Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


venerdì 21 luglio 2017

Se le emissioni di CO2 non aumentano, vuol dire che siamo salvi?


E' curioso quanta gente rimanga confusa dal fatto che mentre le emissioni di CO2 sono leggermente diminuite, la quantità di CO2 nell'atmosfera continua ad aumentare. Ma questo è ovvio se pensate all'atmosfera come una vasca da bagno e al CO2 come l'acqua che la riempie. Anche se riducete il flusso che viene dal rubinetto, il livello dell'acqua continua ad aumentare, come è ovvio che faccia. Per salvarsi dal riscaldamento globale non basta ridurre le emissioni. Bisogna azzerarle e sperare di non aver già passato il punto di non ritorno. Nel post che segue, Stefano Ceccarelli spiega queste cose in dettaglio

Quando l'Aumento Aumenta

di Stefano Ceccarelli

da Stop fonti fossili!

Immaginate di trovarvi sul fondo di una piscina vuota molto profonda. A un certo punto qualcuno comincia a versare dentro acqua con un secchiello, prima poco alla volta, poi ad intervalli più ravvicinati. Per un po’ la piscina rimane pressoché vuota, perché una mattonella del rivestimento sul fondo è saltata, e l’acqua viene in gran parte trattenuta dal terreno sottostante. Ma il suolo è argilloso e non riesce ad assorbire l’umidità oltre un certo limite. Dunque il livello dell’acqua nella piscina poco alla volta aumenta, ma la cosa non vi dispiace affatto, perché così potete sollazzarvi giocando con l’acqua e schizzandovela addosso l’un l’altro. Anzi il divertimento aumenta ancora quando l’acqua dalle caviglie pian piano sale fino ad arrivare all’altezza del bacino. Siete così presi dallo svago che quando viene rimossa la scaletta nessuno ci fa caso.

A quel punto però qualcuno vi ricorda che non sapete nuotare, e osserva sommessamente che se il livello dovesse continuare a salire le cose non si metterebbero troppo bene. Ma voi non date peso alle cassandre di turno e continuate a spassarvela, anche perché l’acqua sale lentamente, e ci vuole tempo per riempire una piscina con un secchiello. Passano le ore, l’acqua vi arriva all’ombelico, ma voi vi siete ambientati e state da dio. Qualche apprensione comincia però a serpeggiare qua e là, e mentre la maggioranza continua a divertirsi alcuni di voi guardano sempre più insistentemente in alto cercando di scorgere se le dimensioni del secchiello sono rimaste le stesse. A forza di scrutare il secchiello dimenticano però che l’acqua sale ancora, ed ora vi arriva al collo… Ebbene, in una siffatta situazione, come vi sentireste se all’improvviso doveste accorgervi che il secchiello è stato sostituito da un secchio più grande?

Accantoniamo ora l’improbabile metafora e parliamo di CO2, l’anidride carbonica, il re dei gas serra. Come è noto, negli ultimi 150 anni lo sviluppo della popolazione mondiale in rapida crescita ha fatto aumentare esponenzialmente le emissioni di CO2. La frazione più importante della CO2 rilasciata in atmosfera è quella dovuta alla combustione di carbone, petrolio e gas per la produzione di energia, che si stima essere dell’ordine di 32 gigatonnellate l’anno. Una quantità stratosferica. Ma la buona novella, annunciata solennemente dall’IEA, è che per la prima volta queste emissioni negli ultimi due anni non sono aumentate, pur in presenza di una crescita economica globale. La grancassa mediatica non ha esitato a sottolineare questo risultato, che dimostrerebbe che è possibile disaccoppiare l’aumento del PIL con la crescita delle emissioni. Se ciò è vero, il mantra del mitico sviluppo sostenibile può continuare ad essere sbandierato ai quattro venti dai potentati politici ed economici, alla faccia dei profeti di sventura. Ma insomma, di cosa ci preoccupiamo? Abbiamo invertito la tendenza, dopo un secolo di aumento le emissioni si sono stabilizzate semplicemente assecondando i trend economici correnti, dunque questa è la dimostrazione che siamo sulla buona strada, e la diffusione graduale delle energie rinnovabili farà sì che le emissioni presto inizieranno a calare.

Peccato che questo ragionamento tralasci di ricordare che stabilizzare le emissioni non vuol dire affatto stabilizzare la quantità di CO2 presente in atmosfera, perché malauguratamente questo gas ha la brutta abitudine di accumularsi nell’involucro aeriforme che circonda il nostro pianeta, ed è proprio il valore delle emissioni cumulate di CO2 che determina l’aumento della temperatura media del pianeta. Perciò, anche se il secchiello che getta acqua è sempre lo stesso, il livello nella piscina sale senza sosta. Non è difficile da comprendere, vero?

Ma poi, siamo proprio sicuri che le emissioni si sono stabilizzate? Perché limitarsi ad elucubrare sulla base della stima tutt’altro che certa di quanto abbiamo sputato in atmosfera bruciando combustibili fossili, quando la scienza ci fornisce un modo molto più semplice e significativo per capire come siamo messi, ovvero, banalmente, la misurazione delle concentrazioni di CO2 atmosferica? Ora, i livelli di questo gas in atmosfera sono cresciuti fino agli attuali 405 ppm dai 280 ppm dell’era preindustriale, e come è noto questo è un grosso guaio perché più anidride carbonica c’è in atmosfera più si intensifica il riscaldamento globale a causa dell’effetto serra. Ma le cattive notizie, ahimè, non vengono mai da sole: negli ultimi due anni (cioè, guarda un po’, proprio nello stesso periodo nel quale secondo l’IEA le emissioni sarebbero rimaste costanti!) la CO2 è cresciuta di 3 ppm l’anno, ovvero a un ritmo senza precedenti, come sottolineato dal NOAA.
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Non solo: leggendo i dati relativi ai valori di crescita annuale di CO2 atmosferica emerge come il 2016 sia stato, per la prima volta, il quinto anno consecutivo in cui la CO2 è cresciuta di almeno 2 ppm l’anno. L’aumento dell’aumento del principale dei gas serra risulta ancora più evidente se si confrontano le medie decennali degli aumenti annuali dal 1966 ad oggi: come si vede nel grafico (fonte), si è passati in soli cinquant’anni da un incremento di 1 ppm l’anno a 1,5, poi a 2, fino ai 2,3 ppm del decennio 2006-2016. Limitandoci all’ultimo quinquennio, l’aumento è stato superiore ai 2,5 ppm.

annual increase co2


E’ bene ripetere, a costo di apparire pedante, che queste, a differenza dei dati dell’IEA, non sono semplici stime delle emissioni prodotte sulla base delle autocertificazioni non verificate rilasciate dalle singole nazioni, ma dati scientifici ottenuti da misurazioni analitiche validate e mediate con l’ausilio di metodi statistici universalmente accreditati. Dunque, prima di esultare per un successo (la stabilizzazione delle emissioni) che tale non è, è doveroso interrogarsi sul perché il secchiello ha lasciato il posto ad un secchio più grande, ovvero sulle ragioni per le quali a fronte di un supposto non-incremento delle emissioni la CO2 atmosferica aumenta più di quanto non abbia fatto quando le emissioni crescevano. Ebbene, mentre i governi e gli ottimisti per partito preso preferiscono baloccarsi con la storiella del plateau delle emissioni, la scienza, mai tanto bistrattata come in questi tempi bui, ha delle risposte per chi vuole ascoltarle, che possono riassumersi come segue.
  • Non esistono solo i combustibili fossili. Circa un quarto dei rilasci di CO2 deriva da altre fonti, in particolare dalla deforestazione e dal degrado dei suoli. In un pianeta sempre più affollato e affamato, non sarebbe certo una sorpresa se questi fattori assumessero sempre maggior peso nel computo totale delle emissioni.
  • Il cambiamento climatico è già in atto. L’aumento delle temperature, unito al fenomeno dell’amplificazione artica, accresce lo stress della biosfera portando a rilasci di carbonio da incendi, siccità, e scioglimento del permafrost.
  • Proprio come l’acqua assorbita inizialmente dal fondo della piscina male impermeabilizzata, una buona parte della CO2 emessa finora è stata disciolta negli oceani, acidificandoli. Finora, appunto. Perché i modelli climatici indicano che la capacità degli oceani di fungere da serbatoio di CO2 è destinata ad indebolirsi man mano che la temperatura aumenta.
Insomma, tutto lascia pensare che, al punto in cui siamo, non è più possibile tenere a bada la totalità dei fattori che spingono in alto le concentrazioni di anidride carbonica, a meno che qualcuno non pensi di persuadere con le buone il suolo ghiacciato artico a starsene tranquillo come ha fatto finora, o gli oceani a ingozzarsi di CO2 all’infinito. Se dunque i margini di manovra si restringono pericolosamente, possiamo e dobbiamo, questo sì, limitare il più in fretta possibile le emissioni antropogeniche e azzerare senza indugio la deforestazione. Ciò vuol dire mettere in campo una mobilitazione e una coesione internazionale senza precedenti con il fine di ridurre drasticamente i consumi superflui, contenere l’aumento della popolazione, combattere le disuguaglianze incoraggiando dinamiche locali di cooperazione e condivisione, dare un taglio alla globalizzazione e mettere il turbo alla transizione energetica dicendo addio per sempre all’era dei fossili.
Se non lo faremo, e ci accontenteremo di lasciar fare al mercato senza disturbare i manovratori, continueremo a viaggiare spediti verso il terrificante traguardo dei 450 ppm di CO2, che di questo passo verranno raggiunti nel vicino 2032: a quel punto l’umanità potrà dire ciao ciao! alle speranze di mantenere l’aumento della temperatura media al di sotto dei fatidici 2°C disattendendo al giuramento solenne fatto da tutti i governi un anno e mezzo fa, con tanti auguri a chi erediterà la Terra (sperando che impari in fretta a nuotare).

65 commenti:

  1. Non so negli USA quanti siano veramente interessati alla questione CO2, da questo articolo sembra nessuno visto che l'output di oil sta raggiungendo i massimi del 2015 e per il 2018 si prevede lo storico dal 1970...chissà alla fine chi avrà pescato la carta migliore.
    http://www.trend-online.com/commodity/trivelle-a-pieno-ritmo-210717/

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  2. R "Se dunque i margini di manovra si restringono pericolosamente, possiamo e dobbiamo, questo sì, limitare il più in fretta possibile le emissioni antropogeniche e azzerare senza indugio la deforestazione. Ciò vuol dire mettere in campo una mobilitazione e una coesione internazionale senza precedenti con il fine di ridurre drasticamente i consumi superflui, contenere l’aumento della popolazione, combattere le disuguaglianze incoraggiando dinamiche locali di cooperazione e condivisione, dare un taglio alla globalizzazione e mettere il turbo alla transizione energetica dicendo addio per sempre all’era dei fossili." Perfetto, purtroppo però bisogna anche rivolgere le asce,e non in senso figurato, contro chi vuole disboscare vel campare di agricoltura itinerante con metodiche taglia e brucia, stile cavallette...Non basta urlargli contro...Al punto un cui siamo la dittatura ecologica più efficiente non si limiterebbe ad usare le forze di polizia per contenere i disordini e le proteste, ma a vere e proprie spedizioni militari contro chi non vuole o non può obbedire...

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  3. "Ciò vuol dire mettere in campo una mobilitazione e una coesione internazionale senza precedenti con il fine di ridurre drasticamente i consumi superflui, contenere l’aumento della popolazione, combattere le disuguaglianze incoraggiando dinamiche locali di cooperazione e condivisione, dare un taglio alla globalizzazione e mettere il turbo alla transizione energetica dicendo addio per sempre all’era dei fossili."
    Apriti cielo! Chi crede al ravvedimento in tempo dell'homo stupidus alzi la mano.
    Troppa avidità e zero considerazione per i nostri discendenti, figli compresi. Ci riproduciamo come conigli a spese delle altre specie viventi e di un pianeta sempre più a corto di risorse, e non c'è traccia dei cambiamenti epocali che si augura Ceccarelli.
    Scusate il mio pessimismo, ma proprio non è possibile immaginare un futuro migliore per la nostra specie. La Natura sta già affilando le armi per darci una ripassata epocale.

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    1. "La Natura sta già affilando le armi per darci una ripassata epocale"

      Per l'appunto questa considerazione mi ha ispirato la composizione di un breve atto unico, che mi pregio allegare in copia autentica.

      L'Estinzione

      Personaggi (in ordine di entrata)
      Araldo
      Forza Estintrice
      Rappresentante della Specie Umana
      Le Tre Grazie (Fame, Guerra, Malattia)
      Ornitorinco


      --------Prologo---------
      (coro fuori campo -salmodiando)

      La specie umana è una specie vivente
      +
      le specie viventi sono soggette a estinzione
      =
      -------------------------------------------
      la specie umana è soggetta a estinzione.

      --------------
      --------------
      (squilli di clarine)
      Araldo: (stentoreo) In illo tempore, venit die redde rationem, et Extintionorum Dea sententias ex-cathedra pronunciabat

      ...

      FE: ... per cui, visto il combinato disposto eccetera, la Specie Umana è classificata NOT FIT - notaio trascriva, avanti il pross
      RSU: Scusi, ma come mai mi dovrei estinguere proprio adess
      FE: Prima cosa lei si deve estinguere perché così perde il viziaccio di interrompere, e poi la sua specie è troppo inefficiente nel procurarsi il cibo, guardi un po' qua le statistiche, consumate trecentomila* calorie/pro capite/pro die, e quante ne mangiate, meno di tremila scommetto!
      RSU: Sì, ma, vede, noi con parte di quelle trecentomila calorie ci facciamo andare aerei e navi, treni e camion, automo',
      FE: Sì, e biciclette e monopattini e sandolini, e elicotteri camper e sottomarini, funicolari trattori e motorini, motocoltivatori rasaerba schiacciasassi e fuoribordo, e allora?
      ...
      RSU: E allora le altre calorie ci servono per costruire le fabbriche di tutta questa roba, e poi città, strade, centrali elettriche ...
      ...
      ...
      FE: Come le dicevo, la sua specie è NOT FIT; prego, lasci libera la sua nicchia e vada ad estinguersi da qualche parte.
      SU: Ma veramente la mia nicchia è l'intero Piane'
      FE: E ALLORA LASCI LIBERO L'INTERO PIANETA!
      SU: Ma
      FE: "Ma" un corno! Grazie!
      SU: Scusi sa, ma avrei da sottoporle altri argomenti in favore del mio permanere in esisten
      FE: NON DICO A LEI! GRAZIEEE!!! SVEGLIAAA!!!
      LTG: (in coro -ieratico)
      O Dea dell'Estinzione,
      non c'era mai successo
      dormir così di sasso
      proprio all'elencazione
      dei segni di progresso
      di una Popolazione.

      Perché dunque ci svegli?

      FE: Perché quando fate il coro ieratico mi fate caà! Ma basta chiacchiere, liberatemi da questa zecca!
      LTG: ... ma ... ma di zecche qui non ce n'è!
      FE: intendevo questo cauterio che è la Specie Umana
      trambusto
      ...
      ...

      FE: Ohhh! Finalmente un po' di quiete! Avanti il prossimo! Chi abbiamo qua, oh, l'Orny! Come va, sempre in gamba vedo.
      O: Stavolta mi tocca, eh?
      FE: Mah. Forse no. Fa' vedere la lingua ... di corpo vai bene?
      O.: Per ora ...
      FE: Ochei, rivedibile; torna fra due o tremila anni - notaio, trascriva, avanti il pross
      O: Sei davvero una Forza! ... ehm ... Poi ti mando una dozzina di uova.
      FE: Non importa, grazie.
      LTG: (in coro -maestoso)
      Da quando ci destasti
      attendiam solo un cenno
      dall'alto tuo scran
      FE: Voi mi farete uscire pazza! Tornate a dormire che è meglio. Avanti il prossimo!

      ...

      :-)

      -------------
      * trecentomila calorie: numero a caso.

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  4. Imprecisioni:
    1) Il Re dei gas serra non è la CO2 ma il vapore acqueo che un'incidenza sull'effetto serra molto più marcato, sia in valore relativo che assoluto

    2) Gli oceani non smetteranno di assorbire CO2 per il semplice fatto che già ne contengono una quantità N volte superiore, e perché se anche bruciassimo tutte le risorse di combustibili fossili, essi sarebbero comunque una piccola parte di tutto quello che gli oceani sono in grado di assorbire.

    3) Se anche arrivassimo a 450 ppm non succederebbe niente di catastrofico, visto che la CO2 ha un basso effetto serra.

    4) Il permafrost delle zone artiche NON è come un tappo di una bottiglia, che sta buono fino ad un certo punto e poi salta per aria.
    Ogni anno la parte superficiale del terreno artico si scioglie e parte del gas ivi presente si diffonde nell'atmosfera.
    Il terreno, già a pochi centimetri di profondità rimane congelato, e se anche le temperature salissero un po', vuol dire che ci sarebbe solo qualche altro centimetro di terreno che emette gas, che verrebbe poi convertito in CO2 e in parte riassorbito dalle piante, che crescerebbero rigogliose e contente dell'avere qualche centimetro in più di terreno da sfruttare.

    5) Se si prendessero in considerazione i decenni prima del 1966, si capirebbe che, non c'è una dipendenza lineare tra l'aumento della CO2 nell'atmosfera e le emissioni; semplicemente perché ci sono da considerare anche molti altri fattori che in un'analisi cosi semplice vengono trascurati. Fattori in realtà che non sono trascurabili.
    ----

    E' chiaro che molti fanno allarmismo ingenuamente, altri volontariamente per spronare le persone a un cambiamento di rotta; la realtà è che:
    se non si trova un sostituto REALE dei combustibili fossili, il genere umano continuerà a bruciarli finché sarà possibile estrarli non in perdita.

    Il problema principale dei combustibili fossili, NON è l'effetto serra, ma il fatto che sono una fonte ESAURIBILE (se consideriamo solo quelli che è conveniente estrarre) e in parte, perché inquinano l'aria delle città.

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    1. Si, va bene sparare delle sentenze, ma almeno indica dei documenti. Non Focus eh, sennò Bardi stavolta si incavola.
      Angelo

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    2. Alessandro, questa serie di affermazioni, beh, diciamo che sono alquanto discutibili. Parecchio discutibili, e forse qualche termine più forte sarebbe appropriato. Quindi, per favore, se ti senti di commentare, pensa a quello che scrivi, prima.

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    3. È arrivato il climatologo con laurea su youtube...

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  5. 3) Se anche arrivassimo a 450 ppm non succederebbe niente di catastrofico, visto che la CO2 ha un basso effetto serra.
    Lei ha ragione quando dice che il principale gas serra è il vapor d'acqua. Ma mi spieghi l'affermazione riportata su cosa si basa. Bisogna infatti anche tenere conto che la CO2 è il secondo gas serra che agisce in 2 bande molecolari a 4.3 e 15 micron fuori dalle bande molecolari dell'acqua. Dal momento che i dati paleoclimatici mostrano che negli ultimi 800000 anni la concentrazione della CO2 è stata, in media, al massimo 280 ppm, come era all'inizio del secolo scorso, se ora è 405 ppm al di là degli effetti che potrà dare, siamo o non siamo in una situazione anomala ?

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  6. 1: il feedback fornito dal vapore acqueo al riscaldamento indotto dalla CO2 circa raddoppia l'effetto-serra della CO2 stessa [https://skepticalscience.com/water-vapor-greenhouse-gas.htm];

    2: la soluzione di CO2 in mare richiede tempo: "If emissions grew very fast, land and oceans sinks would be overwhelmed and would not keep pace absorbing our emissions, effectively causing larger portion of CO2 remaining in the atmosphere"[https://skepticalscience.com/C02-emissions-vs-Temperature-growth.html]. Inoltre da [fig. 5, ibidem, si vede che nel migliore dei casi la possibilità di limitare a 2 °C la sovratemperatura al 2100 -oltre che in seguito a un crollo dei consumi di energia fossile a livelli di primo novecento- è affidata anche a sistemi di cattura della CO2 ancora di là da venire.

    3:
    - "la CO2 ha un basso effetto serra", ma ce n'è tanta, e sempre se ne aggiunge, e ha il feed-back raddoppiante del vapore acqueo ...
    - "450 ppm, che sarà mai?": "for a stabilization at, for example, 450 p.p.m. CO2 equivalent forcing, which is a level that would avoid a long-term warming of 2 °C above pre-industrial temperatures with a probability of rather less than 50% (Fig. 5), the necessary emission reductions are large" (grassetto mio) [http://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/download?doi=10.1.1.409.59&rep=rep1&type=pdf].


    4: permafrost: si sta sciogliendo o no? Io trovo quanto segue:
    - Epidemia di antrace in Siberia procedente da carogne di animai morti di tale malattia cento anni fa e rimasti congelati da allora [https://www.theguardian.com/world/2016/aug/01/anthrax-outbreak-climate-change-arctic-circle-russia];
    - edifici e ferrovie (sempre in Siberia) resi instabili dall'ammorbidirsi del permafrost sul quale sono fondati [https://www.theguardian.com/cities/2016/oct/14/thawing-permafrost-destroying-arctic-cities-norilsk-russia];
    - "non è come un tappo di bottiglia": http://siberiantimes.com/ecology/casestudy/news/n0681-now-the-proof-permafrost-bubbles-are-leaking-methane-200-times-above-the-norm/;
    "Study findings based on NASA's CARVE mission concluded in 2015, that methane emissions in the Arctic during the cold season are higher than previously thought [https://en.wikipedia.org/wiki/Arctic_methane_emissions];
    http://www.businessinsider.com/russian-exploding-permafrost-methane-craters-global-warming-2016-6?IR=T.

    ...

    Saluti.


    R

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    1. Grazie per le precisazioni, Renato, che illustrano il mio commento sulle affermazioni di Alessandro

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  7. 450 ppm è il limite sotto il quale si sono formate le calotte antartiche (le artiche sotto 350 ppm). Al ritmo attuale dal 2032 possiamo cominciare a fare tanti saluti anche all'Antartide. Spero sarà un processo lento e progressivo, sennò tanti saluti anche all'homo sapiens (in)sapiens.

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    1. Alessandro Pulvirenti, possiamo fare l'esperimento suggerito implicitamente in queso commento di Mago:

      "450 ppm è il limite sotto il quale si sono formate le calotte antartiche (le artiche sotto 350 ppm). Al ritmo attuale dal 2032 possiamo cominciare a fare tanti saluti anche all'Antartide. Spero sarà un processo lento e progressivo, sennò tanti saluti anche all'homo sapiens (in)sapiens".

      Ma bisognerebbe anche ripeterlo per essere certi che il risultato non sia una fluttuazione statistica non significativa.
      Se facciamo uno sforzo, possiamo arrivare a 450ppm di CO2 in meno di vent'anni.
      Non so come si potrebbe ritornare anche solo ai 350 ppm di CO2 in tempo utile per ripetere l'esperimento.
      Utile al genere umano, ovvio.

      Marco Sclarandis

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  8. Precisazioni. Buongiorno a tutti,
    vorrei prima fare una premessa, sono favorevole alle energie rinnovabili e se chi gestisce l'economia a livello mondiale lo volesse, il mondo funzionerebbe già prevalentemente con energia rinnovabile. Alcuni esempi: le navi della globalizzazione che trasportano da un parte all'altra del globo merci(prodotte ad un minor costo,senza capire bene per chi,ma non si può aprire questo discorso in un post) che potrebbero essere prodotte in loco, sono le prime per consumo di combustibili fossili. I 20000 aerei che, costantemente sospesi nella nostra atmosfera" per trasportare chi e che cosa e dove per quale necessità", consumano 1 litro di kerosene al secondo per motore vengono per 2°, ecc.
    Qra passiamo all'argomento scientifico:la composizione dell'aria secca è 78% azoto, 21% ossigeno, 0,9% argon che in totale fa 99,9%, cosa rimane? lo 0,1% dentro questo c'è lo 0,036% di CO2 o se preferite lo 0,0405 misurato da questi divertenti scienziati sul Mauna Loa che è ilvulcano delle Hawaii continuaente in eruzione e, visto che i vulcani non eruttano anche CO2 mi sembra il luogo perfetto per fare queste attendibili misurazioni.(sono ironico)P.S. sono divertenti anche le misure paleoclimatiche. Il vapore acqueo, come afferma Pulvirenti,è il principale responsabile del "vitale" effetto serra per il 95% e si scioglie nell'aria in quantità variabile fino ad un valore massimo nelle aree equatoriali del 3,5%, che va a diminuire proporzionalmente le percentuali dei gas sopracitati.Voglio anche ricordare che in un certo periodo, non mi ricordo quando, del lunghissimo impero romano
    il livello del mare era più alto dell'attuale di quasi 2 metri, testimoniato da segni lasciati dall'erosione dovuta al moto ondoso sulle rocce.Voglio anche ricordare che le alghe e le piante "mangiano" H2O e CO2 per crescere.

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    1. Caro Libero, suggerisco un buon condizionatore d'aria da montare a casa tua, perché il caldo, evidentemente, ha degli effetti negativi sulla tua capacità di ragionare.

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    2. se fossi un militare dell'Aeronautica addetto alle misurazioni sul Monte Cimone potrei anche offendermi, visto che concordano con quelle di Mauna Loa. Poi se il livello del mare fosse stato più alto di 2 m al tempo di Nerone, il porto fenicio di Mozia ora non sarebbe al livello del mare e la strada che collegava questa ora isola alla terraferma non sarebbe attualmente sommersa.

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    3. Il vapore acqueo "si scioglie" nell'aria... Affermazione da premio Nobel! Basta già questa per trascurare le altre farneticazioni... Ma vi fate, prima di scrivere?

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    4. Appunto, deve essere il caldo.

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  9. Caro Ugo,me ne sto a pian terreno alla invidiabile temperatura di 26°C senza condizionatore (non incremento l'effetto serra)e non sono condizionato come te dalle balle mediaticamente e incessantemente ripetute come insegnava Goebbels per farle diventare verità. Naturalmente il Sistema arruola prezzolati scienziati che maggioritariamente raccontano quello che il Sistema
    e il popolo bue già catechizzato vuole sentirsi dire.Uno scienziato che possa dirsi tale non va a misurare la concentrazione di CO2 su un vulcano a 4000m è una cosa assurda, sarebbe come misurare la concentrazione di zolfo nella solfatara di Pozzuoli e dire che quella è la concentrazione di zolfo nell'atmosfera del pianeta. I dati sono quelli che ho sopra citato che si trovano tranquillamente su un testo di scienze delle superiori e se uno capisce i numeri ed ha un po di raziocinio trae le sue autonome conclusioni.
    Ad Alessandro Pulvirenti, che ha una certa preparazione, vorrei segnalare che
    in base alle mie informazioni i combustibili fossili non si esauriranno presto e faremo tranquillamente in tempo a morire sia noi che i nostri figli e, purtroppo per me, quelli che comandano continueranno a farci guidare con motori a combustione interna, ecc. per molto tempo nonostante le tecnologie.

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    1. Almeno ti potevi giustificare con la scusa del caldo. Invece, sei anche orgoglioso di quello che dici Contento tu....

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    2. Aggiungo per chiarire che se per caso hai delle qualifiche per poter dire che gli scienziati che lavorano sul clima da una vita non sanno fare il loro mestiere, non dovresti essere qui a renderti ridicolo con questi commenti. Dovresti scrivere su una rivista scientifica e spiegare come mai ritinei che i tuoi colleghi siano degli incapaci.

      Se invece queste qualifiche non ce le hai, a maggior ragione non hai motivo di venir qui a renderti ridicolo dando di scemi a gente che ne sa più di te.

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    3. In una lectio magistralis tenuta all’università di Torino, nel giugno del 2015, Umberto Eco scatenò un ampio dibattito pubblico affermando: “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli.

      Effettivamente.......

      Marco Sclarandis

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    4. Ma Ugo, perché fai passare questi commenti? Ti diverte l'effetto Dunning-Krueger?

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    5. Così.... un po' per fargli fare la brutta figura che si meritano e un po' perché chissà mai che non vedano la luce.

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    6. Ovvero, per spiegarmi meglio, non che mi aspetti che arrivino a capire qualcosa di clima, ma perlomeno che non è la stessa cosa che parlare di calcio al bar.

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  10. @Testo: "fatidici 2°C disattendendo al giuramento solenne fatto da tutti i governi un anno e mezzo fa, con tanti auguri a chi erediterà la Terra (sperando che impari in fretta a nuotare)."

    Nessun scienziato SERIO ha mai detto una "cavolata" del genere!
    Ci vuole tanto tempo per rispondere punto per punto a tutte le imprecisioni e le risposte ai commenti, ma inizio da questo punto, citando una fonte che il nostro Prof. conosce benissimo (visto che ha partecipato alla stesura del libro):

    Libro: "2052 Rapporto al Club di Roma"
    pagina: 132

    "Un riscaldamento globale superiore a 2°C causerà cambiamenti importanti nei nostri panorami abituali. Gli effetti più ovvi saranno la fusione del ghiaccio estivo artico, la riduzione della maggior parte dei ghiacciai fuori dall'Artico, l'aumento del livello medio dei mari di una trentina di centimetri (causato principalmente dall'espansione termica, non dalla fusione dei ghiacci)..."

    Quindi... dovremmo imparare presto a nuotare perché il livello del mare salirà di 30 cm?

    Certe affermazioni, denotano una conoscenza MOLTO superficiale dei fenomeni descritti.
    ----
    P.S: Se ho tempo, rispondo anche alle altre obiezioni che mi sono state sollevate.

    RispondiElimina
  11. Adesso vediamo i "disastri" che si avrebbero sulla produzione agricola, se la temperatura aumentasse di più di 2°C.


    Libro: "2052 Rapporto al Club di Roma"
    pagina: 83

    "13. L'effetto netto del clima sulla produzione alimentare, cioè sulla produttività dei suoli dato dalle temperature più elevate (che tendono a ridurre la produttività) e della maggiore concentrazione di CO2 (che tende ad aumentarla)..."
    ----
    pagina: 140

    "La mia previsione si basa sull'assunto che l'effetto netto sui raccolti sarà contenuto, meno del 5% entro il 2052, rispetto ai raccolti che avremmo se non si verificasse alcun riscaldamento globale"
    ---
    Il 5% di produttività in meno della produzione agricola...
    sarebbe questo il disastro che non potremmo superare?
    Mah!

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    1. Sempre a pag. 140 per spiegare meglio cosa comporterebbe questa riduzione del 5% della produzione agricola ottimale:

      "La produzione annua di cibo nel 2052 sarà pari a 10 miliardi di tonnellate di grano equivalenti ogni anno, all'incirca il 50% in più rispetto ad oggi (2012). Di conseguenza, il consumo medio quotidiano di grano pro capite sarà superiore del 27%. Il cittadino medio globale avrà a propria disposizione circa 1300 chilogrammi di cibo ogni anno (rispetto ai 1000 chilogrammi di oggi (2012), Una quantità pari a quattro volte il livello di sussistenza."


      Quindi, questa riduzione del 5% dell'ottimale produzione in mancanza di riscaldamento globale, non farebbe che bene!
      Visto che avrebbero già abbastanza cibo per diventare tutti OBESI!

      Un 5% in meno, eviterebbe ulteriori complicazioni alla salute!
      ---

      Sono questi i pericoli che corriamo?!!

      Elimina
  12. Ultimo commento, per evitare d'intasare il blog e non voglio farmi richiamare ancora.

    Libro: "2052 Rapporto al Club di Roma"
    pagina: 211


    "Le emissioni globali di CO2 raggiungeranno il picco per prime, nel 2030, ma per il 2050 rientreranno al livello di quarant'anni prima."


    Il 2030 (anno più, anno meno) coincide con le mie previsioni.
    E così come ho già affermato tante altre volte, le emissioni di CO2 si ridurranno,
    semplicemente perché i combustibili fossili inizieranno a scarseggiare.

    Quindi, tutte le previsioni di riscaldamento climatico per fine secolo, sono da considerarsi "carta straccia", e il grande cambiamento climatico NON sarà il principale dei problemi.

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    1. Io ci andrei più cauto, Alessandro.... molto, molto più cauto.

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    2. Penso che il principale dei problemi sarà la carenza di Energia...

      perché se si ha abbondante energia, si può agire in tanti modi;
      in mancanza di energia non si potrà agire.

      Ricordiamoci che la Genetica sta facendo passi da gigante e sia per quanto riguarda l'agricoltura che gli animali, potrebbe dare una mano importante.

      Il problema del cambiamento climatico nasce dal fatto che, essendo la Terra quasi ovunque popolata, qualsiasi disastro naturale, fa delle vittime.

      L'altra volta ho evidenziato come l'Iraq rischia di diventare un deserto totale, non per i cambiamenti climatici, ma per la carenza d'acqua, usata a monte per usi agricoli dalla Turchia.

      Se avessimo molta energia a disposizione, anche questi problemi si potrebbero risolvere, ma in una situazione di energia scarsa o insufficiente, tali problemi diventano drammi per decine, centinaia di milioni di persone e più.

      Elimina
    3. “Con le nuove tecniche di editing genetico (CRISPR) c’è un problema di regolamentazione. Siamo nel far west. Anche nel caso in cui si voglia regolamentare in modo rigoroso queste nuove biotecnologie non c’è modo di analizzare un prodotto che è stato editato, come si fa per esempio a impedire la diffusione un prodotto che è stato sviluppato all’estero? Una volta che viene importato, come facciamo noi a bloccarlo? Il fatto che non sia identificabile, unito al suo basso costo, anche solo in campo vegetale creerà un gran sconquasso”.
      https://www.youtube.com/watch?v=GolPYHgISVs
      La genetica, se si potesse regolamentare andrebbe benissimo, invece chi deve controllare si trova spiazzato, perché non c’è nessuna traccia che identifichi una mutazione indotta con la tecnica dell’editing genetico. Tra l’altro pare sia una pratica semplice ed economica. Chi fermerà gli apprendisti stregoni, o i malintenzionati?
      Verrebbe da dire: “fermi un attimo, parliamone”. Invece sono cose che vanno avanti per conto loro, indisturbate, se non incoraggiate. Viviamo in tempi incomprensibili.
      Angelo

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    4. Alessandro Pulvirenti, le emissioni annuali,forse, ritorneranno all'entità del 1990 (quarant'anni prima del 2050) ma poi bisognerebbe vedere se la percentuale di CO2 e di metano pure, rimarrà stabile o indietreggerà.E il resto di conseguenza.
      Ma è proprio, a quanto pare, la sovrabbondanza d'energia intrappolata nell'atmosfera che sta provocando dei cambiamenti, per noi sempre più drammatici e potenzialmente tragici.

      Sempre più la tentazione di credere che comunque non abbiamo commesso nessun grave errore utilizzando CPM (carbone petrolio metano), bruciandoli sopratutto, si sta facendo forte man mano che
      siamo costretti ad adattarci alle conseguenze di questo fatto.

      E' un comportamento illogico e controproducente ma comprensibile.
      Tanto peggio, tanto meglio.
      Solo che il peggio potrebbe diventare tantissimo
      ed il meglio,pochissimo.

      Marco Sclarandis.

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  13. A quanto pare l'elefante nelle stanza ha già emesso un bel peto, ed a Roma intendo proprio Roma Roma, se ne sono accorti: la siccità non si risolve in ambiente urbano ammodernando gli acquedotti, visto che comunque sono già andati lunghi i romani abbassando le falde profonde ed il lago di bracciano negli ultimi mesi, nè razionando l'acqua, perchè se riducono le forniture in ambito civile a 12 ore al giorno qualcosa mi dice che i romani faranno scorta di acqua privata con ogni mezzo: danni economici al Pilo incalcolabili per il turismo ed a attività produttive, cjhe potrebbero essere ormai solo mitigati da precipitazioni da due a tre volte oltre la media nei prossimi mesi...Vorrà dire che sentiremo al tg (quasi tuttti con sede romana) diffondersi la notizia che i romani puzzano perchè non si lavano...A parte gli scherzi l'impatto economico sarà immediato e difficilmente mitigabile con qualsivoglia intervento perchè i romani sono già andati lunghi con le loro risorse idriche...Non rimane loro che pregare sotto la statua di Giove Pluvio,(non scherzo), e magari provare a cominciare a parlare di sovrappopolazione, bonton mondialista permettendo...(Leggo oggi che sta suscitano clamore il caso del poliziotto sospeso per aver fatto uso dell'espressione "risorse boldriniane"...Scusate per il commento fra il serio ed il faceto...? Sarà il caldo? Leggevo comunque che il tasso di dispersione degli acquedotti romani è del 44%, quindi non fra i peggiori italiani e comunque se aderiamo alla vulgata che vuole come rifare gli acquedotti come soluzione unica e miracolosa per risolvere il problema idrico, visto che l'Africa sta clandestinamente sbarcando da noi, si rischia di entrare nel paradosso di Jevons secondo me..é anche vero poi che anche costruendo in serie microdighe lungo lo stesso alveo fluviale devi comunque sperare in un filotto di anni con pluviometrie clamorosamente sopra media, vista la situazione romana...A voi i corollari...

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  14. Secondo quanto riporta il suo entourage il Grande Capo Estiquaatsi, informato del problema, si è espresso con grande decisione: "Bisogna disaccoppiare", dice il Grande Capo, "le perdite degli acquedotti romani dall'Africa che sta clandestinamente sbarcando da noi. D'altra parte" -ammette candidamente Estiquaatsi- "le microdighe col Paradosso di Jevons non c'entrano un bel belin". A questo punto Grande Capo ha messo tutti i corollari in un bugliolo e li ha scolti con dell'acido muriatico. "Grande Medicina", diceva, "grrrande Medicina", ma poi è arrivato lo Sceriffo e gli ha sequestrato tutta la maria.

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  15. Personalmente ritengo che sia IMPOSSIBILE portare a zero le emissioni di CO2: forse l'auto elettrica può diventare un fenomeno di massa, ma con cosa le alimentiamo? solo con eolico e fotovoltaico? E il traffico aereo? Quello non va ad elettricità, idem quello navale. In agricoltura come sostituiamo i mezzi meccanici che vanno a gasolio, con un trattore elettrico???? Impossibile. Come ci riscaldiamo d'inverno se non bruciamo metano? Si, ci sono le pompe di calore, vediamo come funzionano in Canada o in Russia.. coibentiamo meglio il 90% degli immobili residenziali in Italia, ok, ma conoscendo gli italiani è più facile sbarcare su Marte.
    L'unico motivo di speranza è che vengano presto messi in servizio migliaia di Kitegen, l'unica tecnologia con un Eroei veramente alto da far sperare nella sostituzione della produzione di energia elettrica con fonti rinnovabili, ma aggiungo anche solare e idroelettrico. Ma stiamo parlando sempre di elettricità, per tutto ciò che non usa questo vettore energetico è la fine. E noi con loro.

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    1. La transizione energetica non è così difficile come sostieni, a patto di cambiare il paradigma della nostra società.
      Dobbiamo passare ad un'economia stazionaria, diminuire e stabilizzare la popolazione mondiale ad un livello accettabile, investire in ricerca nel fotovoltaico, eolico, sistemi di accumulo dell'energia elettrica, abbandonare tutte le fonti energetiche non realmente rinnovabili, pericolose e inquinanti (fonti fossili, nucleare, biomasse).
      Il traffico aereo di massa è destinato a scomparire, toccherà farsene una ragione, ma forse il trasporto navale non sarà così impossibile quando la tecnologia di accumulo dell'energia elettrica sarà matura e integrando fotovoltaico, eolico e propulsione a vela.
      Anche i mezzi meccanici in agricoltura e cantieristica potrebbero essere elettrici considerando che si potrebbe riorganizzare il lavoro in base ad una autonomia limitata, magari dell'ordine di 4 ore tra una ricarica e l'altra. Con batterie più efficienti e sistemi di ricarica veloci non sarebbe impossibile in un futuro non troppo lontano.
      Per l'acqua calda sanitaria c'è il solare termico integrato con una pompa di calore, mentre per il riscaldamento e il raffrescamento (purtroppo sarà sempre più necessario) la tecnologia della pompa di calore è già matura, efficiente e decisamente più conveniente anche economicamente rispetto al metano. Per i climi temperati si possono usare pompe di calore aria-acqua (fonte di calore aria ambiente) mentre per climi freddi (Canada e Russia come dici te) si usano pompe di calore acqua-acqua (fonte di calore geotermico a bassa entalpia).
      Io stesso, nel mio piccolo, da 1 anno sono indipendente dal gas GPL: pompa di calore aria-acqua per riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria quando il solare termico non ce la fa (è da 4 mesi che il serbatoio di 750 litri è fisso a 85°C con il solo solare termico), cucina a induzione e forno elettrico. Il tutto è alimentato da un impianto fotovoltaico di 32,4 kWp che produce circa 40.000kWh/anno a fronte di un consumo di circa 8.000-9.000kWh/anno.
      Volendo (intendo volontà politica) si può fare...

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    2. "unico motivo di speranza ... migliaia di Kitegen".

      Dunque Kitegen funziona alle fantastiche prestazioni, per così dire, di progetto? Non l'avrei creduto mai!
      ...
      ...
      ...
      Pensandoci bene, però, non ci credo tanto nemmeno adesso; ma forse Arturo Tauro ha indicazioni che gli fanno ben sperare di tale tecnologia, e magari è in grado di fornire informazioni e dati verificabili.


      R

      Elimina
  16. Risposte,precisazioni e informazioni. Qui son tutti scienziati,ma non hanno neanche letto il capitolo di chimica inorganica sulle soluzioni(soluto, solvente: participio passato e presente del verbo sciogliere). L'impero romano è durato molti secoli e gli uomini si adattano alle varie situazioni climatiche. Se vi sono segni di erosione marina, e non solo, su rocce al di sopra dell'attuale livello di erosione vuol dire che il livello marino era più alto dell'attuale e non solo di 30 cm, quindi ghiacciai molto più ridotti di adesso, ecc. Negli ultimi 500 mila anni vi sono state 4 grandi glaciazioni con relativi periodi interglaciali e il diossido di carbonio(CO2)è sempre stato 0,028% ???. Agli inizi del settecento vi è stata quella che hanno definito la piccola era glaciale. Il compianto Bignami diceva che "basta uno sbuffo del Sole e siamo tutti morti". Altra informazione scioccante per i più:l'Italia ha le maggiori riserve convenzionali di idrocarburi d'europa (Russia esclusa), coprirebbero tutto il suo fabbisogno per 10 anni, ma abbiamo continuato ad importare col prezzo del petrolio a 100 $, mentre gli USA, avendo scarse riserve convenzionali,si sono messi a produrre i costosissimi, in tutti i sensi, shale oil e gas... mistero ???. Potrei continuare, ma adesso basta con tutte queste farneticazioni, concludo la mia partecipazione a questo blog perchè non voglio sprecare il mio tempo.

    RispondiElimina
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    1. Figurati, Libero, non sai quanto ci dispiace!

      Ma il bello di questo commento è che tu stesso definisci le tue affermazioni come "farneticazioni." Veramente il top da un pezzo a questa parte.

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    2. Poi, per continuare a prenderti un po' in giro (scusa, ma la tentazione è troppo forte) è stupendo che tiri fuori il libro di chimica delle scuole medie e che ci racconti la definizione di "soluzioni". Splendido, ma le soluzioni sono solo in fase liquida. I gas non si "sciolgono" l'uno dentro l'altro.

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    3. @Libero: "Negli ultimi 500 mila anni vi sono state 4 grandi glaciazioni con relativi periodi interglaciali e il diossido di carbonio(CO2)è sempre stato 0,028% ???."

      No, sono passati da 150 ppm a 280 ppm (vado a memoria) con differenze di temperatura anche di 16°C.

      Quello che invece NON viene detto esplicitamente è che tali differenze NON erano causate da un cambiamento di concentrazione della CO2 nell'atmosfera.
      ---
      Anche la piccola era glaciale NON fu causata da una variazione di CO2 nell'atmosfera.

      ----
      Il mio approccio ai problemi energetici e climatici è ben diverso da quello di molti altri.
      - Alcuni hanno un'idea di come sono andate le cose e cercano di mettere in evidenza tutti i fatti che portano in quella direzione, mentre omettono quelli nella direzione opposta, in modo da far sembrare che tutte le prove siano a favore.

      - Il mio approccio, invece, è stato sempre quello di non avere nessuna idea "definitiva" di come sono andate o andranno le cose, quindi, ogni prova nuova può spingermi a cambiare idea in una o nell'altra direzione.

      Quello che ti posso dire è che in giro ci sono molti dati errati e altri omessi intenzionalmente. E che c'è MOLTA differenza tra un'ipotesi probabile (quindi un'analisi Qualitativa) e un'ipotesi misurata (analisi quantitativa).

      Tutto è probabile, ma la probabilità è molto diversa, immensamente diversa, quando si fanno le misurazioni.

      ---
      Per quanto riguarda i combustibili che ha l'Italia c'è una certa difficoltà ad estrarli per vari motivi:

      1) perché l'Italia è un Paese molto più densamente popolato degli USA (anche se il nostro petrolio si trova maggiormente in mare);

      2) perché qui c'è un maggiore rispetto per l'ambiente.
      Tutti sono d'accordo all'estrazione del petrolio (usano tutti la macchina), ma l'importante che venga fatto lontano da loro (come dice un detto: non nel mio giardino).

      Comunque, anche se si volessero estrarre, nel panorama mondiale sono ben poca cosa e al livello Italiano, con i prezzi del petrolio così bassi, la convenienza ad estrarli sarebbe minima.

      Meglio conservarli per i periodi di crisi che arriveranno.

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    4. Caro Alessandro, scusa, ma non è accettabile sparare accuse a vanvera in questo modo. Non ci sono "dati omessi intenzionalmente" e nessuno "omette i dati che non vanno nella direzione" che vogliono. Da ora in poi i tuoi post sono soggetti a moderazione.

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    5. Qualcuno dei diciamo "negazionisti" qui presenti potrebbe spiegare il perchè di questi dati? Se non è la CO2 che cosa allora?
      Se invece li ritiene falsi ha altri dati seri e affidabili che li possano confutare?
      http://www.meteogiornale.it/notizia/47889-1-giugno-2017-rovente-temperature-sopra-media

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  17. Ragazzi, vi siete divertiti, ma ulteriori commenti di pseudo-climatologia della domenica non saranno pubblicati.

    RispondiElimina
  18. Nell'ultimo editoriale di Eugenio Scalfari su La Repubblica (quello in cui parla del presidente Macron) tra varie considerazioni c'è scritto: "L’Africa è un grande continente, con una popolazione assolutamente insufficiente rispetto alla sua grandezza territoriale."
    Ho un grande rispetto per Scalfari che sicuramente è stato ed è ancora un pilastro del giornalismo italiano, ma sono stupito e preoccupato. Possibile che anche una persona di tale spessore culturale non abbia la minima percezione di quanto è grave il problema della sovrappopolazione dela Terra? Possibile che un'equazione così semplice: "non è possibile una crescita infinita su un pianeta di dimensioni finite" sia incomprensibile alla maggior parte delle persone?
    Professor Bardi, la sua opera di divulgazione è altamente meritoria, ma devo purtroppo constatare che a seguirla siamo sempre troppo pochi. Continuando così non vedo altro che il dirupo.
    Domenico

    RispondiElimina
  19. Non immaginavo che questo mio post potesse suscitare un tale bailamme di commenti, alcuni dei quali davvero allucinati e allucinanti. È incredibile come il tema dei cambiamenti climatici tocchi i nervi scoperti di così tanta gente, fino al punto di rendersi ridicoli pretendendo di riscrivere con due righe di commenti la verità scientifica frutto del lavoro faticoso di tanti ricercatori.
    Ad Alessandro dico solo che a me sembrano già devastanti gli effetti di 1 grado di aumento di temperatura, non oso pensare a come potrà essere un mondo a +2 gradi con 10 miliardi di persone affamate e assetate.

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    1. Forse l'umore morale cambierà molto prima: Roma con l'acqua razionata per molto tempo potrebbe cambiare il modo in cui la gente vede le cose, così come abbassare il pilo...Nel frattempo è anche emergenza agricoltura in mezza Itaglia...Un mondo con due gradi in più è ormai inevitabile, sta a noi vedere con quanti miliardi di abitanti...Penso e spero che la dimensione e l'autoreferenzialità degli apparati pubblici possa subire fratture da stress, cioè fisicamente improvvise...Se non ora con l'acqua razionata a Roma, quando?

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    2. Eh già, adesso cominciano ad arrivare le volpi, ma presto arriveranno i lupi.Insieme ai dingo e agli sciacalli.
      Ma bisognerebbe riporre il detto "Al lupo! al lupo!" nella soffitta delle anticaglie metaforiche ed allegoriche.
      Beffa seguita a danno ci sarà, quando le piogge a bombardamento dilaveranno le centinaia di chilometri quadrati di territorio devastato col fuoco dai criminali allevati dall'imbecillità politica.
      Io griderei pittosto "Al gonzo!al gonzo!".
      Solo un gonzo può fare e permettere che si facciano tanti danni a sè stessi e agli altri del sovrabbondante gregge umano.
      Solo un gonzo può credere che discutere,vanamente, di legge elettorare, vista la fauna da candidare, sia più importante dell'agire per cercare di garantirsi per il prossimo futuro la disponibilità d'un bene fondamentale come l'acqua dolce, dalla quale ottenere l'altrettanto preziosa acqua potabile.
      Solo un gonzo può ancora chiamare un partito "ambientalista".
      Come se quelli che si battono per ridurre l'inquinamento dell'aria dovessero chiamarsi i "respirazionisti" e quelli per ridurre quelli dell'acqua gli "euidraulici".
      Mi trattengo a fatica per non vomitare sequele di insulti ed improperi tratti dal magazzino delle scurrilità della lingua italiana, rivolti alla mia stessa genìa italica.
      Ma non per questo me ne frego.
      Altrimenti non frequenterei questo ed altri blog, che fanno la loro piccola parte affinchè non si discenda muti nel gorgo, quello che vortica in fondo al dirupo di Seneca.

      Marco Sclarandis


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    3. http://www.lescienze.it/news/2017/07/20/news/misurata_plastica_prodotta-3608023/

      Alcuni stralci dall'articolo di cui sopra:

      "I primi anni cinquanta sono ricordati per molti eventi politici e sociali. Meno spesso, per l’inizio di una rivoluzione nel mondo dei materiali sintetici: la produzione massiccia di plastica. Ora un gruppo di ricercatori dell’Università della Georgia, dell’Università della California a Santa Barbara e di altri istituti di ricerca si è preso la briga di calcolare quanta ne è stata prodotta finora.

      Secondo i risultati, pubblicati su “Science Advances” si tratterebbe di 8,3 miliardi di tonnellate, ma il dato forse più interessante è che di questa quantità, 6,3 miliardi sono già diventati spazzatura. Solo il 9 per cento della plastica giunta al termine del suo utilizzo è stato riciclato, il 12 per cento incenerito e il 79 per cento accumulato nelle discariche o disperso nell’ambiente, con grave danno degli ecosistemi. Secondo una stima dello stesso gruppo, nel solo 2010 sono entrati negli oceani otto milioni di tonnellate di plastica".

      Ecco, questo è uno dei nodi e allo stesso tempo maglia della rete
      della biosfera, dalla quale discende e dipende il resto,ovvero politica, cultura arte economia finanzaeccetera eccetera.
      Quand'è che ascolteremo un discorso da un politico ora al potere, che sgorghi da una reale intenzione e volontà di partire dalla fondamentale supremazia della biosfera per giungere alla conseguente azione civile e sociale?
      Che non parli subito dopo qualche disastro?

      Marco Sclarandis



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    4. Fra e Marco, l'acqua i politici e le lobby l'avranno sempre ed in abbondanza. Cambieranno atteggiamento solo quando saranno colpiti direttamente.

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    5. http://www.meteogiornale.it/notizia/47889-1-giugno-2017-rovente-temperature-sopra-media
      pare che stiamo andando alla lessatura assai velocemente!

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  20. alcuni parlano di adattamento biologico, mi domando quanto tempo impiegheremmo a respirare co²?

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    1. Penso che impiegheremmo in tempo necessario a trasformarci in organismi fotosintetizzanti; a quel punto, però, non saremmo più "noi".


      R

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  21. Intanto grazie a Stefano Ceccarelli per la nota stimolante. Sulla riduzione delle emissioni di biossido di carbonio si era espresso Lester Brown con il libro “Un mondo al bivio”:
    proponeva una riduzione dell’80% delle emissioni di CO 2 entro il 2020; perché è necessario salvare la calotta glaciale della Groenlandia ed i ghiacciai più grandi dell’Himalaya e quelli dell’altopiano Tibetano. Ciò anche per garantire la sicurezza alimentare delle regioni più popolose.
    Per scoraggiare i combustibili fossili L. Brown proponeva di ridurre l’imposizione fiscale sui redditi e, contemporaneamente, aumentare le tasse sulle emissioni di CO2 fino a 200 dollari a tonnellata.

    Per conciliare lavoro e ambiente Erik Assadourian (State of the World 2012 - Edizioni Ambiente, pag.98-99) ricordando che in questa società “..più una persona è ricca e più consuma” Sostiene che in un pianeta con 7 miliardi di abitanti, un reddito ecologicamente sostenibile è nell'ordine di 5.000 dollari pro capite l'anno (in termini di parità di potere d'acquisto), “Ridurre la durata della settimana lavorativa media contribuirà a creare lavoro e reddito per altri, oltre ad abbassare il reddito di chi lavora troppo.”

    “Uno dei modi più diretti per rivedere il sistema di tassazione è semplicemente quello di regolare gli oneri della tassa sul reddito.” Negli USA “… Durante la Seconda guerra mondiale, le aliquote marginali dell'imposta sul reddito per chi guadagnava oltre 200.000 dollari all'anno raggiunsero il 94%.”

    Ai commentini dei sapientini ha già dato appropriate risposte Ugo Bardi.
    S.M.

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    1. Più piccola è la mente più grande è la presunzione.
      Esopo, Favole, VI sec. a.c.

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    2. Bene, ma ho sempre letto che senza i fertilizzanti azotati derivati dai combustibili fossili, senza considerare gli effetti deleterie d ingravescenti dell'effetto serra, riducendo il consumo di carne ed applicando le tecniche più moderne di permacoltura il nostro pianeta può sfamare al massimo 4 miliardi di abitanti, probabilmente un pò meno...Ergo si tratta di consumare di meno con tanta gente di meno, e soprattutto equamente distribuita secondo la capacità di carico di un dato territorio...(Quindi anche lo "sfoltimento" necessario sarebbe parecchio diseguale a seconda delle zone del mondo più o meno adatte all'agricoltura...Guardacaso Africa,medio oriente ed Amazzonia andrebbero interdette sia alle attuali pratiche agricole itinereanti e non sostenibili che al taglio tanto della foresta che del bush semi-desertico)...Quindi anonimo non si tratta affatto di guadagnare tutti l'equivalente di 5000 dollari l'anno...( E fra l'altro addio ad ogni trattamento sanitario avanzato)

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    3. http://iopscience.iop.org/article/10.1088/1748-9326/aa6cd5
      Questo è uno studio recente(serio)che mette a confronto l'agricoltura convenzionale con quella organica.
      Angelo

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    4. Molte grazie, Angelo,
      per il documento fornito: pertinente, rilevante, con i suoi limiti bene descritti, ampia e solida bibliografia (per quanto posso giudicare) ... proprio come piace a me!

      Praticamente, per quel che ne ho capito, entro il campo di indagine (focalizzato su sistemi agricoli high-input) risulta che ogni forma di agricoltura ha i suoi pro e i suoi contro; al momento sembrano tutte più o meno equivalenti, per unit of food (come specificata nel corpo dell'articolo), almeno riguardo ai cinque descrittori impiegati (superficie occupata, potenziale di eutrofizzazione, energia, emissione gas-serra -l'altro non me lo ricordo).
      Per cui (conclusione mia), questo studio non giustifica l' attribuzione di meriti assoluti ad una forma di agricoltura rispetto alle altre (sinergica, permanente, bio, biodinamica, bioattiva tradizionale, eccetera).

      Saluti.

      R

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    5. “For managing food demand (including efficiency improvements in line with current trends) to make its prorated contribution, reductions in animal-based foods of the degree found only in the VGN scenario would be required. Given that such reductions would be hard to achieve, our analysis suggests that, to achieve climate stabilization, a balance will need to be struck between the degree of adoption of plant-based diets, advances in mitigation technologies of the food sector, and disproportionate reductions in non–food-related GHG emissions. “
      http://www.pnas.org/content/113/15/4146.full
      Anche questo merita di essere letto per bene.
      Angelo

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  22. meno male che ce sta pulvirenti er fisico de noantri!

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  23. Molte grazie per il Suo commento, S.M,
    perché mi dimostra che non sono il solo a ritenere il prezzo dell'energia troppo basso; così basso da consentire -ci perdoni Quèlo- l'esercizio di piste da sci in Dubai, il trasporto di miliardi di passeggeri/chilometro/anno in aeroplano, e altre gravi distorsioni, tra le quali gravissima la smodata quantità di cibo e di altre merci prodotte a migliaia di chilometri di distanza dal punto di impiego, insieme al rinvio ai posteri del pagamento dei costi ambientali di queste grandiosità, rese possibili appunto dal basso prezzo dell'energia, il quale essendo un parametro puramente economico non è vincolato a tener conto della differenza di valore energetico/ecologico tra ciò che estraiamo dall'ambiente e ciò che gli riconsegniamo.

    Approfitto della stima sulla popolazione sostenibile, per quanto poco sostanziata, fornita qui sopra da Fra, ossia quattro miliardi di persone, per rivedere i miei calcoli sul tasso di mortalità necessario a raggiungere tale livello entro, diciamo, cinquanta anni.
    Devono sparire tre miliardi e mezzo di persone, ma nel frattempo altre ne nasceranno per cui, per una stima grossolana, secondo me quattro miliardi può andare; mi viene circa ottanta milioni/anno.
    Lo tsunami del 2004 se ne è portati un quarto di milione, quindi l'ordine di grandezza dell'ecatombe è circa uno tsunami al giorno - a cominciare da domani, naturalmente ...
    Non c'è al mondo Ente in grado di fornire queste prestazioni, salvo Le Tre Grazie (Fame, Guerra, e Peste, che amano molto lavorare in paranza); penso che questi siano i vincoli entro i quali impostare programmi a lungo termine, salvo mi sia confuso per via dei molti zeri di questi numeri.


    Saluti.

    R


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