Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 16 ottobre 2016

Luigi Sertorio: riflessioni sul referendum del 4 Dicembre 2016



LUIGI SERTORIO, nato nel 1933 a Torino, professore associato di Ecofisica alla Facoltà di Scienze dell'Università di Torino. E' stato per quindici anni visitatore consultant della Divisione Teorica del Los Alamos National Laboratory, e per tre anni membro della Divisione V della NATO, Affari scientifici. E' autore di circa novanta pubblicazioni di Fisica teorica, e di libri come, Thermodynamics of complex systems (World Scientific, 1991), Storia dell'abbondanza, 2002. Vivere in nicchia e pensare globale, 2006. Cento watt per il prossimo miliardo di anni, 2008, e molti altri



di Luigi Sertorio
sertorio@to.infn.it



Introduzione: chi siamo, da dove veniamo.

- Impero romano: Augusto imperatore nel 27 aC. Termina con Romolo Augustolo nel 476 dC. Territorio: fertile, bacino del Mediterraneo, traffici commerciali. Struttura imperiale, basata sul potere militare.

- Medioevo: stesso bacino territoriale. Struttura in città o stati molto piccoli. Eccellente preservazione delle radici della cultura artistica e scientifica.

-1492. Cristoforo Colombo connette Europa e continente americano. Nascono le potenze coloniali, Portogallo, Spagna, Francia, Inghilterra, Paesi Bassi. I traffici navali implicano l'Atlantico. Il Mediterraneo rimane con ruolo inferiore. Le potenze coloniali occupano l'Italia con forme di governo variabili.

- Alla fine del '700 incomincia l'era del carbone, macchine e motori. Fabbriche e ferrovie compaiono nell'800. Marx teorizza tale dinamica.

- 1861 creazione del regno d'Italia. Termina nel 1946. La struttura di confederazione sostenuta da molti pensatori viene rifiutata in favore di monarchia dotata di potere esecutivo, legislativo, giudiziario, con Statuto.

- Repubblica italiana, dal 1946 a oggi.

A cosa serve questo richiamo? A far meditare sul fatto che Il presente italiano è l’esito di un passato enormemente complesso. Sarebbe bene cercare di capirlo, nel bene e nel male.


La costituzione

La Costituzione repubblicana italiana è stata scritta subito dopo la guerra devastante che aveva implicato non solo la fine della debole e corrotta monarchia sabauda intrecciata a venti anni di capitalismo fascista, ma tutti gli stati d'Europa, più Russia e Giappone. Emergeva nel 1945 l'impero militare industriale americano con pretesa di dominare tutto il pianeta Terra, essendo in possesso dello strapotere nucleare. Pretesa che si evidenzia con continuità fino al presente.

Nelle condizioni di totale debolezza in cui si trovavano gli uomini che formularono la Costituzione scrissero un testo poetico espressione di principi ideali utopici. Come mai utopici? Perché l'Italia non era una nazione ma un territorio devastato, con una potente storia di pensiero arenata su un presente di vassallaggio. Basta ricordare che nel 1949 l'Italia entra forzatamente nella NATO e di conseguenza nel 1951 cede, regala, agli USA porzioni di territorio nazionale per le tre basi militari di Camp Darby, Sigonella e Vicenza. [presidente della repubblica Einaudi e presidente del consiglio De Gasperi]. Dove era finito il concetto di sovranità dello stato e dei suoi princìpi fondanti? E' come prendere una suorina vergine e pura che canta dolcemente un inno alla vita eterna e poi entra in un bordello a concedere il suo corpo.

I grandi politici tipo De Gasperi o Andreotti erano totalmente servi dell'America. La nazione Italia andava avanti con una dinamica di sottomissione tecnologica ed economica (eliminazione di Mattei, Ippolito, Olivetti) e di furbizia, l'unica arma che resta in mano e che caratterizza i servi. Lo sappiamo fin dai tempi antichi. La corruzione italiana è sempre piaciuta agli USA. Ricordo alle riunioni generali della NATO (anni 1991-1994) il rappresentante italiano che non sapeva parlare inglese e stava seduto appoggiato al tavolo dell'immensa sala a leggere i giornali (orrenda vergogna per me che ero costretto a stare seduto dietro a lui secondo le gerarchie d'uso). Quando si chiedeva il voto la segretaria che sapeva l'inglese gli dava un colpetto, lui si muoveva alzando la mano per indicare che approvava la mozione richiesta, che era sempre quella degli USA. Questo comportamento era graditissimo agli Americani.

E così a casa, cioè nel parlamento italiano, vegetavano i corrotti. E' dal 1947 che elaborano nomi e regole per alimentare privilegi vari. Questi trucchi continuano adesso con facce nuove e tante parole fra cui la riforma costituzionale di cui si straparla oggi. Nulla di nuovo rispetto alle osservazioni citate sopra. I poteri dominanti, nucleare e bancario, gradiscono ovviamente un governo italiano sufficientemente autoritario ma che continui a obbedire, come sempre (*). La proposta di modifica alla Costituzione va esattamente in questa direzione, e il sostegno dei poteri dominanti è palese.

Non è il testo della Costituzione che si deve cambiare ma la scelta degli individui che entrano nelle strutture dello Stato, perché sono loro che conducono la dinamica della nazione. Se una squadra di calcio non va bene si lavora sui calciatori e sull’allenatore non sulla misura dell’area di rigore, o sulle regole del fuorigioco, o della palla al centro. Se una struttura operante nel mondo agricolo o commerciale o industriale manifesta delle imperfezioni si analizza il funzionamento dei suoi membri nei loro vari ruoli, non si dà la colpa alla definizione dei concetti di “coltivazione”, “mercato”, “prodotto”. Se il presidente del consiglio va al colloquio con il presidente degli Stati Uniti e non sa parlare in inglese, ha due scelte, o impone l’italiano (davvero?) o si porta dietro un interprete. In realtà fa brutta figura, non si venga a dire che occorre una modifica della Costituzione onde dargli più dignità. Dobbiamo sostituirlo con un uomo competente e veramente degno del ruolo che copre. E così via.

Chi propone i cambiamenti che sono adesso oggetto del referendum? Un consesso di saggi? Lontanissimi da ciò. Quando vedo in azione alla TV i politici che sono giunti al potere non so come e perché, all’opera nell’illustrare le modifiche costituzionali, e mi riallaccio alla mia esperienza triennale alla NATO vedo in azione una tragica continuità di inadeguatezza. Dobbiamo portare al Parlamento e al Senato le persone giuste. E’ ciò facile? No, è difficilissimo. Ma quando una popolazione non è nazione sana, cioè sufficientemente ben definita nella sua dinamica storica, le sciagure provenienti dall'esterno arriveranno inattese e incomprese dalla classe politica in atto. Davvero si deve parlare di rimpallo fra Camera e Senato che deve essere curato? Apriamo gli occhi e cerchiamo di capire perché esiste la quasi totale incapacità di analizzare le cause dei veri problemi globali. Il più vicino è il flusso migratorio, che è visibile ma parte da lontano.

Molto più difficile da capire, perché invisibile, è l'accerchiamento nucleare della Russia che l'America sta eseguendo in certe aree sotto l'etichetta della NATO e in generale con la giustificazione di doverosi interventi di pace. Certamente i politici con scorta e auto protettiva non vedono niente. Ovvero sono occupati a bisticciare in TV per cercare consensi in un certo bacino di elettori, indicando i fatti locali e le loro cause immediate. E così i super ricchi con case blindate dislocate in vari posti della Terra se ne fregano. Ma non sono né i politici che abbiamo oggi, né i super ricchi orbitanti nella finanza globale i portatori dell'intelligenza. E allora che succede nel futuro dell'intelligenza degli italiani?


Conclusione.

Nel corso del tempo, andando indietro di tre o quattro millenni, si sono succeduti molti modi di agglomerarsi delle collettività umane. Si va da strutture di potere assoluto sacro ereditario come nell’Egitto dei Faraoni, a modi spontaneistici come nelle tribù della foresta. Le strutture coesive si basano su moltissimi parametri dei quali citiamo due principali: l’eredità culturale e l’appartenenza al territorio. E’ difficile dire quando nascono i concetti di Nazione e Stato, un punto di riferimento, anche se relativamente arbitrario, può essere la rivoluzione francese. Accettati questi concetti vediamo che essi sono connaturati al problema di formulare la connessione fra la volontà delle persone incluse nella Nazione e il potere dello Stato. Questa connnessione è definita dalla Costituzione. E’ una scrittura formale che esce dal cervello di uomini, non dal volere divino o dalle leggi della fisica. Definita la Nazione e scritta la sua Costituzione, partono gli innumerevoli problemi della dinamica umana interna alla Nazione intrecciata alla dinamica del potere dello Stato.

La “classe politica professionale governante”, con le sue definizioni e le sue norme, è l’interfaccia fra la comunità degli esseri umani formanti la Nazione, portatori della complessità della vita, e le direttive della Costituzione (**). Osserviamo che questo ruolo di professionisti governanti c’era anche prima della nascita delle costituzioni. Con la comparsa del binomio Stato-Costituzione la definizione di classe politica è più precisa. Comunque il probema fondamentale, vitale, è questo: come, in che modo, con quali mezzi la moltitudine dei cittadini sceglie e guida la classe politca che a sua volta dovrà guidarli e governarli? All’interno della Nazione ci sono le radici del pensiero, dell’arte, della scienza. Ma ci sono anche le radici della stupidità, della criminalità. La salute di una Nazione è il concetto più complesso che esista. Nazione sana, Stato sano, che bello. Esiste?

La nostra costituzione è pura e ingenua. La struttura dei poteri dello Stato è ovviamente evolutiva (la tecnologia e i modi del vivere cambiano in continuazione, le interazione con altre Nazioni cambiano in continuazione). E’ la capacità di evoluzione del funzionamento dei poteri dello Stato che deve essere intelligente e degna del portato del pensiero appartenente ad una certa Nazione. Queste sono osservazioni basilari. E’ la buona fisiologia degli organismo dello Stato il punto cruciale. Arriviamo ora alla proposta di modifica costituzionale che ci angoscia perchè è indizio di malfunzionamento fisiologico dell’interfaccia Cittadino-Stato, cioè della classe politica avente il compito di governare. La proposta di modifica è nata non si sa come, è scaltra, ed eterodiretta. Non è nata dal cuore e dalla mente dei cittadini, I quali sono stanchi della classe politica dirigente. O si assentano o si associano passivamente. La classe politica mette in azione la furbizia, che abbiamo visto essere vecchia. La campagna elettorale è sempre più caotica. Il SI e il NO sono diventate mosse su un campo da gioco di voltagabbana che fanno giravolte non sulla scala del tempo dell’anno, del mese, del giorno, ma della stessa intervistaTV. Vogliamo accordarci con loro?

Il NO dovrebbe essere un messaggio di dignità, di volontà di rifare le nostre scelte di uomini, non di rifare codicilli, articoli, paragrafi. Il ritornello del semplificare oggi vuol dire proseguire nella strada della furbizia. E questo lo pagheremo carissimo nel futuro.




Note

(*) Come riferimento per inquadrare i concetti di asservimento e sovranità mi limito a citare l’espulsione della sede NATO da Parigi nel 1966 su ordine di De Gaulle (viene trasferita a Bruxelles) e la non esistenza di basi militari USA in Francia. Come mai? La Francia, sempre su direzione di De Gaulle, nel dopoguerra è diventata una potenza nucleare, la terza nel mondo dopo USA e Russia.

(**) Osservazione. C’è un rapporto precostituito fra il numero dei cittadini e il numero dei componenti della classe governante? Re, Corte di Versailles e popolo francese alla fine del Settecento. Oggi, in Italia, Parlamento, Senato e 61 milioni di italiani. Quali sono i numeri che descrivono tali strutture? Domanda da capogiro. La struttura del potere è una articolazione complessa, include la dinamica del denaro, la capacità unificante della religione, le diramazioni operative della criminalità, tutti canali dotati di diversissime morfologie agenti sul tessuto sociale. Tanti auguri a chi vuole meditarci su. 

27 commenti:

  1. Nessuno cita il fatto che Renzi è diventato il Caro Leader degli Italiani nel momento che è diventato segretario del fottutissimo PD.

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  2. "Emergeva nel 1945 l'impero militare industriale americano con pretesa di dominare tutto il pianeta Terra, essendo in possesso dello strapotere nucleare"

    Nel 1945, dalla disfatta delle varie potenze europee, emergono DUE imperi con pretesa di dominare tutto il pianeta Terra, che di fatto se lo spartiscono.

    "la non esistenza di basi militari USA in Francia. Come mai?"

    Magari perche' l'Italia ha perso la guerra, dopo averla unilateralmente dichiarata agli Usa il giorno dopo l'attacco giapponese a Pearl Harbour, mentre la Francia degli Usa era alleata, e dall'Italia e' stata pure aggredita (la famosa "pugnalata alla schiena").
    Nella spartizione di Yalta fra Roosevelt, Stalin e Churchill siamo toccati al blocco occidentale (per nostra fortuna, peraltro).

    Poveri noi... da mettersi le mani nei capelli.

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Concordo. Aggiungerei anche che l'unica alternativa possibile ad essere colonia USA era essere colonia URSS. Mi pare che, con tutti gli innegebili difetti della prima situazione, a quelli cui è toccata la seconda sia andata molto peggio che a noi.

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    3. @ Jacopo Simonetta,

      Se parliamo del passato, la penso così anche io. Ma se parliamo del presente e del futuro, non so fino a che punto ci converrà ancora essere una colonia di un grande impero in declino. Se la passeranno sempre peggio loro, figuriamoci noi...

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  3. R "Molto più difficile da capire, perché invisibile, è l'accerchiamento nucleare della Russia che l'America sta eseguendo in certe aree sotto l'etichetta della NATO e in generale con la giustificazione di doverosi interventi di pace" Parole degne dei frequentatori del primo bar sotto casa: lo scudo missilistico appunto non porta armamenti nucleari ma è in grado di intercettare eventuali missili lanciati dalla russia non solo nell fase terminale ma sopra Mosca...Il bluff reaganiano della star wars è oggi possibile...Ma veramente la parità nucleare non c'è mai stata...IL punto è che oggi l'assimetria è enorme...Il professore avrebbe fatto una figura più decente a ricordare lo squilibrio esponenziale nel potenziale atomico dei sottomarini, che c'era anche 30 anni fa...Che centra poi col referendum? ...Che c'entra il referendum con la sostenibilità?.................................

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  4. in un'Italia governata dalle mafie, non solo criminali, può vincere anche il SI'. Se succedesse sarebbe la prova del nove. Anche Aile Selassie, imperatore d'Etiopia, diceva sempre, come gli americani, che più uno è corrotto, più è supino al mio potere. Mi divertirà vedere il 5 dicembre, quanti sono ancora gli uomini liberi.

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  5. Winston Diaz, sei tanto convinto che sia stata una fortuna essere assegnati al blocco occidentale? Magari tra uno o l'altro ci sarebbe andata di m...a allo stesso livello. Sempre un paese perdente saremmo stati e occupati comunque militarmente. E oggi che molte persone risorse globali cominciano a declinare ci stiamo rendendo conto che la falsa democrazia del periodo dell'abbondanza si sta rivelando la dittatura dei tempi delle vacche magre...

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    1. La seconda guerra mondiale e' il primo caso della storia, perlomeno degli ultimi secoli, in cui i vincitori, preso atto degli errori del trattato di Versailles, non spogliano i vinti (nel caso di italia, giappone e germania occidentale).

      Quindi non ci e' andata di merda, ci e' andata di superlusso.

      Nel ventennio seguente all'ultimo dopoguerra, l'italia ha avuto di gran lunga la migliore performance della sua storia unitaria, forse anche civilmente, passando dal medioevo alla modernita' (semplifico, in realta' non e' da escludere che il tardo medioevo - primo rinascimento fu il periodo d'oro dell'italia, dopo il periodo della romanita' antica, come testimonia una semplice visita a una qualsiasi delle nostre citta' storiche).

      Non male per un paese ignominiosamente sconfitto dopo aver lui per primo, da bulletto, attaccato briga, tutto sommato.

      Dubček, con l'umorismo che lo distingueva (e che per lui rappresento' ulteriore problema, dato che stava in un campo, serissimo, dove l'umorismo, specie su certe cose, era bandito) disse che era contento di far parte del blocco orientale, perche' in caso di guerra sarebbe stato sconfitto e fatto prigioniero dagli americani.

      Umorismo a parte, questo e' stato il migliore lascito che abbiamo avuto dal Duce: dichiarare guerra agli americani, e perderla. :D

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    2. Considero gli anni del boom-tumore forse tra il peggio che sia potuto capitare all'Italia. Il fatto che esso sia stato ordito e organizzato dagli SUA non un caso.

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    3. Capirai, prima del "boom tumore" come lo chiami, meta' dei nati (che in effetti erano "nati in piu'") venivano espulsi dal nostro paese per scarsita' di risorse e dovevano a sgomitate farsi strada nel resto del mondo, eventualmente surclassando ed eliminando chi ci risiedeva gia'. Ci sono molti piu' figli di italiani e loro eredi nati in giro per il mondo di quanti ce ne sono in italia.
      Il "boom tumore", fra l'altro, come effetto collaterale ha fatto crollare la natalita', rendendo meno necessaria l'esportazione forzosa di italiani nel mondo.

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    4. https://it.wikipedia.org/wiki/Latifondo
      "venivano espulsi dal nostro paese per scarsita' di risorse"
      Non è che mancasse la risorsa fondamentale, cioè la terra. C'era, ma era posseduta da pochi.
      Nella nostra epoca sopravvive, in molte parti del mondo questa difficoltà ad avere accesso alla terra da parte di contadini che si vedono relegati al margine di un latifondo dove si coltiva per l'esportazione nei paesi ricchi.
      Riguardo a questo si può leggere il dettagliatissimo libro di Frances Moore Lappé "World Hunger 10 Myths"
      Purtroppo le questioni di equità sociale sono lente a risolversi, mentre il mondo corre a tutta velocità inseguendo una fantomatica crescita con ogni mezzo.
      Stiamo tra il medioevo e la fantascienza.
      Angelo

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    5. Direi fra il paleolitico e l'Apocalisse, in un interstizio mai iscritto all'anagrafe cosmica.

      Marco Sclarandis

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    6. Primo fatto
      La diversità, la diseguglianza è connaturata alla vita, è uno dei fondamenti della vita, dell'ecologia.

      Secondo fatto
      Le comunità umane tendono ad essere via via più diseguali all'aumentare della complessità. della loro dimensione.

      Corollario
      Se parte della popolazione non ha accesso alla terra significa che quella terra/territorio è sovrappopolato per le condizioni etologiche, sociali, politiche nelle quali si trova la comunità umana ospitata.

      > meta' dei nati [...] venivano espulsi dal nostro paese per scarsita' di risorse

      Sì. Sovrappopolazione.

      In ogni caso stiamo divagando.

      Il tema di questa pagine è la sudditanza dell'Italia e non solo agli SUA e il fatto che la riforma di questa già orribile costituzione dei soviet ora radical chic, sìglobal, post comunisti, ugualisti, illuministi, massoni, etc. peggiora ulteriormente le prospettive di tale sudditanza, del servilismo.

      Ora è andato a rinnovare l'alleanza zerbinaggio con gli SUA: R. deve restare anche se questo o se quello o se codesto...

      Chiaro!?

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    7. No. Non sono "fatti", sono tue interpretazioni.

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    8. "Non è che mancasse la risorsa fondamentale, cioè la terra. C'era, ma era posseduta da pochi."

      I pochi che c'erano prima dell'aumento esponenziale della popolazione...
      Angelo, la produttivita' della terra era un decimo di quella di oggi, ma non solo perche' era coltivata male, bensi' perche' la tecnologia agricola, sementi comprese quindi non necessariamente per dipendenza dal "petrolio", era "sviluppata" secondo i canoni dell'epoca.

      Quello che accadde probabilmente e' il "bubbone giovanile" che si osserva ora nei paesi del terzo mondo che arrivano solo adesso alla modernita' e al benessere: un esplodere del tasso di accrescimento della popolazione,ma non perche' aumenti il tasso di natalita', che e' quello che e' sempre stato cioe' 5 figli per donna, bensi' perche' crolla il tasso di mortalita'. Con il benessere e la modernita' il tasso di natalita' si adegua al crollo della mortalita', ma col tempo e nel giro di qualche generazione.

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  6. Volevo scrivere risorse al posto di 'persone'

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  7. Gli SUA continuano in modo sempre più evidente la loro politica di Dividi e Impera!.
    Non bisogna essere dietrologi, complottisti, basta osservare anche senza troppa attenzione la realtà, sbirciare qualche video in rete, come quest'intervista di George Friedman.
    E' sufficiente osservare cosa fecero, stanno facendo, contro l'Europa. in Libia, in Ucraina, in Siria, contro la Russia e Cina che propongono modelli e idee non conformi.

    Gli SUA non possono che continuare così, come ogni impero deve fare per mantenere il proprio predominio e lo sfruttamento delle "periferie" dei sottomessi, dei servi.

    La cosa cosa incredibile è che ora sono i post-comunisti, i radical chic sinistroidi che sono diventati i servi più servi di tutti. Voltagabbana, dalle visite a kompagni sovietici ad andare a prendere ordini, da Killary Clinton Soros o da Obama, manovrati da elite mondialiste del "nuovo mondo".
    Vedere, ad esempio, i comportamenti di molti eurocrati, il peggio antidemocratico del PD, ad esempio, come Alessia Mosca proni a favore del TTIP che zerbina la nazione oppure contro le politiche nazionali (vedere qui le sinistranti castalie razziste antitaliane).

    Il NO alla riforma di questa orribile costituzione dei soviet radical chic è solo un NO al fatto che essi peggiori ulteriormente.
    In definitiva, tutto ciò che è utile contro la governabilità al peggio, è utile, è ecologico.

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  8. Se non erro, la prima costituzione moderna, la Magna Carta, nasce col semplice intento di porre argine al potere del Sovrano, dove per Sovrano oggi e' da intendersi l'insieme dei tre poteri, di cui si avverte la necessita' della separazione successivamente, con Locke.

    Ma noi in Italia pretendiamo dalla costituzione chissa' quali poteri taumaturgici, trascurandone il principale citato sopra, la limitazione del Potere, che altrimenti, sotto qualsiasi forma di Stato si viva, tende ad espandersi all'infinito, col meccanismo che ben conosciamo: che ogni azione del potere produce alla lunga effetti indesiderati peggiori dei problemi che si proponeva di risolvere, cosa che richiede ulteriore intervento del potere, e cosi' via. Ce l'abbiamo davanti agli occhi ogni momento, questo meccanismo, e non solo riguardo al potere in senso politico.

    Secondo me, quindi, cio' che dovrebbe principalmente inquietare delle proposte modifiche costituzionali e' che nel paese delle 300.000 leggi in crescita esponenziale, si senta ulteriormente il bisogno di sbrigliare il "sovrano", che e' "popolo" solo in senso retorico, mentre di fatto e in pratica si tratta di un'oligarchia (o l'altra) al potere, peraltro percepita come sempre piu' distante ed estranea dal "cittadino semplice".

    Per questo dico altrove che la nostra fortuna e' stata di perdere la guerra: perche' e' solo cio' che per un ventennio ha disarticolato il Potere e disorientato il "popolo", popolo che senza volerlo si e' trovato per un po' di tempo, controvoglia, libero, provocando il progresso di cui indubbiamente e involontariamente godiamo, per inerzia, ancora adesso, ancora poco, e forse ancora per poco.

    Progressivamente infatti, siamo tornati alla nostra condizione naturale, il desiderio di essere sottomessi col bastone delle 300.000 e piu' leggi, da cui il referendum in oggetto per accelerare ulteriormente il processo.

    Amen. :)

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  9. Non vedo quale impero o controimpero possa gestire la trascendente complessità delle società umane attuali.Solo qualcosa che possiamo concepire come un motore immobile potrebbe farlo.
    Anche se a pensarci bene, dove sta l'imperatore che governa quelle migliaia di miliardi di cellule del nostro organismo?

    Forse la metafora dell'artropode può dire quello che penso più di un saggio di mille pagine.
    E' come se fossimo diventati quelle libellule arcaiche, che avevano delle ali di quasi un metro di apertura.
    Quegli insetti non potevano crescere ulteriormente, per come erano fatti.
    Il loro metabolismo era limitato dall'esoscheletro.
    Solo un'architettura biologica diversa poteva generare degli esseri di maggiori dimensioni.

    Come infatti é poi avvenuto con i vertebrati ed i mammiferi in seguito.
    Basti pensare alle balene, che comunque sono mammiferi marini e non terrestri.I dinosauri erano immensi anche loro stessi, ma erano rettili,
    ed infatti hanno poi ceduto la casa ai più astuiti mammiferi.
    Ci occore una mente diversa se vogliamo proseguire ancora un po' di tempo su questa terra.
    Una mente diversa che si dia una politica diversa da qualsiasi altra del passato.Sebbene necessariamente costruita con i mezzi e i pezzi che abbiamo a disposizione e non possono essere pescati che dalla Storia.

    Perché per quanto siamo nel profondo simili ai nostri avi più remoti,una parte di noi si é evoluta, necessariamente per sopravvivere.
    Ora siamo come quelle libellule quei dinosauri, ma sappiamo di esserlo e sappiamo anche di poter modificare il nostro comportamento, se vogliamo sopravvivere.
    Forse, molti non vogliono sopravvivere, non da esseri relativamente liberi, perché come nella fiaba di Pinocchio, il cane legato alla catena teme di non poter mangiare tutti i giorni.
    Non mi firmo.
    Se qualcuno vuole sapere chi sono, me lo chieda e glielo dico.
    Qui nel post di questo blog, ovviamente.
    Vediamo se me lo chiede qualche commentatore anonimo, o chi altro.

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    1. La prosa e' inconfondibile Marco S.

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    2. E chi è costui? Cioè, Marco S.

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    3. "la trascendente complessità delle società umane attuali."

      La complessita' sociale e' un fenomeno ricorsivo e culturale, non chimico-biologico, alla cui complessita' non esistono limiti.
      L'errore che fate qui infatti, secondo me, e che si fa quasi dappertutto, e' voler spacciare per necessita' naturali questioni che ineriscono invece a volonta' intenzionali, pensando cosi' di aumentarne il valore e il peso. Spacciare per oggettivo cio' che e' soggettivo, insomma, per costringere cosi' pleonasticamente il mondo ad uniformarsi alla sua stessa natura, cosa che forse altrimenti non farebbe, autocontraddicendosi palesemente? Che bisogno c'e' di farlo? Forse che una volonta', un desiderio, non possono avere una ragione sociale e un valore in quanto tali?

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    4. Da dove nasce internet?
      Conosciamo la storia recente, si fa per dire, sono ormai gli anni '60 del DARPA, ma andando indietro di millennio in millennio vediamo
      che internet o web come lo si voglia chiamare, esiste perché la mente umana è internet.
      E forse non potrebbe essere diversamente.
      In realtà, anche i virus nel loro nanoscopico mondo sono internet in nuce.
      E internet svela la desolante impossibilità di ottenere la conoscenza totale.In primis teorica e ovviamente, anche pratica.
      Kurt Godel, Alan Turing con le loro dimostrazioni inoppugnabili
      hanno svelato definitivamente la terrificante e meravigliosa potenza della ricorsività. Terrificante perchè porta direttamente dentro la trascendenza, che implica l'impossibilità di elencare tutti i numeri per esempio, e quindi vanifica qualsiasi dizionario e vocabolario che voglia essere onnicomprensivo.E quindi ancora mina le fondamenta del nostro umano sapere.
      Terrificante perché rende impossibile conoscere l'esito di qualsiasi algoritmo, a priori.
      Ci sono molte più cose indecidibili di quante non ne immaginino i programmatori.E le loro macchine da computazione.
      Meravigliosa perché comunque le cose esistono, e chiedersi come mai é buono e giustp, ma volerne avere una ragione a tutti i costi é demoniaca idiozia.
      Questo sì e questo no squisitamente politico e italiano, è un evento epocale.
      Troppi simboli ne sono collegati per essere un evento di secondo o terz'ordine.E troppe coincidenze evidentemente troppo significative, per essere frutto di insignificante casualità.
      C'è una tale abbondanza di sincronicità in quello che sta avvenendo in Italia e nel mondo intero
      che se Carl Gustav Jung fosse qui con noi, sorriderebbe dietro le lenti tonde e si gusterebbe lo spettacolo che sta per iniziare.
      Vedere quei due, uno uscente dal più alto podio statunitense e l'altro un fuoriuscito da un pertugio toscano e assurto a grande statista non si capisce neanche in virtù di quale bizzarrìa della Storia,mi hanno fatto sorridere ed inquietare allo stesso tempo.
      Forse che gli avi vivono ancora in noi?
      Che l'albero genealogico assoluto sia da riesaminare ogni tanto, per capire quali sorprese sono in agguato perchè tese da esseri che invece crediamo defunti e sepolti?.
      Quando invece sono vivi vegetissimi e intriganti fors'anche più dei vivi.Vivi che a quanto pare sovente sono zombi zombienti impossibili da ridestare dal loro morto sonno.

      Comincio a prendere gusto per l'anonimato.

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    5. La riproduzione sessuale fra le altre cose serve a far si' che la memoria della specie sia conservata nell'intero pool genetico di essa, e non in un singolo instabile suo transeunte fenomeno. Quindi non sperare di tirarti fuori cosi' agevolmente. :)

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    6. Io tirarmi fuori agevolmente? ma per chi m'hai preso?
      Per un politicante arruffapopolo? Per un artistoide da assessorato
      che ancora elargisce prebende?
      Giammai!;-)
      Azz, stavo quasi per firmare.
      Però com'era inebriante la notorietà!

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  10. http://sbilanciamoci.info/costituzione-la-riforma-dell1/
    "Che la riforma in atto rappresenti un picconamento della democrazia è fuori di dubbio. Ma secondo molti si tratterebbe di un male da accettare in nome di due grandi obiettivi: stabilità di governo e leggi veloci. Il tutto come precondizione per raggiungere quello che oggi è ritenuto il massimo bene. Per chi non l’avesse capito stiamo parlando della crescita, la medicina miracolosa che secondo l’accordo unanime di imprenditori, politici e sindacati sarebbe capace di curarci da ogni male. Che si tratti di debito pubblico, di pensioni, di disoccupazione, di degrado ambientale, di povertà, la ricetta è sempre la stessa: crescita. Ce lo ripetono all’unisono settanta volte al giorno. Ma sulla miracolosità della ricetta esistono molti dubbi, non solo per i risultati non garantiti sul piano sociale, ma soprattutto per i sicuri effetti indesiderati sul piano ambientale. E tuttavia, anche ammesso e non concesso che la ricetta sia corretta, una domanda continua a rimanere nell’aria: perché per avere la crescita è così importante riformare la Costituzione?"
    " lo sport nazionale di ogni governo è diventato la riforma di tutto ciò che non piace alle imprese per invogliarle ad investire nel proprio paese."
    Del resto già nel 2013, la banca internazionale JP Morgan aveva messo nero su bianco il percorso di riforme per l’Italia: «I sistemi politici dell’Europa meridionale soffrono di esecutivi deboli, strutture statali centrali deboli rispetto alle Regioni, protezione costituzionale dei diritti dei lavoratori, sistemi di costruzione del consenso che favoriscono il clientelismo politico, diritto di protestare se intervengono cambiamenti non graditi. (…) Il test più importante sarà per l’Italia dove il nuovo governo dovrà dimostrare di sapersi Impegnare per una riforma politica significativa».
    "JP Morgan è la sesta banca del mondo per valori amministrati, qualcosa come 2.500 miliardi di dollari. Lavora per l’1% del pianeta, quelli che da soli controllano il 50% della ricchezza mondiale. Amministra le loro ricchezze affinché ne abbiano sempre di più. E pur di servirli non si fa neanche scrupolo ad elaborare truffe che mandano in rovina i risparmiatori più sprovveduti."
    Angelo

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