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sabato 26 marzo 2016

Le cause del riscaldamento globale: uno studio della NASA

Da “NASA Global Climate Change”. Traduzione di MR



L'atmosfera terrestre vista dalla Stazione Spaziale Internazionale. Uno studio di NASA/Università di Duke fornisce nuove prove che i cicli naturali da soli non sono sufficienti a spiegare il riscaldamento globale atmosferico osservato nell'ultimo secolo. Foto: NASA.

Studio: il riscaldamento globale di lungo termine ha bisogno di forzanti esterne


Uno studio di scienziati del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA di Pasadena, in California, e della Duke University di Durham, in Carolina del Nord, mostra in dettaglio la ragione per cui le temperature globali rimangono stabili sul lungo termini a meno che non vengano spinte da forze esterne, come l'aumento di gas serra a causa degli impatti umani. L'autore principale Patrick Brown, uno studente di dottorato alla Scuola per l'Ambiente Nicholas di Duke ed i colleghi del JPL, hanno messo insieme i modelli climatici globali con le misurazioni satellitari dei cambiamenti dell'energia che giunge e che lascia la Terra al vertice dell'atmosfera negli ultimi 15 anni. I dati satellitari provenivano dagli strumenti del Clouds and the Earth’s Radiant Energy System (CERES) sulla navicella spaziale Aqua e Terra della NASA. Il loro lavoro rivela con nuovi dettagli in che modo si raffredda la Terra dopo un periodo di riscaldamento naturale.

Gli scienziati sanno da tempo che man mano che la Terra si riscalda è in grado di ripristinare la sua temperatura di equilibrio attraverso un fenomeno conosciuto come Planck Response (la risposta di Plank). Il fenomeno è un aumento generale dell'energia infrarossa che la Terra emette man mano che si scalda. La risposta agisce come una sorta di valvola di sicurezza, consentendo ad una quantità maggiore di calore accumulato di essere rilasciata attraverso il vertice dell'alta atmosfera della Terra verso lo spazio. La nuova ricerca, tuttavia, mostra che non è così semplice.

“La nostra analisi ha confermato che la risposta di Planck gioca un ruolo dominante nel ripristino della stabilità della temperatura globale ma, con nostra sorpresa, abbiamo scoperto che tende ad essere sopraffatta localmente da cambiamenti che intrappolano il calore in nuvole, vapore acqueo, neve e ghiaccio”, ha detto Brown. “Ciò inizialmente ha suggerito che il sistema climatico potrebbe essere in grado di creare cambiamenti ampi e sostenuti delle temperature da solo”. Una investigazione più dettagliata delle osservazioni satellitari e dei modelli climatici ha aiutato alla fine i ricercatori a riconciliare ciò che stava avvenendo globalmente con quello che stava accadendo localmente.

“Mentre le temperature globali tendono ad essere stabili a causa della risposta di Planck, ci sono altri meccanismi importanti e precedentemente meno valutati al lavoro”, ha detto Wenhong Li, assistente professore del clima alla Duke. Questi meccanismi includono il rilascio netto di energia in aree fredde in modo anomalo e il trasporto di energia verso regioni alle regioni continentali e polari. In quelle regioni, la risposta di Planck travolge le retroazioni positive di energia locale che intrappolano energia. “Ciò enfatizza l'importanza del trasporto di energia su larga scala e i cambiamenti di circolazione atmosferica nel riconciliare le retroazioni di energia locali con quelle globali e, in assenza di forzanti esterne, nel ripristinare l'equilibrio globale della temperatura della Terra”, ha detto Li.

I ricercatori dicono che le scoperte potrebbero finalmente aiutare a mettere a tacere la credenza degli scettici secondo i quali il riscaldamento globale a lungo termine avviene in maniera imprevedibile, indipendentemente dalle forzanti esterne come gli impatti umani. “Questo studio sottolinea che grandi cambiamenti della temperatura globale come quelli osservati durante l'ultimo secolo, richiedono forzanti come l'aumento della concentrazione di gas serra”, ha detto Brown. “Gli scienziati hanno creduto a lungo che l'aumento dei gas serra giocasse un grande ruolo nel determinare la tendenza al riscaldamento del nostro pianeta”, ha aggiunto il coautore Jonathan Jiang del JPL. “Questo studio fornisce ulteriori prove che i cicli climatici naturali da soli sono insufficienti a spiegare il riscaldamento globale osservato durante l'ultimo secolo”.