Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 25 febbraio 2010

L'attacco alla scienza: siamo alle liste di proscrizione



Si chiama "feeding frenzy" (frenesia famelica) quello che succede quando gli squali sentono l'odore del sangue. Questo è quello che sta succedendo con la scienza del clima: i politici hanno sentito l'odore del sangue e si stanno scatenando in una campagna di demolizione contro gli scienziati colpevoli di aver smosso le acque. E' la vendetta delle lobby del carbone e del petrolio.

Ora, il senatore degli Stati Uniti James Inhofe ha pubblicato un rapporto dove elenca esplicitamente i nomi delle persone da prendere a bersaglio per azioni contro comportamenti "non etici e potenzialmente illegali", come trovate scritto qui.

E' una vera lista di proscrizione di nomi che comprendono una buona frazione degli scienziati di punta della scienza del clima mondiale. Eccoli qui. Per ora, penso che non ci sia nella lista nessun lettore di questo blog. Ma solo per ora.....


Raymond Bradley
Keith Briffa
Timothy Carter
Edward Cook
Malcolm Hughes
Phil Jones
Thomas Karl
Michael Mann
Michael Oppenheimer
Jonathan Overpeck
Benjamin Santer
Gavin Schmidt
Stephen Schneider
Susan Solomon
Peter Stott
Kevin Trenberth
Thomas Wigley

8 commenti:

  1. Caro anonimo menomale che non abbiamo la neve di 20anni fa!!!
    Quelle si che erano nevicate e un freddo boia.

    Ciao

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  2. Quasi grottesco. Fatta da un ben noto idiota di scienza come lui, poi, oltre a trasudare di un'"etica speciale", ricorda i tempi bui del secolo scorso....il prossimo passo qual è? La riedizione di una Guantanamo della scienza? La deportazione di chi studia, insegna e fa ricerca nell'ambito delle scienze climatiche?

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  3. Ho cancellato un commento inaccettabile di qualcuno che si gloriava della propria balestra da 320 kg. Lo vada a postare in qualche altro posto.

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  4. NON SERVE A NIENTE lamentarsi e subire. E' il momento per inviare un documento - firmato da molti - a Obama e a qualche altra autorità (il presidente del senato USA) suggerendo (non possiamo chiedere, non siamo americani) la rimozione del senatore Inhofe. Le motivazioni vi sono chiare a tutti. Suggerisco Stefano Caserini come estensore della prima bozza di questa lettera.

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  5. Stefano Caserini26 febbraio 2010 11:59

    Dai, Antonio, per rimuovere un Senatore ce ne vuole…
    Obama ha già chi lo consiglia, non mi preoccuperei più di tanto.

    Va tenuto conto che la gente, e quindi molti che scrivono sui blog, cambiano idea facilmente : se nevica si parla dell’era glaciale, se fa caldo il mondo va arrosto: è sempre stato e sarà anche in futuro cosi’.
    Inhofe e soci non capiscono che hanno contro non solo gli scienziati, ma anche la fisica e la termodinamica. Per questo perderanno. Purtroppo nei prossimi anni il pianeta si scalderà e ci saranno altri casini, segni che la gente vedrà. Già ora sono quello che la gente vede e sente che li fa pensare. Se non sarà quest’anno sarà l’anno prossimo, vedrai che saremo al panico da global warming e i sondaggi torneranno su (negli usa si sono impennati dopo Katrina). E i vari blog si raffredderanno.
    Certo, il pericolo c’è che facciano perdere ancora tanto tempo. Per questo bisogna impegnarsi, ma scrivere a Obama, per come la vedo io non è certo una cosa utile.
    Al limite basterebbe guardare a casa nostra
    http://www.magna-carta.it/content/grande-freddo-riscaldamento-globale-tra-mitologia-culturale-e-pragmatismo-politico
    Ciao

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  6. Non riusciamo a rimuovere nostri parlamentari legati alle cosche calabresi, fuguriamoci se possiamo sperare che il Senato Usa ascolti i nostri suggerimenti. Comunque l'iniziativa è lodevole, la campagna anti-scienziati è vergognosa!!

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  7. Ho l'impressione che non ci sia da andare fino in America per trovare esempi del genere.
    In quanto ad ignoranza scientifica o anche solo tecnica l'Italia ha ben poco da invidiare.

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  8. Semrba che Orsovolante abbia ragione:

    (ANSA) - ROMA, 26 FEB - Sia la CO2 che l'effetto serra sono ''essenziali per la vita'', per questo una previsione meteo-climatologica, come quella dell'Ipcc - il panel dell'Onu che studia i cambiamenti climatici - sulla base di questi parametri oltre a essere sbagliata perche' ''non supportata da evidenze scientifiche'' non risulta possibile per mancanza di mezzi. Si devono invece tutelare le risorse ambientali. Questo, in sintesi, quello che emerge dal convegno 'Il grande freddo - il flop degli ecoallarmisti: la verita' sul riscaldamento globale' organizzato, oggi a Roma, dalla fondazione Magna Carta. In particolare, spiega Antonino Zichichi, presidente del World federation of scientist, ''la strada e' ancora lunga'' dal momento che ''qualsiasi studio rigoroso deve portare a esperimenti riproducibili in laboratorio. E, invece - continua - le previsioni della meteo-climatologia sono sotto il livello minimo di credibilita' scientifica pur avendo come conseguenze responsabilita' per i governi del mondo e multe'' salate. Secondo Franco Prodi, ex direttore dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr, per ''una previsione sulla regolazione termica della Terra ci vorranno almeno 40 anni''. Si tratta di una scienza, continua Prodi, che ''deve integrarsi con altre scienze, mentre l'Ipcc non e' la scienza mondiale e definitiva''. La Conferenza di Copenaghen, rileva Antonio D'Ali', presidente della commissione Ambiente della Camera, e' ''stata un momento di svolta ed e' un bene che non si sia raggiunta un'intesa: la lezione che spero la Ue abbia imparato e' che si possono attuare politiche ambientali concrete invece che inseguire le velleita' legate alla riduzione di Co2''. Per D'Ali', che ha presentato una mozione al Senato sul clima, ''il governo italiano dovrebbe prendere posizione in senso revisionista, soprattutto sul pacchetto 20-20-20, in sede Ue''. Sia Zichichi che Prodi puntano invece sull'attenzione da porre all'uso delle risorse del Pianeta: evitarne lo spreco e risolvere i problemi ambientali. Secondo Prodi ''il Pianeta non puo' sostenere questo andamento, non e' possibile avere uno sviluppo cosi' energivoro, mentre e' essenziale la ricerca, ignorata in termini di risorse negli ultimi 10 anni, per le nuove tecnologie''.

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    Siamo a posto...

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