Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


sabato 13 giugno 2015

Abbiamo 5 anni per smettere di costruire centrali a carbone e macchine a benzina

Da “Motherboard”. Traduzione di MR (via Alexander Ač)

Ecco le spaventose implicazioni di uno studio di riferimento sulle emissioni di carbonio: nel 2018, nessuna nuova auto, casa, scuola fabbrica o centrale elettrica potranno essere costruite da nessuna parte nel mondo, mai più, a meno che non siano o sostituzioni di altre vecchie o a impronta di carbonio zero. Altrimenti le emissioni di gas serra spingono il riscaldamento globale oltre i 2°C di aumento della temperatura in tutto il mondo, minacciando la sopravvivenza di molte persone che attualmente vivono sul pianeta. Tutti gli esperti di clima vi diranno che ci troviamo all'interno di un bilancio di carbonio molto ristretto – cioè che si possono pompare nell'atmosfera una quantità definita di biossido di carbonio prima che il clima globale si surriscaldi. Abbiamo già riscaldato le temperature di 0,85 °C dai livelli preindustriali e il numero aumenta ogni anno. Mentre nessuno pensa che i 2°C siano sicuri di per sé, è più sicuro che andare ancora più in alto e correre il rischio che il riscaldamento diventi una spirale completamente fuori controllo. Lo scorso anno, l'ultimo rapporto del IPCC ha stabilito il bilancio globale di carbonio per la prima volta. Ha essenzialmente dichiarato che a partire dal 2014, il carbonio che possiamo permetterci arriva a circa 1.000 miliardi di tonnellate di CO2. In altre parole, le nostre auto, fabbriche e centrali elettriche possono emettere solo 1.000 miliardi di tonnellate (1.000 Gt, o gigatonnellate) di CO2 nell'atmosfera se vogliamo avere una possibilità più alta del 50% di mantenere il nostro clima al di sotto dei 2°C di riscaldamento.

Anche considerando che l'umanità ha pompato 36 Gt di CO2 nell'atmosfera solo lo scorso anno, 1.000 Gt sembra ancora una grande quantità. Potrebbe anche sembrare che ci avanzi dello spazio. Forse no. Una nuova ricerca mostra che potremmo non aver fatto attenzione all'intero quadro delle emissioni di CO2. Abbiamo contato solo le emissioni annuali e non il fatto che costruire una nuova centrale a carbone o a gas è in realtà un impegno a pompare CO2 per il lasso di vita di una data centrale – che di solito va dai 40 ai 60 anni. Queste emissioni future sono conosciute come 'impegno di carbonio'. Un nuovo studio ha conteggiato gli impegni di carbonio di tutte le centrali a carbone e gas guardando le loro emissioni annuali di CO2 e l'attuale età. Lo studio ipotizza una vita operativa di 40 anni. Una centrale a carbone di 38 anni avrà delle emissioni future di gran lunga inferiori, quindi un impegno di carbonio inferiore di una costruita oggi. Lo studio, “Conteggio degli impegni di emissione di CO2”, ha determinato che la maggior parte delle nuove centrali elettriche che sono entrate in funzione nel 2012 hanno un impegno di carbonio molto ampio – 19 Gt di CO2. Costruire nuove centrali elettriche significa più impegni di carbonio che intaccano il nostro bilancio di carbonio per i 2°C. Costruiamo sufficienti centrali  a carbone giganti oggi e le loro emissioni future vincoleranno l'intero bilancio, senza lasciare spazio a qualsiasi altra fonte di emissione di CO2. Nel frattempo, il tasso al quale le nuove centrali vengono costruite supera di gran lunga quello della chiusura delle vecchie centrali. Molte centrali a carbone degli Stati Uniti funzionano per più di 40 anni; la più vecchia ha attualmente circa 70 anni. “In tutto il mondo, abbiamo costruito più centrali elettriche a carbone nell'ultimo decennio che in qualsiasi altro decennio precedente e le chiusure delle vecchie centrali non stanno tenendo il passo con questa espansione”, ha detto il coautore Steven Davis dell'Università della California di Irvine.


Immagine: Flickr

Impegno di carbonio delle centrali elettriche a combustibili fossili: 300 Gt
Nello studio, Davis e il coautore Robert Socolow dell'Università di Princeton hanno calcolato che l'impegno del carbonio delle centrali elettriche a carbone e gas risulta essere molto grande – più di 300 Gt.

Impegno di carbonio non legato a centrali elettriche: 400 Gt
La realtà dell'impegno di carbonio vale per ogni infrastruttura che brucia combustibili fossili, compresi edifici adibiti ad uffici e case che usano riscaldamento a gas o automobili ed aerei che bruciano combustibile per i jet. Tutti hanno una vita operativa di diversi o molti anni durante i quali emetteranno CO2 da adesso a quando vengono 'pensionati'. Queste emissioni future contano a loro volta come impegno di carbonio. In un altro studio in arrivo, Davis ha calcolato gli impegni di carbonio di altre fonti di CO2, compreso da trasporto, industria, settori commerciale e residenziale. Davis stima che che già dal 2013 questo impegno di carbonio superava le 400 Gt. Insieme all'impegno delle centrali elettriche di 300 Gt disposte nell'attuale studio, si tratta di più di 700 Gt di impegni di carbonio su un bilancio globale di carbonio di 1.000 Gt. Ciò lascia meno di 300 Gt per le future centrali elettriche, acciaierie, cementifici, edifici e altre cose che bruciano combustibili fossili. Agli attuali tassi avremo usato la rimanenza del bilancio in soli 5 anni. Eccone la composizione:

Emissioni annuali stimate 2014-2018: 200 Gt
Le emissioni globali di CO2 da tutte le fonti sono state di 36 Gt nel 2013. Le emissioni annuali sono cresciute ad un tasso del 2-3% all'anno. Senza grandi sforzi per ridurre le emissioni, verrebbero emesse altre 200 Gt di CO2 fra il 2014 e il 2018.

Nuovi impegni di carbonio 2014-2018: 100 Gt
Davis e Socolow hanno determinato che gli impegni di carbonio da parte delle nuove infrastrutture che bruciano combustibili fossili saranno in media almeno 20 GT all'anno, un totale di 100 Gt in cinque anni.

300 + 400 +200 +100 = 1.000 Gt di carbonio bloccate per il 2018
A meno che le centrali a carbone e a gas o le grandi fonti di CO2 vengano chiuse prima della fine del loro ciclo di vita, il bilancio complessivo di 1.000 Gt di carbonio sarà pienamente assegnato intorno al 2018. Nessuno lo noterà, perché le cose non saranno né sembreranno molto diverse da oggi. Il CO2 è simile ad un veleno lento e transgenerazionale. Gli impatti climatici dell'esaurimento del bilancio di carbonio non saranno percepiti fino al 2030-2040  e sentiti per molto tempo dopo. Anche gli esperti di clima non lo noteranno tanto, perché le emissioni annuali di CO2 sono state il solo focus del processo dei paesi e delle Nazioni Unite per affrontare il cambiamento climatico, ha detto Davis. “E' come guidare sull'autostrada e guardare solo dal finestrino laterale”, mi ha detto Davis. I politici, i capi delle imprese, gli investitori, i pianificatori, i burocrati e una gran quantità di altre persone dovrebbe guardare davanti e fare attenzione alla dura realtà degli impegni di carbonio. Se i calcoli di Davis e Socolow sono giusti, significa che non può essere attivata nessuna centrale a carbone o a gas dopo il 2018 a meno che non sostituisca centrali che chiudono. Ciò significa bloccare le dimensioni della flotta mondiale di automobili e i settori industriale e commerciale, a meno che non aumenti la loro efficienza energetica. E così via. Il fatto che gran parte dell'infrastruttura attuale e futura porti con sé enormi impegni di carbonio è palesemente ovvio, ma riceve poca attenzione.

Non si risolve un problema peggiorandolo
“Se si costruisce, ci saranno emissioni anno dopo anno. Questa dovrebbe essere una parte fondamentale della decisione di costruire la maggior parte delle cose”, ha detto Davis. Ignorare la realtà degli impegni di carbonio significa che stiamo investendo pesantemente in tecnologie che peggiorano il problema, ha detto. “Abbiamo nascosto a noi stessi quello che sta succedendo: un futuro ad alto tenore di carbonio è implicito negli investimenti di capitale del mondo”, ha detto il coautore Robert Socolow. Qualsiasi piano o strategia per tagliare le emissioni di CO2 deve dare una prominenza di gran lunga maggiore a quegli investimenti. Adesso i dati mostrano che “stiamo abbracciando i combustibili fossili più che mai”, mi ha detto Socolow. Cosa possiamo fare quindi per cominciare a prepararci per un bilancio di carbonio strapieno? Per prima cosa dobbiamo smettere di costruire centrali che dipendono da combustibili fossili. Sorprendentemente, sembra che l'Australia sia pioniera in questo, nonostante il recente ritiro della sua pionieristica carbon tax. Grazie all'adozione diffusa di energia solare su abitazioni ed aziende, l'uso di elettricità del paese è in netto declino. Per la prima volta nella sua storia, non sarà necessaria nessuna nuova capacità elettrica alimentata a carbone o a gas per mantenere l'offerta nei prossimi 10 anni, secondo l'Operatore del Mercato Energetico Australiano. Anche la Germania sta adottando rapidamente fonti di energia pulita come eolico e solare, in modo da evitare di costruire centrali a carbone o nucleari. Poi, abbiamo bisogno di pensare di soddisfare la domanda di energia migliorando l'efficienza, piuttosto che costruendo più potere di generazione elettrica. Sono possibili miglioramenti potenziali dell'efficienza energetica del 50% in molti settori e in molti paesi, ha detto Socolow e potrebbero ridurre il numero di centrali elettriche a combustibili fossili. Gli Stati Uniti sono i re dello spreco energetico secondo la maggior parte delle stime. Questo costa agli americani 130 miliardi di dollari all'anno, secondo la Alleanza per Risparmiare Energia. Ma nonostante il potenziale per riduzioni dei costi e delle emissioni, i governi quasi ovunque mettono quasi tutti i loro sforzi nella ricerca energetica per trovare nuove fonti di energia come nuove centrali piuttosto che aiutare a sviluppare auto, edifici e elettrodomestici energeticamente efficienti. Il loro studio internazionale del 2012 ha scoperto anche che migliorare l'efficienza energetica fornisce di gran lunga il miglior rapporto qualità-prezzo per la sicurezza energetica, per il miglioramento della qualità dell'aria, per la riduzione degli impatti ambientali e sociali e per la riduzione delle emissioni di carbonio. Tuttavia, i miglioramenti dell'efficienza richiedono tempo e c'è poco tempo prezioso per far sì che i tagli alle emissioni di CO2 rimangano al di sotto dei 2°C, ha detto Socolow. Mentre si rifiuta di dire che un pianeta di 2°C più caldo sia inevitabile, Socolow ha detto che tutti gli sforzi per ridurre le emissioni devono essere intrapresi il prima possibile: “3°C è molto meglio di 5°C, la strada sulla quale ci troviamo attualmente”.

15 commenti:

  1. Sarà come far sfrecciare un aeroplano
    capiente quanto un transatlantico
    di mongolfiera dal volo silenzioso
    cui residua scia sia solo iridescenza

    sarà come erigere barriera corallina
    avendo solo tempo per plasmare un alveare
    senza poter sprecare nettare né polline
    e poca votiva cera da offrire per le vittime

    sarà un travaso attraverso stretto imbuto
    per alcuni sembrerà di dover svuotare
    l’oceano con guscio di conchiglia
    separare germe di frumento da gramigna
    diadema in campo arato ritrovare

    sarà così questo passaggio
    da un mondo di roghi di fissili metalli
    d’arcaiche salme e di fossili foreste
    ad un altro che di raggi di sole e terme
    impieghi per muovere ruote e leve

    sarà il capolavoro d’una stirpe
    stivata s’un pianeta immenso per formiche
    ma angusto come galera per un essere
    che nella mente alberga l’universo
    compiere questo lavoro che ci aspetta

    prima che venga notte temo che desisteremo
    dopo ch’è giunta alba credo che ce la faremo
    sarà perché dappertutto creature vedo
    ostinate nel mutare ceneri in arabe fenici.

    Marco Sclarandis

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    1. E mentre noi fissiamo il punto
      indicato dai potenti
      continua il solito tran-tran
      e non ci sono cambiamenti.

      Perche' tutto deve cambiare,
      affinche' non cambi nulla
      "Non ci stiamo sulla Terra,
      e' troppo piccola la culla!"

      Ma mentre Gaia sa curarsi
      e matura come un frutto
      loro pensano al profitto
      poco prima che crolli tutto.

      Leonardo Vannini

      (comunque la tua e' una gran bella poesia, complimenti ;) )

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  2. il BAU non lo fermerà nessuno, perchè si fermerà da solo, quando avrà consumato ogni risorsa.
    L' energia rinnovabile sicuramente rimarrà un sogno, relegata a mero piccolo risparmio di quella fossile e lo scenario da resurrezione finale evocata nell'ultima quartina dal poeta di sopra sarà le equa fine nostra.

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  3. Smettiamo.
    Smettiamo di buttare tutta quella CO2 in atmosfera.

    Gianni Tiziano

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  4. è impossibile che accada, come già ha detto @mago (condivido) il BAU non lo fermerà nessuno, perche nessuno lo vuole fermare. Anzi sara la corsa ad accaparrarsi le ultime risorse restanti

    https://www.youtube.com/watch?v=aYgmhO9QJFc

    Giusto per capire che il mondo va verso - probabilmente - un'altra guerra

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  5. buongiorno! una bella occhiata alle quotazioni forse non farebbe male..
    http://www.rischiocalcolato.it/2015/06/lindustria-del-carbone-verso-il-collasso.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+RischioCalcolatoInEvidenza+%28Rischio+Calcolato+%C2%BB+IN+EVIDENZA%29

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  6. Come sapete, è già da un bel po’ che mi impegno attivamente nello studio delle problematiche energetiche, ambientali e climatiche.
    Il principio base che mi muove è quello di non credere a niente che non sia dimostrato con i dati.
    Si parla sempre delle emissioni di CO2 da parte dell’uomo dalla rivoluzione industriale ad oggi; ed io sono andato a prendere proprio quei dati.

    Ho preso i valori delle emissioni di CO2 nell'atmosfera da parte dell’uomo e i valori relativi della concentrazione della suddetta nell'atmosfera.

    L’analisi dettagliata di quello che ho fatto e i riferimenti alle fonti dei dati, li potete trovare qui:

    http://www.sviluppoerisorse.eu/sez_energia/confronti/ConfEmisPpmTemp.aspx

    Ora, siccome io studio questi dati, ma non sono uno scienziato, chiedo a chi è più competente di me, di rispondere a delle semplici domande.
    Chiaramente basta una risposta non tecnica (non siamo su un blog tecnico).

    Come si dice: chiedere è lecito, rispondere è cortesia.
    1) Prima del 1900 la CO2 nell’atmosfera aumentava di una ppm per ogni 600 Mt di C emesso, come mai adesso ne servono almeno 4000 Mt di C ?

    2) Perché nel decennio dal 1940 al 1949 compreso la CO2 nell’atmosfera non si innalzò, malgrado l’uomo avesse emesso ben 13400 Mt di C ? (sto parlando di concentrazione di CO2, quindi la presenza degli altri gas nell’atmosfera è ininfluente);

    Ci sarebbero tante altre domande da fare ma, ma per adesso mi fermo qui.

    Come sapete, io ho fame/sete di conoscenza e non di chiacchiere da bar.

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  7. Alessandro, insisti con questa tua idea che si possa imparare la scienza del clima googlando qua e la su Internet. Non funziona così. Se vuoi parlare di questo argomento con un minimo di competenza, bisogna che ci studi sopra seriamente. In questo modo, sei tu che fai chiacchere da bar e fai solo perdere tempo alle persone competenti.

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    1. Ci sto studiando.
      Potrei studiarci meglio?...
      Sicuramente si, ma, io leggo con attenzione la documentazione dei siti della NASA, delle facoltà Universitarie dedicate all'impatto ambientale delle abitazioni, ecc.
      I miei dati o le mie letture non provengono da siti gestiti da anonimi...

      Chiaramente le mie competenze sono limitate, ma stanno crescendo velocemente.

      E poi non penso che per un esperto, rispondere a delle semplici domande, gli comporta una grande perdita di tempo, anche perché non ho mica chiesto un'analisi dettagliata del fenomeno con tabelle, grafici e formule.

      La mia impressione e che ci sono dei fenomeni fisici che vengono trascurati.
      Quali sono, non lo sò.

      Anche gli scienziati si chiedono dove va a finire una parte della CO2 che non resta nell'atmosfera.
      Nel ciclo del carbonio, una parte di CO2 scompare dall'atmosfera e non si ritrova da nessun'altra parte (oceani, terre, piante).

      Ci sono tante altre cose che neanche gli scienziati conoscono. Non illudiamoci che essi sappiano tutto; perché se così fosse, non ci sarebbe più bisogno di continuare a studiare questi fenomeni.

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    2. Grazie professore; professore cmq da un paio di mesi le acque di più di metà del nord atlantico centro-orientale sono clamorosamente sottomedia di 1,4 gradi..non si è mai registrato una diminuzione delle temperature così rapida ed importante da quando sono registrate...Possibile che stia bollendo qualcosa di grosso in pentola ? è evidenza scientifica recente che la corrente del golfo si arrestò in pochi anni nell'olocene nella transizione all'ultima glaciazione..Oggi un arresto della corrente del golfo non potrebbe tradursi in un ulteriore aumento della temperatura alle basse latitudini e quantomeno inverni in stile canadese alle nostre latitudini e superiori ?... http://www.freddofili.it/2015/06/09/il-drammatico-calo-delle-temperature-del-nord-atlantico-ci-avviciniamo-ad-una-lunga-fase-di-amo-negativa/

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    3. @Alessandro. Ma non eri tu che volevi evitare le "chiacchere da bar?"

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    4. @Fra. I climatologi stanno discutendo animatamente la situazione. E' vero che c'è qualcosa di grosso in movimento, ma nessuno riesce veramente a fare delle previsioni. Per ora, non sembra ci siano rischi di arresto rapido della corrente del golfo. Non c'è che stare a vedere.

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  8. Scusate, non vorrei passare per Troll ma non avete mai ragionato sul fatto che sopra di noi c'e' un sole a 5000 gradi, sotto di noi un magma a 1000 gradi e noi stiamo qui ad arrovellarci per un cambio di temperatura di 1,5 gradi? :D

    Non pare anche a voi che ci sia qualcosa che tocca?

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    1. Si, 5000 gradi sono tanti, ed anche 1500 gradi. Il problema è che basta molto meno per ammazzarci. Gli esseri umani non possono sopravvivere a lungo a temperature di bulbo umido superiori a circa 36 gradi e se continua così rischiamo di superare quel limite. http://ugobardi.blogspot.it/2010/07/morire-di-caldo.html

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    2. Quello che influenza il Clima è il Sole e non il magma nel sottosuolo.

      Tu pensa che sulla superficie della Terra esposta al sole, intorno all'equatore, ci arrivano poco più di 1000 W/mq di energia da parte del sole e meno di 0,087 W/mq dal sottosuolo.

      La temperatura MEDIA sulla Terra non ha mai superato i 27°C.
      Se pensiamo che oggi la temperatura media è di circa 15,5 °C,
      questo equivale a +11,5°C in più.

      Come dice il prof. Bardi,
      per noi sarebbe impossibile vivere in molte parti della Terra con temperature così alte.

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