Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 25 luglio 2010

Knorr non è un dado per il brodo: ancora imbrogli sulla concentrazione del CO2

Wolfgang Knorr ha pubblicato di recente un articolo che alcuni hanno interpretato come demolizione totale della scienza del clima. Putroppo per loro, avrebbero potuto altrettanto bene sostenere che il Dr. Knorr è un dado per il brodo: il suo articolo non dice assolutamente le cose che alcuni ci hanno visto dentro. Il problema è che la scienza del clima è di una vastità immensa e per chi vuol fare disinformazione è facile attaccarsi anche alle più piccole ambiguità. Quindi, non bisogna trascurare niente, bisogna stare attentissimi: ci sarà sempre qualcuno che - per imbecillità o malafede - cerca di imbrogliarci.


E' una tranquilla serata di Luglio; gran caldo e mi metto a vagare su internet. Cerco su google le parole "climate hoax." E' un esercizio interessante: non sai mai che cosa ci trovi, e spesso trovi delle cose che vanno dall'esilarante al deprimente. Stavolta, arrivo a un sito che si chiama "hockeyschtick" che distorce la parola "hockey stick", la "mazza da hockey" di Michael Mann, ovvero quella ricostruzione delle temperature dei passati 1000 anni che i negazionisti continuano pervicacemente a dare per "sbagliata" nonostante le centinaia di dimostrazioni che invece è giusta.

Mi scorro "hocheySchtick" per curiosità. Ci si trovano le solite fesserie dei negazionisti: la temperatura non si alza, i ghiacci polari non calano, gli orsi polari nuotano allegramente, eccetera, eccetera.

A un certo punto, però, faccio un salto sulla sedia. Trovo scritto:

No rise of CO2 fraction over past 160 years

Research just published in Geophysical Research Letters
To assess whether the airborne fraction is indeed increasing, Wolfgang Knorr of the Department of Earth Sciences at the University of Bristol reanalyzed available atmospheric carbon dioxide and emissions data since 1850 and considers the uncertainties in the data. In contradiction to some recent studies, he finds that the airborne fraction of carbon dioxide has not increased either during the past 150 years or during the most recent five decades

Cioè, secondo loro Knorr avrebbe trovato che il CO2 nell'atmosfera ("the airborne fraction") non è aumentato negli ultimi 150 anni. Al primo colpo, sembrerebbe che ci sono solo sono due possibilità: o questo sig. Knorr è un dado per il brodo, ovvero ha fatto un gran minestrone e ha sbagliato tutto, oppure è la scienza del clima a essere tutta sbagliata.

Guardo un po' meglio e trovo che l'articolo è stato pubblicato su una rivista seria (geophysical research letters). Possibile che non abbia causato una rivoluzione nella scienza climatica? Vado a cercarmi il riferimento originale, che trovo a questo link (credo che sia "free access"). Mi bastano 30 secondi di lettura per capire che Knorr non è un dado per il brodo, ma una persona seria il cui lavoro è stato capito alla rovescia, come al solito o per malafede o per pura stupidità.

E' chiarissimo dall'articolo che quando Knorr parla di "frazione di CO2" non intende la frazione della concentrazione di CO2 nell'atmosfera, ma il rapporto fra il CO2 antropogenico assorbito dagli oceani e quello che rimane nell'atmosfera. Trova che questa frazione è rimasta approssimativamente costante negli ultimi 150 anni. Ma si vede benissimo nelle curve che fa vedere Knorr che la concentrazione atmosferica del CO2 è aumentata, come tutti sanno e come tutte le misure fanno vedere. E le curve di Knorr questi di hockeyschtick le fanno anche vedere sul loro sito! Ma dove hanno lasciato la testa? Al deposito bagagli della stazione?

Dopo di che, per curiosità, mi sono andato a vedere se qualcuno in Italia si era bevuto la bufala. Chiaro che si. Qui la trovate addirittura con sottofondo musicale!! La trovate anche pubblicata in grande evidenza su "altrogiornale" da parte di Vincenzo Zappalà che ci illumina sulla faccenda dicendoci che:

Scusate, ma come dice Marcello nell’Amleto: “C’è del marcio in Danimarca!” E guarda caso Copenhagen si trova proprio in Danimarca… Possibile che nessuno se ne fosse accorto prima? O magari si è preferito tacere? Non aggiungo alcuna considerazione personale e lascio ai lettori la conclusione. Dirò solo che il “trend” della CO2 negli ultimi 150 anni è stato stabilmente intorno a 0.7 +/- 1.4 per decade. Per chi mastica appena appena un po’ di matematica, questo risultato vuol dire praticamente ZERO. Il professor Knorr conclude che il risultato da lui trovato si spiegherebbe bene abbassando all’82% il valore delle emissioni “stimate” finora. In fondo un misero errore del 20%, che però ha significato terrore, potere, e soldi, tanti soldi indirizzati verso una sola direzione. Stiamo comunque tranquilli: nessuno parlerà di questa scoperta!

Non faccio commenti su questo paragrafo, che sarebbe cosa impietosa. Ma fatemi notare almeno una cosa: per certa gente, gli scienziati sono sempre degli imbroglioni quando dicono qualcosa che non si adatta alle proprie idee preconcette. Invece, quando dicono qualcosa che ci si adatta (o così sembra), per miracolo sono dei luminari, come questo "professor Knorr."


Tutto questo può sembrare una chiosa marginale, ma credo che sia importante far vedere come certa gente si attacca veramente a tutto pur di capire le cose al contrario. Il povero Knorr sicuramente non si aspettava che parlando di questa "frazione" della CO2 che non aumenta avrebbe dato il destro a qualcuno per sparare un po' delle solite scemenze. Quindi, bisogna stare estremamente attenti a quello che si dice o si scrive, perché ci sarà qualcuno imbecille o in malafede che si approfitterà di ogni ambiguità, anche infinitesimale.

Volete un altro esempio? Eccolo qua: pochi giorni fa, Suzan Lozier ha pubblicato un articolo su "Science" intitolato "Deconstructing the conveyor belt." E' uno studio che dimostra come il famoso "nastro trasportatore oceanico" è un sistema molto complesso e non perfettamente continuo e che questo rende difficile capire quale sarà l'interazione del sistema con il riscaldamento globale. Notate che la Lozier non dice che il nastro trasportatore non esiste o cose del genere. Anzi, dice chiaramente il contrario che "Recent evidence that the ocean’s overturning limbs are not spatially and temporally continuous should not cast a shadow on the certainty of the overturning itself: There is clear and abundant evidence that ocean waters overturn" Ovvero: il rovesciamento oceanico, lo scambio fra acque fredde e calde, esiste senza alcun dubbio.

Ma vi pareva che non ci sarebbe stato qualcuno che ha capito tutto al contrario, ovvero che l'articolo di Lozier demolisce le basi della scienza del clima? Ovvio che si, fra le altre cose traducendo come "demolizione" il termine "deconstructing" che non è assolutamente la stessa cosa.

Insomma, bisogna stare molto attenti: non dire mai niente che possa essere interpretato in modo ambiguo e, soprattutto, non dar retta (come sempre) alle fesserie che certa gente ci racconta sul clima.

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Nota: non tutti hanno capito così totalmente all'incontrario il lavoro di Knorr, ma ci sono altri modi di interpretarlo male. Per esempio, Paolo Mezzasalma, su "climatemonitor" perlomeno ha capito correttamente che Knorr parla di frazioni relative e non di concentrazioni atmosferiche, ma si lancia comunque a dire che "l'oceano ha una capacità  enorme di sequestrare per secoli la CO2 emessa. Questa continuerà  ad aumentare anche in atmosfera, ma a velocità  infinitamente inferiori a quanto affermato dai soliti noti." Il che è decisamente un'estrapolazione eccessiva dei dati dell'articolo. 

Nota II. Mi accorgo dopo aver pubblicato questo post che anche Sylvie Coyaud si era occupata della bufala su Knorr. 

8 commenti:

  1. Caro Ugo,
    hai ragione a scrivere che bisogna stare molto attenti quando si scrive, e non dire mai niente che possa essere interpretato in modo ambiguo. Ma questo è quello che fanno normalmente gli scienziati quando pubblicano su riviste 'peer-reviewed' (e se non lo fanno loro ci pensano poi i revisori a fargli le pulci).
    Quello che mi pare desolante è che non si può pretendere che tutto sia scritto a prova di imbroglioni ... anche perché, chi vuole travisare le cose, lo farà sempre. Tanto, quei pochi che andranno a leggersi veramente le fonti sono quattro gatti. Il pubblico, invece, leggerà solo le scemenze pubblicate dalla stampa, le dimenticherà dopo poche ore (per fortuna... ), ma rimarrà nella loro testa l'idea che, in fondo, tra gli scienziati c'è disaccordo. Tutto ciò è, purtroppo, senza soluzione.

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  2. Beh, caro Claudio, Knorr poteva starci un po' più attento! Ma è vero che gli imbroglioni trovano sempre qualcosa a cui attaccarsi

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  3. Marcello Vichi25 luglio 2010 15:58

    Caro Ugo, all'ultima conferenza su Earth System Science ad Edimburgo (http://quest.bris.ac.uk/workshops/AIMES-OSC/index.html) si e' dibattutto molto su questo quando Wolfgang Knorr ha presentato una estensione del suo lavoro, e cioe' perche' la frazione aerea non aumenta nonostante ci siano diversi segnali di riduzione dell'efficenza dei sinks naturali. Leggendo bene l'articolo, non ci sono assolutamente frasi ambigue, e' molto chiaro ed e' una risposta ad un altro articolo di Nature Geoscience di Le Quere et al dove si suggeriva invece che la tendenza della frazione aerea stesse aumentando. GRL non e' giornale di gossip ferragostano ed ha giustamente lasciato le frasi apparentemente "incaute" di Knorr per alimentare il dibattito scientifico. Che in realta' e': se la CO2 atmosferica aumenta, le sorgenti antropogeniche aumentano e alcune evidenze dicono che i sink naturali stanno calando, perche' allora usiamo un misura come la frazione di emissioni che rimane in atmosfera, che purtroppo e' direttamente correlata con tutti questi flussi? Le conclusioni del lavoro sono maledettamente piu' intriganti e spingono gli scienziati a cercare nuove diagnostiche che siano in grado di indirizzare meglio le politiche future, ma ovviamente non possiamo aspettarci che vengano comprese da chi ha fatto della distruzione di una scienza uno sport da spiaggia...

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  4. Beh, infatti c'è un discorso di scienza; e qui il lavoro di Knorr non è per niente ambiguo. Ma se uno che non si intende di queste cose si legge in fretta l'abstract trova scritto

    "This study re-examines the available atmospheric CO2 and emissions data including their uncertainties. It is shown that with those uncertainties, the trend in the airborne fraction since 1850 has been 0.7 ± 1.4% per decade, i.e. close to and not significantly different from zero."

    Letto in fretta e in malafede, uno potrebbe capirlo come l'anno capito quelli che ho citato. Non che Knorr abbia detto niente di sbagliato, ma avrebbe potuto scrivere fin dall'inizio che questi i suoi risultati non cambiano niente al quadro delle emissioni globali e all'aumento della concentrazione del CO2 in atmosfera... un po' come ha fatto Lozier che a un certo punto si sente in dovere di scrivere esplicitamente che i suoi risultati non negano l' "overturning" della corrente oceanica.

    Certo è che siamo ridotti male se, appunto, c'è chi fa della distruzione della scienza uno sport da spiaggia

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  5. Dello studio di Knorr si era occupato gìà l'anno scorso anche il nostro John Cook:

    http://www.skepticalscience.com/Is-the-airborne-fraction-of-anthropogenic-CO2-emissions-increasing.html

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  6. Per capire meglio il pensiero di Zappala' (mio collega in pensione che mi aveva citato questo numero, 0,7+/-1,4 ma non ci avevo dato troppo peso) (s)consiglio un giro sul per il resto ottimo blog di astronomia http://www.astronomia.com?s=clima

    Qui un suo articolo sulla questione in oggetto.
    http://www.astronomia.com/2010/01/01/una-notizia-bomba-che-non-ci-daranno-mai/

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  7. Ohimé, Gianni, mi vuoi dire veramente che questo Zappalà è un tuo collega??????? Uno che capisce al contrario un articolo scientifico in questo modo???? Ahia.... E i commenti al suo articolo sono agghiaccianti. Questo sarebbe un "ottimo" sito di astronomia? Certe volte mi sa che non c'è speranza per gli esseri umani.

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  8. Ho per curiosità guardato il sito AltroGiornale, ed ho sùbito trovato un pregevole articolo che brillantemente dimostra come la Terra NON abbia rotazione (alla faccia di quei mentitori della scienza "ufficiale").
    Non so nulla di Zappalà, ma quanto agli esseri umani - ed in specie ai redattori e lettori di tale sito AltroGiornale, e di molti altri consimili - non credo vi sia speranza per loro.
    Janko

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