Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


lunedì 20 settembre 2010

Il declino degli orsi polari: i dati non parlano da soli

Il declino delle popolazioni di orsi polari - dal sito "polar bears specialist group" (cliccare per ingrandire). Come si vede, quasi tutte le popolazioni di orsi sono in declino e a forte rischio di futuro declino.

Erano riusciti a imbrogliarci anche sugli orsi polari, facendoci credere che, no, non era vero che spariscono piano piano, insieme ai ghiacci. E invece è proprio vero: i dati sono chiari. Le popolazioni di orsi sono quasi tutte in declino.

Quindi, possiamo stare tranquilli che se ci siamo entusiasmati a vedere il filmato con l'orso e la Nissan (che ho pubblicato ieri), ci siamo entusiasmati per delle buone ragioni. Sono due modi di vedere la stessa cosa: quello di oggi è sulla base dei dati, quello di ieri sulla base delle emozioni.

Credo che sarete daccordo con me che il film è enormemente più efficace della semplice tabella dei dati. In altre parole, i dati non "parlano da se". Bisogna parlare noi per loro; bisogna parlare da esseri umani preoccupati e rivolgendosi ad altri esseri umani. Solo così la comunicazione funziona.

Credo che sia giusto che sia così. Il film è così efficace anche perchè fa leva su dei sentimenti forti; chiamiamoli pure sentimenti "nobili", di rispetto per la natura e per tutto quello che ci circonda. Il messaggio è chiarissimo, bello e potente: se rispettiamo quello che ci circonda, quello che ci circonda rispetterà noi. Tutto qui.

13 commenti:

  1. Uhm, che un video sia efficace in quanto fa leva su sentimenti "veri" o "nobili", se ho capito bene il discorso che non vorrei banalizzare troppo, mi lascia alquanto perplesso. Ad ogni modo, io preferisco di gran lunga i dati e se leggo spesso i documenti ASPO è perché questi vengono forniti, assieme alle relative spiegazioni. Invece, su cosa sia più pervasivo come comunicazione ha perfettamente ragione: però così molte dittature hanno potuto proliferare proprio grazie ad un efficacissimo utilizzo della propaganda mediatica.

    Con stima,
    Marco C.

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  2. Caro Marco, credo che sia questo proprio il punto centrale. Ci sono persone che ragionano sui dati - altre che non ne sono capaci; non sono abituati, non hanno avuto l'educazione necessaria o altri motivi. Questa seconda categoria, apparentemente, è la maggioranza. Finora, ci siamo basati sull'idea che "i dati parlano da soli" e guarda come ci siamo ridotti!

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  3. @Ugo
    "come siamo finiti"
    Bene: onesti e puliti - anche se l'orso doveva abbracciare una donna, noi abbiamo il carbon footprint di Cenerentola, voi dello Yeti.

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  4. Condivido pienamente le osservazioni contenute nel post del prof.Bardi! Nel mio piccolo ho collaborato ad un esperimento teatrale sul tema della sostenibilità energetica ( http://www.teatroscienza.altervista.org ) che è stato promosso con queste parole: "Dovendo parlare di esaurimento dei combustibili fossili e di non sostenibilità del nostro modello di sviluppo, è ben chiaro che le conseguenze razionali di questi argomenti scientifici implicano un tale radicale sconvolgimento della nostra quotidianità da suscitare inevitabilmente smarrimento, paura, rabbia... Verrebbe da dire: "Non facciamoci prendere da reazioni emotive!". Eppure, proprio così, il fallimento comunicativo sarebbe garantito perché, lo si voglia o no, quell'amalgama di ragione ed emozione che è l'Uomo, non può non farsi prendere da reazioni emotive. Purché sia vivo, purché sia sano. L'alternativa è semmai tra una reazione emotiva consapevole, ed una reazione non consapevole, rimossa, negata. Allora esplicitiamole queste emozioni, raccontiamole, facciamone teatro, cosi che possano essere esorcizzate, condivise, risolte in altre emozioni non immobilizzanti, più prossime all'azione." Condividete?

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  5. @ Ugo Bardi

    se c'è aumento demografico c'è declino della natura, è inevitabile, nel caso dell'orso polare che per ora non è un animale a rischio di estinzione, se aumenteranno:
    - caccia diretta,
    -caccia alle foche di cui si nutre,
    - pesca dei pesci di cui si nutrono le foche
    - e inquinamento vedi mercurio,
    la popolazione degli orsi sarà in declino per forza.
    Ma il messaggio della Nissan è che con l'auto elettrica si salveranno gli orsi polari che per questo saranno grati a vita a chi compra la nissan

    è un triplo inganno

    - primo non è vero che nei prossimi 10 anni (durata media dell'auto) le auto elettriche abbasseranno le emissioni perchè dipende solo dal tipo di energia elettrica che si userà per ricaricarle: ma anche nel caso si usi energia eletrica senza emissioni ( nucleare, sequestro e rinnovabile) ci si deve ricordare della regola della coperta corta se la si tira si scoprono i piedi. Mettiamo che in UE adesso si producano 1000 Gwhh di energia e di questa 100 Gwh siano prodotti senza emessioni. Nel caso in cui si vendano milioni di nissan elettriche per salvare gli orsi, e nel caso le nissan utilizzino solo energia senza emissioni, mettiamo giusto 100 Gwh, verranno a mancare nel fabbisogno della UE giusto 100 Gwh di energia elettrica,ebbene se non saranno sostituiti con produzione elettrica senza emissioni tutto lo sforzo per produrre auto elettrriche determinerebbe in realtà un aumento delle emissioni.
    Nessuna delle case che producono auto elettriche (tra cui suv ibridi che sono il paradosso finale) le vincolano alla produzione di energia senza emissioni, sene guardano bene

    - secondo è ancora da dimostare che l'aumento del CO2 determini tutto il riscaldamento stimato (quindi lo scioglimento dell'artico) ad es da Hansen e dall'IPCC cioè il 90% del riscaldamento perchè la stima è contestata, anche dal CNR ITALIA che dice che il peso antropico è ancora lontano dall'essere stimato.

    - terzo che gli orsi polari diminuiscano senza ghiacci artici è un ipotesi, ma è smentita dai dati dell'eemiano e dall'adattamento osservato dagli orsi polari sulla terraferma.
    le foche, trichehci, leoni ed elefanti marini ecc marini senza ghiaccio cmq devono andare a terra a riposarsi e a partorire e gli orsi li cacciano anche a terra, ho visto un filmato dove un orso abbatteva una renna con una facilità estrema, e la renna corre....

    Lo spot della Nissan non giova agli orsi, ma alla Nissan

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  6. Lo dicevo che hai la fissa dell'Eemiano. Proprio, non ti passa.

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  7. L'articolo di ieri di Monbiot sul Guardian è amaro e deprimente. Cito solo la parte conclusiva:

    How should we respond to the reality we have tried not to see: that in 18 years of promise and bluster nothing has happened? Environmentalists tend to blame themselves for these failures. Perhaps we should have made people feel better about their lives. Or worse. Perhaps we should have done more to foster hope. Or despair. Perhaps we were too fixated on grand visions. Or techno-fixes. Perhaps we got too close to business. Or not close enough. The truth is that there is not and never was a strategy certain of success, as the powers ranged against us have always been stronger than we are.

    Greens are a puny force by comparison to industrial lobby groups, the cowardice of governments and the natural human tendency to deny what we don't want to see. To compensate for our weakness, we indulged a fantasy of benign paternalistic power – acting, though the political mechanisms were inscrutable, in the wider interests of humankind. We allowed ourselves to believe that, with a little prompting and protest, somewhere, in a distant institutional sphere, compromised but decent people would take care of us. They won't. They weren't ever going to do so. So what do we do now?

    I don't know. These failures have exposed not only familiar political problems, but deep-rooted human weakness. All I know is that we must stop dreaming about an institutional response that will never materialise and start facing a political reality we've sought to avoid. The conversation starts here.


    "Conversation"?!? E con quali interlocutori? Temo occorreranno ripetute e dolorose batoste colettive per svegliarsi dal sonno e dall'inerzia...

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  8. P.S.: dimenticavo il link all'articolo di Monbiot:

    http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2010/sep/20/climate-change-negotiations-failure

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  9. I cocchi belli ( quello che siamo, colllettivamente, da una prospettiva storica) non si svegliano con le favoline, anzi si addormantano ancora piu' profondamente.

    Ci vuole un sonoro sculaccione, e la natura ha mani enormi e ruvide.

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  10. Da tecnico vorrei rispondere a Claudio Costa che il suo discorso è "tecnicamente" errato.
    Un automobile elettrica non necessariamente richiede la stessa quantità di energia per spostarsi di una convenzionale.
    banalmente un motore elettrico è più efficiente di uno a scoppio. (e una centrale, fosse pure a petrolio o a gas, pure).
    Inoltre un auto elettrica può recuperare con facilità energia in frenata, una convenzionale la butta semplicemente via.
    Va be, banalità che tanto chi non vuol vedere non vede.

    Personalmente sto prendendo in serissima considerazione l'acquisto di un ibrida. Faccio mediamente 40.000 km l'anno su percorsi misti e di stop and go in tangenziale.
    L'anno scorso ho avuto in prestito per 2 giorni una Prius e me ne sono praticamente innamorato.
    Peccato che costino ancora care (almeno per me) e che di fatto non ci siano incentivi.
    Però l'Auris ibrida a 23.000 euro è interessante e quasi concorrenziale con la turbodiesel se si pensa che questa dispone già anche del cambio elettronico.
    Forse non salveranno gli orsi polari e il pianeta ma credo che la cosa davvero importante sarebbe il cambio di mentalità.

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  11. @ C. Costa
    se prende alla lettera gli spot pubblicitari, al tempo di "Metti una tigre nel motore" con cosa faceva il pieno?

    @Ugo
    se credi che i neghisti facciano danni solo col clima, devi vedere cosa combinano con la malaria. Tal Mario Giardini, fan di climate monitor, sparge la propaganda del Visconte sbugiardato secondo cui si combatte con il DDT e gli ambientalisti che lo han vietato(mai successo) hanno ucciso 35 milioni di bambini.

    Dimenticavo: e Bill Gates è grasso.

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  12. Caro Orsovolante, (a parte che questo post un po' ti riguarda per solidarietà con le specie non volanti) è inutile dare dei dati a Claudio Costa. Lui ragiona a modo suo: se trova dei dati che gli piacciono, gli vanno bene, sennò li ignora o se ne inventa a suo profitto

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  13. Sulvie, ora farò anche un post su Al Gore, che è forse più grasso di Bill Gates.

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