Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 2 ottobre 2011

Riscaldamento Globale e percezione individuale

Guest post di Silvano Molfese




In genere quando si dice che la temperatura è alta o bassa, ci si riferisce alle proprie sensazioni di freddo o di caldo: è un meccanismo di difesa che serve a proteggere l’animale uomo. Recentemente il sito Climalteranti.it ha messo in evidenza i risvolti psicologici che spingono gli individui a negare il riscaldamento globale (Psicologia e cambiamenti climatici di Stefano Caserini). Escludendo le persone in malafede, è opportuno chiedersi cosa scatta nella mente della gente quando si parla di cambiamento climatico.

Gli indicatori oggettivi (quantità di ghiacci, temperatura dell’aria, concentrazione di CO2, ecc.), seppur misurabili e confrontabili, sono esterni ai sensori naturali di cui disponiamo come specie animale e quindi risultano più lontani delle conoscenze scientifiche acquisite (che chiamerei indicatori artificiali).
Infatti le persone fanno riferimento innanzitutto alla propria percezione di freddo/caldo che è un indice soggettivo (per l’appunto cambia da soggetto a soggetto), poi alle variabili meteorologiche, e dopo alla variazione climatica quando si parla di riscaldamento globale. (Chissà quanti conoscono la differenza tra meteorologia e climatologia).

Per ogni persona la percezione caldo/freddo è condizionata da: temperatura, umidità relativa dell’aria, ventosità nonché dall’esposizione alla luce solare diretta. Inoltre c’è la variabilità tra individui: io ho caldo e tu stai bene (a parità di tutte le altre condizioni). A ciò si aggiunge l’elevata artificiosità degli ambienti in cui viviamo; case ed auto possono essere climatizzate: si vorrebbe vivere una costante primavera artificiale ed al contempo si vuol mantenere il vestiario primaverile. Questo comporta anche una differente percezione della temperatura quando usciamo di casa.

Estate

Esco da casa la mattina e, se vado a lavoro in un ambiente climatizzato, alla fine della giornata, per strada, vengo colpito da una calura molto fastidiosa, avverto un forte disagio e cerco il tragitto ombreggiato per raggiungere l’auto. Figurarsi poi se devo entrare nella macchina rimasta al sole. Pur con i dovuti accorgimenti, parasole e finestrini lasciati un po’ aperti, anche se spalanco gli sportelli per disperdere il calore, volante, sedili, ecc. sono bollenti: entrando in auto si è circondati dal caldo e la sudata è assicurata! (Diverso è se uso il climatizzatore prima di mettermi al volante: aggiungo un altro po’ di calore, CO2 e veleni nell’ambiente). Cosi, chi sente parlare di riscaldamento globale, si convincerebbe del cambiamento climatico.

Inverno

Molto spesso le case sono riscaldate da cima a fondo mentre una volta il fuoco serviva a non sentire freddo. La mattina uscendo da una casa ben riscaldata, se fuori è gelato, ci sono almeno 18 - 20° C di differenza, faccio due passi ed entro in macchina: avverto il gelo e accendo il riscaldamento; parcheggio e tengo un passo svelto per riscaldarmi: in ufficio il tepore è assicurato. Se leggo a titoli cubitali che  “Il CO2 sale: aumenta il riscaldamento globale” come minimo penserò: ma cosa dicono, fuori si gela è vero il contrario!! La nostra adattabilità è minore se maggiore è l’escursione termica e quanto più  repentini sono i passaggi caldo/freddo e viceversa.

Dovremo ridurre l’emissione antropica di gas climalteranti perché un segnale molto forte è venuto dalla Russia: nel 2010 è andata in fumo la produzione agricola di quasi 10 milioni di ettari! Circa un terzo della superficie territoriale italiana. (1) Non solo; oltre alle elevate quantità di CO2 prodotte, questi estesi incendi hanno ridotto il contenuto di sostanza organica dei suoli agrari con futuri cali produttivi.  Dopo pochi mesi le fasce di popolazione più povere non avevano di ché sfamarsi e così buona parte di Medio Oriente e del Nord Africa sono entrati socialmente in fibrillazione per il rapido aumento delle pance vuote.

Continuando di questo passo aumentano i pericoli di estese e più frequenti perdite agricole. Anche l’Italia sarà interessata da gravi danni alle produzioni agroalimentari: non è nascondendo il riscaldamento globale che si serve il Paese. (*)

Sostituire il petrolio con le energie rinnovabili è condizione necessaria ma non sufficiente; è necessario un cambio di paradigma: dal prossimo inverno possiamo iniziare a ridurre i consumi di combustibili fossili per esempio abbandonando le mode energivore indossando una maglia in più per mantenersi caldi. Prepariamoci.



(*) Ho parafrasato A. Marescalchi citato da Marino Ruzzenenti in “Autarchia verde”, pag. 103.

(1) K. Russel e L. Mastny,  2011. State of the World 2011: Un anno in rassegna. Ed. Ambiente, 53-59.

Con il suo libro, “Prepariamoci”, Luca Mercalli invita anche i cittadini ad essere artefici del risparmio energetico in prima persona.