Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 22 agosto 2010

Mazza che mazza! L'hockey stick e la sindrome del Gatto Silvestro


Due statistici, McShane e Wyer, si sono impegnati in una nuova ricostruzione dei dati paleoclimatici. Il loro risultato? Grandi discorsi ma sostanzialmente la conferma dei dati esistenti, a parte sostenere che l'incertezza è più grande; come potete vedere nella figura sopra. Ciononostante, questo lavoro sta rinfocolando la polemica sulla "mazza da hockey" che dura ormai da anni. E' una vera ossessione che ricorda quella del gatto Silvestro per il canarino Titti. 



Anni fa, ero impegnato in una faccenda abbastanza astrusa e difficile che era lo studio dello scattering di ioni di bassa energia. La cosa richiedeva il rilevamento di correnti debolissime ed era complessa a sufficienza da rendere significativa la domanda se quello che facevamo aveva senso. Stavamo veramente misurando una corrente di ioni scatterati, oppure stavamo amplificando un rumore di fondo casuale?

Per risolvere la questione, ci impegnammo in un progetto che raccoglieva quasi tutti i laboratori europei che lavoravano in questo campo. Facemmo una serie di misure "round robin" (non so cosa c'entrasse Robin) prendendo gli stessi campioni e misurandoli nei vari laboratori. Cercammo anche di di coinvolgere alcuni statistici con l'idea di quantificare le incertezze della misura analizzando i dati raccolti. I risultati furono nel complesso abbastanza confortanti. Le misure che facevamo erano sensate. Tuttavia, la mia impressione è che tutto l'esercizio - e in particolare l'analisi statistica dei dati - fosse stato abbastanza fine a se stesso..

Che le nostre misure fossero sensate lo sapevamo già prima di fare il "round robin."  Lo sapevamo dal confronto con altri tipi di misura. Era dalla coerenza con tutto quello che si sapeva di scienza delle superfici solide che ci rendevamo conto dell'affidabilità di quello che facevamo. Al contrario, l'analisi dei soli dati di scattering di ioni poteva essere fuorviante: nessun'analisi statistica può rilevare un errore sistematico. Vale il principio di Rumsfeld (per il quale lui sarà ricordato nella storia) degli "unknown unknowns." Il che, tradotto nella pratica delle misure, vuol dire "se il tuo termometro è scalibrato, ti sembrerà sempre di avere la febbre!"





Ora, questi sani principi si applicano al caso del famoso "hockey stick" (la mazza da hockey) apparso alla ribalta per la prima volta nel rapporto IPCC del 2001 a opera di Michael Mann. Si chiama così la ricostruzione delle temperature dei passati 1000 anni, circa, ottenute mediante dati cosiddetti "proxy"; ovvero cercando di stimare le temperature del passato da cose come gli anelli di crescita degli alberi. Secondo i dati di Mann, le temperature degli ultimi decenni mostrano una rapida salita che le ha portate a valori nettamente più alti di qualsiasi valore misurato negli ultimi 1000 anni. Questo risultato è stato poi confermato da un gran numero di studi successivi. Quello che ci dice che queste misure hanno senso è il fatto che misure fatte con "proxy" diversi sono compatibili fra di loro. Inoltre, sono misure compatibili con quelle fatte con termometri in tempi recenti e con tutto quello che sappiamo di scienza del clima.

Tuttavia, sapete certamente della polemica che è nata da alcune analisi statistiche dei dati dell'hockey stick. Se cercate "hockey stick" e "climate" con Google ci troverete 250.000 pagine e vi accorgerete subito di quanto sia rabbiosa la polemica sull'argomento. Si sostiene che l'analisi statistica dimostra che le ricostruzioni paleoclimatiche sono "sbagliate" e che il cosiddetto "periodo medievale caldo" è stato più caldo di quanto Mann è gli altri non abbiano trovato. Da qui, si deduce che il riscaldamento di oggi è di origine naturale e non antropogenica. La faccenda dell'hockey stick si è poi anche intrecciata con quella del "climategate" con Steve McIntyre (un altro statistico) e altri che hanno accusato Michael Mann e gli altri climatologi di aver falsificato i dati per imbrogliare la gente. Queste accuse sono state smentite più di una volta, ma la polemica non si calma.

In questi giorni, la polemica si riaccende con il lavoro di due statistici, McShane e Wyer, che vengono fuori con un ulteriore articolo sulla faccenda. Sono 45 pagine di elucubrazioni, delle quali dirò francamente che uno che non è uno statistico di professione non ne può capire una beneamata mazza (appunto). Comunque, il risultato finale è la figura che vedete in cima a questo post. In sostanza, ritrovano i dati di Mann e degli altri; però con l'anno mille 2-3 decimi di grado più caldo di quanto non trovassero le altre ricostruzioni. Sostengono anche che l'incertezza è molto grande e la quantificano in due "bande" molto ampie intorno ai dati medi. E quindi concludono che - con questa incertezza - non si può veramente dire che le temperature di oggi siano maggiori di quelle del "periodo Medievale caldo".

Di fronte a questa cosa viene veramente voglia di ringraziare la mazza (quell'altra). Non tanto per l'articolo in se di McShane e Wyer, i quali mi sembra abbiano fatto un lavoro onesto, sia pure condito di ragionamenti molto opinabili. Ma per la pura follia di una gran quantità di gente che di statistica non capisce - appunto - una mazza e che però in questo momento è impegnata a proclamare che i risultati dei due tali demoliscono alla base l'idea stessa di riscaldamento globale antropogenico.

E' impressionante come tanti riescano a estrarre un dettaglio da un sistema complesso è su questo si costruiscono la loro personale teoria che contraddice tutto quello che si sa dell'argomento. La scienza del clima comprende un tantino più di cose che il "periodo caldo medievale." Solo l'ultimo rapporto dell'IPCC comprende più di 3000 pagine ed è soltanto un riassunto. Se dovessimo stampare tutto quello che è stato scritto seriamente sul clima, faremmo milioni di pagine. La temperatura dell'anno 1000 è un elemento infinitesimale di tutta la faccenda.

Ripeto: la mazza da hockey NON è la scienza del clima e la scienza del clima NON è basata sulla mazza da hockey. Possiamo buttar via tutti i dati paleoclimatici degli ultimi 1000 anni e ammazzare Michael Mann e gli altri (come qualcuno ha proposto di fare). E questo non cambierebbe una virgola alla scienza del clima.

Ma, io credo che le ricostruzioni paleoclimatiche siano un utile dato che ha il suo posto nel contesto della scienza del clima. In effetti, i risultati di McShane e Wyer, se analizzati correttamente, danno ragione ai climatologi e non ai loro denigratori. Notate un paio di cose:

1) L'unico modo serio in cui i dati paleoclimatici potrebbero falsificare la teoria alla base del concetto di global warming antropogenico è se trovassimo che nel passato ci sono stati degli aumenti di temperatura comparabili a quelli odierni, senza però che li possano attribuire ai combustibili fossili. E l'analisi di McShane e Wyer ci dice che non è così. Ammesso che la loro ricostruzione sia quella giusta, l'hockey stick rimane vivo e vegeto a mostrare l'impennata delle temperature odierna, ma non mostra niente di simile nel passato. Se poi è vero che l'incertezza è così ampia come dicono, allora non possiamo certamente dire che il periodo caldo medievale è stato più caldo di oggi; potremmo dire altrettanto bene che era più freddo. Di conseguenza, i dati non possono comunque essere usati per falsificare il concetto di riscaldamento globale antropogenico.

2) L'altro modo (non serio) in cui si negava il concetto di riscaldamento antropogenico era con il discorso della falsificazione volontaria dei dati da parte dei climatologi. Ebbene, anche qui McShane e Wyer ci dicono che non c'è stata nessuna falsificazione. I dati erano giusti dato che loro li hanno analizzati senza trovare nessuna delle inconsistenze che verrebbero fuori se i dati fossero stati manipolati.


Diavolo, ci vuole anche un po' di buon senso in queste cose. Se questi metodi fossero stati applicati alla mela di Newton, qui saremmo ancora a discutere di sfere di cristallo. Questa fissazione con la mazza da hockey ha dei tratti maniacali - da sindrome del Gatto Silvestro.

17 commenti:

  1. Ma scusa, non sai che stiamo ficcandoci in un'era glaciale che arriverà nel 2020, e che gli astronomi, in combutta con le compagnie che assicurano i satelliti contro le tempeste solari, stanno nascondendo il fatto che il Sole non ha macchie solari?

    Scherzi a parte (ma non troppo), credo bene ci sia una fissazione contro l'AGW. Le brutte notizie non sono mai benvenute, e il metodo Breznev per far ripartire i treni guasti ("Tutti i passeggeri ripetano: Il treno si sta muovendo") è sempre stato il più popolare per risolvere i problemi antipatici.

    Mi sembra poi che il grafico indichi per oggi una temperatura di +0,3 gradi, invece dei +0.9 di HAD-CRU. Come lo giustificano?

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  2. Se non erro, esiste ancora uno sparuto gruppo di persone che ancora oggi, nell'epoca dei satelliti, dei voli intercontinentali e dei GPS, sostiene che la terra e' piatta e che tutto e' un imbroglio dei governi per tenerci all'oscuro.

    Il problema e' appunto che c'e' troppa emotivita' in questo discorso del Global Warming, e dall'emotivita' non nasce la scienza, ma la fede ( e la sua forma deteriore, che e' il fanatismo).

    Ma, per fortuna, tutte queste chiacchiere, sebbene dannose e fastidiose, mancano della forza incoercibile della verita'.
    Siccome confidiamo che esista un unica verita', questa puo' rivelarsi solo quando viene cercata onestamente.

    Certo, molti di coloro che si oppongono al concetto di Global Warming pensano di farlo onestamente, ma non altrettanto onestamente ammettono di non essere competenti.

    Seguendo questo schema, allora dovremmo far fare i ponti ai medici, le operazioni chirurgiche agli architetti, far riparate il motore dell'auto ai giardinieri e far fare le potature ai meccanici!

    Ho come l'impressione che il tasso di riuscita delle varie attivita' sarebbe un tantino inferiore, e forse, dico forse, temo che un Costa qualsiasi farebbe una certa resistenza a farsi operare da un architetto o un panettiere.

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  3. Ugo! Ma è ormai chiaro che è nata una nuova scienza!
    Quella vecchia, si fa per dire visto che non ha ancora compiuto due secoli di vita si chiama "CLIMATOLOGIA" e studia le cause e le leggi che determinano il clima planetario.I suoi studiosi sono un manipolo di monomaniaci, che a causa della intrinseca osticità della materia studiata, non possono, neanche volendo, interessarsi d'altro.E infatti non sono capaci di convincere definitivamente le folle oceaniche della bontà delle loro previsioni.Non possono mica mettersi a studiare anche marketing, psicologia, e magari anche fare qualche stage di espressione teatrale.Se lo facessero, se ne vedrebbero i risultati, perbacco! anzi, per Giove pluvio!.
    La CLIMATOLOGIA dunque è destinata a fare la fine dell'araldica, della filologia romanza, e discipline di questa risma, che come è noto, occupano un infimo spazio nelle conversazioni della gente.
    Invece, la "CLIMATEOLOGIA", quasi ma solo quasi identica, sia nellla pronuncia che nella grafia,è ben altra cosa.
    Deriva direttamente e paradossalmente da fatti antichissimi come "IL diluvio Universale", che come tutti sanno da millenni, è avvenuto esattamente come è stato descritto in un famoso capitolo della Bibbia.A differenza della sua gemella dizigotica però, si fonda su di una incrollabile fede in due dogmi granitici:

    IL clima Terrestre,da quando c'è l'Uomo, non è mai cambiato granchè.

    Se anche fosse cambiato granchè, allora non è a causa dell'Uomo.

    Ergo, il cambiamento climatico globale, quand'anche dovesse manifestarsi, e sopratutto se dovesse accadere all'improvviso, non può che avere un'origine soprannaturale.
    Concludendo, la fede di miliardi di persone, alimentata da incessanti preghiere affinchè si possa continuare a vivere come sempre abbiamo fatto,solo questa è utile a sondare i misteri del METEOROLOGO SUPREMO.
    Il resto, sono solo chiaccheche che la brezza si porta via.

    Marco Sclarandis.

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  4. Ho dato una letta ad articolo e materiale collegato.

    Qualche osservazione sensata si ritrova a questo commento nel blog di McIntyre:
    http://climateaudit.org/2010/08/14/mcshane-and-wyner-2010/#comment-239402

    Gli autori hanno usato un metodo statistico "Lasso" (è una sigla per "least angle" e qualcos'altro, ma suona come il lazo dei cow boys) per ricavare un sistema (regressione) in grado di determinare la temperatura passata della Terra partendo da "proxies". I proxies sono cose come lo spessore degli anelli degli alberi, depositi sul fondo dei laghi, ecc.

    Quel che si vuol trovare è una serie di coefficienti per ciascun proxy. Moltiplichi ogni proxy per il suo coefficiente, sommi il tutto ed ottieni la temperatura relativa a quell'anno.

    I problemi sono due: trovare i coefficienti in modo che la formula funzioni, e determinare quanto buona è la stima di temperatura che ottieni.

    Per trovare i coefficienti, usi i 140 anni per cui sai qual'è la temperatura vera. Ma ci sono oltre 1000 proxies, e determinare 1000 coefficienti con 140 punti sperimentali è impossibile. Il metodo "Lasso" ci riesce scartando la maggior parte dei proxies (mettendo il coefficiente pari a zero), il che è un'ottima cosa se sai già che hai pochi proxies buoni e tanti cattivi. Ma nel nostro caso hai tanti proxies "rumorosi", ma tutti buoni uguali: se ne butti via 9 decimi ottieni semplicemente una stima di temperatura che dipende in modo drammatico a quel che è successo in quel particolare lago o un quel particolare bosco che hai considerato, ignorando il resto.

    La tecnica usata da Mann è molto differente: si guarda la parte di variazione che varia "più insieme" tra tutti i proxies, tirando fuori pochi (5-10) "componenti principali". Quindi si usa questi come "proxies robusti" che si va a calibrare con le temperature misurate. Guarda caso riescono a trovare l'Hockey Stick già con un solo "componente principale", e con una decina praticamente ripetono il lavoro di Mann (magari con un periodo caldo medioevale un po' più forte).

    In entrambi i casi per valutare quanto è buono il risultato provi a escludere 30 anni dei tuoi 120 e vedi se la regressione ti ritrova i dati di temperatura che non hai usato. Oppure ti inventi proxies finti, di numeri tirati a caso, e vedi cosa esce.

    Quindi riassumendo l'articolo si può dire che gli autori dimostrano che:
    - devi tenere tutti i proxies, restringendo la scelta a pochi proxies il tutto è troppo rumoroso
    - il metodo "Lasso" non funziona per questo problema (ma magari un tentativo andava fatto)
    - usando metodi più sensati (come quelli già usati) si ritrova l'hockey stick

    Quel che dicono loro nelle conclusioni e:
    - il tutto è troppo rumoroso, non si cava un ragno dal buco

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  5. Si, queste erano anche le mie conclusioni, anche se non mi ero addentrato nei dettagli. Da quello che scrivono nell'introduzione e nella conclusione, sono smaccatamente di parte, ovvero negazionisti. Ma il lavoro l'hanno fatto decentemente bene; senza imbrogliare.

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  6. @Gianni C.
    "non si cava un ragno dal buco"
    per forza, trattano le proxy come se fossero tutte uguali!

    @Ugo
    più che negazionisti, direi ignari di clima. Ripetono le imbeccate, elogiano McIntyre/McKitrick ma siccome non imbrogliano, ma il loro risultato dice che McIntyre/MCK hanno sbagliato, il backcast elimina il periodo caldo medievale, il forecast è un disastro e l'AGW c'è con probabilità dell'80%. E alla fine dicono pure che la mazza è un dettaglio.
    Veri scettici?

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  7. A Gianni e a Ugo, alle ore 22,35 e 22,55.
    Riuscite ad immaginarvi un Angela, un Cecchi-Paone o un Giacobbo che vogliano in prima serata a RAI 1 spiegare le ragioni dei climatologi, sia pro sia contro il riscaldamento globale antropico?
    Senza fare uso neanche di un concetto matematico, che oltrepassi quelli insiti nelle quattro operazioni?
    A proposito, in fondo, le operazioni fondamentali non sono solo l'addizione e la sottrazione, e queste non sono solo un unico concetto distinto in due operazioni identiche ma simmetriche?
    Io ci ho provato con un esperimento mentalmediatico e sono giunto ad una conclusione: Seppoffà.(epressione idiomatica nazionalpopolare).
    Ma alla fine, passato il divertimento, chi ha capito ha capito, chi no,no e scurdammoce gli uragani.Però.Chissà come mai la gente non si chiede come mai i cellulari o internet funzionino,li usa e li abusa, e se qualcuno dicesse loro che è tutto in imbroglio planetario dove tutti quanti siamo stati ipnotizzati al fine di usare delle tecniche che invece d'essere elettrotecniche ed elettroniche sono parapsicologiche, come la telepatia?.
    Il motivo c'è, e non è neanche attribuibile ad un qualche mistero glorioso.
    Il clima è semplicemente troppo.
    In complessità,potenza,importanza,onnipresenza.
    Voler comprendere il clima è roba da missionari, da condottieri, non da intorpiditi consumatori.
    Magari mi sbaglio, ma con errori miei.

    Marco Sclarandis.

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  8. Concordo con Marco. Se non credi ai satelliti di Giove, ti prendi un binocolo e te ne stai lì a osservare finché non ti convinci. Ma se non credi a quanto dicono i climatologi, che fai? Ti metti a carotare sonde al polo sud, farci le analisi chimiche e fisiche, ridurre i dati, fare i modelli software, ti compri un paio di Cray per farli girare, controlli e ricontrolli tutto? (Certo, la falsificabilità del GW e dell'AGW sarà garantita col tempo, ma noi di tempo non ne abbiamo)

    in aggiunta alle osservazioni di Gianni sul paper, riferisco un paio di cose trovate sui siti anglofoni:

    1) I due si sarebbero dimenticati di tenere conto della sfericità della Terra, cosa che spiegherebbe la pendenza poco credibile da loro ottenuta (fonte).
    2) Siccome non c'è alcuna valutazione "fisica" della qualità dei proxy, ma solo una valutazione statistica, il "backcast" viene effettuato mediando tante diverse curve, magari molto disomogenee tra di loro. Il risultato è una funzione quasi lineare, ma non è detto che sia rappresentativa (punto 2 di questo intervento). La cosa dovrebbe far rattristare i negazionisti, visto che praticamente ammazza LIA e soprattutto MWP (fonte).

    Poi un paio di mie osservazioni personali:
    a) da quando un paper scientifico mette tra le referenze film e documentari? Più in generale, pare a me o introduzione e conclusione con il nocciolo c'entrano come i cavoli a merenda?
    b) se questi due statistici avessero ragione, che fine farebbe la paleoclimatologia? In sostanza stanno dicendo che misurare le temperature di sei secoli fa è scientifico come guardare le forme delle nuvole o i test di Rorschach. A me sembra un po' eccessivo.
    c) comunque il grafico, a parte che essere un po' inclinato verso il basso e più "liscio", è sostanzialmente sempre un hockey stick. E comunque le temperature di adesso risaltano in maniera nettissima.

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  9. Ah, una domanda scema: ma cosa intendono gli anglofoni per "proxy PC"? Un set di proxy?

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  10. Citare film e documentari è possibile anche in un articolo "serio", ammesso che ci sia uno scopo serio. Ma qui, in effetti, l'introduzione che scrivono questi qui è indegna di un articolo scientifico - smaccatamente di parte; fuori dalle qualifiche degli autori e dal tema dell'articolo. Se fanno un articolo scientifico, scrivano cose scientifiche. Poi, le chiacchere da raccontare a quelli che loro definiscono "populace", le vadano a scrivere da qualche altra parte.

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  11. La questione del clima mi sembra sempre più appartenere alla categoria delle cose indecidibili.Che è cosa diversa da quelle inconoscibili.Oltretutto, quand'anche scoprissimo come modificare scientificamente il clima, si aprirebbe un vaso di Pandora su chi ,come ,dove e quando dovrebbe e potrebbe agire.
    Alla fine dei conti, non è più semplice adattarsi astutamente come da millenni abbiamo fatto, al clima stesso?
    Anche i condizionatori possono esssere ammessi, ma se funzionano ad energia carbofossile, si sbatte fuori il problema dalla finestra per ritrovarcelo a rientrare dalla porta.Letteralmente parlando.......
    E le stesse energie rinnovabili, non sono completamente esenti dalle controindicazioni possedute da quelle esauribili.
    Il fatto che siano diluite, per esempio, implica un uso del territorio che va attentamente valutato.
    Più energia, più desideri, più desideri, più energia.E' una retroazione che ormai abbiamo visto a che cosa può portare.
    Bisogna saper scegliere, e da lì che nasce la soddisfazione.

    Per fortuna, le energie esauribili sono, appunto, esauribili.
    E quelle rinnovabili, rinnovabili, ma non gratuite.
    Quindi, più presto che tardi, le cose s'aggiusteranno da sole.
    Anche se è sempre più probabile che sceglieremo di pagare il prezzo più alto per la merce che c'è sempre stata data in offerta speciale.

    Marco Sclarandis.

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  12. @markogts
    Per niente scema. Le PC - componenti principali - saltano fuori da un trucco matematico*: ci metti un sacco di variabili correlate (nel clima, lo sono un po' tutte) e ne tiri fuori la manciata di variabili sottostanti, non correlate. Sono proxy - per procura, vicarie - se non vengono da misure dirette, della temperatura metti, ma permettono di dedurla: carote di ghiaccio o di sedimenti, stalagmiti, rocce, alberi, pollini, coralli ecc.

    Alcune sono molto affidabili, metto un esempio da me, per non abusare dell'ospitalità di Ugo.

    * la voce wiki - Analisi delle componenti principali - è fatta bene, mi sembra.

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  13. Sono uno di quegli incompetenti di cui si parla nei commenti al post. La mia unica colpa è quella di voler capire cosa sta succedendo al nostro pianeta. Da alcuni mesi girovago nei vari siti che si occupano di climatologia, AGW e via cantando (questo sito, climalteranti, NIA, climatemonitor, ecc.). Non nascondo la mia delusione. Ho assistito, il più delle volte, a stucchevoli scambi di "complimenti" tra i vari commentatori dei post pubblicati. Un povero diavolo che volesse rendersi conto di quel che sta accadendo che deve fare? CREDERE ED OBBEDIRE? Chi sostiene l'AGW definisce ignorante e "NEGAZIONISTA" al soldo dei petrolieri chiunque solleva un flebile dubbio circa l'origine antropica del riscaldamento globale. Viceversa chi sostiene che il GW sia di origine naturale definisce ignorante, imbroglione, complottista e "SERRISTA" colui che attribuisce l'incremento delle temperature globali alla responsabilità dell'uomo. Io non sono uno scienziato ma un modesto laureato in ingegneria che per sbarcare il lunario insegna fisica e matematica nelle scuole superiori. Ai miei alunni cerco di spiegare che, in ambito scientifico, tutto è opinabile se non supera il rigoroso esame del metodo scientifico sperimentale di galileiana memoria. In questo campo (climatologico, intendo) mi sembra che più del metodo scientifico sperimentale valgano le tesi di chi riesce ad avere più consenso e la falsificazione di una teoria per accertarne la veridicità è ancora un obiettivo molto lontano da raggiungere. Mi sembra che, da un lato e dall'altro, di dati certi ed incontrovertibili se ne vedano pochi e ogni "contendente", più che giustificare le sue tesi, sembra preoccuparsi molto di più di demonizzare l'avversario. In altre parole da un lato mi si dice che, per il principio di precauzione, visto che siamo ignoranti dobbiamo ridurre il consumo di combustibili fossili in quanto essi creano CO2 che potrebbe essere la forzante decisiva nel determinare il GW. Dall'altro si replica che, poiché siamo ignoranti, non possiamo attribuire alla CO2 il riscaldamento globale per cui dobbiamo individuare il vero "nemico" per poterlo affrontare meglio. Con queste premesse noi dovremmo organizzare dei talk-show televisivi per parlare alla gente e convincerla? Ho dei serissimi dubbi in proposito. Il caso semplice dei cfc e del buco dell'ozono richiese anni ed anni di discussioni. Come si fa a spiegare alla casalinga che farebbe bene a lavare i piatti a mano e con l'acqua fredda perchè usando l'acqua calda e la lavastoviglie corre il rischio, forse, di far aumentare di qualche decimo di grado le temperature globali? Riuscirebbe a convincerla la considerazione che l'IPCC ha pubblicato TREMILA pagine di riassunto per supportare questa tesi? Non credo.
    Il semplice fatto che ben TREMILA pagine sono state necessarie per riassumere le pezze d'appoggio di una tesi dimostra che .... la tesi è debole.
    Concordo con il dott. Marco Sclarandis: visto che la questione, allo stato dei fatti, è indecidibile non si può far altro che attendere. Prima o poi le fonti di energia fossile si esauriranno o diventeranno poco competitive economicamente e il problema si risolverà da solo. Sono un fatalista incosciente? Forse. Più probabilmente sono uno che di fronte ad un problema indecidibile decide di attendere lo sviluppo degli eventi. Magra consolazione dopo aver perso mesi nel vano tentativo di capirci qualcosa di più.

    P.S. se invece di insultarvi a vicenda provaste a discutere, scendendo dalle rispettive cattedre, e unendo le forze per capire meglio il fenomeno clima anche alla luce delle osservazioni di chi la pensa diversamente, credo che si otterrebbe qualche risultato in più.
    Donato Barone

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  14. Caro Barone, questo tuo sfogo lo capisco perfettamente. Evidentemente sei piombato in questa discussione e ti sei trovato perso sui dettagli di questa faccenda astrusa della "mazza da hockey".

    Per prima cosa, ti vorrei dire di non preoccuparti troppo di questi dettagli; è una roba da specialisti; ovvero da due tipi di specialisti: gli specialisti di paleoclimatologia che ci hanno lavorato sopra per costruirla e gli specialisti della disinformazione che ci hanno lavorato sopra per distruggerla.

    Ma - come dico nel post - la scienza del clima non è la mazza da hockey e la mazza da hockey non è la scienza del clima. Inoltre, "Cassandra" non è un blog dedicato a insegnare la scienza del clima - qui si discute di comunicazione scientifica; che è un'altra cosa. In altre parole, Cassandra è un blog pensato per persone che sanno già - più o meno - di cosa si parla.

    Cercare di capire le basi della scienza del clima dai blog o da youtube è senza speranza - si fa solo confusione. E' come se uno che non ha mai studiato ingegneria pretendesse di imparare come si programma un sistema operativo per computer studiandosi un manuale per specialisti. Non potrebbe mai funzionare (e altro che tremila pagine per descrivere il "core" di unix o di windows)

    Ancora una volta mi rendo conto di come manchi su internet una spiegazione chiara in italiano delle basi della scienza del clima alla quale possiamo rimandare quelli che sono giustamente perplessi.

    Purtroppo, di fronte allo spezzettamento delle informazioni che è tipico di internet, l'impressione per chi piomba sul dibattito senza avere una base precedente è quella di una diatriba calcistica, stile "il processo del Lunedi'".

    Ripeto che lo capisco benissimo, ma chi legge dovrebbe anche capire che la scienza non si impara dai blog o da youtube. Ci vuole un po' di lavoro e anche un po' di discernimento per scegliere i testi da cui partire.

    Purtroppo, è vero anche che in Italiano c'è benpoco materiale dal quale imparare la scienza del clima. Io credo che il tuo messaggio, insieme ad altri che ho ricevuto, deve stimolare la comunità degli scienziati a fare qualcosa di più (molto di più) che pubblicare i loro lavori specializzati su riviste che non sono accessibili al pubblico. Bisogna che gli scienziati capiscano che la fuori ci sono persone intelligenti e preparate che vogliono sapere come stanno le cose, ma non lo possono fare perchè mancano gli strumenti sul web per farlo. E questi strumenti li devono creare gli scienziati; altrimenti chi?

    Quindi, grazie per questo commento - vedremo di lavorarci sopra.

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  15. Cercare di capire le basi della scienza del clima dai blog o da youtube

    Dissento: ci sono dei siti (inglesi) di ottima fattura. Io cominciai con how to talk to a climate skeptic. E ce ne sono altri la fuori, come real climate, skepticalscience, quest'ultimo addirittura con risposte "a due livelli", semplice e intermedio, alle tipiche domande. Senza dimenticare naturalmente i documenti dell'IPCC, tutti disponibili in rete (in fin dei conti, l'IPCC è fatto per parlare ai politici, quindi non dovrebbe essere scritto in "scientifichese").

    Il problema, semmai, è l'approccio cerchiobottista (tipica fallacia "la verità sta nel mezzo"): una volta che mi trovo uno, due tre siti che mi smontano il 99% delle tipiche "misconceptions" pompate da certi personaggi, io francamente mi permetto di rilassarmi. Se uno ancora vuole avere dei dubbi, dopo essersi letto quei siti e quelle fonti, allora il problema è suo, e nessun sito, rivista, conferenza potrà mai fargli cambiare idea, resterà arroccato sulle tre scimmiette del negazionista: "Climate change isn’t happening; if it is happening, it’s not our fault; if it is happening and it is our fault, it’s not a bad thing."

    Ora vorrei rispondere anche a Barone, che sento vicino in quanto a) insegnante (io lo fui per un breve periodo e mi piacque molto, escluso naturalmente il lato economico), quindi fra le persone a cui più dobbiamo nella società, dopo medici e vigili del fuoco, e b) ingegnere come me. Mi dica Ugo se questo dialogo è OT, nel caso lo ospito sul mio blog (qui faccio prima).

    Chi sostiene l'AGW definisce ignorante e "NEGAZIONISTA" al soldo dei petrolieri

    Credo che Ugo ne abbia già parlato in altri post. Io sono convinto che il grosso dei "negazionisti" sia spinto da motivazioni "oneste", anche se c'è sicuramente un bias di partenza di cui è peccato grave non rendersi conto. Però indubbiamente c'è una lobby organizzata di negazionisti pagati e corrotti che tira le fila.

    [continua]

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  16. [continua]

    chiunque solleva un flebile dubbio circa l'origine antropica del riscaldamento globale.

    Ci sono diverse FAQ sui "flebili dubbi". Se uno mi venisse qua dicendo "l'AGW è una cazzata perché anche Marte si sta scaldando", lo manderei a quel paese senza troppi complimenti. Uno deve anche prendersi la briga di verificare da solo le informazioni, prima di partire lancia in resta.

    mi sembra che più del metodo scientifico sperimentale valgano le tesi di chi riesce ad avere più consenso e la falsificazione di una teoria per accertarne la veridicità è ancora un obiettivo molto lontano da raggiungere.

    Hmmm... Ti punto una pistola alla testa. Tu sai che la teoria della chimica dice che l'esplosivo aumenterà di volume, la teoria della termodinamica dice che esso farà un lavoro sul proiettile e gli aumenterà l'energia cinetica, la teoria della dinamica dice che questo si dirigerà sulla tua tempia. Sai che un proiettile alla tempia fa brutte cose. Che fai, aspetti di vedere l'esperimento che falsifichi tutte queste teorie?

    Fuor di metafora, i meccanismi del riscaldamento globale sono compresi abbastanza bene (consiglio a te e a tutti di leggersi questo breve trattato sulla storia della scienza del riscaldamento globale, secondo me molto interessante). I dati che fittano in questa teoria ci sono, anche se le barre di errore possono essere ampie. Che facciamo, aspettiamo, sapendo per certo dai dati storici che la CO2 non torna indietro tanto facilmente?

    Mi sembra che, da un lato e dall'altro, di dati certi ed incontrovertibili se ne vedano pochi

    Il Vostok Ice Core ti sembra poco? Le abbondanze isotopiche della CO2 (che dimostrano la provenienza antropogenica della CO2 in eccesso) ti sembrano poco? Il fatto che il passaggio a Nord Est, mentre scriviamo, è libero dai ghiacci, e che le marine di mezzo mondo si preparano a una guerra artica (alla faccia dei feedback positivi!) ti sembra poco? E nota bene che ho evitato di parlarti di hokey stick, eventi meteo eccezionali e altri dettagli che chi vuole può fraintendere.

    In altre parole da un lato mi si dice che, per il principio di precauzione, visto che siamo ignoranti dobbiamo ridurre il consumo di combustibili fossili in quanto essi creano CO2 che potrebbe essere la forzante decisiva nel determinare il GW

    Se mi avessero detto che la riduzione del CO2 si basa sul principio di precauzione, avrei già smesso di crederci. Il principio di precauzione è quella follia ascientifica che alcuni esaltati usano per cercare di vietarci l'uso di onde radio e OGM. Non mi sembra il caso dell'AGW. Si sa benissimo, altro che ignoranza, che ad ogni raddoppio di CO2 si ha un aumento della temperatura di 3K. Non si sa bene come questo aumento di temperatura si manifesterà (livello dei mari? carestie? incendi delle torbiere russe?) ma il legame tra CO2 e temperatura è certo.

    [continua]

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  17. Come si fa a spiegare alla casalinga che farebbe bene a lavare i piatti a mano e con l'acqua fredda perchè usando l'acqua calda e la lavastoviglie

    A dire il vero è la lavastoviglie che è più efficiente del lavaggio a mano. Provare per credere. Con l'acqua fredda, poi, temo che avresti bisogno di quantità disastrose di detersivo. Questo è un esempio paradigmatico del terrore che ci tiene abbrancati al "business as usual": chi lo dice che una vita a bassa CO2 debba essere scomoda? Io ho isolato la casa, l'anno scorso: ebbene, non solo risparmio tantissimo combustibile, ma la casa è molto più confortevole! Ovviamente non tutti i casi sono così "win-win", ma qui nessuno sta dicendo che dobbiamo tornare nelle caverne.

    Prima o poi le fonti di energia fossile si esauriranno o diventeranno poco competitive economicamente e il problema si risolverà da solo.

    Abbiamo già affrontato questo argomento e la cosa è più tragica di quello che sembra. Presente il carbone fossile?

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