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martedì 7 febbraio 2017

Dieselgate, Fca paga per la sua miopia. Il futuro è elettrico

Articolo apparso sul "Fatto Quotidiano" il 13 Gennaio 2017


di Ugo Bardi

Ancora nel giugno del 2016, Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles (Fca), dichiarava pubblicamente che “le auto elettriche non sono il futuro”. Quasi subito dopo, tuttavia, Marchionne già cominciava a ripensarci e, in un recente articolo sul Sole 24 ore, si parlava di “svolta” con l’annuncio dell’aggiunta di veicoli 100% elettrici alla linea di produzione di Fca.

Si dirà “meglio tardi che mai”, certo, ma in questo caso il tardi è stato decisamente troppo tardi. L’annuncio del nuovo “dieselgate, dopo quello della Volkswagen del 2015, è stato un duro colpo per il gruppo Fca che si ritrova a non essersi saputo preparare per il futuro per una combinazione di incapacità di innovare, e mancanza di visione.

Quello che Marchionne e i suoi collaboratori hanno mancato di comprendere è la rivoluzione tecnologica che sta investendo il mondo dell’auto. La tecnologia che spinge i veicoli di oggi è ormai vecchia di oltre un secolo e quasi tutto quello che gira sulle nostre strade è oggi obsoleto altrettanto di come lo erano le macchine da scrivere quando sono state sostituite dai personal computer. Certo, ci eravamo abituati ai vecchi motori rombanti, una storia d’amore che risale al tempo della motorizzazione di massa degli anni 50. Ma quel tempo è ormai finito. Non ci possiamo più permettere questi arnesi puzzolenti, rumorosi e terribilmente inefficienti.
Pensate che un motore per autotrazione può avere un’efficienza, se va bene, del 25%, mentre un motore elettrico arriva tranquillamente all’80% e può fare anche di meglio. In più, dura anche molto più a lungo di un motore a scoppio. Ma la sentenza di morte per i motori a scoppio non arriva tanto dalla loro inefficienza, quanto dai limiti a quello che la tecnologia può fare per limitare i danni dovuti ai gas creati dalla combustione. Non che non si possa fare niente: i vari filtri tipo marmitta catalitica e filtri antiparticolato fanno quello che possono ma è impossibile ormai migliorare ulteriormente delle tecnologie che sono state ottimizzate al massimo. E nessun filtro può evitare l’emissione di gas climalteranti (anidride carbonica) da motori che bruciano combustibili fossili.

Dagli ultimi scandali che sono emersi, sembra evidente che l’ultima frontiera non era tanto la tecnologia ma cercare di svicolare i controlli (se non apertamente di imbrogliare). In sostanza, è finita un’epoca, l’epoca del motore a scoppio.
Ormai l’auto elettrica ha sbaragliato ogni competizione; al massimo avremo un periodo di transizione basato sulla trazione ibrida. Ma il futuro è chiaro, facciamocene una ragione: è un futuro tutto elettrico. Ed è anche un futuro più pulito.

40 commenti:

  1. Se non sbaglio paesi come la danimarca o l'olanda hanno gia' delle leggi di "rottamazione" che obbligano allo switch off entro un certo limite.
    E le multinazionali dell'elettrico tipo ABB e' da anni che fanno conferenze per i professionisti (ne conosco) in cui dicono di stare preparati al prossimo immenso business. Fra le altre cose devono essere rifatte le reti elettriche, che sono inadeguate a portare la enorme potenza che serve a ricaricare le batterie in un tempo ragionevole a far camminare un veicolo.

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  2. Caro Prof.

    la colpa dell'inquinamento non è dell'inefficienza dei motori a combustione interna, ma nei limiti di legge frutto di un ambientalismo fuori controllo! Basta un ritocchino alla normativa e tutto come per magia torna a posto:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/basta-ambientalismo-fuori-controllo-trump-a-tutto-gas/

    - sic! -

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    1. Be' se la si vede nel senso che e' la legge che definisce (e quindi in un certo senso fa) il reato, e' anche vero ;)
      L'impeto giustizialista che ha pervaso le menti anche dei piu' moderati negli ultimi decenni, e che sta riportandoci alla barbarie, ce lo fa troppo spesso dimenticare.

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  3. FCA non è interessata al mercato italiano o europeo, che sono ultra-saturi. In altri mercati l'ipotesi di utilizzare veicoli elettrici (cioè a batteria) con una autonomia massima attorno ai 100km e la necessità di disporre di stazioni di ricarica ovunque (e la ricarica dura delle ore), è impraticabile. Non solo in Asia, dove il problema principale solo le infrastrutture ma anche negli USA, sia per la logistica delle aree rurali e sub-urbane che per la cultura.

    Quindi facciamocene una ragione, come sempre prima dei problemi tecnici dobbiamo risolvere il problema delle pigne.

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  4. Voglio indossare la toga dell'avvocato del diavolo, non tanto per difendere l'indifendibile automobile a carburanti liquidi o gassosi, ma per ricordare che l'uso dell'automobile elettrica, negli identici modi, tempi e luoghi di quella che ormai è in attesa di funerale, non porterebbe a nessuna vera rivoluzione.
    Anzi, se la frenesia, che possiamo considerare uno dei più tossici derivati e distillati del petrolio, non viene sotterrata insieme alla sua
    dea meccanica tetrarotata, sempre ebbra d'idrocarburi, rischiamo una ulteriore involuzione.

    Detto ciò, siccome "l'operaio inetto incolpa lo strumento" ma l'auto elettrica è uno strumento eccellente,vediamo di non essere da meno.

    Marco Sclarandis

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  5. Senza risolvere il problema dell'inquinamento e del GW, basterebbe 'liberalizzare' i mezzi elettrici leggeri (tipo monopattino e bici) per ridurre sia il traffico cittadino che lo smog.
    In vari paesi ci si sposta così (senza bollo, senza targa e senza casco) e mi sembra funzioni. Mimmo.

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    1. In pianura la bici elettrica e' la piu' grande e inutile cazzata che sia mai stata concepita. Delle migliaia di trappole di bici elettriche vendute con gli incentivi della mia regione fino a qualche anno fa (tutti sono corsi a comprarla solo per approfittare furbescamente degli incentivi), non ce n'e' UNA che sia stata usata o che sia ancora in circolazione.
      Le costose batterie, anche se solo al piombo, dopo un po' sono da buttare sia che le si usi che no, e la bici finisce nel ripostiglio delle anticaglie.
      Cosi' come sono TOTALMENTE inutili, anzi scomodissime e inutilizzabili, le superaccessoriate e obbligatorie (ma no!) piste ciclabili da 1 milione di euro a chilometro fatte solo per far lavorare le imprese degli amici degli amici e per profittare degli incentivi UE, come se non pagassimo noi anche quelli.
      Fino alla velocita' di 25 km/ora la bicicletta e' un mezzo estremamente efficiente in pianura, che va avanti da solo: basta gonfiare le gomme adeguatamente, e non ha bisogno di altro che di mezzo metro di pista battuta in conglomerato.
      So di cosa parlo, da vent'anni faccio quasi 10.000 km/anno con la mia vecchia biciletta del '72, dei quali nessuno per "sport".
      A ragion veduta, credo di poter pacatamente dire, che chi ha deciso questi investimenti e' un completo imbecille (non e' mia abitudine esprimermi con tali epiteti, la mia tolleranza e' massima verso gli errori in buona fede degli altri) che non aveva alcuna cognizione di cio' di cui si stava occupando.

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    2. alt stop block. non e' proprio cosi'. la bici e' un oggetto prezioso delicato va manutenuto e saputo utilizzare. se compri una bici elettrica da quattro soldi certo che butti tutto dopo due mesi di utilizzo se non prima. batteria al piombo? che stai dicendo, nessuno dotato di cervello funzionante metterebbe una batteria al piombo su bici elettrica. sei pollo tu che ti compri tale oggetto. quindi prendi un bafang da 350 lo monti su una bici vera che pesa poco ci metti una batteria vera al litio che costa minimo 400 euro e vedrai che per almeno tre anni giri alla grande . io mi sono fatto 3 bici elettriche e vanno alla grande , cosi' alla grande che una se la sono fregata tagliando la catena.adesso devo rifarla sig.

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    3. @anonimo anche a me hanno due volte rubato le bici e poco c'è mancato che ci rubassero la macchina. Menomale che era rotta. Adesso facciamo le prove col cavallo. L'unico inconveniente è che in città gli fanno mettere il pannolino.

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    4. @marianna il cavallo? bello, ma ti costa un botto. solo per farlo mangiare ci vogliono ettari di pascolo. altrimenti una balla di fieno se non sbaglio viaggia intorno i 50 euro. in citta' non ce la fai in campagna forse. la bici non puoi lasciarla da sola e' come il cavallo se li fregano. portala sempre con te e se devi proprio lasciarla, solo per brevi periodi con catena e lucchetto veri, i cavetti non vanno bene si tagliano con una semplice tenaglia.

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    5. "il cavallo? bello, ma ti costa un botto"

      Infatti il cavallo, quando tutto marciava a trazione animale, se lo potevano permettere solo i molto ricchi, e anche oggi e' rimasto uno status symbol.

      Per gli altri, "cavallo di san francesco".

      Il cavallo fra l'altro e' uno degli erbivori col peggiore rendimento energetico, riesce a ricavare il minimo di energia dal cibo che consuma, in caso di carestia e' il primo a morire. C'abbiamo il tocco magico...

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    6. "la bici e' un oggetto prezioso delicato va manutenuto e saputo utilizzare"

      Guarda che sono uno che si fa le ruote da solo partendo da raggi, mozzo e cerchione, credo di saperne qualcosa... e ho un caro amico che gestisce da generazioni un ottimo negozio di bici, e ne sa qualcosina anche lui.

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    7. @Winston infatti in caso di carestia il cavallo si può mangiare. Le bici no.

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    8. No.Se il cavallo sapesse.....
      Proseguo volentieri su questa scia di commenti lunatici,(sono i miei preferiti)raccomandando di prendere in considerazione questo mezzo di trasporto low-tech, oramai diventato nient'altro che una banale attrazione turistica.
      Si può spingere anche con dei lunghi bastoni a mò di remi.
      http://www.alchimiadoriente.it/cambogia/treno-di-bambu-e-unattrazione-particolare-a-battambang/

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  6. l'auto elettrica come le prodigiose nuove tecnologie, non servono a nulla in un contesto di società del consumo. Non si risolve il problema dei trasporti e del traffico, non si risolve il problema delle risorse sia energetiche che non e non si risolve il problema dello smaltimento in discarica. L'auto elettrica è fatta con il petrolio e utilizza vari minerali per poter essere costruita ( a partire dalle batterie). E' un articolo completamente sballato e mi dispiace. Si danno false speranze ben sapendo che il problema non è lo strumento in se, ma il modello di sviluppo.

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    1. "non servono a nulla in un contesto di società del consumo"

      Non servono a nulla in un contesto di societa' di consumo?
      Ci si stanno buttando tutti a capofitto, e' il megabusiness del futuro.
      :)

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  7. IL trasporto privato con motore endotermico è insostenibile come fenomeno di massa di qui a qualche lustro, i segnali ci sono tutti e non ci piove; però prof un po di correttezza non guasterebbe...Lasciando perdere la questione della produzione sostenibile di energia elettrica, i diesel due tempi più moderni delle più moderne navi trasporto sono oltre il 40% di efficienza, i benzina a ciclo miller ed i diesel sono oltre il 30%, e la mazda ha annunciato per l'anno prossima motori benzina ad alto rapporto compressione che come i diesel non hanno bisogno della fase di accensione con efficienza migliorata del 30%..Cmq i diesel moderni sono oltre il 30%...Poi c'è la questione fotovoltaico che non potrà essere che ancillare rispetto alle rinnovabili con capacità di riserva pura, (o spuria come potrebbe essere considerato l'eolico dove i venti sono più costanti, per quota o per disposizione in mare aperto)..Insomma senza una rivoluzione nelle rinnovabili con capacità di riserva e degli accumulatori elettrici di auto elettriche ne vedremo ben poche; con quello che abbiamo adesso possiamo fare egregiamente solo scooter elettrici, che cmq non è poco.)

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  8. se tutti i produttori del mondo costruissero auto elettriche si può fare per un anno e poi basta. fine delle auto elettriche per sempre, perché i materiali e le terre rare ecc si esaurirebbero in un anno giusto. l'ho letto da qualche parte, detto da un esperto. saluti e buona pedalata. tan lup

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  9. Gentile professor Bardi sono un po scettico riguardo le magn iiche sorti e progressive del motore elettrico, le dirò perchè. In Italia, l'energia elettrica consumata è prodot ta per un 50%da fonti non rinnovabili soprattutto gas metano, e a seguire carbone e olio combustibile, poi un 25-30% da fonti rinnovabili e circa un 15% da energia importata. Quindi quando si usa l'energia elettrica si sta principalmente bruciando metano in qualche centrale o peggio carbone. Non è che si sta solo spostando il problema? Magari l'aria delle città diverrà più respirabile, anche se la principale causa di inquinamento da polveri sottili sembrano essere i riscaldamenti a pellet e legna, ma l'inquinamento totale resterà lo stesso. Per quanto riguarda l'efficienza maggiore del motore elettrico è palese, ma la costruzione delle infrastrutture per alimentare milioni o miliardi di motori elettrici, cominciando dalle nuove centrali (con cosa saranno alimentate?) alla costruzione di una rete elettrica capillare, non rischiano di vanificare i minori consumi dovuti ala maggiore efficienza, senza scomodare Jevons? Inoltre nel tragitto dalla centrale alla presa si disperde una quantità enorme di energia lungo la rete per ragioni fisiche per ora ineluttabili e anche questo rischia di rendere aleatorio il risparmio energetico e la riduzione dell'inquinamento dovuto al passaggio al motore elettrico. Sono dubbi che ho da tempo riguardo il motore elettrico e gradirei un suo parere, grazie.

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    1. Un auto elettrica consuma 1/4 di energia di una a combustione. (ad es. una zoe percorre 6.8 km/kWh, mentre una clio benzina 15 km/l ovvero 1,7 km/kWh). La rete disperde il 6% dell'energia, non una quantità enorme. L'efficienza di generazione e distribuzione della rete italiana è del 46% (dato del 2008, quando non c'era stato il boom del fotovoltaico... se ora dico 50% non sbaglio), la rete elettrica capillare già esiste: è la rete di distribuzione elettrica.
      Si deduce quindi che, nel peggiore dei casi in cui ricarico dalla rete, un auto elettrica consuma la metà di una a combustione, quindi metà CO2, ed ha emissione degli altri gas e particelle uno o più ordini di grandezza inferiori dato che le centrali hanno cicli ottimali e filtri.
      Nel migliore dei casi in cui ricarico da impianti rinnovabili (es. un fotovoltaico sopra il tetto di casa) l'auto elettrica consuma 1/4 di quella a combustione... ce ne vuole per rimangiarsi questo guadagno.

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    2. Allora siamo salvi, meno male

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  10. mi pare chiaro, anzi lapalissiano, dai commenti e dal post, che l'unica possibilità per la società umana di andare avanti sia, non l'alimentazione dei motori, ma la sua struttura. In una società consumistica non si può fare a meno di motori diesel, mentre lo si può benissimo in una di sussistenza. Ovviamente un tale cambiamento non è possibile in una società capitalistica regolata dal mercato. Quindi auguri a tutti.

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  11. Sono anni che non salgo su una macchina nemmeno come passeggera come esperimento e protesta nei confronti di questa tecnologia che considero in gran parte insensata (dato che nella maggior parte dei casi l'automobile serve a spostare solo una persona, che senso ha muovere una tonnellata di materiale per meno di un quintale di essere umano? Meglio bici, trasporti pubblici, piedi, in tutti i casi in cui si può)
    Vorrei chiedere al professor Ugo Bardi in che modo l'auto elettrica può risolvere tutti GLI ALTRI problemi causati dall'automobile, quali:
    - il traffico
    - il consumo di suolo, la sottrazione degli spazi a usi vitali quali quello agricolo o abitativo e l'allargamento a dismisura degli insediamenti umani
    - le necessità di infrastrutture e della loro manutenzione
    - la disponibilità di materie prime per costruire le auto e le infrastrutture
    - l'incidentalità
    - l'inquinamento che, leggevo proprio su questo stesso sito, è in buona parte dovuto all'usura delle gomme e alla polvere sollevata da terra, più che dai motori
    E questo senza contare tutte le difficoltà derivanti dal creare quasi da zero infrastrutture in grado di far girare le auto elettriche, e di produrre ulteriore elettricità, fosse anche da fonti rinnovabili, quando già fatichiamo a produrre abbastanza energia relativamente pulita per gli utilizzi attuali, che escludono le auto.

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    1. "Meglio bici, trasporti pubblici"

      Io non salgo piu' da un paio di decenni neanche sui mezzi pubblici, piuttosto vado a piedi scalzi con la bici in spalla.

      Questo anche prima, per istinto, di aver scoperto che il passaggio sul mezzo pubblico di trasporto locale costa in media il quadruplo del prezzo del biglietto (cioe' circa 5 euro o piu', 10.000 lire!), con un massimo di copertura di perfino un terzo dei costi per il veneto e un minimo di un sesto dei costi per la sicilia (dati ufficiali non molto propagandati). Il resto lo paga la "fiscalita' generale", cioe' anche chi va a piedi e in bicicletta.

      Se i taxi privati avessero prezzi meno da corporazione medievale in monopolio, costerebbero meno (cosa che mi ricordo infatti succedeva a Monaco 30 anni fa, in tre persone conveniva fermare un taxi in strada, era piu' economico oltre che piu' pratico, nonostante i mezzi pubblici non fossero piu' di tanto cari che in italia).

      Quando ci fanno credere che ci regalano qualcosa, vuol dire che ce la faranno pagare 10 volte e, peggio, ci renderanno schiavi.

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    2. Se è per questo anche i ticket sanitari non coprono tutti i costi della sanità, né le tasse universitarie il costo dell'università, e così via. Se si decide di fornire un servizio pubblico è o perché lo si considera, nel complesso, più efficiente (pagare un autista e una corriera per trenta studenti è comunque più efficiente che mantenere trenta auto in più o far andare dieci taxi), oppure perché lo si considera essenziale e un diritto, come il trasporto sulle brevi percorrenze.
      Considerando non solo la benzina, ma anche assicurazione, bollo, usura, ammortamento delle spese e parcheggio, un biglietto sul mezzo pubblico è comunque molto più economico di un viaggio in automobile, per non parlare del taxi, che costa più di un'auto perché bisogna anche pagare il lavoro dell'autista e il suo viaggio di ritorno. Non capisco poi che senso avrebbe costringere persone che si muovono regolarmente sulle stesse tratte a pagare ogni volta un taxi, e rischiare di non trovarlo, quando si può mettere una corsa di bus che si riempirà almeno abbastanza da ammortarne i costi (bastano tre passeggeri su una corriera che ne potrebbe portare dieci volte tanti, e c'è un vantaggio economico e ambientale).
      Bisogna anche considerare che non tutti godono di uno stato di salute abbastanza buono per spostarsi solo in bici (e in montagna andare in bici d'inverno è da eroi).
      Si potrebbero abbassare i costi dei mezzi pubblici, certo, ma per fare questo servirebbe incrementarne l'utenza, disincentivando l'uso dell'automobile. A me sinceramente dà più fastidio pagare tutti i costi connessi all'abuso dell'automobile (parcheggi e strade, inquinamento, ambulanze, benzina agevolata qui in Friuli Venezia Giulia, incentivi...) piuttosto che sovvenzionare un servizio pubblico che riduce l'impatto dello spostamento.

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    3. @Gaia quello che scrivi sugli autobus è giusto, almeno teoricamente. Da noi privatizzano tutto il trasporto della regione, e non so se è un bene.

      http://iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/2016/12/20/news/autobus-ricorso-al-consiglio-di-stato-per-la-gara-del-trasporto-pubblico-locale-1.14598035

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    4. Qui una parte dei fondi che dovrebbero finanziare il trasporto pubblico sono sostanzialmente profitti puri che vanno alle aziende, che una volta almeno erano di proprietà delle amministrazioni locali, ora sono di banche tedesche e altre aziende estere (non completamente ma in buona parte). Non capisco perché funzioni così, o perché la Regione non organizzi lei il trasporto pubblico, visto che la normativa lo consente; purtroppo i cittadini si disinteressano completamente della questione, e tutti i miei tentativi di chiedere conto di queste cose sono caduti nel vuoto.

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    5. "Si potrebbero abbassare i costi dei mezzi pubblici, certo, ma per fare questo servirebbe incrementarne l'utenza, disincentivando l'uso dell'automobile."

      La stragrande maggioranza degli spostamenti e' inutile.

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  12. Purtroppo la trazione a batterie non può sostituire la trazione Diesel per i camion e le navi, attualmente indispensabili al funzionamento della BASE della produzione di tutto ciò che ci serve per vivere. Le batterie non possono nemmeno avvicinarsi al rapporto peso/potenza di un diesel, che è fondamentale per movimentare merci. Con 7 miliardi di persone da sfamare, è impensabile fare a meno del diesel, quindi del petrolio. Pertanto quando non ci sarà abbastanza petrolio, ok, l'auto elettrica sarà una bella cosa, ma solo come comodità per i (pochi) ricchi rimasti.

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  13. Buonasera, mi domando sempre se possa funzionare un camion da miniera (trivelle incluse)o un mezzo di escavazione senza motore a scoppio, possibile avere la potenza sviluppata da un motore a scoppio? Altra domanda: che minerali principalmente verrebbero usati nei sistemi 'non a scoppio' oltre il litio e l'argento immagino?

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  14. il futuro e' elettrico? speriamo, ma finche' i prezzi dell'elettrico non scendono la vedo ancora dura. sono anni che cerco un'auto elettrica. , ci vogliono 33000 euro per una nissan. decisamente troppo. oggi al massimo posso concedermi una buona bici elettrica che facendomela da solo costa minimo 1200 euro. sempre troppo , ma posso ancora permettermelo. roberto de falco

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  15. http://www.lastampa.it/2017/01/28/tecnologia/idee/i-supercondensatori-sono-il-futuro-delle-batterie-degli-smartphone-NO7VWYvdCCvv3sVpfsIo7O/pagina.html
    E' questo che motiva tanto ottimismo?
    Angelo

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  16. In un mondo sensato, con il quadro attuale di effetto serra, inquinamento cittadino, esaurimento delle risorse quant'altro, la classe politica dovrebbe vietare i mezzi di trasporto privati e investire in trasporto pubblico e car sharing elettriche, oltre a incentivare l'uso di biciclette. Ma tempo che finché regge il sistema capitalistico questa sia mera utopia. L'auto elettrica privata è molto coerente col BAU, non sarà certo un fattore di cambiamento epocale.

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  17. "oltre a incentivare l'uso di biciclette"

    Una buona bicicletta costa persino 100 euro...

    Secondo me dovremmo smetterla di dare sempre la colpa a qualcuno quando le cose non vanno come vorremmo, e pero' noi non facciamo nulla di nostro per correggerle. E' un atteggiamento che e' leggittimo nei minorenni, che sono considerati anche dalla legge degli irresponsabili non in grado di gestirsi, ma non negli adulti.

    Piuttosto, io che vado solo in bici, spero di restare uno dei pochi ad usarla, perche' quanto scommettiamo che se il suo uso si diffonde poi arriva pure l'attenzione dello Stato e diventeranno obbligatori:

    - la targa
    - il casco
    - il bollo
    - l'assicurazione
    - la revisione

    e chissa' cos'altro.

    Ma non per colpa dello Stato, ma perche' le persone ormai ragionano tutte come se tutti fossimo reciprocamente dei minorenni, appunto: incapaci di intendere e di volere, e di gestirsi autonomamente.

    Ma se tutti siamo cosi', anche chi decide, individuo o assemblea, e' minorenne, e torniamo al punto di partenza.

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    1. Winston quello che dici riguardo al sentirsi minorenni è un effetto collaterale di una tutela della massa. Piacerebbe anche a me la struttura orizzontale, ma ha molte controindicazioni per il momento sulla pratica. Vedi solo il postare commenti è verticale.

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    2. Ah e un'ultima cosa: possiamo stare ore a ragionare ma si perde il punto di vista del post, anche se il prof. Bardi è molto gentile. Quindi Winston, dato che parli molto, ti richiedo di scrivermi all'indirizzo di posta elettronica solstizioestivo1817@gmail.com . Ho anche un indirizzo e mail con nome e cognome, ma dato che sono molto timida preferisco non farmi pubblicità in pubblico.

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    3. una buona bici costa 100 euro? non penso proprio , una carretta da discount costa 80 euro , un entri point con mozzi e movimento centrale vero costa oltre 200. se poi ci mettiamo cambio e freni decenti il prezzo sale. con bici da 100 euro dopo 20 km sei fuso. di passi alpini e salite vere poi e meglio non parlarne proprio.

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  18. Se tutti fossero come questa signora, l'industria crollerebbe.
    https://youtu.be/QwcRG2aEi3s
    Molto interessante, ciò che dice alla fine, una ottima sintesi di come dovremmo comportarsi.

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    1. Be' io uso la stessa bicicletta da 45 anni...

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  19. Ma qui dentro nessuno ha mai pulito una stanza, scopato una corte, preparato una superficie per la verniciatura, rimosso della muffa, rastrellato del fieno, tagliato della legna?
    Probabilmente quando faccio uno qualsiasi di questi lavori respiro piu' micropolveri in due ore di quante ne respiri in tutta la vita uno che sta con lo sguardo fissato sulle centraline di rilevamento per poi scrivere di questi articoli.
    Non e' che anche questo e' uno dei tanti falsi allarmi messi in piedi dai "competenti nell'unica specialita'" tanto diffusi oggi, per terrorizzare la gente?
    Occhio a scherzare con queste cose, perche' la gente quando e' terrorizzata diventa come una mandria di bufali che travolge tutto finche' non si ferma al fondo di un burrone. Cio' ricorre periodicamente nella storia, per un motivo o per l'altro (motivo che e' chiamato di solito "capro espiatorio").

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