Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


venerdì 3 febbraio 2017

Una Vigna per le Case Automobilistiche: Il Disastro delle Rottamazioni

In questo articolo, Leonardo Libero mette il dito sulla piaga di un classico esempio di "greenwashing"; la rottamazione di vecchie auto ancora perfettamente in grado di funzionar. Il tutto fatto in nome dell'ecologia ma, in realtà, per fare un piacere alle case automobilistiche. Avrebbe avuto senso fare provvedimenti seri per passare a veicoli veramente a emissioni zero, come quelli elettrici ma si è preferito fare una politica che, in preatica, ha perpetuato la dipendenza del nostro sistema di trasporto stradale dai combustibili fossili. Ma gli errori si pagano, come si è visto nei recenti scandali che hanno riguardato la Volkswagen e la Fiat. E ora si tratta di passare ai veicoli elettrici partendo quasi da zero, una cosa che si sarebbe potuto e dovuto fare vent'anni fa. (UB)


Di Leonardo Libero




Nel 1966 il signor Irvin Gordon di Anchorage, Alaska, aveva acquistato un’auto da 1.770 cc di cilindrata, quindi piccola per un cittadino USA, e guidandola ogni giorno per 47 anni, al settembre 2013 le ha fatto percorrere quasi cinque milioni di chilometri - per la precisione,4.890.980 – che sono 12,7 volte la distanza dalla Terra alla Luna (http://thecarguys.my/2013/09/3-million-miles-volvo-1800s-120-laps-around-the-world/ ) .

Quell’auto, sia onore al merito, è una Volvo, ma è noto che Mercedes prevede per i suoi clienti una scala di premi al raggiungimento di 250.000, 500.000, 750.000, 1.000.000 e 1.610.000 chilometri ( https://en.wikipedia.org/wiki/Car_longevity), e che tutte le auto di tutte le Case sono progettate e prodotte per raggiungere una percorrenza di almeno 250.000 chilometri (http://business.time.com/2012/03/20/what-you-only-have-100k-miles-on-your-car-thats-nothing/ .

Nonostante tali attestati sulla possibile durata di un’auto, molti automobilisti europei sono costretti a sostituire ogni pochi anni la loro, anche se con pochi chilometri e in buono stato, con un’altra nuova, che dovranno sostituire anch’essa dopo pochi anni, anche se in buono stato e con pochi chilometri. Ciò accade dal 1992, con l’entrata in vigore della prima direttiva CEE sulle emissioni dei veicoli a motore, nei Paesi che, come l’Italia, hanno scelto di dare esecuzione a quella direttiva, e alle successive (*), non soltanto obbligando le Case a produrre o importare, da una certa data, solo veicoli meno inquinanti di quelli prodotti o importati in precedenza, ma anche forzando i cittadini ad acquistarli, se per qualunque motivo essi devono poter circolare sempre, con limitazioni “ambientali” del traffico dalle quali esentano solo le più recenti.

Una “scelta” che si fa sospettare frutto di lobbying, o peggio, in un Paese come il nostro, che anche nella classifica per corruzione percepita 2016 è 61mo, dietro ad alcuni del Terzo Mondo, però ha nelle sue carceri solo 228 condannati in via definitiva per reati economico-finanziari, mentre nelle carceri della Germania - 10ma in quella classifica - ce ne sono oltre 6.000 ( http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/24/corruzione-miracolo-italiano-siamo-primi-per-le-tangenti-ultimi-per-i-colletti-bianchi-in-carcere/2667976/ )

Una scelta oltretutto controproducente. Perché non ha ridotto l’inquinamento, che è anzi aumentato, e perché la grossa “vigna” che ci hanno potuto piantare le Case, oltre a pesare sui bilanci delle famiglie ed a sottrarre entrate agli altri settori economici, causa un enorme spreco di ENERGIA nuocendo così proprio a quell’Ambiente che le Direttive UE vorrebbero proteggere.

Il 66% dell’elettricità mondiale, infatti, è ancora tratta da fonti fossili, e per il 39% dall’inquinantissimo carbone (http://www.tsp-data-portal.org/Breakdown-of-Electricity-Generation-by-Energy-Source#tspQvChart). La sua produzione fa perciò emettere molta CO2, che è il principale responsabile dei cambiamenti climatici, nonchè particolato, CO, SOx, NOx, cioè gli stessi inquinanti per i quali si criminalizzano i motori diesel ( http://www.eea.europa.eu/data-and-maps/indicators/en09-emissions-co2-so2-and/emissions-co2-so2-and-nox )

Come accennato, la percorrenza minima programmata per tutte le auto è di 250.000 chilometri. Ed è quindi al raggiungimento di almeno quel traguardo che il loro “costo energetico” può dirsi ammortizzato. Ma la percorrenza media annua delle auto per esempio italiane è stata nel 2015 di soli 11.000 km ( http://www.earthday.it/Citta-e-trasporti/Gli-italiani-in-automobile-11mila-km-l-anno ) e di 12.000-13.000 nel decennio precedente. Per cui la maggioranza di quelle rottamate per “ragioni ambientali” ha impiegato (o avrebbe impiegato ) circa 10 anni per ammortizzare appena la metà di quel costo.

La rottamazione-sostitutiva di un'auto con meno di 250.000 chilometri comporta quindi: a)- lo spreco della quota del suo costo energetico non ancora ammortizzata; b)- l'anticipata "spesa" del costo energetico della rottamazione, non grande, ma nemmeno trascurabile; c)- l'anticipata "spesa" dell’ingente costo energetico dell'auto sostitutiva.

La misura del danno climatico così prodotto deve quindi partire dal costo energetico medio di una auto; che secondo Wikipedia è di circa 30.000 kWh ( pari 10 anni di consumi elettrici di una famiglia media ) (https://de.wikipedia.org/wiki/Graue_Energie#cite_note-.C3.96BUJF-2).

Perciò, poiché in Europa si vendono auto prodotte in tutto il mondo e poiché la media mondiale di CO2 emessa per ogni kWh prodotto è stata, per esempio nel 2014, di 518 grammi ( https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_carbon_dioxide_emissions ) si può affermare che produrne una in quell’anno ha causato l’emissione di 30.000 x 518 = 15.540.000 grammi = 15,54 tonnellate di CO2 , che le 13.006.451 vendute nel 2014 in Europa, spesso per sostituirne altre rottamate, ne ha fatto emettere 13.006.451x15,54 = 202.120.248,54 tonnellate ed osservare che è stato anche per quel non trascurabile contributo se nel 2015 il tasso atmosferico di CO2, che negli 800.000 anni precedenti non era mai andato oltre le 300 parti per milione, e raramente oltre le 250, ha raggiunto e superato le 400:


L’idea che quella scelta avrebbe fatto diminuire l’inquinamento urbano poteva essere plausibile, ma solo fino al 1999, anno in cui il prof. Hans Peter Lenz, dell’Università di Vienna, pubblicò i risultati di accurate ricerche, fatte da lui e dal suo staff in Germania ed in Austria, nel libro “Emissions and air quality” (https://www.abebooks.com/Emissions-Air-Quality-Hans-Peter-Lenz/12686586853/bd ). Essi avevano infatti rivelato che i veicoli a motore termico NON SONO la principale fonte di inquinamento e che della quota minoritaria con la quale vi concorrono la maggior parte NON E’ quella prodotta dai motori bensi quella sollevata da terra dalle ruote.

Peccato che quel libro ed il suo illustre autore siano stati ignorati dalla “grande informazione” cartacea e non, ed anche da quella del settore motoristico, con la sola eccezione, in Italia, del mensile “Auto” che nel 2006 ha pubblicato questo articolo dell’ing. Enrico De Vita, relativo a quel libro http://www.automoto.it/eco/polveri-sottili-tutto-quello-che-non-vi-dicono.html. Articolo nel quale si potevano vedere questi due diagrammi a torta sulle fonti generali e locali degli inquinanti:






e si poteva leggere: "Due cose sono chiarissime: primo, il 9% del 26%, attribuito ai gas di scarico delle auto nel traffico locale, equivale al 2,5% del totale; come dire che quando in certe aree si proibisce la circolazione di tutte le auto (a benzina, a gasolio, Euro 0 o Euro 5), si riducono le polveri emesse della stessa percentuale; secondo, quando si introducono norme più severe per gli scarichi delle nuove vetture, si interviene su una frazione infinitesimale di quel 2,5%, ma non si modifica in alcun modo quella ben più grande prodotta e sollevata dai pneumatici (che nel traffico locale vale 3 volte di più)".


Il fatto che i picchi di inquinamento urbano si verifichino sempre e solo d’inverno avrebbe dovuto suggerire fin da principio, ai decisori dei rimedi da adottare, di tenere particolarmente d’occhio i riscaldamenti, che d’estate non ci sono mentre di auto ne circolano forse anche di più.


Ci ha pensato l’ing. Dario Faccini con tre lunghi articoli, scritti in base a dati ufficiali, pubblicati nel 2015-2016 sul sito web di ASPO Italia, associazione di sicura fede ambientalista, e che l’autore raccomandava di leggere “bevendo molta, molta camomilla” (https://aspoitalia.wordpress.com/2015/12/30/inquinamento-il-colpevole-nascosto/ ).


Vi risulta infatti, in breve, che le diminuzioni di potere inquinante dei veicoli termici, ottenute dal 1992 in poi anche grazie alle Direttive UE, sono state largamente vanificate ………dai riscaldamenti a biomasse (legna e pellets); i quali, a partire dal 2003, sono dilagati a valanga in sostituzione di quelli ad altri combustibili, ma si sono rivelati 100 volte più inquinanti di Gasolio e GPL e 2000 volte più del metano.


Il lato comico della cosa - se si potesse riderne – è che lo Stato italiano ha incentivato, anche con soldi pubblici, la rottamazione sostitutiva delle auto considerate “sporche” ed ha incentivato anche i riscaldamenti a biomasse perchè tale fonte è rinnovabile (ma non per questo “pulita” ).


Quegli articoli hanno avuto oltre 50.000 accessi da internauti, ma dalla “grande informazione” e da quella specializzata hanno avuto lo stesso rilievo dato, quattro anni prima, al libro di Hans Peter Lenz (non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere). Nella migliore delle ipotesi, il motivo potrebbe stare nel timore di perdere la forsennata quanto succulenta pubblicità alle auto, arrivata ormai a superare per intensità e frequenza quella ai più comuni prodotti di uso quotidiano.


Quanto poi al motivo di tale campagna pubblicitaria, scatenata anche dalle Case più illustri , lo credo connesso ai piazzali dei concessionari, strapieni di auto malgrado tutto invendute, che si possono vedere nei dintorni delle città (programmi produttivi troppo presuntuosi ?).


Leonardo Libero


31 gennaio 2017


(*) La direttiva è uno degli strumenti giuridici che le istituzioni europee possono utilizzare per attuare le politiche dell’Unione europea (UE). Si tratta di uno strumento flessibile usato principalmente per armonizzare le leggi nazionali. Essa richiede ai paesi dell’UE di raggiungere determinati risultati, ma li lascia liberi di scegliere le modalità . (http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=URISERV:l14527 )





39 commenti:

  1. Le elettriche non sono a emissioni zero: spostano solo il problema dell'auto alla centrale elettrica.

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    1. A parte che perche' poi dovremmo tendere alle emissioni zero?
      Perche' nulla che sia meno che assolutamente perfetto ci puo' mai soddisfare?
      Attenzione che una mentalita' del genere, in qualunque campo sia applicata, porta diritti al totalitarismo.
      Il totalitarismo e' una condizione mentale, prima che politica.
      Un tempo esisteva un saggio proverbio, "vivi e lascia vivere".

      Il limite della liberta’ del pugno di uno e’ nel naso dell’altro, diceva Popper. Ma se l’altro ha un naso educato all'ipersensibilita' e che si irrita tremendamente al solo sbattere delle ali di una farfalla agli antipodi, converrete che la liberta’ del primo si riduce a zero (e per simmetria si riduce a zero anche quella del secondo, dato che ognuno di noi e' l'"altro" di qualcun altro).

      Ci vuole misura e buonsenso nelle cose.

      Tutte le idiozie che rendono, pur nel profluvio di beni materiali, squallide le nostre vite, derivano da questo atteggiamento ipercritico e ipersensibile. In questa societa' di ipercavillosi, nulla va mai bene cosi' com'e'.

      Andrebbe tenuto presente che moriremo tutti, comunque, e che rovinarsi la vita intera nella speranza di vivere qualche anno in piu', e' stupido.

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    2. Lo stesso vale per gasolio e metano: mentre nel caso della legna l'inquinamento è locale, per gasolio e metano l'inquinamento prodotto localmente andrebbe sommato a quello prodotto per estrarlo e trasportarlo (e fare le guerre per i gasdotti). Inoltre bisogna considerare che la legna fa parte di un ciclo (il legno prima o poi in parte brucia o si decompone comunque, o viene abbattuto perché non sottragga troppo terreno ad agricoltura e città), mentre i combustibili fossili se non estratti sarebbero rimasti sotto terra.
      Il problema è quello dei consumi totali (popolazione e consumi pro capite), qualunque altra soluzione non fa che creare ulteriori problemi, dove viene praticata oppure altrove.

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    3. Gaia, l'altro giorno, Fulco Pratesi, alla radio, ha accennato, sia pur timidamente, sulla questione dell'infernale inquinamento in Val Padana, di quest'ultimo periodo, al problema della... popolazione (WWF da sempre, sia pur in modo garbato, considera la sovrappopolazione tra i principali problemi ecologici e NON condivide il silenzio fragoroso, stridente di altre organizzazione cocomeriane come Greenpeace per le quali la sovrappopolazione è semplicemente un tabù assoluto, Il Tabù).

      E' ovvio che una concentrazione umana già così patologica non possa che portare ad inquinamento patologico.
      In tutto questo i vertici marxistoidi, sìglobal, sostituzionisti, alla Mogherini, Boldrini, etc. martellano da mane a sera con la necessità di rifar ripartire, costi quel che costi la crescita e con l'accoglienza (coercitiva, imposta ai territori) di decine di milioni di alloctoni, spesso ostili come nel caso delle masse islamiche, la qui impronta ecologica non potrà che peggiorare ulteriormente il già dissennato deficit ecologico.

      Anche questo, nell'ordodossia politicamente corretta per _retini che dilaga, assolutamente tabù.

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    4. D'accordo. Però ci sono anche centrali a fonti rinnovabili, e sempre più ce ne saranno, speriamo. Ma comunque, anche se la centrale è a fonte inquinante, è più facile controllare e filtrare i suoi fumi che quelli delle molte migliaia di auto che essa potrebbe alimentare se fossero elettriche.

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  2. Guardate che il risultato prevedibilissimo di questi articoli e' solo che verrano proibite ANCHE le biomasse.
    I polli ormai dovreste conoscerli.
    Io, se mi proibite di usare anche quel minimo di legna autoprodotta che ho per scaldarmi (in piena campagna), poi me lo fornite gratis voi quel po' che mi serve per non morire di freddo d'inverno, che gia' cosi' ho 3 gradi in bagno e 12 nella stanza "calda" dove vivo?
    Che paese difficile... Che gentaglia cavillosissima e incontentabile...
    Che stanchezza MORTALE...

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    1. Diaz, morirai congelato, ma poi ti scalderai all'inferno. A parte gli scherzi il disastro finirà solo col petrolio, quindi stai tranquillo, che non è un tuo problema. Almeno spero. Per quello che riguarda le rottamazioni di auto ancora in grado di viaggiare, voglio dire che fui costretto a sostituire la mia vecchia Tipo con soli 130.000 km per lo sciopero dei miei familiari che non volevano più salirci per non essere scambiati per zingari. I condizionamenti mentali allo spreco consumistico sono molto potenti, ancor più delle leggi fatte ad hoc. Come diceva la vecchina di montagna: se dai soldi a un cialtrone, ne farai una persona cattiva. Comunque anche il solo azzerare gli interessi sui depositi ho notato che ha inciso sui consumi. Se poi saltassero le banche (Unicredito, prima banca italiana, ha chiuso con 11,8 mld di buco il 2016) si tornerebbe ad una economia di sussistenza subito. In fondo ci vorrebbe poco a tornare tutti ai 12° in casa di Diaz e miei di quando ero bambino. Non ci sarebbe nemmeno bisogno della fine del petrolio, perchè il sistema finanziario regge tutta la baracca, ma ovviamente non la faranno crollare, nè subito, nè tanto facilmente. Comunque al 2023 (i sopravvissuti della soylent) mancano ancora 6 anni. E se non sarà il 2023 sarà il 2033. Ma il destino è segnato, ineluttabile ed inesorabile come le leggi fisiche contro le quali il consumismo e gli economisti non possono farci niente.

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    2. Winston non t'incupire. C'è Mercalli che prova a dare una risposta ai tuoi quesiti http://www.energiadallegno.it/luca-mercalli-sostiene-aria-pulita/
      http://www.energiadallegno.it/mercalli-come-scegliere-pellet-legna-per-riscaldare/

      Noi abbiamo una panda del 1987, ad una revisione ci capitò il paradosso che non era a norma perché aveva emissioni troppo basse. Comunque ho pensato al retrofit elettrico, ma per noi costa troppo. Per ora continuiamo ad utilizzarla, più che altro perché non siamo da soli, con i bambini piccoli bisogna essere organizzati e previdenti.

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    3. Winston, sei il migliore.
      Non so se conosci questa stufa
      http://www.versoluno.com/prodotto/pirolotta/
      Necessita di canna fumaria e magari anche di un rilevatore di monossido di carbonio. Non credo sia a norma, ma piuttosto che morire dal freddo...
      Angelo

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    4. Per chi ama il genere, aggiungo questo video di culto.
      https://youtu.be/KH1QQ0cW0pY
      Il protagonista è un mio omonimo.
      Angelo

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    5. Anche io in casa tengo spento il riscaldamento a metano il 95% e mi scaldo, quando freddo freddo (temperatura che scende sotto i 10 gradi) con la legna autoprodotta.
      Probabile che la quantità di inquinanti che emetto sia minore di una super impianto a condensazione etc etc. però condotto per tenersi 23 o 25 gradi in casa.
      Un po' come 'sta smenata delle rottamazioni che è un meccanismo di sostegno e imposizione di consumismo automobilistico, come fatto ben presente da questa pagina.

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  3. Non è solo una questione di chilometraggio, l'auto stessa ha parti che anche se non usate si usurano ( ad esempio guarnizioni ) con il tempo. Però io ho una ford escort che ha 220.000 chilometri e 22 anni e posso circolare dove voglio grazie al GPL che è un buon mezzo per salvarsi l'auto. Inoltre nei carceri ci terrei solo le persone rei di crimini contro persone ed animali, quelli che frodano e rubano dovrebbero essere puniti in altra maniera...

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  4. Le file di auto nuove e suv nonostante una crisi infinita per le aree commerciali sabato e domenica,mi stordiscono..non vedo nulla di quanto dichiarato dagli italiani in merito a preoccupazioni per il clima. In azienda non sanno fare bene la differenziata, luci accese in bagno, colleghi che abitano a 2 km che accendono diesel 4 volte al giorno. Quest'anno ho percorso con l'auto 2700 km,l'auto una polo1.4 del 2003 ne ha 87 mila.Si risparmiano un sacco di soldi ma a quanto pare la comodità e la pigrizia vincono sul portafoglio e le fatiche lavorative a molti. A lavoro vado in bici 7km di distanza sono 20 minuti. Le donne sono ancora peggio per la mobilità a due ruote.Hanno sempre freddo. Poi piangono i bimbi malati. Riguardo al riscaldamento mio cugino quest'anno acquisterà una stufa a pellet,spendere 1500 euro l'anno per aver freddo in casa non è il massimo. Io vedo solo poche speranze in un disastro totale continuo e dilagante.Nessuno vuole rinunciare al comfort. Piuttosto che risparmiare ai figli 1 litro di gasolio combusto,che è nulla come da voi scritto ma che perlomeno manifesta una volontà di cambiamento nello stile di vita, per tragitti quotidiani preferiscono pensare alle scie chimiche e ai tranelli dei potenti.La questione pneumatici lascia basiti. Siamo stupidi,semplice.

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    1. comunque torno ora da Castiglion dei Pepoli e sono rimasto sorpreso da quanti pochi camion e anche auto ho incontrato, prima sull'autostrada, poi sulla statale. Mi pare che il traffico stia diminuendo e non certo per sensibilità ambientale. Leviamo i soldi alle persone e rispunteranno come funghi le bici. Magari 8 km per andare e tornare dal lavoro se lo permetteranno ancora a lungo, ma i trastulli di centinaia di km per svago saranno i primi a sparire, almeno per la massa. Difatti come dice il post, la percorrenza media degli italiani sta diminuendo.

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    2. @anonimo va bene essere frustrati, ma io non sopporto i luoghi comuni. Con quale criterio dici che le donne hanno sempre freddo e quindi non usano le due ruote?


      Permettetemi un OT: per chi si trova in Toscana settentrionale e non gironzola su fb vorrei segnalare un convegno a Firenze Isolotto; si chiama il Clima in bolletta maggiori dettagli qui
      https://drive.google.com/file/d/0B0fm-l2EAovRWk1jSmxlYVFPTTQ/view

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    3. Non sono assolutamente frustrato, il criterio è quel che vedo tutti i giorni.Ho solo detto che le donne a quanto vedo usano ancora meno le due ruote, anche per insicurezza e paura probabilmente. Il benestare muta gli stili di vita. Una badante dell'est o anziane signore a far la spesa in bici con un borsone per lato, le restanti spesso con il nuovo crossover. In ufficio 24 gradi.Al minimo accenno di fresco si accende la stufa,vedo mia madre e il lamentare di molte. Bimbi a scuola idem, la bimba è maggiormente protetta il maschietto è già con la mtb bello rampante anche d'inverno. Ho frequentato gruppi di acquisto solidale e pseudo amici dell'ambiente ma vi assicuro che non si ritirano 5 chili di riso senza auto, non si rivolta la terra nell'orto senza il motocoltivatore.Fantascienza. E' più comodo illudersi con la quinoabio. Le donne lasciano spesso la bici fatta la patente. Lo si vede anche nello sport, non è un mezzo molto amato. Quando io e la compagna andiamo a trovare qualcuno a 4-5-6 km in bici ci danno sempre dei matti.L'importante è far casino all'apertura al traffico in centro. Questo per lo meno nel nostro paese o meglio nel nordest. L'unico commento che ho letto in merito a questa foto è stato: "visto cari politici? basta auto blu imparate dall'esempio". Da una donna che tra l'altro ha passato anni a fare chemioterapia. Non ci siamo proprio con la testa..dico solo che mi aspetterei qualcosa di più dalle donne ma non riesco a far cambiar il vecchio Nelsen piatti a mia madre.. https://www.greenme.it/muoversi/bici/19201-bici-scuola-figli-principessa-danimarca

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    4. @anonimo capisco il tuo punto di vista, lo dici ad una che quando viveva in città fece sbuzzare gli occhi al pediatra. Incinta portavo sulla bici il mezzano e la più grande viaggiava autonoma dietro di me. Comunque secondo me non è il benestare che ha mutato (e muta) gli stili di vita, ma il malessere delle debolezze propinato dalla propaganda.

      P.S.:io andrò a "Il Clima in bolletta"

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    5. da me andare in bici è come volersi suicidare, da tanti ciclisti investiti che ci sono stati. Capisco la paura delle donne.

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  5. Bel post; aggiungerei solo che dalle parte dei "cattivi" in Italia, se confrontata ad esempio alla Francia, metterei più lo stato ,cioè il monte stipendi pubblico autoreferenziale col bollo auto e le assicurazioni con relativi dipendenti, visti i costi quasi doppi sempre rispetto alla francia che poi vanno a finanziare i settori sopraesposti e non il potenzimmento delle linee ibride tram-treno..
    Sarebbe interessante conoscere se il tram,ove installato, richiede anche meno impiegati rispetto agli autobus, oltre ad essere meno inquinante...

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    1. "tram ove installato"

      Nella mia citta' e' uno scandalo bestiale, sono riusciti a spendere per una sola linea, che funziona pure male e richiede comunque la flotta di autobus sostitutivi sempre pronti per quando si blocca una vettura che quindi blocca tutta la linea, una cifra esorbitante: per farlo hanno dovuto divellere e rifare, spostandoli, tutti i sottoservizi interrati della citta', dato che sarebbero finiti sotto la rotaia e non piu' manutenibili senza bloccare il tram.

      Inoltre, e qui arriviamo alla barzelletta, e' stato scelto un tipo di tram che somma i difetti delle ruote in gomma, del binario pericoloso a terra fra l'altro con fessura larga il doppio del normale (ogni tanto muore un ciclista o un motociclista), e orrendo filo in aria coi problemi che crea alle piante.

      Ovviamente hanno tagliato quasi tutti gli alberi di quelle strade.

      Ma e' elettrico, vuoi mettere?

      Uno spreco di risorse immondo, e un ulteriore debito impagabile sulle palle delle future generazioni.

      L'ennesimo "successo" dei "verdi da condominio" spesso alla guida della mia citta', in cui sono rimasti solo i pensionati. Il resto della popolazione se ne e' dovuto scappare, perche' economicamente hanno distrutto tutto.

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  7. ho 3 auto piccole compreso una panda a metano, facciamo 10.000 km. all'anno in totale eppure ogni 2 anni dobbiamo fare la revisione... 240€ totali (più le bombole altri 200€ ogni 4 anni) per fare pochi km., praticamente devo revisionarle solo per dare lavoro ai meccanici, non è più questione di sicurezza... eppure dovrei sostituire l'euro 3 oramai obsoleta a sentir loro, ma serve cambiare l'auto se sono ancora in buono stato con pochi km? distruggere un bene solo perché la legge me lo chiede? la legge, la legge, mi viene da ridere ora non posso nemmeno più scaldarmi alla sera con un po' di legna perché inquina anche lei... la caldaia a metano supersicura pretende ogni anno un controllo, altri 100€, tutto per far lavorare i tecnici e dare una parvenza di utilità alla regione lombardia... ma si può? lo so che dobbiamo decrescere, ma spero che siano loro a scomparire per primi dalla feccia della terra... saluti a voi e al prof. Bardi, tan lup

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    1. Caro Lupis, le direttive europee, non ci hanno chiesto di distruggere alcunché, ma di limitare l'inquinamento, che uccide più della guerra ( https://aspoitalia.wordpress.com/2017/02/05/piu-morti-che-in-guerra/ ). A chiederci di distruggere le nostre auto sono i nostri poteri pubblici che hanno deciso di dare esecuzione a quella richiesta – a voler pensar bene, solo per scarsa conoscenza del problema – con un continuo quanto inutile rinnovo del parco circolante anziché con più efficaci sistemi come una maggiore offerta di trasporto pubblico urbano, e su ferro per eliminare l’effetto pneumatici, e/o una detassazione dell’energia elettrica che renda conveniente riscaldarsi e cucinare con quella, evitando sia l’inquinamento da combustione di biomasse sia gli incidenti e le vittime provocati dall’uso del gas, di rete o compresso in bombole.

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  8. Leonardo Libero,
    aggiornaci per favore sui progressi del Kitegen che tanto ti è piaciuto, in modo che possiamo tarare la affidabilità dei tuoi discorsi con i risultati reali.

    Saluti.


    R

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  9. Nel dopoguerra puntare sull'auto e la casa furono scelte strategiche dovute soprattutto al fatto che attivano filiere particolarmente complesse e generano (oggi meno di allora) un massimo di posti di lavoro a parità di investimento. Negli anno '60 aveva un senso, ma col tempo si sarebbe dovuto cambiare. Invece, col tempo si sono incrostati sistemi di interessi che accomunano politici, industriali e sindacati. Così, quando il settore auto ha cominciato a ralletare per saturazione del mercato, abbiamo inventato gli "eco-incentivi". Se ricordo bene, cominciò con la bufala della marmitta catalitica.
    Poi, credo, ci sia da fare una considerazione sui Ritorni Decrescenti. Passare da EURO 0 ad EURO 1 ha probabilmente comportato investimenti ragionevoli rispetto ai risultati. Un margine destinato necessariamente ad assottigliarsi fino a diventare un incentivo alla truffa, puntualmente arrivata.
    Infine, in omaggio al detto che "l'unica energia che non inquina è quella che non si consuma", penso che invece di mettere dei limiti allle emissioni si sarebbero dovuti imporre dei parametri sui consumi.

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    1. limitare i consumi è una bestemmia per la religione consumistica, i cui fedeli adorano il dio mercato, risolutore miracolosamente di ogni problema. Successo, soldi, senso (piaceri) offriva satana a Gesù nel deserto, lo stesso fa il dio mercato. Quei pochi che capiscono sono appunto troppo pochi e quelli che vogliono ribellarsi a questa situazione sono ancora meno. "Bambole, non c'è più una lira", amava ripetere mio padre e questo sarà l'epilogo di questo BAU.

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    2. Pero', Mago, possibilmente senza che ti incazzi e mi lanci anatemi, il mercato (sottinteso "di scambio") c'e' sempre stato dagli albori dell'uomo sociale, mentre il consumismo no: visto che l'uomo da solo non e' MAI autosufficiente, il mercato, cioe' lo scambio, serve a far si' semplicemente che cio' che uno ha in piu' possa essere scambiato con cio' che un altro ha in piu' a sua volta.

      Il mercato e' solo questo, e c'e' DA SEMPRE, e' una caratteristica antropologica intrinseca dell'uomo come essere sociale, in tutte le culture e le societa', e sinceramente non mi pare che in se' abbia nulla di male, anzi.

      Il consumismo e' una faccenda molto piu' recente, e' degli ultimi secoli, e probabilmente e' legato alla moltiplicazione del denaro inteso come deposito di un valore di credito: in altre parole, da quando si crea il denaro, anche sotto forma di "obbligazione" non necessariamente di banconota (che comunque e' una forma di obbligazione), si crea una situazione di credito a cui corrisponde dall'altra parte un debito a cui l'indebitato deve far fronte se non vuole evitare la rovina.

      Notare che le ultime crisi si e' cercato di risolverle stampando nuovo denaro e creando ulteriore nuovo debito e obbligazione... e che in italia si fa sempre piu' strada la convinzione che la NOSTRA crisi derivi da insufficiente creazione di denaro e, naturalmente, insufficiente CRESCITA........

      Difatti, come gia' detto piu' volte, le stesse istanze ecologiche e di decrescita, finisce SEMPRE che vengono attuate in pratica sempre e solo in modo da produrre ulteriore crescita, debito, e consumo, da cui la mia convinzione espressa qui dentro piu' volte che gli ecologisti politici (cioe' quelli dell'ecologia con la decrescita - cioe' il culo - degli altri) siano solo gli "utili idioti" della situazione.

      Le rottamazioni delle auto sono un esempio eclatante, ma lo e' anche l'incentivazione alle rinnovabili, che ha prodotto un ulteriore debito stratosferico appeso alle palle dei posteri per i prossimi 20 anni. Sono quasi 200 euro a persona all'anno in bolletta elettrica (quindi nemmeno considerati come tassa quale essa di fatto e'), 10 miliardi di euro l'anno, due volte e mezza la vecchia ici prima casa, che fanno la fortuna delle banche e delle grandi societa' finanziarie che hanno erogato i mutui garantiti dallo stato.

      CHe ci piaccia o no, questa e' la realta' in cui viviamo.

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    3. "attivano filiere particolarmente complesse e generano"

      Ma poi va a finire, come per TUTTE le innovazioni tecnologiche a partire dagli abiti e le scarpe che vestiamo, che di quelle filiere si diventa schiavi, non si puo' piu' arrestarle pena il disastro economico-SOCIALE, perche' attorno ad esse si conforma e adegua tutto il resto.
      E si genera la situazione del "sistema burocratico" il cui primo ufficio e' perpetuare se stesso, e a cui nessuno puo' piu' opporsi efficacemente, perche' a quel punto conviene troppo a tutti, che dal quel sistema si trovano a dipendere completamente.

      "Se ricordo bene, cominciò con la bufala della marmitta catalitica"

      Forse anche un po' peggio di bufala: col passaggio alle benzine "verdi" dagli scappamenti usciva diluente nitro puro in forma di gas (quelli che parlano tanto di mesotelioma da amianto, altra bufala enormemente sovradimensionata a scopo di far cassa e muovere lavoro e politica inutile, vorrei che facessero due conti sui cancri derivati da quel benzene - fra l'altro le prime marmitte catalitiche non funzionavano ai bassi regimi in citta', cioe' dove servivano di piu').

      Intanto, con una scusa e l'altra (aumento di prezzo e complessita' dei veicoli, e obbligo a periodiche sostituzioni e costosissime manutenzioni) l'industria automobilistica ha come minimo raddoppiato i fatturati, e lo Stato incrementato di molto gli introiti.

      Io l'ultima revisione della panda l'ho fatta nel 2000 (e mi hanno fatto spendere un sacco di soldi INUTILI che poi funzionava pure peggio di prima ed era meno sicura), poi dopo aver visto che in due anni l'avevo usata UNA sola volta, mi sono costruito un carrettino per la bici, e ce l'ho ferma in garage da allora, PUR CONTINUANDO A PAGARCI SOPRA LA TASSA DI PROPRIETA', altra cazzata invereconda che garantisce introito allo Stato anche se non compri benzina e quindi non usi l'auto.

      Lo Stato, anche lui, non puo' mai decrescere, deve crescere sempre.

      Mi verrebbe da dire "rivoluzione!" se non sapessi per esperienza che quelli che si avvicenderebbero al potere sarebbero ancora peggio, molto peggio.

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    4. il mercato in una società di sussistenza era utile e non ha nulla a che vedere col nostro a matrice di spreco consumistico.

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    5. @Winston credo di aver capito qual è la tua città, ma vorrei avere conferma da te. Se ti fa piacere scrivimi a: solstizioestivo1817@gmail.com

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    6. Rispondo a Winston, sulle incentivazioni alle rinnovabili.
      Nel 1992 il Governo Andreotti VII, con la delibera CIP6, ha imposto agli utenti elettrici i "supplementi tariffari" A3 col pretesto che il loro gettito sarebbe stato usato per incentivare le fonti rinnovabili. Ma la stessa delibera precisava che esso sarebbe andato alle “fonti rinnovabili O ASSIMILATE" fra le quali ultime erano comprese alcune che rinnovabili non sono, come i rifiuti e soprattutto gli scarti di raffineria petrolifera. Le quali, fino almeno al 2010, hanno avuto la gran parte di quel gettito, incassando secondo me almeno 42 MILIARDI DI EURO, letteralmente truffati ai cittadini da quel Governo e da tutti i successivi, che non hanno abrogato o almeno corretto la delibera CIP6 quantunque già nel 2006 un Presidente della X^ Commissione della Camera - Bruno Tabacci - l’avesse definita “una tassa occulta in favore dei petrolieri” e l’avesse quantificata in 60.000 MILIARDI DI LIRE (che sono poi stati almeno 80.000). Se a qualcuno interessassero i particolari di questa storia (o quelli da me trovai, perché certi dati sono introvabili) può leggerli qui: http://aspoitalia.blogspot.it/2012/05/la-dolorosa-istoria-delle-rinnovabili.html .
      Nota: Il Premier di quel Governo del 1992 soleva dire che “a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina”. Ebbene, anche come dare esecuzione alle direttive UE sull’inquinamento da traffico deve essere stato deciso fra il 1991 e il 1992.

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    7. I contributi alle assimilate sono a zero ormai da anni.
      La "municipalizzata" della mia citta' ne approfittava per "termovalorizzare" i rifiuti, riuscendo cosi' a contenere la peraltro altissima tassa rifiuti, specie sulle attivita' produttive (che non votano alle elezioni).
      Cio' che usciva dai cittadini come contributo alle assimilate lo si risparmiava sui rifiuti. Come si e' estinto il contributo cip6, hanno smesso di termovalorizzare e la tassa rifiuti e' schizzata ulteriormente in alto, adesso ha valori pazzeschi, un bar ad esempio paga circa 500 euro al mese. AL MESE!!!
      Fra poco spenderemo di piu' di tassa di smaltimento di quanto costa la roba nuova.
      Per le pitture da imbianchino e' gia' cosi', un mio amico che ha una piccola ditta mi ha detto che gli costa di piu' smaltire regolarmente la pittura _ad acqua_ che gli avanza, di quanto gli costa quella nuova...
      Ammettiamolo, e' stato un fallimento generale, si e' volto tutto in male.

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    8. @ Firmato Winston Diaz,

      "I contributi alle assimilate sono a zero ormai da anni". Davvero? Se devo giudicare dai dati che ho trovato sul sito dell'AEEG non mi sembra proprio. Nel 2015 la generazione CIP6 da fonti assimilate è stata 6909 GWh, mentre la generazione Cip6 da fonti rinnovabili è stata pari a 2196 GWh.

      I dati li ho trovati qui:
      http://www.autorita.energia.it/it/dati/eem18rinn.htm
      http://www.autorita.energia.it/it/dati/eem18ass.htm

      Se vuole può divertirsi a vedere, sempre sul sito dell'AEEG, chi ha preso soldi in tutti questi anni e continua a prenderne, e anche di quanti soldi stiamo parlando.

      Trovo piuttosto irritante questa moda di gridare al "gomblotto" di chi ha montato i pannelli fotovoltaici sul tetto di casa ignorando i magnasghei che hanno fatto soldi a palate bruciando morchie di raffineria.

      Mi ricorda tanto quelli che vanno in bestia quando vedono un immigrato con lo smartphone, ma rimangono tranquillamente indifferenti sapendo (lo sapranno?) che otto (8) persone possiedono la stessa ricchezza di 3.600.000.000 di persone, la metà della popolazione mondiale!

      AB

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  10. A questa richiesta devo rispondere con non buone notizie. Perché è vero che il KiteGen mi era piaciuto, tanto piaciuto che nel mio piccolo lo avevo recensito positivamente, la prima volta nel 2005 e l’ultima nel 2013 (nel loro grande avevano fatto altrettanto Piero Angela e Il Sole 24 Ore), e vi avevo anche investito, insieme a 120 altre persone, di cui molte tecnicamente qualificate, ed alla SABIC, gigante mondiale della Chimica, il cui maggiore azionista è la Famiglia Reale Saudita e che certo non butta i suoi soldi a vanvera. Purtroppo, ad ormai 4 anni da quel notevole investimento “arabo”, che tutti noi soci KG avevamo creduto (o sperato) decisivo, di risultati tangibili – intesi come qualcosa da toccare e veder funzionare, anche se in scala ridotta, né io né altri, che io sappia, ne abbiamo ancora visti. Naturalmente ho un’opinion/e sui motivi per cui, ma preferirei parlane a quattr’occhi con chi volesse conoscerla.
    Ciò premesso, resto tuttavia del parere che l’Eolico di Alta Quota o Troposferico (noto nel mondo come AWE = Airborne Wind Energy) sia la fonte di energia – da generazione elettrica centralizzata – il cui contributo è indispensabile a farci raggiungere il per ora mitico “100 % rinnovabili”, sempreché si riesca ad evitare che la grande disponibilità di energia a basso costo si risolva (“paradosso di Jevons”) in un suo ulteriore grande spreco. Devono essere dello stesso parere i 50 team che nel mondo stanno lavorando alla realizzazione di tale tecnologia ed il consorzio HWN500 (http://www.hwn500.de/), che per incarico del Ministero dell’Economia e dell’Energia della Germania (!!) li ha censiti e intervistati.
    Rimango a disposizione per ogni ulteriore eventuale chiarimento e per le “ultime notizie in proposito (ce ne sono anche in Italia), ringrazio per l’attenzione e porgo cordiali saluti.
    Leonardo Libero

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    1. SABIC... certo non butta i suoi soldi a vanvera
      E quindi, Kitegen funziona?

      l’Eolico di Alta Quota [...] è indispensabile a farci raggiungere il per ora mitico “100 % rinnovabili
      Perciò, Kitegen deve funzionare, immagino.

      Devono essere dello stesso parere i 50 team che nel mondo stanno lavorando alla realizzazione di tale tecnologia ed il consorzio HWN500 ...
      Allora, Kitegen funziona di certo!

      Grazie, taratura effettuata.

      Saluti.


      R

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    2. Da homepage di consorzio HWN500:
      Demonstration plants of our network partners already produce electricity
      E' possibile sapere quanta electricity, in quanto tempo, e quali le condizioni al contorno? Lì non c'è scritto ...

      E quali sono le ultime notizie in proposito, per quanto riguarda l'Italia?

      Saluti.


      R

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    3. Intanto, scusami Renato del ritardo con cui rispondo, ma per diversi giorni non ho potuto frequentare il blog. Quanto alla TUA taratura della mia affidabilità, dichiaro e firmo con nome e cognome (io, tu no; che cosa hai da nascondere?) che me ne faccio un baffo. E veniamo alla Famiglia Reale; della quale ho scritto che non butta i soldi per dire che aveva tanto creduto nei brevetti KiteGen (dopo averli sottoposti, mi risulta, ad una "due diligence" presso un suo laboratorio) da investirci a fondo perduto una somma per per noi ragguardevole (per essa molto meno) e da prometterne una ben più grossa in caso di un primo parziale successo. Dal che si può desumere non che "allora il KiteGen funziona", ma solo che anche o perfino a quella Famiglia (almeno per ora: non mettiamo limiti alla Provvidenza) è andata buca. Saltati a piè pari gli altri tuoi due "funziona", tirati per i capelli, desidero spiegare - non tanto a te quanto agli altri lettori - che essendo i venti il maggiore "serbatoio" di energia solare accumulata esistente sul Pianeta, la vita vi potrà sopravvivere (il più possibile uguale a quella che oggi conosciamo)solo grazie anche a quella fonte di energia; beninteso purchè frattanto avremo chiuso con l'economia dello spreco, della quale offro un esempio nel mio articolo, e avremo anche iniziato a decrescere numericamente prima che vi provvedano sciagure naturali, sanitarie o belliche.

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    4. Non ho capito: ma funziona o non funziona,'sto Kitegen?

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  11. "un'attesa troppo prolungata fa male al cuore". (Prov. 13,12). Specie se si ha il cuore nella tasca.

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