Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


venerdì 19 agosto 2016

I combustibili fossili e il dirupo di Seneca

Analisi quantitativa del picco del petrolio e dei combustibili fossili 

di Alessandro Pulvirenti




Si sente spesso parlare del Picco del petrolio (o di tutti i combustibili fossili), ma poche volte si vedono analisi quantitative che permettano di conoscere la situazione anno per anno. Cosciente che con le parole si può dire tutto e il contrario di tutto, ho realizzato un sito (che attualmente è offline per mancanza di fondi) che permette un'analisi in tempo reale e interattiva. Basta cambiare gli opportuni parametri e si ottengono immediatamente le relative curve e tabelle.

Già in passato questo tipo di analisi l’avevo presentata nel mio sito, ma adesso si arricchisce di ulteriori parametri non considerati in passato.

1. Investimenti: è possibile indicare il livello degli investimenti previsti (da 0 a 5 max);
2. Scoperte: è possibile includere una percentuale di riserve che si suppone possano essere scoperte.

Questo permette: sia di spiegare come mai il picco del petrolio sembra stia ritardando, e sia includere le possibili scoperte che ci potrebbero essere. Ci si accorgerà che maggiori sono gli investimenti e più la curva sinusoidale diventa un Dirupo di Seneca.

Iniziamo subito presentando i parametri iniziali:


(Gtep = Miliardi di Tonnellate di Petrolio Equivalenti di energia)

Come si vede, partiamo dal caso in cui gli investimenti siano al livello minimo (zero) e non si prevedono scoperte. La situazione quantitativa iniziale è la seguente:


Da questi dati e parametri, otteniamo i seguenti risultati per il petrolio:


Come si vede, il picco del petrolio dovrebbe essere già quest’anno, ma non lo sarà, in quanto gli investimenti in realtà ci sono e si chiamano: petroli non convenzionali (sabbie bituminose, petrolio di scisto, ...).


Tutti i combustibili fossili dovrebbero raggiungere il picco dell’energia netta disponibile nel 2025 (tra 9 anni).
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Adesso, cambiamo il parametro degli investimenti e mettiamo il livello massimo (potremmo fare più casi, ma per non dilungarci, andiamo subito al massimo).


Così facendo, il picco netto del petrolio si sposta al 2026 (tra 10 anni).


Il picco netto di tutti i combustibili fossili si sposta al 2036 (tra 20 anni).
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Dopo queste analisi, spesso, la prima obiezione che si solleva è quella di dire che: ancora combustibili fossili ce ne sono da scoprire; e noi le aggiungiamo.


Aggiungiamo un 20% di scoperte possibili di combustibili fossili (160 Gtep); se vi sembra poco, sappiate che l’Arabia Saudita ha risorse petrolifere per soli 36 Gtep, quindi, abbiamo aggiunto circa 4,5 volte tanto (però noi li aggiungiamo come combustibili fossili, non solo come risorse petrolifere).


Il picco del petrolio si sposta al 2032, tra 16 anni.



Il picco di tutti i fossili si sposta al 2043 (tra 27 anni).

Quest’ultimo grafico mostra in modo evidente il “Dirupo di Seneca”.

Quindi, nella migliore delle ipotesi: in cui ci siano grandi investimenti e grandi giacimenti da scoprire; si avranno ancora solo 16 anni di petrolio e 27 anni se consideriamo anche gas e carbone.

Cosa avverrà quando si raggiungerà il picco?

Semplice, la nostra società entrerà prima in stagnazione e poi in recessione irreversibile.

Bastano 16 anni per trovare e applicare una soluzione al problema energetico?

Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che: "tra 16 anni il flusso di petrolio diminuirà, ma ce ne sarà ancora per andare avanti…"

E voi pensate che: in una società in recessione si possono trovare le risorse per continuare a fare Ricerca e investimenti per molti anni?

Non penso proprio!

(P.S: per chi pensa che la Fusione nucleare ci salverà, spero prossimamente di poter fare un post anche su questo argomento e vedere la vera realtà dietro alle varie illusioni raccontate).

By Alessandro Pulvirenti