Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 5 marzo 2015

Il caso Willie Soon: perché è un'idea pessima non dichiarare i propri conflitti di interesse potenziali nella ricerca scientifica

Da “Resource Crisis”. Traduzione di MR

Di Ugo Bardi


Willie Soon, scienziato al Harvard-Smithsonian ha preso oltre 1 milione di dollari dalle società di combustibili fossili per finanziare i suoi studi e non ha dichiarato il suo conflitto di interesse negli articoli che ha pubblicato, dove ha negato il ruolo umano nel cambiamento climatico. 


Qualche anno fa, qualcuno si è accorto che ero proprietario di quote in una società che lavora sulle nuove tecnologie nell'eolico. Questo ha generato un attacco contro di me da parte di alcni sostenitori della fusione fredda.

L'attacco era basato su una sorta di sillogismo aristotelico che andava così: tesi, Ugo Bardi ha criticato la fusione fredda: antitesi: Ugo Bardi ha investito nell'energia eolica; sintesi: Ugo Bardi critica la fusione fredda solo perché vuole i soldi che può guadagnare con l'eolico. Sì, il livello del dibattito può arrivare così in basso! (*)

Naturalmente, queste accuse erano totalmente assurde ma, per un po', l'attacco ha acquisito una certa trazione nel web ed ha generato un'ondata di insulti e diffamazioni contro di me (alcuni dettagli qui). Questo successo iniziale era basato sull'affermazione che avevo nascosto qualcosa di oscuro e vergognoso che poteva essere svelato solo dopo una difficile investigazione. Sfortunatamente per coloro che avevano dato inizio all'attacco, il mio coinvolgimento con quella società non era un segreto e scoprirlo non necessitava di alcuna investigazione. L'avevo dichiarato pubblicamente almeno tre anni prima! Ho solo dovuto evidenziare le mia precedente dichiarazione per vedere sgonfiarsi e scomparire tutto il trambusto.

Questa storia mostra quanto sia importante dichiarare tutti i propri conflitti di interesse potenziali, a prescindere da quanto possano essere remoti ed improbabili. Naturalmente, dato l'attuale livello del dibattito, qualsiasi cosa tu faccia sarai sempre frainteso ma, se lo fai apertamente, sei molto meno vulnerabile. E' una lezione che il dottor Willie Soon si è perso. Nello scandalo conosciuto come “Willie Soon-gate", lui non ha dichiarato che i suoi saggi scientifici, in cui negava l'influenza umana sul clima, erano stati finanziati dalla lobby dei combustibili fossili. E qui c'è un conflitto di interesse chiaro e diretto. Mi spiace signor Soon, ma questo non solo è imperdonabile, ma proprio stupido: pensava davvero che nessuno lo avrebbe notato? Ora, non ha difesa contro gli attacchi che sta ricevendo.

Alla fine, finché i conflitti di interesse vengono apertamente dichiarati, penso che la loro importanza non dovrebbe venire esagerata. Dovremmo giudicare una tesi scientifica nel merito, non sulla base di chi l'ha finanziata. In questo senso, forse sapete che il primo studio del “I Limiti della Crescita” (1972) è stato finanziato dalla Volkswagen. Non hanno mai tentato di influenzare o modificare i risultati dello studio, anche se suppongo che non fossero contenti di aver pagato per un lavoro che è arrivato alla conclusione che la loro attività principale fosse condannata a lungo termine!

Ho già dichiarato i miei investimenti in società che lavorano per la sostenibilità. L'ho fatto qui. Ora, lasciate che lo faccia di nuovo, aggiungendo solo alcune note sulle fonti dei miei finanziamenti di ricerca.
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Dichiarazione: investimenti e fondi di ricerca in sostenibilità di Ugo Bardi

Per prima cosa, notate che sono un dipendente del governo che vive del proprio salario, quindi non posso creare grandi società o finanziare grandi campagne pubblicitarie. Ciononostante, sono riuscito a risparmiare qualche soldo nella mia carriera, così ho pensato di poterne investire una parte in attività che credo siano buone per la specie umana e – forse – con questo fare qualche soldino. Se mi chiedete se ha funzionato, be', posso citare la vecchia storia che ci sono tre modi per rovinarsi: il più rapido è scommettere, il più piacevole è con le donne e il più sicuro è con l'alta tecnologia. Ma non sono nemmeno completamente deluso. Credo che alcune di queste società risulteranno vincenti alla lunga. Ecco l'elenco completo:

Alterenergy s.r.l. (Energia fotovoltaica)
Retenergie (Energia rinnovabile)
Wind Operations Worldwide (nuove tecnologie eoliche)
Zefiro s.r.l. (Robotica e remote sensing, con qualche interesse nelle rinnovabili e nella gestione dei rifiuti).

Inoltre, ho un impianto fotovoltaico da 2,6 kW sul tetto di casa. Ho anche delle royalty su alcuni libri che ho pubblicato ma, finora, penso che avrei fatto più soldi intrecciando canestri e vendendoli. 

Circa le fonti dei mie fondi di ricerca, la maggior parte sono fondi pubblici dedicati alla scienza dei materiali, solo indirettamente alle energie rinnovabili ed alla sostenibilità. Solo una volta ho ottenuto un finanziamento da una società coinvolta nella produzione dei celle fotovoltaiche (First Solar). Tutte le rilevanti fonti di finanziamento sono dichiarate nei saggi che pubblico. 
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(*)  Riguardo agli attacchi dei media che descrivo nel testo principale, posso solo aggiungere che non erano diretti solo contro di me, ma avevano un altro obbiettivo, la signora Sylvie Coyaud, giornalista del quotidiano italiano “La Repubblica”, che aveva a sua volta criticato la fusione fredda ed i suoi praticanti. L'attacco contro di lei, tuttavia, è stato molto più sgradevole e diversi idioti anonimi l'hanno insultata in termini che sfioravano le molestie sessuali. Inoltre, è stata accusata di essere stata ispirata da me in tutto quello che aveva scritto sulla fusione fredda, con la chiara implicazione che una donna non possa capire nulla di queste materie complicate. Come si suol dire, “non c'è limite al peggio!”.