Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


sabato 27 febbraio 2016

La sinistra di fronte al collasso della civiltà

Nota: in questo elenco su come prepararsi ad un futuro postpetrolio mancano molte cose, in particolar modo l'implementazione di una rete di energie rinnovabili che faccia da cuscinetto nel passaggio da una società industrializzata in ogni suo aspetto ad una che, in un prevedibile futuro, potrebbe essere anche completamente deindustrializzata o ad una con una struttura industriale molto ridotta. E non si fa accenno al problema climatico e a quello dell'eccessiva popolazione, per esempio. Tuttavia l'elenco, pur parziale, potrebbe servire come base di discussione su quanto le amministrazioni pubbliche ed i governi potrebbero (e dovrebbero) fare per favorire la transizione. Spesso chiediamo cose ai governi/amministrazioni e lo facciamo con atteggiamenti rivendicativi, ma sono persuaso che nemmeno noi, "la gente", abbiamo le idee poi così chiare. Aggiungete i vostri punti/suggerimenti fra i commenti, magari questo potrebbe essere un primo tentativo di visualizzazione collettiva di quanto ci serve per il futuro. Buona lettura. Massimiliano.

Da “The Oil Crash”. Traduzione di MR


Cari lettori,

per i lettori di questo blog che vivono in Galizia, da quelle parti sapranno già della recente pubblicazione del libro “A esquerda ante o colapso da civilización industrial – La sinistra di fronte al collasso della civiltà industriale”, un saggio di Manuel Casal Lodeiro, attivista e mebro attivo di un'associazione molto conosciuta in queste pagine, Véspera de nada. Inoltre, Manuel è anche il coordinatore della rivista post-collassista “per una nuova civiltà” 15/15\15.


"A esquerda ante o colapso da civilización industrial” è, in un certo senso, la continuazione della “Guida per la discesa energetica” che ha pubblicato Véspera de nada due anni fa, ma in questo caso il libro è concentrato direttamente sul terreno politico. Come sta reagendo la sinistra di fronte al collasso che sta cominciando? Come, e perché, dovrebbe reagire? Queste sono le domande alle quali cerca di rispondere l'autore, soffermandosi soprattutto sul panorama politico galiziano, ma guardando anche la Catalogna, i Paesi Baschi e il resto dello stato spagnolo o persino alla Grecia di Syriza. Il libro offre alcuni materiali aggiuntivi sotto forma di allegato che sono particolarmente interessanti. Uno di questi consiste in un gruppo di misure che qualsiasi governo dovrebbe affrontare per cominciare la “transizione” necessaria verso un mondo in declino energetico e che Pau Valverde Ferreiro, uno dei lettori-mecenati del libro, ha tradotto in castigliano per ampliarne la diffusione. Mentre attendiamo l'edizione spagnola di “La sinistra...” (che proprio adesso è in discussione, anche quella portoghese), d'accordo con Manuel abbiamo deciso di condividere l'allegato da questo blog. Allo stesso tempo, vi invitiamo a conoscere gli altri contenuti che l'autore sta pubblicando nel sito web esquerda.colapso.info.

Saluti.
AMT


Alcune misure pubbliche di base per un a strategia di facilitazione dell'adattamento sociale post-petrolifero 

Economia:

– Sostenere in modo deciso la creazione e/o il consolidamento delle reti locali di distribuzione di alimenti e le cooperative di consumo ecologico e locale.

– Sostenere i progetti di monete complementari che abbiano una funzione sociale ed utile per la transizione.

– Favorire la creazione di banche del tempo.

– Sostenere le reti di distribuzione locale ed il commercio di prossimità di generi di prima necessità.

– Aiutare economicamente le imprese che forniscano prodotti sostitutivi di quelli importati in aree di prima necessità.

– Avviare campagne mediatiche a favore del consumo di prodotti locali.

– Realizzare campagne informative di promozione e riconoscimento del consumo ed uso di beni e servizi con minore intensità energetica.

– Dare priorità agli aiuti economici alle imprese che avviino piani di risparmio energetico e che abbiano mostrato un'alta efficienza energetica.

– Promuovere prestazioni economiche palliative nelle zone con la presenza di attività fortemente consumatrici di energia prima di riduzioni future e possibili di tali attività.
 – Realizzare statistiche costanti dell'utilizzo delle energie primarie, dell'uso e trasformazione delle stesse, così come del consumo per tipologia di energia ed utilizzatore, che permettano di disporre delle informazioni sufficienti a stabilire linee di attuazione governative e tracciarne la realizzazione.

– Promuovere in modo deciso il mantenimento e l'ampliamento della popolazione rurale, a discapito delle aree urbane, mediante leggi e misure specifiche che facilitino il ritorno alla campagna in tutti i campi: economico, ambientale, dei servizi, abitativo, di qualità della vita, ecc. Incoraggiare gli ecovillaggi come modello valido per la rivitalizzazione rurale, così come dare la priorità ai progetti collettivi per il recupero dei villaggi o per il ritorno in campagna in generale.

– Promuovere l'isolamento termico delle abitazioni, il loro sfruttamento solare passivo e penalizzare un alto consumo energetico nella loro costruzione.

– Diffondere le possibilità dell'architettura bioclimatica nel settore delle costruzioni e sovvenzionare la sua applicazione nella costruzione e ristrutturazione delle abitazione ed altri edifici.

– Sfruttare le fattorie non utilizzate di proprietà statale per la creazione di orti urbani comunitari ed ecologici.

– Promuovere il fatto che anche i municipi facilitino la creazione di orti nei terreni di loro proprietà.

– Promuovere la creazione di orti per l'autoproduzione di alimenti nei giardini delle urbanizzazioni private.

– Favorire l'uso della montagna autogestito, sostenibile, diverso e indirizzato all'insediamento della popolazione in aree rurali.

– Sovvenzionare (per esempio eliminando o riducendo le tasse) l'acquisto, l'affitto e la ristrutturazione di abitazioni rurali per persone attualmente residenti in nuclei urbani che volessero cambiare residenza abituale in aree rurali o a persone che volessero mantenere la propria residenza in aree rurali.

– Semplificare i requisiti per le opere e ristrutturazioni rurali e potenziarne la realizzazione con materiali e mano d'opera locali, oltre che con criteri di risparmio energetico.

– Promuovere la sovranità e l'autosufficienza alimentare. Sostenere la produzione ecologica locale. Priorità assoluta del governo: assicurare la fornitura di acqua potabile ed alimenti alla popolazione..

– Potenziare le banche di credito agricolo, anche in zone urbane e periurbane per mettere in contatto proprietarie/ri di fattorie potenzialmente produttive con persone di città interessate alla produzione orticola per l'autoconsumo o per la vendita.

– Eliminare le pastoie burocratiche e fiscali alla vendita nei mercati locali delle eccedenze di alimenti autoprodotti.

– Potenziare l'avvio di food forest ed altri progetti agroforestali.

– Rivedere la normativa relativa ai requisiti di materiali ed imballaggi per i prodotti orticoli per facilitare l'impiego di materiali locali non derivati dal petrolio.

– Modificare la normativa degli aiuti all'inserimento nella produzione agricola e dell'allevamento alla luce di una semplificazione necessaria degli ingressi e delle caratteristiche tecniche delle fattorie.

– Promuovere le fiere e i mercati locali, soprattutto di generi alimentari.

–  Sostenere le banche e le reti dei semi locali, facilitandole per qualsiasi persona sia interessata a coltivare alimenti.

– Avviare centri di uso comunitario per il confezionamento di alimenti e la fabbricazione di conserve mediante sistemi di massima garanzia sanitaria e minimo consumo energetico. Divulgare da questi centri, fra la popolazione in generale, le tecniche di conservazione casalinghe.

– Promuovere la riconversione delle fattorie agricole al modello agroecologico.

– Promuovere la riconversione degli allevamenti per aumentare il loro risparmio energetico e minimizzare la loro dipendenza da input esterni.

– Promuovere il car sharing: con corsie riservate sulle strade (auto con 3 o più passeggeri), esenzione dai pedaggi ed altre misure per la sua promozione.

– Promuovere cooperative di trasporto privato (auto di proprietà dei loro membri), club di noleggio di auto, reti di autostoppisti registrati ed altri sistemi analoghi. Facilitare il noleggio di auto per viaggi lunghi occasionali.

– Facilitare e promuovere l'uso della bicicletta (corsia per biciclette, ecc.). Sostituire le strade per le auto con piste ciclabili. Dar priorità alle biciclette nella riprogettazione delle strade.

– Avviare aiuti perché le città e i paesi creino piste ciclabili, parcheggi per bici nelle stazioni di autobus e treni e percorsi pedonali.

– Promuovere la riduzione della settimana lavorativa: meno giorni di lavoro per settimana, concentrando le ore. Incentivare l'orario continuato nelle imprese pubbliche, private e negli orari scolastici.

– Incoraggiare il ripristino autobus aziendali per lo spostamento dei lavoratori.

– Rivedere tutti i tributi per penalizzare le attività che ostacolino la transizione energetica ed abbassando o annullando le imposte a quelle che la favoriscono.

– Ridurre la fiscalità agli esercizi commerciali di prossimità ed ai piccoli negozi, soprattutto di generi alimentari e di prodotti di prima necessità.

– Favorire fiscalmente le imprese che facilitino il telelavoro per evitare gli spostamenti dei loro lavoratori al di fuori delle città e come misura complementare che favorisca il ritorno alla campagna.

– Favorire fiscalmente il noleggio e la condivisione di ogni tipo di attrezzatura come alternativa alla compravendita e per favorire l'allungamento della vita utile dei prodotti e dei macchinari.

– Penalizzare l'obsolescenza programmata dei prodotti industriali e favorire la produzione di beni di lunghissima durata.

Acqua:

– Pressare tutte le aziende responsabili della fornitura di acqua potabile perché analizzino le vulnerabilità delle stesse nel caso di una carenza improvvisa di derivati del petrolio o di fornitura elettrica.

Educazione:

– Collaborare per la realizzazione di ogni tipo di giornata di divulgazione sociale del picco del petrolio e delle sue implicazioni per la nostra società.

– Favorire la formazione di persone disoccupate in nuovi mestieri e servizi per la resilienza.

– Sostenere e promuovere il recupero di saperi, tecniche e mestieri tradizionali.

– Rivedere i curriculum educativi per includervi la formazione degli studenti nelle capacità e nelle conoscenze specifiche per una vita post petrolifera.

– Rivedere i libri di testo scolastici, specialmente nel campo della conoscenza dell'ambiente, per includere la visione storica della relazione fra la nostra specie e l'energia, fino a giungere al momento attuale della fine di un'era di abbondanza energetica.

– Introdurre l'insegnamento della Permacultura e di tecniche analoghe a tutti i livelli formativi ed aree dove sia applicabile.

– Mantenere e potenziare l'insegnamento nelle zone rurali.

– Promuovere le scuole popolari, gli atenei ed altri meccanismi di autoformazione collettiva delle persone, fornendo loro, per esempio, locali e l'acquisizione di materiale formativo.

– Promuovere una nuova cultura energetica che metta l'enfasi sul risparmio, sull'efficienza e sui modelli di mobilità e coordinamento del territorio che riduca il consumo reale.

– Incoraggiare, con la collaborazione dei municipi, l'agricoltura/orticoltura urbana ecologica mediante campagne, corsi, incentivi vari, cessione di spazi e strumenti, sovvenzione dei semi, ecc.

– Incoraggiare la ricerca in Permacultura, tecniche di coltivazione, progettazione di fattorie autosufficienti, tecnologie e specie adeguate ed altri aspetti per una nuova agricoltura postpetrolifera. Identificare ingressi alternativi a quelli attuali, sistemi di prevenzione delle infestazioni non chimici, ecc. facendo uso della storia agricola del paese e del sapere tradizionale, come delle esperienze che funzionano in altri luoghi.

– Realizzare campagne per la formazione di autisti di veicoli privati in guida per il risparmio di combustibile.

– Incoraggiare un cambiamento culturale rispetto al consumo. In esso, promuovere fortemente i prodotti locali anziché quelli importati.

– Realizzare campagne di formazione specifica di persone di tutte le età per l'autogestione e la cura collettiva e personale della salute, primo soccorso, ecc.

– Collaborare attivamente perché si realizzino discussioni, giornate, attività scolari, proiezioni di documentari, creazione di progetti interattivi, libri e fumetti divulgativi e pratici legati a:

  • Picco del petrolio.
  • Economia ecologica.
  • Risparmio energetico.
  • Decrescita.
  • Resilienza comunitaria.
  • Capacità utili in un mondo senza petrolio.
  • Agricoltura naturale/ecologica/tradizionale.
  • Permacultura.
  • Autoproduzione e conservazione di alimenti.
  • Compostaggio casalingo.
  • Forni solari.
  • Autocostruzione di sistemi di energia rinnovabile.
  • Stili di vita ed alimentazione salutari.
  • Trazione animale per l'agricoltura ed il trasporto.
  • Ecc.

– Incoraggiare la cultura del possedere solo quello che è veramente personale e che il resto è più efficiente condividerlo (beni comunitari) tramite noleggio ed altri sistemi.

– Creare un centro autonomo di riferimento permanente su queste questioni, a mo' di centro di sperimentazione e diffusione, centro dimostrativo di tecniche sostenibili, fattorie didattiche, ecc. Questo dovrebbe coordinare ed appoggiare esperienze a livello regionale e municipale che replichino queste funzioni e le applichino sul campo in ogni regione.

– Fare congressi divulgativi diretti anche alle associazioni ed alle entità della società civile, così come alle imprese.

– Promuovere il fatto che le città ed i paesi si uniscano alla rete di Città di Transizione (Transition Towns).

– Potenziare l'autogestione e l'autoorganizzazione della società civile mediante un pacchetto di misure specifiche. Incoraggiare su tutti i terreni l'autoorganizzazione della società civile, prestando aiuto ma senza dirigismi.

Salute:

– Potenziare la fitoterapia fra i professionisti della medicina così come il riciclaggio professionale anche in tecniche di diagnosi e trattamento di uso tecnologico minimo, per esempio nel campo dell'assistenza ai parti, incoraggiando la formazione di ostetriche e doule per l'assistenza ai parti con minimo intervento e facilitando il parto in casa.

– Studiare le vulnerabilità dei centri sanitari, degli ospedali, ecc. di proprietà pubblica in uno scenario di scarsità energetica e di materie derivate dal petrolio. Proporre alternative in un piano specifico.

– In collaborazione coi professionisti della medicina del paese, analizzare in dettaglio quali altre trasformazioni è necessario intraprendere per preparare il sistema di salute pubblica nel contesto di carenza di energia e materie prime.

– Stimolare al massimo la prevenzione nel campo della salute fra la popolazione e potenziare le abitudini di vita e l'alimentazione salutari.