Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


martedì 2 maggio 2017

Apocalisse Zombie: il nostro futuro?

DI UGO BARDI
Traduzione di Gaia Galassi. (leggermente adattato e corretto da UB).
Per quelli di noi che si dilettano a studiare i trend a lungo termine, la diffusione del genere cinematografico sugli Zombie è un rompicapo affascinante. Non c’è dubbio che ci sia un trend netto: guardate a questi risultati da Google Ngrams.

Il termine “zombie” era completamente sconosciuto prima degli anni ’20, poi ha cominciato lentamente a guadagnare attenzione. Negli anni ’70 è esploso, soprattutto dopo il successo del film del 1968 di George Romero “La notte dei morti viventi”. Il termine “zombie” non è stato usato nel film, ma il concetto è diventato rapidamente popolare e ha creato il genere chiamato “apocalisse zombie”. Oggi l’idea si è estesa: riguarda l’improvvisa comparsa di una gran quantità di non-morti che attaccano periferie e centri commerciali alla ricerca di umani vivi da mangiare. Sono normalmente il bersaglio dell’attacco di gruppi di persone pesantemente armate ma molto meno numerose che sono sfuggite all’epidemia o a qualunque cosa abbia trasformato le persone in zombie.
Ora, se qualcosa esiste, deve esserci un perché. Allora, perché questa attrazione per gli zombie? Come mai abbiamo creato un genere che non è mai esistito prima nella storia umana della letteratura? Vi immaginate Omero raccontarci che la città di Troia è assediata dagli zombie? Dante Alighieri ha forse trovato zombie nel suo viaggio all’inferno? O Shakespeare ci ha forse raccontato di un Enrico V che combatte gli zombie a Agincourt?
Io credo ci sia una ragione: la letteratura riflette sempre paure e speranze della cultura che la crea; a volte in maniera davvero indiretta e simbolica. E, in questo caso, gli zombie potrebbero riflettere una paura non detta dei nostri tempi, una paura che è presente più che altro nel nostro subconscio: la fame.
Iniziamo con una caratteristica tipica degli zombie: i cerchi neri intorno agli occhi.

Gli zombie dovrebbero essere “non-morti”, cadaveri che in qualche modo tornano a un’apparenza di vita. Ma i cadaveri hanno forse questo genere di occhi? devo ammettere che non ho molta esperienza nelle autopsie (a dire il vero, nessuna) ma, da quando vedo dal web, mi sembra raro che i cadaveri abbiano queste borse nere sotto gli occhi, a meno che non abbiano sviluppato lividi prima di morire. E’ vero che un cadavere in decomposizione perde lentamente i tessuti molli e, alla fine, gli occhi scompaiono lasciando solo cavità nere in un teschio mummificato. Ma questo non sembra combaciare con l’aspetto facciale degli zombie così come compare nei film. (Lo so, questa è una ricerca piuttosto orribile, ma la faccio in nome della scienza).

Invece, per quello che so, gli occhi cerchiati di nero possono essere una caratteristica delle persone malnutrite, spesso come conseguenza dello sviluppo di un edema facciale. Qui, per esempio, la foto di una ragazza Olandese durante la carestia del 1944-1945 in Olanda.Non è sempre una caratteristica delle persone malnutrite, ma compare abbastanza di frequente.



Un altro esempio è la Grande Carestia in Irlanda iniziata nel 1845. Non abbiamo foto di quei tempi, ma gli artisti che dipingevano gli Irlandesi che morivano di fame percepivano chiaramente questo dettaglio. Qui, per esempio un’immagine abbastanza famosa di Bridget O’Donnell, una delle vittime della grande carestia. Notate i suoi occhi anneriti.
Quindi, abbiamo qualche idea di chi questi zombie potrebbero rappresentare. Sono persone affamate. Ed è chiaro che lo sono. Nei film, sono descritti mentre avanzano inciampando, disperatamente alla ricerca di cibo. Sembrano la rappresentazione perfetta degli effetti di una carestia. Guardate il memoriale della carestia irlandese, a Dublino.


Non sembrano zombie di un film moderno? Si, lo sembrano. Questa non è una mancanza di rispetto per le donne e gli uomini irlandesi che morirono in una delle più grandi tragedie dei tempi moderni. E’ solo per notare come, nella nostra immaginazione, persone reali che muoiono di fame possono essere trasposte in immaginari zombie.
Ora, immaginate che una carestia stia decimando la nostra società, oggi. E’ vero che il mondo non ha visto grandi carestie negli ultimi 40 anni circa, ma ciò non vuol dire che le carestie non potrebbero tornare di nuovo. Oggi, il nostro sistema commerciale globale è fragile, basato su lunghe catene di fornitura che coinvolgono trasporto marittimo e distribuzione su strada. Il sistema ha bisogno di combustibili fossili a basso costo per funzionare e, più ancora, ha bisogno di un sistema finanziario globale che funziona. Se il cibo viaggia attraverso tutto il mondo, è perché qualcuno paga per farlo viaggiare. Una crisi valutaria farebbe collassare l’intero sistema. Le conseguenze potrebbero essere, ebbene, immaginiamo l’inimmaginabile.
Le persone che vivono nelle aree suburbane non hanno fonti di cibo nei loro negozi. Ora, immaginate che, improvvisamente, e le navi e i camion smettano di girare. Allora, gli scaffali dei supermercati non potrebbero più essere riempiti. Gli abitanti dei sobborghi sarebbero prima sorpresi, poi arrabbiati, quindi disperati e, infine, quando le loro riserve di cibo domestiche fossero finite, affamati. Anche prima di questo, avrebbero finito il carburante delle loro macchine, l’unico mezzo di trasporto a loro disposizione. Ora, supponiamo che le classi dirigenti decidano che è più facile per loro lasciare che gli abitanti dei sobborghi muoiano di fame piuttosto che tentare di sfamarli. Supponiamo che decidano di confinare con delle recinzioni i sobborghi e di istruire l’esercito di sparare a vista a chiunque tenti di fuggire. Chi li costringerebbe a fare diversamente?
Possiamo immaginare quale sarebbe il risultato. Gli abitanti dei sobborghi diventerebbero persone emaciate, impacciate, affamate che attaccano i vicini e i centri commerciali alla disperata ricerca di qualcosa da mangiare: qualsiasi cosa. Arriverebbero al cannibalismo? Forse, è probabile addirittura. Alcuni di loro riuscirebbero a mettere le mani su una buona fornitura di armi e munizioni, quindi giocherebbero al re del castello, accaparrandosi la maggior parte del cibo che rimane e sterminando i poveri disgraziati che ancora barcollano per le strade, almeno fino a che non finiranno cibo e munizioni anche loro. Sarebbe l’apocalisse degli zombie, nulla di meno che questo.
Certo, questo è solo uno scenario. Tuttavia, ritengo sia un’interessante rappresentazione di come funziona la mente umana. In un post precedente, avevo notato che il meme “sovrappopolazione” sia scomparso dal cyberspazio in conseguenza di come la gente ha gradualmente sviluppato una sorta di “anticorpi”. Il meme zombie sembra collegato allo stesso aspetto, ma è un meme molto più infettante e sta ancora crescendo e diffondendosi nella popolazione mondiale.
C’è una ragione per il successo del meme zombie. Le catastrofi ridotte a fiction (“è solo un film!”) sono di sicuro meno minacciose di quelle descritte come se fosse possibile che accadessero sul serio. Così il concetto di “prepariamoci agli zombie” si sta facendo strada. Apparentemente, prepararsi per un'apocalisse zombie è più socialmente e politicamente accettabile che prepararsi alle conseguenze dell’esaurimento delle risorse e dei cambiamenti climatici. Questo è un aspetto curioso della mante umana, ma è il modo in cui funziona. Rende il concetto di “fantaclima” (cli-fi) qualcosa di attraente per generare preparazione ai cambiamenti climatici.
Può essere che il solo modo che ha a nostra mente per riconoscere le catastrofi che stanno arrivando è vederle come una favola. In irlanda, prima della grande carestia, c’era qualche premonizione dell’imminente disastro. Qui quello che il poeta irlandese Clarence Mangan ha scritto nel 1844 a proposito di un “evento” non descritto che si aspettava accadesse in futuro.
Spegni la lampada, e seppellisci la ciotola,
tu dal cuore pieno di fede!
E, come i tuoi veloci anni si affrettano verso la meta
dove le parole se ne sono andate,
usa forza, vigore, anima sul tuo lavoro per espiare
l’ozio e gli errori del passato;
così che al meglio tu possa arrivare ad incontrare da solo
l’Evento e i suoi terrori.
Gli irlandesi avevano avuto una specie di premonizione dell’”evento” che stava arrivando per ucciderli, la grande carestia del 1845, anche se questo non li aveva aiutati molto ad evitarla. Un simile “Evento” sta arrivando anche per noi? Forse è già iniziato.
Ugo Bardi
20.03.2017
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di GAIA GALASSI


36 commenti:

  1. I 'forse'lasciano il tempo che trovano. Le cifre e i grafici attuali delle produzioni globali di combustibili fossili (compreso il fracking USA), energia netta, cerealicole, di minerali e dei trasporti di merci nel mondo invece, forse darebbero un'idea più reàlistica di un 'forse'. E' possibile fare il punto in questo senso?

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  2. Così a occhio e croce il link da lei indicato, non mi pare molto attendibile dottor Bardi, mi riferisco a questo http://theeconomiccollapseblog.com/archives/the-global-famine-begins-un-announces-that-the-worst-food-crisis-since-world-war-ii-is-happening-right-now

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    1. Il sito è un po' estremo, senza dubbio. Ma non è un sito di fake news; quel particolare post che ho linkato cita dei dati delle Nazioni Unite che vengono da http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=56286#.WQj_xtqGPIV. In effetti, avrei potuto citare direttamente l'origine, ma non fa molta differenza

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  3. petrolio da trasformare in cibo ce n'è ancora per molti anni, forse anche qualche decennio. L'era degli zombie per fame non è dietro l'angolo, ora abbiamo gli zombie per troppo benessere, troppo cibo, troppi vizi, troppo spreco, troppo lassismo, troppa mancanza di ideali positivi e valori. Mi pare che anche Seneca si lamentasse in questo senso, ma il lavoro dei saggi è la preghiera, la meditazione (Sir 38).

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    1. https://play.google.com/music/preview/Tlqcqk7wstt4irrlu6dkf6syjpq?lyrics=1&utm_source=google&utm_medium=search&utm_campaign=lyrics&pcampaignid=kp-lyrics
      Non siamo ancora zombie, piuttosto scimmie nude.
      Questo Gabbani è in gamba.
      Angelo.

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    2. zombie e scimmie nude sono entrambe senza valori morali e spirituali. Siamo già ad un passo dall'Acheronte.

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Mi permetto di far notare come il link "forse già è iniziato" è diretto a theeconomiccollapseblog.com, il sito in questione è negazionista del cambiamento climatico, almeno da come l'ho capito io, per cui ho smesso di leggerlo seppur si possano trovare articoli interessanti...

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    1. In effetti, non avevo notato che era un sito negazionista. Grazie per la segnalazione. A parte questo, comunque, l'articolo che ho linkato mi sembrava appropriato; vedi anche la risposta che ho dato a Gaporion.

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    2. Comunque, considerate le opinioni sul clima di quel sito, mi è parso il caso di cambiare il link e metterlo all'origine della notizia, ovvero al sito delle nazioni unite.

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  5. E’ divertente e forse significativo notare che quel gruppo di statue a Dublino si trova proprio nella zona moderna delle banche, un quartierino nuovo nuovo della finanza verso le docks

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  6. Gli zombie sono quelli che si stanno scatenando a fare stragi ovunque e loro mandanti, non hanno Coscienza, sono morti dentro, alieni alla Vita stessa. Teresa Neumann una veggente tedesca ha Visto che nel 2017 finiva l'Era di Caino, che sarebbe, secondo la sua visione, la Bestia umana, che infatti non sente alcuno scrupolo dopo aver assassinato Abele. Si preoccupa soltanto di non venire buttato fuori dal clan di appartenenza perchè altre razze di ominidi, ancora più scimmie di lui potevano ucciderlo. L'energumeno è quindi condannato a vagare per la Terra senza Luce della Coscienza, assieme alla sua meschina discendenza, che assetata di potere sottomette i discendenti di Seth ovunque.
    Il Mito della Genesi racconta che saranno uomini e donne con Coscienza, anche se atei, agnostici o pincopallini qualunque che salveranno la Terra dagli zombie? Mah!

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  7. Dal 1970 al 2015 il numero di persone denutrite nel mondo è sempre andato calando. Oggi la tendenza è invertita, Nel "Global Report on food crisis" del 2017 si scrive: "Globally, 108 million people in 2016 were reported to be facing crisis food insecurity or worse. This represents a drastic increase compared to 2015 when the figure was almost 80 million. In 2016, major food crises were fueled by conflict, record-high food prices and abnormal weather patterns". https://www.wfp.org/content/global-report-food-crisis-2017

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    1. Si, è la tendenza degli ultimi anni. Non ci sono le carestie gigantesche di 50 anni fa, ma il numero di persone che dichiarano di soffrire la fame è in aumento.

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  8. A fine anno sfioreremo i 98 mbg e nonostante la domanda continui a salire l'OPEC si vede costretto non solo a confermare il taglio di produzione ma addirittura aumentarlo di un ulteriore 20% ...che dire di petrolio ce ne da annegare...altrochè.
    http://www.trend-online.com/commodity/trivella-scatenata-030517/

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    1. penso sia detto per invitare ad investire nel petrolio. Ai trader non bisogna dare credito più di tanto.

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    2. Ineffabile Anonimo,

      Ho letto l'articolo da lei segnalato e stavo per risponderle, quando ho notato che ha scritto: "... di petrolio ce ne da annegare...".

      Prima di aprire siti web a casaccio, perché non rispolvera il sussidiario delle elementari?

      Già che ci siamo le segnalo:

      http://www.corriere.it/cultura/11_novembre_28/di-stefano-italiani-non-capiscono-la-lingua_103bb0fa-19a8-11e1-8452-a4403a89a63b.shtml?refresh_ce-cp

      La saluto rassegnato
      AB

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    3. Oddio a ragione o dimenticato una è...è la freta sa....comunque siamo seri, siamo in un blog dove si discute di petrolio e una buona volta per sempre inizi ha rispondere a tema e POSSIBILMENTE CON I NUMERI!!!!
      La saluto convinto
      AB+C

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    4. Quando si è con una persona, si parla ....
      non c'entra niente se l'ortografia è buona o cattiva, si deve ascoltare il cuore, il pensiero che quella persona intende trasmettere.

      Gianni Tiziano

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    5. Impreparato Anonimo,

      In questo Paese il 45% circa delle persone sono analfabeti funzionali. Se uno non sa scrivere poche parole in italiano corretto di solito non sa neanche leggere e capire un articolo di giornale o un post su un blog. Non parliamo poi della capacità di effettuare dei semplici calcoli! Questi sono i fatti, non è un mio parere. Se la cosa la fa arrabbiare non so che farci.

      Lei mi dice di iniziare a rispondere a tema e "possibilmente con i numeri", anche scrivendolo tutto maiuscolo per farmelo capire meglio... Ignoro la sua scortesia e provo a risponderle.

      Tralasciando la qualità dei numeri che ci fornisce lei, perché le farneticazioni degli economisti mi interessano poco, le segnalo un paio di post su questo stesso blog:

      https://ugobardi.blogspot.it/2014/12/il-tramonto-del-petrolio-edizione-2014.html

      https://ugobardi.blogspot.it/2016/01/il-tramonto-del-petrolio-edizione-del.html

      Qui di numeri ne trova quanti ne vuole. Ci sono i dati sulla produzione di petrolio, le fonti, si spiega come questi dati sono stati elaborati, ci sono anche tanti bei grafici colorati!

      Perché non prova a scaricarsi i dati, rifarsi i calcoli, fare le sue valutazioni? Io l'ho fatto, lo faccia anche lei. Forse capirà che se aumenta la produzione, non è detto che aumenti anche l'energia netta a nostra disposizione. Davvero è così difficile da capire?

      Un saluto sempre più rassegnato

      Alessandro B.

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    6. Anonimo 3 maggio 2017 21:17,

      In questo blog c'interesserebbe sapere che cosa, dove, quando e come la tua citata "trivella scatenata" ha trovato, tanto da poter credere che annegheremo presto in fiumi di petrolio.
      Come minimo ci aspettiamo giacimenti di trecento miliardi,dico miliardi non milioni, di barili di petrolio,e di buona qualità ovviamente, e di sapere anche quante centinaia di milioni di barili di petrolio o in equivalente d'energia occorrerebbero per tirarli fuori.
      Tralasciando per ora i costi ambientali per tutte queste operazioni d'estrazione.Ed altre questioni di ordinaria geopolitica.
      Delle chiacchere di un sito di trading online come quello che hai citato, non ce ne importa pressochè nulla.

      Vedi un po' se riuscirai ad accontentarci la prossima volta.
      E magari toglierti quella mascherina da carnevale dell'anonimato.

      Marco Sclarandis

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    7. @ Gianni Tiziano,

      Non sono d'accordo con lei quando dice: "non c'entra niente se l'ortografia è buona o cattiva". E non lo sono per i motivi che ho esposto nel mio commento successivo al suo.

      Chi non sa scrivere decentemente di solito non sa neanche parlare, leggere e capire un testo moderatamente complesso, fare dei semplici calcoli.

      Infatti il signore che mi ha risposto stizzito ha letto delle fandonie, su un sito che di scientifico non ha nulla, e non è stato in grado di capirlo. Sarà come tante altre persone che, a sostegno delle loro tesi bislacche, dicono: "L'ho sentito in TV!" oppure, in versione moderna, "L'ho visto su internet!". Gente incapace di distinguere fra (per fare un esempio) un rapporto annuale dell'IEA e un articolo su Novella 2000.

      Mi ritiene uno snob? Mi considera antipatico e pedante, per non dire di peggio? Magari lo sarò anche. Ma sinceramente non credo di essere io il problema peggiore di questo povero Mondo.

      Cordialmente
      Alessandro B.

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    8. E con questo basta. Ulteriori commenti su questo tono non saranno accettati. Anzi, saranno "accettati" in un diverso senso del termine

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    9. Professore Ugo Bardi concordo in pieno con lei che ulteriori commenti su questo tono siano da censurare SEMPRE!!! il mio post non era nient'altro che un articolo tratto da un sito dove si spiegava credo abbastanza bene ed in modo oggettivo (con cifre e grafici), l'attuale debolezza del prezzo del barile dovuta ad una super produzione (98mbg) su cui fino a pochi anni fa nessuno ci avrebbe mai scommesso, con questo pensavo di stimolare la discussione su ben altri argomenti e toni ed invece trovarsi chi si perde su una e accentata mancante...beh se questo è il livello, concorderà con me, dopo tanti anni di blog il sentimento che si prova sia di profonda delusione. La saluto cordialmente.
      PS: se le sembra eviti di pubblicare questo post per non "inquinare" ulteriormente il blog visto che non ce n'è assolutamente bisogno.

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  9. I am astonished by the trust placed in the United Nations in the comments. As far as Zombies I think their arrival on the scenes coincides roughly with the arrival of Edward Bernays and the various forms of modern propaganda. Some Zombies are well fed, others are not.

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  10. Tu vivi vicino alla natura oppure in città, estraniato dalla natura ? Io qui sono appena uscito nel prato, per chiudere gli scuri di casa, e ho sentito forte i grilli frinire, in questi giorni ho sentito il verso del cuculo, l'ho anche visto volare fra i rami, vedo le cince, i cardellini, i codirossi e i merli, i falchi e la ghiandaia. Vedo il verde degli alberi ed il grigio con bianco delle verticali rocce, vedo anche ripide pareti strapiombanti, nere e gialle. Godo il fruscio del vento e lo spostamento delle nubi nel cielo. Sento la pioggerellina, ed i tiepidi e caldi raggi del sole su di me. Tu vivi vicino alla natura oppure in città, estraniato dalla natura ?
    .----
    Credo che l'incivilimento sia avvenuto in epoche diverse nei vari angoli del mondo, e che alcune civiltà non siano collassate semplicemente per cause esogene (esaurimento delle risorse, per esempio), ma anche per cause endogene : parte della popolazione si è resa conto che si stava meglio prima, e per questa ragione ha abbandonato gli agglomerati urbani per ritornare a vivere in piccole comunità in seno alla natura (millenni fa si poteva, eravamo ancora pochi).
    Inoltre, ancora adesso vi sono dei popoli non ancora civilizzati, e dovremmo proteggere il loro isolamento, anzichè attentare al loro spazio vitale.
    Secondo me la giusta condizione umana è quella che si vive nelle comunità composte di non più di cento persone, completamente autosufficienti sul territorio che occupano, senza scambi commerciali con le altre comunità. L'unico scambio necessario con altre comunità, è quello genetico.
    .----
    In questi anni (secolo ventunesimo) è molto difficile poter abbandonare completamente la civiltà e entrare in totale contatto col mondo reale (che io credo sia quello totalmente libero dalla civiltà).
    Alcuni sono sulla buona strada : cito Fabrizio Sulli, Massimo Spinetti Wild Nahani, che vivono un poco fuori dei paesi, in una casa o casolare isolato, come fece Thoreau.
    Altri, vivono 5 giorni di lavoro in città, e 2 in mezzo alla natura, come Francesco Bevilacqua.
    Altri, hanno abbandonato la città e vivono in luoghi molto più naturali, come Guido Dalla Casa e Bruno Sebastiani.
    .----
    Voglio aggiungere che io credo che la civiltà durerà solo pochi anni ancora, poi collasserà. Purtroppo siamo nel bel mezzo della Sesta Estinzione di Massa, abbiamo ancora pochi anni da vivere, noi esseri umani e tantissime altre specie viventi, animali e vegetali. Forse nessun essere umano riuscirà a vedere l'alba del primo gennaio 2030. Guy McPherson dice 2026.

    - Gianni Tiziano -

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    1. Anche io da qualche giorno sento cantare quelli che pensavo fossero grilli, ho fatto una ricerchina in rete, dovrebbero essere dei grillotalpa http://www.fattoriedidattiche.biz/articoli-e-notizie/fattorie-didattiche/conosciamo-gli-animali-del-prato-il-grillo.html

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  11. per abbandonare la città bisogna rinunciare almeno ad alcune comodità: negozi, farmacie, fermate autobus, scuole, treno, uffici vicini. Chi è giovane e senza figli può farlo facilmente. Certo che l'odiato petrolio facilita molto la vita in campagna, ma il risvolto della medaglia è che chi vive in città diventa obbligatoriamente un consumatore nevrotico e bulimico. Come disse un sacerdote di colore in una chiesetta isolata a 20 km da Pistoia e Firenze: "Chi vive in questi posti ha molte più probabilità di andare in paradiso di altri che vivono in città". Solo che in chiesa erano solo una decina di fedeli, mentre i borghi e le case all'intorno dopo la diaspora degli anni '60 erano state tutte risistemate e abitate da centinaia di consumatori nevrotici e bulimici, che ci avevano portato la loro mentalità cittadina, fatta di volontà di spreco, solo un poco mitigato dalla lontananza di negozi e supermercati. Quando hai venduto l'anima al diavolo non è facile portargliela via.

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  12. http://www.meteogiornale.it/notizia/46965-1-il-mare-rischia-di-sommergere-le-coste-italiane?p=1
    pochi decenni all'era degli zombie, poi olocausto nucleare e fine dei tempi.
    Intanto CO2 a Mauna Loa il 26 aprile a 412 ppm.

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  13. Notizia fresca fresca da Il sole24ore. L'estrazione di shale oil USA è in crisi per carenza di sabbia, componente importantissimo nel fracking. Oltre ai prezzi bassi del mercato petrolifero che mandano in fallimento i piccoli produttori.

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    1. prenderanno quella delle rive marine ! Addio belle spiagge della Louisiana, Florida e Texas! Tanto senza petrolio non si va nemmeno al mare.

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  14. Questa società petrolizzata sembra il classico cane che si mangia la coda. C'è un limite a tutto e penso che col fracking la tecnologia petrolifera abbia raggiunto il limite virtuale per spremere altro oro nero in quantità industriali dalla terra. Anche la Gazzetta del mezzogiorno, noto giornale di regime,oggi titola un servizio " Il declino del petrolio".

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  15. Il ruolo del filosofo in questo momento storico che riguarda tutto il pianeta Terra :
    “Le catastrofi ecologiche sono la sciagura che incombe su di noi in un futuro non più lontano; nonostante tutti gli sforzi collettivi per rimuovere tale prospettiva, nonostante tutte le strategie sviluppate per rassicurarci e tranquillizzarci, nel frattempo questa convinzione si è consolidata nelle coscienze della maggior parte delle persone e costituisce il cupo sottofondo del senso della vita per la giovane generazione dei paesi sviluppati. Da un lato la prassi di coltivare questo sentimento ha in sé qualcosa di ripugnante, in quanto è fin troppo facile che essa porti alla rassegnazione e all’apatia, o addirittura, cosa ancor peggiore, che induca le masse a un edonismo frenetico e gli intellettuali a un cinismo morboso che si rassegna a ciò che sembra inevitabile e che desidera soltanto sorbire le ultime gocce dal calice del mondo, prima di mandarlo in frantumi. D’altro canto però questo pericolo non può servire a giustificare la rimozione e quindi l’imperterrita, folle corsa suicida verso l’abisso: ciò vale per ognuno di noi, e innanzitutto per la filosofia. Questa infatti mal si concilia con le rimozioni. perché la filosofia si occupa della verità, e precisamente non di questo o quel singolo momento di essa, ma della verità che concerna la totalità dell’essere...... La filosofia non può restare indifferente di fronte al suo destino. Nessuno dei grandi filosofi si è sottratto alle emergenze del proprio tempo......; quindi nel momento in cui è in gioco non solo il destino del proprio popolo, ma anche quello dell’umanità e di gran parte della natura inanimata, essere indifferente significa tradire la causa della filosofia......
    Come è arrivato l’uomo a minacciare il proprio pianeta nel modo che oggi stiamo sperimentando? E di fronte a questa situazione ha ancora senso l’idea del progresso? ......... Non è sufficiente riconoscere il pericolo in cui ci si trova quando, nel mezzo di un lago gelato, il ghiaccio scricchiola sotto i nostri piedi; bisogna cercare delle scappatoie per sfuggire al pericolo. E anche se tutt’intorno siamo avvolti dalla nebbia, la filosofia può comunque sperare di scorgere la spiaggia di salvezza grazie alla luce che irradia; può forse indicare la direzione nella quale è necessario procedere..... “.

    Vittorio Hosle

    (copiato da https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=124534801431736&id=100016256493332)

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    1. La direzione nella quale procedere? Bisognerebbe avere la sfera di cristallo. E se anche la si conoscesse non è detto poi che il mondo la seguirebbe. Sono cose sistemiche, seguono una loro logica. E non è detto che debbano sfociare in una catastrofe.
      Finchè la gente sta bene non si pone il problema di cambiare le sue abitudini.
      Hai mai visto rispettare i limiti di velocità sulle strade? Ma de che?
      Eppure sono stati messi per il bene comune...
      Angelo

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    2. la filosofia non ha la capacità di capire come mai l'umanità si è messa in un cul de sac, ma se uno seguisse ciò che dice Gesù e il ministero della Chiesa si metterebbe almeno l'animo in pace. Satana è il distruttore per eccellenza e il suo piano di annientare l'umanità e tutto il creato sta riuscendo grazie ai difetti dell'essere umano (per i credenti, detti peccati). La Madonna, nelle 2000 apparizioni degli ultimi 2 secoli, continua a chiedere preghiere, digiuni e sacrifici per mitigare la perversa natura umana, ma conosco poche persone che la prendono sul serio. Quindi l'umanità continuerà a distruggere il creato come da ordini ricevuti dal suo padrone, il diavolo, fino alla fine dei tempi. Carne e mente umani non possono cambiare un bel niente, obbediscono a istinti e egoismi. Solo lo spirito, con l'aiuto di Dio, può fermare le pulsioni dell'animo alimentate da avidità e cattiverie, desideri illeciti. Un santo diceva che non si va all'inferno senza aver commesso lussuria, poi gli altri peccati mortali sono di contorno.

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