quelle ore, e quindi a limitare i guadagni di chi installa nuovo fotovoltaico.

      La seconda è che l’Eroei (il ritorno dell’energia prodotta rispetto a quella investita nella costruzione degli impianti), già relativamente limitato, tende a peggiorare via via che si deve installare in luoghi più remoti e meno favorevoli, limitando quindi la convenienza energetica di queste fonti"

      Ecco perchè almeno in iTalia, dove l'orografia,la pluviometria e le competenze lo consentono, serve un piano di microdighe ben più ambizioso di quello Gialletti ( 280 miliardi di investimenti per 250 invasi medio-piccoli spalmati in 20 anni)...La cosa meno pulita di quanto proposto ufficialmente da Gialletti è spalmare questi interventi in 20 anni: non li abbiamo, considerando inoltre che servono diversi anni per il riempimento di altri invasi in serie lungo il corso dei fiumi: serve solo a far credere che possiamo permetterci di fare altri 12-13 miliardi di debito pubblico all'anno da aggiungere agli altri. Lo tsunami della spesa pubblica arriverà, dipende se vogliamo subirlo solo nella riduzione della spesa, o tanto nella riduzione che nella destinazione della spesa pubblica finalmente verso la sostenibilità. (Insomma qui nessuno dice che investire in dighe medio-piccole-micro significa anche dare tanto lavoro agli operai )...Leggevo recentemente che l'EROI delle microdighe è difficile da calcolare e varia da caso a caso ma comunque mai sotto la metà di quello dei grandi invasi, se non sbaglio intorno a 50 (Senza considerare la complementarità con le rinnovabili puntiformi ed agricoltura, per cui servirebbe un nuovo EROI bilanciato e sicuramente superiore)

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    3. http://www.lowtechmagazine.com/2013/08/direct-hydropower.html
      Ecco un articolo un pò sconcertante, che dovrebbe essere passato al vaglio da una persona competente in queste cose, dove si afferma che l'energia idroelettrica più efficiente è quella diretta. Naturalmente sono cose che hanno senso solo in una economia locale di sussistenza. Sempre che non manchi l'acqua per azionare il macchinario. Allora bisognerà andare a braccia.
      http://www.notechmagazine.com/2017/05/the-most-sustainable-power-source-on-earth.html
      Angelo

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    4. si certamente è vero che ogni conversione energetica provoca una perdita di energia.
      Invaso: assorbe i flussi di acqua a monte, l'energia cinetica di ruscelli e cascate viene persa. Viene invece immagazzinata l'energia potenziale.
      Condotta forzata: l'energia potenziale viene trasformata in energia cinetica, perdendo energia sulle pareti della condotta. Più la condotta è sottile più energia viene persa.
      Turbina: trasforma l'energia cinetica dell'acqua in energia meccanica di rotazione tramite pale della turbina che sono essenzialmente delle ali (airfoil). L'efficienza di un airfoil aumenta con dimensioni (numero di Reynolds). In questo stadio conviene usare turbine più grandi possibili (ed è il vantaggio delle centrali moderne)
      Alternatore: (80%-95% efficiente) trasforma l'energia rotazionale in energia elettrica. Anche in questo caso, diventa tanto più efficiente tanto più è grosso.

      Ecco perché le piccole installazioni idroelettriche sono efficienti in direct stream: hanno una turbina poco efficiente, ma risparmiano su tutti gli altre conversioni energetiche.

      In breve: enormi impianti idroelettrici funzionano bene e sono efficienti. Per fare diventare pratiche piccole installazioni l'uso diretto dell'energia meccanica del ruscello è la cosa migliore (ma ovviamente pone forti vincoli).

      E' un po' lo stesso discorso delle cucine solari: un semplice specchio concavo per scaldare l'acqua, è efficiente e potente. Per questo uso, usare pannelli fotovoltaici e una piastra elettrica è demenziale .. ma certamente l'energia elettrica è parecchio più versatile

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    5. aggiungo: la tecnologia sta comunque facendo passi in avanti, incrementando parecchio l'efficienza della conversione meccanica- elettrica anche di piccole e leggerissime macchine elettriche grazie ai supermagneti in neodimio-boro. Efficienze del 95% sono raggiungibili su potenze di 1kw, equivalenti a portate di un po' più di 1000 litri/secondo con un salto di 1 m.

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    6. opps: mi correggo. 1kw = 1000 N * 1 m/s .. ovvero 100 litri di acqua al secondo con un salto di 1 m

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    7. scusate .. 1000 litri /secondo sono da correggere in 100

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    8. http://www.notechmagazine.com/2015/06/water-johads-a-low-tech-alternative-to-mega-dams-in-india.html
      Ho appena scoperto questo sito e mi sembra di essere come un bambino in un negozio di giocattoli. Tutto gratis.
      Angelo

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    9. R Dorda: grazie per le info ma secondo me non inficiano alcun che di quanto detto sopra: le microdighe stanno comunque sopra ad un EROI di 20, ed inoltre secondo il tuo discorso sembrerebbe che siano alternative ai grandi invasi...No! Sono complementari, ( I grandi invasi sono già stati fatti) per cui vista anche la situazione climatica italiana con flussi torrentizi e la necessità tanto di fornire acqua all'agricoltura durante le siccità e supportare il fotovoltaico di notte le microturbine fluviali in Italia servono a poco. é una pessima idea mettere microturbine fluviali quando ha un flusso massimamente torrentizio come lungo le valli di tutto l'appennino e non solo...Chiaro che microdighe in serie porgono il problema di un cambio immediato del paradigma di spesa pubblica e della struttura della nostra società comunque pericolante...

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    10. Dorda, scusa, per errore ho cancellato il tuo ultimo commento. Lo rimandi per favore? U.

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    11. ok, nessun problema.. ma non ce l'ho più.
      Scrivevo che sono d'accordo con Fra che le microdighe sono opportune e necessarie e non solamente per generare energia.

      Il clima italiano dovrebbe evolvere per diventare caratterizzato da lunghe siccità intervallate da tempeste fortissime con annesse bombe d'acqua e alluvioni istantanee (flash floods) aggravate dal terreno e dai letti dei torrenti induriti dalla siccità.
      Creare invasi di tutte le dimensioni lungo i fiumi, torrenti e ruscelli aiuterà certamente a regolarizzarne il flusso durante le inondazioni (ed evitando i pericolosissimi rilasci di emergenza dalle dighe principali), preservando scorte d'acqua per i lunghi periodi di siccità.

      Certamente, visto che le microdighe sono da fare in ogni caso, si può sfruttare l'energia potenziale dell'acqua per fare energia rinnovabile.

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  8. Tò, hai capito perchè...
    http://www.infodata.ilsole24ore.com/2017/08/09/big-del-petrolio-tornano-allutile-dimezzano-gli-investimenti/

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    1. le big oil sanno benissimo che questa società che va a fossili non ha più di 15 - 20 anni di vita, come lo sanno i decisori, ma ovviamente fanno orecchie da mercante. Voi cosa direste agli elettori, se foste nei loro panni. La democrazia, intesa come come paese del bengodi e parco dei divertimenti sta per finire, ma alle masse di locuste che hanno riempito le autostrade per godersi la meritata vacanza, che gli vai a dire? Che è stato tutto un sogno e il risveglio è vicino? E a queste due qui sotto che sono tornate a casa ora col suv, tutte accalorate nel parlare quasi alle 3 di notte, che gli vai a dire? Di andare a letto alle 10 con 30° in camera? Avanti, allora, verso il muro, e a tutto gas!!

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    2. Eccolo di nuovo: Anonimo9 agosto 2017 22:58.
      Quand'è che ci darai la notizia che dalle chiacchere finanziare è possibile estrarre direttamente decine di milioni di barili di petrolio al giorno?
      Con investimenti irrisori, ovviamente.

      Marco Sclarandis

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    3. .... faranno anche in modo da non spendere soldi per dismettere gli impianti di estrazione.
      E resteranno tante bombe ecologiche sparse per il pianeta.

      Tiziano

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    4. @Madre Terra
      Mi sembra che l'abbiano già fatto, almeno in Italia
      (con l'aiutino di R.)

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  9. Mi sono convinto in questi ultimi anni che tutte le modifiche che noi esseri umani apportiamo ad una natura selvatica, sono dannose.
    Dovremmo vivere adattandoci alla natura.
    Non modificarla.
    Per questa ragione, credo che qualunque acquedotto sia una violenza alla natura, e che sia un male.
    Se vogliamo acqua, dobbiamo berla personalmente e direttamente dal lago, dal fiume, dal torrente, dall'incavo nella roccia o nella pianta.
    Non dobbiamo effettuare prelievi artificiali tramite canalizzazioni nè dighe.
    E neppure dobbiamo scavare pozzi più profondi dei tre metri, o raccogliere più di qualche litro di acqua piovana.
    .—-
    Così la natura insegna.

    Gianni Tiziano

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  10. Voglio sottolineare questo aspetto :
    la natura è la grande insegnante.
    In quattro miliardi di anni è riuscita a modificare progressivamente gli ecosistemi, portandoli da un brodo chimico, a poter sostenere forme di vita meravigliosamente complessa.
    Noi pecchiamo di presunzione, modificando la natura.
    La modificassimo in meglio, non avanzarei alcuna critica al nostro operato.
    La stiamo modificando in modo vieppiù insostenibile.
    Una critica radicale al nostro operato è necessaria.

    Gianni Tiziano

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    1. quando si fa del male al prossimo o alla natura, basta averne un guadagno materiale o psichico, ci va bene, anzi benissimo, questo perchè nella stragrande percentuale del genere umano dominano gli istinti, l'egoismo e la possessione diabolica, che sono un tutt'uno secondo me. L'unica critica che possiamo farci è quella mossa da Ulisse ai suoi compagni nella Divina Commedia, e qui mi scuserà il professore per la continua presentazione di questa frase veramente divina nel suo significato. "fatti non foste per viver come bruti, ma per seguire virtute e canoscenza". I compagni di Ulisse morirono tutti, ma almeno morirono da uomini veri, non da locuste brute ed egoiste.

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  11. ma l'e-cat di Rossi dove è finito? quello che che ci risolverebbe tutti i problemi....

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    1. Zitto! Questo è un post in codice. Il titolo vero è "Rapa Nui chiama Andrea Rossi" La misteriosa fabbrica di E-Cat si trova proprio a Rapa Nui, in una caverna sotto uno dei Moai!

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    2. lo zinco dei Moai diventa rame liberando energia, funziona solo lì. Fuori da Rapa Nui ci vuole più energia di quella prodotta. Ma non dirlo a nessuno!

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  12. volete la dimostrazione empirica del GW? Si nota come dal 1980 (decennio nel quale vidi diradare sempre più la neve in appennino pistoiese, rimanendone sorpreso senza capire bene il perchè) sia accelerato velocemente, troppo velocemente: https://www.meteoindiretta.it/giornale-meteo/19858/riscaldamento-globale-distribuzione-temperature-probabilita/

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