Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


venerdì 19 febbraio 2010

La non-leggenda dei vulcani artici


La graduale sparizione dei ghiacci artici è uno degli effetti più evidenti del riscaldamento globale. C'è stato però chi ha speculato che potrebbe essere dovuta alla presenza di vulcani sottomarini. Come vedremo qui di seguito, questa spiegazione è soltanto una leggenda; anzi, è talmente assurda che la possiamo definire una "non-leggenda".  (immagine da ecology.com)


Nessuno potrebbe proporre seriamente che il riscaldamento globale che osserviamo oggi sia causato dal calore geotermico che arriva dall'interno della Terra. Questo per una ragione semplicissima: il calore geotermico è infinitesimale (circa lo 0.01%) rispetto a quello che viene dal sole. Non che le eruzioni vulcaniche non abbiano effetto sul clima; anzi, hanno un ben osservabile effetto di raffreddamento per via dell'emissione di pulviscolo. Ma, il calore emesso è veramente troppo piccolo: una sua variazione, anche relativamente importante,  non potrebbe neanche lontanamente spiegare i fenomeni di riscaldamento globale che osserviamo.

Per la verità, cercando bene su internet, si trova anche qualcuno che riesce a sostenere in tutta serietà che il riscaldamento globale è causato da cambiamenti nel flusso del calore geotermico. Ma questo è un caso che possiamo definire di incompetenza addirittura patologica. Tuttavia, non è impossibile speculare che perlomeno certi effetti locali normalmente attribuiti al riscaldamento globale siano in realtà causati da fenomeni geotermici.. Questo à quanto ha sostenuto il Prof. Adriano Mazzarella, docente di Climatologia presso l'Università di Napoli a proposito della fusione dei ghiacci artici.

Sul quotidiano "Il Napoli" del 23 Gennaio 10 leggiamo un comunicato del Prof Mazzarella di cui riporto il paragrafo saliente.


Il colossale fornello geotermico si accende e si spegne sotto i ghiacciai dell'Artico in maniera del tutto naturale e questo giustifica pienamente la variabilità areale dei ghiacciai artici che da tempo i mass media imputano solo all'azione forsennata di produzione dell'anidride carbonica (CO2) da parte dell'uomo. I vari convegni internazionali che cercano di fissare un tetto alle emissioni di CO2 passeranno alla storia come la più inutile manifestazione di presunzione dell'uomo.

Ora, quella che fa Mazzarella è un'affermazione molto forte: "questo giustifica pienamente la variabilità areale dei ghiacciai artici" Per lanciarsi in un'interpretazione del genere occorrerebbero dati e studi o, perlomeno, delle stime quantitative. Ma non risulta che Mazzarella abbia pubblicato degli studi su questo argomento..

Forse Mazzarella si riferisce al lavoro di qualcun altro? Nel comunicato, cita un lavoro di Sohn e altri apparso su Nature nel 2008 ma, se andiamo a vedere questo articolo non ci troviamo niente a proposito dei vulcani come possibili responsabili della fusione dei ghiacci polari.

Su questo punto ho scritto direttamente a Robert Sohn, scopritore di questi vulcani, il quale mi ha risposto gentilmente dicendomi che:

... it is clear to me that these eruptions, impressive as they must have been, did not have enough heat content to melt significant amounts of sea ice. I also note that the melt off in 2007 was on the Western side of the Arctic Basin, while the volcanoes are thousands of km away beneath the Eastern Basin.

.... mi è chiaro che queste eruzioni, per quanto impressionanti possano essere state, non contenevano abbastanza calore per per fondere quantità significative di ghiaccio marino. Noto anche che la fusione del 2007 ere nel lato Ovest del bacino Artico, mentre i vulcani sono a migliaia di chilometri di distanza sotto il bacino Est. 

Molto chiaro, direi: non ci sono abbastanza vulcani e non sono nemmeno nel posto giusto. Se però, per caso, questo non vi basta, trovate la stessa opinione espressa anche da altri scienziati in questo articolo del NY times. L'idea che i vulcani sottomarini spiegano la fusione dei ghiacci polari il prof Mazzarella se l'è inventata senza uno straccio di dato o di prova in proposito.

Quindi, questa dei vulcani artici che scaldano la calotta polare è solo una delle tante leggende sul clima. E' una leggenda particolarmente poco efficace se la si vuole usare come prova che il riscaldamento globale antropogenico è tutta una bufala e un imbroglio. In effetti, basta chiedere come sta che - se i ghiacci polari si ritirano per via dei vulcani artici - allora cos'è che fa sparire i ghiacci alpini, il permafrost canadese, quello siberiano, eccetera? Ci sono sotto dei vulcani anche lì? Insomma. è una cosa che proprio non sta in piedi .

Nonostante l'assurdità di questa faccenda non possiamo escludere che la storia dei vulcani artici che sciolgono i ghiacci non si diffonda su internet insieme alla tante leggende climatiche che girano: dai pianeti che si scaldano al medioevo che era più caldo di oggi. Per ora la possiamo definire una "non leggenda," ma non ci sono limiti alla credulità umana.


19 commenti:

  1. "i vulcani alpini" ? I ghiacci alpini forse ...

    La sicurezza della relazione CO2 - riscaldamento è ovvia, ma non mi è evidente in quale direzione valga per la terra.
    Io ho presente il caso del colesterolo e degli infarti in medicina: si è preso il primo che si trovava sul luogo del delitto e se ne è fatto un omicida, la realtà è diversa, più complessa, e così molte persone prendono statine inutilmente (non per chi le produce).
    Con realtà molto complesse io non darei per scontata una ipotesi solo perchè NON abbiamo spiegazioni migliori.
    buon lavoro.

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  2. I veri vulcani si trovano nella testa di quelle persone che si inventano qualsiasi scusa pur di non ammettere che, se le cose cambieranno in peggio, sarà principalmente a causa nostra.

    Antonio

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  3. Si, ovviamente "ghiacci alpini", non vulcani. Grazie per la segnalazione; ho corretto.

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  4. Da una rapida ricerca in rete, questa "non bufala" risulta già abbastanza diffusa. Ripresa da effedieffe, e riportata magari assieme ad un po' di altre note bufale (verde Groenlandia, interpretazioni scorrette delle mail rubate al CRU, ...) in giro per i blog.

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  5. Sig. Ugo Bardi, con il dovuto e massimo rispetto, vorrei sapere che titolo o qualità Lei abbia per poter affermare ciò che ho appena letto.
    Con quali studi o conoscenze può "distruggere" la tesi di un Professore universitario stimato e preparato in materia quale il Prof. Mazzarella.
    A tal punto di arrivare alla seguente introduzione: "C'è stato però chi ha speculato che potrebbe essere dovuta alla presenza di vulcani sottomarini. Come vedremo qui di seguito, questa spiegazione è soltanto una leggenda".
    Io non ho ne le capacità ne soprattutto i dati per affermare se quanto sostenuto dal Professore sia corretto oppure sia sbagliato, ma di sicuro non scrivo articoli, che contraddicono tesi scientifiche, senza fornire informazioni attendibili o dati scientifici.
    Insomma, se vogliamo fare della Scienza, dobbiamo prima documentarci e non per sentito dire oppure "visitando e consultando" siti internet ma con dati scientifici, attendibili e affidandoci a persone che da una vita si occupano di questioni meteo-climatologiche; altrimenti si rischia di proporre scoop inutili e propagandistici, oltre che far decadere la fiducia del lettore nei confronti del giornalista.
    Distinti Saluti

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  6. Caro Paolo, hai perfettamente ragione a dire che non ho titoli in vulcanologia. Tuttavia, dovresti leggerti meglio il mio articolo.

    Non sono io che demolisco le opinioni del prof. Mazzarella. Sulla questione ho interpellato il vero esperto in questo campo - il Dr. Sohn che ha scoperto questi vulcani - e ho riportato la sua dichiarazione in proposito. In più, ho citato altri esperti in proposito che anche loro hanno detto che l'idea che i vulcani sottomarini scaldano il polo è una bufala.

    Allora, se il Prof. Mazzarella vuole sostenere seriamente la sua ipotesi, deve lavorarci sopra; tirar fuori dei dati quantitativi e pubblicarli su delle riviste scientifiche, come hanno fatto Sohn e gli altri. Un comunicato stampa pubblicato su "Il Napoli" non è una "tesi scientifica"; è solo fluffa.

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  7. Le riporto questo articolo a riguardo, sempre del Prof. Mazzarella, dove conferma quanto sostiene.
    http://www.meteoviterbo.it/articolo.asp?ID=202

    Lei afferma di aver contattato il Dott. Robert Sohn il quale le ha "confermato" l'inefficacia dei vulcani a sciogliere i ghiacci in esame.
    Stando così le cose il Dott. Sohn si contraddice: prima sostiene che tali vulcani emettono una quantità notevole di vapori ecc... poi afferma invece che gli stessi sono inefficaci. E' ovvia un incongruenza.
    Inoltre, se si guarda una qualsiasi carta che raffigura le zone vulcaniche mondiali, si nota chiaramente come al di sotto dello stretto di Bering l'attività in questione è a dir poco presente, quindi NON si può escludere una possibile influenza dei vulcani sull'andamento della superficie artica.
    Un eruzione vulcanica può alterare le condizioni climatica per un intero anno e anche oltre, una persistente e forte attività vulcanica sottomarina potrebbe tranquillamente influenzare l'andamento dei ghiacci artici, almeno nell'intorno dello Stretto di Bering.
    La mia, ovviamente, è una supposizione, che da "fiducia" alla tesi del Prof. Mazzarella.
    Non ultimo, ho assistito ad un convegno di meteorologia e climatologia dove il Professore ha esposto uno studio sul Local Warming e da come lo ha fatto e da ciò che ha fatto (in tutta la sua carriera) mi sembra tutt'altro che sprovveduto in ciò che dice e sostiene. E sicuramente più affidabile di tutti gli scienziati o pseudo scienziati che vogliono inculcarci a tutti i costi l'idea che il riscaldamento globale (ammesso che esista) sia dovuto a motivi atropogenici.
    Distinti Saluti

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  8. Gentile sig. Leoni, il Dr Sohn non si contraddice affatto: ha solo questa piccola virtù di ragionare in termini QUANTITATIVI che è come si dovrebbe ragionare per evitare di dire scemenze sui vulcani come su qualsiasi altra cosa. Virtù che -sfortunatamente - sembra assai poco coltivata al giorno d'oggi.

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  9. Ma mi scusi , prima il Dr Sohn, sostiene che è presente una forte attività sub-marina poi che la stessa non può in alcun modo influenzare lo scioglimento dei ghiacciai.
    Sarebbe logico sostenere, visto che lui è un Vulcanologo che non conosce la correlazione tra attività vulcanica e scioglimento dei ghiacciai.

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  10. Personalmente non Le ho rivolto tali domande ma è ciò che si deduce leggendo il suo articolo e quanto riportato dal Dr. Sohn prima e dopo (in seguito alle sue email).

    Il mio intento era quello di capire il perché e con quale mezzi Lei avesse scritto tali parole riguardo all'articolo del Prof. Mazzarella.
    La ringrazio per la disponibilità e le rinnovo i miei più personali saluti, pur restando fermo sulla mia idea iniziale.

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  11. Gentile sig. Leoni, Può esprimere direttamente al Dr. Sohn le sue perplessità. La sua mail è rsohn@whoi.edu. Cordiali Saluti

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  12. Ah... avrà notato che ho cancellato il mio commento precedente. Esprimeva lo stesso concetto di quello qui sopra, ma, rileggendolo, mi è parso poi un po' brusco nei suoi confronti. Me ne scuso, e - appunto - l'ho cancellato.

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  13. Come faceva notare tempo fa Gavin Schmidt, se l'attività vulcanica fosse responsabile del riscaldamento oceanico (non solo della zona artica) dovremmo riscontrare un significativo aumento di temperatura a iniziare dagli strati più profondi degli oceani, non da quelli superficiali, come sta invece avvenendo.

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  14. Giusto per la precisione, ma l'ultimo paper pubblicato dal prof. Mazzarella risale al 2009, come si può notare consultando ISI Web of Knoledge

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  15. Grazie per la precisazione. Su "sciencedirect" non risultava niente, ma non tutta la letteratura scientifica è coperta da sciencedirect. Ho modificato il testo in conseguenza.

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  16. M sembra che un inaspettato aumento dell'attività vulcanica sottomarina nell'Artico non si possa escludere, come ipotesi scientifica.
    Tantomeno però si può affermare che esiste, mancando una locale raccolta sistematica di dati.

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  17. http://expianetadidio.blogspot.com/2010/02/la-falsa-smentita-dellartico.html

    A mio parere lei sbaglia.

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  18. Oltre alla quantità di calore emesso da un vulcano, insufficiente a spiegare il riscaldamento superficiale dell'Artico, vi è da considerare l'enorme pressione esercitata dalle acque alle profondità di 3000-5000 metri sotto la superficie del mare, anche questo fattore attutisce l'impatto di un eventuale eruzione sottomarina.
    Se l'attività vulcanica possa influire sul riscaldamento climatico, secondo me potrebbe farlo piuttosto con l'emissione di CO2, in genere eruzioni di tipo basaltiche, come quelle che più tipicamente riguardano vulcani posti in prossimità delle dorsali medio oceaniche, sono grosse fonti di anidride carbonica.

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  19. Sono una semplice ragazza senza alcuna conoscenza scientifica, ma purtroppo a me sembra che nessuno vuole prendersi le sue responsabilità riguardo ad un cambiamento climatico,che sta attualmente rovinando il nostro mondo e migliaia di persone a causa nostra e alle nostre necessità futili. Molti esperti, aimè, hanno un guadagno esoso a non esporre la realtà dei fatti per via degli interessi, quindi non facciamoci abbindolare da questi studiosi, perche non diranno mai la verità a finchè non ci sia qualcuno a far vedere il contrario e sostenerlo.

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