Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


lunedì 15 ottobre 2012

Dr. Steve Running: i cinque stadi dell'afflizione climatica

Da “Friends of two rivers”. Traduzione di Massimiliano Rupalti



Steven W. Running, Università del Montana.
Nel 2007, il Dr. Steve Running ha pubblicato il suo largamente letto “I 5 stadi dell'afflizione climatica”, che è ancora oggi rilevante.



Sembra che il tema del riscaldamento globale stia ora saturando i media. Giornali, televisioni, settimanali e infiniti siti internet hanno tutti riassunti della scienza e ampie discussioni su cosa dovrebbe fare la società. Le tendenze e le proiezioni del riscaldamento globale fanno riflettere, sono persino spaventose, e sollecitano risposte sconcertanti da parte della gente.

Come professore e scienziato del clima all'Università del Montana, ho tenuto lezioni pubbliche sulla “Scomoda Verità per il Montana” per almeno cinque anni e questi impegni divulgativi ora sono quasi settimanali. Inoltre, come uno degli autori del capitolo principale del recente rapporto dell'IPCC, ho scritto sia del consenso pubblico sia dell'incertezza per il riscaldamento globale e sugli impatti sul Nord America. I miei discorsi includono le prove più recenti dell'aumento dell'intensità degli uragani, della maggior ampiezza degli incendi, dello scioglimento dei ghiacciai e dell'aumento del livello dei mari che sono stati coinvolti con il cambiamento climatico. Le reazioni individuali alle mie presentazioni hanno un ampio spettro, dalla rabbia alla depressione ed è stato difficile per me capire questo ampio spettro di emozioni.

Recentemente ho dato uno sguardo nuovo ai concetti riconosciuti sui “5 stadi dall'afflizione” che Elizabeth Kubler-Ross ha definito già negli anni 70 per riassumere come la gente si confronta differentemente con notizie scioccanti tipo essere informati di avere il cancro terminale. Sembra che questi stadi dell'afflizione forniscano un'analogia molto buona con l'attuale reazione della gente al tema del riscaldamento globale, quindi ho formulato i miei “5 stadi dell'afflizione climatica” come segue.

Al primo stadio, NEGAZIONE, ci sono le persone che semplicemente non credono alla scienza secondo la quale la Terra si sta scaldando o, in un secondo momento, che gli esseri umani ne siano la causa. Nonostante si vedano registrazioni di 50 anni di concentrazione della CO2 atmosferica in aumento anno dopo anno dal 1957 e le temperature globali dell'ultima dozzina di anni in fila siano le più calde in un millennio, queste liquidano queste tendenze come variabilità naturale. Queste persone non vedono ragioni per disturbare lo status quo. Molta gente è giustamente partita da questo stadio, finché non si sono scontrate con prove convincenti. Queste convincenti prove scientifiche recentemente riassunte nel quarto rapporto dell'IPCC ha, secondo i sondaggi di opinione, drammaticamente ridotto il numero di gente allo Stadio 1.

Molta gente salta dalla NEGAZIONE al quarto Stadio, ma per altri lo successivo Stadio 2 è la RABBIA e si manifesta con commenti furiosi tipo “mi rifiuto di vivere in una casa su un albero al buio e di mangiare noci e bacche”. A causa dei miei discorsi pubblici, ricevo la mia parte di posta piena di odio, compresa l'etichetta di “pomposo idiota”, da individui che sono chiaramente irritati al pensiero di cambiare sostanzialmente il proprio stile di vita. Il mio giornale locale contiene frequentemente lettere all'editore da parte di gente arrabbiata al punto da fare dichiarazioni irrazionali alludendo oscuramente alla fine potenziale della civiltà moderna.

Lo Stadio 3 è la CONTRATTAZIONE. Quando si giunge questo stadio, molta gente che negava pubblicamente il riscaldamento globale (come certi ipocriti conduttori di talk show), cominciano a fare dichiarazioni sul fatto che il riscaldamento non è così male, potrebbe rendere un posto come il Montana “più confortevole”. E' vero che il fabbisogno per il riscaldamento degli edifici della mia città natale, Missoula, è diminuito del 9% dal 1950 a causa di inverni più miti. A questo stadio la gente si attacca alle buone notizie sul cambiamento climatico, tipo stagioni agricole più lunghe, e ignora scrupolosamente le cattive notizie, come siccità e incendi più intensi e la scomparsa dei ghiacciai nel Glacier National Park nel 2030. Ancora più importante, a questo stadio la gente non vuole ancora cambiare stile di vita o esplorare soluzioni energetiche che siano a più bassa intensità di carbonio. Sembra che voglia superare questo grande esperimento globale affrontare qualsiasi cosa accada.

Molta gente alle mie lezioni ora è passata allo Stadio 4, DEPRESSIONE. Essi considerano l'accelerazione annuale delle emissioni di gas serra, la velocità del riscaldamento senza precedenti e la necessità di cooperazione internazionale per una soluzione e vedono l'impresa che hanno di fronte impossibile. Nei miei giorni più difficili, confesso che io stesso ricado nello Stadio 4.

Allo stadio finale, l'ACCETTAZIONE, si trova la gente che riconosce i fatti scientifici con calma ed ora esplora le soluzioni per abbattere fortemente le emissioni di gas serra, cercando fonti energetiche a intensità di carbonio zero. Due fattori sono importanti nel portare la gente dalla DEPRESSIONE a questo stadio di ACCETTAZIONE.

Primo, le alternative praticabili per mostrare che ridurre le emissioni di gas serra è possibile senza la fine della civiltà moderna. E' molto incoraggiante vedere pale eoliche, lampade a LED, fotovoltaico a film sottile e auto ibride sul mercato ora, non solo vaghe speranze di futuro. Secondo, una guida nazionale visionaria, un livello da “Piano Marshall”  a livello di convergenza e impegno nazionale di modo che tutti contribuiscano e i cambiamenti di stile di vita necessari siano ampiamente condivisi, di fatto diventando la nuova normalità. Il progresso su questo fronte non è stato buono finora. Un difetto ovvio in questa analogia è che molta gente semplicemente ignora il problema del riscaldamento globale, una separazione difficilmente raggiungibile quando si affronta personalmente il cancro.

E' sia benvenuto sia importante che alcuni leader della comunità degli affari, da DuPont, General Electric e WalMart fino alle più piccole avvii di impresa siano ora fortemente perseguendo obbiettivi di decarbonizzazione dell'energia, di efficienza e conservazione. I grandi cambiamenti sociali portano sempre inevitabilmente dolore per alcuni e nuove opportunità per altri, dipendendo prevalentemente da quanto rapidamente la gente reagisce alle nuove realtà. Abbiamo davvero bisogno che la maggior parte della nostra classe politica, economica ed intellettuale raggiunga lo Stadio 5, ACCETTAZIONE, per poter proseguire, come nazione e come cittadinanza complessiva.

Non c'è alcuna garanzia che possiamo fermare il riscaldamento globale con successo, ma non fare nulla, data la nostra attuale conoscenza, è ingiustificabile. Come potremo guardare in nostri nipoti negli occhi?


3 commenti:

  1. "Come potremo guardare in nostri nipoti negli occhi?"

    Direi piuttosto: "Come potremo guardare in nostri FIGLI negli occhi?"

    Ma meglio ancora: "Come potremo guardarci allo specchio?"

    Serve un esercito di persone come Vasili Alexandrovich Arkhipov, gente poco nota (per non dir sconosciuta), ma in grado di intervenire nel migliore dei modi proprio quando serve.
    Se a 50 anni dalla crisi missilistica di Cuba (un rischio non da meno del riscaldamento globale) la maggior parte delle persone non sa chi sia il buon Vasili, vuol dire che c’è ancora molto da fare. I grandi leader e i governi sono solo una parte della soluzione e non la più importante. Il mondo non si salva con un decreto-legge. Serve più partecipazione.

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  2. Sono al punto 4 da diversi anni, per solitudine, perchè se parlavo del CC mi davano dell'idiota (e basta).
    Se parli di riscaldamento ti dicono che non è possibile, loro la mattina si mettono la giacca pesante (...).
    L'inverno del 2007 è stato una prova dura, perchè palesemente c'era qualcosa che NON andava nei 12° mattina pomeriggio e sera... Eppure non si riusciva nemmeno a parlarne. Con i media (quelli si davvero pomposi idioti) che parlano di pioggia= cattivo tempo e sole (anche se a 40°) come bel tempo.
    Parlare del tempo è diventato una moda, peccato fatto con questa banalizzazione, eppure sarebbe l'unico argomento scientifico che la televisione tratta...
    Pochi parlano della differenza tra clima e tempo, troppi inventano anche i nomi delle perturbazioni...l'ultimo è Cleopatra.
    Il compito di battezzare le perturbazioni è dell'Istituto meteorologico dell'Università di Berlino e infatti il nome scientifico è Regula non Cleopatra.
    Concludo dicendo che questo caos moltiplica il caos già esistente, la mancanza di regole oramai in crescita.
    Tutto questo rende più difficile arrivare all'ACCETTAZIONE.

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  3. stadio 4, temo irreversibile e terminale per me.
    uno sguardo fuori dalla finestra ai monti innevati non basta a compensare lo sguardo ai modelli meteo per i prossimi giorni che ci condannano senza appello ad almeno l'ennesima settimana di alta africana, con ritorno dello 0 termico a 4000 metri. Cleopatra saluta e se ne va!

    L.


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