Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 19 maggio 2016

Il Papa dovrebbe dire alla gente di smettere di far figli come conigli!

Da “Cassandra's Legacy”. Traduzione di MR


Immagine di Rakka 

In questo post sostengo che la sovrappopolazione è un problema complesso che ha a che fare con le scelte umane al livello di singole famiglie. Non è impossibile che tali scelte alla fine porteranno ad una stabilizzazione della popolazione ad un livello sostenibile, come è accaduto in alcuni casi storici, come in Giappone durante il periodo Edo.



La questione della popolazione solleva sentimenti forti ogni volta che viene menzionata e c'è chi sembra pensare che, a meno che non venga fatto qualcosa di drastico per frenare la crescita della popolazione, gli esseri umani si riprodurranno come conigli, distruggendo tutto quanto su questo pianeta. Questa posizione va spesso in parallelo con la critica ai leader religiosi in generale, accusati di incoraggiare le persone a riprodursi come conigli. O, perlomeno, di nascondere il fatto che le persone si riproducono come conigli se non viene loro impedito di farlo in un modo o nell'altro.

Ma è vero che le persone si riproducono come conigli? E si fermerebbero se qualcuno, diciamo il Papa, dovesse dire loro di fermarsi? Forse, ma le cose non possono essere così semplici. Ecco un esempio: il Giappone durante il periodo Edo.


La popolazione del Giappone durante il periodo Edo (dati non corretti come riportato dal governo Bafuku). Mostrano come sia del tutto possibile ottenere una popolazione stabile in una società agricola, persino senza regole  e leggi “top down”. (fonte dei dati, vedete anche questo link


Notate come la popolazione sia rimasta relativamente costante per almeno 150 anni. E' una storia affascinante, discussa nei dettagli nel libroMabiki: Infanticidio e crescita della popolazione nel Giappone orientale 1660–1950” di Fabian Drixler. Ecco un'illustrazione dal libro:


Un altro insieme di dati impressionante: i tassi netti di riproduzione in Giappone sono rimasti intorno o al di sotto al tasso di sostituzione durante il periodo Edo, mantenendo la popolazione costante per qualcosa come un secolo e mezzo. E' impressionante anche osservare in che modo il tasso di riproduzione è letteralmente esploso in seguito, portando la popolazione giapponese dai circa 25 milioni del periodo Edo all'attuale livello di circa 125 milioni, cinque volte tanto. Osservate anche quanto rapidamente il tasso di riproduzione è collassato dopo gli anni 50 del 900. E' un esempio forte di ciò che chiamiamo la “transizione demografica”.

Come possiamo vedere da questi dati, le strategie di riproduzione umana sono molto più complesse di quanto si immagini se ci si limita al comandamento biblico “crescete e moltiplicatevi”. I giapponesi NON si sono riprodotti come conigli durante il periodo Edo. Non sembra che siano stati costretti a ridurre il loro tasso di nascite dal governo o da credenze religiose. La popolazione è rimasta stabile, sembra, principalmente a causa di strategie “bottom up” a livello di singole donne o di singole famiglie: principalmente contraccezione e, quando non era sufficiente, infanticidio.

Cosa ha portato quindi le famiglie giapponesi a scegliere (piuttosto che essere costrette) di limitare il proprio tasso di riproduzione? C'è molta letteratura scientifica sulle strategie di riproduzione di varie specie, compresa quella umana. L'idea di fondo è che, in tutti i casi, i genitori hanno una scelta su come impiegare le proprie risorse limitate. O le investono nell'avere un gran numero di prole (la “strategia-R”, ovvero la “strategia del coniglio”) oppure investono nel prendersi cura dei propri ragazzi finché non raggiungono l'età adulta (la “strategia-K” o “strategia dell'elefante”). La scelta della strategia riproduttiva dipende dalla situazione. Cito direttamente da un articolo di Figueredo et al. (1)

... rimanendo tutto il resto alla pari, le specie che vivono in ambienti instabili (vedi fluttuazioni della disponibilità del cibo) ed imprevedibili (vedi alto numero di predatori), tendono a sviluppare una serie di tratti “selezionati da R” associati ad alti tassi di riproduzione, basso investimento da parte dei genitori e tempi intergenerazionali relativamente brevi. Al contrario, le specie che vivono in condizioni ambientali prevedibili tendono a sviluppare serie di tratti “selezionati da K” associati a tassi di riproduzione bassi, alto investimento da parte dei genitori e tempi intergenerazionali lunghi. 

Chiaramente, gli esseri umani sono più come gli elefanti che come i conigli. Il numero di bambini che una femmina umana può partorire è limitato e di solito è una buona strategia che questa massimizzi le possibilità di sopravvivenza di meno bambini, piuttosto che cercare di averne il più possibile. Quindi, per gran parte della storia dell'umanità, una famiglia – o una singola donna – esaminava il proprio ambiente e faceva una stima sommaria di quali possibilità potevano avere i suoi figlio di sopravvivere e prosperare. In condizioni di risorse limitate e forte competizione ha senso che i genitori massimizzino la salute e la forma dei loro figli avendone un numero ridotto. Sembra che sia successo questo in Giappone durante il periodo Edo: di fronte a risorse limitate, in un'isola limitata, le persone decidevano di limitare il numero della loro prole, applicando la “strategia R”.

E' vero il contrario per i periodi di risorse abbondanti e di scarsa competizione. Quando l'economia è in crescita, le famiglie potrebbero anche proiettare questa crescita nel futuro e valutare che i loro figli avranno molte opportunità, quindi ha senso averne in maggior numero – e quindi di applicare la “strategia K”. La crescita drammatica della popolazione durante gli ultimi 1-2 secoli è il risultato del sempre maggiore consumo di combustibili fossili. Ovunque, e quindi anche in Giappone, le persone hanno reagito riempiendo quelli che hanno visto spazi liberi per i loro figli. Ma, con la seconda metà del XX secolo, la crescita economica ha rallentato e le persone hanno cominciato a percepire che il mondo si stava rapidamente riempiendo e che l'economia non stava più crescendo. Potrebbero non avere percepito l'esaurimento delle risorse minerali, ma il risultato era comunque ovvio. E' stata la “transizione demografica”, di solito collegata ad un aumento della ricchezza, ma che possiamo anche vedere come il risultato di una percezione del futuro che era vista un po' meno rosea di prima.

Ci sono altri casi di popolazioni umane che sono rimaste stabili per qualche tempo, quindi potremmo concludere che gli esseri umani non si riproducono come conigli – assolutamente, eccetto in qualche caso veramente speciale e raro della storia. Gli esseri umani sono creature intelligenti e, entro certi limiti, scelgono quanti figli avere in modo tale da massimizzare le loro possibilità di sopravvivenza. La popolazione umana tenderà a crescere in una condizione di crescita economica, ma dovrebbe tendere a stabilizzarsi in condizioni economiche statiche. Quindi, se fossimo in grado di stabilizzare il sistema economico, evitando grandi guerre e la necessità di carne da cannone, la popolazione umana potrebbe stabilizzarsi da sola, senza nessuna necessità di un intervento “top down”da parte dei governi (o forse del Papa). Sfortunatamente, da qui a quel momento, c'è un piccolo problema chiamato “overshoot” e la stabilizzazione ad un livello sostenibile potrebbe essere tutt'altro che indolore. Ma se la stabilizzazione è stata possibile sulle isole del Giappone durante il XIX secolo, perché non potrebbe verificarsi sull'isola più grande che chiamiamo “Terra”?


Vedete anche un mio post intitolato “Il cuculo che non voleva cantare: sostenibilità e cultura giapponese”. 


1. Aurelio José Figueredo, Geneva Vásquez, Barbara H. Brumbach, Stephanie M.R. Schneider, Jon A. Sefcek, Ilanit R. Tal, Dawn Hill, Christopher J. Wenner, W. Jake Jacobs, Concordanza e teoria della storia della vita: dai geni al cervello per la strategia riproduttiva, Developmental Review, Volume 26, numero 2, June 2006, Pagine 243-275, ISSN 0273-2297, http://dx.doi.org/10.1016/j.dr.2006.02.002

18 commenti:

  1. In realtà, il papa ha già detto che non si devono fare figli come conigli:

    http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_gennaio_19/papa-essere-cattolici-non-significa-fare-figli-come-conigli-29f7d826-a00e-11e4-84eb-449217828c75.shtml

    Il problema è che dopo, ha aggiunto che:
    " Sentir dire che tre figli già sono troppi - ha confidato in proposito il Papa - mi mette tristezza, perché tre figli per coppia sono il minimo necessario a mantenere stabile la popolazione".

    3 figli per coppia, è la strada verso la catastrofe!
    Siamo 7,4 Miliardi di persone, con 3 figli per coppia la popolazione crescerebbe a dismisura, perché il tasso di natalità per mantenere costante la popolazione è di 2,1 figli per coppia; (che comunque è sempre alto, perché la popolazione mondiale deve diminuire e non mantenersi stabile).

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    1. forse considerati gli sterili e i gay ha ragione

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    2. 3 figli per coppia andrebbero bene se la popolazione non fosse già decuplicata durante l'era industriale.
      La popolazione non deve rimanere stabile ma decrescere.

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  2. un papa deve essere buonista, anche se Gesù non ha mai incitato a procreare, anche se S.Paolo ha invitato implicitamente a non procreare esortando a non sposarsi. Difatti il primo è stato crocifisso, il secondo decapitato. Andare contro il mondo porta solo odio e guai. La scelta amletica se subire o ribellarsi riguarda in effetti solo il 2% degli esseri umani. Il restante 98% si adegua.

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    1. della serie: non capisco, ma mi adeguo. Sarebbero gli "utili cretini".

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    2. Il papa deve essere buonista? Dire di fare tre figli per coppia vuol dire, come ha detto giustamente il dott. Pulvirenti, avviarsi lungo la strada che porta alla catastrofe. Se questo è buonismo...

      Sarà anche vero che Gesù e san Paolo non hanno mai incitato a procreare, ma guardiamo a fatti un po' più recenti. Chi andò in Africa a dire che non bisogna usare il preservativo perché è un peccato? Non era Stalin...

      Teo A.

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    3. Teo, agli italiani possono anche raccontare la storiella che è peccato usare il preservativo, vista la bassa natalità, ma un prete mi disse che i missionari invece fanno l'esatto contrario, per ovvi motivi.

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    4. Infatti è una storiella e le persone appena un po' più sveglie lo sanno da sole. Rimane il fatto che i più prolifici sono quelli che lo fanno in nome di una religione. Si veda ad esempio la cattolicissima Associazione Nazionale Famiglie Numerose, tipico esempio di chi si riproduce il più possibile per usare i figli come arma di distruzione di massa. Non diversi in questo dai fedeli delle altre "religioni del deserto". L'obbiettivo: occupare fisicamente il mondo, riempirlo della propria prole, della propria intolleranza, del proprio odio contro gli "altri".

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    5. il discorso sulle religioni andrebbe discusso in modo più attento, non fermandosi agli effetti negativi. Ti posso solo puntualizzare che la parola "religione" significa attaccamento a Dio e mistificandola si può trasformare nella forma più micidiale di controllo delle menti, al pari dei media odierni. Il "Dio lo vuole" non lascia scampo di replica nel 98% dei credenti, non in Dio, ovviamente, ma nella loro religione. Arrogarsi il diritto di parlare per Dio, senza averne lo Spirito, quindi spingendo i credenti a fare azioni negative per sè, per gli altri e per il creato, è la peggior forma di superbia, meritevole del peggior inferno.

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    6. "Arrogarsi il diritto di parlare per Dio, senza averne lo Spirito, quindi spingendo i credenti a fare azioni negative per sè, per gli altri e per il creato, è la peggior forma di superbia, meritevole del peggior inferno".

      Sono assolutamente d'accordo! E quanti ce ne sono che si nascondono dietro ad un fantomatico dio per imporre la loro visione del mondo, fatta di odio e intolleranza.

      A due mie conoscenti (due donne) che vivono insieme da tempo, una volta uno di questi supercredenti superdevoti disse che la loro relazione non era gradita a dio in quanto "non naturale". La loro risposta: "Se a dio non fa piacere come viviamo perché non ce lo dice lui stesso? Il fatto che abbia scelto uno come te come portavoce non depone a suo favore". Il superpio si è ritirato in buon ordine, fra le risate dei presenti.

      Assolutamente d'accordo anche sul potere di controllare le menti delle religioni. Praticamente sono nate per quello. E la cosa potrebbe anche non interessarmi, se non fosse che questi signori la religione la infilano anche nelle leggi dello Stato.

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    7. il bacchettone superpio non conosce il Vangelo, che impone misericordia per tutti. Dice Gesù: "Ci sono eunuchi (gay, lesbiche, ecc.)che si sono fatti tali per il Regno di Dio". E:"Non giudicare, perchè con lo stesso metro, sarai giudicato". Purtroppo la superbia è un vizio molto molto sottile. Nemmeno i santi ne sono sempre indenni. Per fortuna solo "i peccati contro lo Spirito Santo non saranno perdonati in eterno".

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  3. Ovviamente complimenti per il post; alcune osservazioni

    R "Ma se la stabilizzazione è stata possibile sulle isole del Giappone durante il XIX secolo, perché non potrebbe verificarsi sull'isola più grande che chiamiamo “Terra”?
    Siamo sicuri che su scala mondiale la questione sia più semplice e non più complessa ?
    Punto 2: è evidente a tutti che la pianificazione familiare oggi non è sufficiente e si agirà, probabilmente per collasso del sistema sanitario entro 15 anni al massimo per incapacità di accompagnarlo con un amorale non più individuale ma di comunità e della sostenibilità, verso un equilibrio :non si morirà di "cancro", il cosìdetto male del secolo, grandissima inesattezza, visto che come ricorda dawkins respirando ossigeno a livello intracellulare ed avendo un metabolismo mediamente veloce da quando hanno preso piede almeno 1/3 dei mammiferi è destinato a "morire" di cancro , ma si morirà di polmonite da un lato (è ufficiale a livello oms che gli antibitoici sono una strada persa oltre che sbagliata per contrastare le infezioni indistintamente su tutta la popolazione ed i casi di multiresistenze sono all'ordine del giorno in in ogni ospedale ; per inciso i pazienti multiresistenti andrebbero allontanati dagli ospedali "normali", cioè messi in isolamento fra loro e dal personale saniario) e moriranno dall'altro lato tutti i cronici non dell'apparato cardio vascolare (questi ultimi diminuiranno essendo costretti a fare piu esercizio fisico, mangiando meno e meglio con un agricoltura post combustibili fossili) e cioè dializzati, trapiantati, varie sindromi con immunodeficenza...

    PUnto 3: le emigrazioni di massa andranno combattute in maniera organizzata prima che ognuno sia costretto a farlo con mezzi di fortuna all'interno del proprio villaggio (altro che mattarella e l'africa..Ci vada lui, od almeno provveda ad armare i pochi ranger eroi che cacciano i bracconieri nei parchi nazionali )
    Punto 4 : un italia co untasso di fecondità di 1,19 mi va bene, non mi va bene l'età media delle primipare sui 35 anni, (la media ponderata è più alta ), visto che ameno che non rescriviamo il genoma umano fare un figlio dopo i 32 anni dovrebbe essere l'eccezione e non la regola, ne mi va bene che un 50% delle donne resti senza figli per problemi di soldi od autoresponsabilità maggiore di altre...( gli aiuti alle famiglie numerose ed il welfare autoreferenziale per i dipendenti pubblici senza reddito di cittadinanza non distante dallo stipendio pubblico base (ovviamente attingendo risorse alla grande dal monte stipendi pubblico vanno combattuti come la peste) ; di converso oltre il secondo figlio vanno prevsite penalizzazioni economiche ed anche di accesibilità ai servizi di welfare assolute e senza sanzioni economiche accessorie, naturalmente nella speranza che un barlume di organizzazione pubblica regionale o di distretto subentri il prima possibile all'unità fiscale tout court e che questa ultima non resista fino all'ultimo giorno precedente le barbarie)

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  4. mi chiedo quanto una cultura come quella tradizionale giapponese sia un elemento fondamentale x la stabilizzazione. Responsabilità sociale e onore prima di tutto da difendere a costo della vita. Elite con cultura di servizio e difesa della popolazione.
    Tutto il contrario dell'ideologia capitalista dove vince chi accumula il più possibile in competizione con tutti gli altri. Denaro, risorse, figli: vince chi trova il modo di avere più degli altri..al di là di qualunque ragionevolezza.
    È un sistema che deve crescere altrimenti si divora da solo. Stabilizzare implica cambiare prima di tutto la cultura ed il modo di pensare della societá ed in particolare modo delle elite.

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    1. aggiungo..
      Non a caso il capitalismo ed il liberalismo si sviluppano e codificano in 2 imperi in espansione: prima in quello inglese con a disposizione una vasta rete di colonie dove scaricare le tensioni sociali con l'emigrazione dei "perdenti" della competizione. successivamente negli Stati Uniti dove questa spinta e valvola di sfogo continua verso il West e successivamente il pianeta intero.

      Il capitalismo:nel 1700 un'ideologia rivoluzionaria che combatte e schiaccia la spinta popolare ed elitaria conservative incarnate nel luddismo e nell'arroccamento della antica aristocrazia terriera. Ideologia che avvalla azioni antisociali che distruggono lunghissime tradizioni: si ricordi l'impatto profondo della recinzione dei terreni e dei boschi in inghilterra che conclude la tradizione medioevale feudale che la terra e chi ci viveva sopra erano un tutt'uno. (certo la proprietà della terra con chi ci viveva sopra produceva storture e malgestioni ampiamente propagandate dal liberismo. Ma certamente un buon proprietario terriero aveva maggior interesse nel benessere dei dipendenti di quanto ne hanno oggi molte aziende)

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  5. Il periodo Edo termina quindi verso la metà del XIX secolo.
    Fino alla metà del XIX secolo il Giappone consentiva solamente ai mercanti olandesi di attraccare con le proprie navi in un’isola giapponese davanti a Nagasaki e solamente per sbarcare pubblicazioni e materiale scientifico.
    Nel 1853 l’ammiraglio Perry, al comando di quattro navi da guerra della marina americana, gettava le ancore nella baia di Uraga e, per conto degli Stati Uniti, fece richiesta al Giappone di aprire i suoi porti e che stipulasse trattati commerciali.
    L’anno dopo l’ammiraglio Perry, al comando di una flotta di otto vascelli da guerra, tornò in Giappone per ritirare la risposta alle richieste fatte l’anno precedente.
    Forse il Periodo Edo finì in questo modo ma forse la realtà è più complessa e la richiesta al Giappone di aprire i propri porti al commercio con le altre nazioni e che stipulasse quindi trattati commerciali forse fu “sollecitata” dallo stesso Giappone.
    Il problema demografico è sicuramente molto complesso e non mi sono ancora fatto una idea precisa.
    Cordiali saluti
    Armando

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    1. Il fine di chi ama il pianeta Terra non è avere una idea precisa,
      bensì
      farsi delle idee che siano rispettose dell'ambiente, e ci portino a sentirci parte di esso, non a parte.
      Mettersi in ascolto di Madre Terra, e di tutti i suoi figli, che sono nostri parenti.

      Tiziano

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    2. Tiziano, il tuo è un sogno utopistico. I disastri che stanno accadendo in India con 47° ad Aprile e in Canada con 32° nell'Alberta nemmeno sono fatti conoscere alle masse ripiegate sulla pancia dal proprio egoismo, perchè così le vuole il sistema. Hanno paura di rivolte e diminuzione di consumi e quindi di PIL. Un pò come faceva l'indemoniato Giuda coll'apostolo che Gesù amava(Giovanni), cercando di istigarlo alla lussuria, per dirottarlo dalla santità al vizio. Ti fanno vedere ogni piacere possibile, lecito o meno, per mandare all'inferno me, te, il pianeta, tutti, trasformandoci in cicale consumatrici, locuste distruttrici o posseduti dalla brama di piaceri, che spiritualmente significa dal demonio. Poi c'è chi, idealista illuso, pensa di metterci una pezza col buonsenso umano, quando saremo massimo il 2% a credere e a opporci al disastro. E ancora meno a renderci conto che è inevitabile. Significherebbe distruggere quella parte dell'essere umano votata ai vizi, ma che è come la cancrena. Non puoi asportarla senza asportare anche l'arto malato. La soluzione esiste solo per quelle persone che intercalano realtà materiali e immateriali, perchè l'annientamento dell'egoismo è possibile solo a livelli sovrumani. Altrimenti uno si deve accontentare di illudersi di essere non egoista: i buonisti, appunto.

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  6. Articolo interessante, anche se il fatto che pressochè tutte le proiezioni demografiche prevedono (almeno) 9-10 mld di esseri umani a metà secolo mi impedisce di condividere il tendenziale ottimismo dell'Autore sulla 'stabilizzazione demografica', che rischia di giungere "quando i buoi sono già scappati dalla stalla", con le conseguenze ambientali e sociali del caso e di cui già si intravvedono i pèrimi drammatici segnali. Ovviamente ciò non significa negare l'esigenza di "limitare i danni" il più possibile...

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