Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


venerdì 1 gennaio 2016

2015: l'anno che ha cambiato tutto?

Da “Cassandra's Legacy”. Traduzione di MR


Recenti incendi in California, foto da the Independent 

Certo che nel 2015 non sono mancati i disastri. Alcuni possono essere classificati come “naturali”, altri come causati dall'uomo. In tutti i casi, comunque, sono un'indicazione dello stress percepito dall'ecosistema e dal sistema economico allo stesso tempo. Stiamo raggiungendo, infine, i nostri limiti, come sapevamo che avremmo dovuto dal momento in cui siamo stati avvertiti, nel 1972, dallo studio intitolato “I Limiti della Crescita”.



Ma non tutto è stato poi così male nel 2015 e in questo post di fine dell'anno (e traduzione di inizio anno, ndt), concentriamoci sulle cose buone che sono accadute. Se lo facciamo, vediamo che il 2015 è stato un anno molto speciale. Non è che siano stati risolti tutti i problemi che abbiamo di fronte, ma sta succedendo qualcosa di nuovo, qualcosa di inatteso ma che potrebbe dare una spinta in una nuova direzione che il mondo potrebbe intraprendere. Una direzione che ci potrebbe portare ad un mondo migliore. E' possibile che stiamo imparando qualcosa, dopotutto.

Lasciate quindi che elenchi alcune delle cose buone avvenute nel 2015.

- L'Enciclica del Papa sul clima, la “Laudato sì. E' stata davvero una cosa grossa. Tanto per dirne una, è stato chiaro dal modo in cui ha condizionato il dibattito. In maggioranza gli scienziati del clima, e gli scienziati in generale, sono persone pratiche, spesso atei o agnostici, raramente dei fedeli. Così, l'arrivo del Papa nel dibattito li ha presi di sorpresa: “Il papa? Cosa? E' d'accordo con noi? Davvero? Ha detto che Dio ci ordina di salvaguardare la creazione... eh...?” Non potete immaginare quanto fossero felici questi solenni scienziati, come bambini che ricevono un regalo di Natale ad agosto! Ma l'effetto principale dell'Enciclica del Papa è stato nel campo anti-scientifico. Si sono chiaramente trovati in difficoltà. In reazione avrebbero potuto demonizzare il Papa, dicendo che è un comunista o che è posseduto dal diavolo, o qualcosa del genere. Alcuni strambi hanno hanno fatto esattamente questo ma, nel complesso, il campo anti-scientifico mainstream ha deciso che la loro migliore strategia (e probabilmente la sola) fosse di mantenere un profilo basso e sperare che la “Laudato sì” venisse ignorata e quindi dimenticata. Non lo è stata e non lo sarà. L'effetto dell'Enciclica è stato grande sulla comprensione del cambiamento climatico da parte dell'opinione pubblica. Si tratta di un effetto che sta continuando e che può solo aumentare in futuro.

- La conferenza sul clima COP21 a Parigi. So che molte persone dicono che non è stato ottenuto abbastanza, il che è vero. Ma è anche vero che la conferenza è stata un successo principalmente nel mostrare la marginalità del campo anti-scientifico. Hanno speso così tanti soldi per cercare di demonizzare la scienza e gli scienziati, cercando di ridicolizzare la scienza del clima, diffondendo diverse leggende di cospirazione e poi cosa? Hanno scoperto che le delegazioni di 190 paesi a Parigi hanno dichiarato che il cambiamento climatico è reale, è antropogenico e che si deve fare qualcosa per fermarlo. Ora, pensateci: se foste nei loro panni, come vi sentireste? E' questa la ragione principale per cui la conferenza di Parigi è stata un notevole successo. E' stato solo un primo passo, naturalmente, ma non si va da nessuna parte senza un primo passo!

- La nuova percezione della necessità di energia pulita. Quest'anno ha visto una vera esplosione nell'appoggio alle energie rinnovabili. Un insieme di tecnologie che un tempo erano viste come semplici giocattoli per sfigati verdi, ora sono sempre più viste non solo come parte della soluzione del problema del cambiamento climatico, ma LA soluzione. Fra coloro che si sono espressi con forza in favore dell'energia rinnovabile nel 2015, posso citare Arnold Schwarzenegger, Michael Klare, Naomi Oreskes, Bill Gates e sì, il Papa stesso! E' vero, non tutti hanno capito esattamente i termini del problema. Alcuni, come Bill Gates, pensano ancora che le rinnovabili devono essere migliorate in modo sostanziale prima di essere schierate, senza rendersi conto di quanto sia stringente la necessità della transizione rinnovabile. Altri hanno capito che l'energia è un problema, ma hanno scelto la soluzione sbagliata: l'energia nucleare – come hanno fatto James Hansen ed altri. Entro certi limiti, è un errore comprensibile da parte di persone che non sono esperte di energia, ma perlomeno capiscono la necessità di produrre energia. Si tratta di un vero cambiamento di percezione: stiamo passando dalla percezione che vede la riduzione delle emissioni come la priorità ad una percezione che vede la produzione di energia pulita come la priorità. Se riusciamo a produrre energia rinnovabile pulita ad un costo inferiore dell'energia fossile, allora passeremo alle rinnovabili senza la necessità di leggi, trattati e tasse speciali (e lo possiamo fare già!)

- Il collasso dei mercati petroliferi. A prima vista, i prezzi del petrolio bassi sembrerebbero essere esattamente l'opposto di quello che ci serve per combattere il cambiamento climatico. Ma non è così: pensate che abbiamo raccontato alle persone che dobbiamo “lasciare il petrolio nel sottosuolo” senza grande successo, finora. Ma ora i prezzi bassi stanno facendo il lavoro per noi rendendo non redditizia l'estrazione! I basi prezzi del petrolio del 2015 mostrano l'impossibilità del mercato di mantenere la produzione da fonti costose (e sporche) come il petrolio di scisto. Di conseguenza, l'industria del petrolio di scisto sta esalando l'ultimo respiro e ci troviamo di fronte all'inizio del declino terminale della produzione mondiale di petrolio. Questo porterà con sé il declino della produzione di combustibili fossili. L'importanza di questo evento può difficilmente essere sottovalutata. Significa che il declino delle emissioni è probabile che sia molto più rapido di qualsiasi cosa che sia stata anche vagamente immaginata alla COP21 di Parigi e che gli scenari contemplati nelle INDC (Intended Nationally Determined Contributions) saranno presto tanto obsoleti quanto le macchine volanti e i bollitori nucleari. Il declino delle emissioni potrebbe anche assumere la forma di un “Collasso di Seneca” che potrebbe fermare la crescita delle concentrazioni al di sotto del temuto “punto di svolta” climatico. Ciò sarebbe certamente una cosa buona ma, naturalmente, un collasso di Seneca della produzione mondiale di energia sarebbe un grande disastro in sé, probabilmente in grado di distruggere il sistema economico mondiale. Ma c'è una via di mezzo: l'effetto Seneca potrebbe aiutarci nel riuscire a limitare l'uso dei combustibili fossili, ma non così tanto da rimanere senza le risorse necessarie a costruire un nuovo sistema energetico basato sulle rinnovabili. E' difficile, ma non impossibile, come mostrato dai calcoli quantitativi.

Naturalmente, le cose potrebbero andare male in altri modi. Per esempio una grande guerra potrebbe aumentare la necessità di combustibili e causare la ripresa dell'estrazione di risorse che un'economia di mercato non può estrarre da parte dell'industria petrolifera. E' possibile, infatti, che l'attuale spinta alla guerra sia esattamente il risultato di questo tipo di considerazione. Ciononostante, la guerra non è inevitabile e, se riusciamo ad evitarla, allora il 2015 potrebbe essere ricordato come l'anno in cui tutto è cambiato. Un anno di speranza!

9 commenti:

  1. un pò di contrizione al posto della frustrazione non ci farebbe male.

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  2. A proposito di "era dei ritorni decrescenti", vedrete il casino che scoppiera' adesso in vaste zone d'italia per impedire (perche' "inquina"), con varie "ordinanze comunali", l'antichissimo rito di liberarsi simbolicamente con l'anno nuovo di tutte le pastoie precedenti, e ricominciare, spogli e liberi, una nuova vita:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Fal%C3%B2_di_inizio_anno

    Che ha forti similitudini con questo, al di la' del mondo, che secondo me con l'"economia del dono" citata da wikipedia non c'entra un emerito:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Potlatch

    Il punto e' che noi NON VOGLIAMO liberarci delle pastoie precedenti, neanche simbolicamente, anzi le vogliamo incasinare sempre di piu', conservando tutto, finche' non ci legano e ci tirano a fondo completamente. E appena arrivati la' in nordamerica, per prima cosa abbiamo proibito tramite la nostra legge agli indiani nordamericani, col pretesto della "morale bigotta e protestante", di comportarsi diversamente. Nessuno si deve permettere.

    Buon anno...

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  3. Ma ora i prezzi bassi stanno facendo il lavoro per noi rendendo non redditizia l'estrazione! I basi prezzi del petrolio del 2015 mostrano l'impossibilità del mercato di mantenere la produzione da fonti costose (e sporche)
    E' L'ESATTO CONTRARIO.
    Il petrolio e' talmente abbondante che il prezzo collassa.
    Saluti
    h

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    1. Se lo scrivi a lettere maiscole, vuol dire che è vero!

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    2. seguendo il tuo ragionamento dal 2002 al 2007 il petrolio doveva essere in fase di esaurimento. il problema è che non mi risulta che a parte lo scisto (molto più costoso da estrarre) siano state aggiunte altre fonti rilevanti di petrolio dal 2007.
      il prezzo è sceso perché chi ha il petrolio meno costoso da estrarre (arabia ad esempio) ha continuato a estrarlo/venderlo anche quando la domanda è calata.

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    3. Qualitativamente, in effetti più o meno è andata così. Ora che lo scisto è fuori mercato, la produzione totale sta calando da Giugno. Quella dello scisto è in calo già dall'inizio del 2015. Poi, molte cose possono ancora cambiare.

      Ma c'è una predizione che non si sbaglia mai: quelli che si informano dai quotidiani continueranno a scrivere a lettere maiuscole che il petrolio è abbondante e sempre lo sarà.

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    4. @anonimo
      il prezzo adesso e' basso solo perche c'e' una oscillazione dei prezzi.. questo indica che il sistema andra' a divergere e quindi a essere instabile. Il giochino si rompera' (petrolio di scisto)

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  4. Mah, che la conferenza di Parigi abbia prodotto buoni risultati è un po' presto per dirlo. Hansen la considera apertamente una truffa ed in effetti anche a non voler essere così severi i dubbi sui suoi contenuti (ma non a livello d' immagine, lì i diplomatici hanno compiuto un capolavoro) sono seri.
    Invece sul petrolio, è evidente che ad oggi l' offerta globale supera la domanda globale, ma questo non duererà per tanti anni. Lo shale oil, anche se i produttori statunitensi non falliranno così presto per la contromossa dell' OPEC, su di un periodo di 1-2 decenni è destinato ad esaurirsi. Il problema è che il tanto vituperato petrolio ormai conta poco più di 1/3 sul comsumo energetico globale dell' umanità ed è stato quasi raggiunto dal carbone, che è assai peggio come inquinante e produttore di CO2 ed in più non ha riserve così limitate (quelle del petrolio aio consumi di oggi valgono meno di 50 anni invece per il carbone si supera di gran lunga il secolo). La criticità sta nel fatto che il petrolio è un combustibile liquido e, mentre per la produzione di energia elettrica eolico e solare (certo su tempi di diversi dcecenni) potranno sostituire buona parte delle fonte fossili (e nion aggiungersi come fatto finora), i biocumbustibili liquidi con il loro pessimo eroi per ora sono lontanissimi da essere una reale alternativa. Speriamo in quelli di seconda o terza generazione, per i quali bisognerà ancora aspettare ed investire in ricerca, dato che fino ad oggi non si sono rivelati adeguati.

    Alberto

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  5. la tecnologia non può risolvere il problema, questo è la soluzione che la maggioranza delle persone sperano, ma la realtà è che sino ad ora non ha portato a molto , anzi ad una maggiore complessità del sistema e quindi ad un utilizzo maggiore di risorse.

    L'abbattimento delle fossili la si ottiene parzialmente solo con la sostituzione tramite le rinnovabilie ma soprattutto la riduzione dell'utilizzo dell'energia. Quindi campa caval....

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