Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


sabato 3 ottobre 2015

Raccontino dello scorso Agosto: chi si accorge del riscaldamento globale?



La caldissima estate del 2015 ha battuto tutti i record, seppellendo per sempre l'idea che il riscaldamento globale fosse in "pausa". Ma stiamo cominciando ad accorgerci qualcosa? Sembrerebbe di no: questo inverno, ai primi freddi, ci saranno i soliti allocchi che credono di essere originali a ritirar fuori la battuta, condita con una strizzatina d'occhio e un sorriso, "e allora, dov'è finito questo famoso riscaldamento globale?" Sembra proprio un'impresa impossible convincere la gente che la situazione è seria, anche da questo raccontino di una cosa che mi è successa questo Agosto.




Scena: terrazza al quinto piano di una casa di Firenze in un tardo pomeriggio di Agosto. Temperatura circa 35-36 gradi, umidità non quantificata, ma alta. Persone sedute, con un bicchiere di aperitivo in mano. Tutti sono sudati fradici.


Signora: Certo, è proprio caldo, oggi.

Io: Altro ché! E' un mese che stiamo soffrendo.

Signora: Proprio vero; è un caldo!

Io: Eh, si.... del resto era previsto.

Signora: Previsto? Ma come?

Io: Beh, è il calore accumulato negli oceani che viene rilasciato nell'atmosfera. E' per via di un oscillazione nella circolazione oceanica, una cosa che si chiama "El Niño"... Ci sono dei modelli.....

Signora: Ma allora c'è di mezzo il riscaldamento globale?

Io: Certamente..... piano piano, le temperature si alzano. L'anno prossimo sarà peggio.

Signora. Come sarebbe a dire?

Io: Il riscaldamento globale non si ferma. Ogni anno è un po' di più.

Signora: .... Ma, no... ma, no.....  l'anno scorso è piovuto sempre! (scuote la testa e si allontana)




27 commenti:

  1. Scena più o meno identica e stesso mese.
    Cambia l'ultima battuta:
    Signora: è il Signore che ci vuole punire dei nostri peccati. (non scuote la testa, si allontana e già pensa alle ferventi preghiere riparatorie che reciterà nelle ore vespertine).

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    1. ...Ah! In un certo senso è così: basta cambiare il signore con Gaia (speriamo non Medea) ed abiurare l'ubris dei diritti individuali e ragionare come comunità ,(nel senso non eucaristico o tento meno collettivista, ma tipo "il bene dei molti è superiore al ben dei pochi" di startrekkiana memoria ), ed anzi meglio come specie...Noi (alcuni di noi) speriamo che me la cavo !

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  2. Direi che in questo caso l'informazione puntuale e autorevole sul problema del riscaldamento globale non e' servita a niente.
    Da questo episodio si puo' ricavare una regola generale? ( o quasi?) ( o una considerazione sconsolata?)
    Mah...

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  3. negli stati uniti, si dice "fa caldo, vero?" (e si sorride), e il Republican risponde "no. e non dirmi nulla di global warming."

    Ci sono riporti che dimostra che i conservatori Americani hanno iniziato a dire ai sondaggisti che loro non sentirono caldo quando è vero caldo sul termometro.

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    1. Quindi la questione non e' essere informati correttamente o no.
      C'e' qualcos'altro?


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    2. Nel suo (credo) ultimo libro "Antifragile" Nassim Taleb indica varie sollecitazioni a cui gli individui vengono sottoposti:
      abitudini,
      ottimismo istintivo,
      influenze sociali,
      desideri,
      senso comune.
      Non possono essere quantificate (hanno a che fare con la qualita') ne' paragonate tra loro.

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  4. La signora si comporta secondo il meccanismo della "Rana che Bolle".

    https://marco4pres.wordpress.com/2010/10/21/il-principio-della-rana-bollita-di-noam-chomsky/

    Tiziano

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  5. D'ora in poi in Costa Azzurra qualcuno si sarà accorto che qualcosa sta davvero cambiando.
    E non proprio in meglio.
    In un certo senso, ciò che è accaduto lì è un bene per tutti.
    Sedici ( per ora ) vittime in quelle località valgono miriadi di volte tanto quelle di uno stesso identico evento, accaduto in molti altri luoghi.
    Se poi il tutto fosse accaduto durante il famoso festival del cinema, allora l'inerzia con cui reagiamo agli effetti della modifica del clima, modifica di cui siamo in buona parte responsabili, forse avrebbe cominciato a convertirsi in solerzia. Almeno per non peggiorare il futuro che ci attende, e prossimo pure.

    Marco Sclarandis

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    1. Ma siamo poi sicuri che l'opinione pubblica "impari" qualcosa da questa disgrazia?
      Oramai I media riescono a trasformare ogni evento di questo tipo in uno show.
      Le sedici vittime sono una triste realta' che non dovrebbe essere strumentalizzata.
      Neanche in questo blog.

      Angelo

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    2. Salve Angelo,

      Oggi commentavo ciò che è successo in Costa Azzurra con dei miei amici dicendo che: la gente non si intende di clima, anzi a volte non sa neanche cosa sia; non ha idea di come fare ad informarsi in maniera obiettiva; non sa dove reperire dati affidabili; se questi dati glieli fai vedere non li sa capire. Ora, almeno davanti ai fatti, forse inizierà a capire qualcosa. Ovviamente non sono contenta che siano morte delle persone. Ci mancherebbe altro! Purtroppo a volte per comprendere una realtà scomoda ci vuole un evento traumatico, che può farci anche male, ma è sempre meglio che fare finta di niente e ostinarsi a non capire.

      E poi strumentalizzare significa: “servirsi di qualcuno o di qualcosa, o anche di un evento, di un fatto, di una situazione, esclusivamente come mezzo per conseguire un proprio particolare fine, non dichiarato ed estraneo al carattere intrinseco di ciò di cui ci si serve”.

      Non penso proprio che Marco Sclarandis abbia scritto il suo commento per i propri fini personali, non dichiarati, e che nulla hanno a che fare con l'argomento in questione, che è il cambiamento climatico. Sono del parere che le parole vadano usate tenendo ben presente il significato che hanno. Specialmente in questo blog.

      Roberta Smirigli
      robertasmirigli[ ]gmail.com

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    3. Vedi caro Angelo, se credessi che la gente, anzi, gli individui, che sono cose diverse dall'opinione pubblica, non imparasse mai nulla o comunque troppo poco dalle disgrazie, proprie ed altrui, non solo non avrei postato il mio commento, ma nemmeno frequenterei un blog come questo.

      I cosidetti "media" hanno da sempre strumentalizzato tutto quello che procurara loro dei vantaggi.

      Forse se ti rileggessi un paio di volte il mio commento potresti anche accorgerti se veramente io abbia avuto anche la minima intenzione di strumentalizzare alcunchè.
      Tanto per illuminarti sul mio pensiero riguardante questa ennesima sciagura, ritengo che ci dovremo adattare a subirne sempre di più, dato che facciamo troppo poco per evitarne il succedere.
      Perchè ci comportiamo così, in modo inetto di fronte alle sciagure incombenti ed imminenti è una domanda a cui possiamo rispondere in modi diversi.
      Quella mia preferita, di risposta, è che ci piace sfidare il destino, proprio perchè è molto più potente di noi.
      Il futuro che ci attende è già fosco e se vogliamo renderlo pessimo, è sufficiente continuare a perseverare negli errori commessi sopratutto nel corso degli ultimi tre secoli.
      Ma ora sappiamo cose che secoli fa potevamo solo subodorare o presentire.
      Non sarebbe fisicamente impossibile,forse, riportare il clima a condizioni simili a quelle vigenti quando iniziò la prima rivoluzione industriale, ma il prezzo da pagare per farlo sarebbe inaccettabile per la maggio parte degli individui.
      Senza considerare il fatto che nessuno potrebbe goderne i pieni vantaggi nel corso della sua vita.
      Quindi, chi ha avuto ha avuto, chia ha dato ha dato, ma sarebbe meglio ricordarcene e anche nei minimi particolari.
      Le,attualmente, diciassette vittime della Costa Azzurra potrebbero essere divenute vittime, non invano.
      Facciamone uno strumento per evitarne altre.
      Un saluto.

      Marco Sclarandis.

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    4. "ciò che è accaduto lì è un bene per tutti"
      E' questa frase che non mi convince.
      Comunque ho scritto "strumentalizzare" nel senso di servirsi (dell'effetto mediatico) di una disgrazia per ricavarne un'utile collettivo. Non sono iscritto all'Accademia della Crusca.
      Non credo che Marco sia un mostro di cinismo. ( e non l'ho neanche scritto ).

      Angelo

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    5. Comunque mi pare che il dibattito in Francia tende più a orientarsi sul problema della scriteriata cementificazione che sul clima. Certo un mea culpa in quell'ambito sarebbe necessario, ma non sufficiente...

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    6. Angelo, a quanto pare smuove dal torpore e dall'inerzia una sciagura come quella in Costa Azzurra che decine e centinaia di conferenze sul clima.Ma in Francia.
      Qui in Italia neanche le sciagure come quelle di Genova o di Olbia servono a molto.
      Dire che aumenteranno le vittime causate direttamente dal nuovo clima, per me non è cinismo ma semplice affermazione di una verità che sarebbe da imbecilli ignorare.
      Se si considera poi che alcune vittine sono morte nel tentativo di salvare l 'automobile, così pare almeno, mi dà la misura di come si dia il valore alle cose e alle persone, quando la paura dilaga.
      Ciò mi convince che, disgraziatamente, "ciò che è accaduto lì sia un bene per tutti".

      Marco Sclarandis


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    7. Quando tutto va bene non si può parlare di global warming (perché non ci ascoltano)
      Quando accade la disgrazia non si può parlare di global warming perché è opportunismo, strumentalizzazione, ecc.

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    8. Salve Angelo,

      Neanche io sono iscritta all'Accademia della Crusca. Conosco il significato del verbo “strumentalizzare” perché, avendo spesso una connotazione negativa, fa parte di quei termini che uso con più cautela. Tutto qui. Io non la conosco e stiamo interagendo solo attraverso i commenti su un blog, quindi spero che mi scuserà se mi riferisco al significato letterale delle sue parole. Se scrive una cosa ma intende dirne un'altra io non ho modo di capirlo.

      Tornando all'argomento del post, lei sostiene che non si debba “servirsi (dell'effetto mediatico) di una disgrazia per ricavarne un'utile collettivo”. Io non sono d'accordo. A me invece sembra giusto e doveroso trarre una qualche utilità per tutta la collettività da questo evento tragico. Utilità che ritengo consista nell'ammettere che il clima sta cambiando e, se non facciamo nulla, la situazione peggiorerà rapidamente. O forse sarebbe meglio parlarne un po' nei TG, senza nominare mai il riscaldamento globale, e poi ricacciare la testa sotto la sabbia e andare avanti come se nulla fosse?

      Purtroppo, visto come siamo ridotti, non credo che ci sia più molto da fare. La Natura sa essere una maestra molto severa, ma se lo scolaro (l'Umanità) è svogliato e pure un po' tonto... non le rimarrà altro da fare se non bocciarlo.

      Roberta Smirigli
      robertasmirigli[ ]gmail.com

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    9. Credo che l'effetto mediatico di una disgrazia sia uno strumento di scarsa utilita' per chi vuol convincere l'opinione pubblica del pericolo rappresentato dal cambiamento climatico.
      Finche' succede un'alluvione qua e la' e viene spettacolarizzata dai media la cosa si risolve in una specie di reality (si scrive cosi?) che non incide piu' di tanto sulla percezione del problema.
      Questo in Italia. In Francia non lo so (ci vuole l'accento sulla o?) (no).
      Per questo dico di lasciare in pace quei poveri morti che non servono a nessuna causa.
      Ho aggiunto un ulteriore commento sull'uragano Katrina

      Angelo

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    10. p.s ho consultato il vocabolario treccani online e alla voce strumentalizzare mette "servirsi di", "usare", come sinonimi.

      Angelo

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    11. Salve Angelo,

      Se eventi come quello in Costa Azzurra vengono solo spettacolarizzati, ovviamente non serve ad informare i telespettatori. Come ho scritto sopra, bisognerebbe spiegare ogni volta il motivo per cui succedono certe cose. Almeno, visto che la maggior parte della gente si informa solo attraverso la televisione, il messaggio arriverebbe a destinazione.

      Poi, quasi sicuramente, non servirebe a nulla ugualmente. Infatti, come detto benissimo da Marco Sclarandis, nessuno sarebbe disposto a rinunce certe in cambio di benefici che forse arriveranno alle prossime generazioni. Pazienza. Ormai sono abbastanza pessimista sul futuro dell'Umanità. Succeda pure quello che deve succedere...

      Per finire, mi scusi se ogni tanto mi fisso su dei dettagli come il significato delle parole. Non volevo essere né offensiva né pedante. Comunque io non me la prendo più di tanto se qualcuno mi corregge. La considero una occasione per migliorarmi. Per esempio, pensavo che "strumentalizzare" significasse "usare" in senso subdolo e ambiguo. Ora apprendo che è un sinonimo di "usare", quindi posso dire sia: "Per mangiare gli spaghetti uso la forchetta", sia: "Per mangiare gli spaghetti strumentalizzo la forchetta". Ho imparato una cosa nuova.

      Roberta Smirigli
      robertasmirigli[ ]gmail.com

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    12. Temo che non sia solo una questione di buona volonta' e di accettare le rinunce.
      Siamo dentro ad un ingranaggio da cui e' difficile uscire per ragioni materiali e psicologiche.
      Di piu' non saprei dire.
      Per come l'ho usata io nel contesto del famigerato commento la parola strumentalizzare voleva significare "usare come strumento per ottenere un effetto positivo a livello sociale"
      Non si stava parlando di forchette.

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    13. Stamattina mi e' capitato di leggere questa bella notizia:
      http://www.ansa.it/lifestyle/notizie/passioni/food_wine/2015/10/02/la-veggie-attitude-contagia-tutti.-scaffali-pieni-anche-per-carnivori-curiosi_e09d7596-bacc-45de-97e3-a26b9e397072.html
      che mi ha fatto venire in mente la massima di Richard Fuller:
      "Non cambierai mai le cose combattendo la realta' esistente. Per cambiare qualcosa costruisci un modello nuovo che renda la realta' obsoleta"

      Grazie per la chiacchierata ( per modo di dire, visto che e' avvenuta tramite la tastiera di un computer)

      Angelo

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  6. Le reazioni sono sempre così... fino a quando non succede qualcosa. Il TG2 di oggi, 4 ottobre, riporta le parole della gente della Costa Azzurra, devastata ieri da una manifestazione fulminea di maltempo di forte intensità: "Qui non c'è mai stato mai niente di simile a memoria d'uomo" o "Sono scene che vediamo in televisione; che sia successo qui è pazzesco!". Queste persone saranno un pò meno scettiche, da oggi.

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    1. E intanto la Rai (RaiNews24) continua a consultare come 'esperto' l'esimio G.Guidi, per il quale è tutto normale, "è autunno", "la statistica di tali eventi non è ancora attendibile", e bla bla bla...
      Eccheppalle!

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    2. Sig. Paolo, non conosco il Guidi, non avendo la televisione (ho visto ieri il TG2 da amici, per la prima volta da 10 anni). Ma avere dei dati sulla frequenza degli eventi catastrofici credo che sia importante. Non so se qualcuno li raccoglie e li analizza, ma facendo una scorreria in internet mi sembra che il problema della raccolta di dati sulle anomalie climatiche, per paese o per continente, non sia semplice. Tra l'altro eventi meteo di intensità simili producono effetti differenti in rapporto al livello di urbanizzazione e di cementificazione dell'area considerata. Spero che non si debba ricorrere ai "ritagli della cronaca" o al numero di dichiarazioni di stato di calamità per avere dei dati accumulati. In ogni caso il Guidi, se è vero che ritiene che sia tutto normale, non si è curato di prendere in considerazione i rapporti dell'IPCC, che per quanto riguarda gli impatti del Cambiamento Climatico nel presente e nel futuro descrive delle ipotesi complesse in cui vari fattori interagiscono, e poichè molti eventi si presentano e si presenteranno ancora "a macchia di leopardo", non hanno molta influenza sulle statistiche basate sulle serie storiche (almeno fino a quando le "macchie" non tenderenno a saldarsi tra loro). Il tema della divulgazione dei livelli di rischio è delicato (si veda cosa non è successo per il terremoto dell'Aquila) e probabilmente le TV preferiscono chi tende a rassicurare, piuttosto che ad allarmare. Certo, con una quantità di pioggia di 2 mesi che cade in 4 ore, si poteva tenere una posizione più aperta alla discussione, invece che mandare tutti a letto dicendogli di stare tranquilli. Ma i TG forse non sono lo strumento adatto per fare informazione su questi, come su altri, temi.

      Visto che qui dal Prof. Bardi si è parlato spesso del problema della divulgazione di concetti complessi, vorrei segnalare quello che mi sembra un sito molto interessante, dedicato ai cambiamenti climatici: www.clima2014.it., che ha una sezione proprio sugli impatti possibili.
      Mi sembra un'ottimo modello di divulgazione, che usa il metodo delle "conferenze illustrate", erede delle bellissime lezioni universitarie ben illustrate da quei pochi professori molto abili anche nel disegno e nella schematizzazione alla lavagna, che sono rari. Pensi che da noi ad Architettura - santuario del disegno - su un centinaio di docenti, solo due, tanti anni fa, sapevano disegnare prospettive o un'automobile alla lavagna. Oggi forse nessuno lo sa più fare. Ma quei disegni e quegli schemi valevano mille parole.

      Per gli architetti, così come per gli ingegneri, il problema di questi eventi non è indifferente, perchè a questo punto dovremmo rivedere i concetti di resistenza e durabilità di manufatti destinati a durare a lungo. Oggi potrebbe essere sbagliato ricostruire un tetto scoperchiato così com'era... Mi sa che dobbiamo introdurre dei parametri di resilienza che non si possano più basare sulle sollecitazioni massime verificate in passato.

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  7. non avete centrato il problema.. il problema come dice Mitnick è l'humanware, l'unico che lha capito e bene è Marco Sclarandis, il suo discorso non fa una piega e lo quoto in toto.

    provate a leggervi i commenti di un quotidiano a caso (commenti alla notizia) e capire lo stato di idiozia totale in cui versa la gente e poi come dice marco, nessuno accettera i pesanti sacrifici per dei benefici che non vedra mai, chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato.. cosi funziona la mentalita umana.

    io ve la riassumo in maniera molto piu volgare e da strada (parlando come specie umana): "siamo fottuti"

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  8. http://www.resilience.org/stories/2015-08-31/change-everything-or-face-a-global-katrina
    In questo articolo Naomi Klein illustra bene come l'uragano katrina sia stato usato come una ghiotta occasione per privatizzare la scuola pubblica di New Orleans.
    A qualcuno risulta che questa immane tragedia abbia ribaltato la percezione del cambiamento climatico negli Stati Uniti?
    Per quello che ho potuto leggere io ( ed e' testimoniato anche dal commento di James B in questa pagina )
    la questione ha assunto connotati politici e le posizioni dei negazionisti si sono ulteriormente radicalizzate

    Angelo.

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    1. E' ovvio che i negazionisti del neo-clima non si rassegnino alle dilaganti evidenze.

      Sono come i credenti nella della Planogea e della Geocava ( la Terra piatta e quella vuota)
      del moto perpetuo, ottenuto con qualche marchingegno nel retro della sacrestia,
      e tanto per abbreviare la lista, come i quadratori di cerchi con righe e compassi, quelli ideali,
      ovvio, non le rozze imitazioni fatte di materia bruta e banalmente quantistica.

      Bisogna averne compassione perchè non sanno come evitarsi l'inganno.

      Qalcuno, in articulo mortis, quindi troppo tardi per godere carnalmente dei frutti del pentimento,
      si ravvede.
      Ma altri solitamente spariscono nell'oblio, magari per circondarsi di un manipolo di credenti irriducibili con i quali mantenersi puri nella fede fino all'inabissamento definitivo.

      Non c'è ragione che tenga con simili figuri.

      Anzi, per essi qualsiasi ragionamento che possa insinuare nella loro mente il demoniaco
      tarlo del dubbio, è anatema.

      Quindi, bisogna mantenere i propri dubbi, contemporaneamente con le proprie certezze, lasciando intendere che si combatte fino allo spasimo affinchè quelli non sopraffaccino le altre.
      Solo in questo modo v'è una tenue speranza che qualcuno di loro,i negazionisti, ceda l'anima alle lusinghe dell'appropriato ragionamento e non senza lunga pena e tormento si converta all'accettazione dei fatti.

      Marco Sclarandis

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