Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


martedì 29 dicembre 2015

La crescita inesorabile della popolazione umana

Da “The Independent”. Traduzione di MR (via Population Matters)

Anche una guerra mondiale o una pandemia darebbero come risultato una popolazione di perlomeno 5 miliardi di persone nel 2100

Di Steve Connor


Attualmente ci sono circa 7,1 miliardi di persone (qui il numero reale aggiornato momento per momento, ndt)  sulla Terra e i demografi stimano che questo numero potrebbe salire a circa 9 miliardi nel 2050. (Getty) 

La popolazione globale umana è “bloccata” ad un aumento inesorabile in questo secolo e non sarà facilmente spostata, nemmeno da eventi apocalittici come una terza guerra mondiale o pandemia letale, ha scoperto uno studio. Non ci sono “soluzioni facili” alla bomba a orologeria della popolazione, perché ora ci sono così tante persone che nemmeno un disastro globale inimmaginabile fermerà la crescita, hanno concluso gli scienziati.

Anche se le misure progettate per ridurre la fertilità umana nelle parti del mondo in cui la crescita della popolazione è più veloce alla fine avranno impatti a lungo termine sui numeri, questo deve andare a braccetto con politiche mirate a ridurre il consumo di risorse naturali, hanno detto. Due importanti ecologisti, che di solito studiano le popolazioni di animali selvaggi, hanno concluso che il numero di persone nel mondo oggi costituirà uno dei problemi più scoraggianti per una vita sostenibile sul pianeta nel secolo a venire – anche se ogni paese adottasse la politica draconiana del “figlio unico”.

“L'inesorabile spinta demografica della popolazione umana globale sta rapidamente erodendo il sistema di supporto vitale della Terra”, dicono il professor Corey Bradshaw dell'Università di Adelaide e il professor Barry Brook dell'Università della Tasmania nel loro studio, pubblicato negli Atti dell'Accademia Nazionale delle Scienze. “Ipotizzando una continuazione delle attuali tendenze nella riduzione della mortalità, anche una rapida transizione ad una politica mondiale del figlio unico porta ad una popolazione analoga a quella di oggi nel 2100”, dicono. “Persino un evento catastrofico di morte di massa di  due miliardi di persone in una finestra ipotetica a metà del XXI secolo darebbe ancora circa 8 miliardi di persone per il 2100”, aggiungono.

Attualmente ci sono circa 7,1 miliardi di persone sulla Terra e i demografi stimano che questo numero possa aumentare a circa 9 miliardi per il 2050 – e a 25 miliardi per il 2100, anche se questo si basa sugli attuali tassi di fertilità, che sono attesi in diminuzione nei prossimi decenni.


Il numero di persone nel mondo oggi costituirà uno dei problemi più scoraggianti per una vita sostenibile sul pianeta nel secolo a venire. (Getty)

Il professor Bradshaw ha detto al The Independent che lo studio è stato progettato per guardare i numeri umani con lo sguardo di un ecologista che studia gli impatti naturali sugli animali per determinare se fattori come pandemie e guerre mondiali possano influenzare drammaticamente le proiezioni della popolazione. “Fondamentalmente abbiamo scoperto che la dimensione della popolazione umana è così grande da avere una spinta propria. E' come una macchina in accelerazione che viaggia a 150 miglia all'ora. Si può pigiare forte sui freni, ma ci vuole comunque tempo per fermarsi”, ha detto il professor Bradshaw. “la popolazione globale è aumentata così rapidamente che circa il 14% di tutti gli esseri umani che siano mai vissuti sono ancora vivi oggi – questo è un dato statistico che fa pensare”, ha detto.


“Abbiamo esaminato vari scenari di cambiamento della popolazione umana globale fino al 2100 adattando i tassi di fertilità e di morte per determinare la gamma plausibile di dimensioni della popolazione alla fine del secolo. “Persino una politica mondiale del figlio unico come quella della Cina, implementata durante il secolo a venire, o eventi di mortalità catastrofica come un conflitto globale o una pandemia, risulterebbero comunque probabilmente in una popolazione dai 5 ai 10 miliardi di persone per il 2100”, ha aggiunto.

I ricercatori hanno ideato nove diversi scenari che potrebbero influenzare i numeri umani in questo secolo, che vanno dal “business as usual” con gli attuali tassi di fertilità ad un improbabile politica di un figlio per famiglia in tutto il mondo, a catastrofi su scala globale in cui muoiono miliardi di persone. “Siamo rimasti sorpresi che uno scenario di cinque anni di Terza Guerra Mondiale che imitano la stessa proporzione di persone uccise nella Prima Guerra Mondiale e nella Seconda Guerra Mondiale insieme abbiano registrato a malapena un sussulto sulla traiettoria della popolazione umana di questo secolo”, ha detto il professor Brook.

Le misure per controllare la fertilità attraverso le politiche di pianificazione familiare alla fine avranno un impatto sulla riduzione della pressione sulle risorse limitate, ma non immediatamente, ha detto. “I nostri bis-bis-bis-bis-bisnipoti potrebbero alla fine beneficiare di una tale pianificazione, ma le persone che vivono oggi no”, ha detto il professor Brook. Simon Ross, il dirigente esecutivo della Onlus Population Matters, ha detto che introducendo la moderna pianificazione famigliare nel mondo in via di sviluppo costa meno di 4 miliardi di dollari – circa un terzo del bilancio di aiuti annuale del Regno Unito. “Così, mentre la riduzione della fertilità non è una soluzione rapida, è relativamente conveniente, affidabile e popolare per i più, con effetti collaterali generalmente positivi. Diamo il benvenuto al riconoscimento del potenziale della pianificazione famigliare e dell'educazione riproduttiva per alleviare la disponibilità di risorse sul lungo termine”, ha detto il signor Ross.

31 commenti:

  1. Siamo andati troppo oltre.
    La storia ci insegna: la seconda guerra mondiale ha avuto un impatto limitato sulla curva demografica
    Ma le carestie sono state molto più incisive.

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  2. .R carestie..appunto ricordiamoci che le primavere arabe sono scoppiate in seguito agli incendi nei campi agricoli in russia e soprattutto ucraina 5 anni fa...

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  3. Ottimo articolo, che (purtroppo) come al solito non smuoverà di un millimetro le tante "anime belle" che, offuscate da pregiudizi ideologici e/o da interessi "di bottega" d'ogni sorta (economici, politici, religiosi), costantemente gridano allo scandalo e si stracciano le vesti di fronte ai cupi scenari ambientali e sociali presenti e del prox/medio futuro ma cassano completamente il problema della 'population bomb' quando non addirittura invitano ad accrescere il tasso di fecondità in quelle poche aree del Pianeta che lentamente e faticosamente sono riuscite a (ri)equilibrarlo con le risorse ragionevolmente a disposizione, e inoltre salutano entusiasticamente le attuali migrazioni di massa verso l'Italia/Europa, con quel che evidentemente ne consegue in termini di aumento dell' 'ecological footprint' in aree già sovraffollate, cementificate e inquinate (vedasi il problema dello smog urbano in questi gg. al centro delle cronache). Come recita il vecchio adagio, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire...

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    1. Le teste calde son quelle che pretendono di fare la "moderna pianificazione famigliare", offuscate di ideologia. Guardano al programma del figlio unico e lo salutano come possibile soluzione, quando la Cina stessa che lo ha davvero implemetato sta tornando sui propri passi dopo gli effetti disastrosi di qualche decennio di attuazione sulla propria struttura demografica.
      Sono gli stessi che sovvenzionano il "planned parenthood" promuovendo l'aborto come parte della soluzione, e prego non è cosa certo bella. Si promuove lo stile di vita "senza figli bello e normale", quando invece mammiferi maschi e femmine son concepiti da milioni di anni di storia per riprodursi; questo ha influenza sulla nostra stabilità psicofisica.
      Detto questo, non nego che sia da limitare la crescita esagerata della popolazione, data dalla mancanza di limitazioni naturali che la natura imponeva prima che la tecnica ci permettesse di morire con minor frequenza (banale esempio: fino a pochi anni fa il tasso di mortalità infantile era molto elevato); ma pianificare questo c'è modo e modo, che consideria anche la nostra umanità.
      Non è che siccome in bangladesh fanno troppi figli sconsideratamente noi in Italia dobbiamo sopperire distruggendo la nostra demografia e transando repentinamente da società in crescita ad una in decrescita.
      Se si vuole transare in maniera adeguata è necessario mantenersi si sotto il tasso di fecondità che mantiene stabile la popolazione (2,1 figli per donna), ma facendolo cercando di promuovere un tasso appena inferiore (diciamo 1,9-1,8) per non provocare shock come quelli che stiamo vedendo coi nostri occhi: cosa è infatti oggi la nostra società (occidentale ma soprattutto italiana)? Le nostre città ma soprattutto paesi son dei tristi coacervi di vecchi che lasceranno case vuote, genitori che si affannano dietro un solo figlio, economia al massimo stagnante se va bene. Tutti sintomi della nostra decadente struttura sociale, a piramide demografica in via di rovesciamento. Auguri per il prossimo futuro. I pochi figli che faremo se si continua cosi non vivranno in un bel paese.

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    2. Una società di vecchi, con pochi bambini, non è il massimo... ma è una soluzione per un cancro (la popolazione mondiale cresce come un cancro sul pianeta) che siamo diventati.


      A mali estremi, estremi rimedi!
      In realtà questi non sono neanche estremi rimedi, ma i più buoni; in quanto le alternative sono molto più tragiche!

      La riduzione del tasso di natalità sarebbe comunque una cosa temporanea, in quanto, dopo che la popolazione si sia ridotta (a metà? un terzo?...), si potrà ritornare a un tasso di 2,1 figli per donna, in quanto la popolazione dovrà stabilizzarsi e non ridursi più.

      Quindi è il minore dei mali ed è anche temporaneo (solo per 50 anni o poco più).

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    3. "I pochi figli che faremo se si continua cosi non vivranno in un bel paese"

      Non c'e' dubbio, ma bisognava pensarci prima, questo e' l'effetto della bolla demografica precedente, l'italia e' un paese di antica colonizzazione umana, la cui popolazione ha raggiunto e ampiamente superato il massimo della capacita' di carico del suo territorio gia' varie volte nella storia, anche recente. E adesso e' un altro di quei momenti. La popolazione e', e deve, essere in gran parte impilata in delle specie di loculi. Un essere umano, piu' svariati animali domestici e di allevamento, ogni poche migliaia di mq di territorio: e' assolutamente insostenibile, e disumano.

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    4. "dopo che la popolazione si sia ridotta (a metà? un terzo?...)"

      Non si ridurra' mai, man mano che si libereranno spazi, verranno occupati ad esempio dall'alluvione, gia' ampiamente prevista 40 anni fa, dal nordafrica e dai paesi del medio oriente. Cosa che e' gia' davanti ai nostri occhi da un pezzo.

      Comincio a pensare che questo sia veramente un falso problema: la popolazione si ridurra', o smettera' di crescere, semplicemente quando sara' limitata dalla situazione oggettiva.

      Gli Usa erano all'avanguardia gia' 40 anni fa nel promuovere il controllo demografico, ma qual e' il risultato, anche a casa loro?

      Che non sono piu' quel paese sconfinato in cui se non si andava d'accordo col vicino bastava spostarsi un po' piu' in la' dove c'era un sacco di terra libera dove poter vivere a modo proprio: adesso anche loro sono tutto uno steccato e una recriminazione territoriale.

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    5. Sostanzialmente d'accordo con quanto scritto da Pulvirenti: mi permetto di aggiungere solamente qualche nota sparsa:
      1) rig.do alla Cina, l'attuale mega-inquinamento di città come Pechino NON sembra il migliore viatico per l'abolizione della legge sul figlio unico;
      2) rig.do agli Stati Uniti, come dimostrato anche recentemente da una serie di attentati e di ammazzamenti, adorare la Vita "in abstracto" generalmente conduce a trascurare (se non a calpestare senza pietà) le concrete vite individuali;
      3) rig.do all'Italia, (come osservato da W.Diaz) i pochi spazi e le poche risorse teoricamente liberate dal provvidenziale calo del tasso di natalità stanno già venendo ampiamente occupati dalle attuali (e crescenti) migrazioni afro-asiatiche di massa;
      4) l'ormai necessario (ma tuttora aspramente ostacolato) ri-equilibrio tra popolazione e risorse ambientali ed economico-sociali disponibili verso l'auspicabile raggiungimento di una sorta di "steady state economy" potrebbe/dovrebbe iniziare dall'abbattimento di quei 70/80 mln di gravidanze indesiderate annue globali: abbattimento ottenibile tramite la piena pubblicizzazione/promozione dei moderni metodi anticoncezionali (che tra l'altro costituiscono probabilmente la migliore prevenzione possibile degli aborti);
      5) pressochè tutti i regimi autoritari/totalitari novecenteschi e di inizio anni duemila (clericali, nazionalisti, di destra e di sinistra), con la parziale e già menzionalta eccezione della Cina 1980-2015, sono stati e continuano ad essere drasticamente natalisti: qlcs. dovrà pur significare...

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  4. ma icchè dicono questi del post. Ma lo sanno che c'è già pronta dagli anni 60 la termonucleare al cobalto, detta la bomba della fine del mondo. Non la userà mai nessuno, perchè distruggerebbe anche chi la usa, almeno per ora.

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    1. Veramente recentemente i russi hanno sbandierato ai 4 venti di lavorare su un siluro armato al plutonio che viaggia a 100km l'ora in grado di raggiungere le coste americane pacifiche direttamentedalle coste siberiane...Come dire: siamo accerchiati sul piano delle armi nucleari e non sappiamo quante potrebbero raggiungere il suolo americiano, ne sommergibili usabili in tals enso visto che gli oceani sono di dominio USA, ma siamo in grado di sterilizzare la vita costiera, per loro stessa propaganda, per molte centinaia di anni...Se non è pericoloso un regime che si fa bello di un'arma del genere..Per fortuna che storicamente gli armamenti russi sono stati un'arma di politica interna e populista, ma credo bosogna essere un tantino paranoici , come nazione intendo, per essere orgogliosi lavorare a costruire un'arma del genere...

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    2. Mi correggo trattasi proprio di testata al cobalto..(che per stessa ammissione russa non avrebbe alcun impatto sulle installazioni militari "ostili" ma solo sulla vita biologica costiera...) : propaganda in stile nordcoreano.

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    4. si tratta di un'arma di dissuasione. Sinceramente vista la situazione geopolitica attuale ritengo probabile che sarà l'occidente a sferrare il primo colpo quando le opzioni delle elite occidentali x mantenere il controllo potere e privilegi saranno ridotte (in conseguenza delle loro politiche e ideologie farneticanti)

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  5. Mi spiace, non sarò breve.
    Ho trovato il lavoro originale a questo link:
    http://www.pnas.org/content/111/46/16610.abstract

    Il lavoro mi pare un eccellente esempio di come si possa fare un lavoro tecnicamente impeccabile e qualitativamente scadente.
    Gli scenari sono validi, come è valida la conclusione che neanche una strage di dimensioni bibliche su di un breve periodo sarebbe in grado di riportare l'umanità al di sotto di quella che è la presumibile capacità di carico (variabile nel tempo, discorso lungo).
    Tuttavia trascura il fatto che è semplicemente impossibile che una popolazione rimanga a lungo al di sopra della capacità di carico del suo territorio. Dunque in un modo o nell'altro il rientro ci sarà sicuramente.
    Ed a questo proposito, stupisce che NESSUNO degli scenari delineati prenda in considerazione la possibilità di una e progressiva riduzione della speranza di vita media, associata ad una stabilizzazione o riduzione della natalità. Il che è molto strano, visto che è proprio questa la prospettiva più probabile, almeno per la maggior parte dei paesi. In alcuni (v. blocco sovietico negli anni '90) qualcosa del genere è già avvenuto, dimostrando che una contrazione della popolazione relativamente rapida è possibilissima in condizioni certamente di forte stress sociale ed economico, ma senza eventi "biblici".
    Altro esempio di totale noncuranza per il concetto di capacità di carico è prospettare la possibilità di una densità di popolazione superiore a 656 ab/kmq in buona parte dell'Africa, quando la migrazione di massa da quasi tutto il continente è già cominciata con densità risibili rispetto a quella prospettata.
    Siamo abituati da sempre a questo genere di approccio da parte dei demografi umani, ma trovarlo in un lavoro scritto da ecologi è estremamente strano.

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    1. Assolutamente d'accordo con Jacopo. Lavoro tecnicamente impeccabile ma, alla fine dei conti, del tutto irrealistico.

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    2. In base al Link sulla popolazione mondiale, siamo quasi a 7,4 Miliardi di persone! C'è qualcuno che sta facendo un sacco di figli di nascosto! :-)

      E' chiaro che, visto l'incremento annuale della popolazione di circa 80 Milioni di persone, un evento paragonabile a quello della prima e seconda guerra mondiale che fece circa 50 milioni di morti (vado a memoria) compresa la peste spagnola, non influenzerebbe significativamente la crescita della popolazione.

      Invece, quello che credo non si tenga in considerazione è il fatto che:
      la popolazione mondiale attuale (7,4 Miliardi) riesce a vivere grazie a una complessa ed abbastanza efficiente uso delle risorse tramite la produzione industriale e i trasporti.
      In caso di conflitto mondiale e distruzione delle principali infrastrutture e industrie, e il mancato uso dell'agricoltura meccanizzata, la capacità di carico mondiale della nostra società scenderebbe di molto.

      Questo creerebbe una scarsità di risorse che ridurrebbe la popolazione mondiale; la quale, sentendo il rischio della morte, comincerebbe a sfruttare al massimo le risorse presenti, diventando nuovamente cacciatori raccoglitori (o semplicemente si ruberebbe per sopravvivere).

      In questo modo, la fauna e la flora verrebbero ulteriormente danneggiate, come è avvenuto nell'isola di Pasqua; rendendo la capacità di carico mondiale ancora più bassa.
      Una specie di spirale distruttiva.

      Non mi meraviglierei se la popolazione scendesse molto velocemente fino ad arrivare a piccole zone popolate dove le risorse sono relativamente abbondanti, e zone senza popolazione dove le risorse scarseggiano.

      Quando c'è la distruzione del sistema, della società attuale, l'equilibrio con l'ambiente potrebbe trovarsi molto al disotto di quello che immaginiamo, proprio perché c'è una distruzione delle risorse naturali durante la riduzione della popolazione.

      Estrarre petrolio a 3 km sotto il suolo, richiede un'organizzazione efficiente e grandi capitali.
      Una società distrutta da una guerra mondiale, non potrebbe farlo.

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    3. Concordo anch'io, non a caso si parla solo di pandemie e guerre, mai di risorse e capacità di carico (o di problematiche collegate). Però era interessante il punto che la riduzione della popolazione non è una cosa semplice e che comporta parecchio dolore quando questo si comincerà a verificare. Quando i demografi prenderanno atto che non ci sono solo cigni neri, ma una quantità infinita di cigni grigi - cioè cose almeno in parte prevedibili (risorse, clima, inquinamento, ecc.) - allora dovremo metterci le mani sui capelli alle loro previsioni.

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    4. "Estrarre petrolio a 3 km sotto il suolo, richiede un'organizzazione efficiente e grandi capitali."

      D'altra parte bisogna tenere presente che la quasi totalita' delle risorse estratte e usate oggi serve solo ad un sacco di attivita' collaterali che hanno poco o nulla a che vedere con la sopravvivenza, e per esteso la vita, della popolazione... il fatto che nelle societa' "avanzate" per il cibo (l'unica cosa che serve davvero per vivere) si spenda solo una frazione irrisoria del reddito, mentre magari si tende a spendere il 90 per cento per l'auto elettrica o l'aereo ad alto rendimento usati alla fine solo per inutili e piuttosto stupidi scopi ludici, c'entra. Cio' che serve a produrre vero sostentamento, pur contando tutta la struttura al completo, rappresenta una minima parte del reddito speso.

      Io tifo per l'epidemia (per dirla scherzosamente), la mia esperienza diretta di osservatore della vita in campagna nei decenni mi ha mostrato che molte specie arrivate dal nulla che sembravano invasive fino alla completa distruzione del loro ambiente, ad un certo punto sono scomparse misteriosamente: la loro eta' della pietra e' finita ben prima delle pietre: vedi il bruco americano, pareva dovesse distruggere completamente la vita vegetale, e' stata decisa per legge (strano questo comportamento isterico...) la lotta obbligatoria (il modo piu' sicuro per selezionarlo e renderlo sempre piu' robusto) eccetera eccetera, e poi e' quasi completamente scomparso: senza che finissero gli alberi, e senza che aumentassero significativamente i suoi predatori (quelli macroscopici, almeno).

      Stessa cosa ho visto succedere per altre popolazioni estremamente invasive al loro primo apparire, la metcalfa, le effimere, eccetera. Un fuoco di paglia che si e' estinto presto.

      Un'ipotesi alternativa quindi potrebbe essere che il miglioramento delle cure mediche e della sopravvivenza infantile portera' ad una specie umana sempre piu' debole e sempre piu' dipendente da artifici necessari alla sua sopravvivenza, che ad un certo punto si autolimitera' da se', con qualche tremenda epidemia che completera' il lavoro. Il miglioramento della medicina prima o poi portera' ad un'inversione della curva di utilita' marginale, anzi forse l'ha gia' fatto. Prima o poi secondo me l'eta media comincera' a diminuire anche per questo: semplicemente struttura fisica sempre meno robusta e ambiente microbico sempre piu' ostile.

      Sarebbe utile che a discutere di questo argomento fossero appunto non tanto, o non solo, esperti di energia o di economia o di ecologia o di demografia, che hanno necessariamente una competenza secondo me piuttosto evidentemente strabica, bensi' di popolazioni (non umane, di qualunque specie vivente). Ci sono dei blog di tale genere?

      L'alternativa e' che l'uomo piu' che correre il rischio di estinzione, comincera' ad infestare gli altri pianeti ;)

      Molti anni fa un personaggio strano, un demografo-matematico-analistafreudiano olandese, mi diceva che a far scomparire per sempre intere citta' nel medioevo (nel senso che non sono piu' state popolate) sono state le epidemie, quelle che eliminavano un terzo della popolazione al colpo in un intero continente. Vedi america del sud e del nord, quando sono arrivati gli "occidentali": a far praticamente estinguere la popolazione locale sono state le nuove malattie, non la spada ne' la carestia.

      Per relativa conferma, guardate a cosa succede davanti alla solo notizia di una qualche epidemia presuntamente pericolosa: si scatena il panico generale e si blocca l'economia. Pensate se di epidemia di tal genere ne arriva, e prima o poi arriva con l'aumentare della massa umana e dei suoi spostamenti globali, una vera...

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    5. "non ci sono solo cigni neri, ma una quantità infinita di cigni grigi"

      Invece fra un "business as usual" e l'altro c'e' proprio il cigno nero, che immancabilmente, prima o poi, arriva... e rende ridicole e neglette tutte le previsioni e preoccupazioni precedenti.
      Secondo me, anzi "imho", scacciamo questa possibilita' cosi' come rimuoviamo la morte, la nostra morte, un tempo con la religione, oggi con la tecnica. Due fenomeni, due sorti di millenarismo collaterale che ne deriva, stessa ragione, imho.

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    6. Aggiungo una cosa: nell'era dei rendimenti decrescenti siamo entrati da un pezzo, ma non solo dal punto energetico, e' tutta la struttura sociale, la burocrazia, l'onere di manutenzione dell'esistente, che ci sta strangolando. E lo fa in modo pianificato, non so se ne siete al corrente, ma non sono solo i produttori di stampanti a tirare dietro le stampanti per poi lucrare sulle cartucce di ricambio: a livello di commesse pubbliche e' tutto un deliberato fornire robe che, oltre al costo iniziale di approntamento, forniranno un grasso reddito sicuro nei decenni a venire per la manutenzione. Vale non solo per chissa' che sofisticate attrezzature ospedaliere (per le quali e' premeditatamente cosi'), vale molto banalmente anche per le strade e le piste ciclabili, e gli edifici. Ce n'e' una quantita' mostruosa in continua crescita che peraltro leggi ad hoc costringono a tenere in efficienza perfetta (vedi per gli edifici quello che succede con la scusa dell'inquinamento che ha raggiunto livelli di vera mania collettiva, vorrei vedere se tutti usassero il combustibile piu' ecologico, la legna, come si faceva prima della guerra, dove schizzerebbero i valori del pm10... - e per le strade, oggi esistono speciali rami dell'avvocatura che si occupano di lucrare cospicui risarcimenti per qualsiasi incidente avvenga incolpando l'amministrazione pubblica di non aver fatto tutto cio' che oggi la tecnica rende possibile, per prevenire l'incidente, NON IMPORTA QUANTO COSTASSE, per cui vengono infarcite di mille costosi ammennicoli e riasfaltate appena c'e' il minimo crepetto sull'asfalto, e' un costo spaventoso... - le piste ciclabili dalle mie parti (tenete presente che io vado solo in bicicletta da piu' di vent'anni, anche quest'anno ho fatto 9000 km per semplici spostamenti) sono piu' attrezzate di una autostrada, e costano di piu'... (tipicamente un milione di euro al km, perche' con l'occasione tagliano gli alberi e chiudono i fossi con tubature che prima o poi si interreranno e gia' da subito provocano inondazioni alla prima pioggia un po' piu' forte (oggi detta "bomba d'acqua"), le delimitano con robuste palizzate di legno, cordonate di cemento robustissime, pali di illuminazione ogni 10 metri anche se c'e' gia' quella, fortissima, della strada, pozzetti di scarico a causa delle cordonate laterali che non fanno uscire l'acqua, e giu' altro lavoro e lucro e spreco... - e' tutto cosi', cosa c'e' di ecologico in piste ciclabili cosi'? un milione di euro al km di costo implica una quantita' di energia spesa che neanche in dieci secoli si recupera, considerando i 4 ciclisti che le usano, e preferirebbero non usare come me perche' oltretutto sono fatte malissimo per lo scopo a cui dovrebbero formalmente servire...).

      In un posto relativamente vicino alla mia zona, un gruppo di amatori ha rimesso in funzione per mezza giornata una vecchia locomotiva a vapore: panico generale con centinaia di chiamate ai vigili del fuoco, gente al pronto soccorso per visite preventive da presunto avvelenamento da fumi eccetera eccetera. Isteria generale, robe da matti...

      Questo e' il contesto in cui viviamo...

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    7. "In alcuni (v. blocco sovietico negli anni '90) qualcosa del genere è già avvenuto"

      Fra l'altro notare che se c'e' un posto dove le risorse (specialmente energetiche) erano e sono presenti in quantita' sovrabbondante e mostruosa e' proprio quello.................
      E' collassata la societa' per altri motivi, probabilmente il principale dei quali era un livello di complessita' burocratica che potremmo definire guarda' un po'..... sovietica. Mi pare lo riconoscesse gorbaciov stesso, col senno di poi, in una intervista di anni dopo.

      Dopo aver letto l'articolo sopra comunque interessante, ho dato un'occhiata ai dati sulla speranza di vita media, in italia sono riuscito a risalire solo fino agli anni '60 in cui mi par fosse di 65 anni, bassissima per la percezione attuale in cui fra l'altro non si parla di altro che speranza di vita abbattuta "criminalmente" dallo smog e dagli ogm e chissa' che altro (65 e' l'eta' di pensionamento attuale, mentre allora fu fissata, evidentemente non del tutto assurdamente per l'aspettativa di allora, a 50, almeno per alcuni settori). Io mi ricordo che all'epoca la gente cominciava a morire a 50 anni o meno, eta' alla quale sembravano vecchissimi... adesso a 50 anni ti chiamano ancora "ragazzo"...

      Prima della guerra leggevo di dati di aspettativa di vita incredibilmente bassi, qualcosa come meno di 40 anni negli sviluppatissimi Usa, ad esempio. D'altra parte nella famiglia di mio padre, su circa 11 o 12 nati, fra guerra, malattie, e incidenti banali, ne sopravvissero fino all'eta riproduttiva solo 6, bastava un niente (un "cigno nero"...) per morire, non c'erano gli antibiotici e, senza di essi, praticamente nessuna chirurgia che non fosse a sua volta una roulette russa con la morte... e non c'erano diagnostiche se non rudimentali.

      Sono tutti fuori di testa, e quel ch'e' peggio attenzione, che queste manìe sono fomentate dalla stampa e dalle televisioni, completamente in mano alle banche e all'industria, per preparare la strada ai futuri immensi "salvifici" "investimenti" per "ovviare alla situazione".

      Cio' dovrebbe allarmare gli ecologisti consapevoli di essere stati gia' abbondantemente usati come "utili idioti" per speculazioni immonde, a volte in buona fede fatte da buzzurri ignoranti ma attentissimi al proprio tornaconto, altre volte studiate a tavolino per incastrare e tenere al guinzaglio presenti e future generazioni: io mi allarmo, eccome! ;)

      Comunque da quanto detto sopra, risalta come il XX secolo sia stato assolutamente incredibile e inimmaginabile dal punto di vista di chi e' vissuto prima: quasi tutto cio' che noi adesso diamo per scontato (e "dovuto") era al di la' dell'immaginazione perfino dei piu' immaginifici degli scrittori di fantascienza (che infatti non esistevano o quasi...).

      Oggi il problema e' da un lato che si tende a dare per scontato che altre mirabolanti scoperte verranno fatte per cambiare il mondo ulteriormente in "meglio", in modo inimmaginabile (i "conservatori"...), dall'altro si tende a prevedere il futuro nero del mondo esclusivamente estrapolando all'infinito i dati della situazione attuale (i "progressisti"...) Ve l'ho detto che siamo tutti fuori di testa...

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    8. "E' collassata la societa' per altri motivi, probabilmente il principale dei quali era un livello di complessita' burocratica che potremmo definire guarda' un po'..... sovietica."

      Per fortuna si può cambiare metodo/funzione/sistema quando quello precedente non è più fattibile.

      Fino a non molto tempo fa, per fare una qualsiasi cosa pubblica (concorso...) bisognava avere un'infinità di documenti cartacei.
      Adesso si possono snellire di molto le procedure, avendo centralizzato e digitalizzato, gran parte delle informazioni necessarie.

      Quello che non ha fatto estinguere l'uomo è stata la sua capacità/flessibilità a modificare i metodi/sistemi usati, con altri più adatti alle nuove circostanze.

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    9. "Quello che non ha fatto estinguere l'uomo è stata la sua capacità/flessibilità a modificare i metodi/sistemi usati, con altri più adatti alle nuove circostanze."

      E' un po' presto per dirlo... ;)

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  6. Concordo con Simonetta..
    tra l'altro in paesi ultra-popolati come il bangladesh, se non erro, semplici Ong hanno avviato programmi culturali rivolti alle donne..e sempre se ricordo bene cosa ho letto, in alcune zone del paese si è passati da 5/7 figli a copia a 3-4..il che potrebbe sembrare poco rilevante ma, in una nazione dove si campa poco rispetto all'Occidente, significa quasi dimezzare la popolazione in pochissimi anni..
    Una volta che poi piccherà l'oro nero addio industria, lavoro e crescita dove ora è dogma.

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    1. forse qua (ha i sottotitoli in italiano):
      http://www.gapminder.org/videos/dont-panic-the-facts-about-population/

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  7. Concordo con Jacopo
    e credo che stiamo già vedendo le prime avvisaglie del fenomeno che sarà ben chiaro nei prossimi due decenni
    Fabio

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  8. Tutta speculazione teorico-matematica Mr. Connor! La realtà che ci aspetta sarà molto più impattante delle ipotesi elencate. Quello che dobbiamo aspettarci è un aumento esponenziale di clima malsano, carestie, aggressività dei microorganismi nuovi(da mutazione genetica) e antibiotico resistenti, veleni ambientali, guerre per le risorse, indisponibilità di energia a basso costo e di origine fossile, calo della fertilità, ecc. Davanti a tutte queste 'convergenze' le perdite demografiche penso che andrebbero abbondantemente oltre i 2 miliardi. E' il muro dei limiti delle risorse signori!

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  9. Pensano alle guerre mondiali e trascurano:
    o - perdita di efficacia degli antibiotici;
    o - siccità;
    o - degrado del sistema sanitario;
    o - perdita di fertilitá dei suoli;
    o - guerre interreligiose e interetniche in polveriera multietniche;
    o - inquinamento / esaurimento delle risorse di acqua dolce;
    o - collasso delle infrastrutture per sovraccarico/mancanza di manutenzione;
    o - smantellamento/brutale riduzione dei sistemi economici e produttivi;
    o - azzeramento degli stock ittici;
    o - morie di massa per picchi di inquinamento;
    o - la cosa più semplice, le carestie;
    o - ... .
    Paul Chefurka in "The elephant in the room" sottolineava che gli scenari di extra mortalità per guerre mondiali (10M homo/anno per alcuni anni) sono tè con pasticcini rispetto agli scenari di rientro nella portanza "a-petrolitica" (100M homo/anno per alcuni decenni).

    Per i tranquillisti: osservare cosa succede nelle città dopo 3 (tre) giorni di serrata degli autotrasportatori.

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  10. In questi scenari l'apologia, il progetto e l'implementazione/supporto logistico-ideologico pro migrazioni / invasioni / tsunami migratori da parte di cattolici, sinistra in paesi iperpopolati con un deficit ecologico aberrante come l'Italia e l'Europa è una follia autodistruttiva che non ha spiegazioni (correlata, per altro, alla fissazione psicotica crescitista).
    Tra le cause di collasso e di extra mortalità che ne conseguono (gli anacronismi culturali/religiosi/morali, uno dei cinque fattori di collasso secondo Diamond) aggiungerei quindi la
    o - demenza degenerativa primaria di una "cultura".

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  11. https://socioambientale.wordpress.com/sistemi-agroforestali-e-comunita/il-concetto-di-sistema-agroforestale/
    Potremo diventare robusti contadini con internet.
    Ma bisogna giocare d'anticipo.
    Anche i governi devono fare la loro parte.
    In Francia pare che qualcosa si muova
    http://agriculture.gouv.fr/stephane-le-foll-lance-un-plan-pour-lagroforesterie-et-trace-les-perspectives-pour-de-nouvelles

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  12. su questo argomento anche il Papa ha detto la sua ovviamente e che consiglio di leggere nelle 5/6 paginette dell'ultima enciclica.
    Quello che mi più mi ha colpito e che condivido al 1000% è che la CAUSA della situazione di oggi sono gli eccessi di pochi e non la povertà di tanti.
    Se vogliamo dare la colpa dell'esaurimento delle risorse alla popolazione possiamo anche farlo ma non nascondiamoci dietro ad un dito, sappiamo tutti benissimo che un ammerigano impatta 10 volte (o più) rispetto ad un indiano o un keniano. Quindi se il keniano potesse vivere con un tenore di vita che sta a metà di quello attuale e quello di un europeo, molto probabilmente non farà 10 figli. Ma dall'altra parte neanche l'ammerigano o l'europeo ha il diritto si sprecare come sta sprecando oggi.

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