Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 4 settembre 2016

Sostenibilità - Insostenibilità


Ecco la cosa: se le pietre sono o no senzienti, se le sequoie sono più intelligenti o più stupide degli esseri umani (o se, come credo sia il punto, la loro intelligenza è così vastamente diversa da non essere confrontabile, e le misurazioni interspecifiche di intelligenza sono impossibili e nella migliore delle ipotesi senza senso (e nel peggiore dei casi dannose, come si vede, quando le usiamo per sostenere suprematismi preesistenti)), se i fiumi sono semplicemente recipienti per l'acqua o esseri a sé stanti, queste non sono le domande principali da porre.

Pensateci : i Tolowa (indiani del nord-ovest americano, ndt) hanno vissuto dove vivo ora per almeno 12.500 anni, se si crede ai miti della scienza; e hanno vissuto qui fin dall'inizio del tempo, se si crede ai miti dei Tolowa. E non distrussero il posto. Quando gli Europei arrivarono qui il posto era un paradiso. Non sto dicendo che i Tolowa erano perfetti, non più di quanto chiunque altro è perfetto. Sto dicendo che vivevano qui in modo sostenibile.

La cultura dominante ha rovinato questo luogo, come essa rovina ogni luogo.

La più grande differenza tra le visioni del mondo degli Occidentali e quelle degli Indigeni è che gli esseri umani Indigeni in genere percepiscono il mondo come composto da altri esseri con i quali possono e dovrebbero entrare in relazioni rispettose, e gli Occidentali in genere percepiscono il mondo come consistente di risorse da sfruttare.

La visione del mondo civilizzato occidentale è insostenibile. Una credenza nella superiorità umana - e le credenze che i non-umani non sono pienamente senzienti, che i fiumi non sono esseri, e così via - non è sostenibile. Il fatto che è insostenibile significa che è insanabilmente disadatta. Il fatto che sia insanabilmente disadatta significa che è un vicolo cieco evolutivo. Il fatto che sia insostenibile mi rende chiaro che è anche inesatta : una percezione esatta del proprio posto nel mondo e le azioni basate su questa percezione mi sembrano essere più propense a portare alla sostenibilità; mentre una percezione inesatta del proprio posto nel mondo, e le azioni sulla base di questa percezione, mi sembrerebbero essere più propense a portare alla insostenibilità. Come si vede.

Non conosco il motivo per cui sempre più persone non capiscono questo. Credo sia perché le credenze indiscusse sono le vere autorità di ogni cultura. 

E credo sia perché alla maggior parte dei membri di questa cultura è stato inculcato di non aver cura della vita su questo pianeta. Quest'ultima frase da sola è sufficiente ad affossare una credenza nella supremazia umana.


19 commenti:

  1. un grosso impresario edile di origine senese, venuto negli anni '60 nel pratese, mi disse 15 anni fa che questa zona era allora un giardino. Poi lui e gli altri impresari, a forza di cementificare ed asfaltare l'avevano trasformata in un cesso. Nonostante se ne accorgano del danno irreparabile che fanno, continuano a distruggere. Perchè lo fanno? Avidità di denaro, nonostante la figlia sia separata, perchè sposata per interesse, ed il figlio colla leucemia. Quindi deliberato consenso e piena avvertenza. Quando si dice che all'inferno ci si va solo deliberatamente, mi pare ovvio.

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  2. "i Tolowa (indiani del nord-ovest americano, ndt) hanno vissuto dove vivo ora per almeno 12.500 anni"

    Visto che 11.500 anni in quella zona si sciolsero i ghiaccia dell'ultima glaciazione, penso che ci abbiano vissuto almeno 1000 anni in meno :-)

    Gli indiani avevano il nostro stesso problema attuale, cioé: la sovrappopolazione.
    Non si potevano permettere di essere più numerosi di ciò che l'ambiente poteva fornirgli, senza che loro facessero niente... scansafatiche! :-)
    Mantenevano questo equilibrio anche in modo brutale (uccidendo gli eventuali neonati in eccesso).
    Erano molto territoriali e se qualcuno di un'altra tribù sconfinava nelle loro terre, lo uccidevano (non c'era scambio di cultura con accrescimento delle conoscenze).

    Per non parlare degli indigeni del Canada, che li potremmo definire quasi dei brutali cannibali! Uccidevano chiunque (donne, bambini) non fesse della loro tribù.

    Le popolazioni di quei luoghi, tra i TANTISSIMI difetti che avevano, erano riusciti a restare in equilibrio con l'ambiente.
    Un equilibrio composto da flora (piante) e fauna (animali e animali bipedi (uomini)).

    Rimpiangere quelle popolazioni solo perché avevano trovato un modo per vivere in equilibrio con la natura, non mi sembra un motivo sufficiente.

    Avrebbero fatto la stessa fine che fecero gli Indios del sud-America quando scomparvero nel giro di pochi anni.
    Bastava che le condizioni ambientali cambiassero (qualche anno di siccità) che tutta la loro civiltà, che non aveva un bel niente di resilienza (capacità di sopportare i colpi dei cambiamenti) sarebbe crollata immediatamente.

    Oggi gli scambi internazionali ci permettono di vivere senza preoccuparci della carenza di cibo, anche se c'è un'alluvione o una grave siccità in Paesi del Mondo.
    Il commercio Internazionale compensa le momentanee carenze di un dato luogo.

    La scuola, Internet e il notevolmente lo scambio d'informazioni, sta facendo aumentare notevolmente le nostre conoscenze su tutto il creato.

    Non penso di dover invidiare dei popoli primitivi.

    E' vero che la società moderna ha parecchie cose che non vanno, ma quello che non và si può correggere; è assurdo pensare che si debba buttare tutto e imitare quei popoli primitivi che avevano comportamenti più simili ad animali evoluti che a persone.

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    1. ma sei sicuro che quello che non va si possa correggere? Grandi pensatori di tutti tempi e culture, Siddarta, il Tau, Platone, Diogene, Qelet, hanno intuito che le azioni dell'uomo sono sempre generate da negatività. La loro ricerca di soluzioni si è sempre dimostata vana. Vanità delle vanità, recita il Qelet. Gesù stesso, prima di andarsene, aveva avvertito che la chiesa doveva agire solo sotto l'azione dello Spirito Santo e guarda un pò che disastri ha combinato e continua a combinare, perchè ha preferito seguire lo spirito del mondo, cioè satana. Uno spirito che vogliono seguire tutti e che nessuno o quasi crede di seguire. Anche i santi, tanto che S.Bernardo si accorse del disastro che aveva fatto sponsorizzando la seconda crociata, solo dopo che si accorse di aver causato una carneficina. Eppure Gesù era stato chiaro: solo gli umili (poveri in spirito) entreranno nel Regno dei Cieli. Solo che nessuno vuole spiritualmente esserlo, figuriamoci umanamente. E la soluzione si allontana, come sempre.

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    2. Non siamo migliori dei Tolowa,le crudeltà e le nefandezze albergano anche nella nostra civiltà occidentale. Aspetta che le prime crepe vere dovute al declino delle risorse comincino a sgretolare le strutture sociali, energetiche ed alimentari e vedrai che esplosione di barbarie e violenza nelle nostre città. Altro che i Tolowa...

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    3. @Paolo: "Aspetta che le prime crepe vere dovute al declino delle risorse comincino a sgretolare le strutture sociali, energetiche ed alimentari e vedrai che esplosione di barbarie e violenza nelle nostre città. Altro che i Tolowa..."

      E' chiaro che è il benessere che ci ha resi più umani (comprensivi, altruisti, con valori sociali ecc).
      Se il benessere svanirà, torneremo ad essere quegli animali primitivi che eravamo. Ecco perché, anche solo la minaccia, al nostro benessere, causa guerre.

      Infatti, più si abbassa il tenore di vita delle persone, e più diminuisce il rispetto per le persone e per la loro vita.
      In una società che soffre la fame, la vita di un uomo vale quasi niente (si vende per un pezzo di pane).

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    4. "solo gli umili (poveri in spirito) entreranno nel Regno dei Cieli"

      E c'hanno pure la fortuna di entrarci prematuramente, i furbastri.
      :)

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    5. @ Ale, il buonismo ha gli anni contati e credono che non avrà mai fine. Il risveglio sarà molto doloroso.

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    6. @Diaz, scherza coi fanti e lascia stare i santi.

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    7. Purtroppo non stavo scherzando: agli umili resta poco altro che sperare nel regno dei cieli, dato che senz'altro, su questa terra, sono destinati ad essere calpestati dai meno umili. Se pero' decidessero di essere umili utilitaristicamente, per puntare al maggior compenso futuro, non e' del tutto inapropriato definirli furbastri, non ti pare? Non e' cosi' facile giudicare gli altri, ne' gli umili ne' i meno umili, ognuno e' un caso a se'. Un po' di umilta', nello schezo, non guasta.

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    8. @ mago: 6 settembre 2016 21:15

      Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno giustiziati.

      Beati i miti, perché erediteranno la Terra (devastata).

      P.S. Lo scherzare coi fanti riguarda solo lei. Io scherzo con quello che mi pare e piace. Sia chiaro.

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    9. (Per quel che può valere) sottoscrivo i commenti di Pulvirenti: non possiamo "rottamare" l'intera cultura scientifica occidentale moderna: quando siamo malati, andiamo da un medico o da uno stregone? Ovv.te ciò NON significa che non si possa imparare qlcs. di utile anche dai Tolowa...

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    10. "Aspetta che le prime crepe vere dovute al declino delle risorse comincino a sgretolare le strutture sociali, energetiche ed alimentari e vedrai che esplosione di barbarie e violenza nelle nostre città"

      In caso di mancanza di risorse quello che di solito succede e' che i gruppi sociali meglio organizzati (nel nostro caso gli Stati) se le vanno a prendere da quelli meno organizzati e piu' deboli, volenti o nolenti, attraverso guerre e/o colonizzazioni.

      La storia della nostra Europa, quella Europa su cui siamo in questo momento seduti sopra, e' un esempio da manuale di tutto cio', con alternanza di guerre interne e conquiste mondiali. Fino a due generazioni fa l'intero mondo era sotto il dominio dell'Europa, di cui fanno parte culturalmente anche la Russia imperiale, che, unica, ha mantenuto fino ad oggi l'annessione di mezza asia, e gli Usa che ne sono, almeno per adesso, gli unici rivali.

      Ma dagli ultimi decenni il mondo e' radicalmente cambiato, sta radicalmente cambiando, per cui tutti i giochi per il nuovo equilibrio sono ancora da fare, e sono in corso.

      En passant, le citta', fin dalla loro nascita, sono strutturalmente delle organizzazioni di predazione del territorio corcostante, piu' o meno vasto a seconda della loro potenza. L'insieme di esse, la "testa", col territorio di pertinenza, il "corpo", ha costituito gli Stati moderni.
      Quando la loro organizzazione predatoria si indebolisce e crolla, vengono semplicemente abbandonate se le risorse proprio non bastano (vedi migrazioni), o molto piu' spesso inglobate nel sistema del nuovo dominatore-predatore piu' efficace, ma non prima che la loro struttura istituzionale abbia lottato spietatamente per la sopravvivenza. La storia di tutte le guerre degli ultimi millenni e' cosi'.

      Quindi, in caso di mancanza di risorse, l'unica cosa che possiamo ragionevolmente aspettarci e' la lotta fra le organizzazioni di sfruttamento per ripristinarne la disponibilita'. Possiamo scegliere, al massimo, quale tipo di lotta e quale tipo di risorsa considerare tali, e per cui valga la pena battersi, tenendo ben presente pero' che le regole in tale campo le detta il piu' potente, al piu' debole e benintenzionato resta solo di adattarsi: le elucubrazioni pindariche che si fanno qui dentro sono percio' buone per passarci il tempo, ma completamente inutili dal punto di vista pratico, se non dannose.

      Soprattutto, le facciamo perche' abbiamo lo stomaco pieno e il culo ancora ben al caldo, se l'acqua cominciasse a salire, ragioneremmo in modi completamente diversi, lasceremmo completamente perdere le speculazioni filosofiche sull'ambiente e l'ecologia e l'etica e la morale, e penseremmo a come sopravvivere un altro giorno di piu' contro il nostro avversario, che e' sempre un altro uomo: e quelle speculazioni servirebbero semmai come pretesto per dimostrare a noi stessi e al mondo la nostra superiorita'.

      Cominceremmo a sventolare bandiere e cantare inni patriottici.

      L'ambiente e' solo lo spettatore impotente delle nostre lotte e guerre, che quando non sono fra Stati, nei momenti cosiddetti di pace, sono fra individui.

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    11. Winston, le elucubrazioni sono inevitabili. Ci si interroga su come evitare una catastrofe annunciata. Un po' ci si sfoga. Purtroppo nessuno si fa troppe illusioni su come va il mondo. Anzi più il tempo passa più l'ipotesi catastrofista si fa strada. Personalmente sarei propenso a pensare che senza una rivoluzione etica il destino della civiltà sia segnato. Per la prima volta nella storia l'umanità si deve confrontare con la possibilità di essere la causa della propria decadenza e forse estinzione. Non tanto per scarsita' di risorse, ma per mancanza di razionalità nel loro utilizzo e per l'iniquità con cui vengono distribuite a livello sociale. Continuano a dirci che ci sono "le banche che non possono fallire" bene, quello che ci si prospetta nell'arco di un decennio è il fallimento irreversibile di tutta la storia dell'uomo sulla terra.
      A cosa serve l'intelligenza se la usiamo solo per devastare l'ambiente naturale, (e provocare indicibili sofferenze ai nostri simili e agli animali) e non ci garantisce neppure la nostra stessa sopravvivenza come specie? Si tratta forse di uno sbaglio della natura?
      Angelo

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    12. "Si tratta forse di uno sbaglio della natura?"

      Assolutamente!
      Qualsiasi specie animale campa benissimo per milioni di anni senza!

      E diro' di piu': anche senza considerare gli scarafaggi, con i loro quattro neuroni, i nostri antenati, pur nella loro tecnologia primitiva, bene o male hanno campato, e hanno tenuto la fiammella dell'umanita' accesa, dando un colpo al cerchio e uno alla botte, per decine e centinaia di migliaia di anni, tutto sommato non poco, dando come prodotto, di cui essere piu' o meno orgogliosi, noi.
      Dubito che i nostri professoroni, razionalmente preveggenti e pianificatori, riusciranno a fare di meglio, e se fra qualche centinaio o migliaio di anni ci sara' ancora qualcosa che si potra' chiamare umanita', non avra' in ogni caso nulla in comune con noi, e il meglio o il peggio saranno i posteri a giudicarlo.

      "Per la prima volta nella storia l'umanità si deve confrontare con la possibilità di essere la causa della propria decadenza"

      L'unica cosa che c'e' per la prima volta, forse, e' la consapevolezza, e forse grandemente esagerata, di questa possibilita', dato che in ogni caso cio' che vive, poiche' ineluttabilmente mutante e ricombinante ad ogni generazione, si estingue nelle sue forme precedenti. Percio' decadenza non vuole dire nulla, e' un giudizio di valore, nostro, e relativo al qui ed ora, non ha nulla di "oggettivo". Anzi essendo una presunzione di valore autoattribuita, e' particolarmente priva di valore oggettivo, un po' come chidere all'oste se il suo vino e' buono.

      Paradossalmente, se riusciremo a congelare geneticamente la nostra specie, proiettandola all'infinito in una riproduzione in serie sempre uguale a se stessa, sara' solo grazie alle tecniche di manipolazione del DNA, ma questo e' meglio non farlo sapere in giro, altrimenti un sacco di gente perde lo status, e il mestiere, di salvatore dell'umanita'..

      "e forse estinzione"

      Senz'altro, tutto cio' che vive, cioe' nasce, si riproduce e muore, muta continuamente, e l'illusione (e lo sforzo strenuo) e' nel pensare narcisisisticamente di poterlo mantenere fisso e stabile all'infinito. Lo sanno benissimo ad esempio non dico gli agronomi, ma i contadini (quelli veri, non quelli da blog ecologista), che anche a riseminare ogni anno la stessa semenza, ricavata dalla popolazione dell'anno prima, il risultato pian pianino cambia completamente, e ineluttabilmente.
      Insomma qualsiasi cosa si estingue, e se non si fossero estinte le forme precedenti della nostra specie non ci saremmo noi, che per la stessa arroganza che informa queste discussioni, piu' delle altre specie abbiamo estinto ogni altra forma di noi stessi anche solo leggermente deviante dallo standard, deviazione che ci potesse lontanamente ricordare le nostre origini, e la nostra relativita' ed evanescenza.

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    13. "Possiamo scegliere, al massimo, quale tipo di lotta e quale tipo di risorsa considerare tali, e per cui valga la pena battersi, tenendo ben presente pero' che le regole in tale campo le detta il piu' potente, al piu' debole e benintenzionato resta solo di adattarsi: le elucubrazioni pindariche che si fanno qui dentro sono percio' buone per passarci il tempo, ma completamente inutili dal punto di vista pratico, se non dannose".
      "Insomma qualsiasi cosa si estingue, e se non si fossero estinte le forme precedenti della nostra specie non ci saremmo noi, che per la stessa arroganza che informa queste discussioni, piu' delle altre specie abbiamo estinto ogni altra forma di noi stessi anche solo leggermente deviante dallo standard, deviazione che ci potesse lontanamente ricordare le nostre origini, e la nostra relativita' ed evanescenza".
      Mi pare di capire che ci si debba aspettare un periodo di grandi guerre, seguito da una inevitabile estinzione.
      Può essere.
      Ma non è scontato. C'è forse una via di salvezza evolutiva che consiste nella nascita della consapevolezza che, ora più che mai, siamo tutti imbarcati sulla stessa astronave e che il destino di uno è il destino di tutti gli altri.
      Angelo

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  3. Quand’è stato che l’uomo ha cominciato
    A vedere l’Universo inanimato?
    Prima c’era un mistero in ogni cosa,
    Nella terra, nel mare, nella rosa.
    Con istinto avveduto ti aggiravi
    Tra le nuvole, i fiumi, gli animali.
    Ogni essere pareva imparentato
    Con la terra che tutto ha generato.
    C’era forse ignoranza? Non è detto,
    Più che altro un timoroso rispetto.
    Questo è stato. Poi l’anima è partita
    E ha lasciato la materia della vita,
    Tra i cadaveri in preda agli avvoltoi
    E il bestiame condotto ai mattatoi.
    Ora che il cielo è intriso di metano
    E la macchina si inceppa e gira piano
    E brilla fioca la luce del tramonto
    Svanirà il male che ha sconvolto il mondo?

    Nelle prime pitture rupestri gli uomini si raffiguravano più piccoli degli animali.
    Poi col passare del tempo le proporzioni si sono invertite.
    Erano nate l'agricoltura e l'allevamento.
    Secondo me bisognerebbe disegnarli della stessa misura.
    Angelo

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    1. https://www.youtube.com/watch?v=RbqnLFXGDEE
      Un gran bel documentario sul sito archeologico di Göbekli Tepe in Turchia, luogo dove si ipotizza sia nata l'agricoltura.
      Angelo

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    2. https://it.wikipedia.org/wiki/Anima_del_mondo
      Il principio più semplice
      Angelo

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