Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


martedì 4 novembre 2014

Declino del petrolio: è il prezzo che fa la storia


Diceva James Schlesinger che la maggior parte delle persone hanno soltanto due modi operativi: compiacenza e panico. Qualcosa di simile sembra che avvenga con il petrolio, che viene visto in due sole modalità: prezzi alti, male; prezzi bassi, bene. E' impressionante come la visione del mondo come si legge sulla stampa sia così brutalmente semplificata, con un sacco di gente che sta già sogghignando a pensare che con l'abbassamento dei prezzi del petrolio potranno riempire il serbatoio delle loro SUV a prezzi più bassi. E non si rendono conto che in un sistema complesso, non si può mai cambiare soltanto una cosa (è una delle leggi fondamentali della biologia degli ecosistemi). Se qualcosa cambia, è perché qualcos'altro è cambiato. E se qualcosa è cambiato, molte altre cose cambieranno. L'abbassamento del prezzo del petrolio in corso è segno di grandi cambiamenti che vedremo nel prossimo futuro. Un futuro che non è detto affatto che sia buono, nemmeno per i proprietari di SUV. (U.B.)


DaResource Insights”, via “Resilience”. Traduzione di MR”.

Di Kurt Cobb




Grafico dei prezzi del petrolio di Energy Information Awareness (2004). Fonte: Governo degli Stati Uniti via Wikimedia Commons

Così spesso nelle guerre teologiche,
I contendenti, suppongo
Inveiscono in totale ignoranza
di ciò che gli altri intendono,
E cianciano di un Elefante
Che nessuno di loro ha visto!

I ciechi e l'Elefante di John Godfrey Saxe

Quando gli editori commerciali mondiali hanno inviato i loro giornalisti porta a porta per scoprire cosa c'è dietro al recente crollo del prezzo mondiale del petrolio, stavano facendo ciò che fanno quasi ogni giorno per ogni tipo di mercato: azioni, obbligazioni, valute, beni e beni immobili. Nel giornalismo finanziario è più spesso il prezzo che fa la storia, piuttosto che la storia che fa il prezzo. Se una storia riguarda qualcosa di molto sorprendente che quasi nessuno può sapere in anticipo – un vero scoop – diciamo, una conseguenza inaspettata in un importante caso giudiziario che colpisce il brevetto più redditizio di una società, allora la storia sposterà il prezzo dell'azione della società. Ma molto più spesso i prezzi cambiano e gli editori commerciali inviano i loro giornalisti per scoprire il perché. Di solito, a diversi professionisti finanziari ed industriali viene chiesto: perché pensate che i prezzi siano scesi/saliti? Quindi la storia viene scritta e pubblicata. Tuttavia, quotidianamente, a meno che non ci sia una storia grande ed ovvia come quella sopra, le sole vere risposte sono queste: 


  • C'erano più compratori che venditori (SALE)
  • C'erano più venditori che compratori (SCENDE)

Le risposte, naturalmente, non sono niente di nuovo. Sono più che altro assiomi. Le risposte al recente svenimento del prezzo del petrolio comprendono: 


  1. Il petrolio è venduto in dollari e il dollaro è aumentato, cosa che spinge al ribasso il prezzo del petrolio. 
  2. La domanda sta diminuendo in Asia ed Europa, cosa che lascia un eccesso di petrolio sul mercato e diminuendone il prezzo. 
  3. La crescita della produzione degli Stati Uniti si aggiunge all'offerta mondiale di petrolio abbassandone il prezzo. 
  4. La produzione della Libia è rimbalzata fortemente a seguito del recente periodo di disordini del paese. 
  5. L'Arabia Saudita, il solo produttore OPEC con una significativa capacità di produzione aggiuntiva, sta pompando più petrolio per punire gli altri membri del OPEC con un prezzo basso, una mossa studiata per ripristinare la disciplina fra i membri di modo che rispettino le quote di produzione future.
  6. L'Arabia Saudita sta pompando più petrolio per abbassare il prezzo per aiutare gli Stati Uniti nei loro obbiettivi diplomatici, fare pressione sulla Russia, il più grande produttore di petrolio al mondo. 
  7. L'Arabia Saudita non sta cercando di aiutare gli Stati Uniti; il regno sta in realtà cercando di dar fastidio agli Stati Uniti e ripristinare il dominio sull'esportazione nel mercato del petrolio schiacciando il boom del petrolio di scisto statunitense che richiede prezzi del petrolio alti per essere redditizio. 
  8. No, l'Arabia Saudita, sta in realtà cercando di aiutare gli Stati Uniti nella sua lotta contro l'ISIS mostrando il suo sostegno a Stati Uniti ed Europa abbassando i prezzi del petrolio e rendendo più basso il prezzo che riceve l'ISIS dai prodotti petroliferi che ora controlla. Il prezzo più basso è più duro anche per l'Iran che necessita di prezzi alti per sostenere i propri introiti governativi. 
  9. L'Arabia Saudita sta semplicemente cercando di difendere la propria quota di mercato di fronte ad una domanda in declino continuando a pompare petrolio ai livelli attuali ed offrendo sconti ai clienti. 


Naturalmente, le risposte qui sopra non necessariamente si escludono a vicenda. Le persone ed i paesi possono avere obbiettivi molteplici aiutati dalla stessa azione. Ed alcune o tutte le valutazioni sopra potrebbero essere sbagliate o di scarsissimo valore esplicativo. Ora le soppeserò. Sembra del tutto probabile che i sauditi stiano facendo gli opportunisti. Come molti esportatori di petrolio, hanno bisogno di grandi introiti dall'esportazione di petrolio per pagare le proprie spese governative, gran parte delle quali consistono in sussidi per gli alimenti e il combustibile e programmi di assistenza sociale pensati per mantenere il popolo docile. Di fronte a ciò che sembra un declino della domanda, piuttosto che tagliare la produzione per mantenere i prezzi come hanno fatto in passato, hanno deciso di mantenere la loro quota di mercato mondiale tagliando i prezzi. Ciò ha il beneficio di rendere gran parte del petrolio di scisto americano antieconomico, scoraggiando così nuove trivellazioni. I sauditi sanno una cosa molto importante sui trivellatori di scisto degli Stati Uniti. Gran parte di loro sono società indipendenti cariche di debiti e che non hanno i mezzi finanziari per superare un periodo di prezzi mantenuti al di sotto dei loro costi di produzione. Ridurranno rapidamente le loro trivellazioni alle sole prospezioni che sembra possano essere redditizie con questi nuovi prezzi bassi. Spianeranno la strada a prezzi mondiali sostenuti più alti più tardi, quando la crescita della produzione petrolifera statunitense giungerà ad uno stop. Dopo che il danno è fatto, i sauditi cercheranno di riportare il prezzo del petrolio su. 


E' sempre possibile che la strategia saudita non riuscirà perché ciò che sta realmente accadendo potrebbero essere le prime fasi di un colossale collasso economico e finanziario che porterà l'economia in una recessione prolungata. Ciò porterebbe il prezzo del petrolio giù a livelli mai in un decennio e potrebbe restarci per un periodo considerevole. Non sto predicendo questo. E, di fatto, niente di ciò che ho scritto potrebbe avere validità. Anche se i sauditi hanno dichiarato pubblicamente che stanno difendendo la loro quota di mercato, potrebbero non dirci esattamente quali siano i loro obbiettivi. L'acquiescenza saudita rispetto ai prezzi del petrolio bassi potrebbe semplicemente avere conseguenze che i sauditi non vogliono, ma che non possono evitare. In realtà, tutto il problema dei prezzi del petrolio è troppo complesso e manca troppo di trasparenza per essere discusso intelligentemente quando si tratta di movimenti dei prezzi a breve termine. Mi sono ricordato della storia dei ciechi e dell'elefante, la cui ultima strofa di una versione poetica è citata sopra. Ma, come dicevo, è il prezzo fa la storia. 

8 commenti:

  1. Davvero fu stivato per noi
    quell’antico fulgore stellare
    come litica spugna imbevuta
    di balsamo riservato a monarca
    come scuro pane incendiario
    cibo destinato a pranzi d’eroi
    miliardi di salme e carcasse
    vissero solo per finire in oblio
    o mutate in ambrosia olezzosa
    in pietra che s’infuoca con l’aria
    sono risorte e insignite d’un nome
    siamo noi proprio quegli angeli
    che vi hanno spremuto ed estratto
    dalle tombe profonde di Gea
    per mutarvi in osanna a un Divino
    ora siete volo di ruggenti turbine
    torri alte dal deserto alle nubi
    velodromi per schianti di adroni
    cisterne per metalli pesanti in fusione
    siete anche orde d’umani sfrenati
    furenti per il conoscere limiti
    in un Cosmo che nasconde infiniti
    Voi tutti combustibili fossili
    vi abbiamo liberati nel vento
    perché ora ci ripagate dicendo
    siete solo schiocchi avidi esseri
    eravamo démoni morti e sepolti
    ora siamo implacabili spiriti aérei
    vi occorrerà molta più diabolica astuzia
    per sopravvivere sotto il nostro dominio.

    Marco Sclarandis

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  2. La caduta del prezzo del petrolio comunque danneggia i paesi produttori a vantaggio di quelli consumatori, l'Europa è avvantaggiata da un mercato più concorrenziale e meno soggetto a cartelli.
    Ormai le banche e i grandi company del petrolio americane non falliscono più, poiché c'è talmente tanta liquidità nel mercato che garantisce una forte capitalizzazione anche in perdita. L'economia ormai è completamente diretta dalle banche centrali, che possono far produrre aziende sempre in perdita. Quando scoppierà questa mega bolla?

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    1. Quando iniziera', come nell'ultimo meltdown, una ondata di margin calls. Oppure quando si renderanno conto che la produzione da scisto e' un calo strutturale, non importa quanto soldi ci lanci contro. O quando la cina scoprira' di avere un problema di crescita che fa collassare il suo sistema bancario. O l'Ebola, che dara' uno stop a turismo e commerci. Ci sono cosi' tante mine vaganti che c'e' solo l'imparazzo della scelta.

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  3. ha ragione. ogni giorno leggiamo di motivazioni perun calo a rialzo dei prezzi... ma e solo storia del senno del poi.
    ottimo autore. anche la storja dell.elefante.

    un trader

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  4. Quotazioni verso i 77$ il punto sette passa in prima posizione, mentre il punto sei retrocede di qualche posizione grazie al momentaneo rialzo del gas.

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  5. caro prof, le banche americane sono talmente sovracapitalizzate dopo 8 anni di QE della Fed, che hanno bilanci in attivo per decenni nonostante finanziamenti dati in perdita, un pò come se alla sua famiglia venisse dato 1 mld di euro, potrebbe buttare via 100.000 euro anno e avrebbe riserve per altri 100 anni. A noi fa pure comodo, perchè da qualche parte arrivano sui bilanci BI più di 100 mld di euro mese e ci siamo capiti, anche se non siamo laureati in economia, ma due + due siamo in grado di farlo. Intanto ieri sera alle sei fuori da casa mia si sentiva l'orrendo rumore causato da centinaia di migliaia di auto e camion tutti comtemporaneamente in moto, la pianura che va da Firenze a Pistoia ha 1 mln di abitanti e almeno 600.000 mezzi endotermici!!! Uno scempio simile non lo può certo fermare il prezzo del petrolio, ma solo la sua mancanza. Intanto so che ENI vuol chiudere la Stanic e mandare a casa 1200 lavoratori. Come dicevano gli dei olimpici, il fato non può essere cambiato, ma solo ritardato.

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  6. Una cosa è certa: prezzi del petrolio più bassi costituiscono un grosso freno allo sviluppo delle energie rinnovabili

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  7. Intanto negli usa http://www.rinnovabili.it/energia/petrolio-usa-lobby-export-333/

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