Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


lunedì 29 ottobre 2012

Il Potere delle Leggende

Da “Cassandra's Legacy”. Traduzione di Massimiliano Rupalti


Negli ultimi anni, Ryanair è stata oggetto di diverse voci, compresa quella secondo la quale i passeggeri dovessero pagare per l'uso dei bagni, che c'erano voli in cui si stava in piedi, che avrebbe chiesto un extra per i passeggeri grassi, che ripara i propri aerei col nastro adesivo ed altro. Molto probabilmente, fa tutto parte di una campagna pubblicitaria che ha l'obbiettivo di creare interesse intorno alla compagnia, ma illustra anche il potere delle leggende sulla mente umana. (Immagine sopra dalla CNN).


Pochi giorni fa, seduto a tavola con alcuni amici al ristorante, stavamo parlando del più e del meno, quando è venuto fuori il soggetto di quanto i viaggi in aereo siano diventati affollati e scomodi. Una delle mie amiche, che sedeva di fianco a me, ha detto: “e, sai, ti faranno anche fare il viaggio in piedi!” Ho pensato che stesse scherzando, ma mi sono reso conto in fretta che non era così. Credeva realmente che le compagnie aerea stessero pianificando di trasformare gli aerei in vagoni della metro con le ali. 

A quel punto ho fatto il mio errore quotidiano (sembra che io abbia un blocchetto di biglietti per le gaffe sociali, a volte penso di doverne obliterare almeno uno al giorno). Le ho detto che la storia della gente che viaggia in piedi negli aerei è ovviamente una leggenda, una montatura pubblicitaria destinata a creare interesse verso la compagnia aerea che l'ha creata. Ho aggiunto che mi sorprende sempre che la gente cada così facilmente in questo tipo di raggiro. Come potete immaginare, è stato un errore. Lei si è irrigidita e ha detto, con rabbia, che era sicura che fosse vero. Ho provato a rimediare come potevo ma era troppo tardi. Penso che se ne sia andata a casa ancora arrabbiata con me e ancora convinta che il suo prossimo viaggio aereo lo avrebbe fatto in piedi, probabilmente aggrappata ad una maniglia appesa al soffitto. Questo mi è valso l'obliterazione di almeno cinque biglietti per le gaffe. 

Ora, questa mia amica è bionda, ma non è una bionda stupida. E' un'avvocatessa cinquantenne, in ogni modo una persona intelligente che, nel suo lavoro, non sarebbe facile da prendere in giro. Ma non è certo un caso eccezionale nel cadere nella trappola delle leggende. Avrei altri esempi e di sicuro ognuno di noi ha avuto esperienze simili. Gente normale, intelligente, che cade in pieno nelle leggende chiaramente assurde. E' ciò che ho chiamato “l'Effetto Anti-Cassandra”, credere l'incredibile. 

La leggenda dei voli in piedi è sostanzialmente innocua, così come le altre che circondano la Ryanair. Probabilmente, l'idea di diffonderla è che i passeggeri si sentiranno privilegiati quando saliranno a bordo e scopriranno di avere in realtà una poltroncina! Il problema è, ovviamente, quando la stessa sconnessione dalla realtà avviene per temi che comportano un vero pericolo. Il cambiamento climatico ne è un esempio classico e in questo campo trovate le leggende più assurde che prendono piede con incredibile forza. Ne conoscete degli esempi: la Groenlandia era senza ghiaccio al tempo dei Vichinghi, Marte e Giove si stanno scaldando, negli anni 70 si diceva che sarebbe arrivata un'era glaciale, che gli scienziati avrebbero confessato di aver falsificato i dati e molti altri. 

Ora, immaginate di ascoltare una di queste leggende sul clima raccontata da un vostro amico che crede che sia vera. Come reagireste? Semplicemente dicendogli o dicendole che è una leggenda ed è ovviamente falsa non funzionerebbe. La reazione sarebbe, molto probabilmente, la stessa che ha avuto la mia amica per la leggenda dei voli in piedi. Quindi, credo che con le leggende del clima noi (intendendo con noi gli scienziati e gli addetti ai lavori) abbiamo fatto lo stesso errore. Non è sufficiente dire alla gente che le loro credenze sul cambiamento climatico sono incompatibili con la realtà fisica. Fare questo li farebbe solo arrabbiare e chiudersi ancora di più nelle proprie credenze. Gli scienziati, infatti, sembrano essere stati capaci di obliterare un numero enorme di biglietti per gaffe nel tentativo di trasmettere il messaggio che il cambiamento climatico è reale e che è urgente fare qualcosa per questo.  

Ma ora riusciamo a dire alle persone che le leggende climatiche sono leggende senza urtare la loro sensibilità? Con un amico forse puoi gentilmente condurlo (o condurla) ad imparare qualcosa sul clima. Ma avere a che fare con la stampa e con il Web è molto più difficile sicuramente avete esperienza di cosa succede quando la discussione si scalda. Quindi cosa facciamo? Forse dovremmo chiedere all'agenzia pubblicitaria di Ryanair. Oppure avete qualche suggerimento?





5 commenti:

  1. Per colpa di Ugo Bardi anche io ho fatto una gaffe l'altro giorno: una mia amica tutta entusiasta mi ha chiesto cosa ne pensavo dei nuovi caminetti alimentati a bioetanolo... io ho fatto una rapida ricerca ed è venuto fuori il post di qualche anno fa su aspoitalia e pertanto le ho detto che non era da comprare... ma lei era entusiasta di questo caminetto, lo vuole a tutti i costi ed è andata via senza neanche salutare :))

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  2. Per cominciare:
    http://www.ilpost.it/mauriziocodogno/2012/10/26/come-comunicare-le-informazioni-scientifiche/

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  3. Il problema principale e' che se dici a qualcuno che ha creduto bellamente ad una fesseria, lo fai sentire stupido. E la gente non ama sentirsi stupida, anche se in una certa misura tutti lo siamo.

    IN secondo luogo, la grande forza di un mito e' che non vive nella realta' dei fatti, ma vive nella realta della psiche, la quale e' quella che e', una simulazione del mondo reale.

    In una simulazione, moltissimi fenomeni sono fuori da qualsiasi controllo e verifica, e semplicemente li "parametrizziamo" . In un modello fisico, il numero di quanti parametri ci sono ti da unabuona misura di quanto questo modello cerchi dimettere delle toppe ai suoi limiti.

    I miti sono semplici parametri psichici.

    Spiegano in qualche modo l'inconoscibile, lo etichettano e lo rendono gestibile.

    Probabilmente nel lungo vissuto dell'esperienza unana, hanno avuto un ruolo fondamentale per la sopravvivenza, o quantomeno per il mantenimento di un equilibrio psichico generale, favorendo in questo modo una migliore risposta ai problemi di sopravvivenza.

    Non bisogna mai sottovalutare il grave problema dato dal senso di terrore, di incapacita' e di depressione, e in fin de conti di risposta disfunzionale che da la consapevolezza di non riuscire a comprendere e gestire fatti essenziali della vita.

    I miti, quindi, secondo me, sono parametrizzazioni del nostro modello virtuale psichico della realta', ed in quanto tale sono estremamente resistenti al tempo, perche' sono legate ai nostri schemi neurali fisici.

    Per abbandonare una parametrizzazione,bisogna trovarne una migliore che ne sostituisca il compito, non rimuoverla e lasciare l'interlocutore scoperto.

    Questo e' il mio parere.

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    1. "Spiegano in qualche modo l'inconoscibile, lo etichettano e lo rendono gestibile."

      Caro Phitio, il tuo commento è la migliore spiegazione del perché esistono le religioni che abbia mai letto, in 22 righe.

      Mi alzo in piedi e applaudo.

      Grazie.

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  4. L'unica maniera che funziona è invitarla o invitarlo a sperimentare di persona, e scommetterci la classica pizza. Purtroppo non tutto si presta alla sperimentazione, i cambiamenti climatici rappresentano un esperimento "in diretta" fatto sulla nostra pelle, e qualsiasi discorso nei confronti di coloro che sono già convinti delle tesi più assurde o strampalate rischia di scontrarsi con l'apologia del "relativismo delle opinioni".
    Ti rispondono... ah si ? Io penso che invece è diverso, e finisce li. Ben pochi prendono in considerazione vincoli di fisica, termodinamica, o quant'altro.

    Chi è disposto a credere alla teiera volante, continuerà a vederla.

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