Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 18 settembre 2016

Sicuro come la morte e le tasse: confermata la vita media di due settimane del "meme terremoto"



Come prevedevo in un post precedente, la fiammata mediatica del "meme terremoto" si è esaurita in una quindicina di giorni. Adesso possiamo ricominciare a costruire case come prima.


13 commenti:

  1. Può darsi che questo sia l'andamento dell'attenzione del pubblico ad eventi che non hanno implicazioni successive.

    Ipotizziamo un'antenna che emetta un segnale, esso decresce di potenza in base alla distanza dall'antenna, perché l'evento perde energia (densità di energia) a distanze maggiori.
    Così, quando ci allontaniamo (nel tempo) da un evento isolato, l'attenzione decresca con lo stesso andamento.

    Se invece tale evento ha delle implicazioni successive, queste, potrebbe portare a un'amplificazione del segnale (almeno nel medio periodo), per poi ridiscendere nel lungo periodo.

    Ad esempio: l'attacco di Pearl Harbor portò all'entrata degli USA nella seconda guerra mondiale. L'evento ebbe notevoli conseguenze e quindi notevole amplificazione.

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  2. Sarebbe un passo avanti se smettessimo di ripetere stereotipi e menzogne.
    Per esempio, la "fiamma mediatica" era un pallone pieno di niente e il post soprastante dice "costruire case come prima" alludendo al fatto che il problema coi terremoti siano le case costruite ADESSO invece che quelle costruite cento o duecento o più anni fa, perché c'è la giostra del bieco speculatore contro il popolo ignaro.

    La semplice verità dei fatti è che gli Italiani decidono CONSAPEVOLMENTE di accettare i decessi quando capita un terremoto per non dovere abbattere e ricostruire la stragrande maggioranza degli edifici esistenti, in particolare nei luoghi "storici" e/o "pittoreschi".

    Io poi preferisco che si smetta di parlare del terremoto se l'alternativa è l'altro spettacolo patetico della "ricostruzione" o della "messa in sicurezza". La "ricostruzione" è impossibile, non si possono ripristinare le condizioni precedenti il terremoto perché sarebbe da scemi spendere cifre iperboliche per rifare dei tuguri e la "messa in sicurezza" è impossibile perché sono dei tuguri, con tutto il valore simbolico che gli vogliamo attribuire ma sempre fatti con ciottoli e sabbia.

    Sopra tutto c'è un altro fatto elementare: l'Italia è sull'orlo del fallimento. Da quando abbiamo avuto il governo di emergenza nazionale di Monti ad oggi è cambiato solo il tono della propaganda di regime, che oggi segue Sua Eccellenza il Presidente del Consiglio come se fosse il Massia. Fatto sta però che il governo dovrà ricorrere ad imposte straordinarie (che diventeranno subito ordinarie) perché c'è un ammanco di un tot di miliardi di euro, solo per mantenere aperto il baraccone. Figurarsi se ci dovessimo lanciare in una impresa epocale come abbattere e ricostruire setto o otto decimi degli edifici esistenti. Non abbiamo i soldi manco per cambiare il citofono.

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    1. @Lorenzo
      Tutto vero tranne che il governo potrebbe rinunciare al TAV e spendere altrove quei quattrini.

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    2. Abbe, il governo potrebbe rinunciare a mantenere le Forze Armate per mandarle in giro in "operazioni di pace" e contestualmente potrebbe anche smettere di usare le navi della Marina per traghettare immigrati illegali dall'Africa all'Italia. Potrebbe smettere di pagare stipendi e pensioni a milioni di persone che ne beneficiano solo perché la Pubblica Amministrazione è l'unico vero "ammortizzatore sociale" che esiste in Italia da cent'anni. Potrebbe fare tante cose.

      Ancora, se gli Italiani non sono sotto i palazzi governativi, ministeriali e sotto il Parlamento come i Rumeni che poi fucilarono i coniugi Ceausescu, si vede che mantenere lo status quo, compresi i periodici terremoti, è quello che gli Italiani desiderano.

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  3. Gli italiani hanno evidentemente deciso consapevolmente di pagare di tasca loro 120 mld di euro (a cui aggiungere quelli dell'ultimo terremoto) avendo probabilmente molte ricchezze da scialare:
    https://www.tuttoingegnere.it/images/News/2016/I_costi_dei_terremoti_in_Italia.pdf
    La prevenzione, che avrebbe reso il n. delle vittimie molto più basso, sarebbe costata molto meno, tenendo conto che nel terremoto dell'Emilia del 2012 sono venute giù anche case di campagna e molti capannoni industriali recenti e ora avremo forse meno debito sul groppone (e qualche tassa di meno)
    http://it.blastingnews.com/economia/2016/08/italia-ecco-i-costi-di-50-anni-di-terremoti-per-la-prevenzione-bastava-1-3-della-spesa-001081433.html

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    1. "per-la-prevenzione-bastava-1-3-della-spesa"

      Sono conti del ca**o, presumono che i costi della prevenzione avrebbero sostituito completamente i costi dela riparazione dei danni, il che non e' del tutto vero, costi per riparare danni ce ne sarebbero comunque. Semmai, ci sarebbero meno morti, ma contare i morti e' diverso dal contare i soldi.

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    2. La prevenzione è UNA BALLA.
      Non ci si fa caso perché ormai viviamo immersi in un oceano di balle.

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    3. @Lorenzo
      Se tu potessi fare un giro ad Amatrice troveresti solo due palazzi in piedi dove nessuno è morto o rimasto ferito. Uno in calcestruzzo, con un extra di ferro perché il proprietario si era spaventato per il terremoto del '70, e l'altro in ferro (proprietario il fabbro ferraio).

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  4. Quel grafico è semplicemente il trend sulle ricerche su google in merito al terremoto, è ovvio che nessuno lo cerca più visto che ormai siamo già tutti informati, il trend importante che dovrebbe aumentare dovrebbe essere la messa in sicurezza delle nostre case, la prevenzione, ecc..

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  5. con tutto quello che c'è da ricostruire e da mettere in sicurezza (case, argini, strade) si pensa ad opere inutili e dannose come la TAV o la terza corsia dell'A11, dove quest'estate non c'è mai stata una coda e che distruggerà migliaia di ettari di terreno che un domani, finito il petrolio, sarebbero stati molto utili. Almeno usassero della ricchezza petrolifera rimasta per cose utili!!! Invece niente, solo per le mafie di stato, che tanto quelle altre hanno ormai in mano tutta o quasi l'industria e domani quando questa sparirà, prenderanno quello che rimarrà, ossia la terra e l'agricoltura.

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  6. Una scarsa capacità d'attenzione delle masse è funzionale a chi gestisce il potere nelle attuali democrazie.

    Noam Chomsky ha stilato una lista delle 10 strategie manipolatorie tramite i mass media. Tra queste la numero uno è "la strategia della distrazione":

    “L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti”.

    Il bombardamento mediatico necessario alla "strategia della distrazione" deve pur avere qualche effetto sulla capacità di mantenere l'attenzione focalizzata su un argomento nel medio termine, no?

    Ciao

    Alessandro

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