Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


mercoledì 19 luglio 2017

Orti Ecosostenibili Ovunque!



In un post precedente, vi raccontavo degli orti autogestiti che l'Università di Firenze ha installato, con l'idea di installarne molti altri. Ma noi non siamo certamente i soli a lavorare su questa idea.

L'idea degli Orti Ecosostenibili gestiti dai cittadini si sta diffondendo rapidamente un po' ovunque in Europa. Qui di seguito, gli orti pubblici di Berna, in Svizzera, in una foto che ho fatto un paio di anni fa. Questi non sono orti universitari, sono gestiti dal comune di Berna, ma l'idea è sempre quella.




Qui di seguito potete vedere, sempre a Berna, un'aiuola sul bordo di una strada che il comune ha affidato in gestione ai residenti locali. La gestiscono in modo autonomo, in competizione con altri cittadini per chi fa l'aiuola più bella. Questa è piena di piante aromatiche, una meraviglia.




30 commenti:

  1. 30 anni fa misi dei vasi di cemento sul confine, coi gerani. Me li spezzavano. L'anno dopo misi delle piante spinose, mi spezzarono i vasi. Poi mia moglie chiese il permesso di mettere dei fiori nelle aiuole vicine al proprietario che glielo concesse. I suoi operai glieli tagliarono col tagliaerba. Quando glielo feci notare, mi mandarono a quel paese, ossia l'Italia. Forse mi credevo di vivere a Berna.

    RispondiElimina
  2. evvai, mi piace.
    orti e giardini salveranno il mondo!
    (anche dall'epidemia di obesità... la terra è bassa...)

    L.

    RispondiElimina
  3. Dove vivo io per fortuna è la normalità.
    Ma mi chiedevo: quanto è salutare mangiare verdura cresciuta di fianco ad una strada (trafficata ancora da mezzi endotermici)?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. non lo so, ma il prezzemolo che faccio qui in città non ha il sapore di quello che viene dall'aperta campagna.

      Elimina
    2. http://www.nutrizionista-ancona.it/come-eliminare-i-pesticidi-da-frutta-e-verdura/
      Credo che basti sciacquarla sotto l'acqua corrente, come si fa coi pesticidi. Non illudiamoci che la campagna sia un luogo incontaminato. Anzi. Soprattutto se si vive vicino a dei frutteti o dei vigneti.
      Angelo

      Elimina
    3. Io abito mezzo in campagna, qui tanti fanno orto, io stesso ne coltivo un pezzo per uso famigliare. Ormai da qualche anno si vedono (ex) contadini indossare tute da anticontaminazione chimica con tanto di maschera antigas e passare con i trattori e enormi serbatoi a irrorare pesticidi e diserbanti, salvo poi mettere un cartellino fronte strada con scritto "attenzione campo avvelenato"! Una volta i veri contadini ottenevano lo stesso buoni raccolti ma senza questa pletora di trattamenti e da bambini si andava a rubare qualche carota o anguria, oggi mi avvelenerei.
      Il mio vicino che coltiva solo mais (per fortuna non fa trattamenti) è il prototipo dell'"agricoltore" moderno: passa col trattore 3/4 volte all'anno per sistemare il terreno, concimare, seminare, sarchiare, poi usa il cannone d'acqua collegato al consorzio di bonifica per irrigare. Sul trattore, occhiali da sole, panciuto, non l'ho mai visto scendere sul terreno, mentre i suoi genitori coltivavano ortaggi spaccandosi la schiena.
      L'abbondanza di petrolio ha creato dei mostri

      Elimina
    4. "Una volta i veri contadini ottenevano lo stesso buoni raccolti ma senza questa pletora di trattamenti"

      Ho avuto modo di parlare e anche un po' di lavorare con contadini nati circa nel 1920, ormai tutti morti: mi dicevano che prima della guerra bastava un po' di solfato di rame e tutto andava bene, mentre dopo la guerra il solfato non bastava piu', oltre al fatto che con quella prima globalizzazione sono anche arrivate nuove malattie che richiedevano trattamenti sempre piu' sofisticati e la sostituzione di molte varieta' tradizionali con altre piu' resistenti (ma non e' una novita', la peronospora che arrivo' dall'america dopo il 1500 distrusse TUTTE le viti europee, tant'e che ancora adesso per produrre qualcosa bisogna innestare le nostre viti sulle radici americane che sono resistenti (i "portinnesti" di "fragola" e "clinto", che sono viti americane molto produttive e che tuttora non hanno bisogno di quasi alcun trattamento, ma il commercio del cui vino e' vietato in italia). Il "fragolino" e' venduto come bevanda aromatica (quello vero fa esplodere le bottiglie piu' robuste, diciamo una su tre, ne facevamo anche noi, era come trasportare nitroglicerina).

      In realta' qualsiasi agronomo professionista insegna che l'agricoltura e' una continua "corsa agli armamenti" fra parassiti sempre piu' evoluti e sviluppo di piante piu' resistenti e pesticidi ancora piu' efficaci.

      Quando si coltiva un appezzamento per la prima volta con una specie, al principio va tutto magnificamente, poi, dopo qualche anno, cominciano a svilupparsi le avversita', occorrono sapienti alternanze, e anche loro funzionano finche' funzionano.

      La vita e' cosi', non c'e' mai nulla di definitivo.

      Quando si scopre una varieta' che funziona bene, anche se la si risemina, in ogni caso dopo qualche generazione i caratteri originari vengono perduti, per il motivo per cui i figli sono sempre inevitabilmente diversi dai genitori, e un genitore "super" e' molto probabile che avra' dei figli che saranno peggiori di lui (senza bisogno che si tratti di ogm o cose del genere) che poi e' il vero motivo per cui gli agricoltori comprano la semente dai produttori specializzati.

      L'agricoltura, quella produttiva, e' una cosa da professionisti che richiede grande competenza e realismo, ma anche fortuna.

      Elimina
    5. @Diaz: "L'agricoltura, quella produttiva, e' una cosa da professionisti che richiede grande competenza e realismo, ma anche fortuna."

      Parole sagge.
      Anch'io ho lavorato un pò in campagna fino all'età di 19 anni.
      E ti posso dire che si vede subito dalle parole, chi in campagna c'è stato o ha parlato con persone che ci lavoravano, e chi parla di agricoltura senza mai aver messo un piede in campagna.

      Profetizzano l'agricoltura biologica come se fosse una passeggiata e come se fosse tutto semplice. Pensano che qualsiasi persona si possa improvvisare agricoltore e produrre 10 volte di più dell'agricoltura industrializzata.
      Non capiscono che:
      1) anche l'agricoltura è una professione che richiede competenze;

      2) Che i lavori in campagna, senza le macchine agricole e impianti vari d'irrigazione, è un lavoro ESTREMAMENTE PESANTE che non tutte le persone abituate negli uffici, riescono a fare.

      3) Che l'imprevedibilità del tempo (che c'è sempre stata) e degli insetti, può danneggiare irrimediabilmente un raccolto.

      4) Che l'equilibrio in Natura è di tipo dinamico, ciò significa che se un certo equilibrio si raggiunge tra piante e insetti/batteri, esso cambierà col tempo e bisognerà adeguarsi.

      5) Che l'agricoltura a km zero si può fare solo se si abita in campagna e questo ne consegue che, se ci si sente male, il primo Ospedale più vicino può essere a oltre 50 km di distanza, da percorrere come? in Automobile?

      6) Che molti trascurano che: anche l'infrastruttura per l'agricoltura (dighe, canali, pompe, trasporto dei prodotti,...) ha bisogno di tanta energia!
      ---

      Ritorno a dire, sintetizzando:
      il mondo futuro NON potrà sostenere 7,5 Miliardi di persone ed oltre con solo la forza delle braccia delle persone e un pò di rinnovabili; il sistema NON reggerebbe!

      Infatti! Anche le previsioni più OTTIMISTICHE sull'uso delle rinnovabili, richiedono almeno il dimezzamento dei consumi energetici che equivale al dimezzamento del tenore di vita delle persone (che non mi pare che già adesso se la passino bene!).

      Comunque, ognuno può credere a tutte le favole che vuole.

      Elimina
    6. intanto a breve chiusura della catena supermercati Top Di, dopo quella di altri tre nella mia zona, 4000 lavoratori a casa. 4000 nuovi agricoltori? No, finchè c'è petrolio abbondante. Cioè sufficiente a trattori, industria petrolchimica, camion, navi. Gli aerei cargo per la frutta esotica saranno i primi a sparire, penso.

      Elimina
    7. Io vedo con favore la pratica diciamo dilettantesca degli orti. Primo perchè avvicina le persone alla complessità della natura e poi perchè contribuisce a creare una riserva di conoscenze che potrebbero venire utili in caso di necessità.(mi riferisco sempre all'esperienza di Cuba nel 1990) Alessandro, hai messo tu, in un tuo post, lo schemino col petrolio che indipendentemente dal rinvenimento di nuovi giacimenti è destinato ad esaurirsi nell'arco di qualche decennio (stando ottimisti). L'agricoltura moderna confida sui fertilizzanti azotati, sulle macchine, tutta roba che potrebbe sparire tra qualche anno. Non si tratta di sognare la valle degli orti. Per quanto mi riguarda ho sempre provato a coltivare il mio orticello senza fare uso di concimi e di veleni. So bene che si raccoglie poco o niente. Magari il problema è che proprio non sono portato. L'ultimo fallimento è stato l'orto sinergico. Vedi degli orti in fotografia pieni di verdure, poi passi vicino a dove si coltiva in questa maniera ed è tutto brullo.
      Adesso ci sono nuove tecniche, anche qui grandi foto...vediamo, sto provando. Per la prima volta vedo dei risultati incoraggianti ma non mi illudo. Con gli alberi da frutto è più facile, ma si è in balia delle grandinate e delle annate. Si va da produzioni clamorose da non saper dove mettere la frutta ad annate di magra. Voglio dire, quelli che vorrebbero che tutto andasse avanti come sempre, i realisti, non considerano i tempi che stiamo vivendo e l'esigenza di darsi una mossa. Poi c'è sempre il miracolo tecnologico che tutti stiamo aspettando, perchè ci sono dei sacerdoti del progresso che ci imbarbagliano quotidianamente con le nuove ricerche, ma non arriva mai. C'è un che di religioso in questa attesa. Chi aspetta il Messia e chi la tecnologia miracolosa. Speriamo, sennò amen.
      Angelo

      Elimina
    8. conosco personalmente un agricoltore in provincia di Pavia che produce varietà rustiche di grano, segale, orzo, riso, avena, grano saraceno.

      da 28 anni ha eliminato aratura, concimi e diserbi.
      e da 28 anni conserva i suoi semi, perchè il seme si adatta al terreno, clima, microrganismi del posto e ogni anno diventa più resistente.
      i suoi prodotti sono incredibilmente saporiti.


      ogni tanto erpica se ci sono eccessive spontanee.
      il trattore lo usa anche per risistemare i canali per l'acqua, seminare, mietere.
      ha dei macchinari per essiccare, e per setacciare il cereale e dividerlo dai semi delle erbe spontanee che crescono sul suo terreno, lavorando in sinergia col cereale;
      in questo modo, indirettamente, ottiene una selezione del seme da riseminare, eliminando quelli troppo deboli/fuori misura.

      tiene un campo incolto, e in base all'osservazione delle erbe spontanee che vi si sviluppano, capisce cosa è meglio coltivare quell'anno.
      produce un terzo/la metà del convenzionale, ma utilizzando di sicuro meno di un terzo di petrolio;
      sul lato finanziario, vende il suo prodotto a un maggior prezzo, per chi apprezza la qualità, e vende..

      i suoi "colleghi" per coltivare con prodotti di sintesi, fertilizzare con liquami derivanti da reflui urbani, riacquistare il seme ogni anno,ecc. prendono incentivi statali, lui no.

      figlio di agricoltori, ha studiato da agronomo, è stato un pezzo grosso di coldiretti, e ne è uscito disgustato.

      coltivare in maniera professionale amando il proprio lavoro, a contatto con il proprio terreno e con il rispetto dei meccanismi naturali che lo rendono vivo, rifiutando le scorciatoie suicide e aliene del chimico e delle pratiche innaturali, è possibile, e a mio parere doveroso.

      il grosso dei coltivatori di oggi non mi sembra punti nè su competenza nè su realismo, nè su fortuna.
      si affidano come dei mendicanti all'ultimo ritrovato tecnico/chimico che gli viene proposto, mi pare.

      competenza, realismo, fortuna.. e anche umiltà, sensibilità, rispetto, osservazione, lungimiranza...

      Elimina
    9. produce un terzo, vende a prezzi più alti. Anche il negozio qui davanti "celiachia food" fa così....fintanto che abbiamo la ricchezza garantita dai fossili.

      Elimina
    10. non è sovvenzionato.
      senza sovvenzioni, gli altri chiuderebbero subito

      Elimina
    11. il fatto, Mago, è che il riso a 1E al kg, è possibile solo utilizzando senza limiti i fossili, con l'aiuto delle sovvenzioni, dando qualità scadente, eliminando le spontanee e il loro potere rigenerativo (sostituito con la schiavitù dei concimi), togliendo vita al suolo, inquinando le falde e i corsi d'acqua...

      E' QUESTO che è possibile grazie al periodo di "abbondanza" da fossili, vendere il riso a 1E al chilo.
      il resto, su scala più ridotta e senza trattore, potrà continuare.
      sono queste le "competenze" e il "realismo" su cui contare, credo.

      Elimina
    12. http://www.lemonde.fr/idees/article/2017/07/21/neuf-propositions-pour-l-agriculture-francaise_5163391_3232.html
      Si tra l'altro questa agricoltura ha dei costi ormai non più sostenibili.
      In Francia ha fatto scalpore la notizia che un agricoltore su tre guadagna meno di 350 euro al mese.
      http://www.leparisien.fr/economie/un-agriculteur-sur-trois-gagne-moins-de-354-euros-par-mois-12-10-2016-6197463.php
      Angelo

      Elimina
    13. @"(mi riferisco sempre all'esperienza di Cuba nel 1990) "

      Cuba è caduta nella disperazione/fame per solo una riduzione dei consumi petroliferi intorno al 20% (in dato preciso non lo ricordo e non mi và di andarlo a cercare).

      Il rispetto per la Natura, sono io il primo a dire che è importantissimo, ma quello che voglio far capire, che è "INSUFFICIENTE" per portare avanti questa società.

      Siamo andati ben oltre il fattibile con i vecchi metodi.

      Faccio un esempio:
      Immaginate un ascensore che debba portare il carico di una sola persona (1 miliardo di persone al mondo).

      Viene utilizzata una corda robusta (che in questo esempio equivale a all'energia tradizionale: la forza dell'uomo, degli animali allevati, e di qualche mulino a vento) per far salire l'ascensore.

      Poi, siccome venne sostituita la corda con un cavo d'acciaio (che corrisponde ai combustibili fossili), le persone che usavano l'ascensore incominciarono ad aumentare, fino a salirne circa 8 per volta (8 Miliardi di persone al mondo).

      Adesso, voi pensate che, se tolgono il cavo di acciaio e rimettono la corda, è possibile che possano salire tutte quelle persone?
      No!
      Quindi?
      O si trova un sostituto dei combustibili fossili che abbia almeno altrettanta energia (forza del cavo), oppure la società crollerà come crollerebbe l'ascensore pieno di tante persone e che fosse attaccato a una semplice corda.
      ----------

      Della serie, ok rispettare la Natura, ma questo NON risolverà il problema!
      Non è sufficiente!
      ---

      E' chiaro che mi ricordo i grafici che ho fatto in cui si vede che, indipendentemente dalle scoperte di nuovi giacimenti di petrolio (o combustibili fossili in genere), sarà solo questione di qualche anno (decina d'anni) in più, ma i combustibili fossili non potranno più fornire l'energia necessaria a sorreggere la nostra società.

      Andare indietro NON si può, perché sono saliti su questo mondo altri 6,5 miliardi di persone in più!

      Allora?
      Bisogna trovare delle alternative REALI ai combustibili fossili;
      alternative che forniscano MAGGIORE energia dei combustibili fossili,
      e non minore!

      Se non ci si riuscirà, il futuro è quello che ci hanno illustrato tutti i vari films Apocalittici.

      Il genere umano si ridurrà drasticamente, lasciando solo "la legge del più forte" a condurre tale periodo.

      Elimina
    14. Concordo che presto i fossili ci abbandoneranno e quindi entrerà in crisi anche l'agricoltura industrializzata. Ma sostituire una fonte di energia con un altra e continuare con le pratiche attuali, distruttive del suolo la metterebbe in crisi lo stesso.
      Il punto di partenza secondo me è capire come funziona la sotto terra, dove la natura ha impiegato qualche centinaio di milioni di anni (piccolo vantaggio rispetto a noi) per creare un ciclo di autofertilizzazione. Questo video dovrebbe spiegarlo bene: https://www.youtube.com/watch?v=3ZVq1iIEQAA
      Un volta capito questo ognuno si può ingegnare a fare sopra l'agricoltura che vuole cercando di riprodurre il più possibile il ciclo naturale dell'humus.
      Alcune esperienze sono incoraggianti: l'ortobioattivo citato su questo blog, l'orto naturale di Gian Carlo Cappello o l'esperienza del "metodo Manenti" applicata a un'azienda agricola che deve far quadrare un conto economico e tra l'altro con una buona base scientifica vista la collaborazione con l'università di Torino http://www.aziendagricolamanenti.it/il-metodo_3506729.html
      I "contadini" di oggi che vedo io non hanno nulla della sapienza dei loro genitori, una volta si selezionavano e ci si teneva le sementi, oggi li acquistano dalle multinazionali (e quindi per nulla adattati all'ambiente dove vengono trapiantati) che vendono loro tutti i possibili prodotti chimici correlati e imboniti ad hoc, una volta lasciavano recuperare i terreni con varie pratiche, oggi via una coltura, diserbante poi aratro e sotto con un altra.
      Quanto più si elimina l'humus (con l'aratura) quanto più bisogna poi fertilizzare chimicamente e/o con enormi quantità di letame, per poi dover intervenire ancora contro i parassiti che di volta in volta proliferano perché, eliminando la biodiversità, si eliminano gli antagonisti che presto o tardi riporterebbero le popolazioni in equilibrio.
      Questi sono i meccanismi naturali, oggi li si ignora completamente, ma alla lunga è una battaglia persa perché l'evoluzione genera sempre nuovi organismi resistenti a ogni tentativo di sterilizzazione chimica http://www.ilfattoalimentare.it/glifosato-resistenza-pesticidi.html (questo senza contare i danni alla salute)

      Elimina
    15. Da questo punto di vista molto e' da aspettarsi dalla rivoluzione biotecnologica in atto, se non fosse che nemmeno questa gli va bene.
      L'agricoltura attuale e' produttiva non solo per l'energia disponibile, ma pure per lo sviluppo di varieta' estremamente produttive, sapientemente adattate all'ambiente in cui devono produrre, e resistenti. Probabimente per molti qui dentro suonera' come un'eresia, ma e' un problema loro mi vien da dire, la realta' agronomica e' questa. Pomodori che fanno 20 kg per pianta senza bisogno di niente o quasi, non esistono in natura. Il problema e' che devono essere, esattamente come in natura, continuamente aggiornati per resistere alle avversita' che si sviluppano. Il famoso pomodoro san marzano e' scomparso se non erro diversi decenni fa a causa delle avversita' sviluppatesi nel frattempo, quello che c'e' oggi e' un "oblungo" diverso, un'"imitazione".

      Elimina
    16. Su Cuba ho letto di tutto, francamente molti articoli dipingono realtà completamente diverse. Però mi piace immaginarmela così:
      http://www.qualenergia.it/articoli/20140506-cuba-sistemi-alternativi-e-pi%C3%B9-efficienti-vivere-senza-petrolio
      Angelo

      Elimina
    17. http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/mondo/2016-11-26/i-tre-nodi-sciogliere-economia-cubana-103431.shtml?uuid=ADKEbX2B
      Per controbilanciare l'articolo precedente.
      Angelo

      Elimina
  4. Non è la peronospera (un fungo piu o meno) che ha portato l'utilizzo dei portainnesti americani della vite ma la filossera, un insetto ed è tutto avvenuto verso la fine del 1800, non nel 1500. Entramne, peronospera e filossera vengono dall'america piu o meno nello stesso periodo ma è stata la filossera a decimare il patrimonio viticolo europeo.
    La quasi estinzione dell vite in europa è avvenuta in seguito alle gelate del 1709.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si' pardon, sono passati tanti anni dal che mi occupavo un po' di queste cose (a dire il vero sulla filossera ci istruivano fin dalle scuole primarie, se non erro).
      Sapevo della storia del tannino, ma non e' che e' una leggenda? Ho cercato conferme dappertutto, senza trovarle. Ho fra l'altro sentito che attualmente il tannino non solo puo' essere aggiunto al vino per correggerne il sapore e farlo sembrare simile a quello piu' pregiato, come molti altri additivi, ma che non c'e' nessun obbligo di indicare nulla in etichetta (potenza della lobby dei viticoltori italiani - mi pare che l'italia sia il piu' grande produttore vinicolo del mondo, sebbene non in valore). L'unica cosa che viene indicata in etichetta e' la presenza dei solfiti, che sentivo Bressanini dire che sono presenti in quantita' ai limiti della sicura tossicita'. Visto che sei esperto e aggiornato, puoi ragguagliarci sulla situazione?

      Elimina
    2. Il tannino è presente naturalmente nella buccia dell'uva rossa (meno in quella bianca) e anche nel raspo. Quando si pressano le uve a bacca rossa, si lascia il mosto a contatto con le bucce per ottenere la colorazione (la polpa dell'uva è sempre bianca) e il tannino per estrazione. Questo è la componente che da astringenza, che assieme a altri elementi "duri" come acidità e mineralità connota il carattere di un vino rosso e lo sostiene nell'invecchiamento (che nel tempo ammorbidisce i tannini). Non c'è Barolo o Brunello o Bordeaux che non abbia uan buona dose di tannini. In cantina quando si lavora bene non si deve fare altro che trasferire nel vino quello che la natura ha messo nell'uva, l'addizione dei tannini è comunque permessa http://www.vignaioli.it/limpiego-dei-tannini-enologia/ (in vini di qualità o blasonati non lo si fa, qui bisogna conoscere il prduttore e la sua filosofia e fidarsi; in generale si potrebbe riprodurre qualunque vino in laboratorio http://www.ilfattoalimentare.it/vino-in-polvere-frodi-wine-kit-contrafazioen-merlot.html)
      Altri tannini possono arrivare nel vino dal legno della botte in cui ha maturato (anche qui la sapienza di cantina sta nel dosare le botti vecchie affinchè ne rilascino pochi o nulli).
      I solfiti sono quasi obbligati in enologia contro l'ossidazione e per favorire la conservazione, la legge impone di indicarli; e comunque anche quando non si aggiungono solfiti, come nel caso di taluni vini che seguano pratiche biologiche/naturali, sono naturalmente presenti nel vino e vanno indicati in etichetta.

      Elimina
  5. Il fragolino ed il clinto però fanno anche abbastanza schifo e poi hanno contenuti di tannini e metilico troppo alti. Per me è giusto averli vietati alla commercializzazione. Poi a casa sua ognuno fa come vuole.

    RispondiElimina
  6. Non penso che Bardi voglia sostenere che l'orticultura urbana possa sfamare il mondo.
    Ma non bisogna sottovalutare il ruolo educativo/formativo che essa possa svolgere all'interno della società.
    Fino ad adesso non ho mai sentito un ragazzo affermare di voler fare l'agronomo. Ed è un peccato. Forse, se idee come quella di Berna si diffondessero nelle nostre città, molti più ragazzi potrebbero ritrovare quel legame verso il territorio e soprattutto verso la loro terra.
    Giovanni

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mao Tse Tung mandava d'autorità gli studenti a fare i contadini nelle vacanze estive e mi pare che abbia funzionato a vedere cos'è la Cina oggi. Ma lui era un dittatore vincente, noi l'abbiamo avuto perdente e anche qui si vedono i risultati.

      Elimina
    2. "e mi pare che abbia funzionato a vedere cos'è la Cina oggi"

      Mao ha fatto sfracelli, la cina di oggi e' cosi' perche' i successori hanno rovesciato praticamente tutte le politiche maoiste, comprese quelle demografiche (se l'italia avesse avuto lo stesso tasso di crescita, ora saremmo in 100 milioni circa, 100 milioni di baionette!).
      Mao ha provocato carestie, distruzione di patrimoni culturali millenari, esplosione demografica.
      Guarda "grande balzo in avanti" e "rivoluzione culturale" su wikipedia.
      A zappare la terra non mandava solo gli studenti, mandava anche i professori (be' questo pero' ci vorrebbe un po' anche qui, e non solo agli orti di firenze... ;)

      "noi il dittatore l'abbiamo avuto perdente"

      E' stata la piu' grande fortuna dell'italia unitaria! Il ventennio DOPO la seconda guerra mondiale persa, e' stato il migliore in assoluto, mentre quello dopo la prima guerra mondiale vinta, e' stato il peggiore.

      E' abbastanza notorio che le classi dirigenti-intellettuali italiane sono le peggiori d'occidente, le cose vanno bene solo quando vengono ridimensionate e messe in grado di non nuocere per un po', ad esempio perdendo una guerra (le guerre sono sempre fra classi dirigenti). L'avanzata travolgente degli austriaco-prussiani dopo la rotta di caporetto e' stata fermata dai fanti e dagli artiglieri solo perche' i comandi italiani non erano piu' in grado di dare ordini, e quindi qualcosa ha cominciato a funzionare. :) Il punto del fronte dove avvenne lo sfondamento era quello comandato dal generale Badoglio... Sembra che non c'entri, ma e' la parabola dell'italia.

      Memorabile il testo di Mario Silvestri, "Caporetto". Silvestri era uno storico dilettante, ordinario di impianti nucleari al politecnico, che pero' ha scritto libri fondamentali e dirompenti sulla prima guerra mondiale (fra cui "Isonzo 1917").

      Elimina
  7. Vi racconto la mia esperienza di orto eco-sotenibile. Alcuni anni fa ho piantato delle piante di canapa sul ciglio dell'Ema(affluente dell'Arno). Devo dire che erano venute su veramente bene, senza annaffiarle per giunta. Fatto sta che un giorno prima del periodo di fioritura alcuni strani individui vestiti tutti uguali hanno estirpato le piante alla radice e sele sono caricate sulla jeep. Volevo piantare dei papaveri e delle patate ma la prima esperienza mi ha fatto cambiare idea.
    Saluti
    Perito Industriale Edile

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se venivano per le patate, allora era VERAMENTE preoccupante...

      Elimina
    2. Occhio che adesso non si puo' piantare canapa, intendo di quella "normale" che si usava per fare le corde a bassissimo contenuto di THC, senza autorizzazione e registrazione. Del resto vale anche per qualsiasi altra pianta, ormai... Il mais da semina a sacchi lo vendono solo alle partite iva. Comunque, a un tipo che conosco quelli della finanza o i carabinieri non lo so, hanno eradicato mezzo ettaro di impianto di canapa col bulldozer, per una svista burocratica (lui aveva seguito tutte le procedure), buttandogli giu' pure la recinzione, e con un elicottero che dirigeva le operazioni dall'alto, mentre era al lavoro. Quando e' tornato, chiarito l'equivoco, gli hanno fatto le scuse, ma per dire cosa ti aspetti piantando canapa... La canapa e' la pianta che produce piu' fibra di legno in assoluto, almeno alle nostre latitudini, se non erro.
      Fino agli anni 60, prima delle fibre sintetiche, era addirittura una "risorsa strategica".
      Un vecchio collega anziano mi diceva che, quando erano ragazzini, in emilia, probabimente negli anni del dopoguerra se non della fine della guerra, cercavano di fumarsela ben prima che diventasse di moda, intossicandosi per il fumo puro e semplice.

      Elimina