Troia non Cadde per Colpa degli Immigranti


lunedì 27 novembre 2017

La Politica può cambiare le cose?



Nel loro grande e ultimo aggiornamento - I nuovi limiti dello sviluppo, 2004; - del loro primo lavoro D. e D. Meadows e Jorgen Randers affermano: "l'umanità può rispondere in tre modi ai segnali che indicano come l'uso delle risorse e l'emissione di inquinanti siano cresciuti oltre i limiti sostenibili. Un modo è non riconoscere, occultare o confondere i segnali"; "un secondo modo di rispondere è alleviare le pressioni derivanti dai limiti ricorrendo ad artifici tecnici o economici"; "il terzo modo è volgersi alle cause sottostanti, fare un passo indietro e riconoscere che il sistema socioeconomico umano, così com'è organizzato oggi, non è governabile, ha superato i limiti e va verso il collasso; dopo di che, cercare di cambiare la struttura del sistema" (pag.282-284). 
 
Ora, poichè secondo gli autori "tutto quello che possiamo fare è intervenire sui flussi produttivi da cui dipendono le attività umane riportandoli a livelli sostenibili attraverso scelte, tecnologia e organizzazioni umane..." (pag.35), cosa può voler dire cambiare la struttura se è l'"economia-politica" la struttura del sistema?

Fra le scelte necessarie che l'umanità dovrebbe compiere vi è, come noto, una autoriduzione della popolazione: si dovrà raggiungere una stabilità fra natalità e mortalità, poichè la popolazione è uno dei due "motori della crescita esponenziale nella società umana" (insieme al "capitale produttivo"; pag.50) e tende a crescere a tassi iperesponenziali.

Se cambiare la struttura significa regolare il sistema economico, bisognerà fare i conti con "l'anello di crescita del capitale" il quale ha fatto si che "l'industria crescesse maggiormente della popolazione" generando crisi da sovraproduzione e bassa domanda. Inoltre, bisognerà fare i conti col fatto che "le forme attuali di crescita perpetuano la povertà e ampliano il divario fra ricchi e poveri" (pag.66).
La questione che si pone perciò è: è possibile modificare il sistema economico evitando che vi siano accumulazioni di capitale (monopoli) e disuguaglianze?

Vi sono "fattori che regolano la crescita e che possono contenere il sistema entro confini accettabili" (pag.54)? Si tratta appunto di capire se vi siano feeback negativi (nel senso utilizzato in LTG 2004) entro un'economia monetaria, in grado di riequilibrarla e se questa possa assumere una forma diversa dal capitalismo neoliberista attuale. Poichè "sono all'opera due strutture generali [...] che per ragioni sistemiche danno al privilegiato potere e risorse per accrescere il loro privilegio" e che "tendono ad essere endemici in ogni società se questa non introduce coscientemente strutture di compensazione per contrastare le disuguaglianze" (pag.69).

Quali potrebbero essere queste strutture di compensazione? Si tratta di interventi politici come "imposte progressive sul reddito", ecc. Ma siamo sicuri che questo cambierebbe la struttura del sistema? Chiediamo dunque: è possibile cambiare il sistema economico mantenendo inalterata quella "struttura politica" che gli fa da sfondo? Qual è questa struttura? La questione è assai spinosa perché pone il problema di "chi e come" può cambiare una struttura.

La nostra cultura risponde all'unanimità che solamente tramite mutamenti di carattere politico è possibile cambiare le strutture della nostra società. Ma se fosse persino la Politica una struttura, o meglio, un sistema? In che senso?

La cosa non dovrebbe stupire se si risale all'accezione con cui si denominava nel XVIII secolo: Economia politica classica. Ebbene si: l'economia è una forma di politica e non è disgiungibile da essa (dopo Torleb Veblen, fra i più recenti Jean Baudrillard è quello che l'ha mostrato meglio), perciò l'idea che l'economia sia qualcosa di regolabile dalla politica è un'idea ingenua ma assai difficile da rigettare, poichè la dimensione politica è il fondamento della nostra cultura (in particolare mantenere la divisione fra la sfera privata degli elettori e quella pubblica dei decisori) e di ciò che ci vantiamo di chiamare democrazia.

Si tratta di dimostrare che la creazione della ricchezza non può aver luogo senza un correlativo aumento della popolazione. Un'affermazione certamente scandalosa. Vi sono condizioni alla base che sono:

1- un continuo aumento dei flussi estrattivi: energia a basso costo e materie prime
2- un aumento costante della produzione industriale
3- aumento costante della domanda di beni e servizi e dunque dei consumi

Ora, la popolazione deve crescere per alimentare i consumi o può aumentare il PIL procapite mantenendo stabile la popolazione? Qui infatti, come dicono in LTG "la bassa crescita della popolazione comporta un maggiore PIL procapite" invece, al contrario, nei paesi poveri l'"aumento di popolazione genera più povertà e ancora aumento di popolazione" (pag.66).

 
 [fonte: "Ambiente, Risorse, Sviluppo Sostenibile; di Selenia Arigliano]

A livello globale non esistono "diverse" economie bensì una medesima economia globalizzata. Ora, non è un caso che la Cina sia entrata nel WTO sin dal 2001 e che da allora sia diventata l'autentico motore della crescita mondiale, infatti è più o meno da allora che le economie occidentali hanno incominciato a rallentare. E la Cina non è esattamente un paese piccolo.

Dall'altra parte se non fosse per l'India non vi sarebbe un'adeguato "output" a consumare una fetta della produzione mondiale. Questi due paesi sono quelli che dobbiamo ringraziare quando elogiamo la crescita (e quando deridiamo il "made in China"; i governi mondiali hanno ben pensato di chiudere un'occhio nei confronti della odiosa ideologia comunista, trattandosi di affari..). Qui sotto, in azzurro "the rest of the world" comprende Cina e India, mentre notiamo come i paesi OCSE in blu scuro e tutti gli altri colori tendano al declino in termini di consumi energetici:

Risultati immagini per tverberg global consumption
[fonte: Gail Tverberg, Our Finite World]

Se consideriamo che la popolazione dei paesi sviluppati cresce ad una media dello 0,4% è evidente che ci pensa il resto del mondo a compensare questa situazione (Asia in media 0,9% e paesi poveri oltre 2% annuo). E' per questo che gli investitori occidentali si rivolgono ai mercati emergenti, poichè là trovano quella spinta alla crescita della popolazione e del capitale produttivo che si è ormai esaurita in Occidente. Quando toccheranno anche loro i "limiti dello sviluppo"? A quel punto vedremo anche là diminuire i tassi di crescita della popolazione.

Conclusione

Non sembra verosimile che la sfera politica possa generare feedback negativi tali da cambiare o equilibrare la struttura del sistema invertendo la tendenza al BAU delle nostre società. Ragion per cui attendersi dei cambiamenti su larga scala (come la COP21) dai politici non ha alcun senso poiché la "classe politica" mantiene tutti gli interessi nel perpetuare questo sistema e mostrerà sempre resistenze al cambiamento.

Se la Politica è un sistema, accoppiato all'economia, vediamo che andare a modificarne la struttura sembrerebbe qualcosa di una misura tale da non essere nemmeno compresa. Come cambiare la politica senza una rivoluzione politica a sua volta? Tale è la nostra forma mentis.

And so, what's next?




33 commenti:

  1. C'è qualcosa di distruttivo nel comportamento di noi umani.
    La politica .... stà andando a rotoli.
    La seguo poco, il mio cuore è a 5 stelle, che è l'unica speranza che vedo, non solo a livello italiano, ma a livello mondiale.
    Il più interessante esperimento politico che c'è in questi anni.
    Se non loro, nessun altro migliorerà la situazione.
    A me piace tanto anche Putin.
    C'era Sankara, lo hanno ucciso.
    Gandhi, anche.
    I due Kennedy, anche.
    Gheddafi, ucciso, Libia destabilizzata.
    Afganistan, guerra infinita.
    Assad in Siria, lo vogliono annientare (gli USA).
    Iraq, paese distrutto.
    India .... Africa .... Cina .... Giappone .... Australia.
    Non ho fiducia nella politica, perchè se uno fa buona politica, viene o ammazzato, o suicidato, o annullato.

    - Tiziano -

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  2. dal grafico si capisce che l'unica frenata nei consumi energetici si è avuta nei 2008-9 e solo nei paesi OCSE. Ovvio che è stata una crisi decisa a tavolino, visto che ha interessato solo una parte dell'economia mondiale. Penso sia l'unico modo possibile per frenare il BAU col minimo numero di vittime. Sono anch'io d'accordo che COP 21 o altre decisioni al di fuori della crisi economiche non servono a nulla. Probabile che la prossima sarà una crisi globale, che renderà dei miserabili il 99% della popolazione. Di lì dovranno cominciare a costruire una società nuova, ma non sarà una transizione facile e indolore.

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    1. poi nel grafico della crescita produttiva mondiale mi pare ovvio che mantenere le famiglie povere a basso livello di cultura sia una cosa necessaria per aumentare la popolazione, basta ovviamente far passare per buonismo gli aiuti che vengono loro dati per fare molti figli, quando invece non sono altro che incentivi a far aumentare i consumi e i profitti delle grosse concentrazioni commerciali e finanziarie. Un pò come faceva il Duce per avere molti soldati per il suo sogno imperialista, questi incentivano la natalità delle famiglie povere e senza istruzione per assicurare il futuro al loro impero di potere, non più militare, ma commerciale e finanziario. Quindi, come dicevo prima, non ci si può aspettare nessuna decisione politica volta a cambiare società, ma solo qualche crisi al solo scopo di limitare i consumi, dove sono esagerati per il conseguimento degli scopi. Ovvio che questo giochetto finirà solo per intervento di fattori esterni, tipo peak oil o GW, ma forse la maggior parte di noi non vedrà questo, forse appieno nemmeno i nostri figli, chi ce n'ha, di sicuro i bambini e gli adolescenti di ora.

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  3. SAPPIAMO CHE IL SISTEMA POLITO DIPENDE DALLA SISTEMA FINANZARIO E QUEST'ULTIMO E' MANTENUTO DAL SISTEMA ENERGIETICO AL 90% CENTRALIZZATO E MONOPOLIZZATO DALLE POCHE FONTI FOSSILI, PETROLIO, GAS E CARBONE. SERVE INVERTIRE, O MEGLIO CAPOVOLGERE I FATTORI E PER FAR QUESTO BISOGNA FAR LEVA SELL'ENERGIA RINNOVABILE DECENTRALIZZATA. A UN CERTO PUNTO FINANZA E POLITICA SEGUIRANNO.

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  4. dico la mia..

    ci sono due meccanismi che si intercorrelano:
    - i potenti che hanno interesse alla crescita della popolazione, nel loro caso più popolazione equivale a maggior PIL procapite;
    - i non abbastanza potenti, per i quali un aumento della popolazione equivale ad una diminuzione del PIL procapite.

    in gran parte:
    - i primi non danno cenno a voler interrompere il meccanismo, aumentando capitale produttivo (a spese della Natura) e favorendo la crescita della popolazione.
    - i secondi tendono, in base a tutto ciò che i primi (sotto forma di una entità astratta e multiforme globalmente definita "il sistema") forniscono loro, ad espandersi il puù possibile.

    L'unica soluzione sul piano pratico (ma che se non sorretta da una morale, visione più ampia, saggezza, o come la si voglia chiamare.. non avrà l'afflato necessario per vedersi realizzata) mi pare quella di non cercare più una via comune, "politica", su larga scala.
    via questa altra illusione, questa altra inutile perdita di tempo.

    dal basso, ognuno per sè, gradualmente ma con decisione, ogni nucleo per sè, in eventuale collaborazione su piccola scala, rendersi sempre più indipendenti dal sistema, per energia, cibo, ecc. mano a mano in vari aspetti, sempre di più.
    La riduzione della popolazione seguirà in maniera naturale.

    così si toglierà energia al sistema, che piano piano si sgonfierà, lasciando però al suo posto individui/gruppi metaforicamente "selvatici", liberi, capaci di badare entro certi limiti a se stessi, non polli di allevamento per cui la fine degli input esterni vuol dire la propria stessa fine.
    si toglierà energia al sistema in quanto si ridurrà sia il capitale globalmente scambiato, sia la popolazione, che come LTG fa giustamente notare, sono i 2 principali motori dell'espandersi della società umana (motori "fisici", aggiungerei, vi sono anche le nostre predisposizioni genetiche, adattamenti evolutivi, paradigmi di realtà, modalità di funzionamento delle nostra parte razionale ed emotiva, ecc..)

    con le immaginabili ricadute positive in vari campi, primo fra tutti quello ambientale (se ognuno dipende per vivere dal territorio che abita, ne avrà molta cura; inoltre, si ridurrà l'inquinamento per minor popolazione, per prodotti meno tecnologici/energivori come conseguenza di una deindustrializzazione diffusa, per produzione solo degli oggetti essenziali, visto che non te li fornisce più il sistema a costo finale zero - ma ad un costo ambientale elevatissimo.... ecc..)

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    1. R " con le immaginabili ricadute positive in vari campi, primo fra tutti quello ambientale" Quella che tu auspichi, e che autonomamente, ma marginalmente è già in essere, è una decrescita a livello di comunità. Ti dimentichi di dire che non tutte le comunità e le arre del pianeta sono sommariamente autonome: basta pensare ad esempio all'Egitto.

      R"dal basso, ognuno per sè, gradualmente ma con decisione, " Non proprio: a livello di comunità ( ad esempio la zona che può fornire un bacino idroelettrico tanto di acqua che di energia elettrica). anche gradualmente secondo me è un po' naif, vedi necessaria frammentazione fiscale degli stati nazionali all'aumentare del peak everything.

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    2. Vedi "argomento fantoccio/straw man fallacy".
      Mi attribuisci un pensiero non mio, interpretando arbitrariamente parole con altro significato.

      Credo che, in gran parte, quanto più cresce in dimensioni una certa struttura sociale, tanto più sia naif aspettarsi qualcosa di buono da essa, per tutte le motivazioni su dinamiche politico-economiche già espresse.

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    3. Guido: "quanto più cresce in dimensioni una certa struttura sociale, tanto più sia naif aspettarsi qualcosa di buono da essa"

      Il che porta, inevitabilmente, un pensiero all'Europa e perfino all'Italia unita, passando per i presunti obblighi nei confronti dell'accoglienza solidale (qualsiasi cosa possa significare) dei quali ci fanno arrogantemente carico le nostre dirigenze. Ovviamente per tornaconto personale.

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  5. Secondo me nel post si parla di politica ma velatamente si sottintende la parola democrazia, più o meno autoritaria e lobbysta ma sempre democrazia. In caso ad esempio di diminuzione della produzione cerealicola mondiale o di arresto della corrente del golfo un po' tutti gli stati interessati per far sopravvivere la maggior parte dei suoi cittadini saranno costretti a trasformarsi in forme molto più autoritarie della Cina o Russia odierne. Quindi il titolo avrebbe dovuto essere: la politica democratica avrebbe potuto mitigare la discesa?

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  6. @ Guido Massaro28 novembre 2017 14:29 :

    Anche questo che tu proponi, Guido Massaro, è un modo per risolvere il problema.
    Grande rispetto per i decrescisti (ispirati o facenti parte dei Movimenti di Decrescita) e chi cerca di vivere rispettando l'Ambiente.
    .----
    Quale è il problema ?
    E' che stiamo sradicando dal terreno l'albero dove c'è il ramo sul quale la specie Homo (noi) siamo seduti.
    L'Albero della Vita.
    Alla fine l'Albero cadrà e con esso cadremo anche noi (estinguendoci), e con noi cadranno il 99 % delle altre specie viventi del pianeta Terra (estinguendosi), le quali stanno sedute sugli altri rami.
    Già molte specie animali non umane si stanno estinguendo al giorno d'oggi, perchè l'Albero della Vita già vacilla e si stanno spaccando tanti rami.
    Ma la maggioranza degli Homo o non lo sa, o non gli interessa. In fondo con le nostre meraviglie tecnologiche al momento sembriamo essere così potenti !
    .----
    La politica è molto importante al giorno d'oggi. Comanda il mondo. E' il braccio che comanda il mondo, anche se forse la testa che dà il comando è l'economia. Per esempio la politica può decidere di rendere 10 vaccinazioni obbligatorie per i bambini. La politica può decidere di autorizzare airgun, trivelle nei mari, costruzione di TAV (Treno Alta Velocità), di entrare in guerra, di autorizzare l'uso di pesticidi e l'importazione suicida di prodotti alimentari dall'estero, tramite accordi internazionali che non dovrebbero essere stipulati, di smantellare il Corpo Forestale dello Stato.
    Oppure potrebbe decidere di non autorizzare, di non stipulare, di non deliberare.
    Potrebbe decidere che l'Ambiente, la Salubrità Ecologica, è di Primaria Importanza, ed agire in conseguenza.
    Potrebbe decidere anche (ma non lo fa) di favorire il "chilometro zero" sia sui prodotti, sia sui lavori (un mio parente ogni giorno lavorativo deve fare 200 chilometri in automobile per andare (100) e ritornare (100) dal lavoro, perchè un lavoro più vicino a casa non lo trova !).
    Per questo, credo sia buona cosa dare il voto ai meno peggio, se possibile.
    Per votare impieghiamo solo alcune ore nel giro di un anno.
    C'è chi ha la passione di fare buona politica al servizio dei cittadini, alcuni di noi possono decidere di supportarli.
    Comunque il mio rispetto va anche a chi non vota.
    Libertà.

    - Tiziano -

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  7. un pò come fece il cristianesimo per imporsi nell'Impero Romano. Prima sparuti gruppetti che non davano noia a nessuno, poi sempre di più tanto che dovettero essere frenati con le persecuzioni, poi alla fine, quando divennero davvero tanti, l'Impero dovette scendere a patti coi cristiani, fino a diventarne succube. Ma lì c'era un progetto di Dio, qui una speranza umana. Comunque in altre parti del globo (Cina, Indocina, Giappone)le elitè fecero di tutto per non far attecchire il messaggio cristiano, probabilmente sapevano come era finito l'Impero Romano d'Occidente e non volevano correre il rischio. Così come le nostre elitè faranno di tutto per scongiurare il pericolo rivolta al sistema consumistico se troppi gli si ribellassero. Una rondine non fa primavera e un anticonformista da solo non è un pericolo, ma al massimo un simpatico eclettico, su cui fare una risata.

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  8. Dalla politica vengono tante cose negative ma non certo dei feedback!!

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  9. If money is the only thing the system understands, then vote with your money :it is only a step (the first step), neverthless it is a step - better than keep monkey-typing behind a screen

    http://www.valori.it/wp-content/uploads/2017/11/RAPPORTO_FINANZAetica_nov17_xweb-compresso_compress.pdf

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  10. Quindi nemmeno il fatto che diminuiscano le disuguaglianze fra paesi poveri e ricchi aumentando il reddito dei poveri mentre resta costante quello dei ricchi, va bene.
    Non va bene mai nulla.

    In questo modo l'unica cosa che si ottiene, con la piu' classica eterogenesi dei fini, e' di far crescere incazzatura e populismo, e aumentare il rischio di conflitti, alla faccia di ecologia e sostenibilita'. Mi pare che lo si veda gia' abbondantemente succedere. Questo modo di interpretare la realta' per cambiarla (parafrasando Marx), facendo notare solo cio' che fa comodo per esasperare gli animi, non solo non funziona piu', ma nelle condizioni attuali e' pericoloso.

    Il problema dell'economia politica, semmai, e' che il capitale, _come tutte le estensioni culturali umane_, pretende di ottenere remunerazione, attraverso il cosiddetto tasso di interesse, perche' pretende cio' che e' ovvio e sottinteso per qualsiasi uomo, cioe' di crescere e di migliorare aumentando, estendendo, inglobando. Ma questo non vale solo per il capitale, vale per TUTTO cio' che costituisce l'immaginario artefatto e reificato che circonda l'uomo, l'uomo per sua intima natura NON SI ACCONTENTA mai, e cerca sempre di superare dei limiti e di estendere il suo potere cioe' il suo controllo. Non si fa altro che pensare a come ottenere questo risultato anche qui dentro, mutatis mutandis.

    Checche' ne dica, l'uomo smette di espandersi solo per cause di forza maggiore. Fra l'altro, senza alcuna originalita' nei fini, esattamente come tutto cio' che vive sulla terra.

    Se cosi' non fosse, non saremmo qui a chiaccherare, saremmo delle amebe unicellulari. O neanche quelle.

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    1. Dove sta scritto che il reddito dei ricchi sta rimanendo costante? E' una causa comune a tutti i collassi delle civiltà passate quando il divario che si crea fra classe governante e governata diventa troppo grande da colmare.

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    2. Cerchiamo comunque di leggere BENE un post. Scriverlo costa fatica e molto tempo per accumulare informazioni e teorie. Chi legge, prima di lasciarsi andare ai propri sfoghi, dovrebbe almeno darsi la briga di averlo compreso. La funzione del "commento" di un blog poi diventa del tutto inutile se ci si lascia andare alle proprie opinioni basandosi solo su un capoverso senza commentare il "tutto"

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    3. @ Migliorino 14.51, comunque bisogna dire che sanno tirare la corda attorno al collo dei governati senza che questa si rompa. In questo non si può dire che non sono bravi a governare. I governati si sopprimono anche senza mandare la cavalleria, anche perchè alla cavalleria uno si può rivoltare, mentre a metodi soft molto più subdoli non esiste difesa. Il divide et impera attuato dal dopoguerra in Italia tra nord e meridione, ora tra autoctoni ed alloctoni è un'ottima strategia, specie se unita al rimbambimento mentale generalizzato. D'altra parte l'essere umano normale se può fregare il suo prossimo, ne è ben felice, perchè si sente superiore. E' chiamata da quei pochi coscienziosi rimasti, superbia o avidità, scegliete voi quella che più vi piace.

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    4. Certo... c'è come un patto tacito fra elite e governati, perchè nessuno può governare qualcun altro senza che l'altro si lasci governare

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    5. più che un patto tacito, mi pare venga usata l'illusione democratica rinforzata da collusione clientelare.

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    6. Io sarei già abbondantemente contento se mi si garantisse che la ricchezza che ho già generato (alias i miei risparmi) mantenesse il suo valore reale (non nominale). Ovvero, se con i frutti del mio impegno avrei potuto comprare dieci scatolette di tonno, che in un futuro non importa quanto lontano mi si garantisse la possibilità di ottenere dieci scatolette di tonno. Ogni altra soluzione ha un solo nome: rapina. Sia che si tratti di soluzione a me favorevole (nel qual caso sarei il io rapinatore) sia che si tratti di soluzione a me sfavorevole (nel qual caso il rapinatore sarebbe qualcun altro). I rapinatori, in un mondo ideale, finiscono appesi per il collo a un non meno ideale lampione.

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    7. Scusa Migliorino, non ce l'ho con te, e' con ho un po' il nervo scoperto riguardo questo argomento, perche' ho l'impressione di risentire quella che ormai percepisco come una litania che diventa (unica) verita' solo perche' ripetuta continuamente: con la recente globalizzazione e liberalizzazione dei commerci e' ben noto che a guadagnarci di piu' e' stato l'ex terzo mondo, all'interno del quale, perlomeno india, cina e far-east, a sua volta a guadagnarci sono stati i piu' poveri, dato che almeno adesso hanno, in parte maggiore di prima, da mangiare. Senza di questa liberalizzazione-globalizzazione adesso probabilmente avremmo, invece delle merci cinesi e indiane, milioni o miliardi di cinesi e indiani disperati che premono alle nostre frontiere. Questo ha necessariamente comportato la crisi dei settori piu' "poveri" delle nostre economie occidentali, che si sono trovate a dover fronteggiare la concorrenza di chi stava cercando di sollevarsi dalla misera e in ragguardevole parte c'e' pure riuscito.

      Quindi crisi per certi settori in occidente e in particolare in italia che gia' era "la cina d'occidente", sotto tutti gli aspetti economici, prima che arrivasse quella vera (eravamo il paese piu' povero, di bocca buona per quanto riguarda la normazione, e pieno di manodopera non tutta iper-sindacalizzata e con la necessaria flessibilita' fornita dal nero, che e' vero che ha contribuito a tenere in piedi il nostro paese per qualche decennio, con la complicita' "un colpo al cerchio uno alla botte" dei politici piu' realisti, prima di gettare esausto anche lui la spugna. Questo lo sanno tutti quelli addentro alla realta' sul campo delle cose economiche, sindacalisti e agenti di esazione delle imposte compresi, sebbene sia una realta' negata e rimossa dalla "narrazione storiografica ufficiale".

      Ma ora e' anche vero che, per quanto riguarda la crisi in occidente e in particolare in italia, essa ha toccato particolarmente la classe media, mentre gli impieghi per le classi piu' povere devono tuttora e per forza cercare forza lavoro da fuori perche', nonostante la crisi, e' ormai difficile trovare abbastanza italiani disposti a fare gli operai, gli inservienti nelle strutture sanitarie o ricettive, i turnisti, o gli artigiani e i piccoli commercianti disposti a lavorare 15 ore al giorno per 360 giorni l'anno. Man mano che muoiono i vecchi, chiude tutto, e a prendernne il posto sono le nuove attivita' gestite da stranieri di bocca buona, adattabili, e soprattutto "flessibili" perche' senza nulla da perdere, poco ricattabili: non possedendo ancora nulla di patrimoniale, non sono ricattabili piu' di tanto dalle vessazioni tributarie e normative, come forse gli italiani di ancora qualche decennio fa. Le nostre nuove generazioni invece sono fatte tutte di professori e dirigenti puntigliosissimi e perfezionisti sulla carta ma che non solo hanno mai visto ne' fatto nulla di concreto, ma portano in breve tempo alla rovina le aziende costruite col sudore di generazioni di cui diventano i consulenti superpagati.
      (continua)

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    8. E la classe media analizziamola e chiediamoci, da chi e da cosa e' veramente composta? Non e' che e' composta da quella che si comincia a denominare realisticamente la "classe inutile"? La "classe inutile", con l'automazione che avanza e la sempre maggiore produttivita', produttivita' selezionata darwinianamente a sua volta dalla normazione e dalla tassazione sempre piu' severe e pesanti (altra eterogenesi dei fini, le aziende piccole e poco capitalizzate ma che darebbero molto lavoro sono massacrate dalle nuove norme e tasse, chiudono e vengono sostituite da fabbriche automatizzate e iper-capitalizzate che si possono spostare in due minuti da una parte all'altra del mondo), la "classe inutile" dicevo si avvia ormai ad essere maggioranza della popolazione in occidente, se non lo e' gia', ed e' composta dalla pletora di persone che operano nei servizi inutile per tutti se non per loro che ci portano a casa uno stipendio mal guadagnato (= redistribuzione del reddito), fra i quali burocrazie, esazioni, normazioni, polizie di controllo, attivita' professionali a queste collaterali, corporazioni che si auto procurano lavoro remunerato a tariffa obbligata ma completamente inutile e indesiderato attraverso leggi e normazioni ottenute attraverso menzogne, terrorismo mediatico e pressioni lobbistiche.

      Vogliamo parlare di "feedback negativi"? Ce ne sono di feedback negativi...

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    9. gli stranieri lavorano per molto meno e vengono preferiti per questo. Poi vanno a chiedere aiuti in comune, altrimenti non camperebbero certo con quel poco che guadagnano. O credi ancora che Catilina fu ucciso perchè nemico della patria, come dipinto da Cicerone, invece che per aver cercato di difendere le classi operaie di Roma dalla prepotenza dei senatori latifondisti? Il potere alla fine protegge sempre chi può sfruttare e sopprime gli altri, come il pastore protegge le pecore e cerca di eliminare i lupi.

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  11. Michele Migliorino29 novembre 2017 18:57
    Quando le società di esseri umani sono composte di più che quaranta persone, cominciano a prevalere forze sovraumane (più forti di quelle umane). Viene creata una gerarchia di potere. Vengono create la politica, l'esercito, la polizia, le prigioni, le multinazionali. Queste istituzioni hanno forza in se, e tanti di noi, un buon 99,99 %, non riesce ad opporsi ad esse in modo radicale, ma solo a parole, come faccio io qui su questo blog. Tu lo chiami "un patto tacito", io credo che è la sottomissione ad una forza impersonale più forte di noi. Io mi lascio governare perchè se non lo faccio vado in prigione e metto nei guai i miei cari. Il governo globale stà uccidendo il pianeta Terra.

    - Tiziano -

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    1. Tocchi il punto ... capisco la preoccupazione ma non credo che l'unico modo per ribellarsi a questa forza impersonale sia necessariamente finire in prigione. Certamente andiamo verso una crescente limitazione delle nostre libertà che fa paura e che sta diventando sempre più parossistica, ma restano ancora e sempre azioni che si possono opporre al potere, potere cui tutti noi diamo assenso con i nostri comportamenti. Il potere è l'economia stessa dunque è necessario cercare di delegittimarlo in qualche modo boicottando il circuito economico, per esempio con la moneta locale, un po' come proponeva di fare David Holmgren qualche tempo fa. Fra un po' pubblicherò un post su questo

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  12. Michele,
    come mai nella guerra del 15-18, uomini cristiani fin nel profondo dell'anima, ma non tutti, comunque uomini dediti alla famiglia, in gran parte lavoratori nei campi, andarono a fare i soldati in montagna, in pianura e sui mari, a combattere il "nemico" ? Ne furono costretti .... perchè alcuni pirla in cima alla gerarchia del potere decisero che sarebbe stato bello fare una guerra.
    Allo stesso modo, ora appoggiamo le azioni in Afghanistan.
    Mica decidiamo noi, io non ho stipulato patti taciti con i decisori politici, io sono una vittima di scelte scellerate (e ancor più lo sono i poveri afghani).
    .----
    La politica effettua scelte scellerate, dal mio punto di vista.
    Queste sovrastrutture alla struttura sociale umana di base (società composte da quaranta persone) creano solo danni, ed il progresso è verso il baratro della Sesta Estinzione di Massa (che sarà entro il 2050, o 2030, o 2026).
    Poi, solo un pianeta Terra desolatamente quasi interamente morto.
    .----
    Se la politica riuscirà a produrre più feedback negativi che positivi, a livello globale, allora sarà un qualcosa di meraviglioso, un quasi miracolo. E' la meraviglia che auguro con tutto il cuore, che potrebbe succedere ....
    Abbiamo bisogno di "una rivoluzione politica". Cosa è una rivoluzione ? Rivoluzione significa cambiamento profondo. Secondo Wikipedia, "cambiamento radicale nelle strutture sociali". Bisogna che cambiamo in MEGLIO, non in peggio.
    Continuare così come adesso, col BAU e la politica globale che lo appoggia, è la condanna a morte dei nostri figli (io non ho figli, e la considero una fortuna).

    - Tiziano -

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    1. Si, diciamo che "patto tacito" è un termine ambiguo. Comunque chiarirò meglio il mio pensiero in un altro post fra qualche tempo...

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  13. Abbozzo di risposta al quesito di partenza:
    la Politica PUO' cambiare le cose, ma NON da sola: Economia, Società, Cultura, ecc. le sono interconnesse e possono/devono fare la propria parte; ad es. ritengo che lo sviluppo economico-sociale possa/debba essere il più possibile svincolato dalla (crescita della) popolazione (ovvero: Si a birth control & family planning nel c.d. Terzo Mondo, No al bonus-bebè in Italia)

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    Risposte
    1. ecco, quello che intendevo dire con questo post è l'esatto opposto di quello che stai dicendo e cioè che niente può cambiare dentro una struttura del tipo "economia politica". E' un po' una continuazione di altri post che avevo cominciato qui: http://ugobardi.blogspot.it/2017/04/perche-non-riusciamo-fare-la.html

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    2. Ciò risulta (in effetti) difficilmente confutabile se/finché si considera solo il 'paradigma' economico-politico tuttora prevalente, ossia quello (neo)classico, ma (come Kuhn qualche tempo fa ci ha insegnato) i paradigmi (ed anche le 'formae mentis') possono cambiare e "de facto" ogni tanto cambiano...

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    3. Risposta interessante la tua. Bisogna capire CHE COSA fa cambiare un paradigma...

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