Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 1 maggio 2016

USA: primi al mondo per terre accaparrate






Estensione delle terre accaparrate dagli USA : equivale alla superficie di Toscana, Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo evidenziata in verde.


Di Silvano Molfese


L’accaparramento di terre, in inglese land grabbing, da parte dei paesi più ricchi consiste nel comprare o affittare estese superfici di terreno all’estero per produrre cibo per se stessi. (1)

Gli Stati Uniti, con primati in ogni ramo della scienza e della tecnologia, prima potenza nucleare, con una superficie territoriale estesa oltre trenta volte l’Italia ed una densità di 34 abitanti per km2 (rispetto agli oltre 200 abitanti per km2 che caratterizza il nostro paese), all’avanguardia nella ricerca e nella coltivazione delle sementi OGM, sono indotti, nonostante tutto, ad accaparrarsi ben 6,9 milioni di ettari di terre in altri stati per far fronte ai propri fabbisogni alimentari, addirittura più del triplo di quanto si è accaparrata l’India! (2)

E dire che, da almeno tre lustri, le multinazionali delle sementi sostengono a spada tratta i vantaggi dei semi OGM: aumenterebbero le rese delle produzioni agricole.

Lo hanno gridato ai quattro venti ma Lester Brown, come diversi altri autorevoli analisti di fama internazionale, smentì questa diceria:

“In relazione all’aumento delle rese si cita spesso il potenziale delle biotecnologie ma, nonostante da venti anni i genetisti stiano selezionando nuove varietà di piante, non hanno ancora prodotto una sola varietà di grano, riso o mais che porti ad un reale aumento delle rese. ” (3) .

Ho ripreso il dato statunitense perché mi sembra emblematico di una diffusa ed eccessiva fiducia nella tecnologia che pervade il mondo intero.

Tutto ciò è più che un campanello d’allarme per tutti noi italiani, nonché per la nostra classe dirigente: affascinati (o distratti?) da auto, cellulari ecc., di fatto, trascuriamo da almeno due decenni l’agricoltura.

La cementificazione imperante, con milioni di vani vuoti, l’ipertrofica e ridondante infrastrutturazione stradale, hanno rubato e rubano centinaia di migliaia di ettari di fertile suolo.

La cosa è ancor più grave se consideriamo il riscaldamento globale in atto e la conseguente crisi idrica sempre più diffusa anche in Italia.

Le nostre importazioni di cereali, al netto delle esportazioni dei prodotti di molitura e di quelle per la produzione della pasta, si aggirano intorno ai 7,8 milioni di tonnellate. Con le attuali rese ci vorrebbe una superficie di circa 1,5 milioni di ettari per soddisfare gli attuali consumi interni di cereali. (*)

Certamente i consumi alimentari, anche in Italia, eccedono i reali fabbisogni di circa il 30% (4) ma è pur vero che le rese delle produzioni agricole, con l’agricoltura biologica, si riducono grosso modo di circa il 20% rispetto all’attuale industria agricola: quest’ultima impiega in modo diretto e indiretto elevate quantità di combustibili fossili. (5)

Con il cambiamento climatico in atto e la conseguente scarsità idrica, di quanto si ridurranno le nostre produzioni agricole? Quanta terra in più ci vorrà? Con l’aumento delle bocche da sfamare ed avendo raggiunto i limiti produttivi su tutto il pianeta, quanto pagheremo in più i cereali importati? 



Bibliografia 

Brown L, 2011. – Un mondo al bivio – Edizioni Ambiente, 98


Gardner G., 2015 – Mounting losses of agricultural resources – State of  the World 2015, Islandpress, 71

Brown L., 2001 – Cancellare la fame: una sfida sempre più dura - State of the World 2001, Edizioni Ambiente, 82

Affamati di spreco, giovedì 15 ottobre 2015, ore 23.30 - Rai Storia

Dossier Fibl - L’agricoltura bio accresce la fertilità del suolo e la biodiversità –Supplemento a biodinamica n. 51 – novembre/dicembre 2003


(*) I dati sono desunti dall’ISTAT e riferiti al 2013. Ho fatto i calcoli in base allo scambio commerciale con l’estero: dei cereali, dei prodotti della molitura e delle paste alimentari. Per le rese dei cereali ho considerato sempre il 2013.

28 commenti:

  1. mio nonno, alias Lester Brown, mi diceva che non si può togliere il sangue da una rapa. Il nostro paese, senza fossili, può sostenere 15-20 mln di abitanti e la buona idea dei prodotti a km 0 è annullata dagli accordi commerciali agricoli coi paesi del nord africa e oltre, che col dumping sociale, l'uso incontrollato di sostanze tossiche, non permesse da noi e sempre grazie all'abbondanza di energia fossile per il trasporto, annullano le nostre produzioni e rovinano i nostri agricoltori, così presto diverranno di colore verde, cioè di altri, anche le rimanenti regioni dell'Italia nella cartina in alto. E quelle verdi, che non lo sono ancora, pure.

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    1. > 15/20 mln di abitanti

      Stante

      o - l'ottimistico e assai blando calcolo di Rees e Wackernagel dell'impronta ecologica l'Italia (vedere qui),
      o - x.y milioni di alloctoni "inesistenti" ma esistenti,

      l'Italia, al tenore di vita attuale, dovrebbe essere a un quinto o un sesto della popolazione attuale.
      Diciamo tra 10 e 12 milioni.

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  2. Bravo Sivano. Sintetico e puntuale. A tutt'oggi l'Italia ha bisogno di altre tre Italie per andare avanti con energia e materia. UN PROBLENA CHE SE NON AFFRONTATO CI CADRÀ ADDOSSOBE CI FARÀ TANTO MALE.

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  3. file:///home/digital/Scrivania/Amaranto,%20il%20tesoro%20degli%20Inca%20contro%20gli%20OGM%20Monsanto.html
    Davide e Golia.

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    1. http://www.greenme.it/informarsi/agricoltura/10442-amaranto-contro-ogm

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  4. Ah, come siete nazifascioleghisti con questo ricordare la realtà e i suoi limiti, questa cosa nazistoide che è l'aritmetica, il far di conto.
    Proprio nazileghisti perché scivere che l'Italia è già in deficit ecologico e quindi anche alimentare puoi a qualche persona potrebbe sorgere qualche domanda sul fatto che arrivano magicamente milioni di gioiose, allegre, giovanili, esuberanti ricchezze variopinte multiculturali che mangiano cereali, usano acqua, cacano, abbisognano di strade e case eccetera eccetera.
    Il primo detrattore e denigratore di Malthus fu proprio Engels.

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    1. Milioni?http://www.ansa.it/legalita/notizie/regioni/sicilia/2016/03/30/migrantisociologo-in-italia-provengono-da-paesi-cristiani_a4874f2c-000a-4c54-95c1-5de6695733d9.html

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    2. a parte qualche albanese, due neri e una signora indiana non vedo entrare in chiesa, nessun cristiano straniero. Sono invece rinvolto da marocchini e pakistani, che certo non vanno in chiesa. Manca per ora una moschea, ma già si vocifera che le sale del Regno dei testimoni di Geova sono più frequentate delle chiese e se aprissero le moschee, sono sicuro, sarebbero le più affollate. Se poi, quando arrivano questi dichiarano di essere cristiani per ottenere un trattamento migliore, lo capirei. Una bugia dettata dalla paura di essere rifiutati.

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    3. > Milioni?
      Sì, milioni.
      Nel solo 2013 da 59.685.227 a 60.782.668, ovvero +1.097.441
      (http://demo.istat.it/bil2013/index.html)
      Due città che hanno impiegato secoli ad arrivare alla loro popolazione attuale, grosso modo come Torino e Bologna createsi da zero in un solo anno (che mi viene da bestemmiare!).

      Gli stranieri (invasori ed ospiti ovvero i pochi che arrivarono con un regolare visto) sono, al 1 gennaio 2015 5 014 437

      http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCIS_POPSTRRES1

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    4. https://it.m.wikipedia.org/wiki/Immigrazione_in_Italia
      Da non confondersi con la maggioranza degli stranieri, immigrati in Italia quasi sempre per motivi economici, i richiedenti asilo sono stranieri che hanno presentato all'Italia richiesta di protezione ed ospitalità in base alle convenzioni internazionali, perché perseguitati nel loro paese di origine per le loro opinioni, o la loro attività politica o religiosa, ovvero perché provenienti da zone di guerra totalmente insicure, o ancora oggetto di discriminazioni o persecuzioni per motivi di appartenenza etnica. Dal momento che la richiesta di asilo va presentata nel territorio dello Stato a cui si richiede asilo e che le leggi italiane ed europee non prevedono vie di ingresso regolari per coloro che intendono presentare richiesta di asilo, i richiedenti asilo arrivano per lo più in maniera irregolare, attraverso gli sbarchi sulle coste italiane.
      Forse non ci siamo intesi sui termini. Pensavo ti lamentassi per gli sbarchi.
      Del resto cosa vorresti fare, contrastare la presenza in Italia di milioni di stranieri che lavorano?
      Sarei curioso di sapere come intenderesti risolvere il problema.

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    5. @Anonimo
      I problemi vanno evitati.
      La maggior parte dei migranti scappa da guerre.

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  5. Per il resto, e' ovvio che l'Impero si dimostri tale anche nell'accapparramento delle terre. Mi meraviglierei se non fosse così.

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    1. http://www.globalresearch.ca/president-obamas-race-for-the-imperial-legacy-a-world-of-chaos-and-disintegration/5522476
      L'Impero.

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  6. Guardate che il land grabbig e' anche causato dalla "aumentata sensibilita' ecologica" dei paesi occidentali le cui legislazioni, specie europee, hanno obbligato all'uso dei cosiddetti "biocarburanti" "carbon free", da usare in miscela con i fossili. In africa mi e' giunta voce da professionisti del settore che si sta facendo strage di territorio per questo, in ben altro quantitativo che della minuscola superficie del centro italia. Altro posto devastato e' il mato grosso, fatevi un giro con google earth.

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    1. Cibo, biocobustibili, petrolio, schiavi....
      Sempre di energia si tratta.

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    2. Vero, pero' vedere la realta' sotto un'unica metafora e' sempre un errore. Anzi e' caratteristico della follia, dello squilibrio, sempre piu' tipico nel nostro nuovo mondo della specializzazione spinta, in cui ognuno e' autorita' ma solo nel suo ambito (il che ha l'effetto collaterale negativo di renderlo pure tronfio e aggressivo).

      L'energia a sua volta potrebbe essere considerata informazione rozza (nel senso di ordine quantitativo in contrapposizione al disordine dell'entropia), eccetera.

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  7. Un'area pari a Lazio+Marche+Molise è stata completamente cementificata in Italia durante il delirante sviluppo degli anni '90/00 (capannoni, seconde-terze case, centri commerciali a go-go, autostrade, ecc.). Chi semina cemento cosa raccoglie?

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  8. Ho l'impressione che biocarburanti sono un tentativo di ovviare al picco del petrolio (ed alla scarsità di petrolio di alta qualità in particolare) bruciando x quanto possibile roba viva invece che fossile. Ma vista l'enorme concentrazione energetica del combustibile fossile questo significa prendere un sacco di terra: sottrarre a bocche per mettere in pompe. Energeticamente le bocche sono meno potenti ma più efficienti termodinamicamente. Un impero in disfacimento farà la cosa giusta.. ma non prima di aver provato tutte quelle sbagliate

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  9. L'articolo solleva una questione seria e di portata globale: se non sbaglio, la Cina sta effettuando 'land grabbing' (almeno) tanto quanto gli Stati Uniti... Ad ogni modo, ritengo che senza un calo del tasso medio di fecondità nei PVS (oltre ad un parallelo calo del tasso medio di consumo dei combustibili fossili nei Paesi sviluppati) ogni altra proposta equivalga a (cercare di) svuotare l'Oceano con un cucchiaino...

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  10. http://www.ciwf.it/impatti/land-grabbing
    Il Land grabbing non è altro che uno degli effetti collaterali del consumo di carne.
    È un grande affare per le multinazionali
    http://www.ecoseven.net/ambiente/fiere-eventi/giornata-mondiale-dell-alimentazione-la-finanza-specula-anche-sul-grano
    In questo studio (serio) si affronta la questione della sostenibilità di varie tipologie di alimentazione anche per aree geografiche.
    http://www.nature.com/ncomms/2016/160419/ncomms11382/full/ncomms11382.html
    Si possono conservare le foreste e sfamare senza problemi la popolazione mondiale coltivando nelle proprie aree regionali. A condizione di diventare vegetariani. Tutte le altre opzioni sono insostenibili
    In Danimarca si comincia a pensare di tassare la carne rossa
    http://www.dailygreen.it/news/danimarca-allo-studio-una-tassa-sulla-carne-rossa/
    La dinamica demografica è lentissima a calare, mi pare che nessuno abbia la ricetta per dimezzare in pochi anni la popolazione mondiale.

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    1. Basterebbe volerlo, di dimezzare la popolazione mondiale.
      Ma alla televisione e sui giornali si parla di altro.
      Siamo distratti.

      Tiziano

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    2. http://www.decrescita.com/news/anche-la-popolazione-deve-decrescere/
      Un bellissimo articolo.

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    3. "Il Land grabbing non è altro che uno degli effetti collaterali del consumo di carne."

      Guarda che pero' in un "mondo sostenibile" in senso tradizionale, un congruo numero di animali e' necessario: per la fornitura di forza lavoro ad esempio per l'aratura, e per la produzione di letame e in generale sostanza organica per la fertilizzazione dei suoli.

      Il mondo vegetale ha bisogno di quello animale per la fornitura di azoto tanto quanto quello animale ha bisogno di quello vegetale per i carboidrati, e' uno scambio dinamico in equilibrio.

      Il fatto di considerare le nostre deiezioni un rifiuto, magari pericoloso e meritevole di forte tassazione per il suo smaltimento, e' una novita' demenziale della modernita' recentissima, che fino a un paio di generazioni fa sarebbe stata considerata una follia. Fino ad un paio di generazioni fa chi raccoglieva quelli che oggi sono considerati rifiuti PAGAVA LUI per poterlo fare. Compreso il taglio delle rive lungo le strade, fino agli anni 1950 inoltrati chi tagliava erba e alberi lungo le strade pagava per poterlo fare, i comuni facevano bandi di gara per il miglior offerente nel senso di chi paga di piu', e piantavano alberi apposta (oltre che per ombreggiare le strade, che quando si andava a piedi in bici, io ci vado tuttora, era molto utile con la calura estiva: cosi' si chiamava e si affrontava un paio di generazioni fa il global warming).

      Sapete che se vi muore il gatto o il cane dargli degna sepoltura in giardino ora e' reato, si tratta di "rifuti speciali".

      Questo e' un mondo di pazzi deficienti, e lo sono in particolare i tecnici, che ormai sono quasi sempre del genere "so cosa fa la mano destra ma la sinistra non e' di mia competenza" (peraltro senza avere la decenza ne' la larghezza di vedute culturale per poterlo ammettere), piu' che i politici.

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    4. @Anonimo (vegano)
      Finché non viene accolta da tutti la necessità di decrescere, ogni tentativo di migliorare la nostra efficenza non fa altro che liberare risorse per le locuste.

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    5. Per Winston Diaz.
      Magari la questione fosse solo se tenere degli animali per arare o per la produzione di letame.
      Ci sono interessi in gioco che solo la politica fatta seriamente puo' riuscire a ridimensionare. Comunque secondo me non e' una questione di risorse, ma di qualita' dei consumi. Se l'umanita' sara' in grado di intraprendere questa rivoluzione,(e quella energetica) vorra' dire che e' matura per risolvere anche lo spinoso problema della sovrappopolazione.
      Angelo

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  11. http://www.faidate360.com/Stufe_a_mais.html

    Negli usa (e anche nel resto del mondo) chi le produce fa di tutto per innalzare i prezzi delle granaglie, dato che cio' rappresenta il suo guadagno.

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  12. Grazie per i commenti stimolanti; la situazione, a mio avviso, è
    decisamente molto preoccupante.

    Lester Brown, già 5 anni fa nel libro “Un mondo al bivio” evidenziava
    che la domanda di cibo era legata a tre fattori:
    aumento della popolazione; aumento dei consumi di carne, latte e uova
    per il maggior benessere economico;
    uso dei cereali come carburante per auto.

    Dall’Africa, nel solo 2008, 100 milioni di tonnellate di cereali sono
    stati destinati alla produzione di biocombustibili.
    (http://www.missioni-africane.org/970__Agro-combustibili_dallAfrica_non_per_lAfrica)

    In Italia per soddisfare tutti i consumi interni di cereali dovremmo
    coltivare 1,5 milioni di ettari in più (forse questo non era chiaro nel testo).
    Qualcosa si può ottenere dai terreni abbandonati facendo però
    molta attenzione all’erosione del terreno e poi si dovrebbe almeno
    bloccare la cementificazione dei suoli ma … non ci sentono.

    Silvano Molfese

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