Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 9 settembre 2012

Assicurazione sulla Fame

Da “Club Orlov”. Traduzione di Massimiliano Rupalti



[Seconda settimana di vacanza estiva per Club Orlov. I prezzi degli alimenti stanno schizzando a causa del raccolto disastroso. Nel frattempo, i politici qui negli Stati Uniti stanno evocando modo per mantenere i diritti con due sole persone sottooccupate in età da lavoro per ogni pensionato da sostenere. Così, è tempo di riciclare questo post. Vedete se indovinate di cosa tratta. 

E se non ci riuscite, perché allora non prendete parte alla Rivoluzione Francese al Contrario in corso negli Stati Uniti? E' lì che i contadini in rivolta fanno tutto ciò che possono per eleggere un aristocratico che li trufferà dei loro risparmi anche più rapidamente e chiuderà molti di più di loro nella Bastiglia. E quello che rende così rivoltosi quei contadini è che sono tutti grassi per il fatto che mangiano brioche al posto del pane, proprio come Maria Antonietta aveva suggerito.]



Vorrei venderle un'assicurazione sulla fame. Lei è assicurato contro la fame? Forse dovrebbe! Senza questa copertura, potrebbe trovare impossibile continuare a permettersi di sfamare se stesso e di sfamare la sua famiglia. Con questa copertura, non solo si assicurerà di avere almeno un po' di cibo, ma così lo potrò fare anch'io. Infatti, grazie a questo piano, riuscirò a mangiare molto, molto bene.

Ecco come funziona. Lei compra un piano assicurativo sulla fame dalla mia compagnia per assicurazioni sulla fame o da uno dei miei illustri concorrenti dell'industria delle assicurazioni sulla fame. Il mercato delle assicurazioni sulla fame è molto competitivo e le offre un sacco di scelta come consumatore. Può persino decidere di passare ad una organizzazione per il mantenimento della fame (OMF). Questo avrebbe molto senso se lei è a dieta.

Quale che sia l'azienda che sceglie, questa si accaparrerà cibo all'ingrosso a nome suo. Poi, se dovesse trovarsi in un caso di fame, può presentare un reclamo, pagare il versamento e avere un po' di quel cibo. Alcune procedure alimentari, come la colazione, si intendono elettive e non sono coperte.

L'azienda è in posizione tale da ottenere prezzi più bassi dai fornitori di cibo e può persino rigirare alcuni di questi risparmi a lei (ma i bravi ragazzi della compagnia di assicurazione sulla fame devono a loro volta magiare, no?). Naturalmente, i fornitori di cibo cercheranno di compensare la differenza caricando su coloro che non hanno l'assicurazione sulla fame dei prezzi molto più alti, ma come biasimarli? E' l'economia di mercato. Potrebbero anche esserci dei benefici in relazione al cibo, come tassi di noleggio più bassi su ciotole, cucchiai, tovaglioli e sondini (controlli i dettagli del suo piano assicurativo).

C'è solo una piccola complicazione: lei dovrebbe cercare di concordare il suo piano di assicurazione sulla fame attraverso il suo datore di lavoro. Vede, è molto più costoso per le aziende fare affari direttamente coi consumatori. E molto più conveniente e facile per loro contrattare con altre aziende, questo permette loro, nuovamente, di passar loro alcuni dei risparmi. Infatti, molti assicuratori sulla fame potrebbero decidere di non vendere piani individuali sulla fame, perché la fame di gruppo è molto più redditizia. E' l'ABC degli affari: niente di personale. In più, come si può permettere la sua polizza sulla fame ogni mese se è disoccupato? Non c'è bisogno di dire che se vuole conservare la sua assicurazione sulla fame, è bene che tenti di conservare il suo lavoro, che la paghino o no! E se lei è attualmente disoccupato, allora, be'... perché parlo ancora con lei?

Sono sicuro che concorderà sul fatto che questo è un sistema dannatamente buono: le offre scelta come consumatore, un dieta salutare e, più importante, pace mentale. Ma, come può aver sentito dire, alcune persone hanno sempre sognato un cosiddetto “sistema di alimentazione unico” gestito dal governo. Ora, quel tipo di cose potrebbero essere molto buone per quei miserabili comunisti, ma lasci che le ponga un paio di domande.

Prima domanda: vuole essere sfamato allo stesso modo di qualsiasi altro anche se si può permettere di pagare un piccolo extra? E se, diciamo, vincesse alla lotteria, non vorrebbe forse migliorare il piano assicurativo e cenare con filetto, foie gras e tartufi come faccio io, piuttosto che con gli Happy Meal forniti dal governo o dalle corporazioni?

Ma ancora più importante, chi vuole che diventino i suoi figli quando crescono: degli umili burocrati del governo oberati di lavoro e sottopagati o dei capitalisti grassi come me? Non vale la pena tirare la cinghia per una simile visione di speranza? Ad essere completamente onesti, quei lavori sono riservati ai miei figli, ma i suoi potrebbero essere ancora in grado di trovare un lavoro come loro assistenti personali al bagno, se sono docili e carini... facciamo finta che non abbia sentito questa cosa.

Ma alla fine dipende ancora tutto da lei, perché è lei che, ogni tot di anni, entra in una cabina elettorale e tira una leva. Ed io devo lavorare con chiunque lei abbia eletto e devo portarlo a pensare le cose nel modo in cui le penso io. Noi siamo insieme in questo, vede: lei tira la leva, ma io scrivo gli assegni, coi suoi soldi. Anche i politici devono mangiare, sa, ed io sono qui per aiutarli, e loro lo sanno.

Sta ringhiando o è solo felice di vedermi?