Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


lunedì 28 settembre 2015

I Limiti della Crescita nell'Unione Sovietica e in Russia: storia di un fallimento

Da “Resource crisis”. Traduzione di MR



Qui sopra potete vedere la registrazione completa di una lezione del 2012 data a Mosca da Dennis Meadows, uno degli autori del rapporto sui “Limiti dello Sviluppo” del 1972. E' lungo, più di un'ora, se non avete il tempo di guardarlo tutto, vi suggerisco di andare al minuto 21 e guardare Dennis Meadows che mostra questo libro:



Si intitola “Unione Sovietica nel sistema globale”. Secondo Meadows, negli anni 80, Viktor Gelovani, primo autore del libro, ha adattato all'Unione Sovietica il modello del mondo usato per “I Limiti dello Sviluppo” e lo ha fatto girare, scoprendo che l'Unione Sovietica stava per collassare. Poi, Meadows dice “è andato dalla dirigenza del paese e ha detto: 'la mia previsione mostra che non avete alcuna possibilità. Dovete cambiare le vostre politiche'. E i dirigenti hanno detto: 'no, abbiamo un'altra possibilità: tu puoi cambiare la tua previsione'”. 

L'aneddoto di Meadows è di fatto confermato da Rindzevičiūtė, che ha scritto un eccellente articolo che racconta la storia completa. Viene fuori che non è vero che “I Limiti dello Sviluppo" è stato ignorato in Unione Sovietica, come potrebbe sembrare dai documenti disponibili in occidente. Lo studio dei “Limiti” è stato tradotto in russo, anche se è stato distribuito solo in circoli molti limitati (generando, a proposito, un florido mercato nero, come descrive a pagina 6 Rindzevičiūtė). Diversi scienziati sovietici conoscevano molto bene lo studio, avevano contatti coi loro autori e diversi di loro hanno fatto uno sforzo considerevole per avvertire la dirigenza dell'Unione che il sistema stava per collassare. Non hanno avuto un gran successo, come dice Meadows nella sua conferenza. 

Teoricamente, si può pensare che la dirigenza sovietica avrebbe potuto vedere “I Limiti dello Sviluppo” come uno strumento di pianificazione utile. In linea di principio, avevano alcuni modi di mettere in pratica le raccomandazioni ottenibili dai modelli per evitare il collasso. Ma così non è stato. La reazione della dirigenza sovietica è stata la stessa di quella dell'occidente. Sia i dirigenti sovietici che quelli occidentali erano del tutto legati al concetto di “crescita ad ogni costo” e refrattari ai cambiamenti. Quindi l'avvertimento è stato ignorato da entrambi i lati della cortina di ferro. 

Un altro elemento enormemente interessante di questa storia è il modo in cui mostra che il collasso sovietico è stato sistemico. E' stato causato dalle enormi spesi militari e burocratiche che il settore della produzione dell'economia non era in grado di sostenere. In altre parole, sembra chiaro che non è stato causato da Mishka Mecheny (il matto Gorbaciov) o da un piano malvagio dei servizi segreti occidentali (anche se entrambi potrebbero aver giocato un ruolo). Nel complesso, qui abbiamo una conferma notevole della forza predittiva della modellazione del mondo: negli anni 80 è riuscita a prevedere il collasso di un grosso pezzo dell'economia mondiale. Un altro pezzo, persino più grande, sta collassando in questo momento. 

Un ulteriore punto interessante proviene dall'esaminare se l'attuale dirigenza russa ha imparato qualcosa dall'esperienza della vecchia Unione Sovietica. Apparentemente no, perché oggi non sembra esistere un dibattito serio sull'esaurimento dei minerali in Russia. La maggior parte dei russi sembra essere convinta che le loro risorse minerali siano abbondanti e di potervi attingere a volontà nel prossimo futuro. Quindi, l'esaurimento non è un problema di cui si devono preoccupare. 

La conferenza di meadow conferma questa impressione. Anche senza fare attenzione a quello che dice Meadows, guardate le facce e la postura del corpo dei giovani fra il pubblico – vengono di tanto in tanto mostrati nel video. Posso dirvi che negli anni ho sviluppato un certo livello di capacità telepatiche nel comprendere i sentimenti del pubblico. E vi posso dire che gran parte degli studenti che ascoltano Meadows non gli credono affatto – o così sembra a me (anche una mia amica russa ha detto che questo è stata “la conferenza più noiosa che abbia mai sentito”). Notate anche le domande sciocche e marginali che gli studenti hanno posto a Meadows alla fine della conferenza. Lui gli ha raccontato dell'arrivo della fine del mondo e loro gli chiedono se è conveniente investire nelle società che producono acqua... Ma dai!

Ma la mancanza di comprensione dei limiti della crescita in Russia non è niente di speciale. E' la regola in tutto il mondo. In più, la Russia in questo momento è in piena modalità di emergenza e la principale priorità dei russi è quella di salvare la loro economia dagli attacchi esterni. Non si possono biasimare se non hanno (e, probabilmente, non ne hanno bisogno) il gruppo di Cassandre che abbiamo in occidente, gente con i capelli bianchi che continua a raccontare cose oscure e terribili in arrivo e che nessuno ascolta. 

Con o senza Cassandre, la situazione in Russia potrebbe non essere così male. Dmitry Orlov ha descritto in che modo l'economia sovietica fosse meglio attrezzata dell'economia di mercato dell'occidente per adattarsi e sopravvivere al tipo di collasso sistemico descritto da “I Limiti dello Sviluppo”. Le stesse considerazioni potrebbero valere per l'attuale sistema russo. Quindi il futuro, come sempre, è opaco, ma se mi chiedete quale sarà la prossima economia a collassare, non scommetterei che sarà quella russa.



8 commenti:

  1. Ma come è possibile NON capire i limiti dello sviluppo ?
    Anche in Russia non capiscono ?
    E, se non sarà la Russia a collassare per prima, chi sarà ?

    Tiziano

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    1. sarà l'occidente, perche la macchina "burocratica/economica/politica" è troppo dispendiosa (o dissipativa).

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  2. Ricordiamo una differenza fondamentale fra le spese militari dell'ex urss e quelle del blocco occidentale, che non sta solo nella quantità.(.In urss si stava al 40% per 40 anni , gli usa sono arrivati al 12% sotto regan, in europa mai oltre il 5% ): le risorse destinate agli armamenti in occidente, allora come ora hanno avuto importantissime ripercussioni tecniche sulle attività civili, cosa che sostanzialmente non si può dire per l'ex urss almeno dagli anni 60 in poi ; questo trend continua tutt'ora nonostante le spese militari in russia siano ad un 7% scarso del pil oggi, in linea con le percentuali statunitensi...Gli armamenti occidentali inoltre sono oggi, e continueranno nei prossimi anni, ad evolvere molto rapidamente tecnicamente e come filosofia; il gap tecnico è molto maggiore oggi che non negli anni 70 od alla fine degli anni 80 quando crollò l'ex urss..Non è un segreto che la goccia che fece traboccare il vaso fu il progetto star wars dell'amministrazione Regan,le cui informazioni gli americani fecero adeguatamente filtrare agli avversari sovietici: si trattava allora almeno in parte di un bluff, almeno come tempi e risorse necessarie, ma fu un bluff cui i sovietici ammisero pubblicamente di non poter andare a vedere...Questo fu l'epilogo finale dell'URRS, la goccia che fece traboccare il vaso...Quanti e con quali capacità siano i satelliti d'attacco americani oggi, se poi è giusto chiamarli satelliti non lo so, non è dato sapere...Cmq la storia si ripete: i sovietici rubarono alcune informazioni sul famoso b1 negli anni 70, e costruirono in pochissimi esemplari il famoso e bellissimo (quanto poco efficace) blackjack; è notizia di pochi mesi fa che il nuovo caccia sovietico "stealth" PAK-FA,(che poi sarebbe meno stealth del non stealth ed eccezionale nostrano eurofighter ! )anch'esso malamente scopiazzato dall' F35, è ad un binario praticamente morto,senza che scenda nei dettagli di pubblico dominio anche perchè rivelati dalle autorità russe...Altre risorse buttate al vento dai russi..La storia si ripete....Noi italiani abbiamo costruito il primo f35 operativo poche settimane fa....Se noi italiani avessimo dedicato un 1% del pil alla ricerca militare oggi sicuramente saremmo meno deboli economicamente, ma non so se questo è un bene...Sta aumentando esponenzialmente l'asimmetria fra le capacità militari "occidentali" e quelle non occidentali: sarà un bene ? Detto questo una nazione che ha affamato il suo popolo per quaranta anni dedicando il 40% delle risorse agli armamenti,senza nemmeno pensare ad una loro ricaduta sulle altre attività civili ne alla loro durata ed aggiornabilità dei vari progetti di base nel tempo( come è filosofia degli armamenti occidentali per risparmiare risorse) è una nazione pericolosa per definizione,quando anche fosse solo paranoica.( L'ex urrs e a magior ragione la russia anche militarmente non hanno mai avuto capacità di proiezione, vedi il nanismo della sua marina rispetto a quella statunitense e non solo)

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    1. mah sono stato a lungo indeciso se valeva la pena di rispondere oppure no: "gli armamenti occidentali continueranno ad evolvere.." e in quale film hai visto questa evoluzione? "noi italiani abbiamo costruito" noi italiani ci siamo presi il pacco: com'è che nessuno di quelli, inglesi a parte, che ha fatto le prove di volo prima di confermare l' ordine, dopo le prove di volo ha poi drasticamente ridotto quando non cancellato l' ordine? forse che le prestazioni sono di gran lunga inferiori a quelle propagandate da chi lo deve vendere? non esiste più un significativo gap tecnologico in materia di armamenti: sono solo diverse filosofie di impiego delle forze armate, che, si spera, mai sapremo qual' è quella che funziona meglio, e che influenza direttamente le specifiche degli armamenti (nelle forze armate serie almeno). Ma vediamo la parte importante: il collasso dell' urss nasce nella collettivizzazione e industrializzazione forzata degli anni 20, i primi di Stalin: per reazione alla sconfitta nella guerra russo polacca inizia la trasformazione id un paese agricolo in una potenza industriale: quello sforzo consente di sopravvivere all' invasione tedesca ma trasforma l' URSS da primo esportatore di grano a primo importatore. con l' aumento demografico post guerra l' agricoltura (per una serie di motivi) non riesce più a produrre abbastanza cibo: si ricorre all' importazione: vende petrolio e altre materie prime in cambio di grano. nel 1985 in prezzo del petrolio scende, la produzione dei giacimenti non siberiani è già oltre il picco: per il 1989 non ci sono più soldi in cassa per comprare grano: le guerre stellari non hanno nessun effetto ma proprio nessuno: negli ultimi due piani quinquennali non c'è l' aumento di un rublo in spese militari. l' occidente invece va in crisi nella prima metà degli anni 70: dopo quella data nessuna economia di nessun paese occidentale cresce: crescono i debiti: quella che stiamo vivendo oggi è solo la puntata finale di un processo iniziato negli anni 70, in maniera simile del passaggio da carbone a petrolio: dal 1820 i debiti pubblici e privati crescono esponenzialmente fino alla crisi del 1872-1896.

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  3. Io invece ,anche per gli elementi climatici in rapido mutamento, direi proprio che la Russia collasserà molto a breve, visto anche che forse non possiamo permetterci un barile oltre i 60 per molti anni...(Sempre rimanendo entro i confini dei limiti dello sviluppo.) Bisogna prestare attenzione a cosa si desidera...

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  4. @ Fra: "Io invece ,anche per gli elementi climatici in rapido mutamento, direi proprio che la Russia collasserà molto a breve" ... Non sarei così sicuro. Bisogna andarci in Russia, non nelle turistiche megalopoli simil occidentali Mosca o Piter, ma nella vera Russia, ad Est degli Urali, quella che si chiama Siberia. Se dovesse esserci un aumento delle temperature la regione ha potenziali agricoli immensi; quando tutto il "granaio del mondo" americano sarà ridotto ad una arida landa liofilizzata, in Siberia si potrà coltivare cereali a volontà. Certo i russi sprecano energia in modo folle, ma sono un popolo più resistente ai sacrifici del nostro.

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    1. Se le temperature aumentano comq la corrente del golfo si blocca: in siberia già li ahi 30 gradi per qualche settimana l'anno..il problema sono i -40-50 d'inverno..Direi proprio che ci hai caoito molto poco...Se invece ti auguri un global warming con 30 gradi anche ai poli, come nel giurassico,ma con 10 miliardi di abitanti o giù di l'ho solo da dire che a cosa arriva la pazzia dell'uomo per la russofilia tanto intrisa negli excomunisti itagliani...( E cmq gli accadimenti precedenti saranno tali che saremo poche decine di milioni a goderci la siberia coltivata, ed i russi come gli itagliani come te non esisteranno più da tempo...)

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  5. ...Questa società moderna ha dato vita in pari tempo a qualcosa d'altro che prima non esisteva: essa produce non solo merci ma anche bisogni. Che cosa intendo dire? Gli uomini hanno sempre avuto bisogni: sempre hanno voluto mangiare e bere, vivere in belle case, etc. Ma basta guardarsi attorno per accorgersi che la pubblicità e l'imballaggio assumo importanza sempre maggiore. I desideri degli uomini non promanano esclusivamente da loro stessi, ma vengono promossi e guidati dall'esterno, con la conseguenza che anche chi vive agiatamente si sente povero al cospetto dell'abbondanza di offerte di cui può e deve approfittare. Indubbiamente l'industria riuscirà a produrre bisogni che a sua volta potrà e dovrà soddisfare, se vuole continuare a sussistere secondo il principio attuale, se in altre parole sarà orientata verso l'ottenimento di profitti.
    ...

    Se non ci fosse l'obbedienza indiscutibile, gli uomini potrebbero rendersi conto di non avere nessuna voglia di continuare a rinunciare; ma proprio questo sarebbe il pericolo sommo per l'ordine sociale i cui elementi strutturali fondamentali sono al rinuncia e l'obbedienza. La società non potrebbe più sussistere così com'è, se i comportamenti basati sulla rinuncia e l'obbedienza non venissero profondamente radicati mediante opportuni meccanismi psicologici e istituzionali. Ma, se il superfluo cresce, ineluttabilmente diminuisce la certezza circa la necessità della rinuncia e dell'obbedienza. Perchè infatti bisogna assoggettarsi a un'autorità che esige rinuncia e obbedienza? Non si può forse avere quasi tutto ciò che si desidera? E' questo uno dei motivi della crisi.
    ...

    l'amore per la vita eric fromm 1984

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