Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


sabato 12 agosto 2017

Povertà e auto da 20.000 Euro



Leonardo Libero ci presenta alcuni dati interessanti sul mercato dell'automobile in Italia. Curiosamente, gli Italiani, pure in gravi difficoltà economiche, continuano ad indebitarsi per comprare degli arnesi scintillanti e sostanzialmente inutili. 


Guest post di Leonardo Libero


L’Agenzia Fitch ha ritenuto che il rating dell’Italia sia ormai sceso fino ad appena due punti sopra la sufficienza. Eppure si continua a spremere la residua capacità di spesa degli Italiani sfruttando un pretesto ambientale infondato.

Secondo l‘Istat, nel 2016 erano 7.209.000 gli Italiani in seria difficoltà economica e nel 2015 erano in povertà assoluta il 6,1% delle famiglie italiane – cioè 4.598.000 persone – mentre erano in povertà relativa il 10,4% di esse, cioè 8.307.000 persone.

Ovvie conseguenze anche del fatto che nel 2014 solo il 55,7% degli Italiani fra i 15 ed i 64 anni di età aveva avuto un lavoro retribuito, mentre la media UE era stata del 64,9% e, nella UE, solo il tasso di occupazione dei coetanei croati e greci era stato inferiore a quello degli italiani. Andamento purtroppo confermato anche dall’ultimo rilevamento Eurostat sull’occupazione dei neolaureati) .

Secondo la Centrale Rischi Finanziari, nel 2016 il 34,6% (oltre un terzo !) degli Italiani maggiorenni (circa 15,6 milioni di persone) aveva debiti, in media per 34.253 Euro ciascuno (quindi per un “debito privato” totale di 533 miliardi, pari ad oltre il 25% del nostro Debito Pubblico !!).

Debiti che sarebbero logici, data la situazione, se gli Italiani li avessero contratti per esigenze di salute o per investimenti in qualche modo produttivi.

Invece i loro investimenti sono crollati fra il 2008 ed il 2015 ed ora languono mentre uno dei principali motivi dei loro indebitamenti non è stata la salute, bensì l’acquisto di una nuova auto per lo più in sostituzione di una vecchia (ma non per questo fuori uso), che viene rottamata; un motivo quindi consumistico e, in apparenza, voluttuario.

Nel 2015 essi ne hanno infatti acquistate, nuove di fabbrica, 1.574.872 (+ 18% rispetto al 2014), ad un prezzo medio di 19.800 Euro, spendendo - o indebitandosi – per un totale di 31.100.000.000 di Euro, come risulta da un compiaciuto comunicato dell’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli (notare) Esteri.

Nel successivo 2016 (fonte ACI), ne hanno acquistate, sempre nuove di fabbrica, 1.824.968 (+ 15,88% rispetto al 2015), per un importo totale stimabile – al prezzo unitario medio risultato per il 2015 - in almeno 36.000.000.000 di Euro.

NOTA: i circa 67.000.000.000 di Euro spesi in 2 soli anni a quel titolo, sono pari ad oltre sei volte il costo previsto per il TAV Torino-Lione, da coprire in 16 anni, ad oltre otto volte quanto è costato al Paese il “disastro Alitalia” in quarant’anni e ad oltre 200 volte quanto gli è costato, in 35 anni, l’inesistente Ponte sullo Stretto di Messina.

Sul piano dell’Economia Nazionale – tanto povera di capitali e di investimenti - va notato che tali enormi somme in danaro e crediti sono state in maggior parte di fatto ESPORTATE, come gran parte di quelle spese in Italia allo stesso titolo nei 25 anni precedenti (*), perché sono prodotte all’estero la maggioranza delle auto più recenti e costose che circolano sulle nostre strade e perché anche la Casa che più ne produce in Italia ha la Sede Legale ad Amsterdam e quella Fiscale a Londra.

Sul piano del Riscaldamento Globale e dell’Ambiente in generale, va notato che il costo energetico complessivo delle 3.399.840 auto vendute in Italia - ma prodotte in ogni parte del mondo - nei due soli anni qui considerati – essendo di 30.000 kWh quello medio di ciascuna di esse (https://de.wikipedia.org/wiki/Graue_Energie) - è stimabile in 101.995.200.000 kWh e che perciò – dando in almeno 500 g di CO2 emessi per kWh di elettricità prodotto la media mondiale ( https://www.ipcc.ch/pdf/special-reports/sroc/Tables/t0305.pdf ) – la loro produzione deve aver fatto emettere almeno 51 milioni di tonnellate di CO2, insieme a grandi quantità di particolato, CO, SOx ed NOx, cioè degli stessi inquinanti per i quali oggi si mettono sotto accusa le auto diesel (http://www.eea.europa.eu/data-and-maps/indicators/en09-emissions-co2-so2-and/emissions-co2-so2-and-nox ), che certo non hanno fatto del bene al Clima e all’Ambiente. Si aggiunga che ogni auto tolta dalla circolazione è un “rifiuto speciale” inquinante, che pesa almeno una tonnellata ed occupa almeno 6 metri quadri di territorio (così è p.es. la Fiat Panda), e che nel solo 2015 ne risultano “radiate dal PRA” 1.131.134 ( http://www.aci.it/laci/studi-e-ricerche/dati-e-statistiche/annuario-statistico/annuario-statistico-2016.html).

A far spendere tutti quei soldi agli Italiani – ed a far fare tutto quel danno alla Natura - non è stata però la loro ambizione a pavoneggiarsi con un’auto nuova, ma in prevalenza la pressione di un “sistema” che dal 1992 sfrutta le direttive sulle classi ecologiche “Euro” per perseguire il continuo rinnovo del parco circolante europeo, pretesa insensata sia sotto l’aspetto economico che sotto quello ambientale. Un “sistema” composto da Poteri Forti privati (spregiudicati al punto da truffarsi anche fra loro, taroccando i dati su emissioni e consumi, come il “dieselgate” ha rivelato), i cui motivi sono ovvii, e da Poteri Pubblici, nazionali e locali, il cui unico motivo per assecondare i disegni dei primi voglio sperare sia la superficialità della loro preparazione in materia di Ambiente ed Energia.

I principali mezzi e modi con cui il “sistema” opera sono :

a)- continuare a dare per vero – e perciò a far credere - che le emissioni dei motori delle autovetture siano la fonte principale dell’inquinamento urbano, nonostante che ciò sia stato smentito dal prof. Hans Peter Lenz fin dal 1999 ( http://www.automoto.it/eco/polveri-sottili-tutto-quello-che-non-vi-dicono.html ), dall’ing. Dario Faccini nel 2015-16 (https://aspoitalia.wordpress.com/2015/12/30/inquinamento-il-colpevole-nascosto/ ) e soprattutto dalla “prova regina” sperimentale (Galileo 1564-1642), dato che nessun blocco del traffico privato lo ha mai fatto diminuire (http://www.corriere.it/cronache/15_dicembre_29/blocco-traffico-targhe-alterne-non-servono-resta-l-allerta-smog-348291ee-ae65-11e5-a515-a44ff66ae502.shtml - http://www.altramantova.it/it/cronacaam/mantova-am/14410-emergenza-smog-pm10-sempre-fuori-legge-nonostante-i-blocchi-la-polizia-locale-controlla-70-auto-ed-eleva-6-multe.html?jjj=1493710279089 );

b)- imporre blocchi del traffico privato per dichiarati motivi ambientali, ma esentandone i veicoli più recenti e/o con certe caratteristiche; operazioni che la UE non ha mai richiesto (diversamente da quanto si è fatto e/o lasciato credere) e che in pratica obbligano chi debba poter circolare sempre, e non abbia un mezzo di tipo compreso fra quelli esentati, ad acquistarne uno (che però potrà non essere più esentato già dal blocco successivo !!); di tali limitazioni “selettive”, in Italia ne sono state imposte parecchie; le quali ovviamente, per i motivi di cui al punto a), non hanno fatto diminuire l’inquinamento, che anzi in quei giorni è talvolta aumentato, (http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/12/29/news/anci_decalogo_delle_buone_intenzioni_incertezza_sui_blocchi-130291182/ - http://www.ilgiornale.it/news/cronache/pisapia-blocca-traffico-smog-milano-aumenta-1208528.html ).

c)- incentivare con danaro pubblico la rottamazione sostitutiva dei veicoli meno recenti; in Europa lo hanno fatto alcuni Paesi, fra cui l’Italia, fino ad almeno il 2011 (https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg17/attachments/dossier/file_internets/000/001/188/Volume_Completo_Automotive_con_copertina.pdf pag 193); in Italia, ancora nel 2014 sono stati stanziati a quel titolo 63,4 milioni di Euro ( http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/28/auto-il-6-maggio-tornano-gli-ecoincentivi-stanziati-634-milioni-di-euro/966836/ ) e nel 2016 sono state concesse agevolazioni fiscali ( https://scenarieconomici.it/incentivi-auto-2016-tante-agevolazioni-per-privati-e-aziende/ )

d)- invadere con la pubblicità di Case automobilistiche tutti gli organi di informazione; in Italia, gli investimenti pubblicitari per il settore auto, piuttosto limitato come numero di operatori, sono da molti anni inferiori, e per poco, solo a quelli per il vastissimo settore alimentare; con risultati anche assurdi, come mandare in onda gli spot di tre o quattro Case Auto diverse nel giro di pochi minuti e perfino in successione

http://wac.6f93.edgecastcdn.net/806F93/static.pubblicitaitalia.it/wp-content/uploads/2016/11/Nielsen-tab-2.pdf

http://www.primaonline.it/2016/02/11/228202/investimenti-pubblicitari-in-crescita-dell17-nel-2015-considerando-anche-il-web-in-calo-la-stampa-e-web-bene-la-radio-i-dati-nielsen-infografiche/

http://www.primaonline.it/wp-content/uploads/2014/02/Nielsen_20130218_nota_adv_dicembre.pdf

http://www.focusmarketing.it/a-gennaio-2013-pubblicita-in-calo-del-153/

e)- criminalizzare il motore diesel, che è la più recente trovata del “sistema” e tende a far sì che perfino chi ha un’auto Euro6, ma a gasolio, debba acquistare un’altra auto se vuole essere sicuro di poter circolare sempre; il presupposto è che il motore diesel sia il più inquinante, perché emette particolato ed ossidi di Azoto (NOx); presupposto anch’esso smentito dall’esperienza dato che, per esempio, nei diversi giorni di fermo delle auto diesel, imposti dal Comune di Torino lo scorso febbraio, l’inquinamento non è diminuito, ma è anzi aumentato

(http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/02/21/news/smog_confesercenti_attacca_il_blocco_degli_euro_diesel_4_un_eccesso_di_zelo_che_danneggia_-158815727/ )


Il perché ciò sia accaduto, e quel presupposto sia sbagliato, lo ha spiegato uno dei più esperti giornalisti italiani dell’automotive, Enrico De Vita, durante un convegno di venditori di auto ( http://www.italiabilanci.com/automotive-dealer-report-2017-24-febbraio-bolzano/ ), quindi ad un uditorio di esperti, con la relazione pubblicata qui http://ugobardi.blogspot.it/2017/03/il-motore-scoppio-e-ormai-obsoleto-come.html , la cui conclusione, in breve, è che il motore diesel è in realtà molto meno inquinante di quello a benzina e con emissioni molto meno rischiose per la salute umana; conclusione che è di dominio pubblico, ma che nessuno, dal “sistema”, ha contestato e meno che mai smentito.

Due ulteriori conseguenze negative e non trascurabili di tutto quanto sopra sono l’ingiusto danno inferto ai proprietari delle auto non esentate dai blocchi selettivi, che ne fanno crollare il valore di mercato praticamente a zero (anche a vantaggio delle Compagnie Assicurative), e la sottrazione di lavoro e reddito ad intere categorie artigianali come autoriparatori e piccoli carrozzieri, causato dal forzato ringiovanimento del parco circolante.

A quest’ultimo proposito, va ricordato:

- che il 14 giugno 2016 la Commissione Ambiente del Senato ha approvato all’unanimità una risoluzione in favore dell’Economia Circolare http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/istituzioni/2016/06/14/commissione-ambiente-senato-ok-risoluzione-su-economia-circolare_694fabdc-900c-40d2-b94d-2ad6bd11bd63.html ;

- che il 9 luglio 2015, alla Commissione Ambiente del Parlamento Europeo, una risoluzione analoga era stata approvata con 394 voti a favore, 197 contrari e 82 astensioni, http://www.europarl.europa.eu/news/it/news-room/20150702IPR73644/economia-circolare-deputati-chiedono-un-cambiamento-sistemico ;

- che il 10 luglio 2015 il Parlamento Europeo, in seduta plenaria, ha adottato l’Economia Circolare come modello di sviluppo del futuro, anche per merito di deputati italiani http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2015/07/leconomia-circolare.html ;

- e che il principio-base dell’Economia Circolare é l’azzeramento dei rifiuti ottenuto col “riutilizzare, aggiustare, rinnovare e riciclare” (altro che rottamare!!) http://www.torinosocialinnovation.it/post-it/economia-circolare-2/ .

Per concludere, e per chi pensasse che quelli sono pii desideri, porto l’esempio pratico, modesto ma convincente, di una relativamente piccola azienda francese, la Envie Anjou (http://www.envieanjou.com/produits.php), che dal 2000 ritira e ricondiziona elettrodomestici usati e che da allora ne ha rivenduti, con garanzia, ben 68.414 (come dire, in media, 4.000 all’anno !).

Leonardo Libero






(*) In Italia, nel periodo 2000-2014 (soli dati disponibili) , le “prime iscrizioni” di “autovetture” nuove di fabbrica sono state 269.230.725 (http://www.aci.it/fileadmin/documenti/ACI/Trasparenza/Open_Data/ANNUARIO_STATISTICO_OD.pdf )








24 commenti:

  1. Buongiorno,perdonate abito nel nordest e qui lo scimmiottare a suon di suv,minisuv,suv dei poveri e di crossover esiste eccome. Se passate per Treviso e Conegliano potete notare per le strade della "città continua" il fenomeno da baraccone in stile "tu vuoi far l'americano ma sei nato in Italy" ancora più evidente. Parliamo di debito privato,nonostante una crisi persistente,di un dispendio in termini di peso e volume del mezzo manutenzione inclusa per lo stesso tragitto di sempre,di persone che acquistano 4ruote per girare in città, che pagano pedaggi per rimanere in coda,che pagano in forma fisica e salute per il taboo dei 5 km in bici per andare a cena fuori o comperare il pane,parliamo a mio avviso,di un paese di deficienti. E di semplicissimi analfabeti finanziari. Qualche acquisto consapevole fatto di auto ibride esiste. Qualche..

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  2. Perfetto; personalmente posso dire di aver cambiato auto anche io nel 2017; ho preso "cash" un mille turbo benzina da 19km/l promessi dal rivenditore; attualmente ce ne faccio circa 21km/l con una guida attenta su tracciati collinari/montani; in piano sto sui 24km/l faccio circa 9000km l'anno la maggior parte per motivi"ludici"...In realtà il progresso sull'efficienza di motori benzina non si è fermato: i motori a ciclo miller sono sul 36% di rendimento energetico, e mazda coi nuovi benzina senza candele promette il 40%. Qual è il termine per descrivere la fase terminale del paradosso di Jevons? Ne coniamo uno?

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    1. spero che non ti affidi al computer di bordo, ma alla empirica divisione tra km fatti tra due riempimenti e i litri necessari al riempimento del serbatoio. Metodo antico prima dei computer, ma l'unico veramente affidabile.

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    2. Il computer risulta affidabile dai calcoli fatti, visto anche che metto 10-20 euro per volta.

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    3. hai ragione, poi 2 pieni costano soldi e fatica.

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    4. "36% di rendimento energetico, e mazda coi nuovi benzina senza candele promette il 40%"

      Mi sembrano rendimenti molto alti, speriamo sia vero.
      Se lo fosse, fra l'altro, con questi rendimenti viene a cadere il discorso che si faceva in passato che l'elettrico automobilistico conviene comunque anche se prodotto in centrali a fossili, dato il maggior rendimento termodinamico delle centrali rispetto ai piccoli motori.

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  3. Nel 2020 nel mondo si raggiungeranno i 100mln di veicoli venduti (esclusi i commerciali/industriali e moto), nel 2030 sulla Terra si calcola che ne circoleranno 2mld, il problema è che i costi di produzione grazie ad automazione e/o sinergie si sono talmente abbassati che la sua diffusione di massa, ormai è prerogativa non solo dell'occidente ma di quasi tutte le nazioni in via di sviluppo. Non so cosa mai potrà fermare questo fenomeno, forse solo una importante carenza di petrolio che all'orizzonte però non si riesce nemmeno a percepire.

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    1. Completiamo il ragionamento. In Italia, negli ultimi quindici anni, sono stati iniettati circa cinque milioni (più probabilmente di più che di meno) di persone. Quante auto in più circolano rispetto a quelle che circolerebbero senza quella massa aggiuntiva?

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  4. Il feticismo automobilistico è uno dei segnali più evidenti dell'irrazionalità di specie fatta (anti)politica, (anti)economia, (anti)urbanistica.

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    1. Quando c'erano i cavalli era la stessa cosa.

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    2. Diaz, tutte le passioni (sesso sregolato, gola insaziabile, ozio profondo,superbia incolmabile e non, sono altamente distruttive della persona e di tutto ciò che ha intorno, anche a migliaia di km. Chi l'avrebbe mai pensato che il GW avrebbe fatto spostare la fascia degli alisei a nord in modo da portare il sahara da noi? Forse, e dico forse, gli esseri umani si fermeranno, quando cadranno stecchiti a milioni per la strada.

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    3. "Chi l'avrebbe mai pensato che il GW avrebbe fatto spostare la fascia degli alisei ecc"

      Chiunque con una minima infarinatura di cultura generale da liceo, sinceramente, le leggi generali della circolazione atmosferica sono abbastanza semplici e note da tempo, come tutte le grandi idee scientifiche.

      Inoltre resta il fatto che se c'e' chi ci perde, c'e' chi ci guadagna, la fascia si sposta solo verso nord, non e' che sparisce, la piovosita' complessiva dovrebbe aumentare assieme all'evaporazione (i periodi secchi e mortiferi sono quelli delle glaciazioni, non quelli caldi interglaciali, l'antartide e' il posto in assoluto piu' secco e sterile del mondo, ci sono luoghi dove non precipita niente da decine o centinaia di migliaia di anni per il freddo), e la concentrazione di CO2 fa aumentare e di molto la crescita vegetale (gia' oggi si parla di un 15-20 per cento di resa dei raccolti in piu', oltre che di rinverdimento generale della terra, cosa che qui non si puo' dire in quanto OT, offtopic).

      Una volta si vince, una volta si perde...

      Poi per il resto, sulla hybris, o se preferisci sul peccato originale degli esseri umani, sono d'accordo pienamente con te. Ma che possiamo farci, se non cercare di comportarci bene noi (comunque sbagliando), questa e' la vita sulla terra.

      Semmai, un dubbio che ebbi modo di esprimere gia' diversi lustri fa nel newsgroup usenet di "scienzaambiente", e' che l'aumento di temperatura degli oceani potrebbe aumentare la crescita vegetale in essi con conseguente sequestro di CO2 tale da innescare un abbassamento del livello di ossigeno nei mari e una nuova glaciazione (una specie di eutrofizzazione degli oceani), e credo che dovremmo preoccuparci piu' di questo (stanno arrivando conferme di questa ipotesi dalla recente notizia dell'abbassamento del livello di ossigeno nell'estinzione del giurassico, forse non ancora ben interpretate: http://www.lescienze.it/news/2017/07/19/news/riduzione_ossigeno_oceano_giurassico_estinzione-3606417/

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    4. la concentrazione di CO2 fa aumentare e di molto la crescita vegetale (gia' oggi si parla di un 15-20 per cento di resa dei raccolti in piu'

      *Dove* se ne parla, esattamente?

      oltre che di rinverdimento generale della terra, cosa che qui non si puo' dire in quanto OT, offtopic)

      Porica miseria, così intransigente è qua la Moderazione? Non mi sembrava, visto che non cassa nemmeno riferimenti alla Madonna di Medjugorie.

      l'aumento di temperatura degli oceani potrebbe aumentare la crescita vegetale in essi con conseguente sequestro di CO2 tale da innescare un abbassamento del livello di ossigeno nei mari e una nuova glaciazione

      Il paper riportato da "Le Scienze" documents the macrobenthic community, ma la crescita vegetale nella colonna d'acqua nemmeno la nomina.
      La CO2 invece è nominata una volta, per dire che "Intense volcanism is thought to have introduced large volumes of volatiles such as CO2 and SO2 into the atmosphere and oceans".

      Quindi, l'ipotesi ocean warming--->sequestro CO2--->aumento crescita vegetale--->ipossia del mare--->glaciazione non è giustifcata dal paper in oggetto.

      Saluti.

      R




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    5. "*Dove* se ne parla, esattamente?"

      Be' se non erro ne parla Luigi Mariani ad esempio, che e' uno dei piu' autorevoli agronomi e agrometeorologi italiani, persona il cui parere scientifico, sull'argomento, qualcosa vale.

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    6. sembra che le rese dei raccolti che rimarrebbero invariate siano soltanto quelle della soia, ma grano, mais e riso...kaput col caldo. Buon latte di soia a tutti
      http://www.haaretz.com/science-and-health/1.807177

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    7. ne parla Luigi Mariani

      Scusa eh FWD, ma Luigi Mariani->cerca con Google->circa 50 000 risultati ... puoi fornire un link allo scritto di Mariani al quale ti riferisci?

      R

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  5. La mobilità è stata sapientemente trasformata da opportunità di libertà in obbligo di mungitura. Lo stesso processo si è ripetuto per quel che riguarda gli strumenti di comunicazione e millemila altre cose. Come Mida trasformava in oro tutto quel che toccava, la collettività umana trasforma in ben altra sostanza tutte le opportunità di miglioramento della propria condizione con le quali si trova ad avere a che fare. Da non dimenticare: una goccia difficilmente può fare sfaceli, mentre una miriade di gocce raccolte in un torrente in piena travolge e distrugge; allo stesso modo, difficilmente una persona può fare sfaceli, mentre una miriade di persone raccolte in una folla li può fare e li fa. Aggiungo: che possibilità ha una goccia di sottrarsi alla corrente distruttiva una volta che è stata coinvolta nel flusso?

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    1. le gocce non hanno libera razionalità, il problema è che la si può togliere con sofisticati condizionamenti mentali. Basta vedere quante persone sono affette da nevrosi compulsiva da acquisti e se ti provi a renderle coscienti, rischi pure grosso, senza ottenere quasi nulla, tanto dopo fanno peggio. I decerebrati di fronte a qualsiasi divieto diventano violenti e allora si dovrebbe rispondere alla pari, ma non si può mica ammazzare tutti i minorati mentali, sennò dopo l'economia ed il PIL, chi lo regge?

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  6. A questo punto che dicono gli esperti del blog sul picco VERO della produzione petrolifera? Qualche notizia attendibile sul declino della produzione globale o è semplicemente vero che lo shale oil prodotto (in perdita o no) dagli USA abbia fatto saltare tutte le previsioni di picco? E' anche vero che le case automobilistiche guardano sempre più spesso alla vettura completamente elettrica, ma non è chiaro se è perchè sentono odore di declino sulla produzione petrolifera o per un discorso di dialettica.

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    1. Per quanto concerne il picco notizie attendibili non se ne trovano in giro, forse tutto diventerà più chiaro quando termineranno le iniezioni di liquidità delle varie banche centrali e con esse gli investimenti a tassi molto vicini allo zero in molteplici operazioni di ricerca e sfruttamento di giacimenti a basso eroei, per quanto riguarda le auto elettriche per almeno i prossimi 10 anni resteranno una nicchia elitaria, Tesla ha 10 mld di debito, nell'ultimo trimestre ne ha bruciato un altro e pochi giorni fa ha deciso di emettere un bond da 1,5 mld che ha già ricevuto un rating "not investiment grade"...insomma se continua così ci sono buone probabilità che fallisca nel giro di pochi semestri.

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    2. https://aspoitalia.wordpress.com/2017/08/09/ce-un-fallimento-intellettuale-e-strategico-dei-picchisti/
      Questo è un onesto e chiaro articolo sul picco.
      Condivido il commento di anonimo (anonimo ma informato).
      Angelo

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    3. @Anonimo13 agosto 2017 19:17
      E tanto che gli invidiosi dicono che Tesla stia per fallire...
      Tesla a differenza di altri a debiti perché ha investito, è cresciuta, si è ampliata.

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  7. Articolo divertente ma troppo tardo. Come li chiamava Lenin quelli che si scavano la fossa da soli (e non intendo solo gli automobilisti), "utili idioti"?
    Se continuate ad illudervi che le vostre istanze non continueranno a venire sistematicamente strumentalizzate dalle lobby, dagli affaristi della crescita, dai politici mai sazi di potere con le tasse, le normative, e le oppressioni sociali e civili di ogni genere in nome del paradiso della perfezione dell'avvenire, siete dei fessi fino in fondo (tranne quelli ai quali qualche rivoletto di guadagno, non necessariamente economico, ma anche solo di visibilita' sociale, ne deriva da subito).

    Non riesco piu' a trovare la fonte, che devo avere da qualche parte, ma ricordo benissimo un mega-convegno di ecologisti in cui un Marchionne ancora ai primi passi interveniva dicendo che, certo, se venissero fatte leggi severe che IMPONGANO il frequente rinnovo del parco automobilistico agli ultimi ritrovati tecno-ecologici, anche per lui sarebbe una manna. Che l'industria appoggiava pienamente questa politica, insomma. Ovviamente, no?

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  8. Un giorno di autunno lo scorso anno, prima mattina ore 7.30 lo, leggera pioggerellina, cammino sul marciapiede affiancato da due file di automobili, mi si affianca un senegalese, mentre gli automobilisti suonano i clacson in un interminabile fila, il ragazzo di colore mi guarda e dice: "Oh.. ma questi spendono 20 mila euro per poi stare in fila imbottigliati, incazzati, nervosi e stressati a suonare il clacson... ma sono pazzi?" Non ho potuto far altro che dargli la mano.. e dirgli: "Si!" :-D Comprati l'automobile e sarai libero...(Di pagare le tasse, la benzina, il bollo, l'assicurazione, la manutenzione e le multe) ;-) Potere della pubblicita! E poi diciamolo.. l'automobile e il suo prezzo è la manifestazione più immediata della disponibilità economica di una persona. ;-) Scendi da una panda? Sei un povero disgraziato! Scendi da un SUV? qualcosa conti.. dalporsche in su.. hai potere! ;-) (non ho la TV da 20 anni..non vedo le pubblicta..o scelto di essere e non di avere... e sincero.. non devo dimostrare un "BIP" a nessuno e 5 giorni fa ho comprato una bicicletta e pedalo felice, come oggi, con 16.000 carati di pietre preziose e semipreziose nello zaino... che ha 20 euro al carato di media.. fatevi ilconto. Ma sapete.. uno cha va in bici, jeans, maglietta zaino... è un povero disgraziato! Se avevo il porsche.. mi avevano gia rapinato? probabile. Si basano su immagine e si indebitano per avere "un immagine". l'automobile e il "biglietto da visita." Saluti! quel matto del gemmologo che va in giro con 300.000 mila euro sulla schiena. :-D Saluti! (anche perche poi.. un automobile tra 10 anni quanto vale? E 16.000 mila carati di gemme tra 10 anni quanto valgono? Qua il paper: file:///C:/Documents%20and%20Settings/gem/Documenti/Downloads/Renneboog%20and%20Spaenjers%20-%20FRL%202012%20-%20Hard%20Assets%20(1).pdf

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