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domenica 24 agosto 2014

Il Consiglio Mondiale delle Chiese disinveste dai combustibili fossili

Da “Huffington Post”. Traduzione di MR




Il Consiglio Mondiale delle Chiese (CMC), che rappresenta oltre 500 milioni di cristiani in più di 110 paesi, ha deciso di disinvestire dai combustibili fossili, riporta The Guardian. Il Comitato Centrale del CMC, che comprende capi religiosi di tutto il mondo, ha votato per l'inclusione delle compagnie di combustibili fossili nei settori in cui il CMC non investirà per ragioni etiche, secondo una dichiarazione di 350.org, una campagna ambientale internazionale. Un rapporto del comitato di politica finanziaria del CMC dichiara semplicemente, “Il comitato ha discusso i criteri di investimento etico e ha considerato che l'elenco dei settori in cui il CMC non investe dovrebbero essere estesi per includere i combustibili fossili”. 

Il fondatore di 350.org, Bill McKibben, ha detto: “Il Consiglio Mondiale delle Chiese ci ricorda che la moralità richiede di pensare al futuro così come a noi stessi – e che non c'è minaccia più grande per il futuro che bruciare in modo incontrollato combustibili fossili”. Ha aggiunto: “Questo è un momento importante per i 590 milioni di cristiani nelle loro varie confessioni: un'enorme percentuale dell'umanità oggi dice 'fin qui e non oltre'”. 

Guillermo Kerber, il dirigente del programma Cura della Creazione e Giustizia Climatica, ha spiegato: “Le linee guida etiche generali per l'investimento includevano già la preoccupazione per un ambiente sostenibile, per le future generazioni e per l'impronta di CO2. Aggiungendo i combustibili fossili all'elenco dei settori in cui il CMC non investe serve a rafforzare l'impegno del copro governativo sul cambiamento climatico come espresso in varie sessioni del Comitato Centrale”. 

Il movimento per il disinvestimento dai combustibili fossili si sta allargando in tutto il mondo, più rapidamente di qualsiasi precedente campagna, e questa decisione del CMC potrebbe risuonare con altre istituzioni religiose. In maggio, la responsabile delle Nazioni Unite per il clima, Christiana Figueres ha esortato i capi religiosi a prendere una forte posizione sul cambiamento climatico, chiamandolo “uno dei grandi problemi umanitari del nostro tempo”. L'arcivescovo Desmond Tutu ha unito la sua voce all'appello per il disinvestimento di aprile, dicendo, “Le persone di coscienza devono spezzare i propri legami con le multinazionali che finanziano l'ingiustizia del cambiamento climatico”. 

Il CMC è un'organizzazione composta da 345 confessioni, che comprende anche la Chiesa d'Inghilterra. Non è ancora chiaro se il disinvestimento si applicherà solo al CMC o anche alle confessioni che vi aderiscono. Secondo The Guardian la Chiesa d'Inghilterra “ha detto che non poteva ancora commentare sul significato della decisione per i propri investimenti”. Il CMC segue altre importanti istituzioni religiose che hanno deciso di disinvestire dai combustibili fossili. L'Unione Teologica dei Seminari di New York City ha votato in modo unanime a giugno di smettere di investire in combustibili fossili. L'Associazione Unitaria Universalista si è unita al movimento per il disinvestimento sempre in giugno, e la Chiesa Unita di Cristo ha approvato una strategia di disinvestimento dai combustibili fossili nel luglio del 2013. “Le Scritture ci dicono che tutto il mondo è una creazione preziosa di Dio e il nostro ruolo in esso è quello di prenderci cura e di rispettare la salute del tutto”, ha detto il Presidente della Unione Teologica dei Seminari, Serene Jones, quando ha pubblicizzato la decisione. “Il cambiamento climatico pone una minaccia catastrofica e come custodi della creazione di Dio dobbiamo semplicemente agire”.