Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


martedì 23 agosto 2016

Prevedere il futuro

di Jacopo Simonetta


Prevedere il futuro è sempre stato il sogno degli uomini, ma non ci siamo ancora riusciti e non ci riusciremo, se non con molta, moltissima approssimazione.
In tempi remoti ci abbiamo provato scrutando le viscere degli animali sacrificati, la posizione degli astri e molto altro ancora. Cose che ora consideriamo ridicole, malgrado siano state praticate da molte delle persone più intelligenti della storia.   Attualmente ci proviamo costruendo macchine calcolatrici pazzescamente complesse, su cui girano programmi incredibili, ma il risultato è spesso deludente.   Ci cono delle buone ragioni perché sia e rimanga così.

Sistemi a sorpresa.
Il maggiore aiuto agli "auguri" odierni viene da una branca della scienza particolarmente nuova e seducente: la Dinamica dei Sistemi.   Uno dei principali ricercatori e divulgatori di questa branca scientifica fu la compianta Donella Meadows che, fra le tante altre cose, ci ha insegnato che  i sistemi complessi facilmente sorprendono coloro che li studiano.   Anche quando sono molto bravi.
Facciamo subito due esempi, per capire il problema.
La bomba demografica:   50 anni fa, molti si aspettavano che negli anni ’70 ci sarebbero state grandi carestie che, viceversa,  non si sono viste.   Allora la bomba non esiste?   Certo che esiste ed è anche esplosa facendo un botto che sta facendo tremare l’intero assetto geopolitico mondiale.   Fra l’altro, sta trasformando il mondo arabo in un'inferno, rischia di mandare in frantumi l’Unione Europea e forse contribuirà a portare uno come Trump alla presidenza degli Stati Uniti.   Vi pare poco? Solo che l’esplosione è avvenuta 40 anni dopo il previsto ed in modi per ora molto diversi da quello che si pensava negli anni ’70.

Cinquanta anni addietro si considerava buono un raccolto di grano di 40 q/ha e le gente era strettamente vincolata al paese d’origine.   I trasporti ed il mercato internazionali erano limitati.   Prevedere che la crescita demografica avrebbe provocato carestie ancora peggiori di quelle avvenute negli anni ’60 era quindi logico.    Ma anche se l’analisi era corretta, era comunque parziale ed il sistema ha reagito in modo imprevisto.    Innanzitutto la “petrolizzazione” dell’agricoltura ha permesso di accrescere per parecchi decenni le rese agricole in maniera spettacolare.
In secondo luogo, la fine della guerra fredda e la globalizzazione hanno permesso a milioni di persone di spostarsi da uno stato all’altro senza che gli sparassero addosso.   Un fatto impensabile 40 anni addietro.
In terzo luogo, lo sviluppo dei commerci internazionali e dei trasporti consentono di far affluire derrate in qualunque parte del mondo, salvo impedimenti specifici.   Così lo scoppio della bomba demografica non c’è stato come previsto a quota  5 miliardi di persone, bensì una volta raggiunti i 7.    Ma soprattutto non ha preso la forma di grandi carestie, bensì di grandi migrazioni.   Per il momento.
E’ chiaro che negli anni a venire le cose cambieranno, ma sarebbe molto azzardato dire come poiché cambiamenti importanti avverranno contemporaneamente in diverse parti del sistema, cambiandone il comportamento in modo probabilmente sorprendente.
Il picco del petrolio.   Previsto da molto tempo per la prima decade del XXI secolo, il picco del petrolio convenzionale è puntualmente avvenuto a cavallo del 2005, ma anziché scatenare corsa dei prezzi e carenza cronica, per ora ha portato ad un relativo crollo dei prezzi ed una sovrabbondanza di petrolio tale da mettere in crisi l’industria del carbone.
Anche in questo caso, i modelli derivati da Hubbert non erano sbagliati, ma erano parziali.   Nella fattispecie, non si era tenuto sufficientemente conto di due fattori che, a posteriori, si sono dimostrati fondamentali: il rapidissimo ed enorme sviluppo dei petroli “non convenzionali” e la gravità della crisi economica globale.   Quest’ultima, a sua volta, in parte legata alla scarsa efficienza energetica di molti fra i giacimenti messi precipitosamente in produzione nei 10 anni scorsi.   Il risultato è stato un’erosione dei margini di guadagno dell’industria petrolifera, a fronte di un prezzo al consumo dei prodotti finali che rimane comunque alto.   In pratica, non è il petrolio che manca, bensì l’energia netta per l’industria, il che concorre a produrre una crisi economica apparentemente senza uscita che, a sua volta, deprime i consumi e strangola l’industria.
Anche in questo caso, l’unica previsione che non teme smentite è che questa situazione cambierà drasticamente e rapidamente, ma prevedere in quale direzione sarebbe molto azzardato.   Il numero di variabili coinvolte e la loro parziale interdipendenza rendono il sistema intrattabile nella sua totalità.

Conclusione.

Per non sbagliare, dovremmo considerare il sistema Terra nel suo insieme con tutte le sue variabili, ma ciò è semplicemente impossibile.   Molte delle variabili non sono neanche conosciute e, comunque, sarebbe troppo complicato.   Dunque dobbiamo necessariamente considerare dei sotto-sistemi che dobbiamo in qualche modo isolare dal resto, ma si tratta sempre di un esercizio di approssimazione i cui risultati sono da valutare a posteriori, caso per caso.

In questa scelta possiamo optare per sotto-sistemi grandi, ma allora possiamo considerare solo poche variabili molto aggregate, come fu fatto con Word3, e necessariamente si perdono i dettagli.   Oppure possiamo considerare sistemi molto parziali, ad esempio il prezzo del petrolio, ma in questo caso si perdono le connessioni con altri fattori determinanti del contesto n cui evolve ciò che si studia.
L’abilità del ricercatore, in definitiva, consiste in gran parte nello scegliere i limiti del sotto -sistema da studiare.   Limiti spaziali, temporali e funzionali.   Quindi bisogna capire quali sono le variabili principali nel particolare contesto che si è scelto.   La qualità del risultato dipende in gran parte da questo.   Insomma, l’intuito è una facoltà determinante per chi vuole studiare il futuro.
Il pensiero sistemico è uno strumento estremamente potente e versatile per analizzare la realtà.   Alcuni grandi maestri di questa branca scientifica sono stati in grado di capire molto tempo fa cose che stanno succedendo adesso, ma formulare previsioni dettagliate rimane e rimarrà impossibile.   Ad esempio, si può scommettere sul fatto che la popolazione umana mondiale si ridurrà in modo consistente nel corso di questo secolo.   Ma nessuno è in grado di dire come e quando questo avverrà nei diversi paesi.
Parimenti, sappiamo per certo che la quantità di energia netta disponibile diminuirà, ma non possiamo assolutamente dire con quali conseguenze per i differenti paesi e per le diverse classi sociali.
L’unica previsione che non teme smentite è che la realtà troverà sempre il modo di sorprendere chi la studia.


56 commenti:

  1. Per quanto si cerchi di prepararsi al futuro (cercando di prevederlo),
    esso è imprevedibile (in una certa misura).

    E' tipico dell'uomo cercare di governare tutto (persone e ambiente) in modo da non trovarsi impreparato agli eventi.

    Per affrontare certi problemi servirebbe un preavviso di decine d'anni, mentre per altri bastano pochi secondi.

    La natura è e sarà sempre imprevedibile, in quanto è composto, oltre da parti coerenti (che rispettano le leggi della natura), anche da parti incoerenti (soggette al libero arbitrio o paragonabili ad esso perché sconosciute).

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  2. "Allora la bomba demografica non esiste? Certo che esiste ed è anche esplosa facendo un botto che sta facendo tremare l’intero assetto geopolitico mondiale."

    Be' i paesi arabi mediorientali che sono scoppiati non direi pero' che siano scoppiati solo per motivi demografici, sono delle bombe di tutt'altro genere, di fanatismo religioso e con relativa tendenza all'irrealta', fanatismo molto simile a quello, marxista, che tanti problemi ha creato a russia e cina, portandole al disastro negli anni fra i 60 e gli 80. A meno che non si intenda che lo "youth bulge" sia di per se' un veicolo di fanatismo di tipo simil-religioso, a causa dell'esuberanza aggressiva di quelle classi di eta'. Ma la cartina dello youth bulge mondiale non mi sembra dare risposte univoche, per cui, disdetta, neanche questa sembra poter assurgere a regola:

    https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/0a/Median_age.png

    Forse dovremmo riconoscere che in alcuni momenti della storia le societa' possono impazzire anche senza evidenti motivi materiali, ma questo, per la nostra civilta' tecnico-deterministico-materialistica, forse e' troppo distante per poter essere ammesso. Che peraltro e' proprio cio' che quelle civilta' in ebollizione ci rimproverano.

    "la gravità della crisi economica globale"

    Al momento non c'e' stata alcuna crisi economica globale, c'e' stata solo in occidente e in particolare nell' europa da alcuni non per niente detta EURSS, per motivi finanziari di errata allocazione piu' che di economia reale, mentre nel resto del mondo pur sovraffollato, abbandonate le economie di piano, le cose sono andate alla grande. Per il momento. Ma se vediamo crolli anche dove e quando non ci sono, le nostre osservazioni perdono di autorevolezza, e ogni ulteriore previsione diventa poco credibile. A dire tutti i giorni che piove, ovvio che prima o poi la si azzecca, ma non e' una previsione.

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    1. invece l'economia reale mondiale (dal Giappone, agli USA , Cina più in generale brics ecc) è in crisi profonda, non si manifesta in tutta la sua gravita, ma solo come stagnazione secolare, perché è nascosta dal debito. Un debito mondiale enorme. Ma quanto può durare?
      Giuseppe

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    2. Dei brics, Brasile e Russia sono in crisi perche' sono crollati i prezzi delle materie prime, dopo la bolla del circa 2005, quindi non per mancanza di risorse, ma per eccesso.
      La cina non e' in crisi, cresce sempre al 5 per cento, e nemmeno l'india lo e'. Da paesi in cui si moriva di fame, sono diventati esportatori di cibo (cina), oppure perlomeno paesi in cui non si muore piu' di fame (india).
      In tutti quei paesi le condizioni di vita sono enormemente migliorate rispetto a prima del crollo del comunismo, e l'inizio della globalizzazione. Certo ora sono diventati nostri concorrenti, per cui le cose si sono fatte un po' piu' difficili per noi, rispetto a quando morivano di fame, ma finche' non moriamo di fame noi al posto loro, non ci si puo' lamentare.

      L'occidente e' in crisi non per anemia, ma per eccesso di globuli rossi. In un'economia basata sul debito e la finanza come la nostra, basta che cali il tasso di crescita perche' ci sia destabilizzazione economica. Ma questi sono problemi artificiosamente creati dalla nostra finanza e dai nostri Stati stessi, che scommettono sempre sul raddoppio della posta per nascondere la polvere sotto il tappeto e per costringerci a correre sempre piu' forte sulla ruota del criceto, non sono problemi intrinseci. CI appendono l'incudine del debito alle palle apposta, per costringerci a correre sempre e comunque.

      QUando si sta bene, non ha senso continuare a correre come quando si moriva di fame, per stare ancora meglio, dobbiamo farcene una ragione. I posti dove la gente e' trattata come carne da macello anche quando non serve, per abituarla alla guerra, sono le caserme di addestramento, e' questo che vogliamo?

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    3. concordo con te che abbiamo abbondanza di risorse, peccato che siano sempre più costose da estrarre, a causa dei ritorni marginali decrescenti, e quindi l'utilità finale che danno al sistema economico si riduce sempre più, questo porta a un rallentamento dell'economia perché sempre più risorse sono assorbite dalle attività estrattive e correlate a far funzionare il sistema (vedi anche debito necessario per progetti con ritorni decennali) e la quota da spendere per beni voluttuari, discrezionali, si riduce sempre più creando a cascata problemi al sistema economico, riduzioni dei salari, disoccupazione ecc conseguentemente riduzione dei consumi e minore richiesta di materie prime; i produttori di materie prime così come i produttori di beni in generale sono costretti a vendere a basso prezzo e ridurre al minimo i propri margini di guadagno, addirittura grazie al debito possono per un certo periodo operare sotto costo, per questo il debito nasconde situazioni insostenibili. In passato grazie allenerai a basso costo i margini per il sistema erano ampi e domanda e offerta si alimentavano a vicenda (boom economico) ora Domanda e Offerta si distruggono a vicenda.

      Possiamo fare a meno del debito? Anche ad una analisi superficiale si capisce bene che salterebbe tutto il sistema: pensioni, stipendi statali , spesa pubblica ecc e di conseguenza il resto dell'economia. Non esiste una economia reale da una parte e d una finanziaria dall'altra ma sono intimamente intrecciate.
      Sarebbe bello poter scendere dalla ruota del criceto senza farsi molto male.
      Lo può fare solo qualcuno ma a patto che attorno a lui il sistema continui a funzionare.
      Da tempo non siamo più uomini liberi, ma solo ora ce ne accorgiamo in molti
      Giuseppe

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    4. Risponderò a "winston diaz" solamente al punto riguardante la sovrappopolazione, poiché agli altri punti hanno già risposto i precedenti commenti.
      Ovvio che la l'eccesso di popolazione ed il bubbone giovanile non sono MAI l'unico fattore in gioco, ma sono QUASI SEMPRE elementi importanti, spesso critici nelle società in crisi strutturale. Normalmente, fanno parte di quei fattori che, per così dire, predispongono il sistema ad una catastrofe più o meno grave. Normalmente, i fattori scatenanti sono altri ed anch'essi imprevedibili, quali un errore del governo, il suicidio di un disoccupato, una siccità, uno scandalo e molto altro ancora. Tutte cose che scatenano effetti macroscopici solamente quando avvengono in sistemi già al limite della propria resistenza strutturale. La proverbiale goccia che fa traboccare il vaso.

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    5. "Possiamo fare a meno del debito?"

      Un momento. La nostra economia del debito funziona ad interesse, e l'interesse presuppone che il PIL aumenti sempre, per ripagarlo. Non basta stare bene, bisogna accelerare sempre di piu', altrimenti si inceppa il meccanismo. QUindi se le risorse danno ritorni decrescenti, e' perche' da esse, proprio per il modo esponenziale in cui funziona il debito (l'interesse e' percentuale sul valore cumulativo precedente, cioe' e' una funzione esponenziale), si pretende una crescita esponenziale.

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    6. Sull'argomento del bubbone giovanile c'era un ottimo post sul sito di Lumen:
      http://ilfenotipoconsapevole.blogspot.it/search?q=bulge
      Per il resto, il mio (spero mite) polemizzare (o per meglio dire pungolare) trasverso vorrebbe riferirsi al fatto che la nostra formazione deterministico/scientifica, anche quella dei letterati qui presenti perche' questo e' il mondo, la poltiglia in cui siamo immersi, ci impedisce, o vorrebbe impedirci, di attenzionare adeguatamente la componente pazza, creativa, del nostro essere, disgraziatamente, uomini.

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    7. Uscire dal meccanismo della crescita forzata, senza precipitare l'economia in un baratro sarebbe teoricamente possibile, come dimostra Tim Jackson nel suo libro "Prosperità senza crescita" In sostanza si tratta di sostituire i consumi privati con investimenti nel settore sociale, ambientale, energetico, ripristinando la funzione regolatrice dello Stato
      Non che ci siano molte alternative.
      Le ipotesi rivoluzionarie comportano più rischi che benefici.
      Andare avanti con l'attuale sistema capitalistico è altrettanto rischioso (basta leggere le lugubri profezie della Tverberg) ma nonostante questo, da quello che si vede in giro, mi sembra molto probabile che ci terremo avvinghiati ad esso fino a che l'ultima banca non sarà fallita.
      Angelo

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    8. @Firmato Winston Diaz
      concordo con quanto scrivi sopra sul debito. Non capisco invece quando sostieni che "..QUindi se le risorse danno ritorni decrescenti, e' perché' da esse, proprio per il modo esponenziale in cui funziona il debito (l'interesse e' percentuale sul valore cumulativo precedente, cioè' e' una funzione esponenziale), si pretende una crescita esponenziale."
      è vero che il debito deriva dall'interesse che come dici giustamente tu "e' percentuale sul valore cumulativo precedente, cioè' e' una funzione esponenziale" , ma le risorse danno incrementi marginali decrescenti indipendentemente, non perché si pretende una crescita esponenziale ma perché prima vengono raccolti i frutti bassi dell'albero più facili da raggiungere e poi i frutti più difficili da raggiungere, inizialmente la tecnologia (e gli investimenti di capitale) riesce a rendere gli incrementi marginali crescenti ma presto o tardi si arriva a un flesso dove questi diventano decrescenti.
      In sintesi anche in un sistema stazionario si presenterebbe il problema.
      Poi è vero che questa pretesa di crescita esponenziale, che è verissimo che c'è, aggrava ancor più il problema.
      Ma io mi chiedo possiamo scendere da questo tapirulan, che ci costringe a correre sempre più velocemente anche solo per mantenere la posizione raggiunta, senza farci molto male?
      Forse il sistema finanziario , l'ultimo aggiunto in ordine di tempo alla complessità del sistema costruito dall'uomo, sarà il primo a cedere e tirare giù il resto.
      Giuseppe

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    9. "come dimostra Tim Jackson [...] ripristinando la funzione regolatrice dello Stato"

      Ancora con queste illusioni...
      Tim Jackson crede che ripristinata "la funzione regolatrice dello Stato", lo Stato fara' quello che secondo lui e' giusto fare.
      A parte il fatto che e' del tutto da vedere se quello che Tim Jackson ritiene giusto lo sia poi davvero (tutti i dittatori e i tiranni hanno sempre giurato, e sono stati straconvinti di fare il bene del popolo, della nazione, del mondo), una volta creata una potente istituzione, e' inevitabile prima o poi che venga occupata e dominata da sgomitatori e arrivisti di professione: le brave e oneste persone si guardano bene dal voler comandare gli altri.

      Sarebbe piu' utile e importante che lo Stato si limitasse ad evitare la prevaricazione di chiunque su chiunque altro, ragione o torto che abbia, acquisito il fatto che tutti, specialmente i prevaricatori, sono convinti di avere ragione... di socrati ce ne sono pochi, durano poco, e fanno una brutta fine. Gia' che lo Stato riuscisse a fare questo, cosa comunque velleitaria, per il fenomeno a cui e' stato dato pure un nome, la "cattura del regolatore", cioe' il fatto che finisce per fare comunella coi piu' potenti dei regolati, ci sarebbe da fare i salti di soddisfazione.

      Fare dello Stato una divinita' onnipotente e' sempre stata una pessima idea.

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    10. @Giuseppe: "è vero che il debito deriva dall'interesse che come dici giustamente tu "e' percentuale sul valore cumulativo precedente, cioè' e' una funzione esponenziale"

      Date per scontato una cosa che NON è vera!
      L'interesse sul debito NON per forza deve essere positivo!
      Difatti le banche (centrali) hanno azzerato l'interesse, e alcune hanno già iniziato a portarlo in negativo!

      L'interesse (come ho già detto nei commenti del precedente post):
      - può essere positivo se l'economia è in crescita;
      - tende a zero in fase stazionaria o leggera decrescita;
      - sarà negativo appena inizierà la decrescita (ma anche prima).

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    11. "Non capisco invece quando sostieni che "..QUindi se le risorse danno ritorni decrescenti"

      Intendo che siccome la creazione di denaro nelle economie moderne e' regolata dal tasso di interesse, e questo segue regole esponenziali, pure la creazione di denaro e' esponenziale, come del resto vediamo in pratica in questi anni. Ma denaro esponenziale vuol dire debito/credito esponenziale, perche' il denaro non e' altro che un titolo di credito, una scrittura in cui c'e' scritto "avanzo questo da qualcun altro". Debito/Credito esponenziale a sua volta vuol dire che bisognerebbe creare beni, cioe' valori tali, materiali o immateriali, da costituire il controvalore del denaro, in modo esponenziale, altrimenti si scatena il panico delle vendite di titoli, il valore del denaro crolla, l'inflazione corre in modo weimariano, e con essi crolla il sistema economico.

      Lo Stato stesso, quando spende a debito, si suppone che crei valore, faccia investimenti utili, e che quindi non si tratti di un vero debito. Ma c'e' ancora qualcuno che crede davvero a queste panzane? Se fossero soldi suoi li investirebbe cosi'? Mai, tant'e' che chiede che sia lo Stato, anche solo con incentivi e disincentivi, a farlo, e poi qualcuno paghera'! (i ricchi, che sono sempre "qualcun altro"). E cosi' la ruota del criceto, per tentare di ripagare il debito sempre piu' grande, deve correre sempre piu' forte.

      Onestamente non ho idea come si possa, e se si possa, evitare questi avanzamenti a singhiozzo, dato che ogni soluzione possibile ha le sue controinicazioni (se si limita la produzione di denaro ad una quantita' fissa esso tendera' ad accumularsi in poche tasche sempre piu' ricche e tutti gli altri saranno a debito con queste, se la si espande come succede nelle nostre economie, succede periodicamente quanto detto sopra, crolli epocali e riprese da zero).

      Finora, nel XX secolo, questi problemi si sono risolti proprio con crolli totali, guerre mondiali, azzeramenti dei conti, e ripartenze da zero. I tassi di interesse negativi attualmente implementati cercano di fornire un atterraggio morbido, non sono del tutto sbagliati, cercano cioe' di diminuire dolcemente la massa di denaro adeguando essa ai beni oggettivamente disponibili.

      Ma il problema e' che quel denaro cerca ad ogni costo e in ogni modo rivalutazione positiva con ogni tipo di trucco finanziario a cui le persone credono per lo stesso motivo per cui credono nel gioco dei tre bussolotti, nel superenalotto e nei casino', e ormai una non trascurabile parte della popolazione si occupa per lavoro di far rendere il denaro col denaro, ad esempio leggevo che in germania ci sono fondi pensione (in germania lo Stato da' solo una ragionevole pensione di base, chi vuole i 10.000 euro al mese si deve arrangiare) che hanno promesso per contratto ai loro sottoscrittori rendimenti minimi del 4 per cento, perche' il paradigma circolare e' che l'economia non puo' che crescere! Ovviamente adesso quei fondi sono in grave difficolta' e pongono ostacoli regolativi (leggi: influenzano lo Stato, e piu' grossi sono piu' lo influenzano) alla diminuzione del tasso di interesse.

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    12. Fare dello Stato una divinita' onnipotente e' sempre stata una pessima idea.

      Certo in Italia lo Stato non ha mai goduto di una buona reputazione.
      La burocrazia è un mostro dai mille tentacoli.
      Non mi sembra che Jackson abbia in mente qualcosa del genere.
      Lo Stato dovrebbe avere la funzione di controbilanciare l'anarchismo della finanza. Guidare il processo di transizione verso una economia sostenibile.
      Gli Stati ipertrofici che purtroppo conosciamo bene, sono cresciuti di pari passo con lo sviluppo industriale. Sono essi stessi un prodotto collaterale del petrolio.
      A un certo punto Jackson scrive: "la crescita tiene in ostaggio gli stessi Stati"
      Certo, parlando di queste cose, una certa dose di scetticismo è d'obbligo, d'altra parte non è che siano tante alternative in giro.
      Angelo

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    13. Certo, ho messo troppi "certo".
      Dovrei essere più dubbioso.
      Angelo.

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    14. "Date per scontato una cosa che NON è vera!
      L'interesse sul debito NON per forza deve essere positivo!"

      NON deve per forza essere positivo nell'economia globale, ma fara' di tutto per esserlo a livello locale, proprio di tutto, fino a ripristinare la prigione per debiti. I creditori non vogliono rimetterci, e reclamano i loro diritti davanti alla giustizia e alla Legge! Noi italiani (e i greci ancora di piu') stiamo gia' saggiando sulle nude carni cosa cio' significa.
      Quando dicevo che il debito e' l'incudine appesa alle palle con cui dobbiamo pero' correre sempre piu' forte come criceti dentro alla gabbia, intendevo questo.
      Nell'antica Roma se non ricordo male per debiti si diventava schiavi, nel senso letterale della parola. L'abolizione della schiavitu' o della galera per debiti e' abbastanza recente e solo dei paesi piu' civili, ma l'ingenua opinione pubblica italiana, la stessa che si crede tanto furba e retta, indottrinata dai media farabutti, reclama sempre piu' forte la galera ad esempio per tasse non pagate, che e' una forma di galera per debito, neanche tanto indirettamente, pure quella.
      Mala tempora...

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  3. nel nostro caso, le risorse, mi pare che predire il futuro è facile: finiranno sicuramente. Il problema è quando cominceranno a scarseggiare, in modo da costringere un cambio di paradigma. Tutti mi paiono concordi, anche alla luce del calo produttivo petrolifero innescato dalla crisi, che succederà entro il 2030. Come avverrà questo cambio, nessuno, tranne qui tra noi, se ne preoccupa o ne parla, anzi pare che gli ordini siano di far finta di nulla. Un pò come succede ai malati, a cui viene data un anno o due ancora di vita, cercano di godersi quel poco di tempo che rimane, Un comportamento molto umano, ma inutile e ciò che è inutile può essere sempre dannoso. Ma l'essere umano è fatto così; se non può risolvere un problema, lo aggira procrastinandolo. Anche se così facendo il danno finale si amplificherà a dismisura.

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    1. "Come avverrà questo cambio, nessuno, tranne qui tra noi, se ne preoccupa o ne parla"

      Sono cambi che avvengono in tempistiche che interessano almeno una generazione (20 anni). Come affrontare il cambio spettera' alle generazioni nelle quali avverra', e puoi star certo che qualsiasi cosa facciamo noi non gli andra' bene.
      Del resto cercare di imporgli scelte sulla base delle nostre idee di qui ed ora, creando istituzioni rigide e anelastiche che blocchino ogni cambiamento se non nel senso programmato all'inizio, che siano di tipo "ecologico" o il suo contrario, non mi pare neppure giusto.
      Pero' quasi tutti, quando muoiono, la cosa che desiderano di piu' e' di estendere la loro volonta' e il loro narcisismo anche nel dopo, cosi' si illudono di non morire. Individui e societa'.

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    2. un pò come succede con la discendenza, che altro non è che una estenzione narcisistica, quindi egoistica, ma vallo a dire alle locuste, che ubbidiscono solo agli istinti. Ed è per questa sudditanza alla materia, che, finchè ce ne sarà per alimentare l'egoismo consumistico, non verrà presa nessuna decisione di cambio di paradigma. Ops, ho predetto il futuro, ma è stato fin troppo facile: a pensar male il più delle volte ci si indovina.

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    3. Più che prevedere il futuro basta vedere come la morale basata sull'individuo ci impedisca di vedere il presente; il prossimo anno basta un calo della produzione cerealicola del 10% ,causa rapidi cambiamenti climatici, questi si imprevedibili,(Se non ricordo male il margine per la nutrizione della popolazione mondiale è del 2-3% appena)per dire addio a tante nostre nefandezze morali...(nel senso di non sostenibili)

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    4. "la morale basata sull'individuo"

      Esistono altri tipi di morale, magari basate sulla razza, la classe, o la nazione? Che io sappia l'agire morale non puo' essere che individuale, altrimenti non ha senso. L'entita' che puo' agire moralmente o no non puo' che essere quella dotata di coscienza, cioe' l'individuo, e "possibilmente" di libero arbitrio. Altrimenti l'agire morale non esiste proprio, saremmo solo macchine preprogrammate con cui non avrebbe neppure senso interloquire a qeusto proposito.

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    5. Esiste una morale di comunità, dove le azioni del singolo ricadono sui familiari e dove di converso i beni comuni sono messi a disposizione solo per progetti comuni; sicuramente non lo sapevi, ma un abbozzo involontario è da sempre operante in medicina ad esempio nell'igiene (intesa come disciplina, non come pratica individuale) e nel rapporto rischio beneficio che è sociale prima che individuale,ed ancor prima biologico, o nei farmaci antitumorali su base immunologica molto scarsi e molto costosi...>forse non lo sapevi ma la morale imperniata sull'individuo è stata smascherata da nietsche con la famosa frase dio è morto che voleva dire non che dio fosse morto ma ho smascherato alcuni tracciati di potenza intercorrenti nella morale del rapporto individuo - dio al di fuori della natura (E quindi anche l'individuo si pone al di fuori della natura)...Una morale di comunità sopravviveva assai efficacemente anche nelle nostre comunità agricole di 150 anni fa : poi il sovrapporsi della ricchezza dei combustibili fossili sul connubio individuo liberale dio monteista ha prodotto il disastro attuale per cui vediamo l'uomo solo come sommatoria di 7 miliardi di diritti individuali: ai tempi della dichiarazione dei diritti dell'uomo appena si conosceva il carbone e l'agricoltura era tutta naturale...Non so se lo sapevi ma lo stesso etimo morale significa "uso adatto ai tempi", quindi serve una nuova morale adatta ai tempi che rimetta al proprio posto 7 miliardi e passa di quello che siamo ora...I latini sapevano benissimo che la morale è tutt'altro che immutabile...

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  4. Alessandro hai perfettamente ragione il futuro è imprevedibile il massimo che si può fare sono le previsioni del meteo, è impossibile prevedere quanto l' essere umani si evolverà o quando creerà nuovi apparecchi perchè l' uomo è imprevedibile.

    Sono d' accordo sul fatto che l' uomo vuole governare ogni cosa ma allo stesso tempo penso che se l' uomo non avesse questo istinto tutto sarebbe perduto.

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    1. @nicolo1968: "Sono d' accordo sul fatto che l' uomo vuole governare ogni cosa ma allo stesso tempo penso che se l' uomo non avesse questo istinto tutto sarebbe perduto."

      Che voglia governare/controllare il tutto, è umano;
      che ci sia sempre un modo per farlo, è un'illusione.

      La parte fisica (coerente) dell'uomo è prevedibile: deve mangiare, bere, dormire ecc.
      La parte mentale (incoerente) non è prevedibile (anche conoscendo tutto nei minimi dettagli). E siccome alcune scelte umane sono determinanti per il futuro, anche il futuro diventa imprevedibile.

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    2. Di un po' prevedibile c'e' la tendenza a fare il contrario di quanto era stato previsto (e approntato) dai presuntuosi di ogni epoca. Questo non senza ragione, perche' le persone piu' intelligenti e creative, quelle che trainano gli altri e determinano il futuro, odiano essere costrette.

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  5. Prevedere le catastrofi nel giorno e nel luogo è impossibile.
    Però si può stimare la fragilità di un sistema, anche con il semplice buon senso.
    Poi bisognerebbe prendere provvedimenti. Tutte cose ovvie.
    Attualmente però quella parte del mondo che è maggiormente responsabile dei dissesti ambientali se la passa bene. Non è disposta a cedere piu' di tanto sul proprio stile di vita per motivi precauzionali.
    Anche perché siamo in una società consumistica che esalta la ricchezza.
    Poi uno pensa: "se nessuno fa niente perché dovrei farlo io"?
    E così si va' avanti.
    Quando poi i nodi verranno al pettine si troveranno impreparati (ci troveremo) e per di più incapaci di cavarsela (cavarcela) in condizioni difficili, cosa che i poveri del primo secondo e terzo mondo sanno fare molto ma molto meglio di loro.(di noi)
    Infatti, come diceva Jona Friedmann (che è stravecchio ma ancora pimpante) i poveri saranno gli unici a salvarsi.
    Fine della profezia.
    (Ah, se qualcuno ha una profezia di segno diametralmente opposto mi va' bene).
    Angelo

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    1. Penso anche io che gente attualmente classificata fra gli "sfigati" se la caveranno molto meglio di altri. ma non è una previsione, è un "feeling".

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    2. Bisogna vedere quanto questi poveri sono legati al sistema. Quanto la loro sussistenza dipende dai cascami del sistema, moltissimi ne sono totalmente dipendenti, quindi non è detto che solo in quanto poveri si farà meglio. Farà meglio chi può fare a meno del sistema funzionante o chi si gioverà della nuova situazione disgregata e disfunzionale che si verra a creare; è vero anche però che la maggior parte delle persone hai margini del sistema e poco legate ad esse sono povere, nel senso comune di ricchezza monetaria; ed è anche vero che molti poveri hanno affinato capacità di adattamento e frugalità.
      Giuseppe

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    3. Si, e non e' detto che siano dei "bonaccioni".
      Angelo

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  6. "Anche perché siamo in una società consumistica che esalta la ricchezza.
    Poi uno pensa: "se nessuno fa niente perché dovrei farlo io"?"

    Io lo faccio, senza bisogno di nessun incentivo/disincentivo, e sto pure meglio, ma che non lo sappia nessuno, altrimenti _questa_ e' la catastrofe del sistema.

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    1. anche io lo faccio, perché è piacevole viaggiare leggeri, ma diversamente da te so che è un lusso che mi posso permettere perché attorno a me il sistema continua bene o male a funzionare.
      Giuseppe

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    2. Diversamente da me un bel niente, e' ben per questo che ho detto che nessuno la sappia! ;)

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  7. lo dice anche San Luca evangelista che i poveri si salvano, meglio dei ricchi, ma si riferiva all'inferno.

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    1. Si potrebbe discutere sull'inferno. Sarebbe interessante, ma ci porterebbe fuori argomento.

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    2. Ma l'Inferno merita una serie di post!

      Non so se firmarmi come Marco Sclarandis o far l'anonimo scrivente.......

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    3. Marco, l'inferno è semplicemente il luogo degli amanti del diavolo e ci finiscono, purtroppo, solo quelli che ci vogliono andare volontariamente e liberamente, che, ahimè, sono tanti, perchè ne conosco ben pochi, che si preoccupano di amare Dio e Dio nel prossimo, invece di sè stessi, tramite godurie varie, passioni, baldorie, lussurie, gole, orgoglio, taccagnerie, invidie, cattiverie, maldicenze, mancanze di rispetto, avidità, prepotenze. Che basterebbero a farci tutti abitanti infernali, tranne coloro che hanno la buona volontà.Che però può venire solo da Dio. E' un pò come il cane che si morde la coda. Tutto comincia e finisce in Dio, come diceva S.Paolo: in Deo movemur, vivemur et sumus.

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    4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    5. @Mago: "Marco, l'inferno è semplicemente il luogo degli amanti del diavolo e ci finiscono, purtroppo, solo quelli che ci vogliono andare volontariamente e liberamente"

      E' facile parlare quando si parla dei fatti degli altri,
      ma se qualcuno tocca i propri interessi,
      la bontà va a farsi friggere.

      Lo dimostra il fatto che: o siamo tutti sfigati senza un soldo... oppure, se ci fosse qualcuno benestante che ci tiene al proprio futuro e dei suoi discendenti, qualche donazione a chi si batte per loro (con Ricerca, studi, ecc) la farebbe!

      "Come... non ho sentito... ero distratto!"

      L'avidità e l'ingordigia è anche in chi frequenta questo blog.
      Molte persone lo usano come quei falsi moralisti che vanno in chiesa per sentirsi migliori.

      Spiacente, ma la realtà ogni tanto si deve dire... non possiamo mica restare sempre in MATRIX! :-)

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    6. comprendo il tuo sfogo, ma il succo del mio discorso era un altro: ossia che senza la buona volontà dell'umiltà, Dio non può mandarci lo Spirito Santo, che è lo spartiacque tra inferno e Paradiso. Tra l'altro domenica scorsa non sono andato alla Messa, ma spero di andarci la prossima. Gesù non era per nulla tenero cogli ipocriti e sentirsi migliori è almeno sintomo di superbia, il peccato di satana. Poi le realtà possono essere infinite, come i mondi a più di tre dimensioni. Io mi sforzo di vedere il mondo anche nella quarta dimensione, quella spirituale, ma se non interviene qualcuno ad aiutare dall'alto, meglio fermarsi alle leggi termodinamiche, alla filosofia e alla geometria euclidea, che sono già una bella consolazione.

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    7. Una volta una cooperativa mi chiamò al telefono perché aveva un problema la computer.
      Io avevo 19 anni ed ero iscritto al primo anno di Università.

      - Mi dissero che era urgente;

      * io gli dissi che ero impegnato con lo studio;

      - mi chiesero se potevo staccare dallo studio per andare da loro, perché era urgente e molto importante!

      * Gli chiesi conferma, se fosse veramente importante il mio intervento;

      - e loro mi dissero di si; era venerdì e per lunedì dovevano consegnare un lungo e importante lavoro.

      * Allora io gli dissi: visto che è importante e urgente, ed io debbo interrompere lo studio, quanto siete disposti a pagarmi?

      - Pagare? (mi dissero...)

      * Certo! gli risposi, se è importante penso che non vi farete problemi a pagarmi, vero?!

      - Vediamo e poi ti richiamo... (mi risposero).

      Inutile dire che non mi hanno richiamato, e meno male che era importante e urgente!!

      Ora io penso che... stavo preparando il post sulla
      "Fusione Nucleare, mito o realtà?"
      ma per farlo, ho dovuto interrompere i miei studi di aggiornamento con le nuove tecnologie informatiche che si sono sviluppate negli ultimi anni e che mi servono per trovare lavoro.

      Mi conviene interrompere i miei studi di aggiornamento per qualcosa che sarebbe importante sapere, ma che poi nessuno saprà veramente apprezzare ricompensando il lavoro/Studio/Ricerca; ricompensa che mi servirebbe per portare avanti la mia Ricerca sulla VERA soluzione ai problemi energetici mondiali?

      No, non mi conviene! Nessuno saprà apprezzare quello che sto facendo...
      ok, post interrotto! Per ora non se ne fa niente.

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    8. Trovati un lavoro, anzi un posto sicuro all'ufficio brevetti ;)

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  8. Un suggerimento : dovremmo fare degli articoli sul pensiero sistemico.
    Io personalmente confesso la mia scarsa conoscenza dell'argomento.
    Devo anche dire che da alcune mie ricerche in internet ne sono rimasto poco impressionato.
    Vedo che viene applicato tanto ad economia e finanza, e quindi ho perplessità circa il suo uso.
    Dovrebbe essere applicato al benessere della biosfera, è la mia idea.

    Gianni Tiziano

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    1. Questo è un post sul pensiero sistemico e molti altri che trovi su questo blog lo sono, specie quelli personali di Bardi. Comunque hai ragione. Se Bardi è d'accordo si può provare a progettare una miniserie di post del genere "sistemi in pillole".

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  9. In quanto alle previsioni, credo anche io sia difficile farle.
    .----
    Concordo con Angelo che :
    "Prevedere le catastrofi nel giorno e nel luogo è impossibile.
    Però si può stimare la fragilità di un sistema, anche con il semplice buon senso."
    .----
    Il nostro sistema, privilegia economia e finanza a scapito della biodiversità.
    E' robusto di per sè, verso sè stesso, continua a perpetrarsi, non crolla.
    Però :
    causa la fragilità della biosfera.
    Essendo che alla fin fine facciamo parte della biosfera, crolleremo con essa.
    Sarà un crollo, una morte, generalizzata.
    Per questo ho in odio economia moderna e finanza.

    Gianni Tiziano

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  10. Credo che io penso in modo sistemico :
    in base a questo pensiero, prevedo l'estinzione di Homo Sapiens prima del 2051.
    Anche Guy McPherson, secondo me pensa in modo sistemico :
    lui prevede l'estinzione di Homo Sapiens entro il 2030 (Near-Term Human Extinction).

    Gianni Tiziano

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    1. In realtà ognuno di noi, in fondo in fondo, prevede che una parte del mondo si salverà, e il suo inconscio non dice, che spera, che faremo parte di quelli che si salveranno.
      Chissà?....

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    2. Ma questo assaggio d'inferno reatino era prevenibile.......

      Scuotiti gente d'Appennino
      prima che lo faccia la tua terra
      irrequieta imprevedibile a te simile
      e proprio perciò bella
      non puoi dormire beata nella tua dimora
      devi sonnecchiare di felino sonno
      fino a che con astuzia
      non hai messo solai e mura nella gabbia
      non ti ha punito la spietata faglia
      avvertito solo che il castello
      il bastione il campanile il portico
      solo se come piramide tozza fatto
      resiste alla sua saltuaria furia
      altrimenti esige raffinato ingegno
      pianti i sepolti e gli avviliti
      riedifica la casa riapri la cucina
      quel sugo da amatori maschi e femmine
      deve inebriarci come prima.

      Marco Sclarandis

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  11. Ma questo assaggio d'inferno reatino si poteva prevenire.........

    Scuotiti gente d'Appennino
    prima che lo faccia la tua terra
    irrequieta imprevedibile a te simile
    e proprio perciò bella
    non puoi dormire beata nella tua dimora
    devi sonnecchiare di felino sonno
    fino a che con astuzia
    non hai messo solai e mura nella gabbia
    non ti ha punito la spietata faglia
    avvertito solo che il castello
    il bastione il campanile il portico
    solo se come piramide tozza fatto
    resiste alla sua saltuaria furia
    altrimenti esige raffinato ingegno
    pianti i sepolti e gli avviliti
    riedifica la casa riapri la cucina
    quel sugo da amatori maschi e femmine
    deve inebriarci come prima.

    Marco Sclarandis

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  12. Abbiamo avuto un dolorosissimo assaggio dei limiti previsionali proprio in questi giorni. Conoscendo la geologia dell'Appennino si può sapere dove colpiranno i terremoti più gravi, ma non quando.

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    1. Come del resto sappiamo che ogni santo giorno dell'anno in italia nascono e muoiono circa 1.600 persone ma non sappiamo di preciso, se non dopo, chi, quando e dove, e purche' se ne parli nei media e nel chicchericcio nazionale.
      Il potere della chiacchera nella creazione della realta' sociale e' immenso, e spesso basta dargli il "la", una minima spintarella, al momento giusto, perche' diventi valanga che non si ferma piu'.
      Bisognerebbe stare molto attenti.

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  13. Trasferiamo il contesto al clima. Si considera imprevedibile il sistema uomo, ma ci si lancia a fare previsioni con la presunzione della correttezza sul clima tra 10, 20 o 100 anni. Con un numero di variabili molto più alto. Umilmente, io dico, chi vivrà vedrà.

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    1. Caro Paolo, questo tuo commento concorre con buone probabilità di successo per il commento più illogico mai ricevuto su questo blog.

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  14. Ciò non toglie che con la massiccia immissione di gas serra nell'atmosfera stiamo incoscientemente forzando in qualche modo l'equilibrio climatico. Chi vivrà vedrà, ma niente di buono.

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  15. Il post rilancia una questione epistemologicamente centrale.
    Il vecchio motto di Comte 'Dalla Scienza la Previsione, dalla Previsione l'Azione', chiaramente NON può più essere preso alla lettera; tuttavia (a modesto parere dello scrivente) ciò NON implica la "rottamazione" definitiva del medesimo, bensì semplicemente che la fiducia nelle conoscenze scientifiche (tutto sommato, le più affidabili di cui si disponga) deve accompagnarsi alla consapevolezza che esse appunto non possono andare al di là della dimensione probabilistico-stocastica. Verso quale "lato del pendolo" individui e collettività finiscano poi per avvicinarsi maggiormente, ebbene questo dipende dal background biografico-caratteriale personale e dal contesto socio-culturale generale...

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  16. Nel post nteressante e scritto bene (Nel senso scorrevole e piacevole da leggere) si dice che il problema demografico e sostentamento popolazione s aspettava negli anni 70 a 5 miliardi di persone, invece è arrivato ora a 7 miliardi. Mi permetto di far notare che con Migrazioni, ecamotage scientifici produttivi, ottimizzazioni... IL VERO problema sovrapopolazione non mica ancora arrivato! Questo che state vendendo.. "MIA OPINIONE" e un "piccolissimo petardino demografico" perche a vedere le proiezioni.. 12-14 miliardi..forse io 40 enne.. li vedo. E sai.. sono in doppio di adesso.. come esseri umani. e credo che forse.. spero.. regge ancora, e potete immaginare con quali linitazioni e condizioni. Io per sdrammatizzare.. dieri che come sempre.. se tutto va a rotoli.. DAREMO LA COLPA AI PUBBLICITARI! Perche na risata finale dopo ste cose terricanti che ho scritto.. anche ci sta! Ciao, Jacopo simonetta e "il pulvirenti" che "conosco" dA ARGENTO FISICO. (visto nei commenti) Del resto, Il.gemmologo, sempre "sassi" colorati che si raccolgono per terra sono le gemme. E uno raccoglie raccoglie poi finiscono. E la si comincia a scavare, e ne trovi altri di sassi colorati.. e scavi 1 metro.. e scavi ovunque..e poi finiscono i sassi colorati... insomma.. avete capito... ;-)

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  17. Io e il mio amico Giovannone abbiamo letto e riletto il suo commento. Alla fine il nostro parere è stato il seguente:

    https://www.youtube.com/watch?v=Z_v-zXVdqqI

    Raffaello e Giovannone

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