Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


mercoledì 22 giugno 2016

La produzione di petrolio greggio mondiale: comincia il grande declino?

Da “Peak Oil Barrel” Traduzione di MR

Di Ron Patterson

Sembra che la EIA abbia smesso di pubblicare le sue Statistiche Internazionali sull'Energia. Al loro posto ora pubblicano una versione ridotta sulla loro pagina web Total Energy dal titolo: Tabella 11.1b produzione mondiale di petrolio greggio. Ecco perché pubblicano i numeri di produzione di greggio + condensato di nazioni del Golfo Persico, Paesi selezionati non-OPEC, Totale non-OPEC e Mondo. I “paesi produttori selezionati non-OPEC sono Canada, Cina, Egitto, Messico, Norvegia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti. Hanno appena pubblicato i loro ultimi dati fino a febbraio 2016.


Tutti i dati che seguono sono in migliaia di barili al giorno e fino a febbraio 2016, salvo dove specificato diversamente.



Secondo loro greggio + condensato sono al picco, finora, a novembre del 2015, con 80.630.000 barili al giorno. La produzione di febbraio è stata di 79.653.000 barili al giorno, 977.000 barili al giorno al di sotto del picco. La produzione mondiale di greggio + condensato, dicono, è stato in media di 80.035.000 nel 2015. La media dei primi due mesi del 2016 è stata di 79.102.000 barili al giorno, 102.000 barili al giorno al di sotto della della media del 2015.

Quindi con la produzione mondiale che continua a diminuire, ci sono pochi dubbi che la produzione del 2016 sarà ben al di sotto di quella del 2015.


Secondo loro il non-OPEC ha raggiunto il picco nel marzo del 2015 con 46.504.000 barili al giorno, diminuita a febbraio di 925.000 barili al giorno con 45.579.000.


Pubblicano anche i dati dei membri dell'OPEC, Tabella 11.1a. Il greggio + condensato dell'OPEC non è riuscito a raggiungere il suo picco del 2012 ma ha raggiunto i 34.562.000 barili al giorno nel luglio 2015, ma a febbraio 2016 è sceso di 488.000 barili al giorno con 34.074.000.


Questa è la versione della EIA della produzione canadese. Sembra esattamente che i dati mostrati dal National Energy Board canadese siano di 150.000 barili al giorno in più di quelli dei dati EIA. Ovviamente il Canada conteggia qualcosa che la EIA non conteggia. Pare che la produzione canadese declinerà in modo sostanziale nel 2016. E quegli incendi di maggio non aiutano affatto.


La Cina ha raggiunto il picco. La sola cui si deve ancora rispondere è: quanto sarà rapido il declino?Ci sono diversi articoli sul web sul declino della Cina, ma ma dicono tutti praticamente la stessa cosa.

*La produzione cinese di petrolio greggio di aprile è la più bassa dal luglio 2013

I dati del Dipartimento Nazionale di Statistica pubblicati sabato hanno mostrato che la Cina ha prodotto 16,59 milioni di tonnellate di petrolio greggio lo scorso mese, circa 4,04 milioni di barili al giorno, il tasso più basso dal luglio 2013 su base giornaliera.


L'Egitto è in un lento declino. Ma lo sapiamo da anni.


Il Messico è riuscito a contenere il suo declino per qualche mese, ma la sua produzione ha ricominciato a diminuire.


La Norvegia, che ha prodotto circa 3 milioni di barili al giorno dal 1996 al 2004, ora è scesa a quasi la metà. Ma sono riusciti a fermare il declino nel 2012 e da allora hanno anche aumentato leggermente la loro produzione. E' probabile che continueranno a mantenere questa produzione per almeno un altro anno. Stanno riuscendo a resistere alla tendenza.


Il Regno Unito ha raggiunto il picco solo a poco meno di 3 milioni di barili al giorno nel 1998 e più o meno negli ultime tre anni hanno avuto una media di circa un terso di quella quantità. Ma il Regno Unito è anche riuscito a contenere il proprio declino. Per quanto tempo, non ne ho idea.


La Russia è stata un vero shock. Nessuno, fuori o dentro la Russia, si aspettava che aumentassero la produzione di oltre 200.000 barili al giorno negli ultimi mesi. *La produzione è diminuita del 7% ad aprile secondo il ministero dell'energia russo: *La produzione giornaliera russa è scesa ad aprile. La mia proiezione qui sopra è stata fatto usando il cambiamento medio della produzione dei dati del ministero dell'energia.

Ognuno ha un'opinione diversa su cosa aspettarsi dalla Russia il prossimo anno. Tutti ora si aspettano che la produzione aumenti leggermente quest'anno. Dico adesso perché tutti avevano un'opinione diversa pochi mesi fa. Ma...

I livelli di produzione di greggio della Russia sorprenderanno ancora?



Gli Stati Uniti sono, naturalmente, una parte grande di quanto sta succedendo alla produzione mondiale di petrolio e continueranno a giocare una parte importante. Penso che la produzione degli Stati Uniti si stabilizzerà poi aumenterà leggermente. Ma i tempi del boom portati dal costoso scisto sono finiti.


L'Iran è la ragione principale per cui il declino indotto dal prezzo non è diventato evidente.
In conclusione: nonostante il recente aumento della produzione russa così come il leggero aumento del Mare del Nord, nonostante il drammatico aumento di produzione dell'Iran dovuto all'alleggerimento delle sanzioni, la produzione mondiale di petrolio greggio è in declino. E mentre è vero che gran parte di questo declino è dovuto al crash del prezzo, rimane da vedere quanta produzione riprenderà quando il prezzo ritorni a... a... ovunque torni prima che si fermi.

Ma... il declino e solo iniziato. Il collasso del prezzo ha causato un plateau nella produzione mondiale di petrolio che è iniziato circa a marzo del 2015. Tuttavia, il declino non è realmente iniziato fino a gennaio 2016. Il drammatico aumento della produzione dell'Iran ha impedito al declino di divenire ovvio per tutti. Tuttavia, quando arrivano i dati di produzione di maggio, penso che diventerà evidente per tutti.

13 commenti:

  1. No scusa cosa hai detto sugli USA?
    La produzione si stabilizzedrà e poi aumenterà leggermente?
    La produzione tornerà ai valori del 2009, 5 milioni di barili, se va bene.
    Gli USA stanno perdendo 50.000 barili al mese di produzione, del resto i pozzi in shale declinano velocemente.
    Una volta arrivati ai 5 milioni id barili magari la produzione si stabilizzerà, ma dubito molto che riuscirà ad aumentare.
    Comunque bel post, BTW spiega anche perché si è fatta la pace con l'Iran.

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  2. Come è messo l'iraq? quanto petrolio viene contrabbandato dallo stato islamico al di fuori delle statistiche ? E soprattutto è ipotizzabile che a brevissimo termine i cambiamenti climatici sorpasseranno il declino dell'eroi del petrolio negli impatti economici ? Nella socialdemocratica europa,d ove oltre la metà dell'economia e dei combustibili fossili in risorse equivalenti è intermediato dallo stato, fratture da stress delle entità statali mediterranee (grecia,catalogna, debito pubblico italiano), pur rimanendo un epifenomeno, aiuteranno forse a definire rapidi cambiamenti in disponibilità di risorse equivalenti

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  3. @"è vero che gran parte di questo declino è dovuto al crash del prezzo"

    In questo momento è difficile, se non impossibile, dire se siamo vicino al picco del petrolio.
    Il basso costo del petrolio, disincentiva l'estrazione, specialmente nei pozzi/Paesi dove i costi di produzione sono più alti;
    a questo si aggiunge una nuova crisi mondiale (non ancora pubblicizzata come tale) che vede la Cina in primis, esportare molti meno prodotti, in quanto c'è molta meno domanda.

    Se c'è una crisi mondiale (nascosta dalla stampa di denaro) e le vendite di beni diminuiscono (o si vendono le scorte), è chiaro che i consumi di petrolio debbano diminuire.

    Chiaramente, mentre attualmente ci sono dei Paesi in cui il declino della produzione è evidente da molti anni; per altri Paesi come: Russia, Iran, Iraq, Arabia Saudita...
    non è ancora chiaro quando raggiungeranno il picco della produzione.

    Si fa un'informazione corretta quando si citano tutte le cause che incidono realmente.

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    1. Appunto, il prezzo cala per diminuzione della domanda rispetto all'offerta, legge n.1 dell'economia, e non al contrario perche', come recita l'articolo, "questo declino (della produzione) è dovuto al crash del prezzo": nell'ordine il prezzo sale, la domanda cala, il prezzo cala, l'offerta cala, le risorse "marginali" vengono abbandonate (succede lo stesso per la terra man mano che aumenta la produttivita' di quella "buona", al miglioramento delle tecniche agricole, ragione per cui nel nostro paese il bosco spontaneo, per fortuna, si e' ripreso un terzo del territorio).

      Se si omette questo e' meglio che si va a zappare la terra, non a scrivere articoloni sulle risorse per i poveracci come noi che cercano solo di capire, se possibile onestamente, le ragioni del disagio esistenziale.

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    2. In realtà la situazione è un pò più complessa.

      Oltre ai motivi geopolitici (cercare di far fallire la Russia);
      c'è stato un eccesso d'investimenti di Capitale.
      Questo significa che le capacità estrattive sono aumentate sensibilmente prevedendo una crescita dei consumi intorno al 7%, cosa che non è avvenuta!

      Il mondo occidentale è in crisi e quindi la Cina non esporta abbastanza e non può crescere come programmato.
      L'eccesso di capacità produttiva non ha trovato la domanda (crisi) e quindi,
      crolla il prezzo del petrolio e che fa calare la produzione (marginale).

      A quello che hai detto (Winston Diaz) c'era d'aggiungere l'eccesso d'investimenti di Capitale per colpa di previsioni ottimistiche di crescita che non sono avvenute.

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. con tutto questo petrolio ci credo che abbiamo bisogno di importare carne umana. Ma che volete farci! Il PIL anzitutto.

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  6. In Medio Oriente, nel 2012 c'erano riserve petrolifere per:
    800 Gb (Miliardi di barili);
    in 3 anni (2013, 2014, 2015) hanno estratto
    30 Gb

    Quindi, anche un bambino delle elementari capirebbe quante ne sono rimaste...
    che sono...
    quante ne sono rimaste?...
    ...
    ne sono rimaste:
    800 Gb!!!

    Con dei dati così inaffidabili, come cavolo si possono fare delle previsioni affidabili?

    Dal 2000 al 2015 le riserve di petrolio del Medio Oriente sono passate da 700 a 800 Gb.
    In realtà le riserve dell'Arabia Saudita sono un segreto di Stato.
    Viene divulgato un valore di circa 260 Gb che è rimasto più o meno costante dal 1989 (27 anni), mentre nel frattempo hanno estratto 97 Gb di petrolio!!!
    Capito?!
    Ne avevano 260 Gb di riserve, ne estraggono 97 Gb, gli e ne rimangono sempre 260 Gb!!

    Sarà...
    ma io mi sento un po preso per i fondelli!

    Un'altro motivo per cui l'Arabia Saudita ha cominciato a pompare petrolio a più non posso (in un solo anno ha aumentato la produzione del 13%),
    e che hanno dei pozzi di petrolio magici... :-)
    Estraggono petrolio ma le riserve NON diminuiscono! :-)

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    1. Chi vuole consultare i dati, li può trovare nel sito dell Bp:
      http://www.bp.com/en/global/corporate/energy-economics/statistical-review-of-world-energy.html

      Qualcuno dirà che le riserve restano costanti perché scoprono nuovi giacimenti di petrolio...
      ma guarda casa, ne trovano quasi sempre la stessa quantità che ne estraggono!

      Un altro esempio:
      La Norvegia, che nel grafico sopra ha quasi lasciato inalterata la produzione (leggera crescita), in un solo anno le sue riserve sono aumentate del 22%!

      Se si guardano i dati, risulta che: le riserve si stanno esaurendo solo per i piccoli produttori, per quelli che avevano già piccole riserve;
      i grandi produttori, dove ci sono i grandi giacimenti, le loro riserve sono rimaste costanti o addirittura sono aumentate!

      Per la precisione le riserve dell'Arabia saudita sono salite a 266,6 Gb!

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    2. http://www.globalresearch.ca/is-saudi-arabia-on-the-brink-of-regime-change/5503376
      L'Arabia Saudita deve fronteggiare una pericolosa crisi di stabilita' interna a causa dei mancati proventi petroliferi.
      Angelo

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  7. Attenzione si parla di "produzione" ma non è produzione!
    Semmai di "gestione di magazzino" ma non produzione!!!
    Se in un magazzino dispongo di un milione di scatole, posso farne uscire 10 come 1000 al giorno basta che aumento/diminuisco il numero di magazzinieri
    Idem in una zona petrolifera dispongo di X miliardi di litri di petrolio, posso farne uscire 10 come 1000 al giorno basta che aumento/diminuisco il numero di pozzi!
    Dunque la quantità estratta di petrolio nel periodo dipende solo dalla domanda di questo petrolio che dipende dal prezzo e logistica (e altre minori motivazioni) e non per altro.
    SOLO nel caso in cui la domanda è alta ed esce poco allora si può parlare di "fine magazzino" ovvero quando il magazzino inizia ad essere vuoto non conviene più avere tanti magazzinieri (non più redditizi) e nel nostro caso petrolifero la uscita di petrolio viene rallentata per la chiusura di pozzi non più redditizi.
    I dati statistici dimostrano solo che siamo al plateau in quanto aumenta la domanda ma il sistema fatica nell'aumentare l'estrazione di petrolio!

    Ciao

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    1. @"I dati statistici dimostrano solo che siamo al plateau in quanto aumenta la domanda ma il sistema fatica nell'aumentare l'estrazione di petrolio!"

      Fatica così tanto che quello estratto non si sà più dove metterlo!
      Se ne estrae una quantità superiore alla domanda e per questo che il prezzo è crollato. Molti Paesi, per farsi una mezza assicurazione sul futuro, hanno riempito tutti i posti di stoccaggio possibili e immaginabili; hanno anche affittato delle petroliere per riempirle di petrolio e che stanno ferme come scorte di riserva per eventuali imprevisti futuri.

      Nel mondo si è investito troppo in capitale/beni di produzione; si sono costruite troppe petroliere rispetto alla domanda, e adesso, anche se la domanda di petrolio è continuata a crescere, l'ha fatto meno velocemente del previsto e ci sono tante navi petroliere che nessuno noleggia per il trasporto e quindi vengono affittate per lo stoccaggio del petrolio.

      E' chiaro che questa situazione non durerà per molti anni... ma chiaramente, mi sembra esagerato parlare di picco del petrolio adesso, quando ancora l'Iran non ha messo a regime l'estrazione di tutti i pozzi; il Venezuela (le più grandi riserve del pianeta) è appena all'inizio del suo potenziale di estrazione ecc.

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  8. Il Venezuela ha petrolio di bassissima qualità e ha bisogno di raffinerie apposite per lavorarlo. Lo sappiamo tutti,niente a che fare col convenzionale pregiato. Se poi vuoi conteggiarlo tra i paesi con le più grandi riserve del pianeta. Quanto buone lo puoi dire solo al netto dei costi di estrazione e lavorazione, che sono altini. L'Irak ha una situazione politica interna ingestibile a tempo indeterminato, quindi come produttore è molto aldisotto delle quote che potrebbe produrre. L'Iran semplicemente non ha le riserve irachene.

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