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giovedì 6 settembre 2012

Il ceco, il carbone ed il riscaldamento globale




Silvano Molfese

Trasportatore di lignite da una miniera. Repubblica Ceca

Il presidente della Repubblica Ceca Vaclav Klaus, con una forte formazione economica e con studi alla Cornell University di New York, ad Erice ha sentito la necessità di “...mettere in guardia tutti rispetto agli argomenti e agli scopi di coloro che sostengono il pericolo del riscaldamento globale del pianeta Terra. Proprio i loro argomenti e i loro scopi sono molto simili a quelli con cui noi eravamo abituati a vivere per decenni sotto il regime comunista.” (*)

Mi è venuto in mente il decalogo dell’antibufala scientifica, preparato da Aspo Italia, dove si legge ”Domandatevi quale è l’interesse di chi vi parla” e cosi sono andato a cercare cosa si produce nella Repubblica Ceca sul Grande Atlante - National Geographic.

La Repubblica Ceca estraeva 6,2 tonnellate procapite di carbone cioè circa venti volte la produzione procapite di carbone della Germania (pari a 0,31 tonnellate procapite di carbone). La produzione procapite di lignite della Repubblica Ceca, 4,98 tonnellate, è più che doppia rispetto a quella della Germania, 2,17 tonnellate (**).
Con le dichiarazioni fatte Vaclav Klaus pensa di difendere gli interessi dei suoi concittadini.

Rammento innanzitutto che l’ambientalismo scientifico prende piede negli USA con il libro “Primavera Silenziosa” di Rachel Carson pubblicato nel 1962: se dovessi citare solo i nomi degli autori anglosassoni dai quali ho appreso tante cose sulle problematiche ambientali negli ultimi 25 anni, forse non mi basterebbe un’intera pagina. Non mi viene in mente invece nessun nome russo dell’epoca sovietica né alcun nome della Russia contemporanea.

Bruciare carbone è quanto mai dannoso per le elevate quantità di biossido di carbonio (CO2 ) emesse in atmosfera. Il riscaldamento globale è una dura realtà, rischiosa per il futuro di tutta l’umanità: anche per i cittadini della Repubblica Ceca. E’ pericoloso quanto una guerra nucleare.
Un esempio: dal 1910 al 2009 nello Stato del Montana (USA) sono scomparsi quattro ghiacciai su cinque; è una riduzione dell’80% (Brown, 2011). La riduzione dei ghiacciai, fenomeno esteso a tutto il pianeta, vuol dire meno acqua per i terreni e quindi meno pane: ma le bocche da sfamare, 7 miliardi, sono in aumento.
I sistemi naturali supportano l’economia e non viceversa: volenti o nolenti dobbiamo fare i conti con i limiti del pianeta Terra.

Un commento a questo post su "Ogni Resistenza è Futile"

(*) Corriere della Sera, 21 agosto 2012, pag. 17

(**) I dati su carbone e lignite sono del 2002 per la Repubblica Ceca; per la Germania sono relativi al 2004. La popolazione della Repubblica Ceca era pari a 10.220.000; in Germania gli abitanti erano 82.689.000; dati riferiti al 2005.

L.R. Brown, 2011 - Un Mondo al bivio. - Edizioni Ambiente, 84

3 commenti:

  1. Più che ceco dire cieco.

    Saluti dal Panda

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  2. una forte formazione economica!!! AVESSE AVUTA UNA FORTE FORMAZIONE SCIENTIFICA O UMANISTICA,avrebbe parlato diversamente, ma molto probabilmente non sarebbe presidente della Cechia. Il problema è che il sistema mondo è in mano a questa gente, che ha decretato la riduzione della popolazione con sistemi economici, il che vuol dire togliere il futuro, il lavoro ed il cibo alle prossime generazioni. Il progetto? 500 milioni di umani entro il 2100 o 2150. Corri , corri, asinello, colla tua bella macchinina verso la disperazione e il nulla.

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  3. Cieco ma non stupido, non può non curare gli interessi del clan dei carbofossili, finchè prima o poi non si potrà stabilire una pianificazione planetaria, in cui si pianificherà l'estrazione e l'utilizzo, in modo graduale (tipo quella proposta nel 2006 da Colin Campbell), al fine di ridurre tutti questi tipi di combustibili, ovviamente le misure dovranno prevedere anche forti incentivi oltre alle penali per chi non rispetta le regole.
    In ogni caso dato che i carbonfossili saranno comunque sempre indispenzabili per tutti gli altri usi, consentiti in quanto riciclabili, a questo punto il prezzo della materia prima potrebbe anche salire enormemente.
    Saluti
    Giovanni

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