Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


venerdì 2 novembre 2012

Il Cambiamento Climatico è qui (ed è peggiore di quello che pensavamo)


Di James E. Hansen (Direttore dell'Istituto per gli Studi Spaziali Goddard della NASA).

Dal “Washington Post” del 4 agosto 2012. Traduzione di Massimiliano Rupalti


Da notare che questo pezzo è stato scritto prima del record storico della fusione dei ghiacci artici in Settembre e prima dell'Uragano Sandy. Vedendo le cose in prospettiva, Hansen era addirittura  un ottimista ai primi di agosto!


Quando ho parlato di fronte al Senato, nella calda estate del 1988, ho avvertito circa il tipo di futuro che il cambiamento climatico porterebbe a noi e al pianeta. I dipinto un quadro truce delle conseguenze delle temperature in costante aumento provocato dall'uso dei combustibili fossili da parte degli esseri umani.

Ma devo confessarvi una cosa: sono stato troppo ottimista.

Le mie proiezioni sull'aumento della temperatura globale si sono rivelate vere. Ma ho sbagliato nel non esplorare pienamente quanto l'aumento medio avrebbe portato ad un aumento del tempo meteorologico estremo.  

Nella mia nuova analisi degli ultimi sei decenni di temperature globali, che verrà pubblicata lunedì, io e i miei colleghi abbiamo rivelato un aumento mozzafiato nella frequenza delle estati estremamente calde, con implicazioni preoccupanti, non solo per il nostro futuro ma anche per il presente.


Questo non è un modello climatico o una previsione, ma l'osservazione reale degli eventi atmosferici avvenuti e delle temperature. La nostra analisi mostra che non è più sufficiente dire che il riscaldamento globale aumenterà la probabilità di tempo estremo e per ripetere l'ammonimento che nessun evento meteorologico può essere collegato direttamente al cambiamento climatico. Al contrario, la nostra analisi mostra che, per il tempo estremamente caldo del recente passato, non c'è virtualmente altra spiegazione se non il cambiamento climatico. E una volta raccolti i dati, fra poche settimane, è probabile che sarà vera la stessa cosa per l'estate estremamente calda di cui stanno soffrendo proprio ora gli Stati Uniti.

Questi eventi atmosferici non sono solo un esempio di quello che il cambiamento ci potrebbe portare. Sono proprio causati dal cambiamento climatico. Le probabilità che una variabilità naturale abbia creato questi estremi sono minuscole, infinitamente piccole. Fare affidamento su quelle probabilità sarebbe come lasciare il proprio lavoro e giocare la lotteria tutte le mattine per pagare le bollette.

Ventiquattro anni fa ho introdotto il concetto di “dadi climatici” per aiutare a distinguere le tendenze a lungo termine del cambiamento climatico dalla variabilità naturale del tempo meteorologico giorno per giorno. Alcune estati sono calde, altre fredde. Alcuni inverni brutali, altri miti. Questa è la variabilità naturale.

Ma quando il clima si scalda, anche la variabilità naturale viene alterata. In un clima normale senza il riscaldamento globale, due lati del dado rappresenterebbero il tempo atmosferico più freddo del normale, due il tempo meteorologico normale e due il tempo meteorologico più caldo del normale. Tirando il dado in continuazione, stagione dopo stagione, avremmo una variazione ugualmente ripartita fra le tre possibilità nel tempo.

Ma mettendo sul dado i riscaldamenti del clima cambia le probabilità. Finisci con l'avere un solo lato più freddo del normale, un lato nella media e quattro lati più caldi del normale. Anche col cambiamento climatico potremmo avere di tanto in tanto estati più fredde del normale o inverni normalmente freddi. Non lasciatevi fregare da questo.

Il nostro nuovo studio peer-reviewed, pubblicato dall'Accademia Nazionale delle Scienze, chiarisce che mentre la temperatura media globale è aumentata stabilmente a causa del clima che si riscalda (fino a 1,5°F durante l'ultimo secolo), gli estremi stanno realmente diventando più frequenti e più intensi in tutto il mondo.

Quando abbiamo tracciato le variazioni delle temperature mondiali su una curva a campana, gli estremi eccezionalmente freddi e, ancora di più, quelli estremamente caldi sono risultati alterati, così stanno diventando sia più comuni sia più forti.

Il cambiamento è così drammatico che una faccia del dado ora deve rappresentare il tempo meteorologico estremo per rappresentare la maggior frequenza degli eventi meteorologici estremamente caldi.

Tali eventi erano oltremodo rari. Le temperature estremamente alte hanno interessato dallo 0,1 allo 0,2% circa del globo nel periodo base del nostro studio, dal 1951 al 1980. Negli ultimi tre decenni, mentre le temperature medie sono lentamente salite, gli estremi solo volati ed ora interessano circa il 10% del globo.

Questo è il mondo che abbiamo cambiato e sul quale ora dobbiamo vivere – il mondo che ha causato l'ondata di calore in Europa nel 2003, che ha ucciso più di 50.000 persone, e la siccità del 2011 in Texas, che ha causato più di 5 miliardi di dollari di danni. Tali eventi, come mostrano i nostri dati, diventeranno anche più frequenti e più gravi.

C'è ancora tempo per agire ed evitare il peggioramento del clima, ma stiamo sprecando tempo prezioso. Possiamo risolvere la sfida del cambiamento climatico con una tassa che aumenti gradualmente sul carbonio richiedendola alle industrie dei combustibili fossili, col 100% del denaro redistribuito a tutti i residenti legali su base pro-capite. Questo stimolerebbe le innovazioni e creerebbe una robusta economia basata sulle energie pulite, con milioni di nuovi posti di lavoro. E' una soluzione semplice, efficace ed onesta.

Il futuro è ora. Ed è caldo.


54 commenti:

  1. Vi sarei grato se mi spiegaste che c'entra l'uragano Sandy...

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    1. Mi pare che qui sia spiegato abbastanza bene:

      http://www.skepticalscience.com/hurricane-sandy-climate-connection.html

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    2. Ah, quindi Skepticalscience adesso contraddice l'IPCC (e voi con lui):

      "There is low confidence in any observed long-term (i.e., 40 years or more) increases in tropical cyclone activity (i.e., intensity, frequency, duration), after accounting for past changes in observing capabilities."
      IPCC, Rapporto SREX, marzo 2012.

      Quanto alla frequenza con cui gli uragani colpiscono New York, oggi e nel passato, potete dare un'occhiata a quest'immagine:
      http://2.bp.blogspot.com/-zAQhp2j4RN4/UJQDNVwQeNI/AAAAAAAACJE/-6KAoiRTx-I/s1600/nycs.jpg

      E leggere questo post di Roger Pielke Jr:
      http://rogerpielkejr.blogspot.ie/2012/11/mayor-bloombergs-deft-climate-politics.html

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    3. Se mi citi uno come Pielke possiamo anche chiudere qui. Anzi, in verità non ho nessun interesse a continuare la conversazione con un denier. Magari ne riparliamo tra un decennio o due.

      Solo una precisazione su quanto affermato dall'IPCC a beneficio dei passanti. Cito sempre dallo stesso Rapporto, qualche rigo prima di quello che hai riportato:

      There is evidence from observations gathered since 1950 of change in some extremes. Confidence in
      observed changes in extremes depends on the quality and quantity of data and the availability of studies
      analyzing these data, which vary across regions and for different extremes. Assigning ‘low confidence’ in
      observed changes in a specific extreme on regional or global scales neither implies nor excludes the
      possibility of changes in this extreme.

      Ricordiamo poi che l'IPCC - pur bollato da alcuni come "catastrofista" - ha sempre assunto una posizione piuttosto cauta, "conservative". Col risultato poi di aver cannato clamorosamente previsioni come quelle sulla fusione dei ghiacci artici...

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    4. Veramente non mi pareva che Roger Pielke Jr fosse uno scettico. Forse lo confondi con il padre. Comunque si, leggo il suo blog e lo trovo interessante, mi piacerebbe sapere perche' dici "uno come Pielke".
      Per quanto riguarda la citazione che aggiungi da SREX, certo, "low confidence in any observed long-term trend" non significa certezza che il trend non ci sia. Pero' credo si possa dire ragionevolmente che, se un incremento degli uragani c'e' stato, deve essere stato al piu' molto piccolo per non risultare in modo evidente in un trend quarantennale. Giusto? Quindi mi pare che si possa almeno dire che un eventuale aumento degli uragani dovrebbe, se anche ci fosse, essere, finora, di entita' piuttosto limitata.

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    5. Caro Udik, come vedi la tua posizione sta diventando di giorno in giorno sempre più disperata. Pensaci sopra, sei ancora in tempo ad accettare l'evidenza.

      A proposito di Pielke Jr., lui è un "mezzo scettico" nel senso che sostiene le teorie scientifiche correnti, almeno di solito. Però cerca di "tenere il piede in due staffe" facendo da sponda anche ai peggiori negazionisti. Questo lo rende un tantino antipatico a molta gente, ma il suo punto di vista spesso merita considerazione

      Roger Pielke padre, invece, è un climatologo di quelli con gli attributi. Non è un negazionista climatico, soltanto ha sostenuto che l'effetto del CO2 sul clima non è così forte come i modelli climatici standard indicano.


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    6. @Udik
      Per esempio:
      http://www.the-scientist.com/?articles.view/articleNo/33084/title/Opinion--Super-Storm-Sandy/
      1) lo stato dell’atmosfera e degli oceani è mutato, a causa degli squilibri nel bilancio dei flussi di energia;
      2) gli eventi meteorologici sono influenzati da un clima mutato perché le condizioni ambientali al contorno nei quali si manifestano sono diverse rispetto a prima, per es. più calde (atmosfera, oceani), più umide (atmosfera), con meno massa glaciale (zone artiche)...
      3) un singolo evento ovviamente non è una conseguenza del cambiamento climatico, ma condizioni climatiche mutate sono in grado di influenzare il modo in cui gli eventi estremi si manifestano.
      È così difficile volerlo vedere?

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    7. @Bardi: da quel che ho capito di Pielke Jr, si fida della valutazione attuale dell'impatto dei gas serra ma cerca di attenersi ai fatti per quanto riguarda gli impatti concreti del riscaldamento (che sono peraltro il suo campo specifico di studi). E i fatti vanno valutati, rigorosamente, per quello che sono, e non in base a chi danno sponda. Quanto a Pielke Sr., sara' anche un climatologo con gli attributi, ma la sua tesi sul cambiamento climatico e' che solo il 30% circa sia dovuto ai gas serra. Non credo di sbagliare se dico che in questo e' perfettamente in linea con altri "negazionisti", che sono di tanti tipi. Alcuni sostengono che le misurazioni delle temperature di superficie risentano, in qualche misura, dell'urbanizzazione spinta dell'ultimo mezzo secolo; altri, come Pielke Sr. e la Curry, che il forcing della CO2 sia piu' basso di quello stimato; altri accettano temperature e forcing ma fanno le pulci alle previsioni delle conseguenze del cambiamento climatico. E siamo di nuovo a Pielke Jr. E' un peccato che queste opinioni variegate e in qualche caso anche autorevoli vengano riunite sotto l'etichetta spregiativa di "negazionismo" invece di essere valutate nel merito.

      @Steph. Quella di Kevin Trenberth e' un'opinione autorevole. Per quanto riguarda la connessione di Sandy con il cambiamento climatico, l'articolo dice:

      "Thus, Sandy was able to pull in more moisture, fueling a stronger storm and magnifying the amount of rainfall by as much as 5 to 10 percent compared with conditions more than 40 years ago."
      e anche:
      "These physical factors associated with human influences on climate likely contribute to more intense and possibly slightly bigger storms with heavier rainfalls. But this is very hard to prove because of the naturally large variability among storms. "

      Ovvero: a causa del cambiamento climatico, Sandy e' stato fra il 5% e il 10% piu' intenso in rapporto a quanto sarebbe stato 40 anni fa, ma questo e' molto difficile da provare.
      I danni provocati da Sandy sono stimati in 50 miliardi di dollari. Secondo Trenberth, e' possibile, ma difficile da provare, che quarant'anni fa il danno economico di Sandy sarebbe stato fra i 45 e 40 miliardi. Certo, cinque o dieci miliardi non sono noccioline, ma fra questo (quand'anche fosse provato) e dire che Sandy e' una conseguenza del cambiamento climatico, ce ne passa. O no?

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    8. Eh... vedi, Udik? Piano piano si cambia registro. Prima il cambiamento climatico era tutto un imbroglio dei climatologi - non era dovuto all'uomo, anzi non esisteva proprio. Ora si comincia a dire, si, certo, esiste. Magari non è tutto dovuto all'uomo, però in parte si.... Insomma, ci stai arrivando. Coraggio! Puoi fare anche di meglio.

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    9. @Udik
      e io che cosa ho scritto? Provo a ripetere il punto 3, magari ti è sfuggito:
      un _singolo evento_ ovviamente non è una conseguenza del cambiamento climatico, ma condizioni climatiche mutate sono in grado di influenzare il modo in cui gli eventi estremi si manifestano.

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    10. La risposta di SkS a Pielke:

      http://www.skepticalscience.com/wsj-sandy-global-warming-asking-right-questions.html

      Tempo perso, immagino...

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    11. @Bardi. Forse e' lei che pensava che gli "scettici" fossero solo esagitati complottisti con cappellini di stagnola in testa. Per quanto mi riguarda cerco di capire i fatti meglio che posso, separandoli dalle congetture e dalle angosce. Sul fatto che ci sia una componente antropica nel riscaldamento globale ho pochi dubbi; ma il "quanto" non e' affatto un aspetto secondario, ma il principale.

      @Steph: non e' quello che hai scritto tu che sto criticando, ma l'insinuazione in testa all'articolo che l'uragano Sandy sia un prodotto del riscaldamento globale. Se mi dici che un singolo evento non puo' essere attribuito al cambiamento climatico, sono d'accordo con te. Se invece mi si fa intendere che Sandy e' la prova del cambiamento climatico, o che sarebbe stato _sostanzialmente_ meno distruttivo in sua assenza (e notare che quan'anche Trenberth avesse ragione sul 5-10%, dice di non poterlo provare), non sono d'accordo.

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    12. @Steph, piccolo addendum. Cosa mi dici di questo passaggio dell'articolo di Hansen:
      "Questo è il mondo che abbiamo cambiato e sul quale ora dobbiamo vivere – il mondo che ha causato l'ondata di calore in Europa nel 2003, che ha ucciso più di 50.000 persone, e la siccità del 2011 in Texas, che ha causato più di 5 miliardi di dollari di danni. Tali eventi, come mostrano i nostri dati, diventeranno anche più frequenti e più gravi."
      Non ti sembra che stia collegando (in modo un po' ambiguo veramente, visto che ovviamente e' sempre e comunque "il mondo" a causare le catastrofi) una serie di singoli eventi al cambiamento climatico?

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    13. @Udik
      Dice esattamente quello che penso io. Ci vedi delle contraddizioni?
      Repetita per la zillionesima volta: "condizioni climatiche mutate sono in grado di influenzare il modo in cui gli eventi estremi si manifestano". I singoli eventi estremi, Udik, ognuno di essi. Ogni evento che sia al limite delle distribuzioni di probabilità di una variabile climatica. E che quindi si verifica raramente, sia nella frequenza, sia nell’intensità, sia nell’estensione geografica, sia nella durata e sia nei tempi in cui si manifesta. Un po' come il doping per prestazioni sportive di punta.

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  2. il 4 agosto a New York questo scienziato profetizzava, meglio ipotizzava l'estremizzazione del clima ed è arrivato proprio lì Sandy con decine di miliardi di danni e decine di morti. Qui nell'alta Toscana anche solo indagando sulle temperature degli ultimi 60 anni i conti non tornano e si nota un aumento delle medie con piccola riduzione delle notturne e grande aumento delle diurne con il fenomeno in forte crescita negli ultimi anni. Senz'altro il BAU finirà non per scelta umana, ma per la forza di madre natura, un pò come Gerico, Sodoma e Gomorra sono finite distrutte per disastri naturali, molto probabilmente causati dal comportamento scellerato degli stessi umani, più che da potenza divina direttamente intervenuta. Che poi è lo stesso, poichè la religione non insegna a non aver cura del creato, mentre purtroppo oggi ho sentito un commentatore religioso inneggiare allo sviluppo, perchè è un freno alla gravità di eventi come Sandy. Che coglione.

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  3. A proposito della ricerca di Hansen sulle temperature, c'è una critica avanzata da John Christy, UAHuntsville, Alabama State Climatologist.
    http://www.drroyspencer.com/2012/08/fun-with-summer-statistics-part-2-the-northern-hemisphere-land/?s=fun
    Mi pare che il nocciolo sia se sia più corretto usare in questo tipo di statistiche, temperature massime o medie.
    Hansen ha usato le medie, ottenendo i risultati di cui parla, Christy le massime, che secondo lui rappresentano meglio l'alterazione data dal cambiamento climatico, è ha ottenuto risultati molto meno eclatanti di quelli di Hansen.
    Magari qualcuno in questo blog può spiegare i termini della questione e chi ha ragione fra Hansen e questo suo collega.

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    1. Alex, si è molto filosofeggiato sulle previsioni di Hansen del 1988. Ma è comunque roba vecchia ormai di un quarto di secolo. Nel complesso, erano previsioni abbastanza buone ma, come dice Hansen stesso, non avevano incluso cose come l'incremento dei fenomeni estremi e l'accelerazione del cambiamento che si sta verificando in questi anni. Non vale più la pena perdere tempo a disquisire sulla bontà dei modelli di 25 anni fa: erano buoni abbastanza per dirci in che direzione andavamo. Siamo stati noi che non ci abbiamo voluto credere. Ora bisogna fare qualcosa, sperando che non sia troppo tardi....

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    2. @alsarago58
      scusi, ma perché usare le Tmax negli USA dovrebbe rappresentare meglio l'alterazione data dal cambiamento climatico invece che le Tmedie globali?
      Delle due l'una: o Christy dormiva durante le lezioni di geografia quando ancora frequentava le scuole dell'obbligo (cosa per me impossibile sa sapere) e in più non ha mai sentito parlare di dimming e brightening (cosa che ritengo improbabile), oppure le sue divertenti osservazioni sono fatte con l'intento (magari neanche troppo casuale) di far intenerire, un po' come quando un padre sorride ad un bambino di 3 anni convinto di averlo battuto nella corsa.
      Propendo per la seconda ipotesi, non so lei.

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    3. Ugo, il mio commento non si riferiva ai modelli del 1988, ma all'ultimo lavoro di Hansen, presentato l'estate scorsa, quello sulla curva delle temperature estive su terra dell'emisfero settentrionale, che non solo si è spostata verso l'estremità "calda", ma si è anche più appiattita (quindi più fenomeni estremi).

      Steph, io non lo so, per questo lo chiedevo a qualcuno più esperto...Il lavoro di Hansen mi aveva colpito per la sua semplicità (solo misure incontestabili di temperatura e risultati altrettanto impressionanti nella loro immediatezza), mi pareva lampante, e mi ha sorpreso che invece fosse criticabile pure quello...

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    4. @alsarago
      ma in principio tutto è criticabile, altrimenti non stiamo parlando di scienza bensì di dogma.
      La critica più seria e interessante che ho letto è quella di tamino.

      In ogni caso: ci sono già molti studi improntati sulla detection di come cambia la distribuzione di probabilità di eventi estemi quali le heatwaves estive. Studi con focus prevalentemente regionale/continentale. Se si mettono assieme, esce un quadro che non si discosta molto da quello rappresentato da Hansen.
      Se viene sul mio blog, ne parlo ad intermittenza e sto preparando un post sul tema.
      Quello che occorre sempre tener presente, in questo specifico caso, è quello che ho scritto prima a Udik. Essere al limite delle distribuzioni di probabilità , per una variabile climatica, significa che un evento si verifica raramente, sia nella frequenza, sia nell’intensità, sia nell’estensione geografica, sia nella durata e sia nei tempi di manifestazione. Il GW cambia ognuno di questi aspetti (cambiando la simmetria nella distribuzione a favore delle code più calde), un po' come il doping per prestazioni sportive di punta.
      Vedi per es. Donat e Alexander 2012 o Della-Marta et al. 2007.

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  4. C'è un proverbio che dice:
    Le chiacchere se le porta via il vento.
    Ma vale anche l'inverso, che tante chiacchere sul cambiamento climatico hanno portato vento da uragani.
    Avessimo dato più convinto ascolto agli avvertimenti lanciati negli anni settanta sui limiti e le conseguenze del nostro agire, ora non dovremmo occuparci pure di questa immensa rogna.
    Ma è iniziata la dittatura planetaria dei fatti.
    E quando sono i fatti a comandare,non resta che obbedire.

    Marco Sclarandis

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  5. Molto ben detto, Marco. Posso postare questo tuo commento?

    U

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  6. Certamente.
    Aggiungo che questa meteo-meta-dittatura planetaria, degna d'un racconto di Kafka, di un Poe e anche di un Verne, mi sta sollevando dalla noia insostenibile di una civiltà che farnetica solo più di pseudofinanza, archeopolitica e di roba,questa nell'accezione verghiana del termine.

    Marco Sclarandis

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  7. ..L'ultimo paragrafo del post è altamente discutibile; criminogeno se fosse riferito alla socialdemocratica Europa; gli Americani vivono per il presente, gli Europei per il passato ; entrambi non bastano ma almeno gli Yankies, se messi alle strette, hanno la frugalità dei pionieri , noi la pesantezza del Barocco siciliano ...Non dico che le strutture europee di trasporto merci e trasmissione energia siano inferiori a quelle dall'altra parte della pozza, tuttaltro, per non parlare della funzinalità delle aree urbane, ma la nostra densità demografica non ci permette una transizione serena: forse armata e centralizzata, nelle migliore delle ipotesi, nella peggiore neofeudale.

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  8. stamattina alle 7 a roma ci stavano 21 gradi C° .......

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  9. @ Scalandris Paolo C

    Appunto lasciamo il catastrofismo ai fanatici e focalizziamoci sui fatti sui dati quelli veri da Srex dell'IPCC:
    nel mondo nessun aumento negli ultimi decenni di uragani cicloni tifoni alluvioni,

    Tutto il resto è bullshift come dice Pielke jr quindi schiccio il famoso bottone rosso delle stronzate climatiche.

    pure la siccità negli USA non ha nulla a che fare con l'AGW
    A proposito delle balle infilate da Hansen nella sua analisi se al posto dei 30 anni freddi di metà 900 avesse fatto il confronto con i 30 anni più caldi del periodo medioevale non avrebbe trovato nessun aumento di eventi estremi caldi

    qui per i non credenti la morte definitiva dell'hockey stick
    http://www.climatemonitor.it/?p=28378#comment-15951

    bisognerebbe informare il Caserini che nel suo libro dedica un capitolo intero a difesa dell’hockey stick di Mann 98 (che abbaglio poverino)
    e pensare che ho raccolto centinaia di insulti su CA su Oca sapiens o dai fascisti serristi di Metonetwork ecc solo per aver dubitato del famigerato Hockey stick

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    1. @Claudio
      Magari dl letame che spargi ne puoi fare un uso più benefico, non credi?

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    2. Claudio, ma dai..... mi sembri sempre di più un personaggio dei fumetti. Ma ti viene naturale o ci studi sopra?

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  10. @Costa
    comunque il periodo medievale durò cento anni più o meno (Dante ma anche autori precedenti parlano di un gran gelo invernale e quindi niente calduccio nel 13° sec..); siamo quindi agli sgoccioli del periodo caldo visto che la T aumenta dagli anni '20..tra poco scopriamo chi ha ragione:).
    Per quanto riguarda la siccità USA dipende (credo sia un'ovvietà) da un cambiamento circolatorio, visto che la climatologia USA è caratterizzata da un'ottima piovosità mostruosamente ben distribuita (ovviamente escluse le aree desertiche del sud-ovest); ora, che questo cambiamento sia dovuto all'AGW speriamo davvero di no..nel frattempo però CO2 e troiai vari (tra cui i metani vari) aumentano..
    un saluto.
    stefano

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  11. @ Stefano

    battuta piuttosto mediocre: sei in calo Steph!

    Lo sai benissimo che prima e dopo il periodo caldo medioevale ci furono il minimo di Oort e poi quello di Wolf... lo sai megio di me.

    e sai pure il perchè Chirsty usa le T max e non le medie: sia perchè lo spiega lo stesso Christy sia perchè già io te lo feci notare. Quindi ti cade la maschera della propaganda! Christy usa le t max proprio perchè solo le max rappresentano il rimescolamento dell'atmosfera e quindi un eventuale effetto serra e(aggiungo io) anche un eventuale dimming da nuvolosità indotta dall'effetto solare indiretto. Usa le T max degli USA ma le confronta con i dati estremi solo USA non globali non fa nessun errore in questo senso, L'analisi non cambierebbe affatto usando T ma globali a confronto con dati sugli eventi estremi globali.

    @ Bardi

    Mi faccia capire bene invece che personaggio è lei.
    Dunque lei crede ad un articoletto senza peer review come questo di Hansen (il guru dei catastrofisti che dice che l'umanità si estinguerà se brucerà tutto il carbone: facendo ridere il mondo intero per la barzelletta) , e non crede all'analisi SREX dell'IPCC che dice inequivocabilmente che non c'è stato nessun aumento di Tifoni, uragani e tornadi
    http://www.climatemonitor.it/?p=24406

    Schiccio the button

    E' un vero scettico lei ...direi un autonomo intellettuale.

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    1. Sei sempre lo stesso, Claudio..... Ma imparerai mai, una buona volta?

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    2. @Claudio
      ma chi o cosa ti fa credere che io so tutte quelle cose che tu reputi che io so?

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  12. Su siccità: qui l'ultima peer review http://www.climatemonitor.it/?p=28447
    cito

    "Se non altro, questi risultati descrivono un debole declino delle siccità meteorologiche per gli ultimi 70 anni."

    non solo nessun aumento di tornadi e di cicloni e di alluvione ma neppure di siccità!

    Siete dei burattini in mano ai guru del catastrofismo, ne siete strumento di amplificazione, e la beffa è che non ve ne rendete manco conto.

    Del resto la storia dell'uomo dimostra che la fede è molto più forte dell'intelligenza, voi siete senza dubbio intelligenti (parlo di Bardi Steph e Paolo C che conosco da anni e non sono ironico) ma l'AGW è una fede troppo forte per le vostre menti ormai imprintate.

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    1. @Claudio
      ma non è solo questione di intelligenza e di fede. È anche questione di conoscenza e di lavoro. Io sono climatologo, ci lavoro da anni e ogni giorno. Non mi permetterei di criticare questioni di zootecnia (per dire) senza prima documentarmi a fondo e forse questo non basterebbe neppure per definire un zootecnico burattinaio in mano ai guru del mercato della carne. Neppure che sia uno strumento di amplificazione di essi. Tantomeno che non si rende conto di ciò che dice e di come lo dice, a tal proposito. Figuriamoci se mi permetterei (sempre sulla base delle mie limitate conoscenze in materia) di definire il nostro ipotetico zootecnico un essere impregnato di fede nel consumo di carne, sempre, comunque e oltre ogni ragionevole dubbio.
      Qui, invece, qualcun altro questo sporco gioco lo fa e questo qualcun altro non sono di certo io.

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    2. Claudio, anch'io ti conosco da anni, ormai. Ma mi sembri sempre di più un bambino di 8 anni che fa le bizze e batte i piedi per terra perché non gli piace la minestra.

      Capisco che la scienza del clima non ti piace perché non ti piacciono le sue conseguenze. Però la devi accettare: è il risultato di decenni di lavoro da parte di migliaia di scienziati; tutte persone competenti che ci hanno dedicato la vita. Di tante cose si può discutere, ma non sta a te rifarla a modo tuo; come vorresti che fosse.

      E' una minestra che devi mangiare, mi dispace.

      Prima o poi, spero che te ne renderai conto anche tu perché anche tu sei una persona intelligente e ci metti anche molta passione su questo argomento. Provaci!



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  13. @ Steph

    sei un climatologo? Definisci climatologo: fai ricerca? lanci modelli climatici?
    Pensavo che tu fossi un insegnante di geografia.
    Cmq ottima risposta stavolta, mi hai girato la frittata, replico a te e al Bardi

    signori avreste ragione se le mie fossero opinioni, invece io cito peer review, e il rapporto SREX che sitetizza centinaia di peer review e i risultato sono:
    nessun auemnto di cicloni, tifoni, alluvioni, e anche siccità.
    Questa è la realtà non è un opinione tutto il resto compreso questo vergognoso articolo di Hansen è solo un modo bieco di speculare sui mortiche ci sono sempre stati ma le cui morti si attribuiscono all'AGW

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    1. Visto che ti piace citare l'IPCC, aspetta di leggere il prossimo Rapporto:

      http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=%2018793

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    2. Claudio
      un climatologo non può fare ricerca e insegnare geografia? O non può insegnare climatologia avendo studiato geoscienze? O...o..?
      Capisco benissimo che oggi, nel mondo di twitter e fb pieno zeppo di espertoni su tutto, la probabilità di incappare in qualcuno che abbia studiato, faccia ricerca, lavori in uno specifico settore sia alquanto bassa. Ma non per questo nulla.

      Nello specifico, vediamo un po'...
      Così a caso, prova a gughelare cercando i CV di Martin Wild, Mark Serreze, David Archer, Richard Alley, Konrad Steffen, Pat Michaels (sì, persino lui, a scanso di equivoci), Harry van Loon, Clara Deser, Ulf Büntgen, Jan Esper, Richard Seager, Heinz Wanner, Thomas Stocker (Co-Chair WGI dell'AR5 dell'IPCC) et c etc etc... e potrei continuare per metri e metri di banda.

      C'è chi arriva alla climatologia attraverso studi nelle scienze dure: fisica, matematica, chimica. Chi direttamente dalla fisica dell'atmosfera, chi dalla geofisica e dallo studio in geoscienze in generale o dalle affini scienze meno dure.
      C'è chi si riqualifica partendo però sempre dalle scienze naturali della terra, anche dalla geografia (che come penso saprai nel mondo non latino, anglosassone e germanico, è soprattutto geografia fisica, sulla tradizione di Von Humboldt).
      C'è chi ci arriva in pochi anni da mondi collaterali (economia, econometria, statistica), con la passione, la curiosità e l'umiltà di imparare connettendo.
      C'è chi ci arriva in pochi anni dagli stessi mondi collaterali di cui sopra con gli interessi di bottega, il dogmatismo e la spocchia di insegnare il mestiere a chi lo sa già fare bene.
      C'è infine chi crede di avvicinarsi alla climatologia utilizzando un quarto d'ora di celebrità sul web che lo portano a credere di saperla lunga, molto più lunga d tutti i precedenti casi elencati. Chiamasi sindrome da Dunning-Kruger. Brutta malattia, tipica dei nostri tempi. Tempi di guarigione previsti inversamente proporzionali al quarto d'ora, dice il medico di campagna.

      In questo, non è che la climatologia sia molto differente da altre discipline scientifiche, forse è la sua trans-disciplinarità a renderla un po' più sexy di altre, o forse perché dice cose un po' tanto scomode. Forse.

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    3. Steph, mi mandi per favore una mail a ugo.bardi(svirgolino)unifi.it. Ti volevo parlare di una cosa che non c'entra con la climatologia. Grazie, ciao.

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    4. Sì, scusami, me ne ero completamente scordato. Che sbadato! E sì che te lo avevo detto a quattr'occhi che l'avrei fatto...;-D

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  14. Claudio, guarda che Steph è proprio un climatologo professionista: ovvero uno che fa ricerca, pubblica, usa modelli e cose del genere.

    Invece, tu non ti rendi conto dei tuoi limiti. Ti deciderai un giorno a crescere?

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  15. nell'ultimo articolo linkato da Costa ad un certo punto si dice: "..se da qualche parte la pioggia aumenta, da qualche altra deve diminuire..".
    Si, come dire..piove all'incirca il 20% meno in Sicilia ma in Scozia piove più o meno il 20% in più..quindi uno a uno e palla al centro.
    Spero solo di aver capito male e che l'articolista intendesse dire altro.
    un saluto.

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    1. In merito alla segnalazione di Costa citata:
      http://climafluttuante.blogspot.ch/2012/10/feedbacks-idrodinamici-iii-forbici.html

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  16. Grazie mille steph per la segnalazione.

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  17. In ordine

    @ Paolo C

    Srex è un rapporto dell'ipcc su quello che è accaduto finora cioè niente! inteso come: aumento di tifoni cicloni e alluvione, su cosa succederà tra 100 anni cioè le famose proiezioni climatiche in base a vari scenari di emissioni possibili, ritengo che finchè non si conoscono le forzanti che hanno guidato il clima del passato anche solo degli ultimi 2000 anni le proiezioni cliamtiche hanpo lo stesso valore degli oroscopi, o se preferiscila stessa efficacia curativa dei fiori di bach.
    Ti ringrazio del link che citerò su CM perchè è patognomonico dell'obiettivo imperante dei rapporti dell'IPCC cioè: far paura, terrorizzare per indurre scelte energetiche e alimentari...e io ho pauraaaaaaa ( come lo direbbe Crozza imitando Conte)

    @ Steph

    però non hai risposto, allora lo faccio io: per me si può definire un climatologo colui che pubblica ricerche riguardanti il clima, in tutte le scienze ( anche in geografia ci mancherebbe) ma non sono d'accordo quelli di CA che si permettono di considerare F prodi, un non climatologo perchè studia le nuvole, Mariani un non climatologo perchè studia la meteorologia legata all'agricoltura ( in realtà anche il paleoclima) Georgiadis un non climatologo perchè studia le T, mentre il Pasini si ritiene climatologo mentre non ritiene tale Mezzasalma di CM che però era suo compagno di corso a fisica dell'atmosfera.

    Steph a me risulti un professore di geografia ed ecologia del turismo in una scuola superiore svizzera e ovviamente metereologo del comitato scientifico di meteonetwork, sicuramente sei molto preparato sul clima, ma sei un climatologo? fai ricerca? hai pubblicato peer review su riviste ISI?
    Dove? io non le trovo

    @ Bardi

    Che lei faccia confusione sul clima è ormai evidente ha scambiato persino Caserini per un climatologo, in questo caso mi sa che scambia i modellli meteo che sicuramente fa correre lo Steph con i modelli climatici. Se Steph ha pubblictao non le sarà difficile fornire i link a queste peer review su riviste ISI.

    @ Sttefano

    e mi sa che hai capito male: quella citata è una domanda retorica che si pone il Guidi. Rivaluta

    @ Steph

    un aumento di calore dell'atlantico porta ad un aumento di cicloni in USA? Quindi Sandy è legato all'AGW perchè era più probabile che accadesse?

    NO! Chi lo dice fa solo speculazione sui morti

    http://www.climatemonitor.it/?p=28468

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    1. Claudio, come al solito cerchi di svicolare tranciando giudizi sugli altri. Per una volta, guarda te stesso!

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    2. @Claudio
      come non ho risposto? Rileggi. E rilassati. Un climatologo, per definizione, è colui che ha un percorso di studio che lo ha portato ad ottenere un Msc in climatologia. Dalla fisica dell'atmosfera, dalla geofisica, dalle geoscienze in generale. Non so, ho come l'impressione che sto parlando da un altro pianeta. Non so cosa ritieni possa essere la climatologia, ho come l'impressione che ci sia una forte barriera culturale, forse il mondo anglosassone (e germanico), in tal senso, fa sì che quando si parli di climatologia la cosa (da molti decenni!) sia acquisita e non ci si faccia troppe seghe mentali a tal proposito come fai tu.
      Ti ho detto che sono climatologo, ho un MSc in Atmospheric and Climate Science all'ETH di Zurigo ottenuto quando forse tu ancora occupavi il tuo tempo con cose che con la climatologia hanno a che fare come i pesci hanno a che fare con le bici. Poi ho continuato a fare ricerca, ottenendo un PhD, sempre all'ETH. Poi ho fatto molte altre cose. Oggi divido il mio tempo fra insegnamento e ricerca, collaboro a vari progetti e programmi di ricerca (il forum che citi non c'entra, in tal senso).
      Ma cosa cambia, per te? Tutti quelli che citi hanno studiato climatologia, hanno avuto percorsi di studio e di ricerca e lavoro analoghi? Hanno pubblicato e pubblicano su riviste ISI etc etc etc? Il sito che continuamente (come un mantra) linki è un sito dove scrivono (oltre ad un zoologo) climatologi che hanno studiato climatologia, hanno avuto percorsi di studio e di ricerca e lavoro analoghi, hanno pubblicato e pubblicano su riviste ISI etc etc etc? Ma fammi il favore, Claudio.

      SREX; evidentemente o non hai letto il rapporto o lo hai capito male o non ce la racconti giusta, as usual.

      Cicloni: quello che ho detto lo riscrivo per la 146esima volta (è così difficile capire questo punto di vista?):
      ● lo stato dell’atmosfera e degli oceani è mutato, a causa degli squilibri nel bilancio dei flussi di energia;
      ● gli eventi meteorologici sono influenzati da un clima mutato perché le condizioni ambientali al contorno nei quali si manifestano sono diverse rispetto a prima, per es. più calde (atmosfera, oceani), più umide (atmosfera), con meno massa glaciale (zone artiche)...
      ● un singolo evento ovviamente non è una conseguenza del cambiamento climatico, ma **condizioni climatiche mutate sono in grado di influenzare il modo in cui gli eventi estremi si manifestano**.

      Dunque: Sandy *non* è (né può essere) conseguenza diretta del GW, ma senz'altro il modo in cui il GW muta le condizioni ambientali fa sì che ci sia un legame indiretto. Il GW amplifica eventi che sono sempre effetti della variabilità naturale, ovviamente (ma perché devo star qui a rimarcare cose talmente ovvie,...?!). Agisce un po' come il doping che permette (ad uno sportivo che ha talento, preparazione, allenamento...) di ottenere prestazioni di punta. Illegalmente. Invece, per quel che riguarda il GW, a quanto pare si continua a tollerare.

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  18. @Costa
    rivaluto certamente..a differenza di qualcuno..
    Una domanda poi..ma Guidi è meteorologo o climatologo?
    grazie.

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  19. @ Steph e Stafano


    Su definizione di climatologo se la tua è : il climatologo è colui che ha una specializzazione o un PhD in climatologia, allora mi sa che su CM non ce ne sono, anche se in diversi hanno pubblicazioni peer review sul clima. ...ma neanche su CA... per lo meno tra chi firma gli articoli. Guidi nuvola ecc sono meteoreologi!
    Ma tu definisci "grande climatologo " anche il Mercalli che da agraria a TO è passato a geografia in Francia, quindi i conti non tornano.

    Su SREX: va beh allora citiamo:
    dal cap 4 di SREX:

    - C’è medium evidence e high agreement che i trend di lungo periodo dei danni normalizzati, non sono stati attribuiti ai cambiamenti climatici naturali o antropici”
    - “La dichiarazione circa l’assenza di trend degli impatti causati dai cambiamenti climatici naturali o antropici vale per le tempeste tropicali ed extratropicali e tornado”
    - “L’assenza di un segnale attribuibile al cambiamento climatico delle perdite vale anche per le perdite da alluvione”

    Sono dati globali!

    Il cap 4 è la conseguenza del cap3 : http://www.ipcc-wg2.gov/SREX/ pg 109

    dove si dice che non c’è fiducia su aumento di : Cicloni tropicali, frequenza e grandezza inondazioni e alluvioni

    Nessun doping niente di niente di niente, anche perchè come ti ho linkato le T dell'atlantico dove è nato Sandy sono stabili da 70 anni.

    "L’uomo non ama il cambiamento, perchè cambiare
    significa guardare in fondo alla propria anima con sincerità
    mettendo in contesa se stessi e la propria vita.
    Bisogna essere coraggiosi per farlo, avere grandi ideali.
    La maggior parte degli uomini preferisce crogiolarsi nella mediocrità e fare del tempo lo stagno della propria esistenza.

    (Erasmo da Rotterdam)

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    1. Bella la citazione, ma a che pro?

      In ordine alle questioni che sollevi:

      - la definizione di climatologo non è mia, ma è ciò che consegue, come ho scritto, a chi ha un Msc ed ev. un PhD in Atmospheric Sciences. C'è chi ci arriva attraverso studi nelle scienze dure, chi direttamente dalla fisica dell'atmosfera, chi dalla geofisica e dallo studio in geoscienze in generale o dalle affini scienze meno dure.
      Che sul sito che linki continuamente come un mantra portafortuna non ci siano o ci siano climatologi non cambia di una virgola e a me francamente non me ne importa proprio. Il blog CA, poi, non capisco cosa c'entri, in questo contesto.
      Meteorologi: ma scusa, ma se ti ho appena detto che un Msc in Atmospheric Sciences è un requisito (non l'unico) per essere definito climatologo, perché mi cadi in una delle più classiche fallacie? Forse coloro che citi come esempio di meteorologi non hanno un Msc in AtmSc? Ma che percorso formativo si deve avere, dalle tue parti, per diventare meteorologo? Ti garantisco che in molti paesi un climatologo ha come minimo competenze in meteorologia, ovvio. Forse che Jakob Bjerknes non le aveva? O Klaus Hasselmann? O lo stesso Pielke sr? Suvvia, dai.
      Mercalli: non lo ho mai definito "grande climatologo", non è altissimo :-D Conosco Luca, conosco la sua preparazione, conosco il suo curriculum, non ci trovo nulla di strano. Come ti ho già detto, il suo è un caso di climatologo derivato da studi in discipline nell'ambito delle geoscienze.

      -SREX: attento a non confondere causa con conseguenza. Danni, impatti, perdite etc etc sono effetti, non cause. Anche a geografia lo si impara.
      Fiducia: sì, ma specifichiamo un po' cosa intende il rapporto IPCC per Confidence. A pag. 21:
      "Confidence in the validity of a finding, based on the type, amount, quality, and consistency of evidence (e.g., mechanistic understanding, theory, data, models, expert judgment) and the degree of agreement. Confidence is expressed qualitatively." (...) "The confidence metric provides a qualitative synthesis of an author team’s judgment about the validity of a finding, as determined through evaluation of evidence and agreement."

      SSTatlantico: ok, ma non è quello che dico io. Ribadisco per la zillionesima volta: un singolo evento (come Sandy) ovviamente non è una conseguenza del GW, ma condizioni climatiche mutate sono in grado di influenzare il modo in cui gli eventi estremi si manifestano. Anche fosse solo per il 10%, lo fa.

      Guarda cosa scrive un grande climatologo, a tal proposito:
      http://www.the-scientist.com/?articles.view/articleNo/33084/title/Opinion--Super-Storm-Sandy/

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  20. @ Steph

    Su citazione: perchè non cambi l'idea che ti sei fatta sulle cause del'AGW indotta dai climatologi negli ultimi decenni malgrado tu sia tra i pochi che possono vedere e sentire tutti i campanelli di allarme sul fatto che l'ipotesi potrebbe essere scorretta, per lo meno nella stima delle forzanti antropiche e conseguentemente nell'efficacia di mitigazione cliamtica con la riduzione delle emissioni.

    su Climatologi: cito CA perchè è Caserini che dice che Prodi non è un climatologo e nemmeno Georgiadis ci hanno fatto un post : "un convegno sul clima senza climatologi"

    su SREX: emmmh guarda Steph che ho citato il cap 4 ma anche il 3. Non c'è nessun aumento nè di numero nè di intensità, nel mondo di : cicloni, tornadi, monsoni, uragani, alluvioni,ecc e quindi nessun aumento dei danni da essi causati se l'analisi è normalizzata.

    su Sandy: ma ti prego Trenebrth colui che ha fatto scappare sdegnato Landsea dall'IPCC proprio perchè voleve inserire a tutti i costi l'aumento degli uragani come messaggio di sicura efficacia per generare pauraaa Solo che sono tutte balle!

    http://www.climatemonitor.it/?p=28512

    vedi quelle di Trenebrth sono opinioni, cioè chiacchere come quelle della munich re ovviamente interessata a creare pauraaa, invece l'analisi di Peilke jr è una peer revie: giudica tu quale sia la più affidabil.
    Tanto lo so che il confronto con me mai ti convincerà non sono un climatologo?
    non sono nemmeno zoologo però, ma zootecnico in realtà: diploma in agraria, laurea in veterinaria e poi vari corsi di suinicoltura, susiatria, mangimistica ecc e adesso sto facendo un corso sulle LCA zootecnio-geniche alla cattolica di PC, ma mi sa che prima o poi mi cacciano per le polemiche: la rigidità mentale però dovrebbe essere antiscientifica. L'impressione che ho è che non sappiano nulla delle contestazioni degli scettici: NULLA!
    Danno per certo che la ghenga di Mann Hansen Jones e Trenberth dica la verità nient'altro che la verità

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    1. Claudio, se proprio vuoi avere l'ultima parola, fa pure. Ma renditi anche conto che stai ripetendo sempre le stesse cose, in aggiunta a spargere insulti a destra e a manca. Ragionaci sopra: cosa speri di ottenere in questo modo?

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    2. Si dà il caso che abbia conosciuto Trenberth. Mi è parsa una persona tutt'altro che chiacchierona e racconta balle. Dal mio punto di vista, obv. Uno che come minimo sa il fatto suo in ambito di AtmSc e in particolare di tropical atm.sc. Uno che fino ad inizio 2011 aveva scritto 47 libri o capitoli di libri, 206 paperi pubblicati (oggi sono di +, obv),23 TN, 119 proceedings o preprints, 73 altri articoli non pr per un totale di quasi 500 pubblicazioni, 15.000 a passa citazioni, un h index di 59... Beh forse la sa abbastanza lunga e approfondita, non credi? Libero di credere a quello che vuoi, ci mancherebbe.

      SREX; non ci siamo ancora. Rileggiti il box citato sulla Confidence . E gli studi in bibliografia, magari non solo le prime righe dell'abstract di uno solo. E in ogni caso, ancora non hai capito quello che ho scritto, vabbé...uno poi perde anche la pazienza. Pazienza.

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  21. non capisco perchè viene valutata la stima dei danni per avvalorare l'ipotesi che un uragano sia più distruttivo oggi di "ieri"..

    ma se l'uragano si abbattesse su un isola disabitata anche di categoria 5 verrebbe menzionato dai media? mi sa di no!

    se non ci fosse stato un incremento di popolazione e di urbanizzazione vedremmo che i danni di oggi, sarebbero stati identici se non minori (grazie alle esperienze acquisite per fronteggiare gli eventi estremi) a quelli di ieri!

    ma allora di cosa parliamo? aria fritta.. no anzi di uragani fritti...

    alex

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