Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


sabato 15 giugno 2013

La cosa importante è fare qualcosa


Di Max Iacono
Da “The frog that jumped out”. Traduzione di MR



Post di Max Iacono, inspirato al post di Ugo Bardi sull'incontro sul cambiamento climatico tenutosi nella città di Fiesole



Un incontro come quello che ha avuto luogo a Fiesole, potrebbe essere facilmente visto come il primo di una lunga serie di incontri fra le parti interessate convocati come parte di un programma per lo sviluppo economico e sociale locale e partecipativo della durata di diversi anni. Mi vengono in mente due paradigmi o modelli di “sviluppo”. Uno è lo “sviluppo della comunità”e l'altro è lo “sviluppo economico locale” o più in generale lo “sviluppo locale”. “Sviluppo locale” è un termine più ampio che può includere tipi di sviluppo locale economico, sociale, politico e amministrativo, culturale ed ambientale ed un adeguata risposta locale al cambiamento climatico può essere vista come impegno in un particolare tipo di programma di “sviluppo ambientale locale” . In realtà i vari tipi “dimensionali” di sviluppo locale citati sopra sono tutti interrelati e si sostengono o si limitano vicendevolmente.

Senza inoltrarci nelle distinzioni fra sviluppo di comunità ed economia locale o altri tipi di sviluppo locale, ognuno perseguito in modo diverso, siccome l'esperienza internazionale è ampie e diversificata, è utile notare che spesso le iniziative per lo sviluppo locale partecipato cominciano con una valutazione della situazione corrente nella quale la località si trova. Le parti interessate locali guardano sia ai problemi sia alle opportunità che la comunità affronta e cercano quindi di identificare strategie e programmi per lo sviluppo della località o comunità alla quale appartengono. Se l'incontro di Fiesole , o nelle innumerevoli altre località nel mondo dove possano essere avvenuti incontri del genere, viene pensato in questo modo, all'ora l'incontro può essere visto come giusto il primo di una lunga serie orientata alla valutazione dei problemi e dei bisogni locali, per sviluppare strategie e quindi attuare una serie di misura ed azioni pratiche appropriate.

Naturalmente è molto difficile, di fatto impossibile, sapere in anticipo quali misure pratiche potrebbero o dovrebbero essere attuate alla fine dalle parti interessate, per la comunità o a livelli locali nelle milioni di comunità e località esistenti in tutto il mondo, per mitigare il cambiamento climatico ed i suoi tanti e diversi effetti in ogni posto specifico. Le misure necessariamente varieranno enormemente da luogo a luogo, da contesto a contesto.

Un effetto generale piuttosto ovvio sul cambiamento climatico, tuttavia, è che il tempo sta “impazzendo” in diversi modi. Quindi ci sono – e continueranno ad esserci – più siccità, più incendi, più piogge e nevicate molto intense, più alluvioni, più uragani, più tornado e stagioni che sono sempre più fuori dal normale – per esempio più lunghe o corte ed estati o inverni più intensi – che in tal modo colpiscono l'agricoltura in molti modi diversi, così come le piante, gli animali, gli insetti, gli impollinatori, le malattie trasmesse da vettori, ecc.

Sembra che la prima cosa di cui ogni comunità o località abbia bisogno o voglia di fare è capire: i) come è stata già colpita esattamente in qualcuno dei modi citati sopra o in altri modi durante un singolo anno di calendario e ii) come verrà probabilmente colpita nei successivi, diciamo, 5 anni basandosi sulle tendenze attuali nel peggioramento del cambiamento climatico. Siccome questo è lo scenario più probabile, visto che le ppm di CO2 continuano ad aumentare di circa 3 all'anno, sempre maggiori quantità di metano vengono a loro volta rilasciate e si fonde sempre più ghiaccio. Ma può essere utile guardare alla storia degli eventi atmosferici estremi nelle località ed intorno la sua area generica durante gli ultimi 50-100 anni, se disponibile. Questo perché un'alluvione che potrebbe essere avvenuta una sola volta in 100 anni, ora potrebbe avvenire una volta ogni 10.

Una volta che questa valutazione generale sia fatta, sarà più facile per le parti interessate locali discutere sensibilmente cosa si dovrebbe fare e cosa si potrebbe pianificare e fare da parte della comunità locale, o dalla provincia, o dalla regione, o dal paese in cui questa si trovi.

L'altro aspetto che penso ogni parte interessata locale ha probabilmente bisogno di capire è la differenza fra i vari tipi di azione e misura che sono possibili, cioè quelle che appartengono a quattro categorie: i) prevenzione ii) mitigazione iii) adattamento e iv) inversione. Misure attuate in ogni categoria possono avere effetti anche in alcune delle altre, ma in generale ci sono diverse misure per diversi obbiettivi.

Per esempio, nonostante Fiesole potrebbe volersi concentrare nel prepararsi meglio rispetto agli incendi che potrebbero avvenire, niente impedisce ai suoi residenti di essere consapevoli di cosa comporti la decisione sull'oleodotto di Keystone negli Stati Uniti, cosa che influenzerà la prevenzione probabilmente più di ogni singolo sviluppo, al momento. E, nonostante non voglia sostenerlo perché penso che sarebbe in gran parte inefficace, potrebbero anche scrivere una lettera su questo al presidente Obama, di modo che egli possa almeno sapere che persone in tutto il mondo stanno guardando ciò che fa o non fa. Fare qualcosa per prepararsi agli incendi (mitigazione locale) mentre si scrive lettera del genere (prevenzione internazionale) aiuterebbe a mettere in sinergia e ad attivare ulteriormente la preoccupazione e l'azione per il cambiamento climatico da coloro che vi sono coinvolti. La cosa importante è di fare realmente qualcosa e di ricordare che è in gran parte facendo – spesso provando e sbagliando – che impariamo sempre di più su cosa fare, come farlo e sviluppare ulteriormente le nostre capacità, la nostra fiducia e la nostra motivazione per intraprendere ulteriori azioni.