Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


sabato 22 agosto 2015

Argomento cruciale: la mandria umana che si sta mangiando il pianeta

Da  “Mercury”.  Traduzione  di  MR  (via  Luca  Pardi)


L'attuale crescita della popolazione sulla Terra è insostenibile. Immagine: NASA

Per decine di migliaia di anni la popolazione della Terra è stata stazionaria a circa mezzo miliardo di persone di cui 10.000 in Tasmania. Era la capacità di carico naturale.

Dopo la Rivoluzione Agricola di 10.000 anni fa, la mandria umana globale è cresciuta rapidamente ad un miliardo nel 1800 (di cui sempre 10.000 in Tasmania). Con la Rivoluzione Industriale è raddoppiata a due miliardi nel 1900 (in Tasmania 170.000) e, nonostante due guerre mondiali ed una pandemia di influenza, ha raggiunto i 2,7 miliardi quando sono nato nel 1944 (in Tasmania 248.000). Quindi, ancora più impensabile, nel 1960 il mondo aveva tre miliardi di persone e nel 2000 quel numero è raddoppiato – 12 volte la naturale capacità di carico. Ora, nel 2015, siamo 7,3 miliardi (in Tasmania 517.000) e , mentre agli attuali tassi di crescita la popolazione globale raggiungerebbe i 27 miliardi nel 2100, le Nazioni Unite calcolano che si riduca a 12 miliardi o 24 volte la naturale capacità di carico della Terra. L'acclamato cosmologo e fisico Stephen Hawking ha calcolato che “se se continuasse a questo ritmo, con la popolazione che raddoppia ogni 40 anni, nel 2600 ci ritroveremmo letteralmente in piedi spalla a spalla”.

Stiamo già consumando il 140% delle risorse viventi sostenibili della Terra – cioè, l'ecosistema vivente della Terra sta collassando.

Il fisico Stephen Hawking. Foto: AFP
Il corollario più distruttivo della popolazione è il consumo. Siccome i più poveri vogliono mettersi in pari coi più ricchi, i più ricchi non condivideranno e quasi tutti vogliono di più, il consumo di risorse terrestri sta crescendo anche più rapidamente del numero di abitanti. Siamo in un disastro. Come sappiamo tutti, la biosfera, o mantello vivente del pianeta, viene rapidamente distrutto dalla più grande mandria di mammiferi ci vi abbia mai pascolato. Stiamo già consumando il 140% delle risorse viventi sostenibili della Terra, cioè, l'ecosistema vivente della Terra sta collassando. Ogni giorno ci sono meno foreste, meno bacini di pesca (il 90% è andato o sta per andarsene) e meno barriere coralline, meno fiumi naturali, meno specie (l'attuale tasso di estinzione è 500 volte il tasso naturale e sta accelerando) e molta meno natura selvaggia che mai. Tre cose ci aiuteranno ad uscire da questa calamità che si sta sviluppando.

La prima è di assicurarsi che ogni ragazza e ragazzo sul pianeta vengano istruiti e venga dato loro accesso alla contraccezione, con incentivi ad avere meno figli. Questa priorità dipende dal secondo imperativo – che le persone ricche (e i paesi) condividano molto di più e finanzino quell'educazione i requisiti dei suoi operatori sanitari, alla svelta. Vale a dire noi. Gli australiani sono fra le persone più ricche che siano mai esistite. La terza cosa che si deve fare è mettere fine al dogma ridicolo della promozione della crescita dei consumi delle riserve finite di risorse della Terra. Il dio senza speranza della crescita deve essere sostituito dal dio promettente del riusare, riciclare, riparare, innovare e condividere. Il buon senso ordina una relazione sostenibile degli ecosistemi interconnessi dell'Homo Sapiens e del pianeta Terra, anche se quel futuro rimarrebbe ampiamente aperto all'indagine ed alla scoperta e alla crescente creatività umana. Per cogliere pienamente la promessa di vita sulla Terra, dobbiamo sostituire la spirale della crescita della popolazione e dei consumi con una miscela intelligente di auto-preservazione. Non si tratta di un'idea nuova – il moralista ed economista britannico Kenneth Boulding mezzo secolo fa osservava che “chiunque creda che la crescita esponenziale possa continuare per sempre in un mondo finito o è un pazzo o è un economista”.

Il dio senza speranza della crescita deve essere sostituito dal dio promettente del riusare, riciclare, riparare, innovare e condividere.

La Tasmania è in una situazione vantaggiosa per dare l'esempio. Per esempio, i tasmaniani potrebbero ottenere più prontamente emissioni di gas serra negative e perdita zero di specie native, di ecosistemi (sia marini sia terrestri) e di bellezza selvaggia e spettacolare di quasi qualsiasi altra società sulla Terra. Allo steso tempo questi risultati farebbero aumentare il nostro lavoro più in prospettiva e la nostra storia economica più di successo – le industrie del turismo e dell'ospitalità che prosperano sulla base della nostra reputazione internazionale di uno stile di vita sicuro e verde con grandi quantità di cibo ed acqua, vita e natura selvaggia e bellezza incontaminati. In un mondo sempre più mobile diretto a più di otto miliardi di persone entro un decennio, la sicurezza e la naturalezza della Tasmania sono diventate il nostro bene economico più grande. Affollati e tormentati come sono in miliardi di persone, la Tasmania offre loro un'avventura solitaria nella natura per il corpo e un rilassamento per l'anima che non sono secondi a nessuno. Paradossalmente, più affolliamo l'isola, meno questa sarà attrattiva. Il nostro miglior obbiettivo deve essere una popolazione residente relativamente bassa e un grande flusso di visitatori.

Una politica della popolazione sensibile per la Tasmania punterebbe ad una popolazione in naturale diminuzione e ad un afflusso di una parte dei diseredati del mondo finché la crisi globale non è finita.

La politica del governo Hodgman di raddoppiare il tasso di crescita della popolazione della Tasmania nei prossimi 35 anni si inchina all'economia convenzionale della crescita. Comunque sia, i pianificatori dovrebbero piuttosto preoccuparsi del fatto che una politica del genere verrà prima o poi sommersa da migrazioni di massa globali dovute a cambiamento climatico, guerre ed altre imprevedibili calamità. Una politica della popolazione sensibile per la Tasmania punterebbe ad una popolazione in naturale diminuzione e ad un afflusso di una parte dei diseredati del mondo finché la crisi globale non è finita. E perché non rendere partecipe di quella politica uno stato d'oltremare finanziando, diciamo, l'incremento di educazione e salute nelle vicine Papua Nuova Guinea o Timor Est dove le popolazioni stanno esplodendo? La popolazione non è l'argomento preferito di nessuno. Con una eguale misura di istinto ed assurdità, non vogliamo parlarne. Tuttavia, che piaccia o no, la popolazione è un problema di tutti. Possiamo ringraziare il premier, perlomeno per aver sollevato di nuovo questo problema importante.




17 commenti:

  1. Il problema della sovrappopolazione umana, la supermandria umana, è molto grave.

    Diecimila anni fa eravamo molti meno : in tutto il mondo eravamo, secondo alcuni, 4 milioni (milioni), secondo altri eravamo 8 milioni (milioni). Wikipedia riporta 5 milioni (milioni), l'anno 8.000 avanti Cristo.
    NON il mezzo miliardo che viene riferito nell'articolo.

    Duemila anni fa eravamo 200 milioni.
    1 miliardo nel 1800,
    3 miliardi nel 1960,
    6 miliardi nel 2000,
    7 miliardi nel 2012,
    7.350.000 adesso.

    Sono convinto che alcune elites hanno già pronto il modo per far scendere la popolazione umana sotto al miliardo, nel giro di pochi giorni, salvando se stessi, i loro cari e i loro amici.

    Gianni Tiziano

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    1. lo penso anch'io ... secondo me la banda di psicopatici che guida i destini finanziari globali questo "piano B" ce l'ha in mente

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  2. " La popolazione non è l'argomento preferito di nessuno. Con una eguale misura di istinto ed assurdità, non vogliamo parlarne."

    aggiungo: insieme al cambiamento climatico, perfino quando la realtà irrompe in modo così brutale nel quotidiano, nelle nostre stesse vite, come faceva notare UB qualche giorno fa.
    E' una inquietante rimozione collettiva: come durante il mese più caldo di sempre era quasi impossibile sentire parlare di effetto serra, così oggi, mentre milioni di disperati si apprestano a raggiungere (se mi è consentito, direi ad "invadere" l'Europa, questo è ciò che sta accadendo), ancora la parola SOVRAPPOPOLAZIONE resta tabù. Non esiste un tema sovrappopolazione nella cosiddetta agenda dei potenti del mondo!
    Per non dire di certe analisi deliranti, per lo più ad opera di illustri e riveriti economisti, dove ancora si sostiene la meraviglia di tutto questo, già, perchè questi milioni di disperati ci pagheranno le pensioni e simili idiozie, caspita che profondità di pensiero! - sragionamenti da TSO urgente, che leggiamo negli editoriali dei grandi giornali, e senza bisogno di tirare in ballo terrorismo etc etc che usciamo OT, ma solo rimanendo nel campo delle limitatezza delle risorse naturali, degli spazi, del sacrosanto diritto a vivere una vita degna, in un mondo dove esistano ancora delle foreste, dell'acqua pulita e non in un immenso formicaio, uno sopra l'altro, circondato da fogne ...

    L.

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  3. Indicare nella contraccezione la strada maestra per la riduzione della popolazione oggi è fuori tempo di una 50 di anni , con livelli di co2 dimezzati; quindi è un messaggio anzitutto fuorviante sul piano morale; non esistono medicine poco amare oggi; il grosso sarà fatto fuori dai cambiamenti climatici; decideremo volta per volta quanto aggiungere alla eliminazione attiva della massa del biota umano, anche solo in maniera passiva non condividendo territori e risorse anzitutto agricole; se noj vogliamo equipararci alle capacità di discernimento dei batteri, la responsabilità della crescita tumorale del biot umano non è dell'agricoltura verde o dei combustibili fossili, ma della nostra morale che non ha saputo rimanere al passo con le capacità tecniche; intanto a 500 metri da cernobyl la natura cresce rigogliosa; il potenziale distruttivo della stessa guerra atomica totale ( quanto mai oggi visto che la concentrazione delle detonazioni sarebbe concentrata per oltre il 90% nella sola nell'area della russia, ) è stato enormemente sopravvalutato prendendo a misura solo l'eventuale livello di vita di alcuni singoli uomini e non le capacità di ripresa della biosfera; difficile fare analisi di questo tipo ma in parallelo la sottovalutazione dell'effetto serra ci indica proprio che l'ubris originaria dell'uomo si compie nel 19 secolo con il saldarsi dei diritti individuali liberali, le religioni monoteiste e la rivoluzione dei combustibili fossili: finche' non vedremo l'uomo come una specie molto importante fra le altre specie, e non come la sommatoria di 7 miliardi e passa di diritti individuali, non avremo un apparato concettuale in grado di reggere il confronto coi nostri tempi...O tempora, O mores ! ( la scuola pubblica italiana ed i suoi ancora stipendiati si è guardata bene dal promuovere un confronto con l'apparato economico-sociale e valoriale della cultura classica )

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    1. Sono convinto che nel giro di una cinquantina d'anni assisteremo ad un relativamente rapido calo della popolazione. Ma quanto questo sarà rapido e doloroso dipende in modo determinante da quanto riusciamo a ridurre oggi il problema. Per cui anche una sensibilità, una cultura della contraccezione possono fare la loro parte.

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    2. Concordo.
      Tra l'altro è abbastanza ben segnalato nei 'Limiti della crescita'; è un processo sopratutto culturale..e mi pare sia stato avviato (se non ricordo male) già da agenzie governative e non in Bangladesh..con risultati superiori allo sperato..
      E' un discorso di consapevolezza e cultura che può essere perpretato ancora con più forza proprio in questi anni in cui i 'limiti' appaiono sempre più evidenti..
      Si pensi, nel nostro piccolo, alla situazione italiana di una ventina d'anni fa..in cui fare 2-3 figli a famiglia era normalità e invece oggi è eccezione (almeno per le coppie italiane); si pensi anche a quanto l'Italia sia diventata poco appetibile nello stesso frangente..da meta di 'salvezza' negli anni '90, a discreta meta dieci anni dopo, a posto in cui (oggi), si può stazionare qualche giorno verso il nord alla ricerca di un futuro..
      s.

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    3. In un'ottica laica e razionale di 'riduzione del danno' (ecologico & economico-sociale), una diffusa cultura del birth control e della family planning possono/devono fare la loro parte: in questi casi, non è mai troppo tardi...

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  4. mandria dà l'impressione di quello che è oggi l'essere umano: una creatura dominata dagli istinti primordiali. Vi ricordate dove finì la mandria di porci, nei quali Gesù permise entrassero i demoni? Ve lo ricordo: si gettò da un dirupo scosceso sopra un lago e affogarono tutti. Porci sì, ma addirittura indemoniati è il massimo. Il peggio della condizione materiale e spirituale. Risultato? I proprietari dei porci, allibiti, incapaci di giudizio e preoccupati per i porci rimanenti invitarono Gesù ad andarsene, porci loro stessi, che non vanno più in là delle preoccupazioni materiali, dimenticando che tante volte basta chiudere gli occhi e riflettere e meditare per accorgersi che il mondo non è solo porci e porci e porci.

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    1. Il termine di mandria umana è preciso ed efficace.
      Vero!

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    2. Questo dimostra come la cultura sia così fine e fragile rispetto alla biologia e all'imprinting bioevolutivo formatosi in migliaia di generazioni nel corso del quale sono gli individui più prolifici che hanno vinto nel percorso che conduce all'ecocidio e al biocidio definitivo a causa del teratoma antropico.
      In altre parole la mente di Hawking nulla ha potuto rispetto alle spinte (compulsioni) riproduttive che lo animano.

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  5. "La Tasmania è in una situazione vantaggiosa per dare l'esempio" Scusate, ma a mio parere è un'affermazione assurda. Consiglio a chi l'ha fattta di girare un po per il mondo reale e non in Internet o leggendo libri od eccellenti peer-reviewed ricerche o andando a delle conferenze.....e poi ne riparleremo.

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  6. Chi ha scritto questo articolo forse vive sulla Luna? qui sulla Terra, nel caso non lo avesse notato, comandano le religioni, e la loro influenza sulle politiche sociali sta aumentando di pari passo con il peggioramento delle condizioni di vita della popolazione. Il periodo fortunato di crescita del benessere e della cultura, iniziato con i lumi del settecento e finito con gli anni delle crisi economiche, ormai è passato. Abbiamo perso il treno, da qui in avanti decideranno i religiosi (e quindi i politici a rimorchio), e non gli studiosi o gli scienziati. E comunque se davvero si convincesse tutta la popolazione mondiale a usare i preservativi, non basterebbe la produzione di gomma mondiale, considerato che all'umanità interessano principalmente 2 cose, ovvero mangiare e scopare - non necessariamente in questo ordine.

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  7. Parla Stephen Hawking che ha 5 figli.

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  8. Messaggio per quello che si lamenta che non gli ho passato il commento: Immaginati che un tale venga a casa tua per dirti che sei un disonesto e un venduto. Non lo cacceresti fuori a pedate? E se quello poi si lamenta, se le meriterebbe ancora di più. Hai capito il concetto.

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  9. Oggi è sufficiente diffondere un supervirus (con relativo antidoto bello e pronto) a incubazione sufficientemente lunga da non mettere in allarme i sistemi sanitari degli stati in modo che la diffusione letale sia capillare nel mondo, visti i trasporti diffusi di masse di persone in ogni dove. Con tutti i laboratori biologici nel mondo sai quanti supervirus disponibili per quelle organizzazioni alla spectre? Magari la recente epidemia di ebola è solo una prova effettuata in quella zona d'Africa molto popolata. Complottismo o no è un'ipotesi plausibile la pandemia riduttrice della popolazione mondiale.

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  10. Ridurre la natalità ? Basta dare istruzione e diritti alle donne. E' stato realizzato e verificato

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