Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


lunedì 25 giugno 2012

L'esperimento di Filadelfia: la voglia matta di credere




La storia dell'"esperimento di Filadelfia" racconta come negli anni 1940 la marina americana aveva trovato il modo di teletrasportare intere navi a grandi distanze. E' difficile pensare a una bufala più assurda di questa ma ancora oggi c'è gente che ne parla e, probabilmente, c'è persino chi la da per vera. Se non altro, questo indica la voglia matta che c'è in giro di credere ai complotti; anche quelli più strampalati. Un caso per certi versi simile a quello dell'esperimento di Filadelfia si è verificato di recente nel dibattito sulla "fusione fredda"

Nel 1955, un appassionato di dischi volanti americano, Morris K. Jessup, ricevette una strana lettera da qualcuno che si firmava Carlos Allende. Nella lettera, si raccontava di un esperimento segreto eseguito dalla Marina Militare degli Stati Uniti nel 1943, sulla base di una teoria sviluppata da Albert Einstein e Nikola Tesla. Secondo Allende, era stato possibile teletraspore un intero cacciatorpediniere a parecchie miglia di distanza, per poi ritrasportarlo in porto.

E' una storia talmente assurda che non meriterebbe particolare attenzione se non fosse per la sua incredibile resistenza negli anni e per il fatto che se ne parla ancora oggi - certe volte come se fosse vero. Vale la pena allora di ragionarci un po' sopra.

Cominciamo dall'inizio: Jessup era un astronomo mancato che si dilettava di dischi volanti e che aveva scritto diversi libri sull'argomento. Sosteneva le solite strampalate teorie su Atlantide, Lemuria, Mu, e cose del genere. L'identità di "Carlos Allende" fu scoperta nel 1980: si chiamava in realtà Carl Allen ed era soltanto un tale un po' strampalato. Aveva letto alcuni dei libri di Jessup e aveva pensato di fargli uno scherzo inventandosi la storia del cacciatorpediniere teletrasportato. Jessup sembra averci creduto perché cercò di trovare altri dati e provò a scrivere dei libri sull'argomento. Non ebbe molto successo; cominciò a soffrire di depressione e finì per suicidarsi nel 1959.

Tutta qui la storia dell'esperimento di Filadelfia: uno scherzo giocato da un buontempone a un appassionato di dischi volanti, probabilmente più credulone della media. Però, rimane da capire che cos'è che ha fatto si che la storia sia ancora viva e vegeta oggi. Uno dei motivi potrebbe essere che quando si chiama in causa Nikola Tesla siamo già un bel passo avanti nel creare una leggenda. Ma non basta Tesla; quello che ha reso la storia veramente irresistibile è stata la tendenza umana a credere ai complotti dei poteri forti. Non c'è niente da fare, quando entra di mezzo questo fattore il successo della leggenda è assicurato. Il fatto stesso che la Marina Americana abbia negato tutta la storia (e, come è ovvio, non avrebbe potuto fare altrimenti) sembra essere per molti una prova irrefutabile che sta nascondendo qualcosa.

La voglia matta di credere ai complotti è un fattore che vediamo all'opera continuamente: cospirazione dei climatologi, scie chimiche, falsi allunaggi, energia gratis, terremoti artificiali e tantissime altre cose. Esiste, insomma, una diffusa tendenza a credere automaticamente a qualsiasi cosa, purché venga smentita dal governo o dalla scienza "ufficiale".

Questa tendenza l'abbiamo vista venir fuori anche di recente in una curiosa storia che ha coinvolto i sostenitori della cosiddetta "fusione fredda" e la loro forte tendenza al complottismo. La storia la riporta in dettaglio Sylvie Coyaud ("Ocasapiens") in un post dal titolo "Il passero uccellato". Tutto è partito da una discussione sui commenti del blog "scettico" di Camillo Franchini. A un certo punto, alcuni dei commentatori si sono messi a parlare di un complotto segreto che coinvolgeva la ricerca del bosone di Higgs al CERN. Si parlava di tentativi di nascondere i dati, di una rivolta (poi occultata) dei post-doc del CERN, del fallimento della scienza ufficiale. Insomma, cose che fanno felici i complottisti.

Era, ovviamente, tutto uno scherzo come sarebbe dovuto essere ovvio per chiunque; se non altro perché se c'è veramente un complotto segretissimo da qualche parte è difficile pensare che se ne discuta apertamente nei commenti di un blog pubblico. Tuttavia, il dialogo sul blog di Franchini è stato preso seriamente e riprodotto per intero sul blog pro-fusione fredda "22passi" di Daniele Passerini. Dai commenti, appare chiaro che sia Passerini come alcuni dei frequentatori del blog avevano creduto che fosse tutto vero. Gli era parso veramente che quello che avevano letto sul presunto complotto del CERN per nascondere i dati era un indicazione del fallimento della scienza "ufficiale" e una conferma dell'esistenza della fusione fredda.

E' curioso pensare di come è simile questo caso a quello dell'esperimento di Filadelfia: in entrambe i casi abbiamo uno scherzo giocato a qualcuno più credulone della media che ci è cascato in pieno. Tuttavia, a differenza del caso di Filadelfia, i buontemponi del blog di Franchini hanno rivelato quasi subito lo scherzo mettendosi a parlare di assurdità lampanti, come quella di aggiustare gli algoritmi invertendo l’input con l’output  ma che non lo si poteva fare perché i sistemisti del CERN sono troppo ciccioni per infilarsi in certi buchi strettissimi. Alla fine, c'era un tale accumulo di assurdità nei commenti che era veramente impossibile non accorgersene e anche sul blog "22passi" se ne sono accorti. Così, la leggenda del "complotto del CERN" non si è diffusa (perlomeno per ora).

Alla fine dei conti, non c'era gran bisogno di dimostrare che i credenti nella fusione fredda sono più sensibili al complottismo della media. La loro voglia matta di credere appare evidentissima da quello che scrivono proprio sulla fusione fredda. Ma non sono i soli a soffrire di questo problema. L'Internet è una terra di leggende e tutti abbiamo voglia di credere in qualcosa. Bisogna starci molto attenti: le leggende sono belle e affascinanti, ma ricordiamoci che esiste anche un mondo reale. Nel mondo reale non si teletrasportano navi,  non si produce energia nucleare in uno scaldabagno e non si spaccano i nuclei atomici a martellate.





20 commenti:

  1. ...Mi permetto, a torto od a ragione, di istillare lo stesso dubbio nei "credenti" al fotovoltaico: per carità, anch'io ci credo, ma senza istallare in parallelo delle rinnovabili che garantiscano produzione di energia elettrica anche di notte ed in inverno avremmo al massimo guadagnato un pò di tempo e risparmiato un pò di combustibili fossili spero da destinare alla ricerca di base...Mi spiego: ipotizzando il raggiungimento della piena autonomia elettrica solo col fotovoltaico, ci renderremo conto che spesso non si può consumare 10 di giorno ed 1 di notte...( un pò di idroelettrico già lo abbiamo)Inoltre progetti come il desertec sono di dubbia stabilità geopolitica...Quant'è poi "l'emivita ", ( perdonatemi questo termine prestito dalla biologia,) del fotovoltaico ? 30 anni ?..Ben allora ogni 15 dovremmo reistallare 1/4 della potenza necessaria..Insomma, ad esser onesti , secondo me senza potenziare in parallelo le rinnovabili non puntiformi, che ad occhio e croce hanno una lifespan molto maggiore, non si va lontani...Per quelle però servono soldi pubblici in quantità e non è possibile l'integrazione architettonica, tranne forse per una ipotetica riqualificazione delle aree ex industriali che saranno sempre più numerose...Professore coglie dei semi di buon senso in quello che dice questo profano dell'ingegneria e della fisica ma grande cultore della filosofia morale e quindi pronto a cogliere il più piccolo egoismo nei desideri del prossimo ?

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  2. Caro Francesco, questo post è un piccolo sforzo per cercare di fermare la valanga di leggende che ci sta travolgendo. Un compito molto duro, perché stiamo venendo sommersi - sta diventando un vero tsunami.

    Ciò detto, una tecnologia come il fotovoltaico non rientra fra le leggende scientifiche. Puoi comprare un pannello alla OBI portartelo a casa e sperimentarlo da te. Cosa che non puoi fare invece con i vari scaldabagni nucleari e tutto il resto.

    La tua domanda, infatti, riguarda un'altra cosa - cosa ci possiamo fare con il fotovoltaico. E qui è ovvio che se vogliamo che il fotovoltaico (o l'eolico o che altro) sostituisca il petrolio lasciando tutto il resto com'è; non ci siamo proprio. Se uno pensasse questo del fotovoltaico, allora si, sarebbe un "credente" e sarebbe certamente deluso. Direi che sta proprio qui la differenza fra l'ingenua fede dei credenti dell'energia gratis e chi si occupa professionalmente di energia.

    Comunque, l'emivita è un concetto che possiamo certamente applicare al fotovoltaico, ma dobbiamo tener conto della resa - esattamente come faremmo con un sistema biologico dove dovremmo tener conto del tasso riproduttivo. In pratica, se un impianto fotovoltaico ha un EROEI di 10 (valore anche un po' pessimistico) questo vuol dire che nell'arco della sua vita dovremo accantonare il 10% dell'energia prodotta per rimpiazzarlo. Detto in un altro modo, su 10 impianti, uno dovrà essere dedicato unicamente a produrre l'energia per rimpiazzare tutti gli altri.

    Questo è certamente possibile, ma il nocciolo della faccenda è una questione filosofica: dobbiamo adattarci a quello che possiamo avere dall'universo, non aspettarsi di poterlo forzare a darci cose che non ci può dare.

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  3. Francesco, se non riusciamo a distrarci dal mondo che la scoperta del petrolio ha permesso da ormai più di un secolo, non c'è soluzione.
    In un certo senso il petrolio ha rappresentato un incantesimo, la soluzione generale delle equazioni di quinto grado, che sappiamo da ormai due secoli che non esiste.
    Esiste una soluzione generale per quelle del secondo, terzo e quarto grado ma dal quinto grado in poi, quinto grado compreso, bisogna arrangiarsi di volta in volta.
    Ho adoperato questa analogia, perchè è pericoloso illudersi che l'energia solare, quella terrestre e quella lunare, tutte rinnovantesi da milioni di anni giorno per giorno, siano insieme magiche o miracolose.
    Tanto per intenderci, l'energia terrestre è quella geotermica, quella lunare è quella che agita le maree.
    Fotovoltaico,eliotermico, eolico, idroelettrico e biomasse,è tutta energia solare più o meno direttamente riconvertita, non fa mai male ripeterlo.
    La profonda e fondamentale differenza tra le energie rinnovabili (o rinnovantesi) è la loro concentrazione.
    Le prime sono intrisecamente gratuite, ma bisogna raccoglierle e concentrarle, nel caso del fotovoltaico letteralmente dal mattino alla sera.Le seconde non possono essere gratuite, perchè la loro disponibilità è a termine.Bisogna quindi evitare la corsa all'accaparramento.Cosa che abbiamo tutt'altro che scongiurato.
    E le fonti energetiche immaginarie?
    Quelle sono abbondantissime, ma si possono adoperare solo negli spazi-tempi limitati di molte menti umane, che sappiamo avere le dimensioni di una scatola cranica o di un pallone da calcio..

    E forse è meglio così per tutti.

    "Nel mondo reale non si teletrasportano navi, non si produce energia nucleare in uno scaldabagno e non si spaccano i nuclei atomici a martellate".
    Per quanto strano sia, è così.
    In fondo, se dovessi desiderare di mangiarmi una banana a Capo Nord,
    che senso avrebbe teletrasportare una nave bananiera carica di banane?.
    Non sarebbe più semplice ed elegante teletrasportare una banana o un casco di banane?
    O trasmutare istantaneamente qualunque oggetto ricurvo nell'esotico frutto?
    Ma anche così, come Harry potter ci insegna da anni, occorre la formula magica.
    Ma le formule magiche appartengono tutte al regno delle soluzioni delle equazioni del quinto grado e oltre.

    E videntemente.

    Altrimenti le avrebbero già scoperte tutte i Babilonesi.

    Un saluto, Marco sclarandis

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  4. Riconoscere in una proposta di avanzamento scientifico, soprattutto se presuntamente "breakthrough", è una scienza in se, che richiede intuizione e poi infinita pazienza. Così come riconoscerne il carattere di leggenda.
    E' tuttavia naturale anche che si riconosca, o si sia portati assai più facilmente a riconoscere, la "bufalaggine" di ipotesi condotte da sparuti manipoli piuttosto che da eserciti che, in virtù della loro numerosità e potenza, assumono automaticamente maggiore autorevolezza.
    E' singolare per es. che nonostante che su questo stesso blog si sia affrontata la questione "fusione calda" e specificamente ITER, non si sia levato per quello lo sdegnato appello scagliato contro "piezopoli". Del resto, restiamo umani...
    Francesco Meneguzzo

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  5. Una nota per restare in tema. Ugo pecca di inguaribile ottimismo quando afferma che "probabilmente, c'è persino chi la da per vera".
    La storia dell'Esperimento Philadelphia è in molti ambienti un dogma irrefutabile, usato come prova delle incredibili tecnologie che i militari ci nascondono. E questi ambienti sono in costante crescita, includendo i miti di HAARP, scie chimiche, fusione fredda, tiepida, MEG, e non so quanto altro. Essendo un astronomo che ogni tanto parla di queste cose, sono un ottima sponda per questa gente, solo stamane ho ricevuto un paio di sollecitazioni verso cose altrettanto improbabili.

    Ed il problema di queste persone è che ogni tentativo di riportare la cosa sul razionale fallisce miseramente. Se cominci a fare due conti ti rispondono che loro i conti non li san fare, salvo dire due righe sotto che "la matematica non è un'opionione". Se fai un esperimento che smentisce quel che loro dicono, spostano i paletti o ti accusano di averlo fatto male apposta. Si tratta davvero di un "I want to believe", in perfetto stile X-files

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  6. Gianni Comoretto, involontariamente hai creato un lapsus meraviglioso, anglofrancoitaliano. "La matematica non è un'opionione".
    Sia che la si legga come opinione sotto l'effetto dell'oppio che come opinione derivata da una cipolla(onion e oignon).

    Ma noi umani siano una leggenda inverosimile all'interno dell'intera Creazione.

    Siamo pure gli extraterrestri di noi stessi.

    Perchè possiamo immaginare che qualcuno in chissà quale galassia si chieda se esista una galassia, la nostra, contenente esseri come noi.
    Suggerisco la lettura del "Il libro degli universi di John Barrow"

    Un saluto, Marco Sclarandis

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  7. Mi delurko giusto per segnalare che la più grande fabbrica di illusioni del pianeta ha contribuito probabilmente non poco alla diffusione della leggenda, con questo:
    http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=18218

    Lungometraggio di un certo successo all'epoca, tanto è vero che ha avuto anche qualche seguito.

    Dylan

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  8. il fotovoltaico serve solo per allungare la vita del petrolitico. L'energia prodotta non può servire a sostituire impianti fotovoltaici perchè a bassa potenza, ma solo a risparmiare quella fossile, che verrà dirottata alla costruzione di impianti FV. Finita l'energia fossile o diventata non più conveniente, finiranno anche le energie alternative. Ci aspetta un lungo autunno energetico, ma l'inverno è sicuro.

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  9. Mi dispiace contraddirti Mago ma non è esattamente come dici tu.
    Proprio Ugo Bardi nel capitolo -L'oca nella bottiglia- del suo ultimo libro "La Terra svuotata" parla di come si potrebbe superare il "petrolitico" con le rinnovabili.
    Con tanto di conti e resoconti.
    Leggitelo, se vuoi.
    E vedrai che non è la bassa potenza dell'energia degli impianti fotovoltaici a rendere l'inverno energetico sicuro.
    Semmai l'alta impotenta politica dei decisori di primo grado.

    Un saluto, Marco Sclarandis

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  10. Che la faccenda del CERN fosse una bufala era già chiaro dal secondo o terzo messaggio tanto era improbabile che gente qualunque come quelli del blog di Franchini avessero a disposizione dati o impressione sui dati che al CERN custodiscono come la svizzera custodiva l'oro dei nazisti in tempo di guerra (con la stessa cura intendo).
    Ma sarebbe stato inutile scriverlo sul blog perché il suo amico Franchini adotta la tecnica della moderazione per filtrare, ritardare e all'occorrenza anche eliminare, tutto ciò che non gli garba.
    Si dirà ecco un altro che vede complotti anche qui, beh, la gente la si vede e la si capisce da quello che fa, e Franchini, caro il mio Bardi, è uno a cui piace molto giocare sporco.

    E anche lei non scherza a quanto ho visto. Le consiglio di informarsi meglio sul lavoro di Cirillo, perché lei per portare avanti la sua tesi pretestuosa, ha usato dati vecchi e LARGAMENTE incompleti. Se è una persona seria, ma se fa coppia con Franchini ne dubito, la invito a INFORMARSI MEGLIO e reperire TUTTI i dati che servono prima di dare dell'incompetente alle persone, altrimenti il minimo che le si può dire è che lei parla di cose che non conosce e di cui non si è informato a sufficienza, in altre parole si potrebbe dire che è un SUPERFICIALONE, per non avanzare altri dubbi e usare altri aggettivi che sarebbero ben più pesanti, ma che mi porterebbero sul suo stesso piano e su quello di Franchini, che a dirla tutta, mi farebbero a mia volta sentire sporco allo stesso modo.

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    1. Grazie per questo messaggio, anonimo. Sarò molto lieto di valutare i nuovi dati di Cirillo. Mi mandi un link, oppure i dati stessi a ugo.bardi(svirgolino)unifi.it

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  11. Sarò pessimista, oltreché ignorante in materia, ma a me il fatto che con un'altra fonte di energia si possa sostituire il petrolio mi sembra una balla. Giustamente la nostra viene chiamata anche "la civiltà del petrolio" e, come tutte le cose anch'essa è destinata a finire.
    Secondo me, occorre prendere atto che il nostro stile di vita non può precindere dall'energia fossile, che è l'unica in grado di garantirlo a questo numero di persone.
    Anche la teoria della decresita viene spiegata in maniera troppo semplice: è vero che è impossibile una crescita infinita in un sistema finito, però non viene mai spiegato che non sono solo consumi, sfruttamento ecc. a dover decrescere; deve conseguentemente diminuire anche il numero di persone.
    Il problema, secondo me, è chi si arrogherà il diritto di decidere quanti e chi.

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    1. " Il problema, secondo me, è chi si arrogherà il diritto di decidere quanti e chi."...Se questo diritto non se lo arrogherà nessuno, come sicuramente si è già verificato in parte visto che abbiamo accumulato almeno 15 anni di ritardo per evitare gli scenari più catstrofici secondo i limits to growth revisited, non credo che sarà "meglio per tutti"...Se invece,in ritardo,, magari nemmeno globalmente ma localmente se lo arrogherà qualcuno, questo qualcuno dovrà anche spiegare le basi non solo scientifiche ma anche morali delle sue scelte...Ed è qui il core della questione: per oltre 100 anni abbiamo sostituito una morale zooppicante con le automobili, gli eelttrodomestici ed i servizi alla persona: Dio è morto ma non abbiamo ancora accettato una morale degli uomini che vada pbene per utti gli uomini, presenti e futuri, e la nostra casa Terra.

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  12. E' tutto vero! Sull'esperimento è tutto vero, lo dimostra l'effetto Hutkison!!! Dove a capo dell'esperimento Philadelphia c'era anche Nikola Tesla ed Alberto Einstein. I marinai fusi come il ferro col legno (vedi effetto hutkison y.o.u.t.u.b.e) e il ferro che fonde su carta ma quest'ultima non prende fuoco, perchè entrambi energia, proprio come i marinai prima che il campo magnetico a stella collassi!! Una volta collassato il campo magnetico, coloro che si trovavano nelle vicinanze dei muri di acciaio della nave, si fusero con essa diventando un tutt'uno. E' tutto spiegato dall'effetto hutkison riproducibile in laboratorio! Se volete crederci bene, sennò va bene lo stesso.

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    1. Mi dicevano che c'era gente che ci credeva veramente a questa cosa e io, poverino, dicevo di no, non è possibile.....

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  13. Salve,
    Sergio Focardi è stato il mio prof di Fisica 1 all'Università. Un giorno andai a trovarlo nel suo studio presso la facoltà di fisica. Un mio collega gli chiese di mostrarci i suoi esperimenti sulla "fusione fredda", così il prof ci portò in una stanza attigua al suo studio. Nella stanza era presente un piccolo cilindro di acciaio (penso) che era schermato da cubetti di piombo (come se fosse avvolto da una costruzione LEGO). Il prof. mi disse che all'imboccatura del cilindro era presente una "pompa turbomolecolare". Infine, mi disse che lo strumento alle nostre spalle era un misuratore di raggi gamma.

    Le ho scritto quello che ricordo non perchè voglio alimentare illusioni sull'e-cat, ma perchè penso che all'epoca il prof non avesse nessun interesse a raccontare balle.

    Saluti

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    1. Mah.... io sono 100% sicuro che Sergio Focardi fosse convinto di quello che faceva e che lo sia tuttora. Poi, la buona volontà e la personale convinzione non bastano a creare quello che uno vorrebbe.

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  14. Pienamente d'accordo. Ne approfitto per ringraziarla del lavoro di divulgazione che svolge con il suo blog.

    Saluti

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  15. Ecco la spiegazione per cui siamo in balia di una "casta" di potere occulto ormai da centinaia di anni, perchè la maggior parte della gente pensa come colui che ha scritto questo articolo.

    dubitate gente, dubitate!

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    1. Pienamente d'accordo, anonimo. Dubitate, gente, dubitate!

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