Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


lunedì 15 marzo 2010

Mitopoiesi: ovvero il trionfo della propaganda




Professore universitario in pensione, chimico fisico. Frase sentita alla mensa universitaria. "Ho sentito dire che hanno fatto delle intercettazioni telefoniche e che i climatologi hanno confessato di aver falsificato i dati."

Ricercatore precario, chimico organico. Frase sentita a un convegno. "Nessuno può dire come evolverà il clima. Anche i climatologi non sono sicuri se andiamo verso il riscaldamento globale o verso una nuova era glaciale".

Studente di Chimica del terzo anno. Frase arrivata in una email. "Ormai è certo che è il sole a causare i cambiamenti climatici."

9 commenti:

  1. Sarebbe strano il contrario. Pasolini decriveva la situazione in questi termini: 'abbiamo il popolo più analfabeta, e la borghesia più ignorante d'Europa'. Ed era metti metà anni '60, pieno boom

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  2. Un piccolo off topic (si parla sempre di cambiamenti climatici e media) per questa notizia che ho visto ora dall'ANSA:

    http://www.ansa.it/ambiente/notizie/fdg/201003151407370605/201003151407370605.html

    Spero sia d'interesse.
    Ciao
    Marco C.

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  3. Per Marco C. Grazie per il commento, ma sarebbe più gentile nei riguardi dei lettori che quando uno manda un link lo commentasse un po'; magari in poche parole, ma desse un'idea di cosa si parla. Altrimenti arriva un po' dal cielo e saranno in pochi a cliccarlo

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  4. Mi pare proprio azzeccata: "Quando la maggior parte di una società è stupida allora la prevalenza del cretino diventa dominante ed inguaribile" (C.M. Cipolla, Le leggi fondamentali della Stupidità Umana)

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  5. ...e consideriamo che i citati dovrebbero essere tre esponenti dell'elite colta della penisola, quel misero 8% del grafico tratto da linguaditerra che ha proposto l'altro giorno. Figuriamoci i discorsi da bar sport dei più o meno alfabetizzati!

    Concordo pienamente con il primo dei suoi obiettivi (a quel che mi parso di capire da qualche post sparso che ho letto sul suo blog), quello di rendere accessibile l'informazione anche a costo di un'ipersemplificazione.

    Non basta avere buone idee, bisogna saper dimostrare anche al grande pubblico che quelle opposte sono sbagliate.

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  6. Mi permetto, a tal proposito, di puntare i fari su una campagna pubblicitaria che, a mio modestissimo avviso (quantomeno pertinente penso, faccio il pubblicitario), centra perfettamente l'obiettivo della semplificazione efficiente: la campagna di Nichi Vendola per le regionali pugliesi.

    Potete visionarla a questo indirizzo, e per maggiore sicurezza ve la allego anche in PDF:
    http://www.nichivendola.it/sito/mcc/partecipazione/strumenti-di-comunicazione.html

    PUNTO DI PARTENZA

    L'attuale opposizione che mira al governo della regione utilizza, contro l'icona Vendola, personaggio carismatico e governatore uscente, un refrain classico delle destre populiste contro gli uomini di sinistra, quello del parolaio incomprensibile ed inconcludente.

    Ritornello delle destre davanti a qualsiasi telecamera: "Vendola il poeta" (in senso dispregiativo).

    Un concetto semplice, asciutto, che non dimostra niente ma insinua (ed insinuare fa più presa che dimostrare, almeno sui grandi numeri).

    Tutta la potenza di fuoco mediatica delle destre pugliesi è puntata in quella direzione.

    TARGET DELLA CAMPAGNA DI DELEGITTIMAZIONE PORTATA AVANTI DALLE DESTRE

    Le fasce popolari dell'elettorato, la maggioranza assoluta.

    Vendola effettivamente ha conseguito dei risultati importanti negli anni del suo governo, ma una campagna martellante in cui lo si definisce il "poeta" (in senso dispregiativo) può cancellare dalle coscienze degli elettori quanto fatto.

    SOLUZIONE DI VENDOLA AL PROBLEMA

    Utilizzare - invece che rigettare - il nomignolo di "poeta" e fare in modo che si ritorca contro chi l'ha utilizzato per delegittimare.

    Contemporaneamente, sbandierare i risultati del governo pugliese uscente.

    ESECUZIONE

    Una campagna multisoggetto con una sintassi semplicissima, che ripropongo ed analizzo seguendo l'ordine di lettura:

    TI DICO DI CHE SI PARLA
    icona e colore dominante diversi per spiegare che si sta parlando di argomenti diversi (lavoro, energia, inquinamento, etc.)

    TI DICO QUAL'È IL PROBLEMA CON UNA POESIA
    piccola poesia con rima baciata (esempio: "col contratto co.co.pro. questo bimbo a chi lo do" per il manifesto sul tema del lavoro)

    LO FILTRO CON LA SOLUZIONE "VENDOLA POETA DEI FATTI"
    headline della campagna, uguale per tutti i manifesti ("Vendola, la poesia è nei fatti").

    TI MOSTRO IL RISULTATO GIÀ OTTENUTO (CON IMPLICITO INVITO A RINNOVARE LA FIDUCIA).
    Risultato del governo nel merito del tema specifico ("Stabilizzati oltre 20.000 lavoratori precari" per il manifesto sul tema del lavoro)

    Il tutto eseguito in maniera comprensibile anche dalle fasce popolari (target naturale della campagna di delegittimazione delle destre).

    Questo è comunicare un'idea forte in maniera efficace. Due sole parole in più sarebbero equivalse a decine di migliaia di voti in meno.

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  7. veramente interessante, Marco. E' un tipo di approccio che bisogna studiare e applicare. Grazie per la segnalazione

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  8. Ovviamente i PDF non li posso allegare...consiglio di salvarveli da voi prendendoli dal sito, sono da antologia della comunicazione.

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  9. Ah, sono particolarmente sensibile al problema del "quanto si può e quanto si dovrebbe" semplificare la comunicazione dato che faccio sì il pubblicitario, ma mi sono riciclato in ambito accademico.

    Diciamo, lei mi capirà, che in ambienti come il nostro (anche se lo viviamo su due fronti diversi) sintesi e semplificazione non sono viste esattamente come virtù...quando non sono addirittura aggredite con aperta ostilità...

    Per questo combatto con lei la stessa crociata, a patto che gli ambiti di appartenenza rimangano ben distinti: non si pretenda di fare comunicazione con la scienza, nè si creda di fare scienza con la comunicazione.

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