Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


lunedì 21 marzo 2016

Inutile votare contro le trivellazioni in Adriatico se non ci attrezziamo per fare a meno di petrolio e gas



E' uscito ora un interessante articolo sui piani di cottura a induzione su "QualeEnergia". Mi ha ricordato un articolo sullo stesso argomento che avevo scritto qualche anno fa e che ripropongo qui di seguito.

In sostanza, è inutile andare a votare contro le trivellazioni in Adriatico se non ci attrezziamo per fare a meno di petrolio e gas. E questo bisogna farlo in tutte le applicazioni, anche e specialmente quelle quotidiane.

La strada è lunga, ma non abbiamo altra scelta che percorrerla

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da "Nuove Tecnologie Energetiche" 2010

Cucina a induzione




Cucinare a induzione offre la possibilità di mettere subito in uso l’energia prodotta localmente dalle rinnovabili e di ridurre la necessità per la rete elettrica di adattarsi alle variazioni di produzione che sono tipiche di fonti intermittenti come il fotovoltaico o l’eolico.



C’è un concetto che è ben assodato nell’armamentario delle idee ambientaliste: quello che usare l’energia elettrica per il riscaldamento è – come dicono gli americani – un “no-no”; uno spreco che dovrebbe essere evitato a tutti i costi. Questa idea deriva da un ragionamento corretto nel contesto di una certa ipotesi. Ovvero, se dobbiamo usare il gas per generare energia elettrica, poi questa energia la dobbiamo trasportare a lunga distanza, e poi ritrasformare in energia elettrica per scaldare la resistenza di una stufetta, beh, ovviamente questo non ha senso. E’ questa catena di inefficienze che ha generato il termine molto efficace di “strage termodinamica” per chi usa stufe elettriche per il riscaldamento. Molto meglio, in questo contesto, usare direttamente il gas per il riscaldamento, soprattutto se in caldaie efficienti o, meglio ancora, in cogenerazione.

Anch’io ero convinto di questa idea, tanto è vero che quando abbiamo cambiato la cucina in casa, qualche anno fa, mi ero sbattezzato per trovare un forno a gas che non si esisteva in vendita quasi da nessuna parte. Una volta trovato e montato, mi sono sentito molto “ecologico” ma, ripensandoci oggi, dopo che ho montato un impianto fotovoltaico a casa mia, sono proprio sicuro di aver fatto la cosa giusta? Non è invece che un forno elettrico alimentato da energia solare fotovoltaica sarebbe stato meno inquinante e meno costoso?

Il concetto del riscaldamento elettrico fotovoltaico mi ha incuriosito. Da quando ho l’impianto FV sono diventato molto cosciente dell’energia che consumo nelle varie attività di casa e mi sento molto stimolato a essere efficiente al massimo. Perciò, mi sono messo a fare qualche esperimento per vedere quali sono i metodi migliori per scaldare le cose in cucina.

Ovviamente, le antidiluviane piastre riscaldanti a resistenza non sono una buona idea. Tuttavia, l’ultimo sviluppo tecnologico in cucina è la piastra riscaldante a induzione; molto più efficiente. La piastra funziona secondo il principio, appunto, dell’induzione, ovvero scaldando oggetti metallici per mezzo del campo elettromagnetico generato da un solenoide. Ha il vantaggio che scalda unicamente il metallo. Se non c’è la pentola da scaldare, non funziona; ergo: nessuno spreco di energia. Se le comprate da incasso, le piastre a induzione sono molto care, ma quella che vedete in figura costa poco più di 50 Euro comprata su ebay.it. Messa alla prova, sembra funzionare una meraviglia, ma non basta la prima impressione, bisogna quantificare.

La piastra non permette una misura dell’energia utilizzata e per questo scopo mi sono procurato un misuratore di energia per elettrodomestici comprato su D-mail a una trentina di euro (vedete anche quello nella figura, in basso a destra). Non è che l’oggetto mi entusiasmi molto, il minimo che può misurare sono 10 Wh, che è un po’ poco come sensibilità. Ma per queste misure in cucina dovrebbe andar bene anche questo.

Attrezzato con questi aggeggi, ho fatto un po’ di misure comparative anche con i fornelli a gas e con il forno a microonde, scegliendo 500 cc di acqua come sostanza da riscaldare. Ho usato un pentolino d’acciaio da circa 600 cc, oppure una pentola più grande, oppure, per i test nel microonde, la stessa quantità di acqua l’ho messa in un’insalatiera di vetro. Per quanto riguarda i fornelli a gas, ovviamente l’energimetro di D-Mail mi serviva a poco, ma ho trovato su internet una taratura dei fornelli AEG in kW (che, purtroppo, da allora non esiste più su internet, ma mi sono segnato i dati ). Non so se sono esattamente uguali ai miei fornelli, ma credo che siano misure standard per tutte le cucine.

Ecco i risultati. Non sono misure super-sofisticate, ma servono per dare un’idea.


Adesso vi dico che cosa deduco da queste misure.

1. La piastra a induzione è, effettivamente, molto efficiente. Molto di più del gas, ed è anche più rapida. Possiamo fare un piccolo calcolo di efficienza ragionando che la capacità termica dell’acqua è di 4.2J/k/g, per scaldare 500 cc ci vogliono 168 kJ, ovvero 46e-3 kWh. Notate che la lettura di “50 Wh” sullo strumento che ho usato va letta come un valore compreso fra 50 e 60 per cui se ne conclude che riscaldare a induzione ha un’efficienza dell’ordine dell’80%. Niente male!

2. Notate che c’è una differenza nei risultati a seconda della forma e dimensioni della pentola. Sia l’induzione sia il gas fanno più fatica a scaldare una pentola più grande. Questo è abbastanza ovvio, dato che entrambi devono scaldare una massa di metallo maggiore.

3. C’è una notevole perdita di efficienza a scaldare una pentola piccola su un fornello a gas troppo grande. Molto del calore si disperde nell’aria.

4. Il forno a microonde è la cosa meno efficiente e più lenta di tutte per portare l’acqua all’ebollizione. In realtà, ho il dubbio che questo sia dovuto in parte al fatto che ho usato un recipiente non specifico per le microonde. Può darsi che molta energia sia finita per scaldare il recipiente. Ma è una questione accademica, dato che nessuno usa il forno a microonde per fare la pastasciutta.

5. In termini di costi (senza fotovoltaico), non c’è molta differenza fra gas e induzione. Prendiamo la tariffa attuale per l’energia elettrica di .12 euro per kW. Scaldare 500 cc con l’induzione, richiede .05 kWh, ovvero 0.006 euro (0.6 centesimi) in condizioni favorevoli. Con il gas piccolo, secondo i dati AEG, abbiamo una portata di 0.095 m3/h. Per 9 minuti, fanno 0.014 m3. Al prezzo attuale di 0.320 euro/m3 fanno 0.0045 euro (0.45 centesimi), leggermente meno dell’induzione. Ma se si scalda con la tariffa notturna (0.08 Eur/kWh) allora vince l’induzione. Se poi c’è il FV, ovviamente, non c’è confronto, l’induzione stravince.

6. In termini di emissione di gas serra, se c’è il FV, ovviamente, l’induzione stravince sul gas. In assenza di FV o usando la piastra di sera, è difficile dire. La piastra è molto più efficiente localmente (circa un fattore 3) del gas, ma bisogna considerare tutta la catena di produzione dell’energia elettrica. Quanti gas serra si emettono dipende dalla fonte primaria. Se è idroelettrica, per esempio, le emissioni sono zero. Se è a carbone, al contrario, le emissioni sono alte. Normalmente, l’energia elettrica che utilizziamo arriva da un mix del quale non possiamo conoscere la composizione. Bisogna un po’ vedere dove e quando, ma la piastra a induzione potrebbe essere spesso migliore del gas anche per quanto riguarda l’emissione dei gas serra.

Questa serie di dati, credo, è già sufficiente per rivoltare il concetto che vuole che il metano sia sempre più “ecologico” dell’energia elettrica per applicazioni termiche (non sempre il metano ti da una mano). Se usata con la tecnologia giusta, e soprattutto se generata dal sole, l’energia elettrica in cucina sembrerebbe spesso meno costosa, più rapida e più sicura del gas.

Ora, si tratta di vedere quanto queste considerazioni possono essere estese oltre la cucina dove, tutto sommato, di energia se ne usa abbastanza poca. Possiamo dire che se uno ha il fotovoltaico gli conviene tornare allo scaldabagno elettrico o, addirittura, alle stufette elettriche? Beh, qui non è detto. Un problema è che gli impianti elettrici delle case attuali non sarebbero in grado di reggere il carico di una casa “tutta elettrica”. Allo stesso modo, un impianto fotovoltaico che sta su un tetto non sarebbe probabilmente in grado di reggere il consumo di una casa che usasse solo stufe elettriche a resistenza per il riscaldamento. D’altra parte, è anche vero che esistono dei sistemi di riscaldamento casalingo molto più efficienti delle resistenze elettriche. Mi sembra probabile che un sistema di riscaldamento basato su fotovoltaico e pompe di calore possa essere meno inquinante e meno costoso di un sistema tradizionale a caldaia e, forse, anche di un sistema a cogenerazione. Quest’ultimo, per quanto efficiente possa essere, dipende pur sempre dai combustibili fossili.

Tutte queste cose vanno studiate ulteriormente. Nel frattempo, teniamo conto che la faccenda “mai usare l’elettricità per il riscaldamento” si potrebbe rivelare una leggenda in molti casi.


(ringrazio Emilio Martines per i suoi suggerimenti a proposito della piastra a induzione e Corrado Petri per i suoi commenti a proposito di questa nota)

15 commenti:

  1. Già, ma quanta energia serve per fabbricare un impianto fotovoltaico?
    E quanto gas serra viene emesso? Che dire poi dell'impatto ambientale connesso al processo?
    Credo che nel conto finale sia necessario tener conto di tutto. E poi tirare le somme.

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  2. Questi conti sono già stati fatti!
    www.aspoitalia.it/documenti/bardi/eroei/eroei.html

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  3. @Alfonso.
    Quello che chiedi è già stato fatto: cerca in rete EROEI.

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  4. Ho il piano cottura ad induzione elettromagnetica da quasi 6 anni:
    I miei tegami sembrano nuovi.
    Il maggior costo dell'induzione è irrisorio confrontato con costi di allacciamento al gas, usura pentolame e della minor necessità di cambiare l'aria, miglior precisione nella regolazione della cottura, velocità di pulizia, sicurezza, ...

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    1. Sicurezza su tutto. Ho ristrutturato casa e sono felice di non avere il gas.

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  5. Riscaldamento elettrico:
    Prima di tutto il risparmio!
    Poi una casa in classe A+ può tranquillamente essere riscaldata con stufette elettriche (potenza di picco 100W ogni stanza)

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  6. 'Normalmente, l’energia elettrica che utilizziamo arriva da un mix del quale non possiamo conoscere la composizione.' ohibo, no, in bolletta elettrica, c'è il mix di riferimento per il mercato italiano. anni 2013 e 2014.

    Eccolo:
    Fonti primarie utilizzabili 2013* 2014** 2013* 2014**
    Fonti rinnovabili 30,24% 34,03% 38,20% 42,50%
    Carbone 21,22% 21,81% 18,90% 19,30%
    Gas naturale 37,78% 35,59% 33,10% 28,90%
    Prodotti petroliferi 1,13% 1,16% 1,00% 1,00%
    Nucleare 4,40% 2,84% 4,20% 4,60%
    Altre fonti 5,23% 4,57% 4,60% 3,70%


    le prime due colonne si riferiscono alla "Composizione del mix energetico relativo all'approvvigionamento del mercato di maggior tutela"

    le seconde due alla "Composizione del mix medio nazionale utilizzato per la produzione dell'energia elettrica immessa nel sistema elettrico italiano"

    dati 2013 sono a consuntivo, per il 2014 è pre-consuntivo.
    hope this helps

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  7. Io credo in questa tecnologia: celle a combustibile Ossigeno(dell'aria)/Metano per la produzione di elettricità come quelle della Bllomm Energy mostrate e descritte anche in questo video già ampiamente testate e utilizzate da grosse aziende (vedasi il video).

    Per un condominio sono l'ideale e se scalano verso il basso pure per appartamento o villetta mono-famigliare. Efficaci 24/24 hr, 365 g/anno.
    E ci attacchi pure la piastra ad induzione.

    Il FV é troppo caro specie se ci metti le batterie e ce le devi mettere se vuoi corrente nelle giornate ed orari privi di sole.
    Inoltre ho letto che se col FV superi i 3KW di alzano la rendita catastale della casa. Roba da matti, se é notizia vera, da un lato ti fanno lo sconto con l'incentivo, dall'altra te li riprendono con l'IMU maggiorata.

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    1. Fare (grossi) investimenti per rimanere nel fossile è accanimento terapeutico.

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    2. Prima di far installare l'impianto fotovoltaico sul tetto, il mio geometra si è informato presso il comune dove risiedo, e ho potuto installare 3,9 KW senza bisogno di alzare la rendita catastale (risiedo a Trento).

      Gianni Tiziano

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  8. Ci sono ancora altre considerazioni da fare.
    Una su tutte è quella della durata dell'apparecchiatura.
    Se non é abbastanza lunga, allora l'energia grigia,quella impiegata per fabbricarla, commercializzarla ed installarla, può vanificare tutto il risparmio.E si sa, le mode, che inducono al cambio di qualsiasi cosa, dagli abiti agli smartphone, portano quasi sempre al contrario di quello che sono buone pratiche di comportamento ecologico.
    E purtroppo, apparecchiature di scarsa qualità, che tuttora infestano le case di tutti noi, vengono buttate dopo poco tempo.
    Ho detto dell'installazione, intendendo ciò che riguarda l'impianto elettrico, perché ordinariamrnte, la potenza ordinaria fornita ad un impianto civile d'uso domestico è di tre kilowatt.Quindi sovente insufficienti.
    Quindi obbliga a cambiare abitudini d'uso della cucina, a meno che non si cuocia o scaldi una cosa per volta.
    Ed aumentare la potenza della fornitura, a parte il costo in denaro,può implicare il rifacimento almeno d'una parte dell'impianto elettrico, essendoci molte case con i cavi sottodimensionati.

    In una visione lungimirante e complessiva dell'abbandono del metano per uso domestico la cucina ad induzione é un ottimo strumento, certamente.
    Ma bisogna appunto vedere le cose in connessione con il resto, come per esempio la necessità di una rete elettrica nazionale diversa da quella attuale, dove i picchi di consumo elettrico possano essere affrontati, ma diversamente da come viene fatto adesso.
    Certamente non con le centrali a turbogas, per esempio.
    Si deve e si dovrà abbandonare i combustibili fossili, ma per farlo occorrerà molta più intelligenza di quella che abbiamo profuso per creare la civiltà fondata sui medesimi.

    Marco Sclarandis

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    1. @Marco
      Ho cucinato per 4 anni (3 persone) con il piano ad induzione in abbinamento al classico contratto da 3kW e piattine inchiodate ai muri come si faceva negli anni '60.
      Si tratta solo di evitare lavatrice e lavastoviglie mentre si cucina con 4 fuochi contemporaneamente.
      Ora ho 4,5kW con cui cucino, scaldo gli ambienti e ricarico l'automobile.

      Poi chiaramente se uno deve cucinare per 6 persone ci vuole più energia ma non devo certo spiegare in questo blog che le famiglie numerose sono insostenibili.

      Concordo sul problema energia grigia.
      Come già detto qualche commento sopra il piano cottura induzione allunga la vita del pentolame, che a conti fatti costa più del piano.

      Poi i casi non sono tutti uguali, se si possiede già cucina a gas e pentolame incompatibile con l'induzione la conversione diventa traumatica, ma se si parte da 0 è vantaggioso su tutti i fronti.

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    2. Interessanti considerazioni le tue, Mauro.
      Infatti stiamo vivendo una transizione di entità cosmica.
      Non possiamo disfarci di colpo del vecchio, e neanche dotarci del nuovo in un momento.Intanto, si può usare il gas per cucinare con più oculatezza, cosa che molti no fanno.
      Medesime considerazioni si possono fare per molti altri ambiti, dalla mobilità all'agricoltura.
      Ma indubbiamente il pano ad induzione aiuta sotto molti aspetti ad attuare il cambiamento in positivo.

      Marco Sclarandis

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  9. io uso una pistra ad induzione da due anni. e' una figata. bella pulita veloce economica. quanto al microonde io ho due microonde che uso spesso e ci cucino anche la pasta. il microonde assorbe di meno della piastra ad induzione per questo ci mette di piu' a far bollire l'acqua.certo l'induzione e' piu' comoda del microonde , ma se ti impegni un briciolo anche col microonde cucini gli spaghetti.

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  10. @Roberto.
    Per il microonde si parla di efficienza inferiore al 50% contro il 90% dell'induzione.

    Tu hai misurato il consumo elettrico?

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