Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 3 aprile 2011

Imbrogliare il genio atomico




Questo film di Walt Disney del 1957 era stato prodotto in parallelo con un libro intitolato "Our friend, the atom." (Il nostro amico atomo). Era stato tradotto in Italiano e mi ricordo benissimo di averlo letto quando avevo, forse, 10 anni. Ancora oggi, un buon mezzo secolo dopo, ho ancora in testa le immagini del libro. Quando penso agli atomi, gli elettroni sono blu e i protoni rossi, come erano disegnati in quel libro.

"Il nostro amico atomo" era pieno di speranza e di ottimismo per la ricchezza e la prosperità che l'era atomica ci avrebbe portato. E' impressionante, oggi, ripensare a quei tempi e rendersi conto di quanto era stato promesso e quanto poco è stato veramente mantenuto.

Andate al minuto 4:40 del film e guardate la storia del pescatore e del genio. Come è stato ingenuo pensare che avremmo potuto imbrogliare la natura così facilmente. Il nostro più grande errore è stato sempre di pensare che siamo più furbi della natura.





Il film mostrato qui sopra è il primo di una serie in cinque parti. Per vedere gli altri clip, andate a http://www1.teachertube.com/ e scrivete "our friend the atom" nella search box. Il Clip n. 5 è particolarmente interessante dato che mostra animazioni dei benefici che ci si aspettava che sarebbero arrivati con l'era atomica. 

* Nota aggiunta posteriormente: ho ritrovato "Il Nostro Amico Atomo", il libro che avevo letto da piccolo. E' datato 1960 e c'è ancora la dedica del mio zio ingegnere che me l'aveva regalato. Ecco una scansione della copertina



Ed ecco una scansione dell'ultima pagina, con le conclusioni:


 

9 commenti:

  1. Interessante la parte, nel filmato 5, in cui ciò che oggi sembrerebbe assolutamente terrorizzante, cioè ingoiare intrugli radioattivi, fosse considerato ai tempi come una modernissima conquista della medicina capace di promettere salute a tutti. Lo iodio, il cobalto, il fosforo radioattivo che si fissa nelle ossa, tutto asservito all'equazione radioattivo = buono. Immagino chicco testa con i goccioloni agli occhi, rivedendosi questi bei filmati.

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  2. @Ugo
    A. Zichichi la pensa ancora come ai tempi di tuo nonno, vedi Il Giornale di oggi

    OT: ho messo il link al grafico, grazie di avermelo ricordato...

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  3. Eh, beh, l'età è quella. I nuclearisti sono quasi tutti più o meno over 65. Persone che si sono formate nel clima intellettuale degli anni 1950. E, come si suol dire, "old dog learns no new trick"

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  4. Ah... vedi anche Veronesi che è over 100, più o meno

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  5. Grazie Ocasapiens... ora ho potuto apprezzare un altro fantastico insieme di incredibili stupidaggini buone negli anni 60 (forse). Zichichi e Veronesi. 190 anni in due.

    AG

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  6. Quel libro lo regalarono anche a me! Eppure sono un pelino più giovane di te. Me lo ricordo benissimo, quando ho visto il titolo del post, ho pensato "che coincidenza". Bel libro. Mi ha stimolato la curiosità di capire, e una volta che ho capito, mi ha permesso di vedere le balle che ci raccontano.

    PS immagino siate a conoscenza di questo...

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  7. Faccio un commento OT e forse un po' controcorrente:
    è il tipico esempio di come è stata interpretata dal potere la "scienza" negli anni 50/60.
    "I sogni dell'uomo diverranno realtà grazie ai nostri intrepidi scienziati che sfidano i misteri del cosmo ... " è falso però mette ottimismo.

    Chi è cresciuto in quegli anni vedeva nei progressi della scienza lo specchio dei propri sforzi per ottenere condizioni di vita migliori per se ed i propri figli a dispetto di guerre, cortine di ferro e catastrofi varie che anche allora impestavano il globo.

    Qualche volta penso che quel mondo sia migliore di quello di oggi così libero ma anche così ... deprimente

    Telegraph Cove

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  8. Forse l'errore o l'ingenuità è stato confondere l'umanità con quei nomi fatti nell'ultima pagina del libro.

    OT che troverete sicuramente interessante, un articolo di Krugman assai poco ingenuo nelle conclusioni:
    http://www.nytimes.com/2011/04/04/opinion/04krugman.html

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  9. La centrale di Marcoule (Francia) inaugurata nel 1958 ha funzionato 40 anni e per almeno 42 dovranno smontarla (che carburante metteranno nei mezzi al lavoro, tra vent'anni quando resterà una sola raffineria in Francia, dovranno spiegarlo), per altro tra grattacapi e dilemmi tecnici impressionanti. E' tra l'altro uno dei pochissimi siti industriali censuratissimi anche su Google, luogo impossibile da fotografare, accessibile solo con controllo di ogni giornalista, etc.
    Il costo dello smantellamento è stato calcolato dalla Corte dei Conti francese ad ALMENO 5,6 MILIARDI di Euro, calcolo di qualche anno fa che non prevedeva i due "spike" inflazionistici record sulle materie prim,e del 2007/8 e del 2010/11...
    E con quali risorse si smantelleranno tutti gli altri reattori e siti di trattamento scorie? La Francia già da anni non ha più un settore privato e rifinanzia le paghe del settore pubblico con altri progetti pagati a debito, con un deficit del budget dello stato impressionante. Quante Libie servono per continuare ad evitare la contaminazione totale del paese?

    Ora abbiamo la certezza che il nucleare è totalmente in perdita, salvo fatte le fatture pagate a progettisti e pochi altri. V
    iene il possente e definitivo dubbio che tutta l'era industriale sia la storia di una misera perdita economica, sociale e culturale. Tutto quel che le macchine ci hanno aiutato a costruire è solo una unica distruzione, se l'unico capitale veramente esistente è quello naturale.

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