Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 3 gennaio 2016

Inquinamento e traffico: cosa contano i costi energetici



Durante questo periodo di siccità e aria stagnante, è ripartito un certo dibattito su cosa fare per cercare di evitare l'avvelenamento generalizzato della popolazione. E' stato un dibattito molto fiacco, dove è parso che nessuno, veramente, avesse la minima idea di cosa fare per risolvere il problema, o perlomeno alleviarlo. Gli amministratori non sono riusciti a pensare a niente di meglio di qualche provvedimento del tutto irrilevante come la circolazione a targhe alterne, la maggioranza dei cittadini sono impegnati in una lotta sempre più difficile per arrivare a fine mese e in queste condizioni la faccenda del particolato passa in secondo piano.

Su questo punto, vi suggerisco per prima cosa un articolo interessantissimo di Dario Faccini su ASPO italia che fa il punto della situazione. Riferisce Faccini che l'inquinamento da traffico automobilistico, pur importante, non è il principale fattore alla situazione di "camera a gas" che sta affliggendo soprattutto l'Italia del Nord. Piuttosto, il problema sta nell'aumento dell'uso di legna e pellet per il riscaldamento domestico: un tipo di riscaldamento che passa per "ecologico" ma, come succede quasi sempre, si rivela avere l'effetto contrario.

Poi, a proposito di imbrogli ecologici legati al traffico, il dibattito mi ha portato a recuperare un articolo di Leonardo Libero che risale a un paio di anni fa e che non mi risulta sia mai stato pubblicato. Seppure la faccenda degli "incentivi verdi alle rottamazioni" sembra sia passata nel dimenticatoio (per fortuna), è un articolo che ci porta qualche dato quantitativo sui costi energetici e l'inquinamento correlato a un sistema di trasporto che non ci possiamo più permettere.



Il pavimento dell’Inferno
è lastricato di buone intenzioni


di Leonardo Libero (2013)


La salubrità dell'aria è un'esigenza tanto importante e sentita che già Giuseppe Parini le aveva dedicato un'ode alla metà del 1700 ( http://online.scuola.zanichelli.it/letterautori-files/volume-2/pdf-online/11-parini.pdf ), quando nessuno poteva immaginare che lo sviluppo dell'umanità sarebbe arrivato a influire sui mutamenti del clima. Oggi invece lo sappiamo e quindi occorre evitare che i provvedimenti assunti (anche in buona fede, e non lo preciso a caso) per tutelare quella salubrità abbiano per contro effetti negativi nell'ottica del Riscaldamento Globale o “Global Warming”.

Li hanno per esempio, a mio avviso, le incentivazioni alla rottamazione-sostitutiva di auto; per le quali vengono sempre dichiarate o sott'intese finalità ambientali, ma in realtà quasi tutte comportano non necessari ed ingenti emissioni artificiali di CO2, che di quel fenomeno sono la principale concausa, mentre è minima l’efficacia di quei provvedimenti sul piano locale. Queste le ragioni:

a)- il "costo energetico" di un'autovettura media, per esempio la VW Golf, è di 18.000-22.000 kWh ( http://de.wikipedia.org/wiki/Graue_Energie ) ed esso aumenta molto per le monovolume, i fuoristrada e i SUV, che da un paio di lustri almeno sono una quota non trascurabile delle auto acquistate nuove;

b)- è noto in ambito automobilistico che da almeno 15 anni tutte le vetture vengono prodotte prevedendo che debbano percorrere, senza problemi di rilievo, non meno di 250.000 chilometri (chiedere a qualsiasi taxista per averne conferma); è quindi solo al raggiungimento di quella percorrenza che il loro costo energetico si può considerare ammortizzato;

c)- la percorrenza media annua delle auto italiane, nel decennio 2000-2009, ( http://www.autopromotec.it/ew/news/ChilometriMediAnnuali.pdf ) è stata di circa 13.000 chilometri; come dire che esse hanno, o avrebbero, impiegato 10 anni per ammortizzare poco più della metà del loro costo energetico;

d)- la rottamazione-sostituzione di un'auto, prodotta negli ultimi 15 anni e che abbia percorso meno di 250.000 chilometri, comporta quindi: I)- lo spreco della quota del suo costo energetico non ancora ammortizzata; II)- l'anticipata "spesa" del costo energetico della rottamazione, non grande, ma nemmeno trascurabile; III)- l'anticipata "spesa" dell’ingente costo energetico dell'auto sostitutiva;

e)- le centrali elettriche italiane, col mix di fonti primarie che utilizzano, emettono circa 450 grammi di CO2 per ogni kWh prodotto (http://www.eea.europa.eu/data-and-maps/figures/co2-electricity-g-per-kwh); e quelle dei Paesi che utilizzano di più il carbone ne emettono di più (in Germania se ne emettono oltre 500); poichè perciò circa 20.000 kWh x circa 450 g CO2/kWh = circa 9.000.000 g, sono circa 9 le tonnellate di CO2 che vengono immesse in atmosfera nel produrre una sola auto, media, in Italia (in Germania sono oltre 10 tonnellate).

Il danno così prodotto all’ambiente globale – senza apprezzabili vantaggi in sede locale - risulta molto maggiore di quello che si sarebbe avuto lasciando circolare la vecchia auto fino alla fine dei suoi programmati chilometri di vita; perchè per lo più è minima la differenza fa le sue emissioni nocive e quelle dell'auto sostitutiva ( http://en.wikipedia.org/wiki/European_emission_standards ) e perchè è molto piccola anche la quota di inquinamento urbano che gli esperti VERI addebitano ai motori delle auto.

In proposito è illuminante l’articolo http://www.automoto.it/eco/polveri-sottili-tutto-quello-che-non-vi-dicono.html , scritto dall'ing. Enrico De Vita - un pioniere della propulsione stradale elettrica e come tale amico dell'ambiente - e riferito ad uno studio del prof. Hans Peter Lenz dell’Università di Vienna, eseguito sui territori dell’Austria e della Germania (http://books.google.it/books/about/Emissions_and_Air_Quality.html?id=wWqzW9vruIYC&redir_esc=y). Vi si legge che solo il 26% del “particolato”, che è l’inquinante più nocivo alla salute, deriva dal traffico locale, e che solo il 9% di quel 26% - cioè appena il 2,5% del totale - è emesso dai motori delle auto private mentre del rimanente sono colpevoli le ruote di tutti i veicoli circolanti, per abrasione dell’asfalto, usura dei pneumatici e usura delle pastiglie e perché nel rotolare esse sollevano da terra anche quello di ogni origine che vi si era depositato.

“Come dire – ha scritto De Vita - che quando in certe aree si proibisce la circolazione di tutte le auto si riducono le polveri emesse della stessa percentuale e che quando si introducono norme più severe per gli scarichi delle nuove vetture, si interviene su una frazione infinitesimale di quel 2,5%, ma non si modifica in alcun modo quella ben più grande prodotta e sollevata dai pneumatici (che nel traffico locale vale 3 volte di più)”. Una fonte di inquinamento, aggiungo io, dalla quale non sono esenti neanche i veicoli elettrici.

C'è poi la questione ossidi di Azoto – NOx – da molti indicati anch'essi come nocivi alla salute, ma sui quali gradirei l'opinione di un chimico amico. In proposito si sa comunque che l’allarmismo su di essi arriva dagli USA, dove è da sempre ostacolata la diffusione dei motori diesel; i quali ne emettono sì più di quelli a benzina, ma a parità di potenza consumano anche il 40% in meno di carburante, cosa che certo non piace alla lobby dei petrolieri.

Inoltre l’Ossido Nitrico (NO), che rappresenta circa il 98 % delle emissioni totali di ossidi di azoto di un motore a combustione interna (http://www.lamiaaria.it/tutto-su/gli-inquinanti/ossidi-di-azoto.aspx ), è anche un farmaco dai molti effetti positivi (http://www.lapalestra.net/2011/03/22/ossido-nitrico-si-grazie/ ) oltre che un fertilizzante che la Natura produce per sé stessa ossidando l’Azoto dell’aria con i fulmini. Si dice perfino, a quel riguardo, che nei campi costeggianti le autostrade il mais cresca più rigoglioso che altrove. E non è fertilizzante solo per i vegetali, l’Ossido Nitrico, dato che sembra abbia avuto un ruolo nella preparazione…. del Viagra.


Leonardo Libero


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28 commenti:

  1. mi ero sempre chiesto dove finissero i battistrada consumati degli pneumatici: ora lo so, nei nostri polmoni e di lì nel sangue e megli organi. Praticamente filtriamo le polveri sottili che da noi produciamo. Come è vero il proverbio: "Mal voluto, non è mai troppo".
    Riguardo poi al titolo, mi ricordo fosse (più appropriatamente): le strade per l'inferno sono lastricate di buone intenzioni. Difatti non c'è peggior illuso di chi pensa di guadagnarsi il paradiso con le buone azioni o le sue forze. Sennò San Giovanni Crisostomo non avrebbe scritto: "Non ci resta che pregare per poter fare opere buone". Il che non è molto in linea con quello che viene detto nelle varie religioni (anche la cristiana!!!), ma molto coerente col messaggio del Cristo. Tra tanti religiosi ed i VERI santi spesso c'è l'abisso.

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    1. Be' guarda, gli ecologisti idioti della mia citta', per diminuire l'inquinamento, hanno fatto costruire un "tram" su gomma con pletora di ruote uguali a quelle di un camion (!), peraltro costosissimo e che mandera' in tilt per i prossimi decenni i bilanci dell'azienda municipalizzata di trasporti - e io pago).
      Il problema non sono le buone intenzioni, e quando ad averle e' un idiota a cui si da' carta bianca e campo libero.

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    2. se ci saranno i decenni

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    3. All'azienda municipalizzata gli auguro che non abbia neanche i mesi, non i decenni, se non fosse che prima di andare in rovina essa, trascinera' nell'abisso tutti gli altri.
      Per il resto tranquillo, tu e io moriremo, mentre altri nasceranno: a cui personalmente sono contento, con una punta di sadismo, di fare spazio: moriranno anch'essi.
      Questo e' il programma del futuro, qualsiasi cosa accada, comunque vada il clima, l'economia, il debito pubblico e tutto il resto.

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  2. p.s.: il mio parroco non ha mai detto ai parrocchiani di pregare, ma che non deve venire alla Santa Messa chi vota a destra, spesso. Così ha perso i fedeli di destra, quelli di sinistra non ci sono mai stati ed è rimasto con du' bigotti e qualche extracomunitario. Se non fosse ridicolo, sarebbe tragico.

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  3. Bello e interessante a parte il finale sull'ossido nitrico che serve solo se prodotto all'interno dell'organismo. Peró ciò detto é valido anche se sostituiamo una euroX con un'auto elettrica. Allora su cosa dovremmo agire per diminuire le polveri sottili? Ho letto l'articolo di Dario Faccini e facendo far coppia con questo si evince che cambiare la vecchia auto con una nuova, anche elettrica è uno spreco energetico e non risolve (anche se i dati sull'emisdione di particolato automobilistico che ho letto io sono in calo), convincere un mucchio di persone in buona fede che col pellet risparmiano e certamente operano un impronta di CO2 più bassa che con l'uso del metano neppure. Come ti muoi sbagli. Che facciamo allora?

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    1. La coppia molto più regolare, la mancanza di frizione e cambio e la necessità di non sprecare energia riducono sensibilmente l'usura dei pneumatici.
      L'ottimo freno motore dell'elettrico unito all'esigenza di non sprecare energia rendono le pastiglie dei freni pressoché eterne.

      Fonte: tanti anni di esperienza personale.

      P.S. Naturalmente non basta, e' necessario realizzare automobili più piccole, più leggere, adottare una guida più moderata e soprattutto ridurne l'utilizzo.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Perchè la gente si è messa a bruciare legna secondo voi? Negli anni '50 perché era povera e da secoli usava questo combustibile. Ma adesso è perché tutti hanno installato il caminetto in casa?!
    Per raddrizzare tutti gli elementi di crisi che si stanno presentando ci vorrebbe un cambio della società "a gradino", una rivoluzione. Ma non siamo nemmeno capaci di pensarlo figuriamoci a farlo. Senza aggiungere poi tutte le frottole che ci raccontano... Possiamo sforzarci di essere ottimisti ma onestamente si può esserlo?

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  5. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi. In questo film troviamo un'altra tesi interessante, che l'effetto serra sia causato per il 51% del totale dalle emissioni legate all'allevamento intensivo di bovini e a tutta la sua filiera, a cominciare dalla monocoltura del mais.
    http://streamin.to/v5n8kh2e3cp2

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    1. Ci vorranno anni per riparare ai danni fatti da questo film, intanto possiamo cominciare da qui:
      http://www.dailykos.com/story/2015/02/05/1361523/-Cowspiracy-The-Building-Blocks-of-an-Absolutist-Position

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    2. Ma questa agroecology di cui si parla nell'articolo sarabbe l'agroforestazione?
      Se non e' lei mi sa che le assomiglia molto.
      In Francia la stanno incentivando col supporto del ministero dell'Agricoltura e contano di farla conoscere a livello internazionale.
      “E' necessario acquisire tutte le conoscenze necessarie a costruire i modelli di sistemi integrati agro-silvo-pastorali più adatti alle condizioni pedo-climatiche italiane” http://www.agroforestry.it
      Mi pare garantisca la sostenibilita' ambientale e anche il benessere degli animali. In piu' c'e' un effetto di assorbimento della CO2 nel terreno. Pare sia anche redditizia e abbellisca il paesaggio.
      Io che sono vegano non ho niente in contrario, ma se anche l'avessi i vegani contano per l'uno per cento della popolazione, quindi voi carnivori non avete nulla da temere.
      Piuttosto, perche' ecologismo, antispecismo e decrescita non si accorgono che hanno molto in comune?
      http://asinusnovus.net/2013/08/17/antispecismo-decrescita-ecologismo-tre-parti-di-un-intero-inesistente/

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    3. l'agroecology significa tutto e nulla, c'è un mondo di sperimentazioni in atto, dalle pratiche di Permacultura al pascolo programmato di Savory. Il punto chiave di tutti questi approcci è, in ogni caso, la visione complessiva del funzionamento dell'ecosistema in cui ci si inserisce. Se ci si insedia in un habitat con delle idee preconfezionate (non solo il veganesimo, ma anche il 'carnivorismo') si salta il passaggio dello studio e dell'osservazione. Solo quel passaggio garantisce un inserimento sostenibile delle pratiche agricole umane (e nemmeno sempre, lo studio può essere difficile e lungo). Se invece andiamo lì e facciamo solo quello che ci gira in testa, i danni sono assicurati. Ripeto (e lo dice anche l'articolo) se il veganesimo venisse proposto come UNA (non LA) soluzione da verificare ed applicare contestualmente a dove si produce il cibo, non ci sarebbe motivo di discutere. Ma l'atteggiamento assolutista sottolineato nell'articolo, oltre a fare danni da un punto di vista della comprensione sistemica del mondo agricolo (dei suoi limiti e delle sue opportunità), crea attrito e conflitto fra le stesse persone (e non sono molte) che cercano disperatamente di invertire una tendenza che ci porta verso il baratro. Bisogna conoscere i sistemi, anche quelli delle dinamiche umane, lasciare da parte le proprie convinzioni/fissazioni/fedi/ecc. ecc. e cercare di collaborare. I soli nemici, come al solito, sono dentro di noi.

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  6. Domanda sui pneumatici:
    Le gomme termiche che per quasi 6 mesi all'anno equipaggiano tanti veicoli quanto incidono?
    (dove vivo io la neve è molto rara)

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  7. OT: E' tornata la neve sull'Etna!

    Era assolutamente anormale che: sia a Natale che a capodanno l'Etna fosse senza neve!
    In genere è tutta ricoperta di neve.
    In estate ci sarebbero stati grossi problemi se le sorgive di acqua non fossero state rifornite dallo scioglimento della neve.

    Ma come si dice: Dio vede e provvede.
    In un solo giorno, ci ritroviamo l'Etna piena di neve!

    E che volete... il clima è così... capriccioso!
    Quello che non fa in mesi, poi lo fa in una giornata!

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    1. invece comprensorio sciistico abetonaro ancora con neve artificiale con consumi esorbitanti di acqua e energia elettrica.

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  8. Questo articolo conferma le mie tesi sul momento opportuno di cambiare auto.
    Molti italiani, per motivi a me sconosciuti, ritengono che dopo 100000 km l'auto sia da buttare...
    La mia vecchia Yaris, invece, è stata mandata in pensione dopo 15 anni di onorato servizio con 273000 km sul groppone e solo perchè l'avantreno era totalmente partito.
    Purtroppo oramai il mondo dell'auto somiglia sempre di più a quello della telefonia mobile, mettono un sacco di nuovi gadget per abbindolare i compratori.

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    1. Quoto!
      Panda Hobby a metano: 260'000km e 17anni.

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    2. La mia Punto (Euro 1 del 1999) ha quasi 17 anni e circa 200.000 km.

      Sinceramente, se avessi i soldi, la cambierei!

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    3. @Alessandro
      Intanto complimenti! dopo 27 anni ( se è del '99) la tua punto ancora cammina, mica cosa da poco! Certo che imbarcarsi nell'acquisto di un auto è una cosa onerosa ( sul nuovo poi ti pelano in modi che non immagini).E cmq ribadisco, avendo girato di recente, oramai le auto sono dei telefoni a quattro ruote, con tutte le funzioni di intrattenimento ( cosa assurda se ci si pensa) me del resto è il marketing che domina.CMQ alla fine ho optato per un usato, con meno fesserie di serie rispetto al nuovo.

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    4. La matematica non è un'opinione!
      Dal '99 ad oggi sono 17 anni.
      Per la precisione, avendola immatricolata nell'agosto del 1999, sono circa 16,5 anni.

      Quando dico che la cambierei, anch'io ormai mi orienterei verso un usato, di 4 o 5 anni di vita.
      Il rapporto prezzo / prestazioni dovrebbe essere il migliore.

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    5. @Alessandro
      oooops!!!
      scusa per il calcolo ma sono un pò cotto oggi. CMQ se è del 99 dpvrebbe essere EURO 2 o 3.
      Considera che la mia Yaris (2001 ) era un euro 3.
      CMQ per l'usato confermo quello che pensi, anche io mi sono orientato per un auto del 2009, si trovano delle cose interessante a prezzi abbordabili

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    6. La mia è Euro 1 perché è il primo modello di Punto.

      Andava fuori mercato proprio in quel mese, nel mese successivo c'era il nuovo modello; ed è per questo che mi fecero un ulteriore sconto.
      Il nuovo modello non sò che Euro era... forse euro persi! :-)

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    7. Io ho ferma in garage da 15 anni una vecchia panda dell'88 che non puo' piu' circolare essendo euro 0, della quale continuo a pagare le tasse di "possesso", e con la quale comunque facevo solo poche decine di km all'anno, quando proprio, per esempio, dovevo portare a casa i coppi per riparare il tetto, cosa che adesso faccio in bicicletta con 10 viaggi, oppure lascio il tetto marcire... Ho smesso di usarla prima ancora che fosse vietato per legge, dopo essermi accorto che dovevo spendere 500 euro di pretestuosa revisione ogni due anni, piu' bollini blu, piu' assicurazioni, quando nel frattempo la usavo solo un numero di volte che stavano sulle dita di una mano (una volta quei delinquenti mi hanno fatto sostituire il parabrezza perche' aveva una microscopica scalfittura, e me ne hanno montato in cambio uno di usato completamente strisciato che controsole non si vedeva nulla - ma questo andava "bene" per i revisori - affaristi - teste di cazzo).

      Per questo odio tutta la regolamentazione relativa e anche i suoi promotori, e' tagliata con l'accetta e in realta' danneggia di piu' i piu' virtuosi, quelli che avrebbero inquinato praticamente zero anche con un'automobile a gasogeno, dato che non l'avrebbero usata praticamente mai, se non quando assolutamente necessaria o per emergenza. Questo articolo, per la prima volta, vedo che solleva il problema in un sito di ecologisti, dicendo peraltro cose evidenti e notissime fin da subito, fuori di quest'ambiente. Notissime soprattutto per chi si e' sfregato le mani e ha fiutato, e sfruttato, l'affare e il regalo inopinato che gli e' stato fatto, e per chi, ad esempio gli anziani che ne hanno piu' bisogno dato che faticano a camminare e portare pesi, ha dovuto sborsare fior di quattrini per un'automobile nuova che usa poche volte all'anno, solo per aiutare l'industria dell'automobile in crisi, che peraltro con i vari incentivi e rottamazioni obbligatorie, e' andata prima in bolla e poi, prevedibilmente pure questo, in crisi nera.

      Ora il battage natalizio sullo smog mi ci gioco le palle che e' fatto ad arte per preparare le prossime leggi e normative repressive pro-industria e pro-pil, pseudo-ecologiste.

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    8. @Firmato Winston Diaz
      In effetti sembra un paradosso ma inquinavo meno quando viaggiavo con l'auto Euro 0:
      Era un'auto che consumava molto e la sostituivo con bicicletta e mezzo pubblico ogni volta che potevo.

      Ora sono molto più efficiente.... Ma viaggiare in auto mi costa meno che in treno.

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    9. Il paradosso ha pure un nome, si chiama "paradosso di jevons"

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    10. Anch'io Panda euro 0 dell'87 ma trasformata a GPL, ha 198000 km e funziona benissimo. Il comune di Torino tuttavia ha vietato il transito di veicoli euro 0 anche trasformati GPL. Sarei curioso di sapere come questo divieto (che mi obbligherebbe appunto a cambiare macchina) si inquadra nel discorso generale di leonardo e su quali basi è stata assunta questa decisione. Per il momento me ne frego e confido che i vigili non mi fermino... Inoltre mi chiedo come mai la categorizzazione dei consumi non tenga conto della massa del veicolo: come può un veicolo avere le stesse caratteristiche di emissioni di un altro di massa doppia e potenza tripla?E come massa/potenza incidono sull'emissione di polveri da freni/pneumatici? Purtroppo i nostri legislatori sono troppo cialtroni per comprendere le logiche sottostanti a provvedimenti realmente utili.

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    11. In teoria la normativa pone limiti di emissioni per km; quindi a parità di emissioni dichiarate il SUV dovrebbe inquinare quanto la smart.
      In pratica i test sono fatti in modo blando, non misurano l'usura di freni e pastiglie e sono fatti sempre nelle migliori condizioni (veicoli nuovi, catalizzatori puliti, condizionatori ed optional acccuratamente rimossi, sempre e solo in pianura)

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