Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


mercoledì 8 gennaio 2014

Forse 2°C sono troppi

L'obbiettivo dell'ONU dei 2°C non eviterà un disastro climatico, avvertono gli scienziati

Da “The Guardian”. Traduzione di MR

Il limite del riscaldamento convenuto è troppo tardivo e pericoloso in quanto un aumento della temperatura di 1°C innescherà eventi catastrofici, dice uno studio

Una casa sulla spiaggia di Doun Baba Dieye, Senegal settentrionale, giace in rovina dopo l'aumento di livello del mare.  Foto: Seyllou/AFP/Getty Images

Il limite di 2°C di riscaldamento globale convenuto dai governi del mondo è un “obbiettivo pericoloso”, “avventato” e non eviterà le conseguenze più disastrose del cambiamento climatico, ha avvertito martedì (3 dicembre) una nuova ricerca di un gruppo di eminenti climatologi. In un articolo il climatologo Professor James Hansen ed una squadra di esperti internazionali ha scoperto gli effetti più pericolosi di un clima che si riscalda – aumento del livello del mare, fusione del ghiaccio artico, eventi atmosferici estremi – comincerebbero ad presentarsi con una aumento della temperatura globale di 1°. Permettere al riscaldamento di raggiungere i 2°C sarebbe semplicemente troppo tardi, ha detto Hansen. “Il punto che sosteniamo è che 2°C in sé sono un obbiettivo molto pericoloso sul quale puntare”, ha detto al Guardian. “La società dovrebbe rivalutare quali sono i livelli pericolosi, dati gli impatti che stiamo già vedendo”. 

La ricerca pubblicata nella rivista peer-review PLoS One, rappresenta il maggior intervento pubblico di Hansen finora sulla politica climatica mondiale, che segue il suo pensionamento all'inizio del 2013 dall'Istituto Goddard per gli Studi Spaziali della NASA. Hansen, che ha lasciato la NASA per essere più libero di agire come difensore del clima, ha messo insieme un nuovo programma di politica climatica in settembre all'Earth Institute. In un'azione separata, è intervenuto a novembre a sostegno di una causa legale per richiedere al governo federale di agire per tagliare le emissioni di CO2 che causano il cambiamento climatico.

Il nuovo studio, tuttavia, è stato indirizzato allo smistamento delle competenze di altri 17 esperti di clima e politica da Regno Unito, Australia, Francia, Svezia e Svizzera così coma da USA, per sottolineare le conseguenze pericolose di attenersi all'obbiettivo del riscaldamento di 2°C approvato dalle Nazioni Unite e dai leader del mondo. L'IPCC ha avvertito nel suo grande rapporto di ottobre che al mondo restano solo circa 30 anni prima che esaurisca il resto delle 1.000 gigatonnellate di emissioni di carbonio di budget stimato che porta ad un riscaldamento di 2°C. Ma Hansen e i suoi colleghi hanno avvisato che l'obbiettivo dell'ONU non eviterebbe conseguenze pericolose, anche se mantenuto all'interno di quel budget di carbonio. “L'emissione da parte di combustibili fossili di 1.000 gigatonnellate, a volte associate ad un obbiettivo di riscaldamento di 2°C, è previsto che causino un grande cambiamento climatico con conseguenze disastrose. Il riscaldamento finale dall'emissione di 1.000 gigatonnellate di combustibili fossili è probabile che arriverebbe ben oltre i 2°C, per diverse ragioni. Con una tale tendenza delle emissioni e delle temperature, ci si aspetta che anche l'aumento di altri gas serra, compreso il metano e l'ossido di azoto, si aggiungano all'effetto dal CO2”, hanno detto i ricercatori. 

Il saggio attinge da diversi filoni di prove per sostenere il proprio punto, compreso il rapido declino del ghiaccio dell'Artico, dei ghiacciai di montagna e delle calotte glaciali di Groenlandia e Antartide, l'espansione delle zone subtropicali calde, l'aumento di siccità e incendi e la perdita di barriera corallina a causa dell'acidificazione dell'oceano. 

“Il punto principale è che l'obbiettivo dei 2°C – che è già quasi fuori portata, o sta rapidamente diventando fuori portata – è in sé un obbiettivo pericoloso perché porta ad un mondo fortemente destabilizzato dall'aumento del livello del mare e da grandi cambiamenti nei modelli climatici in diverse parti del mondo”, ha detto il Professor  Jeff Sachs, direttore dell'Earth Institute all'Università della Columbia, uno degli autori del saggio su PloS. Un problema ancora più grande, tuttavia, è stato che la comunità internazionale è stata ben lontana dal raggiungere persino quell'obbiettivo inadeguato, ha detto Sachs. “Ora siamo del tutto fuori strada a livello globale, ha detto. “Non siamo certamente in un mondo a 1°C. Non siamo nemmeno in un mondo a 2°C”. 

Il saggio continua a sollecitare tagli immediati alle emissioni globali del 6% all'anno, così come ambiziosi sforzi di riforestazione per cercare di mantenere le temperature sotto controllo. Il saggio riconosce che tali azioni sarebbero “estremamente difficili” da compiere, ma dice che è urgente cominciare le riduzioni adesso, piuttosto che aspettare i decenni futuri. 

Esso avverte che gli obbiettivi rimarranno ben oltre la portata a lungo con lo sfruttamento continuo di combustibili fossili come il carbone per produrre elettricità e il continuo sfruttamento di gas e petrolio non convenzionali. 

Il saggio offre anche prescrizioni, sollecitando l'adozione di una carbon tax diretta al punto di produzione e ingresso. “La nostra implicazione politica è che dobbiamo avere una tassa sul carbonio ed alcuni dei paesi più grandi devono accettarla e che se venisse fatto questo, allora sarebbe possibile far iniziare realmente a scendere le emissioni globali in modo rapido, penso”, ha detto Hansen. 

Lo studio richiede anche un'espansione dell'energia nucleare – che sarà controversa per i gruppi ambientalisti. Hansen è da lungo tempo sostenitore dell'energia nucleare come soluzione al cambiamento climatico ed è stato critico coi gruppi ambientalisti per non essere d'accordo. 

“Certamente qualche anno fa aveva senso essere molto cauti riguardo ad ogni ulteriore espansione dell'energia nucleare, ma sono successe molte cose negli ultimi decenni”, ha detto Hansen. “Il cambiamento climatico sta per diventare incontrollabile se non otteniamo elettricità libera dal carbonio... I gruppi ambientalisti devono guardare il mondo reale”.


Nota del traduttore: Abbiamo già parlato diverse volte del perché il nucleare non è un'opzione, per tutta una serie di motivi che sono di ordine energetico (picco dell'uranio), ambientale (del tutto ingestibile ed estremamente pericoloso e persistente), ma anche economico e tanti altri di cui non è il caso di parlare in questa breve nota. Chi volesse approfondire trova diverso materiale anche su questo stesso blog. Personalmente sono quindi molto in linea con la diagnosi, per nulla con la cura. Ho comunque deciso di tradurre e pubblicare questo articolo perché il punto centrale, qui, non è il nucleare sì o il nucleare no, ma che i 2°C in più rispetto ai tempi preindustriali, come in molti sostengono già da tempo, non sono affatto una soglia di sicurezza. E questo ci costringe ad un'azione immediata e radicale di taglio delle emissioni. 




12 commenti:

  1. Se davvero noi uomini siamo una manifestazione complessa del terzo principio della termodinamica, allora tutto e' vano, purtroppo.

    Bruceremo fossili fino a quando potremo, e fine della storia.

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  2. E questi chi li ferma?
    http://www.greenreport.it/news/energia/fukushima-dimenticata-nucleare-giapponese/

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    1. i russi lo dissero subito che bisognava polverizzare tutto con una termonucleare.

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    2. Non credo che i russi abbiano detto questo... Nuclearizzare non fa mica sparire le migliaia di tonnellate di scorie radioattive presenti a fukushima.. Le vaporizzerebbe spaargendole su tutto l'emisfero nord assicurando così l'esito peggiore per questo incidente catastrofico

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    3. Daniela,
      mi sembra che ci sono delle forze superiori alla forza del buon senso, la forza della vita, la forza della ragione.
      Queste forze sono la politica, la finanza e la fame di potere.
      Sarà veramente difficili fermarli.
      Se alimentiamo queste forze, ci porteranno al disastro.
      Ci stanno già portando al disastro.
      Siamo già dentro al disastro.

      Gianni Tiziano

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  3. Quello che dice mr.Hansen è tutto vero. Gli scienziati che hanno analizzato il problema sono stati molto (troppo) cauti nelle valutazioni (avendo paura che venissero esaminati come inconsistenti). Quindi abbiamo ampiamente superato il punto di non ritorno. Ormai l'inerzia del sistema non può essere bloccata. Si può sono rallentare e limitare i danni (se si vuole) altrimenti a tutta velocità contro il muro di cemento armato.
    Dovete immaginare un sistema complesso del genere come una nave, quando è in moto non puoi fermarla "subito" in real time, devi "progettare" la rotta perche non puoi inprovvisare.
    In poche parole, quelle che sentireste in piazza dalla plebe: "Siamo fottuti". Amen.

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  4. quello du cui non mi capacito è che i nostri interventi (sporadici) finiscano tutti con "siamo fottutti", ma è possibile che non freghi a nessuno? dico a livello governativo non c'è nessuno che sia capace di far risuonare questi continui allarmi?
    Se Bernanke dice che la Siria è un paese di terroristi allora mezzo mondo (compreso il Papa) si muove a dire la sua a muovere eserciti, denari, giornali e chi più ne ha più ne metta, magari solo per una illazione.
    Ci sono ora infiniti scienziati che mandano allarmi di dimensioni apocalittiche e nessuno ne parla, nessuno dice niente e tutto passa...

    Incredibile

    saranno tutte balle

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    1. Semplice, chi è al potere e ha i soldi non campera mica in eterno.. i problemi futuri semplicemente non gli riguardano. Non è una questione di "fregarsene" è una mera questione di stupidità umana.
      Pensa, ci sono tantissimi individui che si fanno guerra per la religione, in psicologia il disturbo di parlare "con amici immaginari" viene chiamato schizofrenia. Pensa un po' quanto è stupido l'essere umano. Pensi che ci sia speranza con queste premesse?
      Pensi ci sia speranza quando ci sono persone che ricordano con affetto Domingo Cavallo o Mussolini? :-) orsù non fare facce tristi.. forse è meglio che l'uomo si estingua visto i danni che sa fare alla terra e ai propri simili che dei pezzetti di carta.

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  5. E' vero. Non c'è tempo da perdere.
    Bisogna agire subito, non nei decenni a venire.
    Si accende la televisione, si ascoltano le notizie, i dibattiti di tantissimi tipi, su quasi tutto.
    Ma poco o niente sui pericoli (ENORMI) del GW (Riscaldamento Globale).
    --------
    A me sembra che i +2 gradi saranno raggiunti a fine 2014, non a fine 2100.
    Non vi sembra che sia tanto più caldo del normale ?

    Gianni Tiziano

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  6. Sarebbe bastato se qualcuno gli avesse spiegato che "non c'e due senza tre".....(e non c'e neppure N senza (N + 1) (ed in particolare quando si innescano alcuni "cicli di retro-alimentazione poco "virtuosi")....

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    1. Un punto di vista differente...
      http://fusione.altervista.org/riscaldamento_globale.htm

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    2. Andrea, ho lo letto tutto il punto di vista differente.
      E' difficile capire dove stà il torto e dove stà la ragione.
      E bisogna investirci del tempo personale.
      Perchè, oltre alla informazione, c'è la disinformazione.
      Sarei ben felice che il Dr. Giuseppe Filipponi, fisico nucleare, docente, direttore della rivista Fusione Scienza & Tecnologia, avesse ragione.
      L'impatto dell'essere umano sull'ambiente naturale è diventato immenso.
      Mia zia di 87 anni, mi dice : "L'uomo si distruggerà con le sue stesse mani".
      Io ho paura che sia così.
      Vedo l'inquinamento da plastica (il grande vortice del Pacifico), la perdita di biodiversità (sempre meno animali e piante, sempre più esseri umani), la deforestazione, l'aumento delle discariche di immondizie e di inceneritori, la moria delle api, lo sversamento di Fukushima e la moria della vita negli oceani.
      C'è poco da star tranquilli, per chi pensa che si deva rispettare il pianeta (la casa in cui viviamo, "Home").
      "Internet" ci dà la possibiltà di informarci.
      Speriamo di credere nelle informazioni "vere".

      Gianni Tiziano

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