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sabato 13 febbraio 2016

Il fitoplancton sta scomparendo rapidamente dall'Oceano Indiano

Da “Science news”. Traduzione di MR (via Alexander Ač)

La perdita di mini piante marine alla base della catena alimentare minaccia l'ecologia marina

Di Thomas Sumner


Colore dell'acqua  Il plancton che produce ossigeno è in declino nell'Oceano indiano occidentale, suggerisce una nuova ricerca. Il lavoro ha tracciato i cambiamenti del colore dell'acqua causati dalla presenza- o dall'assenza di fitoplancton in tutto l'oceano, come quello visto in questa vorticosa fioritura di fitoplancton nel 2013.  

Una rapida perdita di fitoplancton minaccia di trasformare l'Oceano indiano occidentale in un “deserto ecologico”, avverte un nuovo studio. La ricerca rivela che le popolazioni di fitoplancton della regione sono crollate di un allarmante 30% negli ultimi 16 anni. Un declino del rimescolamento dell'oceano dovuto al riscaldamento delle acque di superficie è il responsabile per questo crollo del fitoplancton, hanno proposto i ricercatori online il 19 gennaio su Geophysical Research Letters. Il rimescolamento degli strati oceanici trasporta i nutrienti del fitoplancton dalle profondità oscure dell'oceano fino agli strati assolati in cui vivono le mini piante. La perdita di microbi, che costituiscono la base della catena alimentare dell'oceano, potrebbe minare l'ecosistema della regione, avverte il coautore dello studio Raghu Murtugudde, un oceanografo dell'Università del Maryland a College Park. “Se si riduce la base della catena alimentare si avrà un effetto a cascata”, dice Murtugudde. Il declino del fitoplancton potrebbe essere in parte responsabile da un 50 ad un 90% del declino dei tassi di pesca del tonno dell'ultimo mezzo secolo nell'oceano indiano, dice. “Questo è un campanello d'allarme per guardare se succedono cose analoghe altrove”. Nel XX secolo, le temperature di superficie dell'oceano Indiano sono aumentate di circa il 50% in più della media globale. Le precedenti ricerche sull'impatto di questo riscaldamento dell'oceano sul fitoplancton suggerivano che le popolazioni erano aumentate. Ma quegli studi facevano riferimento solo a pochi anni di dati – non sufficienti per identificare chiaramente una qualsiasi tendenza a lungo termine.

Roxy Mathew Koll, uno scienziato del clima dell'Istituto indiano di meteorologia Tropicale a Puna, Murtugudde e i loro colleghi hanno tracciato il fitoplancton microscopico dallo spazio. Il fitoplancton, come le piante terrestri, è di colore verde. Quando la superficie del mare è piena di fitoplancton, le acque assumono una tinta più chiara e più verde. Man mano che la popolazione di fitoplancton si assottiglia, l'acqua ritorna più scura e più blu. Analizzando le immagini satellitari del colore dell'oceano raccolte negli ultimi 16 anni, i ricercatori hanno scoperto una diminuzione del 30% dell'abbondanza di microbi di colore verde per ogni metro cubo di acqua. Combinando questi dati con simulazioni computerizzate dell'Oceano Indiano, i ricercatori hanno ricostruito gli alti e bassi del fitoplancton nella regione durante gli ultimi sei decenni. Il lavoro suggerisce che le popolazioni di fitoplancton dell'Oceano indiano occidentale siano declinate del 20% rispetto al 1950. Le temperature di superficie in aumento hanno portato ad un crollo a lungo termine del fitoplancton, come hanno rivelato le simulazioni oceaniche. Per sopravvivere, il fitoplancton dipende dai nitrati prodotti dai batteri che abitano a circa 100-500 metri al di sotto della superficie del mare. Questi nitrati vengono smossi verso l'alto da forze come i venti che soffiano sulla superficie dell'oceano. L'acqua più calda è meno densa e rimane vicina alla superficie. Man mano che la superficie del mare diventa più calda in confronto all'oceano profondo a causa del cambiamento climatico, i due strati diventano più difficili da mescolare e nello strato assolato più alto i nutrienti diventano più scarsi.

Studi di prossima pubblicazione svolti da navi dovrebbero verificare i nuovi risultati, dice Michael McPhaden, un oceanografo fisico del laboratorio Ambientale Pacific Marine del NOAA di Seattle. La pirateria al largo della costa somala fino a poco tempo fa ha impedito alle navi di ricerca di studiare parti dell'oceano indiano occidentale, ma quest'anno segna l'inizio di una spedizione quinquennale sull'Oceano Indiano. “Questo lavoro include i salti logici che sono sensibili da fare sulla base di quello che sappiamo su come funziona il sistema, ma si vuol sempre uscire e verificare”, dice McPhaden.

7 commenti:

  1. Stiamo uccidendo la vita sul pianeta Terra.

    Gianni Tiziano

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  2. Probabilmente è un effetto temporaneo. Quando il calore del GW arriverà all'equilibrio anche nell'oceano, tra qualche secolo, il rimescolamento riprenderà e tutto tornerà nella norma. Nel frattempo, la pescosità del mare subirà una drastica diminuzione, e chi vive di quel pesce morirà, ma nel grande disegno delle cose l'Homo Sapiens è una specie come le altre, se si estingue nessuno (a parte noi) si scompone.

    Non stiamo uccidendo la vita in generale. Solo la nostra.

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    1. no scusi, c'è il serio rischio che l'inquinamento determini la sesta estinzione di massa. legga qui: http://www.lastampa.it/2015/06/21/societa/lazampa/animali/cominciata-la-sesta-estinzione-di-massa-G8rd1CwKIscRbeyNXeWIPM/pagina.html

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  3. Questa è davvero una pessima notizia (tra le tante...)

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  4. A proposito, cosa è successo veramente a Fukushima?
    Tutto tace.
    http://www.globalresearch.ca/the-fukushima-endgame/5420188

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  5. "an mano che la popolazione di fitoplancton si assottiglia, l'acqua ritorna più scura e più blu"
    Quindi l'albedo diminuisce quindi è unaltra retroazione positiva al surriscaldamento globale.

    P.S. Anche nel films "2022 i sopravvissuti" si profetizzava l'esaurimento delle alghe.

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