Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


mercoledì 24 febbraio 2016

Espulsi dal Paese dei Balocchi. Il destino degli anziani nel mondo post-picco



Di Jacopo Simonetta.

“L’86 per cento dei decessi è provocato da malattie croniche, che colpiscono più dell’80 per cento
delle persone oltre i 65 anni. Una vera piaga, che costa alla sanità 700 miliardi di euro all'anno”
Questa frase, letta in un articolino di agenzia, mi ha molto colpito perché solo una cinquantina di anni fa questi stessi dati si sarebbero letti più o meno in questo senso: “L’86% della gente muore di vecchiaia. “  
Sarebbe stato considerato un bel progresso e ci si sarebbe preoccupati di quel 14% di persone che muoiono giovani o quasi.    Che cosa è cambiato?

Per cominciare è aumentata la vita media che, in Italia, in questi 50 anni è passata da circa 65 a quasi 85 anni.   Questo ha cambiato la nostra prospettiva.   Quando ero bambino, un settantenne veniva complimentato per la sua veneranda età, mentre oggi si dice che “è ancora giovane” e si pretende che lavori e produca come quando di anni ne aveva 40.

Questo ci porta alla seconda considerazione.  

Sicuramente l’aumento della vita media è dovuto all’aumento del benessere, ma in modo un po’ diverso a seconda delle classi di età.   Nel bambini, infatti, la drastica riduzione della mortalità è dipesa sia da una migliore alimentazione media che, soprattutto, dalle campagne di vaccinazione di massa.   Per i vecchi i fattori principali sono invece stati il pensionamento ad un’età attorno ai 60 anni ed il miglioramento delle cure per le malattie croniche, da cui siamo partiti.  

Questo ha però provocato un’esplosione dei costi sanitari e sociali che, malgrado le ristrettezze di bilancio, continuano a crescere.    In media, il costo sanitario di ognuno di noi cresce esponenzialmente dopo i 50 anni, il che è semplicemente naturale.   A 50 anni il fisico comincia infatti a deperire e gli effetti dei fattori avversi ad accumularsi.   La spesa sanitaria nell’ultimo anno di vita di ognuno di noi costa alla società praticamente quanto tutta la sua vita precedente.

Costi che necessariamente ricadono sui giovani sotto varie forme, principalmente una  pressione fiscale crescente.   Né il tentativo di tamponare la spesa sociale alzando l’età pensionabile ha dato buoni risultati poiché riduce drasticamente le opportunità di impiego dei giovani.

Ma proprio la crescente età media dell’elettorato preclude qualunque cambiamento di rotta.   La politica non va solo per classi sociali, ma anche per classi di età e non è un caso se, in tutta Europa, oggi circa il 40% della spesa sociale è per gli anziani e poco più del 2% per i giovani.   In Italia, pensioni e sanità assorbono  quasi il 45% del bilancio statale, contro un 9% all’istruzione, uno scarso 10% alla manutenzione delle infrastrutture vitali e poco più del 3% alla difesa.   Nient’altro che la nostra imprevidenza ha creato una situazione in cui gli anziani, volenti o nolenti, sono diventati un peso anziché un sostegno per i giovani.

Nei prossimi decenni le cose andranno rapidamente peggio per il convergere di tre fattori avversi.

  Il primo è il giungere “in dirittura d’arrivo” dei “baby boomers”.    Tra una ventina di anni la maggior parte della popolazione sarà composta da vecchi, né l’immigrazione o una fiammata di natalità potrebbero mitigare la situazione.   Aumentare i bambine ed i giovani di oggi significa semplicemente aumentare i vecchi di domani, con l’unico risultato di gonfiare ulteriormente la bolla demografica e di farla esplodere in condizioni ancora peggiori.   Insomma sarebbe il classico saltare dalla padella nella brace.

Il secondo fattore è la decrescita di parecchie economie, fra cui quelle dei paesi cosiddetti avanzati.   Non possiamo prevedere i modi ed i tempi con cui questo avverrà, ma che il declino economico in corso sia reversibile non ci crede più nessuno.   Nemmeno le roccaforti del BAU, come l’FMI e la World Bank che parlano eufemisticamente di “stagnazione secolare”.   Dunque, con perfetto contrappasso, l’onda dei nati nel periodo di massima crescita economica morirà povera.   E con chi viene non condivideremo benessere.

Il terzo fattore è il peggioramento delle condizioni ambientali come la circolazione di sostanze tossiche, il clima, le tensioni sociali ed i livelli di stress psicologico.   Forse ancora più importante è il fatto che i vecchi attuali hanno cominciato ad esser esposti a molti di questi fattori avversi in età già avanzata, al contrario delle generazioni successive.   Con quali effetti  sanitari è ancora presto per dirlo.

In molti paesi europei (fra cui l’Italia),  nel 2015 si è verificata la prima molto modesta  riduzione dell’aspettativa di vita dalla fine della guerra mondiale.   Solo fra alcuni anni sapremo se si è trattato di un incidente o di un’inversione di tendenza, ma poco importa perché comunque la tendenza si invertirà .   Tanto vale farsene una ragione ed organizzarsi di conseguenza.

Da una parte, dire a qualcuno che per tutta la vita ha lavorato e pagato “non c’è niente per te” è un evidente tradimento.   Dall’altra coloro che oggi hanno dai 50 anni in su si sono goduti i gli anni migliori dell’intera storia dell’umanità; una festa che non è stata per tutti e che non tornerà mai più per nessuno.    Ed ora che abbiamo finito di mangiare la mela, ci troviamo a contenderci il torsolo coi nostri stessi figli.
Volenti o nolenti, saremo costretti a tagliare servizi e pensioni in misura molto più drastica di quanto non si sia fatto finora.   Eliminare le evidenti sacche di sfacciato privilegio in questo campo sarebbe di vitale importanza politica, ma non cambierebbe gran che sotto il profilo strettamente economico.    Dunque quali scenari possiamo prospettare?    Ci sono società in cui gli anziani vengono soppressi o abbandonati negli interstizi delle megalopoli, dove sopravvivono finché possono e come possono, ma io credo che potremmo evitarlo.   A condizione naturalmente di piantarla di fingere che in futuro le cose andranno come ora o perfino meglio.   Ed a condizione di smettere di considerare “normali” degli standard di vita che, nella storia, non si sono mai visti.  La prima cosa da capire è che non è strano quello che sta accadendo.   Molto strano è quello che è accaduto fra il 1950 ed il 2000; ora stiamo tornando alla normalità.

Negarlo od ignorarlo vale solo ad impattare contro la realtà nel modo più duro possibile.   Viceversa, ammetterlo può essere deprimente, ma apre anche delle possibilità per mitigare questo impatto.    Per fare un esempio,  l’Italia è punteggiata di caserme abbandonate, spesso in città.   Invece di cederle alla speculazione edilizia, con poca spesa vi si potrebbero organizzare degli ospizi e delle mense gratuite o quasi, da fare gestire direttamente da chi ne usufruisce.  

 Certo vitto ed alloggio sarebbero frugali, ma poco è infinitamente meglio di niente.

Non pretendo che questa sia necessariamente una buona idea.   Ciò di cui sono però sicuro è che fare finta di niente per 50 anni non ha portato buoni risultati.   Continuare per altri 20 condurrà milioni di persone al disastro.  

Pinocchio pagò caro il soggiorno nel Paese dei Balocchi.   Già con le orecchi d’asino in testa,  preferì giocare ancora un poco.    Il risultato lo sappiamo e se lui se la cavò fu solo perché era di legno e perché era il protagonista del romanzo.   Noi siamo di carne e siamo tutti personaggi di contorno, esattamente come Lucignolo.

L'unica cosa sensata che possiamo fare è buon viso a cattivo gioco ed organizzarci perché questa bufera passi il meno peggio possibile.   Cercare di contrastarla farebbe solo peggio.



34 commenti:

  1. Secondo me a questo affresco manca l'altra faccia della medaglia: l'innovazione tecnologica e la futura grande automazione non solo dei sistemi produttivi, ma anche dei servizi.
    Molti Baby Boomers non avranno bisogno di badanti dall'est europa, ma basterà una serie di accorgimenti di automazione e sorveglianza in casa. Molti di noi non avranno bisogno del "medico di base" in carne ed ossa, ma potranno usufruire di soluzioni sanitarie personalizzate, aggiornate e automatizzate. Ed i medici si potranno occupare solo dei casi che ne hanno veramente necessità.

    ...e così via...

    Certo che se un paese decide di dire NO ad ogni forma di innovazione, perché decide di tenersi stretto i suoi lavoratori non specializzati altrimenti il sindacato lamenta, è un paese destinato al fallimento.
    Se i tassisti bloccassero l'introduzione di macchine automatiche ad esempio, sarebbe come se gli stallieri e carrozzieri avessero bloccato l'introduzione delle automobili.
    Non possiamo immaginare come sarebbe l'Italia se agli inizi del 1900 la FIAT fosse stata bloccata dalla "lobby dei fantini", e con essa l'introduzione dell'automobile e della catena di montaggio. Non sarebbe una bella Italia, non avremmo questi problemi di baby boomers e via troppo lunga però!

    Oggi come 200 anni fa se "le cose continuano ad andare come vanno" un paese collassa su se stesso sotto il peso della generazione precedente.

    Chi si ferma è perduto.

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    1. Eccellente riassunto dell'utopia del progresso. E' da oltre due secoli che se ne discute e fino a circa 50 anni fa è sembrato che, al di la di tutto, i fatti dessero ragione ai progressisti. Da una quarantina d'anni sembra piuttosto il contrario. Tutto sta a vedere se si è trattato dell'eccezione, oppure della regola. Lo vedremo. Io credo che il progresso c'è stato davvero ed è stata una sbronza magnifica (per chi ne ha usufruito). Ora ci dobbiamo svegliare ed i postumi sono pesanti.

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    2. Non è utopia del progresso. Le macchine che si guidano da sole esistono OGGI. Innovazioni di domotica e robotica general purpose che permetterebbero a molti anziani che altrimenti necessiterebbero di vigilanza, di essere autosufficienti, esistono OGGI.
      Dottori virtuali e medicina personalizzata esiste OGGI.

      Non sto parlando di un modo per risolvere il problema dell'innalzamento dei mari, o per creare energia infinita, ma di metodi per prendersi cura degli anziani, migliorare il welfare, migliorare la produttivita dei servizi, riducendo di ordini di grandezza la spesa.
      Questi metodi esistono OGGI, ovviamente bisogna rodarli e poi adottarli, ma non sono per niente in un ipotetico futuro.

      Quello che mi lascia più in dubbio è la volontà della società Italiana di adottare tali metodi, e di aggiustare il suo impianto sociale di conseguenza.

      E se non lo farà il risultato sarà semplicemente quello previsto in questo blogpost, ma se invece adottasse ognuno di quegli accorgimenti che oggi esistono già in fase prototipale lo scenario descritto sarebbe radicalmente differente!

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    3. "Chi si ferma è perduto"
      Disse Benito Mussolini.

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    4. perfettamente d'accordo! Abbiamo bisogno di MENO macchine che sostituisco l'uomo e di più lavoro fatto da uomini. che poi sia più umano essere accuditi in vecchiaia da una persona che da una freddissima macchina non c'è neanche da discutere.

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    5. Uhm. Sì. Devo ancora decidere se lo scenario ci avvicina più alla tecnocrazia del Mondo Nuovo di Huxley o a "Idiocracy".

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    6. A logical consequence of a fully automated world is that humans are no longer required.

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    7. Fate caso al fatto che se acquisto un auto nuova ho incentivi, se faccio riparare la vecchia pago almeno 40€/h un meccanico che ne piglia 10.

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    8. "perfettamente d'accordo! Abbiamo bisogno di MENO macchine che sostituisco l'uomo e di più lavoro fatto da uomini. che poi sia più umano essere accuditi in vecchiaia da una persona che da una freddissima macchina non c'è neanche da discutere."

      Si sta bene col suo calesse 4 cavalli guidato da 3 uomini?
      In effetti non c'è paragone, rispetto all'auto da plebei tutta un'altra musica...

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  2. Avanzare con la forza dei numeri Istat alcune ipotesi di politica sociale (tipo usare le caserme, organizzare ospizi con pasti frugali) un pò buttate lì tanto per spaventare non mi sembra un buon servizio. Ci sarebbero da tenere conto di molte altre cose, tra cui l'immenso patrimonio immobiliare privato sotto-utilizzato e anche inutilizzato, che se non ben considerato per politiche sociali rischia il degrado e la perdita completa di valore. L'Italia ha moltissime valide esperienze di case-famiglia, coabitazione intergenerazionale solidale (condomini solidali), possibilità di assistenza domiciliare da parte dei giovani in cambio di un pò di reddito o di eliminazione di spese per la residenza. Non è una strada obbligata quella per la quale alla decrescita economica debba per forza corrispondere l'idea di organizzare immani lazzaretti per un'umanità disperata senza più valori morali se non quelli derivanti dalla pura sopravvivenza. Certo, è più scenografica un'ipotesi disperante, anche per poter salire sul podio di coloro che dall'alto della loro sapienza ci diranno che ce lo siamo meritati e che sarà la giusta punizione. In realtà, guardando la "piramide" demografica, che non è più una piramide, abbiamo bisogno di giovani, anche accogliendoli da altri paesi. Abbiamo bisogno di trasformare le città e gli edifici residenziali, non buttare via risorse anche private oltre che pubbliche (purtroppo per ora i patrimoni pubblici sono in vendita a tutto spiano), ripensare a molti privilegi pensionistici difficilmente sostenibili, aiutare gli anziani ad assumere stili di vita e di alimentazione da anziani - in controtendenza con le mire degli imprenditori del mito della vita eterna - convertire molti beni materiali in servizi alla persona. Tutto il contrario di ciò che propone l'egoismo liberista, che vorrebbe inculcarci l'idea che siamo stati tutti pinocchietti e che quindi la gestione del mondo va lasciata ai vari gatti e alle varie volpi che nella crisi ci sguazzano. PS: chissà quanti ultracinquantenni si riconoscono nel ritratto di cui sopra... non credo molti

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    1. Certamente quella di usare le caserme abbandonate è una buttade e diverse possibilità che citi sono assai più interessanti, laddove praticabili. Il punto è che dovremo attraversare un periodo molto duro ed organizzarci sarebbe molto più costruttivo che continuare a far finta di niente.

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    2. adoro il fatto che trovi soluzioni pratiche Jacopo.. stimo molto il tuo essere pragmatico

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  3. Complimenti Jacopo, bell'articolo. La questione che poni non é affatto fuori dal radar di molte agenzie e commentatori sanitari. La questione di una popolazione proporzionalmente sempre più anziana è il problema dei sistemi sanitari (assieme all'alto costo delle terapie innovative). Le soluzioni, per ora, sono di corto respiro: spinta verso farmaci genericati e opposizione alla medicina difensiva (decreto appropriatezza). Sta di fatto che siamo probabilmente all'inizio di una carenza relativa di risorse che renderà necessari, prima o dopo un'allocazione delle risorse preferenziale (tipo accesso ai farmaci innovativi a seconda dell'aspettativa di vita) o condizionale (ti do la terapia antipertensiva se dimagrisci). Io credo che ci sia spazio per un'ottimizzazione, pensate che in certi paesi è rimborsabile l'omeopatia...
    Sul futuro prossimo non o certezze ma il Giappone é già da 20 anni nella stagnazione secolare e ha la popolazione più anziana del mondo, quindi è un laboratorio cui bisognerebbe gettare un occhio. Per il resto la mia posizione si situa a metà strada tra quella di Jacopo e del commentatore tecnoottimista. Non credo che la tecnologia potrà, da sola, risolvere un problema complesso come quello posto da pletore di pazienti anziani insufficenti, potrà peró certamente servire se inserita in un cambio di paradigma per quel che riguarda l'erogazione dei servizi. Che sarà molto impopolare. Saluti

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    1. Anche nel campo delle cure mediche dissipiamo in ambiti a proposito dei quali occorrerebbe essere più oggettivi nel valutare il rapporto tra costi e benefici. E, sia ben chiaro, non sto parlando di costi né di benefici in termini di denaro. Un esempio: è preferibile assicurare un anno di vita tormentosa in più a chi è senza speranza di guarigione o, con le stesse risorse (se non meno), curare fino alla guarigione un centinaio di persone che sono incorse in polmonite? C'è poi il capitolo della spesa nel campo della prevenzione, col che non intendo certo la diagnosi precoce di killer come il cancro; piuttosto prevenzione è agire in modo da non guastare l'ambiente ove è sano, e risanarlo ove già guasto (apparentemente non si tratterebbe di sforzi inerenti la salute pubblica, ma così è).

      Nel condurre la valutazione di come meglio indirizzare i propri sforzi, inoltre, occorrerebbe impegnarsi al massimo per non lasciarsi traviare dai condizionamenti culturali. Un esempio: perché stiamo cedendo ai tentativi delle dirigenze di accettare l'idea che gli anziani possano essere superflui se improduttivi, mentre a nessuno pare venire in mente che un neonato reso invalido da traumi perinatali è almeno altrettanto improduttivo ed impegnativo per la comunità? Non è che stiamo cedendo ad un modello culturale per il quale il bambino è sempre di maggior valore rispetto all'anziano? Anche quando il bambino in questione è ridotto a poco più d'un vegetale? E se la devastazione è solo fisica, in che misura è razionale (e anche compassionevole) crescere un essere ancora totalmente inconsapevole della propria esistenza per farlo diventare una persona sofferente circondata da altre persone sofferenti? Siamo certi che gli sforzi siano bene allocati?

      Ci sarebbe poi la più controversa questione della definizione dei limiti dell'utenza alla quale dovrebbero essere destinati gli sforzi, partendo da considerazioni legate all'appartenenza o non appartenenza ad un determinato corpo sociale. In altre parole: è opportuno destinare una parte sempre più cospicua delle proprie limitate possibilità di intervento all'assistenza di persone che non hanno nulla a che fare con la comunità che compie uno sforzo, considerando anche che le risorse che sostengono quello sforzo sono state fornite proprio da coloro ai quali ora si dice sarebbe il caso di ridurre l'assistenza?

      Sono questioni spinose.

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  4. La pensione pubblica è ormai insostenile; ciò che andava fatto decenni fa, ovvero passare gradatamente dal pubblico a un conto previdenziale privato (da alimentare solo in funzione della propria pensione e non di un calderone pensionistico in cui la popolazione attiva sostiene i pensionati), non si è fatto e oggi stanno facendo pagare il conto ai giovani e ai lavoratori ancora in attività, i primi elemosinandogli precariato,retribuzioni da fame e prospettive pensionistiche miserevoli, i secondi costringendoli a restare a lavorare fino alla dipartita da questa vita, sempre che le aziende si vogliano tenere dipendenti da geriatria.
    Mettiamoci anche tutto il lavoro manifatturiero, di diverse tipologie di servizio delocalizzate nei paesi degli schiavi del lavoro in nome della globalizzazione-porcata e l'automazione di molte attività, non meravigliamoci se c'è solo precariato lavorativo e disoccupazione per i giovani.
    Il futuro sarà obbligatoriamente caratterizzato da una povertà di massa come non se ne vedeva dall'immediato dopoguerra, e non ci sarà più alcun boom economico; semmai uno sboom di tutto ciò che caratterizza questa (in)civiltà, numeri demografici compresi. Le classi sociali al potere ora, lobby finanziarie soprattutto, hanno fiutato bene dove stiamo andando a parare e piuttosto che rinunciare a soldi e potere hanno scelto la strada di togliere sempre di più alle masse per continuare a fare la vita lussuosa di sempre grazie a governi sul loro libro paga.
    Lottare, ma non lo fa nessuno, per obbligare queste lobby a procedere ad una qualche forma di redistribuzione sociale delle risorse non servirebbe a nulla, solo a galleggiare per qualche tempo in questo contesto di declino economico e sociale, ma poi l'esaurimento di molte di queste risorse, diventerebbe così reale da precipitare l'umanità in un nuovo medioevo. Riprodurci drasticamente di meno e redistribuire le risorse, cambiando nel contempo il paradigma economico in direzione di una piena sostenibilità, ci risparmierebbero gli orrori nudi e crudi del dirupo di Seneca. Ma non succederà, perchè come specie obbediamo agli istinti di qualsiasi altra specie animale. E questo sarà l'ultimo crollo di un impero su questo pianeta.

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  5. Basta esportare gli anziani e importare i giovani. Molte persone in tarda età non potranno permettersi di vivere in Italia. D'altro canto si creerebbe una economia in Paesi depressi e risorse da investire in giovani che il nostro Paese potrà poi importare.

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    1. Succede di già. Gli italiani sono più caserecci, ma in altri paesi un sacco di anziani vanno a stare in paesi dove con le loro pensioncine possono vivere agiatamente. E non è certo l'importazione di giovani che fa difetto, solo quest'anno ne abbiamo importati un paio di milioni a livello europeo. Magari aiuta, ma non mi pare che risolva.

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    2. L'importazione di giovani non aiuta, sposta semplicemente il problema un poco più in là, predispondendone nel contempo altri non meno gravi: instabilità sociale fino a vere e proprie pulsioni alla "pulizia etnica" (a nostro danno) e, soprattutto, ulteriore devastazione ambientale da sovrappopolazione. Da non sottovalutare anche la riduzione della già deficitaria autonomia territoriale per quel che riguarda le risorse vitali.

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  6. ci sono sprechi evidenti, corruzione, e parassiti.
    c'è sicuramente un consumo non sostenibile, in quantità e in qualità.
    c'è un sistema pensionistico in crescente difficoltà.
    c'è un sistema sanitario messo a dura prova.
    c'è un evidente problema demografico, con 1,2 figli/coppia quando ne servono 2,1 per la stasi

    mi sembra però che non si evidenzi a sufficienza la causa principale di tutto questo casino:
    la "moneta"

    stiamo vedendo le fasi finali di una curva del debito che si compone esponenziale (per definizione stessa di interesse composto).

    stanno tentando di "tirar giu" la parte verticale della curva mediante tassi a zero (alle banche, attenzione, i tassi richiesti a imprese e cittadini sono tutt'altro che a zero!),
    stamperia di trilioni virtuali di euri/franchi/sterle/dollari/yuan/yen etc e babbo,
    e contestualmente NON VIENE RILEVATA L'INFLAZIONE (dei prezzi) mediante panieri TAROCCHI, allo scopo di imbellettare il PIL meglio dello sfacelo che è, e di non aumentare pensioni e stipendi nominali, riducendone ogni anno il potere reale di acquisto.

    Ovviamente, tutto questo "stimolo" monetario va alle banche, a scommesse finanziarie improduttive, parassite o dannose, armamento e guerra permanente
    e NON a ricerca, scuola, welfare, sostenibilita, risparmio energetico, manutenzione infrastrutture comuni.

    la "moneta" oggi è TOTALMENTE DEBITO, e cioè consumo presente (furto) di cio che (forse, sperabilmente, bastachetelocredi) qualcun ALTRO produrrà in futuro

    inoltre, i "frutti" di questo debito vanno a banche PRIVATE, in violazione paese dei piu elementari principi costituzionali "art.1 - La sovranita appartiene al popolo"

    abbiamo quindi un enorme problema LEGALE, oltre che STRUTTURALE.

    il sistema monetario a debito ha distorto completamente la produzione, e ha concentrato illegittimamente/illegalmente potere/infrastrutture/immobili/aziende/finanza nelle mani di poche centinaia di banchieri internazionali (criminali).

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  7. Inoltre nessuna economia reale potrà mai crescere ESPONENZIALMENTE per “servire” tale debito ILLEGITTIMO, nonché IMPAGABILE per definizione.

    Con una tassazione del 50% circa sul lavoro (reddito di impresa o da lav dipendente) + tasse sulla casa + 22% di iva su quel che ti rimane da spendere, siamo a un 70-80% di tassazione reale
    che va ormai in buona parte a SERVIZIO DI UN DEBITO ILLEGITTIMO E SEMPRE CRESCENTE.
    Siamo schiavi 8 giorni su 10. E non basta ancora.

    Al netto delle pensioni illegittime (politici, falsi invalidi etc) e degli oneri IMPROPRI che gravano sulla previdenza anziché sulla fiscalità generale, e della corruzione/sprechi che si possono trovare anche nell'INPS, il problema NON SONO I PENSIONATI.

    L'istituto della pensione è un PATTO INTERGENERAZIONALE.
    Sono BEN LIETO di pagare la pensione ai miei genitori.

    Il problema è che se TAROCCHI IL TASSO DI INFLAZIONE,
    se ANNUALMENTE LE BANCHE SI MANGIANO UNA FETTA SEMPRE CRESCENTE DI RISORSE,
    se il “denaro” VIENE CREATO A BUZZO, mediante semplici “invio” sul picì, derivati e pseudomoneta, shadow banking, riserva frazionaria, swaps, cartolarizzazioni e monetizzazione del debito, flussi nelle “camere di compensazione” internazionali, marginazione naked short o long in enormi “dark pools”,
    e se NESSUNO SA VERAMENTE cosa cazzo misuri “un euro”, perché nessuno sa quanti cazzi di euri o dollari ci sono veramente in giro (si, anche un cazzo di “prodotto finanziario derivato” creato da una pseudo finanziaria privata è “denaro”, o collaterale, o “liquidità”, come ci siamo bene accordi quando hanno salvato AIG nel 2008 con “soldi” pubblici per non far sciopare tutto)

    in altre parole,
    se il denaro, che dovrebbe essere un METRO dell'attività economica
    è un metro CHE NON PUOI USARE, perché “di proprieta” di banche PRIVATE
    ed è un metro che nessuno sa QUANTO CAZZO SIA LUNGO,
    e che SI ALLUNGA OGNI ANNO PER TAPPARE I BUCHI DEL SISTEMA,
    e per consentire ai banchieri di continuare un altro anno, invece che finire appesi in piazzale Loreto

    cosa cacchio ci vuoi misurare?

    No, il problema non sono i pensionati.
    E anche se dovessi spendere a deficit, io pagherei l'affitto a un nonno,
    piuttosto che salvare il culo a un banchiere.

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    1. guarda che la moneta non c'entra nulla caro.. non hai capito che si parla di risorse che è ben diverso..

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    2. Già, però le questioni sollevate da Aiuta servono per definire l'allocazione di quelle risorse e, in parole povere, per decidere chi è a dover pagare il conto con la pistola delle dirigenze puntata alla nuca.

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  8. C'è un evidente problema demografico..hai ragione, ma è l'opposto.....

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  9. Almeno che mettano il pentobarbital in vendita senza ricetta... aiuterebbe.
    Un 49enne

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  10. "For example, Italy is dotted with abandoned barracks, often in cities. Rather than sell them to the speculation, with little expense you could be organized hospices and soup kitchens or nearly do manage directly from those who use it. Of course food and lodging would be frugal, but little is infinitely better than nothing. I do not claim that this is necessarily a good idea."
    Jacopo, your Idea is excellent in my opinion. Thank You for expressing alternative scenarios that offer life support and good will! Michael

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  11. nella società consumistica i vecchi, invalidi, malati cronici e terminali sono un toccasana per le lobby. Così come gli immigrati, ma coll'esaurimento dovranno cambiare regime. Per ora abbiamo avuto solo la Fornero e la malasanità, ma cosa ci riserva il futuro, se ci sarà, non lo possiamo certo sapere o decidere noi dal basso.

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    1. @Mago
      Per ora abbiamo avuto solo la Fornero e la malasanità, ma cosa ci riserva il futuro..

      Mago sei troppo pessimista, abbiamo già oggi pure la Boldrini.
      Ed avercene di gente così! :-))

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  12. bisogna smetterla di preoccuparsi. l'economia si assesta da sola, in questi casi arriva quasi sempre una guerra che diminuisce la popolazione e riaccende il motore economico. per i contrari consiglio la svizzera.

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  13. Articolo opportunamente realistico e in gran parte condivisibile: in partic.re nel passo in cui si afferma che incrementare il tasso di natalità costituisce un salto dalla padella alla brace.
    Il problema analizzato appare obiettivamente complesso/complicato e (come al solito in questi casi) molto probab.te l'approccio più sensato è appunto (auto)organizzarsi per "mitigare il danno".
    Nota a margine: come la mettiamo con le attuali ricerche bio-mediche tese all'allungamento della vita media umana a 120 anni e più? (Sollevo semplicemente la questione, NON ho alcuna risposta precisa a dispos.ne)

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    1. Semplice: i risultati di quelle ricerche costituiranno un vantaggio solo per chi potrà permetterseli rapinando i sottoposti. Per gli altri si sta già predisponendo adeguata legislazione in tema di eutanasia e suicidio assistito (quest'ultimo, previa opportuna creazione di condizioni che lo facciano sembrare una soluzione desiderabile, vedi qui per un esempio).

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  14. Post: "Il primo è il giungere “in dirittura d’arrivo” dei “baby boomers”. Tra una ventina di anni la maggior parte della popolazione sarà composta da vecchi [...]".

    Dal che si desume, anche se non esiste alcuno che osi affermarlo apertamente, che la tanto osannata eppur sciagurata "fiammata" di natalità degli anni '60 è stata la fonte dei nostri mali attuali. Da notare: chi teneva il manubrio tra le mani in quegli anni sapeva benissimo cosa sarebbe successo, così come chi lo tiene oggi sa benissimo cosa sta accadendo e, anzi, lo sta pianificando. Sempre nell'ombra e in un silenzio tombale, perché smuovere troppo le acque rischia di alzare troppo fango.

    Post: "In molti paesi europei (fra cui l’Italia), nel 2015 si è verificata la prima molto modesta riduzione dell’aspettativa di vita dalla fine della guerra mondiale. Solo fra alcuni anni sapremo se si è trattato di un incidente o di un’inversione di tendenza, ma poco importa perché comunque la tendenza si invertirà."

    Il fenomeno è noto benché taciuto. Non per niente la riforma (abolizione) del sistema pensionistico prevede "opportune" clausole di salvaguardia appositamente predisposte da parte dei soliti che tengono il manubrio tra le mani...

    Post: "Volenti o nolenti, saremo costretti a tagliare servizi e pensioni in misura molto più drastica di quanto non si sia fatto finora."

    Questo è un modo molto sciocco di prestarsi alle manovre di chi tiene l'ormai famoso manubrio tra le mani. In questa tanto presunta ed impellente quanto falsa costrizione ai tagli, io continuo a vedere sprechi idioti (basta alzare gli occhi al cielo e contare gli aeroplani, per dirne una, oppure contare la quantità di modelli di televisori da millemila pollici e di cellulofoni da cambiare rigorosamente ogni due mesi, oppure ancora valutare opere idiote come terzi, quinti, dodicesimi valici e linee a più-o-meno alta velocità che serviranno meno del classico due di picche a briscola (e delle quali si può comunque fare a meno, come dimostrano i millenni di storia precedente alla loro costruzione), oppure osservare la magnificenza delle "grandiose" navi da crociera che portano migliaia di turisti decerebrati a schiantarsi sulle scogliere di mezzo mondo... Certo, per prima cosa occorre tagliare servizi e pensioni, non tutta questa (e tanta altra) fuffa, perché i primi sono "inutili spese", l'altra costituisce "occasione di slancio per l'economia". Spero sia evidente il tono sarcastico.

    Post: "Invece di cederle alla speculazione edilizia, con poca spesa vi si potrebbero organizzare degli ospizi e delle mense gratuite o quasi, da fare gestire direttamente da chi ne usufruisce."

    Lo si fa, ma ci si ospitano i forestieri che ci viene imposto d'accogliere dagli organismi sovranazionali. Solo che per la gestione ci si affida agli amici degli amici, tipo le associazioni a sfondo cosiddetto "religioso" o le cosiddette "cooperative", "onlus", e chi più ne ha più ne metta. Tutta roba fasulla, con finalità diverse da quelle dichiarate e pubblicizzate.

    Sono invece MOLTO d'accordo con l'opportunità di incentivare in ogni modo la frugalità, per quanto mi senta d'aggiungere che i disagi provocati dalla frugalità dovrebbero CONTESTUALMENTE (non "dopo") essere compensati da un più che abbondante incremento della serenità. Ho invece l'impressione che per "frugalità" in troppi intendano "miseria", e che per ottenere l'immiserimento (altrui) le dirigenze non si facciano scrupoli di passare attraverso l'implementazione di sempre maggiore insicurezza, tensione e, più in generale, abbattimento della qualità della vita (che non è certo solo questione di soldi e mercati).

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    1. L'ondata migratoria in ingresso in Italia, in Europa e negli USA e' stata voluta, decisa e pianificata da un gruppo ristrettissimo di alti funzionari alla fine degli anni 90 del secolo scorso.
      La base razionale di queste decisioni la trovi qui

      "http://www.un.org/esa/population/publications/migration/execsum.pdf"

      Giovanni Maria Boffi guruni@inwind.it

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    2. Lo so benissimo. Sono almeno quindici anni che tengo d'occhio gli accadimenti.
      Tra l'altro, giusto per fare ancora 2+2 (come se ce ne fosse bisogno), dopo aver reso il sistema pensionistico non più retributivo ma contributivo, i nostri cosiddetti "rappresentanti" stanno ragionando sulla "opportunità" di ridurre il peso della contribuzione per incentivare "la crescita" (sì, sempre lei). Devo aggiungere qualcosa?
      Siamo nelle mani di un'accozzaglia di criminali. Attenzione, non ho scritto "imbecilli" (sarebbe troppo bello, perché è facile liberarsi di un imbecille), ho scritto "criminali". Intelligentissimi, preparatissimi, organizzatissimi criminali.

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