Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 6 ottobre 2016

Come ridurre i consumi energetici e come cambiare la società attuale.




Molte persone, sensibili ai consumi energetici e alle fosche prospettive future (se non cambia la situazione), si chiedono:

Cosa bisogna fare per ridurre i consumi energetici?

Alcuni suggeriscono che: le singole persone possono fare molto per ridurre il loro impatto energetico, e quindi applicano una o più delle seguenti azioni:

1) Meno carburanti: Usano meno l’auto e vanno a lavoro o con i mezzi pubblici o con la bicicletta;

2) Meno dispersioni: Coibentano la loro casa (cappotto) in modo da ridurre le dispersione di calore;

3) Meno beni: Evitano di comprare beni superflui (che useranno poco o niente, come: 40 paia di scarpe o vestiti, 3 automobili, …);

4) Elettrodomestici efficienti: comprando quelli che consumano meno (classe A) e spegnendo gli apparecchi elettrici quando non sono in uso (invece di lasciarli in stand by);

5) Riuso: Riutilizzano i vestiti dei figli più grandi ai figli più piccoli;

6) Biologico: Utilizzano alimenti biologici coltivati senza l’uso di pesticidi o altro (derivati dal petrolio);

7) Riciclo: questo avviene a livello comunale riciclando i rifiuti.

Per vedere quali azioni sono più incisive nel risparmio energetico, sono stati misurati i consumi TOTALI delle varie famiglie che applicano uno o più di questi metodi; il risultato finale è stato che:

NON C’E’ NESSUNA RIDUZIONE DEI CONSUMI ENERGETICI TOTALI!


Fig. A – Dopo tante azioni, nessuna riduzione dei consumi energetici!

Le prime spiegazioni date per questi risultati, evidenziavano un uso maggiore di un bene/servizio in coincidenza della riduzione degli altri. E anche quando lo si evidenziava a una data famiglia, finiva che si poteva ridurre l’uso di quel bene usato in eccesso, ma automaticamente ne spuntava un altro (nuovo, o consumato maggiormente rispetto al passato).

Ancora oggi, i cittadini sensibili alle problematiche energetiche, chiedono dei metodi per ridurre il loro impatto energetico, ma le risposte non sono state all'altezza delle aspettative, con risultati quasi nulli o solo apparentemente buoni.

Cercherò di chiarire alcuni aspetti rispondendo alle domande più comuni poste.

DOMANDE E RISPOSTE

Domanda.1)
Da cosa dipendono i nostri consumi energetici?

Risposta.1)
A questa domanda si è spesso risposto in modo intuitivo, dicendo che dipendono dalla quantità di combustibili fossili che utilizziamo (carburanti, cherosene da riscaldamento) e dal consumo di energia elettrica.
E difatti, le persone hanno pensato subito a ridurre il consumo di carburanti (usando meno la macchina o prendendone una più efficiente), o a ridurre il consumo di energia elettrica (spegnendo anche gli apparecchi in stand-by, e qualsiasi lucina che vedono accesa).
Il risultato globale è stato che:
non c’è stata nessuna riduzione dei consumi energetici totali!

In realtà i consumi energetici dipendono solo dal nostro reddito dedicato ai consumi (indipendentemente dal fatto che i soldi siano guadagnati o presi in prestito) adeguato al potere d’acquisto del Paese di riferimento.


Fig. B – Reddito da consumi

Ecco perché ridurre i consumi in un dato settore non riduce i consumi totali, in quanto, i soldi risparmiati in un settore, vengono spesi in altri settori.

Secondo la teoria economica neoclassica, le famiglie consumano tutto il loro reddito; oppure considerare la Curva di Engel (economia) che rappresenta la quantità di consumi dei beni al variare del reddito (maggiore è il reddito, maggiori sono i consumi in valore assoluto).

Nella realtà, quando il reddito dedicato agli alimenti è una percentuale piccola del proprio reddito; i consumi si spostano (in percentuale) sempre più in altri settori (viaggi, beni di lusso) e una percentuale crescente viene tesorizzata (non viene spesa, o viene investita in titoli finanziari come obbligazioni, azioni).

Il reddito investito in titoli finanziari non incide nei consumi energetici, anche se può aumentare la ricchezza “apparente” della famiglia; in quanto, finché non verrà utilizzato, è come se non ci fosse; è solo un numero nei computer delle banche, e potrebbe anche succedere che una crisi finanziaria azzeri realmente tali capitali investiti (in Italia è successo con alcune banche, in cui i risparmiatori si sono visti quasi azzerare i loro soldi investiti in obbligazioni della banca).
Ecco perché lo Stato, quando vuole aumentare i consumi, interviene direttamente spendendo per la realizzazione di opere pubbliche; soldi sia presi dalle tasse che dai Titoli di Stato.
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D.2) Se i consumi dipendono dal reddito, allora la crisi economica del 2007/8 avrà inciso sui consumi energetici dell’Europa, mentre non in quelli della Cina?


Fig. C – Consumi energetici di Europa e Cina (*1)
(38% efficienza di conversione dell'energia primaria in energia elettrica)

R.2) Infatti tra il 2006 e il 2009 (prima e dopo la crisi economica del 2007/8) i consumi in Europa si sono ridotti di 140,1 Mtep, mentre salivano in Cina di 351 Mtep.
La riduzione del consumo di combustibili fossili (-142,9 Mtep) non è dovuta alla produzione delle fonti rinnovabili, che ancora erano poco sviluppate (+18,8 Mtep), tanto che, anche l’energia elettrica prodotta è si è ridotta (-32,5 Mtep).

Se consideriamo il periodo dal 2006 al 2014, vediamo che:

- I combustibili fossili si sono ridotti (-288,4 Mtep);
- l'energia prodotta dalle fonti rinnovabili è stata di solo (+72,2 Mtep).

Quindi non è stata la produzione delle fonti rinnovabili a ridurre i consumi di combustibili fossili, riduzione che è stata 4 volte maggiore.

Il PIL Europeo è ricominciato a crescere, dopo la crisi economica, ma i consumi sono continuati a scendere, questo perché molti beni prodotti dall'industria pesate (vedi acciaio in primis) sono importati dalla Cina. Questo fa si che l’Europa abbia l’illusione di riuscire a ridurre i propri consumi energetici, mentre in realtà vengono conteggiata alla Cina, che ha avuto un aumento dei consumi di oltre il 50%, perché è diventata la fabbrica del mondo.


Fig. D – Produzione di acciaio in Cina

Nei consumi dell’Europa si dovrebbe tener conto dell’energia incorporata nei beni e servizi che utilizziamo.
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D.3) Allora a parità di reddito, se l'energia si riduce di prezzo, se ne consuma di più?

R.3) Si.

Può capitare che l'aumento dei consumi rimane nello stesso settore:
- si riduce il costo dei carburanti, allora i soldi risparmiati mi permetto di fare qualche viaggetto in più in macchina, magari il fine settimana;
oppure possono spostarsi in altri settori:
- i soldi risparmiati in energia elettrica, li utilizzo per allungare di qualche giorno le ferie estive.

Alcuni effetti sono diretti e immediati (possibilità di acquistare più beni usando lo stesso reddito); altri invece sono indiretti.

I bassi prezzi del petrolio possono stimolare l'economia dei Paesi consumatori, i quali aumenteranno il loro PIL e quindi il reddito pro-capite delle famiglie che lo potranno dedicare ai consumi; però, nel frattempo si riducono le entrate dei Paesi produttori, nei quali il PIL si riduce e di conseguenza anche i consumi.

Nel lungo periodo ci sarà un adeguamento (riduzione) dei redditi dei lavoratori che lavorano nel comparto dei combustibili fossili, oppure ci saranno dei licenziamenti (in media i redditi si ridurranno).
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D.4) I consumi delle famiglie dipendono dal numero di figli?

Fig. E – Famiglia con figli

R.4) No, se il reddito dedicato ai consumi rimane lo stesso (è il caso in cui sia tutto il reddito disponibile).

I consumi non dipendono dal numero dei figli della famiglia, ma dal reddito totale che la suddetta dedica ai consumi.

Se la famiglia utilizza tutto il proprio reddito (medio/basso) per i consumi: avere o non avere figli non fa differenza (nel presente).

Se invece il reddito della famiglia è medio/alto, in caso di presenza di figli, una percentuale maggiore verrà dedicata ai consumi, mentre si ridurrà quella tesorizzata.

I figli sono poi dei potenziali consumatori che, se c'è abbastanza energia disponibile e hanno possibilità di avere un reddito (lavoro), aumenteranno in futuro i loro consumi. Questo ha fatto si che i consumi energetici mondiali continuassero a crescere nel tempo; ciò non sarà possibile ancora a lungo.

Sarebbe meglio evitare che la popolazione cresca ancora per non esaurire velocemente le risorse energetiche rimaste.
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D.5) Se installo i pannelli fotovoltaici, riduco i consumi di combustibili fossili?


Fig. F1 – Produzione energia da rinnovabili

R.5) Dipende, ma in genere No!Si potrebbero fare tantissimi ragionamenti sugli impianti scollegati dalla rete (che non utilizzano totalmente l’energia prodotta), ma noi prendiamo il caso migliore in cui abbiamo un impianto e tutta l’energia prodotta la immettiamo in rete.

La prima cosa da capire è che c’è differenza tra il costo dell’energia primaria per produrre il PV, e il prezzo di vendita dell’energia elettrica prodotta, che invece è determinato dal mercato alla borsa elettrica, tramite l’equilibrio tra domanda e offerta.

Consideriamo un impianto PV con un EROEI=5.
Possono succedere i seguenti casi:

5.1) Una unità di energia elettrica prodotta, viene venduta allo stesso prezzo di una unità fossile. Questa vendita determina un extra reddito che viene utilizzato per i consumi di beni/servizi, i quali aumentano i consumi di combustibili fossili (in quanto l’energia PV è già stata tutta venduta).


Fig. F2 – Vendita a 1 e consumi extra fossili

I consumi dei fossili salgono vertiginosamente! Chiaramente, potrebbe succedere che una parte del reddito (solo una parte), invece di essere speso in consumi, venga tesorizzato; ma comunque i consumi di fossili salirebbero di meno, ma sarebbero lo stesso in aumento.

5.2) Una unità di energia elettrica prodotta, viene venduta a 1/5 di quella fossile. Questa vendita permette di recuperare le spese effettuate senza generare extra reddito.


Fig. F3 – Vendita a 1/5 e consumi fossili costanti

Esempio:

Una persona mi diceva che, grazie all'uso dei PV, era riuscito ad avere un netto risparmio economico nella bolletta elettrica e si sentiva a posto con la coscienza, perché così aveva ridotto i consumi di combustibili fossili. Poi mi evidenziava come, con i soldi risparmiati/guadagnati aveva fatto una seconda buona azione, quella di mandare sua figlia a studiare in Germania, così si arricchiva pure culturalmente.


Fig. F4 – Consumo di combustibili fossili spostato nei trasporti aerei

Rimase però sconvolto e preferì non continuare la discussione, quando gli evidenziai come: i combustibili fossili che aveva evitato di bruciare nella produzione di energia elettrica, invece venivano consumati da sua figlia per andare e tornare in aereo dalla Germania! Della serie, aveva solo spostato i consumi di combustibili fossili, da un settore (elettrico) a un altro (trasporti aerei).


5.3) L’energia elettrica viene regalata (è così abbondante che il suo prezzo arriva a zero), e si ha la perdita totale del capitale investito.


Fig. F5 – Vendita a zero (regalata) e leggera riduzione dei consumi fossili

Quindi anche nel caso in cui, l'energia rinnovabile produce 100, che sarebbe sufficiente a soddisfare i bisogni energetici, in realtà i consumi dei combustibili fossili si riducono solo del 20%.
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D.6) Allora qual è il metodo migliore e più semplice di ridurre i consumi energetici?

Fig. G - Povertà

R.6) Semplice… diventare poveri!
I poveri non hanno bisogno di ridurre gli sprechi, il loro basso reddito fa già comprare loro solo il necessario.
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D.7) Perché ridurre i consumi energetici, se questo si può ottenere solo diventando poveri?


Fig. H - Shopping

R.7) In realtà, il problema di ridurre i consumi deriva solo dal fatto che, quelli attualmente maggiormente usati (i combustibili fossili) sono esauribili e inquinano l'ambiente.

In presenza di fonti quasi inesauribili o rinnovabili, il problema si sposta solo nel produrre abbastanza energia da poter soddisfare la domanda.
Il problem è che le fonti rinnovabili attuali non riescono a sostenere una società iper-consumistica come quella attuale. (*2)
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D.8) L’aumento d’efficienza dei beni utilizzati, riduce i consumi totali di energia?

R.8) No, ma ha un effetto positivo sul tenore di vita della famiglia, in quanto permette di usufruire di più beni/servizi a parità di reddito.


Fig. I - Lampadina Led (basso consumo)

Una famiglia con un reddito medio-basso potrà permettersi un tenore di vita medio (invece che basso), se i beni che utilizza sono efficienti (costano poco, o consumano poco). E' sicuramente qualcosa di positivo, però non riduce i consumi totali che dipendono solo dal reddito dedicato ai consumi.
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D.9) Se NON volessi scegliere la soluzione della povertà, cos’altro si può fare per ridurre i consumi?


Fig. L - Automazione

R.9) Non c’è bisogno di fare niente, perché la strada è già tracciata e ci porterà a una riduzione mondiale dei redditi delle famiglie e quindi dei lori rispettivi consumi.

- Le industrie di 4° generazione ridurranno gli operai nelle fabbriche;
- l’automazione/informatizzazione dei servizi (bancari, assicurativi, …) sta già riducendo gli impiegati.
- l’agricoltura è già da molto tempo che ha perso gli occupati ed eventuali nuovi occupati in tale settore, non saranno competitivi rispetto alle produzioni agricole industrializzate e automatizzate.

La disoccupazione sarà di massa e strutturale.
In passato tale disoccupazione è stata assorbita da altri settori; travasando gli occupati dal settore agricolo a quello industriale; e da quello industriale al terziario.
Il problema è che non c'è più un altro settore che possa assorbire i disoccupati dei settori precedenti.
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D.10) Gli economisti ci dicono che non ci sono problemi di energia e che sarebbe meglio fare tanti figli in modo che sia possibile pagare le pensioni del futuro (con l’aumento delle entrate fiscali e quindi del PIL). E' giusto?


Fig. M - Pensionati

R.10) C’è già un eccesso di occupati. Una maggiore richiesta di beni verrà ampiamente soddisfatta dall’automazione di 4° generazione. Tale aumento di popolazione non farebbe altro che aumentare i disoccupati in circolazione e aggravare ulteriormente la situazione previdenziale (le persone disoccupate non aumentano il PIL e i consumi). Questo, era un metodo adatto per il secolo passato, in cui l’automazione era limitata e la nascita di nuovi settori assorbiva i disoccupati dell’industria.
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D.11) Quali sono i tempi a disposizione per poter gestire l'innovazione delle industrie di 4a generazione?

R.11) Massimo in 15 anni la rivoluzione avrà occupato ogni settore lavorativo.
Faccio un esempio di ciò che è accaduto negli ultimi 15 anni:

Fig. N – Innovazione tecnologica degli ultimi 15 anni (*3)

A fine 2001, il computer più potente al mondo era ASCI WHITE (vedere le caratteristiche nell’immagine), a 15 anni di distanza, la stessa potenza è disponibile in una scheda (TITAN X) che sta in una mano.
(11 Tflops = 11.000 Miliardi di operazioni matematiche al secondo (in virgola mobile)).

Oggi è possibile creare robot che hanno capacità motorie complesse che prima erano esclusive dell’uomo.I primi beneficiari di tutte le innovazioni attese (pile ad alta capacità, nuove fonti di energia elettrica), saranno proprio loro, i robot!
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D.12) Cosa faranno le persone per mantenersi economicamente?

R.12) Se non si interviene nella modifica del sistema capitalistico la nostra società è destinata a collassare.
In mancanza del reddito delle famiglie, la domanda di beni e servizi crollerà, ed anche le industrie di 4a generazione dovranno chiudere per mancanza di clienti.

Una soluzione potrebbe essere quella di cercare di ottenere un reddito di cittadinanza, ma questo rischia di NON essere sostenibile se le multinazionali continueranno ad evadere le tasse, spostando la loro sede legale nei paradisi fiscali. (Si sta cercando di risolvere questo problema a livello Europeo, mettendo una tassa Europea; è necessaria se non si vuole ridurre la popolazione alla fame).
Tale reddito di cittadinanza (basso), però garantirà un livello basso del tenore di vita, ma anche bassi consumi (siete stati accontentati).

I pochi posti che resteranno saranno quelli per le persone iper-specializzate.


Fig. O – Ricercatore

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D.13) Non possiamo produrre più energia da fonti non fossili in modo da garantire un buon tenore di vita alle persone e nel frattempo rispettare: il clima e l’ambiente?

R.13) Si, certo che si può; ma usare una fonte energetica più economica dei combustibili fossili, non farà altro che spingere ancor più verso l’automazione.


Fig. P - Robot

Robot e computer richiedono energia elettrica per funzionare e più è abbondante ed economica e più sono convenienti da usare.
Quindi è necessario risolvere il problema del lavoro/reddito per le persone.
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D.14) Quindi la nostra società può crollare: sia per mancanza di energia che per abbondante energia economica? Sembra non esserci una soluzione!

Fig. Q - Spaventati

R.14) Il problema è complesso.

a) La necessità di voler ridurre i consumi energetici nasce dal fatto che non abbiamo fonti alternative ai combustibili fossili che possano sostenere questa società.

b) Nel caso in cui queste fonti ci fossero, (innovazioni in quelle attuali: tipo solare ed eolico; oppure invenzione/scoperta di nuove fonti energetiche) l'energia prodotta accelererà ulteriormente l'innovazione tecnologica e l'automazione spinta ai massimi livelli, con la considerazione che: ci saranno miliardi di persone che non avranno un lavoro che renda abbastanza per il loro mantenimento.

Se non si interviene:

- la differenza tra ricchi e poveri si amplierà ulteriormente;
- la disoccupazione diventerà strutturale e di massa;
- la disponibilità delle risorse non sarà garantita nel lungo periodo.

Sono problemi vecchi e nuovi che si stanno per manifestare in modo molto più incisivo che in passato e in tempi molto più brevi del previsto.

Se si risolve il problema di come produrre l'energia, anche il reddito di cittadinanza sarà fattibile con la giusta volontà politica. Il problema di come produrre l'energia è il primo e più importante, ma questo richiede anche dei cambiamenti sociali (reddito di cittadinanza); innovazione tecnologica, scientifica, equilibri geopolitici ecc.
Sono problemi che vanno affrontati a livello mondiale; i singoli Paesi possono fare poco (le multinazionali di 4a generazione sarebbero troppo forti).
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D.15) Chi dovrebbe gestire questi cambiamenti?


Fig. R – Sede ONU

R.15) L'ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite), essendo composto da tutte le nazioni del mondo, dovrebbe avere un potere reale a livello mondiale.
Il problema è che: essendo i Paesi sovrani al loro interno, possono non accogliere le direttive dell'ONU; questo avviene specialmente perché ci sono Paesi potenti e privilegiati che vogliono mantenere i loro privilegi a discapito degli altri.

A livello di senso di giustizia, sembra un sopruso dei potenti rispetto ai deboli; caratteristica che sembra essere di tutto il genere umano e non solo di una parte, in quanto: se i Paesi deboli (o persone deboli) diventano forti, tendono ad avere il medesimo comportamento sugli altri.

In realtà, guardandolo dal punto di vista energetico o delle risorse, questo diventa un modo per ottimizzarle.

Nessuno pensa che sia giusto che TUTTI abbiano una Ferrari, solo perché i ricchi ce l'hanno.


Fig. S – Ferrari

Sono privilegi che i ricchi pagano a caro prezzo e che così facendo, finanziano la Ricerca che poi permetterà al resto della popolazione di avere prodotti migliori a bassi prezzi e collaudati pure.

Esempio:
 
Un'auto elettrica (la Tesla) è stata coinvolta in un incidente mortale, perché il suo sistema di guida non ha compreso bene lo stato dei veicoli intorno (un autocarro con una gru) ed ha causato l'incidente (è andata a sbattere sul braccio sporgente della gru); ciò sarà improbabile quando essa sarà disponibile per il grande pubblico, in quanto sarà già stata molto più collaudata.

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D.16) Un’alternativa alla soluzione ONU (del vogliamoci tutti bene)?

R.16) Da qualche anno le banche centrali hanno incominciato a stampare denaro (in realtà lo creano nella memoria dei computer) in quantità enormi, che in altri periodi della storia avrebbero portato l’inflazione a cifre esorbitanti.


Fig. T – Banche centrali

Siccome il contesto è diverso (c'è carenza di domanda di consumi perché le persone stanno perdendo il lavoro o sono più incerte del loro futuro), e anche perché questo denaro non viene iniettato nell'economia reale, ma solo in quella finanziaria, in questo caso l’inflazione non si sta manifestando.

In una società ultra automatizzata, in cui poche multinazionali producono tutto quello che serve (impiegando il lavoro di una piccola percentuale persone ultra specializzate) e non pagano tasse (paradisi fiscali); risulta impossibile per gli Stati poter dare un reddito di cittadinanza (mancando il lavoro, come si mantengono?).

Possibili soluzioni:
1) tassare opportunamente le Multinazionali;

2) nazionalizzare le multinazionali (facendole acquisire dalle banche centrali e quest’ultime ridiventare dello Stato). Chiaramente, essendo poche le multinazionali e vista la loro dimensione, solo le banche centrali più importanti potrebbero fare una cosa del genere (BCE, FED, ...). Questo porta alla conclusione, almeno con la BCE, che l'Europa diventi un unico Stato con un'unica Banca centrale ed un'unica moneta.

3) Creare nuovi settori dove spostare i lavoratori (manutenzione robot); o lavori dove le macchine sarebbero inefficienti.

Forse, quello che sta avvenendo in questi anni, per opera delle banche centrali, è proprio quella modifica al sistema capitalistico che è necessaria, onde evitare che la stragrande maggioranza della popolazione rimanga disoccupata e che si arrivi alle rivoluzioni.

Soluzioni ce ne possono essere più di una, bisogna vedere quale di queste è più adatta.
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D.17) Se la produzione tornasse a livello statale, quest'ultimo non potrebbe aumentarla in modo da garantire benessere a tutta la popolazione?

R.17) Essendo il capitale che si può investire limitato (le risorse sono finite), anche automatizzando il 100% della produzione, questa non potrà andare oltre un certo limite.

Fig. U1 – Produzione di stato stazionario (*5)

Aumentando il capitale investito (automazione), la produzione aumenta fino al limite in cui, l'ammortamento/manutenzione (deprezzamento) degli impianti equivale al capitale investito annualmente.
Sfortunatamente, il capitale energetico che possiamo investire seguirà una curva a campana (aumenterà ancora un pò, per poi incominciare a scendere), questo significa che la produzione, anche se automatizzata, scenderà (se non si utilizzano fonti alternative).


Fig. U2 – Disponibilità dei combustibili fossili

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D.18) Come possiamo evitare che la produzione diminuisca troppo?

R.18) Ogni innovazione tecnologica permette alla curva di produzione di poter salire di una certa quantità (*6). Se l'innovazione è continua, essa permette di:
- ottenere di più (produzione) a consumi costanti (energia);
- mantenere la produzione a consumi decrescenti di energia.

Fig. V – Equivalenza tra beni

Quello che è più importante, non è la quantità di beni, ma la quantità di servizi integrati.

Ogni tanto l'innovazione fa passi da gigante portando enormi benefici alle persone, questo è accaduto con:
- i computer, i cellulari, Internet, ...
- la dematerializzazione (portare tutto il possibile in digitale: beni e servizi) è chiaramente un metodo per ottimizzare le risorse;
- la medicina (genetica) si spera faccia grandi passi in avanti; per esempio: il trattamento dei malati di diabete, ha costi enormi in tutto il mondo.

Questo ci fa capire perché: la continua innovazione tecnologica è per noi una necessità.
Sfortunatamente, non in tutti i settori il progresso tecnologico procede velocemente; in alcuni i benefici sono limitati (l'energia per fondere una tonnellata di ferro sarà sempre quella).

Quindi, la produzione di energia non deve scendere oltre un certo livello, perché se no, anche con l'innovazione (che richiede investimenti in Ricerca), non si riuscirebbe a garantire alle persone neanche il minimo necessario.
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Considerazioni finali

Come abbiamo visto, per risolvere i problemi complessi, spesso, le soluzioni migliori non sono quelle più semplici e intuitive, oppure quelle mosse dalle buone intenzioni.
(La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni)

Si dovranno prendere delle decisioni che, in base al punto di vista da cui le si guarda, potrebbero non essere considerate giuste (acquisti delle banche centrali), ma che poi potrebbero portare a quei cambiamenti necessari per fare in modo che non crolli tutta la società civile.
La politica dovrà giocare un ruolo importante: dovrà gestire l'economia.
Lo Stato dovrà essere in grado di garantire un sufficiente accesso ai beni prodotti dalle multinazionali (che potrebbero essere a partecipazione Statale, visto gli acquisti delle banche centrali); oppure facendo pagare: le tasse, le licenze o vincolando i prezzi (*4). Chiaramente parliamo di grandi Stati o federazioni di Stati.

Il ritorno alle monete nazionali e alla svalutazione, potevano andare bene per il secolo passato (in cui c'erano le risorse energetiche per poter aumentare la produzione), ma non andranno più bene per il futuro, in cui:
- le differenze economiche tendono ad aumentare (scomparsa ceto medio);
- l'automazione porterà alla disoccupazione strutturale di massa;
- le risorse tendono ad esaurirsi.


Sarebbe opportuno capire qual'è l'obbiettivo che si vuole raggiungere:
- E' più importante l'interesse dei pochi straricchi?
- qual'è il valore della vita delle persone?
- qual'è la strada che il genere umano dovrebbe percorrere?


Fig. Z – Seconda stella a destra, questo è il cammino, e poi dritto fino al...

Il mercato, anche nella situazione ideale di perfetta concorrenza, siccome promuove l'interesse individuale, non porta al massimo benessere sociale (che è dato dalla differenza tra i guadagni sociali e quelli privati (*7)).

Regolando opportunamente il mercato (a livello internazionale), magari si ritornerà alle famiglie di una volta, in cui c'era solo un genitore che lavorava fuori, mentre l'altro si occupava della casa e del figlio/i.
Sarebbe anche una vita più vivibile.

Se la politica tornerà ad avere un ruolo centrale e se l'economia verrà regolata a livello internazionale, una parte delle risorse umane liberate dall'automazione, potrebbero essere impiegate:
- per ottimizzare il rendimento delle fonti energetiche rinnovabili;
- per inventare nuove fonti di energia.

Avendo l'energia e le persone disponibili, magari si potrebbero impiegare molte più persone nella Ricerca, per: aumentare le nostre conoscenze sull'ambiente e su tutto il resto dell'Universo.

By Alessandro Pulvirenti
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Note:
(*1): Fonte dati energetici: bp (http://www.bp.com/en/global/corporate/energy-economics/statistical-review-of-world-energy.html)

(*2): Ce la facciamo a sostituire i fossili con le rinnovabili prima che sia troppo tardi? (http://ugobardi.blogspot.it/2015/09/ce-la-facciamo-sostituire-i-fossil-con.html)

(*3): Lista semestrale dei supercomputer più veloci al mondo (https://www.top500.org/lists)

(*4): Microeconomia - McGrawHill - Bominick (pag. 183: Regolamentazione del monopolio)

(*5): Macroeconomia - Pearson - Sloman - 8a edizione (pag. 285: Produzione di stato stazionario)

(*6): Macroeconomia - Pearson - Sloman - 8a edizione (pag. 290: Crescita economica in presenza di progresso tecnologico)

(*7): Microeconomia - McGrawHill - Bominick (pag. 258: Economia del benessere)

69 commenti:

  1. Adesso ti facciamo le pulci e ripassiamo le bucce!
    ( e mettiamo anche i puntini sulle i ). ;-)

    Marco Sclarandis

    RispondiElimina
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    1. @"e ripassiamo le bucce!"

      Questa parte del detto, non la conoscevo.

      Mi può solo far piacere, se esaminando quello che ho scritto, arrivano suggerimenti o segnalazioni propositive.
      Facendo così, confrontandoci, è possibile: correggere gli errori, migliorare ove possibile, arricchirci tutti culturalmente.

      Elimina
  2. Personalmente ritengo che lo Stato non sia in grado di garantire un equo accesso ai beni prodotti dalle multinazionali. Non può per il semplice fatto che non ne ha la forza. I fitti e stretti legami che nel corso dei decenni hanno sempre più incatenato la politica al palo dei grandi capitali e delle multinazionali, non potranno essere magicamente recisi. Politica e multinazionali ormai sono diventati due facce di una stessa medaglia. Dove però una delle due facce –la politica – è succube dell’altra.

    Servirebbero indicibili atti di violenza organizzata per recidere quella malevola simbiosi. Non trovo la cosa né realistica né tanto meno desiderabile. E’ irrealistica poiché tutti gli strumenti di violenza sistemica sono saldamente in mano a quella “malevola simbiosi”. Ed è indesiderabile perché la violenza non porta mai nulla di buono. Ancor più quando le risorse naturali iniziano a scarseggiare.

    Più pacatamente si potrebbe invece tentare di fare direttamente ciò che serve: attuare una salvaguardia delle risorse e quindi un’economia basata sulle risorse. Abbandonare le logiche basate sul denaro e sullo scambio commerciale è senz’altro traumatico per chi, come noi tutti, ha trascorso l’intera sua vita (per tacer dei nostri avi) in un’economia totalmente monetaristica ossia come quella a cui siamo tutti abituati ed assuefatti. Ma non sarà mai neppure lontanamente altrettanto traumatico di estinguersi.

    Quando si parla di economia basata sulle risorse subito la mente corre a immagini di patetico utopismo. Il Venus Project e The Zeitgeist Movement, che hanno il merito di aver diffuso l’idea di base, hanno però malauguratamente veicolato un’aurea di utopia che rende difficile, se non impossibile, qualsiasi seria discussione sull’argomento. Le resistenze culturali e psicologiche all’abolizione del denaro e degli scambi commerciali trovano in quell’aurea di sognante utopia il pretesto perfetto per tramutarsi in un secco rifiuto a priori. Come se non bastasse il Venus Project e The Zeitgeist Movement hanno anche sostenuto che per realizzare un’economia basata sulle risorse fosse necessario coinvolgere l’intero pianeta, riducendo l’idea di economia basata sulle risorse ad un pensiero del tipo “o-tutto-o-niente”. Dati i presupposti storici e culturali, è ovvio che, in quella logica, “niente” diviene immediatamente lo scenario di gran lunga più probabile. Il Venus Project e The Zeitgeist Movement hanno reso l’idea accattivante ma non credibile.

    E’ possibile invece discutere di economia basata sulle risorse come di un fatto puramente tecnico: un modo di organizzare l’economia. In fin dei conti si può considerare l’economia basata sulle risorse come una versione moderna e tecnologicamente avanzata delle antiche economie del dono (che per decine di millenni hanno rappresentato l’unica forma di economia attuata e conosciuta da noi sapiens). A discapito del nome, le economie del dono non avevano proprio nulla di utopico. Efficienza ed utopia non sono sinonimi. Il ché è un bene, poiché significa che si può rinunciare all’utopia senza dover per forza rinunciare all’efficienza. Cioè si può rinunciare all’illusione della perfezione senza dover rinunciare a possibili miglioramenti e progressi.

    Saluti

    Alessandro

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    1. sono d'accordo che le multinazionali e le mafie sono più forti degli stati stessi. In fondo basta comprare o minacciare pochi politici. Al limite mettere qualche autobomba, come in via dei Georgofili, per ottenere la resa di uno stato. Quindi la riduzione dei consumi e il cambio di paradigma avverrà solo in un modo: anzi in due. O per esaurimento dell'energia disponibile o per distruzione dell'ambiente. Penso che succederà prima l'esaurimento. Però la prospettiva di un mondo robotizzato abitato da un elitè composta da mezzo mld o poco più di esseri umani risolverebbe sia il problema delle risorse, almeno per qualche secolo, e dell'inquinamento. Basterebbe ridurre in uno o due decenni la popolazione di quasi 7 mld e sostituirla con qualche mld di robot. Forse se ci fosse a disposizione qualche secolo. Altrimenti non mi sembra una strada percorribile. Quindi in 20 o 30 anni è più probabile che il mondo diventi una immensa favela, piena di poveracci in cerca di un tozzo di pane per sopravvivere. Un pò come era l'Italia dei miei bisnonni.

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    2. @"le multinazionali e le mafie sono più forti degli stati stessi."

      Dipende, può darsi che i proprietari/soci delle multinazionali potrebbero avere interesse a vendere.
      L'automazione aumenterà la produzione, ma ridurrà il potere d'acquisto della popolazione (con percentuali sempre più alte di disoccupazione); così facendo avranno difficoltà a vendere i loro prodotti e quindi entreranno in crisi.
      Solo un grande Stato (federazione di Stati) si può permettere di tenere aperte società in perdita, perché lo scopo suo NON è guadagnare, ma l'utilità sociale!

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    3. @Alessandro: "Non può per il semplice fatto che non ne ha la forza. I fitti e stretti legami che nel corso dei decenni hanno sempre più incatenato la politica al palo dei grandi capitali e delle multinazionali, non potranno essere magicamente recisi."

      Come ho detto, appena le multinazionali entreranno in crisi, saranno ben contente di uno Stato (grande Stato) che se li compra.



      @"le economie del dono non avevano proprio nulla di utopico."

      L'economia del dono NON funziona neanche all'interno della stessa famiglia. I genitori che donano ai figli vengono continuamente criticati se a un figlio, anche se più bisognoso, danno più che agli altri.
      Infatti, i miei genitori mi hanno sempre detto, quando avrai dei figli, se dai qualcosa ad uno, lo devi dare a tutti gli altri, per evitare che litighino.

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    4. più probabile che finita la ricchezza fossile, gli stati ricomincino a farsi guerra per le poche risorse rimaste, come è sempre stato, con la sola incognita dell'arma nucleare, che molto probabilmente, non darebbe un vincitore. Continuo ad essere ottimista e vedo favelas di disperati, sporchi ed affamati, tipo Soylent 2023.

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    5. "Continuo ad essere ottimista e vedo favelas di disperati, sporchi ed affamati, tipo Soylent 2023."

      Mi hai fatto venire l'idea per un altro post che dovrebbe trattare, invece che dei consumi; la produzione di energia dalle varie fonti energetiche, per vedere che possibilità ci sono di evitare la miseria nel mondo.

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    6. @ "...appena le multinazionali entreranno in crisi, saranno ben contente di uno Stato (grande Stato) che se li compra".

      Purtroppo sono già state numerose le multinazionali ad essere andate seriamente in crisi (dal 2008 ad oggi) e gli stati le hanno aiutate senza entrare nel CDA, ossia gli stati hanno regalato un sacco di soldi senza porre alcuna condizione. Statalizzare d'altro canto non è più possibile. Quei pochi stati che si sono azzardati a farlo sono aggrediti selvaggiamente in ambito finanziario e minacciati (o peggio) sul lato diplomatico e militare (basti guardare al Venezuela).

      Che, in questo caos, possa emergere una forza politica (nazionale o da confederazioni di stati) tanto solida da poter durevolmente imporre il proprio imperio sulle multinazionali mi pare francamente un'illusione.

      @ "L'economia del dono NON funziona neanche all'interno della stessa famiglia."

      Le S.p.a. in qualità di persone giuridiche esistono da qualche secolo appena; sono un'assurda astrazione giuridica ed hanno contribuito in modo decisivo al collasso planetario ed alla sperequazione sociale. Le famiglie, invece, esistono da decine, se non centinaia, di millenni; sono una manifestazione della nostra stessa biologia e la loro mancanza (a torto o a ragione) è percepita da tutti come un grave lutto ed una sciagura.

      Ritengo inoltre significativo il fatto che molte persone che appartenevano ad economie del dono considerassero gli appartenenti ad economie monetaristiche letteralmente dei malati mentali, dei folli. E credo che meglio di ogni altra cosa renda tale concetto la celebre frase di Toro Seduto (uno degli ultimi leader di economie del dono): "Quando avranno inquinato l'ultimo fiume, abbattuto l'ultimo albero, preso l'ultimo bisonte, pescato l'ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche."
      Direi che aveva ragione: siamo vicinissimi alla sua profezia ed ancora la maggioranza di noi non s'è accorta che alla fine non potremo papparci i soldi.

      Rimanendo in tema di citazioni: "Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l'ha generato" (Albert Einstein).

      La nostra civiltà sta disperatamente cercando un modo di risolvere i guai che la sua mentalità ha creato senza rinunciare a quella mentalità. Per questo motivo ci attacchiamo con tanto fervore alla speranza che qualche magica tecnologia possa salvarci: perchè se così fosse cambierebbe la tecnologia, non noi!

      Ci tengo molto però a precisare una cosa: pur nella differenza di pensiero, apprezzo moltissimo questo post e faccio ad Alessandro Pulvirenti i miei vivi complimenti. Il fatto stesso che susciti tanti spunti e tanti commenti credo sia un merito allo spessore ed alla vastità del suo articolo.

      Saluti

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    7. @"Ritengo inoltre significativo il fatto che molte persone che appartenevano ad economie del dono considerassero gli appartenenti ad economie monetaristiche letteralmente dei malati mentali, dei folli. "


      Penso che la società del domani dovrà essere diversa da quella attuale, su questo ti dò ragione, ma invece di riproporre metodi antichi (dono) che andavano bene in un contesto diverso, penso che la nuova società moderna si baserà su:
      1) un reddito minimo di cittadinanza (che sarebbe una specie di DONO minimo garantito);

      2) un sistema meritocratico (anche economicamente simil capitalistico) che premi le persone più capaci;

      3) un sistema che oltre ad essere punitivo con chi sbaglia (ladri, assassini, ...); sia anche premiante (chi fa più ore di volontariato (altra forma di dono), merita rispetto dagli altri (alcuni vantaggi)).

      Quindi, non penso che il metodo/sistema per risolvere i nostri problemi sia lo stesso di quello che l'ha generato.

      Il sistema dovrà cambiare, senza per questo rinunciare a tutto.

      Il DONO deve essere equilibrato onde evitare di far sviluppare troppo comportamenti da parassita e che disincentivi troppo le persone capaci.
      ---
      Grazie per i complimenti.

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  3. L’attuale sistema economico, al di là dei risibili proclami propagandistici, è estremamente inefficiente. Basta guardare a cosa ha portato in termini di “auto di proprietà” (su scala globale) per rendersi facilmente conto che tende sistematicamente verso le “soluzioni” energeticamente e materialmente più dispendiose. Uscendo dalle logiche monetarie e commerciali, tuttavia, sarebbe possibile disfarsi totalmente delle enormi sovrastrutture e dei mostruosi sovra-consumi ingenerati dall’attuale paradigma. Il concetto stesso di proprietà, a noi così caro e tanto dato per scontato, in numerosissimi casi fornisce costi ed esternalità insostenibili a fronte di utilità piccole o persino negative (il caso delle “auto di proprietà” o dei trapani è esemplare: milioni di meccanismi di bassa qualità, afflitti da un’assurda obsolescenza programmata e completamente inutilizzati per la stragrande maggioranza del loro pur breve ciclo di vita). Non si tratta di sostituire i lavoratori con i robot. Si tratta di sostituire i lavori inutili con quelli utili e, all’interno di quest’ultimi (e questi soltanto) , di sostituire i lavori più noiosi e degradanti con i robot, liberando potenziale mentale attualmente inutilizzato per via di dette mansioni disumanizzanti. Inoltre si tratta di sostituire una produzione industriale e culturale finalizzata alla massimizzazione dei flussi finanziari con una produzione e una cultura finalizzata all’utilità privata e pubblica (misurata su valori REALI e non astratti ed irreali quali effettivamente sono le misure monetarie).
    Un sistema può perdere complessità e ridurre i relativi costi di gestione delle infrastrutture collassando oppure rendendo il proprio “metabolismo” più efficiente TAGLIANDO i rami morti ovvero le produzioni e i consumi privi di scopo. Quest’ultimi, se analizzati lungo tutta la lunghezza di tutte le filiere, sono di gran lunga le quote più corpose dell’attuale sistema economico. Quante persone lavorano solo nei sistemi bancari, finanziari, dei sistemi di pagamento e dei relativi indotti? Quanta gente lavora nel settore militare e degli armamenti e dei relativi indotti? Quanti nei settori del cibo spazzatura? Ecc… ecc… ecc...

    Ciao

    Alessandro

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    1. @"il proprio “metabolismo” più efficiente TAGLIANDO i rami morti ovvero le produzioni e i consumi privi di scopo."
      [...]
      "Quante persone lavorano solo nei sistemi bancari, finanziari, dei sistemi di pagamento e dei relativi indotti?"

      Stai parlando di lavori, che indipendentemente dal nostro volere, sono già destinati a scomparire. I servizi bancari e assicurativi sono quelli più facilmente automatizzabili.
      Mi sembra che le banche multinazionali parlano di licenziamenti continui.


      @"Basta guardare a cosa ha portato in termini di “auto di proprietà” (su scala globale)"

      L'auto di proprietà ha portato una grande libertà alle persone. La possibilità di spostarsi liberamente ovunque. Con i mezzi pubblici non sarebbe possibile tale libertà di destinazione; immagina che già adesso, che le città che sono molto concentrate di persone, i mezzi pubblici sono molto inefficienti, facendo pagare buona parte del loro costo ai comuni (il biglietto non copre i reali costi).

      Non sempre quello che sembra corretto, facendo i calcoli, è veramente così.

      E poi adesso che vediamo le risorse scarseggiare, diamo una maggiore importanza all'efficienza energetica; ma una volta, che tale problema non c'era, l'efficienza la calcolavi (con le auto) sulla quantità di destinazioni in più che potevi raggiungere.
      Per non parlare che: se devi trasportare molti bagagli, è assurdo pensare di poter usare dei mezzi pubblici.

      In futuro saranno le automat (automobili automatiche) a sostituire la proprietà privata delle automobili, per i seguenti motivi:
      1) Mantengono la libertà sulla destinazione da raggiungere;
      2) Se devi caricare bagagli, ti arrivano fino a casa;
      3) costano meno dei mezzi pubblici attuali perché non hanno i costi del conducente.

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    2. "il biglietto non copre i reali costi"

      La media italiana di copertura e' un quarto dei costi (compresi abbonamenti), con un minimo della sicilia (18 per cento) e un massimo del veneto (36 per cento).

      Il vero prezzo del biglietto, se rapportato ai costi, sarebbe di circa 5 euro a passaggio: nessuno userebbe mai i mezzi pubblici se dovesse pagarli di tasca propria al vero costo del servizio.

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    3. Anch'io spero nelle automobili a guida automatica. Per ora però è solo una speranza (resa labile proprio dall'esaurimento delle risorse causato da questo stesso paradigma economico).

      Anche senza guardare al futuro, città come Curitiba, in Brasile, hanno dimostrato che semplicissimi mezzi di trasporto pubblico possono essere molto efficienti nel ridurre le auto di proprietà, a patto che l'intera rete stradale sia progettata con un po' di lungimiranza. Ed è bene considerare che Curitiba operò in un contesto terzomondiale, nei lontani anni '70 e su dimensioni da 2 milioni di abitanti. Il fatto che il sistema di trasporti di Curitiba sia rimasto un caso unico al mondo la dice molto sulle preferenze e sulle priorità del sistema economico attuale.

      Non mancano alternative e soluzioni. Manca volontà e consapevolezza.

      Le auto di proprietà hanno fornito maggiore libertà di movimento, ma favorendo l'espansione urbana e quindi i costi d'acquisto delle case e di qualsiasi bene di consumo (perchè anche i negozi hanno un valore che, in qualche modo, deve pur essere ammortizzato dai commercianti). Ai maggiori costi abitativi si devono poi aggiungere i maggiori costi infrastrutturali (più strade, più ponti, più sottopassi, ecc...) e ovviamente i costi associati allo spostamento delle attività industriali da zone relativamente vicine ai centri storici verso zone a più basso valore commerciale e quindi più distanti dai centri residenziali. La libertà quindi si è presto tramutata in una necessità: se non avevi la macchina avevi meno opportunità di lavoro.

      E tutto questo non tiene conto della possibilità di sviluppare le città con i criteri delle cosiddette arcologie, in modo da minimizzare gli spostamenti fino a rendere l'automobile superflua.

      E anche così non si tiene conto dell'esistenza di mezzi di trasporto privati ultra-efficienti rispetto all'auto come le biciclette e i velomobile a pedalata assistita.

      Una libertà di circolazione limitata ed in buona parte illusoria ci è costata un impoverimento generale, la cementificazione selvaggia, anni di vita spesi nel traffico, inquinamento (non solo smog ma anche le emissioni industriali e infrastrutturali), un numero mostruoso di feriti gravi e di morti (sia per gli incidenti che per lo smog), un alto contributo ai cambiamenti climatici (CO2 da combustione e da costruzione dei veicoli), un'infinità di guerre, accise e tasse (per sovvenzionare le case costruttrici e le aziende petrolifere) e ci è costata pure una brutale e pressoché sconosciuta discriminazione economica (quante strade infatti non hanno nemmeno un marciapiede? Ovverosia quante strade gridano silenziosamente: o sei un automobilista oppure per noi manco esisti e puoi tranquillamente schiattare?).

      Un'ultima constatazione e poi concludo.

      E' vero che l'automazione ha massacrato la classe lavoratrice e che ancor più lo farà in futuro (soprattutto le settore impiegatizio), ma è proprio questo il punto: l'attuale sistema economico non ha impiegato milioni di persone in settori inutili o dannosi per il loro bene o per quello generale ed ora non li licenzia per il loro bene o per quello generale. Un fatto di per sé potenzialmente utopistico come la liberazione dell'umanità dai lavori pesanti, ripetitivi ed alienanti diviene un autentico dramma per milioni di persone... all'interno del sistema monetario. Il problema non è la tecnologia o l'automatizzazione dei processi produttivi. Il problema è sempre lo stesso: un sistema economico schiavizzante e sprecone che ci sta portando dritti dritti verso la sesta estinzione di massa. Gran parte dei comportamenti aberranti delle persone (sia come singoli sia come collettività) è infatti riconducibile in ultima analisi nell'ossessione per i soldi ossia per numeri. Pure e totalmente insensate astrazioni fuori dal contesto della consuetudine socio-culturale a cui siamo abituati e che riteniamo ingiustamente essere l'unica possibile.

      Saluti

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    4. @"E anche così non si tiene conto dell'esistenza di mezzi di trasporto privati ultra-efficienti rispetto all'auto come le biciclette e i velomobile a pedalata assistita."

      Ci sono persone anziane che a mala pena ce la fanno a camminare e a sedersi sul sedile di un'auto, e tu li vorresti far andare su una bicicletta?
      Se poi aggiungiamo che il nostro territorio e principalmente collinare (salite e discese), pensi che riuscirebbero a spostarsi di casa?

      Spesso, quando si fanno questi ragionamenti, si pensa solo al nostro metro di valutazione dato dalle nostre capacità personali. Non si pensa che ci sono altre persone che sarebbero schiacciate o emarginate da queste eventuali modifiche al sistema.
      Della serie:
      "State attenti a quello che desiderate, che c'è il rischio che vi accontentino.... e poi saranno cavoli vostri!"


      @"l'attuale sistema economico non ha impiegato milioni di persone in settori inutili o dannosi per il loro bene o per quello generale ed ora non li licenzia per il loro bene o per quello generale."

      Questa è una tua opinione, che rispetto ma NON condivido.
      L'organizzazione di una società moderna ha bisogno di tali servizi e per farli funzionare in modo corretto serviva il contributo organizzativo di tantissime persone.
      Che poi la tecnologia e l'innovazione troverà un modo migliore per gestirli senza bisogno dell'attività umana; avviene ciò perché si è potuto fare gradualmente.
      E' assurdo pensare che la nostra società sarebbe potuta passare: da una società agricola a una altamente sviluppata, senza fare le tappe intermedie.

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    5. @"Ci sono persone anziane che a mala pena ce la fanno a camminare e a sedersi sul sedile di un'auto, e tu li vorresti far andare su una bicicletta?"

      No, ma la stragrande maggioranza degli spostamenti non avviene per vecchi invalidi. E se usassimo le auto a scoppio solo per vecchi e malati di certo non il traffico non sarebbe il problema che è. Inoltre basta andare in posti come la Norvegia o l'Olanda per rendersi conto che possono sussistere elevatissimi standard di vita con molte meno macchine in circolazione. Il problema non è che esistono le auto di proprietà con motore endotermico, Il problema è che appena il reddito medio raggiunge certi livelli quel tipo di auto diviene quasi sempre il principale mezzo di trasporto, distanziando di molto tutto il resto.

      @"L'organizzazione di una società moderna ha bisogno di tali servizi e per farli funzionare in modo corretto serviva il contributo organizzativo di tantissime persone."

      Probabilmente c'è un malinteso sul significato e sull'entità di quelli che ho chiamato "settori inutili o dannosi". Giusto per rendere l'idea: solo nel settore degli armamenti e solo limitandosi alle armi da fuoco leggere e tra queste limitandosi ai fucili d'assalto e tra questi limitandosi solo agli AK-47 (nelle varie versioni ed imitazioni) sono stati prodotti più di 185 milioni di pezzi (fucili, non proiettili). Li si è prodotti per il bene comune oppure per permettere ad un padre di famiglia di guadagnare uno stipendio per sfamare la sua famiglia?

      La risposta più sincera e sintetica a questa domanda (non retorica) non si trova, io credo, nelle mie parole od argomentazioni, ma nel numero di cifre del saldo dei conti correnti dei trafficanti d'armi.

      @"E' assurdo pensare che la nostra società sarebbe potuta passare: da una società agricola a una altamente sviluppata, senza fare le tappe intermedie."

      Sarei d'accordo se considerassi la nostra una società altamente sviluppata. Sfortunatamente faccio fatica a considerare tale una civiltà che, tra i tanti numerosissimi e atroci orrori, si è "persa" 60 milioni di persone (tutte donne) senza nemmeno accorgersene. Mi disgusta dirlo (sono un membro del ANPI), ma a confronto di questa sola cifra, i morti di tutti i campi di sterminio nazisti messi insieme sono robetta da nulla.

      Sono dell'opinione che l'opposto dell'amore non sia l'odio, ma l'indifferenza e trovo la nostra "civiltà" estremamente indifferente (a quasi tutto fuorché ai soldi).

      Se così non fosse saremmo mai arrivati a 7 miliardi di individui, al riscaldamento globale, al collasso della biodiversità, al picco del petrolio, al picco del fosforo, all'acidificazione degli oceani, alla contaminazione globale da micro e nano plastiche, ecc... ?

      Ciao

      Alessandro

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    6. Premessa che se dipendesse da me, non esisterebbero le guerre; e qualsiasi persona che uccide (criminale o militare) non meriterebbe di essere chiamato Uomo, ma neanche animale (per non offendere gli animali).

      Detto questo, però, se guardiamo solo ai numeri e non al dramma umano, possiamo dire che i morti di quasi tutte le guerre degli ultimi due secoli, non sono sufficienti a bilanciare l'incremento della popolazione di un solo anno.
      L'anno scorso siamo aumentati di 87 milioni di persone, con tutta la decrescita della natalità che molti dicono.
      Fece più morti l'influenza spagnola tra il 1918 e il 1920; che entrambe le due guerre mondiali.
      ---

      @"civiltà" estremamente indifferente"

      Quando la popolazione mondiale era all'incirca la metà di adesso, c'erano circa un miliardo di persone che pativano la fame (numeri molto approssimati);
      Adesso che la popolazione è raddoppiata, la cifra è un pò più bassa in valore assoluto, ma molto più bassa in percentuale.
      Avremmo dovuto aiutarli di più?

      Non ricordo quale presidente di un Paese africano ha detto:
      "Se volete aiutarci.... NON aiutateci!"
      L'aiuto occidentale, che riduce la mortalità infantile, ha creato e sta creando un grave problema di sovrappopolazione, a cui cercano di rimediare incentivando le persone ad emigrare!

      Come vedi, quello che sembra un comportamento sbagliato, alla fine è il meno peggio.

      Ho già fatto un articolo in cui evidenzio (con grafici e tabelle):
      http://ugobardi.blogspot.it/2015/07/come-sarebbe-il-mondo-attuale-se.html

      che se dal 1950 in poi, l'occidente si fosse comportato in modo più solidale con il resto del mondo, facendoli sviluppare al nostro stesso ritmo, il mondo avrebbe raggiunto il picco dello sviluppo prima del 1980.
      Vi ricordo che il primo Personal Computer IBM nacque nel 1981, quindi, non sarebbe nata l'informatica di massa e lo sviluppo che ne è conseguito.
      Oggi ci ritroveremmo già con la società ritornata al Medioevo, con una popolazione equiparabile a quella di quel periodo.

      Come dico spesso:
      "La strada che porta all'inferno è lastricata di buone intenzioni!".

      ---
      Se poi vogliamo fare un discorso generale sulla crudeltà dell'uomo verso se stesso e verso l'ambiente (fauna e flora), posso dire che: se guardiamo solo gli aspetti negativi, l'uomo meriterebbe di essere sterminato immediatamente.

      Se invece guardiamo alle tante persone per bene che ci sono e che magari non sono neanche famose, penso che l'Uomo sia un grande essere, che riesce a fare cose meravigliose; però solo con il senno di poi non si sbaglierebbe mai (o si ridurrebbero gli errori).
      Dobbiamo crescere anche socialmente.
      E quando vedo/lego di fanatici che pensano di avere la verità in tasca e che pensano che loro sono i buoni, mentre gli altri sono i cattivi e meritano di essere sterminati; penso che forse, se pensano questo, tanto buoni non sono, ne tanto meglio di quelli che vogliono sterminare.

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  4. Seconda stella a destra, questo è il cammino, e poi dritto fino al...

    allo sterminio di massa :)

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  5. Ottimo articolo, Alessandro Pulvirenti !

    Mi sovviene pensare, alla complessità degli argomenti trattati in questo blog, e alla semplicità della Saggezza degli Indiani d'America.
    Penso pure alla enorme distruzione che la nostra Civiltà arreca al pianeta Terra, e alla sacralità con invece esso è considerato dagli Indiani Nordamericani.
    E si affacciano le lacrime dentro gli occhi.

    Anelo allo stile di vita dei popoli non civilizzati (che reputo molto più saggi di noi civilizzati), non perchè non sia bello guidare un'automobile o stare distesi su una poltrona, no.
    Anelo a quello stile di vita perchè è l'unico sostenibile nei millenni, nei milioni di anni, nelle centinaia di milioni di anni a venire.

    Qui noi possiamo discutere per tanto tempo su come modificare la nostra Civiltà (perchè è evidente che qualcosa non va), ma se queste discussioni non sono fatte avendo come scopo finale quello di rinunciarci, la nostra condanna è segnata.
    Spariremo, come specie vivente, entro il 2050.
    A brevissimo, dunque. Qualcuno dice addirittura 2030, qualcun altro 2026.
    La nostra civiltà è quel Leviatano di cui abbiamo discusso in precedenti post, e che dobbiamo uccidere per evitare la nostra estinzione dietro la porta.

    Gianni Tiziano

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    1. che spariremo è sicuro, come è scritto nella Bibbia e nel Corano e anche l'ha detto Gesù alla Valtorta, specificando " millenni, uno dopo un altro uno, e ancora un poco", ma la data esatta non esiste, di sicuro io non ci sarò più, ma non mi dispiace, perchè vivere in un mondo dove non ci dovrebbe più essere la fede, ossia un mondo popolato di uomini-satana (e mi pare che quasi ci siamo) non deve essere granchè.

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    2. In realtà il principale problema è trovare una fonte di energia abbastanza intensa che che non inquini (tipo una fusione nucleare calda o fredda che sia).

      Le risorse, qualsiasi risorsa, è riciclabile se si ha a disposizione molta energia.
      Il problema è che avendo molta energia la società tende ad espandersi ulteriormente, ma questo come interagirà con l'automazione spinta che tende a rendere il lavoro umano superfluo?

      Le civiltà del passato non erano migliori della nostra; ognuna aveva i suoi difetti. E se pensiamo che la nostra società sia diventata fragile, specialmente agli eventi climatici; pensate a cosa è successo in america latina!
      Una popolazione è scomparsa lasciandoci i resti della loro civiltà.
      Non meglio è finita all'Egitto, che ci ha lasciato le piramidi, i resti di ciò che fu una grande società ecc.

      Le popolazioni antiche, proprio perché erano prettamente dipendenti dal loro ambiente locale, erano in balia degli eventi climatici.

      La società moderna, essendo globalizzata, riesce a superare eventi traumatici che in passato avrebbero portato all'estinzione (almeno locale).

      Per quanto riguarda la sesta estinzione di massa, l'uomo ha già raggiunto la capacità di creare nuove specie, modificando il genoma di quelle attuali; in futuro sarà possibile crearle partendo da zero.

      Sarebbe importante, e in parte lo si sta già facendo, che il genoma di tutte le specie viventi venisse sequenziato e le informazioni archiviate.

      In futuro potremmo far rinascere specie estinte di qualsiasi animale.
      Quindi, l'innovazione e la scienza possono permettere ciò che la natura (maligna) ha spesso distrutto con le 5 estinzioni di massa precedenti.

      Guardiamo al futuro con maggiore ottimismo.
      L'uomo non si estinguerà anche se ci fosse una terza guerra mondiale ATOMICA.
      Ci saranno sempre nicchie di ambiente, che se anche fossero radioattive, non lo sarebbero così tanto da uccidere.

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    3. caro Alessandro,
      come al solito articolo interessante.
      molto preciso, circostanziato e ricco di informazioni e opinioni su cui riflettere. grazie.

      Alcuni tuoi ragionamenti li condivido, altri no.
      Ad esempio, mi trovi in totale disaccordo riguardo l'impostazione secondo la quale la tecnologia (in particolare robot, genetica) sia un nostro alleato nel combattere le sfide future.
      La tecnologia è ciò che ha creato i problemi nei quali ci troviamo a vivere.
      La tecnologia ci ha avulso dai cicli naturali, sempre di più mano a mano che essa ha avuto più potere (energia) a disposizione.
      Ha mano a mano permesso e facilitato la distruzione della nostra stessa casa, e non ha aumentato la felicità o il benessere dell'individuo medio, ma ha solo aiutato la nostra specie (massima diffusione del genoma umano);

      A mio modo di vedere, l'unica strada di sopravvivenza per il futuro è quella di ridurre consumi pro-capite e numero di umani, e semplificare, quindi percorrere una strada opposta rispetto a quella che tu tracci.
      Lo so, è brutto rinunciare a comodità, svaghi, o anche a medicine e altri beni essenziali, ma se si toglie la componente "egocentrica" ed emotiva, secondo me si arriva a capire che x il bene comune futuro si debba piano piano rinunciare a tante conquiste tecnologiche.

      riguardo salvare il genoma delle specie in estinzione... alla base delle teorie di Darwin c'è il concetto che una data specie evolve le proprie caratteristiche in relazione all'habitat in cui vive, compreso clima, vegetazione, risorse, predatori e competitori, parassiti, ecc.
      sparito l'habitat, perde di senso salvare l'animale in questione; considerazioni simili possono essere fatte anche per le piante, anche se esse sono mediamente un poco più tolleranti;

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    4. @"La tecnologia [...] Ha mano a mano permesso e facilitato la distruzione della nostra stessa casa"

      Sei sicuro che è stata la tecnologia a distruggere la nostra casa?

      E' stata la tecnologia a distruggere la casa degli abitanti dell'isola di Pasqua?

      Così come nel 1300 (pre rivoluzione industriale) l'Europa stava perdendo buona parte dei suoi boschi (ambiente) a causa dei continui disboscamenti dovuti alla necessità di far posto alle coltivazioni per poter sfamare la popolazione.

      La tecnologia non causa i problemi, è il cattivo e eccessivo uso che se ne fa, a causare i problemi.

      E' da qualche anno che è possibile recuperare le gomme dei copertoni delle auto/camion/... E' stato solo grazie ad un miglioramento della tecnologia/innovazione che ciò è stato possibile.

      Chiaramente ogni sviluppo porta dei pro e dei contro.
      Sinceramente, il fatto che gli uomini vivano il doppio di quello che era possibile solo un secolo fa, non pensi che sia un lusso dato dalla tecnologia?

      Poi la sovrappopolazione non è data dalla lunghezza della vita, ma dal numero di figli che nascono e che poi vogliono anche loro avere un tenore di vita elevato.

      Se la crescita della popolazione si fosse ferma al 1900, adesso non avremmo nessun problema; ed invece la politica spronò le persone a fare figli, perché dovevano combattere per la patria!
      Come al solito, la politica può determinare il futuro del genere umano (sia nel bene che nel male).

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    5. tutte le specie tendono ad espandersi il più possibile.

      quello che le altre specie non possono fare è utilizzare le risorse globalmente come facciamo noi Sapiens, non lo possono fare solo perchè manca loro la tecnologia;

      non è neanche questione di intelligenza, ci sono specie animali molto intelligenti che non distruggono gli ambienti in cui vivono, e ci sono gruppi umani con il nostro stesso cervello che sono stati, e sono, capaci di vivere in un migliore equilibrio col loro ambiente, perchè sprovvisti di tecnologia, o perchè hanno scelto di non farne uso;

      senza arrivare ai robot di 4° generazione, tecnologia è fuoco, è ruota, sono gli utensili;
      come ho scritto sopra, penso che la tecnologia, anche la più semplice, può fare danni enormi, se le si associa grande disponibilità di energia;
      l'isola di Pasqua è stata distrutta da tecnologie semplici in cui gli abitanti riversavano gran parte della loro energia;

      stesso discorso per il disboscamento, e per la stessa agricoltura: non sarebbe successo niente senza utensili per abbattere i boschi, fuoco per forgiare tali utensili, o gli aratri, ecc.

      riguardo i copertoni.. mi sembra ovvio che senza la tecnologia che li ha creati non ci sarebbe stato bisogno di un'altra per smaltirli.. e poi sono sicuro tu sappia bene che il risultato dei due processi accoppiati, in termini di energia e materia impiegate, ovvero entropia generata, ovvero inquinamento generato, porti a un numero molto distante dallo zero.

      L'uomo è l'unica specie al di fuori della relazione su base specifica massa ponderale/numero di individui, se si analizza la questione dalle sue radici mi sembra evidente che ciò sia stato possibile solo per la tecnologia, che ci ha in buona parte affrancato dai limiti di espansione naturali, come habitat, malattie, predazione, parassitismo, ecc.
      questo è un lusso dato dalla tecnologia, espressione tua, appunto un lusso (quello in più che prendo per me - come individuo e come specie - lo tolgo all'ambiente che mi circonda e mi dà vita.. Casa mia, Casa nostra..)

      poi come ripeto, su base "antropocentrica" o emotiva possiamo anche volere vedere solo il lato positivo della tecnologia, che ci ha reso più comoda la vita, almeno all'inizio o in alcuni ambiti, ma che al tempo stesso ci sta facendo distruggere la nostra Casa; oppure ognuno di noi può accettare un certo equilibrio tecnologia/conservazione (compromesso che accetto anche io), ma credo si debba partire da una chiarezza sulle dinamiche dello "sviluppo" e dell'associata distruzione, per un futuro possibile.

      quella sulla tecnologia che ci salverà è una scommessa sbagliata, io sì, sono sicuro.
      non credo comunque che si debba rinunciarvi tout-court, sicuramente poi non all'improvviso.

      sovrappopolazione e politica sono fattori connessi con l'utilizzo della tecnologia, sulla prima ho accennato il mio punto di vista in questo stesso post, sulla seconda credo che la politica possa decidere varie cose, tra cui l'utilizzo della tecnologia, come sull'Isola di Pasqua.
      ma sono solo corollari, secondo me, l'aspetto fisico finale che permette di direzionare energia nel modificare l'ambiente è solo la tecnologia.

      un'ultima cosa: a volte prendi esempi da qualche parte per giustificare un discorso più ampio e generale. visto che sei molto seguito, hai molte responsabilità. oltre al fatto dei copertoni, anche la correlazione politica/sovrappopolazione non è valida nel mio modo di vedere. penso al Fertility day, per esempio, a come è stato accolto; io credo che fattori molto più importanti, rispetto alla politica, per la crescita demografica, siano la disponibilità di risorse per famiglia, e ancora di più la percezione della possibilità di sopravvivenza e benessere per la prole nel contesto sociale presente e futuro;

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    6. @"la correlazione politica/sovrappopolazione non è valida nel mio modo di vedere"

      Non ricordo qual'è il Paese africano in cui il presidente ha quasi minacciato i suoi abitanti (principalmente quelli maschi) che DEVONO fare più figli!

      Lasciando stare Paesi lontani, restando in Italia, conosco persone che hanno fatto più figli solo per avere un maggiore assegno di disoccupazione, o assegni familiari, o un punteggio più alto ai concorsi pubblici.

      Se c'è uno stato che aiuta le famiglie numerose, le persone incominceranno a pensare che sia giusto così e faranno la loro parte per la Patria!

      Conosco amiche che si sentono in colpa perché sono nate in famiglie numerose (con 5 figli) e, non potendoseli permettere loro, hanno quel senso di colpa di non aver fatto abbastanza!

      Alcune famiglie proprio non sanno cosa è giusto fare.
      Gli si dovrebbe dire chiaro e tondo che:
      "Meno figli fanno e meglio è!"

      Ma questo è un messaggio che si dovrebbe dare a tutto il genere umano.

      Poi ci si mette anche l'altra parte del potere (la Chiesa) in cui, il nostro Papa Francesco, buono e misericordioso, dice che non si devono fare figli come conigli, ma che 3 (TRE) figli sono il minimo!

      Qui, rischiano di colare a picco on il figlio unico e lui consiglia di farne tre!!

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    7. @"il lato positivo della tecnologia, che ci ha reso più comoda la vita"

      Ti sembra poco?!

      Sei dell'idea che è meglio vivere 40 anni di sofferenza,
      piuttosto che viverne 80 con qualche problema?

      Ti ricordo che in Francia, intorno al 1400, in media c'era una carestia ogni 8 anni!!
      Gli agricoltori, appena il raccolto andava male, diventavano mendicanti e morivano per le strade.
      Era pericolosissimo andare in giro perché c'erano briganti o disperati, che rubavano di tutto per poter sopravvivere.
      Alcune mure delle città furono usate anche per tenere fuori i disperati che morivano di fame!

      Se tutto questo ti sembra poco, e che lo ritieni necessario, mi trovi completamente in disaccordo.
      Io sono dell'idea che una vita deve essere degna di essere vissuta.
      Non dico che non ci devono essere problemi, ma neanche il rischio di morire di fame ogni anno.

      Chiaramente trovo assurdo, la mancanza di rispetto dell'ambiente che c'è stato in Cina, per svilupparsi a più non posso, non hanno considerato completamente l'ambiente, con il risultato che il 20% (1/5) della superficie della Cina è inquinato; però, solo adesso che hanno la pancia piena e un pò di benessere, stanno pensando a rispettare di più l'ambiente.

      Tornando alla sovrappopolazione:
      il mio incolpare la politica, non voleva dire che è solo colpa loro, ma che tutti i fattori della società spingono le persone a fare più figli.

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    8. sì mi sembra poco, proprio perchè anche io sono dell'opinione che una vita deve essere degna di essere vissuta, con prospettive per il futuro della mia specie e per la maggior parte delle altre specie che condividono la realtà con noi.
      se la durata della Vita per te da sola giustifica tutta la devastazione, infelicità diffusa e perdita di senso cui stiamo assistendo, siamo in disaccordo.
      anche perchè fra poco non ci rimarranno neanche gli 80 anni di vita media.
      in ogni caso, rispetto la tua opinione, grazie per lo scambio.
      Guido

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    9. Come ho risposto al commento di Marco Sclarandis, giù alla fine dei commenti:
      è la disponibilità delle risorse agricole a determinare la crescita della popolazione.
      La politica incide quando agisce per fare in modo che tale abbondanza esista: rivoluzione agricola, incentivi, disponibilità economica.
      La religione incide pure ecc.

      Chiaramente, se dobbiamo dare un ordine di precedenza ci sarebbe sicuramente al primo punto, la disponibilità di risorse agricole.

      Difatti, in Africa, quando con i vaccini si ridusse la mortalità infantile si creò un problema di sovrappopolazione perché l'agricoltura tradizionale non riusciva a tenere il passo alla popolazione, creando fame e miseria.

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  6. Al momento l'unico modello di società sostenibile e vivibile è quello cubano.
    Per il resto, il futuro è più imprevedibile che mai.
    Credo che andremo verso l'imprevedibilità, perchè ci piace il gioco d'azzardo.
    Da decenni la finanza e gli stati giocano d'azzardo, negli ultimi tempi lo stanno facendo anche gli scienziati.
    Possiamo solo augurarci di avere fortuna.
    Angelo

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    1. @"Al momento l'unico modello di società sostenibile e vivibile è quello cubano."

      C'è una "legenda metropolitana" che parla di Cuba durante il "Periodo especial".

      In realtà, la grave crisi Cubana che mise in ginocchio il Paese, avvenne per una semplice riduzione del 20% del consumo di petrolio (causato dal dimezzamento delle importazioni dall'URSS).

      I consumi di petrolio passarono da 11 Mtep/anno (11 Milioni di tonnellate di petrolio l'anno) a 9 Mtep nel 1993 (anno di più intensa crisi).

      Se fossero rimasti realmente senza petrolio, sarebbero collassati completamente (i morti si sarebbero visti accatastati per le strade).

      Questo per dire che: è un'illusione pensare di poter fare a meno del petrolio, semplicemente coltivando la terra.

      L'ultimo dato che ho di Cuba è del 2013:
      6,8 Mtep produzione petrolio
      17,5 Mtep consumi ..

      Non mi sembra che siano una società sostenibile che vive senza petrolio.

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    2. http://ugobardi.blogspot.it/2016/07/uguaglianza-e-sostenibilita-possiamo.html
      Mi riferivo a questo articolo.
      “Cuba offre un esempio interessante. Moran et al. (2008) hanno guardato il Human Development Index – HDI (Indice di Sviluppo Umano) dell'ONU e l'impronta ecologica di 93 paesi nel 2003 ed hanno lavorato sull'ipotesi “che un HDI di non meno di 0,8 ed un'impronta ecologica pro capite minore della biocapacità disponibile globalmente per persona [un pianeta terra] rappresentano i requisiti minimi per uno sviluppo sostenibile che sia replicabile globalmente”. La loro indagine ha mostrato che solo un paese soddisfa entrambi i requisiti: Cuba”.
      Altri articoli molto dettagliati li ho trovati in resilience.org.
      Sul consumo di pertolio rapportato all’Italia non sono riuscito a trovare informazioni, sarebbe interessante fare il confronto.
      Comunque il petrolio finirà presto. Quindi avanti con le rinnovabili.
      Sull’agricoltura c’è questo articolo (ultimo di una serie di tre) che esprime bene il mio punto di vista
      http://www.decrescita.com/news/ogm-il-re-e-nudo-terza-parte/
      Angelo

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    3. il problema delle rinnovabili è che consumano molto petrolio. Una società complessa e complicata come la nostra ha bisogno di soluzioni semplici. Aumentare la complessità non è certo la soluzione.

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    4. http://www.rinnovabili.it/energia/fotovoltaico/energia-pulita-costi-tecnologici-666/
      I costi delle rinnovabili stanno calando drasticamente.
      Con un po' di energia gestita oculatamente si potrebbero mandare avanti ospedali, impianti per la potabilizzazione delle acque, reti di comunicazione, scuole ecc. Giusto per non tornare alla preistoria.
      Quello che invece mi lascia molto perplesso sono certe tecnologie per la manipolazione genetica messe a punto di recente che in mancanza di una stretta regolamentazione, potrebbero generare pericolosi effetti incontrollabili.
      Angelo


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    5. http://www.indexmundi.com/energy/?country=it&product=oil&graph=consumption
      A questo punto credo di essere piuttosto in ritardo, comunque qui si possono confrontare i consumi di petrolio di Italia e Cuba. Naturalmente bisogna tener conto del numero di abitanti di ciascun paese.
      Angelo

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    6. @"confrontare i consumi di petrolio di Italia e Cuba"

      Come puoi vedere dai consumi di Cuba, tra il 1990 e l'inizio del 1993, i consumi di petrolio di ridussero di circa il 20%:
      1990 -2.22 %
      1991 -7.27 %
      1992 -11.76 %

      Questo sta a dimostrare che: una semplice riduzione del 20% della fornitura di energia, è sufficiente a mandare in rovina un Paese poco sviluppato.

      Per i Paesi più sviluppati, che hanno consumi nettamente superiori e quindi, molti consumi superflui/non necessari, la riduzione dei consumi deve essere maggiore in percentuale, per poter bloccare la società.

      Quindi, quando si parla della curva di produzione di energia, come nel grafico che ho inserito (Fig. U2), si deve capire che,
      non è necessario che i consumi arrivino a zero per distruggere la società attuale; basta che scendano a meno della manutenzione dell'esistente, che la società inizia a cadere a pezzi.

      Chiaramente, con la globalizzazione e lo spostando della produzione in altri Paesi, è diventato più difficile capire qual'è questo valore. Infatti l'Europa ha ridotta i suoi consumi (facendo aumentare quelli Cinesi) e non siamo arrivati a una situazione come quella cubana.

      Cuba era un'economia isolata (sanzioni USA) e patì amaramente tale riduzione petrolifera.

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  7. Alessandro Corradini7 ottobre 2016 00:12 (Estratto dal commento)*
    "Gran parte dei comportamenti aberranti delle persone (sia come singoli sia come collettività) è infatti riconducibile
    in ultima analisi nell'ossessione per i soldi ossia per numeri. Pure e totalmente insensate astrazioni fuori dal contesto
    della consuetudine socio-culturale a cui siamo abituati e che riteniamo ingiustamente essere l'unica possibile".

    Madre Terra7 ottobre 2016 02:21 (Estratto dal commento)**
    Qui noi possiamo discutere per tanto tempo su come modificare la nostra Civiltà (perchè è evidente che qualcosa non va),
    ma se queste discussioni non sono fatte avendo come scopo finale quello di rinunciarci, la nostra condanna è segnata.
    Spariremo, come specie vivente, entro il 2050.


    Alessandro Pulvirenti7 ottobre 2016 07:33 (Estratto dal commento)***
    In futuro potremmo far rinascere specie estinte di qualsiasi animale.
    Quindi, l'innovazione e la scienza possono permettere ciò che la natura (maligna) ha spesso distrutto con le 5 estinzioni di massa
    precedenti.
    Guardiamo al futuro con maggiore ottimismo.
    L'uomo non si estinguerà anche se ci fosse una terza guerra mondiale ATOMICA.
    Ci saranno sempre nicchie di ambiente, che se anche fossero radioattive, non lo sarebbero così tanto da uccidere.

    *Appunto, Alessandro(Corradini), si tratta di ossessione e possessione.
    Sono questi due atteggiamenti che fanno di queste astrazioni qualcosa d'insensato e d'impuro.
    Il concetto di numero primo é molto concreto, basta cercare di dividere in due delle partite di uova, senza romperne i gusci
    Impossibile da farsi quando sono un numero primo, eccetto due e ovviamente in numero dispari.

    **Madre Natura, Madre Terra, Padre Sole,Natura Matrigna (leopardiana), Padre Cultura, Cultura Padrona, tutti concetti che hanno
    un significato plausibile fino a che non lo si forza ad inglobare tutto ignorando il labirinti semiotici che devono essere necessariamente
    percorsi dall'uno all'altro..
    Gl'Indiani d'America non usavano la ruota ma il fuoco sì. E le frecce pure.
    Le pigne del pino da pinoli approfittano del fuoco per aumentare la loro probabilità di far germinare i propri semi.
    Nel cosmo esistoni i MASER, (Maser è l'acronimo inglese di Microwave Amplification by Stimulated Emission of Radiation,
    ovvero Amplificazione di Microonde Emissione Stimolata di Radiazioni. Un maser è simile a un laser, ma opera nella regione delle
    microonde dello spettro elettromagnetico.) affini ai LASER, inventati da noi Homo Sapiens Sapiens (con momenti di insipienza).

    ***Alessandro (Pulvirenti), che cos'è la Natura?
    Quell'ossessionato di Euclide voleva creare tutto e quindi anch'egli stesso partendo da un punto senza dimensione.
    Punto di partenza che é di per sè una contraddizione logica insanabile.
    L'unico modo per risolverla e sanarla é ammettere che é il numero che produce la dimensione e la dimensione diventa materia
    sempre attraverso il numero.Tutt'ora non sappiamo cosa fare per escludere che la materia sia in assoluto indivisibile ed insieme
    in quantità infinita.
    Per me, ma so di essere in numerosa compagnia, rimane un mistero di come c'interessi sapere dell'esistenza di numeri non solo
    irrazionali, ma pure trascendenti, quali pi greco ed "e".(Legati fra loro dalla più celebre formula matematica, insieme allo zero
    e all'uno, ed alla radice di meno 1, dimostrata sempre ad Eulero).
    ( Tra l'altro "e " possiede una stupefacente coincidenza numerica nelle sue prime diciotto cifre decimali, 2,71828.1828.4590.452.35,
    ma bisogna guardare con una certa incantata attenzione).
    In sintesi, arraffo da William Shakespeare, da “Amleto”:
    “Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.”
    Ma senza la filosofia non ce ne accoregeremmo, probabilmente, aggiungo io.

    Un saluto a tutti
    Marco Sclarandis




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    1. @ "Quell'ossessionato di Euclide voleva creare tutto e quindi anch'egli stesso partendo da un punto senza dimensione. Punto di partenza che é di per sè una contraddizione logica insanabile."

      Perché per esserci spazio ci devono essere almeno 2 punti ed una relazione tra di loro, per esempio:
      - una relazione di ordinamento li mette sulla stessa retta e si crea lo spazio uni-dimensionale;
      - se prendiamo almeno 3 punti non allineati (quindi non tutti ordinati sulla stessa retta) creiamo uno spazio bi-dimensionale.
      - ecc.

      La matematica non è una rappresentazione della realtà, ma può rappresentare TUTTE le realtà o universi possibili.

      Una volta si chiesero:
      "La natura è matematica?"
      nel senso che:
      è governata da leggi matematiche?

      La risposta è SI, però NON è detto che la realtà sia governata dalle leggi matematiche che scegliamo noi.
      Difatti prima avevamo scelto lo spazio Euclideo, poi ci siamo resi conto che la realtà non è Euclidea e gli abbiamo associato degli spazi di Hilbert (spazi curvi).
      Non è detto che la realtà sia composta realmente di spazi di Hilbert e non di qualcos'altro che ancora non conosciamo.

      Il problema è che essendo che con la matematica si possono esprimere TUTTI i possibili Universi, non sappiamo quale di questi è veramente quello nostro.

      Spesso la Matematica è ritenuta la Scienza per antonomasia, in quanto tutte le altre scienze si basano su di essa.
      Il problema è che i progressi che si fanno in matematica sono MOLTO più lenti che nelle altre discipline; tanto è vero che molte formule sono rimaste senza dimostrazioni per millenni.

      In realtà non si sà nemmeno quale sia la forma più appropriata della matematica, perché essa viene insegnata come: Aritmetica, Algebra, Geometria, Topologia, ...

      Io ho numerosi libri dei vari settori della matematica, ma non ho il tempo per studiarli... si dice che nessun matematico (persona) al mondo, conosca tutta la matematica, tale è la sua vastità.

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  8. Articolo di non immediata comprensione/assimilazione da parte dei "non addetti ai lavori" ma sicuramente istruttivo e ben documentato, che fa (opportunamente) piazza pulita di una serie di panzane frequentemente spacciate come verità incontrovertibili, tipo la necessità di aumentare la natalità in Italia & in Europa e/o quella di accogliere/integrare fiumane di migranti afro-asiatici per assicurare il mantenimento dell'attuale quantitativo "indigeno" di forza-lavoro e/o quella di tornare a chiudersi nei recinti degli Stati nazionali di matrice otto-novecentesca e delle loro relative monete...

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  9. Siamo ancora alla vecchia idea positivista che l'uomo è in grado di decidere del proprio destino, che il consumismo sia determinato da una scelta e che si possa decidere se farne a meno. Purtroppo non è così. A fronte dell'accesso ad una nuova risorsa, sia essa il petrolio per la società industriale, la macrofauna di un nuovo continente per una popolazione umana o un organismo ospite per un batterio infettivo, quello che avviene, sistematicamente, è il consumo fino all'esaurimento della nuova risorsa, e questo per un banale effetto "premiante" per gli organismi che consumano di più rispetto a quelli che consumano meno. Il risultato, in ognuno dei tre casi sopra esposti, è una proliferazione degli organismi che si nutrono della risorsa ed un progressivo esaurimento della risorsa stessa. Il consumismo finirà quando non avremo più energia e materie prime, non certo per una scelta deliberata o per una decisione politica. La differenza rispetto al passato sta nel fatto che la nostra specie si è dimostrata capace di metabolizzare ogni cosa, praticamente l'intero pianeta. Ho provato a spiegarlo nel dettaglio in un post pubblicato pochi giorni fa: http://www.crisiswhatcrisis.it/2016/09/20/strategie-dissipative/

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    1. Leggo, dall’articolo di cui riporti il link:
      “L’umanità ha attraversato senza trasformazioni significative gli ultimi centomila anni, conducendo un’esistenza di cacciatori-raccoglitori, diffondendosi sulla maggior parte delle terre emerse del pianeta e dando vita a forme primitive di organizzazione sociale. Le principali trasformazioni si sono avute negli ultimi diecimila anni, in seguito alla domesticazione di forme animali e vegetali.”


      Il problema in queste dichiarazioni è che si scambia la causa con l’effetto.
      Le principali trasformazioni si sono avute negli ultimi diecimila anni (per la precisione 10.600), perché è da allora che è finita l’era glaciale e siamo entrati nell'era interglaciale.
      L’ultima era glaciale durava da ben 109.600 anni!!
      Quindi, degli ultimi 100 mila anni, solo gli ultimi 10 mila sono stati interglaciali.
      Nell'era glaciale non c’erano possibilità di svilupparsi per l’uomo, e il clima era molto più variabile di adesso, oscillando dal freddo (-6°C dall'attuale temperatura) al freddissimo (-16°C).

      (Spero nei prossimi giorni di ripoter mettere online il mio sito (somma dei siti precedenti su queste tematiche), in modo da farvi vedere i grafici sulla variabilità delle temperature che c’erano allora).


      Tornando ai consumi energetici, è chiaro che se la maggior parte delle persone (compresi molti laureati in… economia!) continuano a pensare a fonti inesauribili; se la TV ci dice (vi dice, io non la guardo più) che il problema è che dobbiamo crescere sempre, che il PIL deve crescere perché se no il debito …. ecc.
      E’ chiaro che nessuno pensa a limitare i consumi (chi può, chi non può per mancanza di reddito, ci pensa tantissimo).

      Ebbene, se non dobbiamo cadere (come dici) nel “positivismo illuminista”, è anche vero che non dobbiamo cadere neanche nel “nell'inevitabile catastrofismo”.

      - La superficie dei boschi in Europa sta aumentando, grazie al minore consumo di legna rispetto al passato (legna sostituita prima dal carbone e poi dal petrolio).

      - La stessa Europa con gli obiettivi (20, 20, 20) cerca di ridurre i consumi, aumentare l’efficienza e integrare altre fonti energetiche.

      - In Giappone lo capirono per secoli, prima delle guerre mondiali, che era importante mantenere un equilibrio con la natura, e ci riuscirono a mantenerlo.

      - Per poi fare un semplice esempio Italiano, in cui, è bastato l’aumento delle tasse sulla casa, a far passare la voglia agli italiani di costruire più case del necessario!

      Come vedi i modi e i mezzi per evitare il consumo sfrenato delle risorse, ci sono, manca solo la buona volontà, come quella di votare le persone giuste in modo che ci siano persone competenti a governarci e non vedere più la scelta dei ministri/stre in base a opinabili criteri.

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  10. Secondo me la confusione sta proprio nello scambio tra causa ed effetto, per questo cerco di portare una prospettiva diversa. Leggerò ben volentieri i tuoi approfondimenti, ma ora come ora provo a ridiscutere le tue obiezioni aggiungendo qualche dettaglio.
    1) la fine dell'era glaciale: siamo certi che non sia stato sempre l'uomo a produrla? Di tutte le invenzioni umane ricordiamo sempre l'agricoltura e l'allevamento, come 'motori' della trasformazione. Ne dimentichiamo un'altra molto più antica: il fuoco. Il fuoco può essere appiccato ai boschi per farne fuggir fuori gli animali e cacciarli con più efficacia. Mi interesserebbe approfondire la materia, perché in habitat particolarmente critici (penso al Nord Africa) la perdita di vegetazione, accertata in epoche della preistoria recente, potrebbe aver funzionato da innesco per il termine della glaciazione, eliminando l'assorbimento della radiazione solare e la sua conversione in biomassa, sostituendola con la produzione di calore
    2) la superficie dei boschi sta aumentando, ma cosa avverrà quando le risorse fossili cominceranno a scarseggiare? cosa avverrà quando alcune centinaia di milioni di persone, abituate a stare in casa in canottiera a dicembre, vorranno continuare a non sentir freddo? Non siamo in grado di impedire lo sterminio della poca megafauna rimasta, figuriamoci se saremo in grado di prevenire il taglio indiscriminato della legna residua
    3) il caso del Giappone l'ho ben presente anch'io (perlomeno quello che viene descritto in Collasso di Jared Diamond), ma il Giappone è un'isola montagnosa in mezzo all'oceano. Le grandi masse continentali non hanno confini naturali di quella portata, le popolazioni disperate ed affamate si spostano da un capo all'altro. se pure un popolo riesce ad essere abbastanza lungimirante da preservare le proprie risorse poi dovrà vedersela con gli altri che nel frattempo avranno bruciato tutto e ne vorranno ancora
    4) agli italiani la voglia di costruire case non è passata affatto. Quello che servirà sarà il crollo del mercato immobiliare, avvenuto il quale ci renderemo tutti conto di esserci raccontati una storia che non stava in piedi (il valore delle case e l'intera ricchezza del paese)
    5) la 'buona volontà' non è che manca, semplicemente non esiste perché la sua efficacia è dettata dal contesto, e quello attuale è un contesto di risorse ancora abbondanti che premia il saccheggio. L'unica cosa che può farci 'mettere la testa a posto' è un drastico crollo nella disponibilità di risorse pro capite, che renderà premianti pratiche diverse dal consumo sfrenato e dall'obsolescenza programmata.

    P.s.: pochi giorni fa ho messo mano ad una macchina da cucire di mia madre, una Singer di inizio ventesimo secolo che aveva smesso di funzionare. È bastato dare una pulita alla sporcizia accumulata nei decenni negli interstizi ed ha ripreso vita. Una macchina che dopo un secolo è ancora in grado di funzionare è qualcosa che non esiste più da almeno sessant'anni. Di mestiere sono un progettista meccanico, e ti giuro che a vedere la qualità del nottolino del filo, costruito in acciai speciali temprati, mi sono commosso.

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    1. @"1) la fine dell'era glaciale: siamo certi che non sia stato sempre l'uomo a produrla? "

      Se poco più di un milione di abitanti
      (vedi popolazione su Wikipedia:
      https://it.wikipedia.org/wiki/Popolazione_mondiale)
      erano in grado di far finire un'era glaciale (aumento di +16°C),
      allora noi 7,4 Miliardi di persone iperconsumistiche, siamo proprio delle schiappe!... perché con tutti gli incendi naturali e oltre un secolo di emissioni di CO2, siamo stati in grado di aumentare la temperatura di un 0.x°C.

      Il deserto del Sahara era un'immensa foresta come l'Amazzonia, dove lì gli incendi sono continui, e non ci sono problemi di niente, tutto naturale.
      E' stato l'aumento della temperatura a rendere quella zona troppo arida.

      Negli ultimi 800 mila anni, ci sono state 7 ere glaciali.
      Il totale delle ere inter-glaciali è stato solo del 5% del tempo.

      In genere un'era glaciale inizia e finisce per motivi ben più importanti dell'emissione di CO2.
      Si parla di vulcani con eruzioni immense che oscurano il cielo di mezzo mondo, ed altro. La sola CO2 emesse bruciando gli alberi non sarebbe in grado di fare tanto.

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    2. Ciao Marcopie,
      condivido in pieno i tuoi due interventi eccetto il punto numero 1) del secondo intervento;
      io sarei d'accordo con Alessandro, si tratta di una tua idea o c'è stato qualche studio a riguardo?
      mi interesserebbe.

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    3. @"2) la superficie dei boschi sta aumentando, ma cosa avverrà quando le risorse fossili cominceranno a scarseggiare? "

      Si utilizzerà la tecnologia:
      - per fare i Pannelli Fotovoltaici per generare energia elettrica;
      - per fare gli aerogeneratori (pale eoliche);

      molta più tecnologia per cercare di fare la fusione nucleare,
      (anche se hanno preso la strada sbagliata per adesso).

      Forse... forse, la tecnologia serve pure a non riportarci al Medioevo!
      E' chiaro che la tecnologia dà un potere enorme e abusarne diventa parte del problema (enormi benefici ed enormi effetti collaterali/inquinamento).

      Conosco i grandi disastri che stiamo causando, ma non per questo dico:
      o tutto o niente!

      Io ho una visione del mondo, un pò diversa dell'uomo animale che deve usare il minimo della natura, per farlo sopravvivere.
      Ho maggiore rispetto per l'Uomo in quanto essere più evoluto, che può anche sbagliare, ma sa anche correggersi.

      La natura che tanto idolatrate, mentre condannate qualsiasi cosa faccia l'uomo (che sia più evoluto del raccoglitore/cacciatore), è stata quella che ha già sterminato gli esseri viventi su questo pianeta per ben 5 volte (estinzioni di massa).
      Se anche noi fossimo la causa della sesta estinzione, staremmo vincendo per 1 solo errore contro 5 della natura! :-D
      (sarcasmo, per non fare troppo i seriosi).


      @"Di mestiere sono un progettista meccanico"

      Lavoro troppo tecnologico... convertiti... (secondo la tua idea sei parte del problema, incoerenza intrinseca!) :-D

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    4. - nessuno ha detto: o tutto o niente;
      - l'Uomo fa parte della Natura, mi fa paura chi lo vede in antitesi ad essa;
      - nessuno idolatra la Natura, o condanna tutto quello che ha fatto l'Uomo;
      - La Natura è cambiamento, è ciclo, ci sono le estinizioni solo perchè prima è nata la Vita; per aggrapparci alla Vita stiamo rendendo il nostro mondo invivibile (il gioco di parole è voluto); stiamo ottenendo l'effetto contrario, non è lampante?

      davvero non capisco il tuo modo di ragionare, e la tua sicurezza nel portare avanti convinzioni così in contrasto con quello che si vede, e che si dovrebbe io credo sentire, affacciandosi metaforicamente alla finestra.. forse davvero il futuro è dei robot..

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    5. @"- nessuno ha detto: o tutto o niente;"

      Quindi anche tu riconosci che la tecnologia è necessaria (anche solo una parte, se no i pV come li fai?).

      @"- l'Uomo fa parte della Natura, mi fa paura chi lo vede in antitesi ad essa;"

      Mi fa piacere che puntualizzi ciò che io dico sempre.
      Questa volta li ho voluti tenere separati solo per far capire che non siamo solo noi a sconvolgere il resto della Natura.


      @"- nessuno idolatra la Natura, o condanna tutto quello che ha fatto l'Uomo;"

      Bene, questo continua a dimostrare che anche tu pensi che non tutta la tecnologia sia cattiva.

      @"- La Natura è cambiamento [...] stiamo ottenendo l'effetto contrario, non è lampante?"

      Mi sembra che: nessuno nasca con le conoscenze di tutto lo scibile e che con l'esperienza si migliori.
      L'idea di voler fare le cose perfette, che l'uomo non possa sbagliare, è una mentalità irreale. L'errore è quello che insegna.

      @"davvero non capisco il tuo modo di ragionare, e la tua sicurezza nel portare avanti convinzioni così in contrasto con quello che si vede, e che si dovrebbe io credo sentire, affacciandosi metaforicamente alla finestra.. "

      Io non nego i problemi che ci sono, ma cerco di prendere il meglio di quello che abbiamo fatto e cercare di correggere quello che non va.
      Vi ricordo che le tecnologie più antiquate erano anche più inquinanti di quelle attuali; questo significa che la tecnologia sta diventando sempre più rispettosa dell'ambiente.
      Londra era molto più inquinata nei secoli passati, di quanto lo sia oggi.



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    6. @"forse davvero il futuro è dei robot.."

      O forse il futuro è di quelle persone che sanno mediare...
      delle persone flessibili che sanno prendere il buono che c'è...
      ---
      Ricordo, agli illusi che pensano che sia l'uomo la causa di tutto l'inquinamento ambientale che:
      - Il petrolio non l'ha creato l'uomo, ma si trovava in natura e solo perché è venuto in superficie da solo, l'abbiamo scoperto;

      - I vulcani durante le loro eruzioni emettono tanta CO2 e cosa molto più importante anidride solforica, che diventa con l'umidità dell'aria, acido solforico ed è causa delle piogge acide. Eppure i terreni accanto ai vulcani sono le più fertili.

      - Che la contaminazione radioattiva dell'ambiente non l'ha inventata l'uomo.
      C'erano valli (della morte) in America, che gli indiani non attraversavano perché si diceva che c'erano degli spiriti cattivi/demoni.
      Successivamente si scoprì che in tali vali erano ricche di giacimenti di Uranio a cielo aperto.

      - Che il carbon fossile in natura non ce l'ha messo l'uomo!

      - Che i metalli pesanti, neanche questi li ha messi l'uomo.

      - Che le piante sono molto più resistenti di quello che crediamo. Vivono tranquillamente nei pressi della centrale di Chernobil, e nascono tra le fessure del catrame delle strade.

      ---
      La differenza che fa l'uomo e che agisce a livello globale e in tempi molto rapidi.
      Ma l'uomo sta rendendo l'ambiente invivibile principalmente per se. Ed una Terza guerra mondiale, farebbe male all'uomo e non alle piante che si riprenderebbero tutto il pianeta in meno di un secolo.

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    7. Fatico molto a seguire questa discussione ed a rispondere a tutti.

      @Guido Massaro: l'idea del termine antropico della glaciazione è solo uno spunto, comunque sono molto dubbioso circa i +16° di differenza... 30.000 anni fa, nell'attuale Francia, vivevano allegramente elefanti, rinoceronti e leoni, ce lo raccontano le pitture rupestri dell'Ardeche (https://youtu.be/zUchYkpFI5Q)

      @Alessandro Pulvirenti: la tecnologia come supremo ente taumaturgico… a volte mi domando se chi scrive su questo blog poi lo legga davvero. P.e.: c'è un illuminante post di Jacopo Simonetta (http://ugobardi.blogspot.it/2015/09/linvenzione-del-progresso.html) che smonta l'idea che il progresso sia una necessità dell'agire umano, riducendolo ad una corrente di pensiero contingente. O che sia chiaro il messaggio di fondo del lavoro del team di Donatella Meadows "Rapporto sui limiti dello sviluppo" (https://it.wikipedia.org/wiki/Rapporto_sui_limiti_dello_sviluppo). Te li riassumo in breve: per quante soluzioni puoi sviluppare ai problemi prodotti dalla crescita, alla fine otterrai sempre e comunque un collasso. Se pure riesci a risolvere il problema dell'approvvigionamento energetico sposti solamente il collasso di qualche anno in avanti e lo rendi più catastrofico.
      E non è neppure questione di 'idolatrare la natura'… la Natura (intendo con ciò i processi biologici, non quelli geotermici) ha regolato questo pianeta per quattro miliardi di anni, finché non è arrivato l'uomo a rimettere tutto in discussione, e nemmeno per una scelta razionale e consapevole, ma semplicemente per assecondare i propri desideri. I processi metabolici hanno lavorato per almeno un miliardo di anni a segregare sostanze tossiche e nocive, ed ecco che arrivano queste scimmie sedicenti senzienti a ritirarle fuori e spargerle su tutta la biosfera (pesticidi, idrocarburi, materiali radioattivi). Non potrà mai essere l'uomo a realizzare un equilibrio con la Natura semplicemente perché è nella nostra natura essere 'squilibrio', è solo la limitatezza delle risorse a poterci impedire di consumare e distruggere tutto.
      I robot, per il mestiere che ho fatto fin qui, li conosco bene. A parte il fatto di essere spaventosamente costosi (costi che il momento contingente non ci consente di apprezzare), è vero che possono produrre in serie una quantità di roba, ma per chi la producono se non c'è mercato perché la popolazione impoverita non se le può più permettere? Per altri robot?
      Le tecnologie digitali attuali sono spaventosamente complesse ed energivore, in un mondo a bassa densità energetica pro-capite non c'è verso di mantenerle in vita. Quando avremo a disposizione una frazione della disponibilità energetica attuale la useremo per scaldarci, per produrre cibo o per spostarci, non certo per fabbricare smartphone. Quanto alla fusione nucleare ti suggerisco questo pdf: http://www.savoir-sans-frontieres.com/JPP/telechargeables/Italien/ITER_it//ITER_it.pdf (riassunto: l'energia da fusione è più inquinante di quella da fusione).

      P.s.: da qualche mese non mi occupo più di progettazione meccanica, sono diventato assessore all'ambiente (e alla mobilità) in un municipio di Roma.

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    8. @"30.000 anni fa, nell'attuale Francia, vivevano allegramente elefanti, rinoceronti e leoni, ce lo raccontano le pitture rupestri dell'Ardeche"

      Vuol dire che qualcuno avrà sbagliato a fare le datazioni.
      Spero entro questa settimana di poter mettere online il mio sito, ma comunque i dati sono quelli ufficili che credo d'aver preso dal NOAA.

      Gli anni sono contati partendo dal 2000, la temperatura indicata è rispetto alla media del XX secolo.
      -9600__ -0.5°C
      -12000__ -3.6°C
      -15000__ -7.9°C
      -17000__ -12.0°C
      -19700__ -16.0°C
      -27800__ -12.5°C
      -38000__ -11.0°C
      ecc.
      ----

      @"per quante soluzioni puoi sviluppare ai problemi prodotti dalla crescita, alla fine otterrai sempre e comunque un collasso.
      Se pure riesci a risolvere il problema dell'approvvigionamento energetico sposti solamente il collasso di qualche anno in avanti e lo rendi più catastrofico."

      Ma l'hai letto cosa ho scritto nell'articolo? :-D
      Siccome i combustibili fossili, tra qualche anno, inizieranno a diminuire,
      ci serve una fonte d'energia, non per crescere, ma per non sfracellarci!

      Quando l'energia inizierà a diminuire, per non avvicinarci al stato di vita del periodo Cubano e per non rischiare di andare molto più giù,
      serve una nuova fonte di energia (usare le rinnovabili o nucleare che sia).

      Qui non sto parlando di crescere all'infinito (non faccio mica l'economista!... anche se a dirla tutta, anche gli economisti prevedono che non si possa crescere sempre, ma dicono anche che se non si cresce si va verso la crisi economica),
      dico che serve l'energia, almeno quel minimo necessario per far farci tornare al medioevo.

      Come ho scritto, la tecnologia può servire a produrre di più (crescita) con meno risorse,
      ma può anche servire a mantenere stabili i beni prodotti, a energia decrescente.
      E' chiaro che anche con la tecnologia più avvenieristica, non si potrà scendere al disotto di un certo limite.

      Che il progresso tecnologico sia nato come movimento di pensiero che c'entra, comunque sia nato, è stato quello che ha reso l'occidente molto più sviluppato degli altri Paesi del mondo (almeno fino a qualche anno fa).

      ----
      @"I robot, per il mestiere che ho fatto fin qui, li conosco bene. A parte il fatto di essere spaventosamente costosi "

      Anche ASCI White il Supercomputer più potente del mondo nel 2001, costava 110 Milioni di $,
      mentre l'equivalente nel 2016 costa 1500 $.
      ----

      @"è vero che possono produrre in serie una quantità di roba, ma per chi la producono se non c'è mercato perché la popolazione impoverita non se le può più permettere? Per altri robot?"

      Infatti io ho scritto che ci deve essere un reddito di cittadinanza, se no non ci sono compratori dei beni pordotti dai robot.
      Allora non hai letto il mio articolo, hai guardato solo le figure! :-D

      ----
      @"Le tecnologie digitali attuali sono spaventosamente complesse ed energivore, in un mondo a bassa densità energetica pro-capite non c'è verso di mantenerle in vita."

      Ma allora insisti...
      Guarda i consumi di ASCI White del 2001 e quelli di Titan X del 2016,
      3 MW Supercomputer + 3 MW per i condizinatori per tenerlo fresco;
      contro i 350 W della Titan X.

      ----
      @"Quanto alla fusione nucleare ti suggerisco questo..."

      Scusa, ma se continui a non leggere quello che scrivo, allora è inutile risponderti.
      Se sali di 3 commenti miei, a quello del 8 ottobre 2016 19:15
      scrivo:

      "molta più tecnologia per cercare di fare la fusione nucleare,
      (anche se hanno preso la strada sbagliata per adesso)."

      Per strada sbagliata intendevo proprio quella che Jean Pierre Petit descrive.
      Il reattore a fusione nucleare ITER è un progetto che NON funziona!

      Elimina
    9. Su molte cose siamo d'accordo, su molte altre no. Le tecnologie informatiche stanno evolvendo a vista d'occhio, ma molte altre non stanno evolvendo affatto. Le automobili attuali sono energeticamente efficienti tanto quanto quelle di cinquant'anni fa. Personalmente non credo che torneremo "al Medioevo" (ché pure, il tanto bistrattato medioevo tanto male non era...), credo che dovremo necessariamente passare per una fase di contrazione dei consumi alla quale non siamo culturalmente preparati.

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    10. @"Le automobili attuali sono energeticamente efficienti tanto quanto quelle di cinquant'anni fa."

      Sono un pò più efficienti; certo non c'è paragone con l'evoluzione delle tecnologie informatiche.

      Comunque, il motore a combustione interna verrà sostituito dal motore elettrico, che è nettamente più efficiente di suo; se poi aggiungiamo pure il risparmio dovuto a quando le macchine sono in coda...

      Quando con un'automobile a combustione, sei fermo in coda, il motore deve lo stesso girare al minimo; mentre i motori elettrici possono benissimo fermarsi; e viste le code nelle grandi città, questo rappresenta un ulteriore riduzione dei consumi.


      @"il tanto bistrattato medioevo tanto male non era..."

      Non dire certe cose... che il medioevo era un incubo!
      Forse se eri figlio di un barone, magari non era malissimo, ma prova a leggere un pò su come se la passava la povera gente...


      @"credo che dovremo necessariamente passare per una fase di contrazione dei consumi alla quale non siamo culturalmente preparati."

      Cercheremo di evitarlo cercando altre fonti energetiche.

      Stai sicuro che, se bisognerà scegliere tra:
      1) cercare di mantenere lo stile di vita consumistico qualche anno in più;
      2) o limitare le emissioni per non alterare il clima;
      la maggior parte sceglierà la prima soluzione.
      Verrà bruciato tutto il possibile (carbone, gas, shale oil, sabbie bitumose, ...) fregandosene di clima e ambiente.

      Comunque, male che vada di energia rinnovabile ce ne sarà sempre (vedi: idroelettrico in primis).
      Solo che, la poca energia farà si che ci sia un'ulteriore disparità tra le persone; con una ristrettissima élite che stara bene e il resto della popolazione (in diminuzione) che vivrà con il minimo necessario o anche meno.

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    11. Stanno diminuendo le macchie solari:
      http://www.swpc.noaa.gov/products/solar-cycle-progression

      Questo porta in genere a una riduzione dell'attività solare con conseguente riduzione delle temperature.
      Come dico sempre, il futuro non si può prevedere, anche perché capitano poi cose non comuni come quello che sta accadendo in questo periodo.

      "Era glaciale nel 2019, il Sole si spegnerà": scatta l'allarme degli scienziati
      http://www.msn.com/it-it/notizie/tecnologiaescienza/era-glaciale-nel-2019-il-sole-si-spegner%C3%A0-scatta-lallarme-degli-scienziati/ar-BBxgl5j

      Forse tornerà tutto alla normalità (falso allarme), oppure no.

      Elimina
    12. Torno ad insistere sui "Limiti della Crescita": l'approvvigionamento energetico è solo il primo dei problemi, risolverlo ti porta agli altri. Se avessimo energia illimitata finiremmo col distruggere il pianeta ancora più in fretta, esaurendo le materie prime (vedi Ugo Bardi - "La terra svuotata"), esaurendo le risorse rinnovabili ad un tasso maggiore di quello che consente loro di rinnovarsi (vedi alle voci "overfishing" e deforestazione) e producendo un inquinamento progressivamente crescente. Quanto all'automobile, non credo avrà un radioso futuro come mezzo di spostamento di massa, nemmeno nelle sue versioni elettriche. L'automobile esaurisce una risorsa non rinnovabile: gli spazi urbani. Più automobili circolano, più si ostacolano a vicenda. Le città che hanno i più alti standard di qualità della vita sono quelle che le hanno bandite dai centri storici puntando sul trasporto collettivo (tram, bus, metropolitane).

      Sul Medioevo ti consiglio il lavoro di Régine Pernoud (https://mammiferobipede.wordpress.com/2015/10/31/medioevo-e-decrescita/). Per quanto riguarda "una ristrettissima élite che starà bene e il resto della popolazione (in diminuzione) che vivrà con il minimo necessario", potrei farti notare che è la stessa situazione in cui viviamo anche adesso, dove la "ristrettissima èlite" sono i paesi ricchi e il terzo mondo si arrangia come può. Tutta questa uguaglianza non c'è mai stata, e lo dimostrano i moti migratori. Che le macchie solari siano in diminuzione lo so da anni, tra le mie tante passioni c'è anche l'astronomia. ;-)

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    13. @"l'approvvigionamento energetico è solo il primo dei problemi, risolverlo ti porta agli altri."

      Mi pare che è quello che ho sempre ripetuto, quando dico che le soluzioni sono complesse e si deve agire su più fronti:
      - Energia
      - Economia (superare il capitalismo classico)
      - Geopolitica (evitare le guerre)
      - Cultura
      - ...

      Penso che, l'unica vera differenza tra quello che pensi tu ed io, è che:
      - tu dai per scontato che le fonti fossili si esauriranno e che NON si troverà un sostituto ad esse;
      - io penso che invece un sostituto ai fossili si troverà.
      Non penso che saranno le rinnovabili, in quanto sono MOLTO UTILI, ma non sufficienti. Quindi, aumenteranno la loro quota di fornitura di energia, senza però mai raggiungere il 100% dell'energia consumata.

      Su come gestire la tecnologia che avanza, l'esaurimento delle risorse ecc, penso che dipenderà da tanti fattori.
      Una volta si facevano le guerre tra popoli diversi, oggi gli Stati del mondo hanno al loro interno percentuali sempre più alte di persone che di origine provengono da altre parti della Terra (altre Nazioni).
      Cosa succederà è difficile saperlo perché dipenderà da come gli eventi evolveranno.
      Tanto per fare un esempio:
      La finanza attuale ha creato una MEGA GIGA SUPER BOLLA di non sò quanti Trilioni di Dollari.
      Se scoppiasse (e questo può accadere nel giro di settimane/mesi/qualche anno), cosa accadrebbe?

      Noi, giustamente guardiamo nel LUNGO periodo, ma ci sono eventi nel BREVE periodo che possono essere decisivi alle strade che verranno prese in futuro.

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  11. secondo questo posto qualunque cosa uno decida di fare per essere più sostenibile è inutile in quanto lui stesso o qualcun altro sostituisce il risparmio con un consumo spostato in un'altra categoria. sono d'accordo ma solamente evidenziando un'ipotesi non detta ovvero che tutti quanti sono liberi di spostare e sostituire a piacimento. Il post è vero quindi ma solamente in una società liberista. La storia e l'antropologia sono invece piene di esempi di società che sono stati in grado di autoregolarsi e di essere sostenibili per lunghi periodi evitando quella che nel mondo anglosassone viene definita "the tragedy of the commons".

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  12. Forse ho l'onore e l'onere di scrivere il cinquantesimo commento (magari mentre lo so scrivendo qualcuno ne posta uno).
    E' possibile anche se improbabile, credo, che ci raddoppieremo entro questo secolo o anche prima.
    Se succedesse, non solo é possibile , ma quasi certo che il seguito sarebbe il nostro drastico ridimensionamento,
    forse anche oltre la decimazione, ed in tempi brevi, diciamo una generazione.
    Ancora non sappiamo quantitativamente e qualitativamente, qual è la relazione che lega una popolazione all'uso e sviluppo
    della tecnologia.
    Perché è difficilissimo trovare una unità di misura della complessità.
    Perché la complessità cresce in modo esponenziale, ma mutidimensionale, in senso matematico*, ed é sempre legata alle relazioni
    fra le parti, che sempre hanno il vizio di generare aumenti esponenziali per esempio, basta ricordare la crescita di n!,
    che già al tempo di Platone lo inquietava non poco.**
    Su tutti noi pende una panoplia di armi di Damocle, appese alcune con dei crini di cavallo, altre a gomme da masticare ma altre, a
    delle cose che sembrano funi ma non si sa di quali fibre fatte.
    Certamente sta dilagando la sensazione e talvolta una conseguente consapevolezza che come dice il proverbio "il troppo stroppia"
    e quindi la decrescita di molte cose è l'unico mezzo per permettere la crescita di altre che sono al contrario gravemente insufficienti.
    Per essere molto prosaici:
    Più della metà delle merci non andrebbe nemmeno concepita e tantomeno prodotta e più della metà della Terra andrebbe liberata
    dalla nostra presenza, detto in estrema e rozza sintesi.
    In ogni caso solo una visione trascendente nel senso più diretto di questo termine, può darci il modo per rimediare le azioni
    che ci hanno portato nella condizione attuale.
    Se dovesse accadere quello che accadde più volte sulla Terra, sia di geofisico che astrofisico potremmo solo contemplare
    la nostra fine. Come nel film "Melancholia" di Lars von Trier.
    Ma avendo fra gli ultimi pensieri quello che il denaro rende liberi, sì, di girovagare per la prigione.

    Marco Sclarandis

    * Vedere "A New kind of science" di Stephen Wolfram, per esempio.
    **Onde per cui il numero 5040 ha ricevuto imperitura fama.

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    Risposte
    1. @"E' possibile anche se improbabile, credo, che ci raddoppieremo entro questo secolo o anche prima." [...]
      @"Ancora non sappiamo quantitativamente e qualitativamente, qual è la relazione che lega una popolazione all'uso e sviluppo della tecnologia."

      Visto che c'era una richiesta (Domanda) della popolazione (che soffriva la fame), si è cercato di produrre più merci, incentivando lo sviluppo dell'innovazione tecnologica agricola, in modo da fare più beni, con meno risorse (terreni).
      A sua volta la tecnologia aumentando la produzione (offerta), permetteva alla popolazione di aumentare.

      In realtà, analizzando i progressi tecnologici, si scopre che l'aumento della popolazione è stato principalmente dovuto alla Rivoluzione Verde; cioé alle tecnologie che permettevano di aumentare la resa agricola (industrializzazione dell'agricoltura).
      Le altre tecnologie, come i computer ecc, sono si utili, ma secondari, nel senso che fanno da contorno.

      In futuro, la popolazione aumenterà o diminuirà in base alla produzione agricola. Se sarà possibile aumentarla (anche con tecniche di coltivazione in serre innovative, oppure producendo alimenti genetici, come la carne in vitro), la popolazione aumenterà;
      se invece la carenza di risorse (concimi ecc.) ridurrà la produzione agricola, allora anche la popolazione diminuirà.

      Sin dal 1300 si è scoperto che c'è una relazione tra l'aumento della popolazione e l'aumento delle rese agricole.

      Quindi, cerchiamo di non colpevolizzare la tecnologia per l'aumento della popolazione, sono due cose che interagiscono solo indirettamente.

      Elimina
  13. Complimenti per la divulgazione.
    50 commenti , repliche e contro repliche dei quattro gatti.
    Saluti g

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Coro "g" tu hai aggiunto un commento, ma niente alla discussione.
      Che senso avrebbe avere 100 persone che fanno commenti come il tuo (inutile, che non arricchisce la discussione), piuttosto che poche persone che hanno qualcosa di sensato da dire.

      Sono argomenti complessi a cui non tutti possono partecipare con cognizione di causa, e difatti il tuo commento lo conferma!

      Elimina
    2. Alessandro, forse i complimenti di anonimo g sono sinceri, forse sono un rutto di uno che non sa come passare il tempo.
      Io ritengo che chi non ha quel minimo di coraggio di firmarsi in un blog come questo, non merita considerazione.
      Comunque possono ritornare per tutti, anche qui nel Bel Paese, tempi dove per una frase sgradita a chi conciona sul podio si passano prima grane e poi seri guai.
      Per quanto riguarda il mio atteggiamento verso la tecnologia in senso lato, basta solo non demonizzarla e non idolatrarla per averne il massimo vantaggio con il minimo degli inconvenienti.
      Il libro e la bicicletta mi sembrano due esempi di tecnologie al confine della perfezione, considerati limiti ambiti e proporzioni del loro uso.Appena dopo la radio.

      Marco Sclarandis

      Elimina
    3. @"il mio atteggiamento verso la tecnologia..."

      Forse... qualche presidente USA ha deciso di "esportare la democrazia" nei Paesi del Medio Oriente, in base al rischio di esaurimento del petrolio.

      L'esigenza di portare avanti la tecnologia serve anche a questo, a sperare di trovare una fonte energetica sufficiente a non far collassare la società e che sia abbastanza distribuita in tutto il Pianeta, in modo da non creare:
      - da una parte monopoli che sfrutterebbero il resto del mondo;
      - dall'altra, Paesi male intenzionati, disposti a fare la guerra (con la scusa di esportare la democrazia) pur di avere energia sufficiente a non far collassare la loro economia.

      L'abbondanza tende i Paesi all'altruismo e al bene comune;
      la scarsità li porta verso le guerre.

      Elimina
  14. Per evitare l'ambiguità: Appena dopo, la radio.

    Marco Sclarandis

    RispondiElimina
  15. Il comportamento umano é quanto di più imprevedibile esista sulla Terra.
    Perciò ,che "L'abbondanza tende(porta sarebbe meglio dire) i Paesi all'altruismo e al bene comune;la scarsità li porta verso le guerre", come dici tu, è una semplificazione troppo drastica.
    In realtà le passioni umane inducono gli individui e le folle a comportamenti assurdi, controproducenti, irrazionali.
    Infatti, la fisica, anche quella quantistica, per quanto sia difficile da capire e anche controintuitiva, non é la Storia.
    Non trovi?

    Marco Sclarandis

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Immagina che venga un povero a chiederti 1 kg di pane per far mangiare la sua famiglia:
      Se tu hai a disposizione 100 kg di pane o solo 1 kg,
      pensi che lo "sforzo" necessaria ad esaudire il bisogno del povero sia lo stesso?

      E' chiaro che se la persona che chiede è pure un amico, si è più propensi a dare, rispetto che ad un estraneo.

      Ecco perché dico che l'abbondanza ci "tende" (è come un limite di una funzione) a farci diventare altruisti.

      Poi c'è anche il caso in cui ai ricchi nasce una specie di odio verso i poveri, considerandoli: dei falliti, degli incapaci, dei malviventi ecc.

      Lì incide la cultura sia dei poveri che dei ricchi.

      Infatti dico che l'abbondanza "tende" a farci avere un dato comportamento, ma questo non è certo/sicuro; è solo una variabili che ci rende lo sforzo inferiore.

      Elimina
    2. Pulce!
      Non viviamo di solo pane.
      Nell'abbondanza persiste l'invidia, per esempio.
      Ed é difficile da sopprimere perché richiede carattere che come il coraggio, non si acquista al mercato.
      Esiste la gelosia, parente stretta dell'invidia.
      Che trascina altrimenti onesti individui fino al delirio ,fino all'assassinio.
      E poi la codardìa, la paranoia, la pigrizia, e altre dozzine di comportamenti, stati d'animo, passioni, vizi,sebbene anche opposte e corrispondenti virtù.
      E mai dimenticarlo, esiste anche una certa quantità d'imbecilli, che quando raggiungono il potere, creano inferni difficili da smantellare.
      Ma per stare in tema "come ridurre i consumi energetici e cambiare la società attuale" che troppa energia sia dannosa sta diventando evidente almeno come lo sia troppo poca.
      Infine, mai sottovalutare l'inerzia.
      La forza forse più misteriosa della natura.

      Il principio di Mach è una ipotesi formulata dal fisico e filosofo Ernst Mach nel 1893, che afferma:

      L'inerzia di ogni sistema è il risultato dell'interazione del sistema stesso con il resto dell'universo.
      In altre parole, ogni particella presente nel cosmo ha influenza su ogni altra particella.
      Secondo il principio, un osservatore solidale ad un singolo oggetto (per esempio la Terra) collocato in un universo vuoto, non percepisce alcuna forza di inerzia, qualunque sia il moto di tale oggetto.
      Nell'abbondanza, il solo ricordo della penuria, può scatenare le azioni più nefande.
      Marco Sclarandis.


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    3. @"Nell'abbondanza, il solo ricordo della penuria, può scatenare le azioni più nefande."

      Ne conosco tantissime persone così.

      Comunque, in generale è vero.
      L'altruismo è una caratteristica del carattere di ognuno di noi;
      però, come ho detto, l'abbondanza abbassa solo lo sforzo necessario ad attuarlo (l'altruismo).

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  16. Dimenticavo,
    Tratto da wikipedia:

    Il principio di Mach è una ipotesi formulata dal fisico e filosofo Ernst Mach nel 1893, che afferma:

    L'inerzia di ogni sistema è il risultato dell'interazione del sistema stesso con il resto dell'universo.
    Tratto da wikipedia
    In altre parole, ogni particella presente nel cosmo ha influenza su ogni altra particella.
    Secondo il principio, un osservatore solidale ad un singolo oggetto (per esempio la Terra) collocato in un universo vuoto, non percepisce alcuna forza di inerzia, qualunque sia il moto di tale oggetto.

    Marco Sclarandis

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  17. Molti calcoli, consumi & consumismo, agricoltura, rese terreni, società & trasporti, tecnologia e scienza, progresso tecnologico e nuove scoperte, energia ricavata da fossile\eolica\fotovoltaica\fissione\fusione o da dove volete. Ho letto di tutto e di più, nell'articolo e nei commenti. Interesante come sempre "faccio il saggio" e non so nulla sugli argomenti sopraesposti.
    Sarà che ho un momento "nichilista".. ma ho come l'impressione che il problema vero, sia: "homo sapiens sapiens". Perchè è insito nella nostra specie, consumare fino a esaurimento ogni risorsa possibile, per sostentare la specie. Quindi non vedo soluzioni, non da parte dell'"homo saèpiens stesso" perchè le soluzioni implicano LA MORTE di una parte di "specie homo sapiens" e mi sembra che nessuno vuole morire e\o sacrificarsi per gli altri della sua specie. Quindi.. a spanna.. si tirerà avanti, in ogni modo possibile sostentando più individui possibili "homo sapiens" finche si riesce e poi non sarà "homo sapiens" che risolverà i problemi, ma qualche cataclisma terrestre\galattico\ecc. (Asteroride, glaciazioni, ecc, ecc). Non è nella "natura della specie homo sapiens" il "suicidio". (Nella maggioranza). Da quando esiste, homo sapiens, l'evidenza dimostra che usa ogni risorsa possibile e si espande come numero di individui il più possibile fino a esaurimento di tutte le risorse possibili e sfruttabili. (cibo\energia). Autolimitarsi.. Homo sapiens non lo ha mai fatto ed è andato avanti fino a estinguersi. Classico esempio: Isola, di pasqua. Io credo che non fossero "fessi" ne cosi primitivi e\o stupidi da non rendersi conto che esaurendo tutte le risorse dell'isola.. e con l'aumento della popolazione sarebbero arrivati all'estinzione.. ma la soluzione era solo una: "uccidere una parte della popolazione e\o suicidarsi per il bene degli altri". Altre soluzioni non ci sono. Anche vista in "grande e planetaria" è solo un "rimandare il problema a dopo...". Non credo ci siano soluzioni, ma non credo che ci siano "colpe" da parte dell'homo sapiens. E semplicemente nella sua natura. Come ha fatto notare Pulvirenti, il consumo è dato dalla disponibilità e dal numero di "individui". Pulvirenti ha usato questo esempio sulla disponibilità economica... ma portato il ragionamento su "disponibilita cibo, acqua, legno, oro, metalli, ecc" e\o di qualsiasi bene\risorsa il discorso regge identico e secondo me è nella "natura del homo sapiens".
    il consumo è dato dalla disponibilità e dal numero di "individui". Fine. l'homo sapiens continuarà a consumare fino a esaurire le disponibilità ed aumentando il più possibile il numero di individui. Cosi siamo "programmati" che poi cerchiamo di sfruttare al meglio le "disponibilità" spremendo fuori la massima efficenza. OK!
    Non c'è soluzione se non "evento catastrofico\traumatico" il resto è solo "un continuo rimandare e spostare nel futuro" l'inevitabile.
    Fine momento "nichilista" :-)
    Ciao! the gem

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  18. Grazie Alessandro,articolo eccezionale, sei INDOMABILE come sempre!

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