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martedì 28 settembre 2010

Il Lupo ha pagato Pierino? Il falso allarme sulla "catastrofe del 2013"




Non potrebbe essere che Pierino gridava "al lupo!" perché era pagato dal lupo stesso? Di certo, gli ha fatto un bel favore. Potrebbe essere che certi casi di evidente allarme esagerato - tipo la "catastrofe elettromagnetica del 2013" - non siano una questione di ingenuità o ignoranza, ma il risultato di un progetto di disinformazione da parte di gente "pagata dal lupo".


Qualche giorno fa, al bar della stazione, mi è capitata fra le mani una copia del quotidiano che va per la maggiore dalle mie parti. Fra le tante fesserie, una mi ha colpito in particolare: la notizia della "catastrofe elettromagnetica del 2013", quando "secondo gli scienziati della NASA" che si sono "riuniti in un summit a Washington" il nostro pianeta sara colpito da "una gigantesca eruzione solare" che causerà danni inenarrabili, eccetera, eccetera. 

Arrivato a casa, non mi ci è voluto molto a capire di cosa si trattava. Molta fatica me la ha risparmiata Paolo Attivissimo, efficiente come al solito con il suo blog "il disinformatico". In sostanza, la storia della catastrofe elettromagnetica del 2013 è una bufala. E' normale che ogni 11 anni circa il sole passi per un massimo di attività. Questo provoca tempeste elettromagnetiche che possono fare danni alle reti di comunicazione. Non è una cosa da trattare come una catastrofe; ci siamo già passati molte volte e non è successo nulla di orribile. Non c'è nessun allarme lanciato dagli scienziati; non c'è stato nessun recente "summit a Washington." Ci sono solo alcune dichiarazioni del ministro della difesa britannico Liam Fox che in una conferenza stampa ha menzionato la vulnerabilità delle reti di trasmissione all'attività solare. Insomma, una bufala quasi totale.

Un punto che non viene fuori chiaramente dal post di Attivissimo è l'origine esatta di questa bufala. Io l'ho letta su "La Nazione" il 23 Settembre e la stessa notizia è stata pubblicata su quasi tutti i maggiori quotidiani; la Repubblica, il Corriere ed altri. Ma tutti questi giornali hanno ripreso la notizia pubblicata il giorno prima (il 22 Settembre) sull'edizione on line della sezione "tuttoscienze" della  "Stampa" del 22 Settembre. Eccola qua; dal blog di Attivissimo.


A sua volta, La Stampa è andata a riprendere una notizia apparsa il giorno prima (il 21) sul Daily Mail, "rinforzandola" in termini di allarme dando per scontate certe cose che la stampa inglese aveva dato soltanto per possibili.

Quindi, l'origine della bufala in Italia si trova in "Tuttoscienze" e Paolo Attivissimo ha scritto una cortese lettera di protesta al direttore della rubrica, Gabriele Beccaria. Quest'ultimo ha risposto mandandolo a quel paese senza tanti complimenti. (trovate la lettera di Attivissimo sul suo blog ma non la risposta, che Attivissimo ha giudicato non pubblicabile).

L'opinione generale di fronte a queste cose è che i giornalisti siano semplicemente degli incompetenti in materia scientifica. Ovvero, che valga la massima "non bisogna cercare di spiegare con dei complotti delle cose che si possono spiegare semplicemente con la stupidità.
La massima è attraente, ma ho l'impressione che non sia valida in tutti i casi. Anzi, che ce ne siano molti dove non vale per niente. Su questa cosa, devo dire che mi trovo più daccordo con Gianluca Freda che con Paolo Attivissimo. Il primo (Freda) vede complotti dappertutto, il secondo, (Attivissimo), cerca di smontarli tutti. In questo caso, io credo veramente che ci sia qualcuno che sta cercando di imbrogliarci senza darlo a vedere. Magari non chiamiamolo complotto, ma è cose come l'allarme sulla catastrofe del 2013 non si spiegano con la semplice ignoranza.
Quelli che gestiscono i media saranno anche ignoranti di scienza, ma sono dei professionisti di alto livello nel loro campo; che è di ottenere il "consenso" del pubblico. Ora, il consenso del pubblico si può ottenere in molti modi e per certe persone importa poco se per questo scopo si usano bugie, distorsioni della verità e cose del genere. E' tutto parte di quell'antica arte che va sotto vari nomi; da quello vecchio e un po' fuori moda di "propaganda" a quello un po' più moderno di "public relations" (PR), che è la stessa cosa. 

Al momento, è in corso una campagna di PR mirata a convincere il pubblico che il riscaldamento globale non esiste, o che non è un problema, o che, comunque, è inevitabile. Il caso del "Climategate" è un esempio dei metodi usati; in questo caso, l"assassinio del personaggio". Ma non è il solo; un altro è quello di sminuire la portata della catastrofe climatica incombente creando ad arte delle catastrofi inesistenti. E' la tattica di Pierino; quello del lupo.
Se ci pensate sopra un attimo, la storia di Pierino e il Lupo è un perfetto esempio di tecniche di PR. Pierino - in pratica -  mette in atto una strategia per indebolire la capacità di reazione dei pastori. Di fronte a una serie di messaggi che segnalano catastrofi inesistenti (arriva il lupo!) i pastori finiscono per non reagire più di fronte alla vera minaccia - quando il lupo arriva per davvero. Nella storia, Pierino fa quello che fa soltanto perché è un po' tonto e si diverte, ma il suo comportamento si spiega molto meglio se assumiamo che era in combutta con il lupo.
Gabriele Beccaria, direttore della sezione "tuttoscienze" de "La Stampa" non è nuovo alla tattica di Pierino, ovvero lanciare allarmi per catastrofi inesistenti. Già lo aveva fatto con l'annuncio di un'imminente era glaciale. Non c'è da stupirsi che ci riprovi con la storia della catastrofe elettromagnetica del 2013. E' tutto parte di una strategia per sminuire la vera catastrofe incombente: quella del riscaldamento globale. 
Quindi, Beccaria è un serio professionista di PR che fa il suo mestiere e lo fa anche molto bene per gli scopi che si è prefisso. Non è certamente un ingenuo e molto probabilmente è il primo a non credere all'allarme che il suo giornale ha lanciato. L'ingenuo, semmai, è chi gli manda una lettera per spiegargli che la catastrofe del 2013 non esiste - come ha fatto Attivissimo. Non c'è da stupirsi che Beccaria abbia risposto come ha fatto; in modo sprezzante. 
Del resto, pensateci un momento: immaginate che le pecore scrivano una lettera al lupo per lamentarsi del fatto che ogni tanto una di loro viene mangiata. Come pensate che risponderebbe il lupo?