Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


lunedì 16 gennaio 2017

Arpaia e il fantaclima: il coraggio di dire certe cose




Un romanzo duro e difficile questo di Bruno Arpaia che si svolge in un futuro devastato dal cambiamento climatico. Ma un romanzo che cerca di trasmettere delle idee e di percorrere nuove strade.



C'è stata un epoca, fino a qualche decennio fa, in cui i romanzi avevano un peso su quello che la gente pensava e faceva. Vi ricordate della grande stagione dei romanzi di Fantascienza? Pensate all'importanza dei romanzi russi nel periodo Sovietico: Dudintsev, Grossman, Solzhenitsyn con il suo "Arcipelago Gulag" del 1973. Anche in Italia, abbiamo avuto scrittori influenti sulla cultura, Calvino, Pavese, Buzzati, e tanti altri. E se volete un romanzo che ha avuto un profondo significato politico e culturale a livello mondiale, potete prendere la trilogia dell'anello, di Tolkien, pubblicata negli anni 1950.

Poi, con gli anni, tutto si è acquietato. A partire dagli anni 1980, più o meno, in tutto il mondo la letteratura è diventata una cosa irrilevante, banale, vuota. Potete citare qualche grande romanzo pubblicato negli ultimi due-tre decenni? Molto difficile; perlomeno per me è impossibile. Oggi diciamo che è colpa di Internet, ma la cosa è cominciata molto prima. E' successo un po' quello che è successo alla letteratura Latina: dopo la grande stagione dei vari Virgilio, Orazio, Tacito, Terenzio, eccetera, non c'è stato più un autore degno di essere ricordato. E a quel tempo l'Internet non c'era. 

Io credo che la sparizione della letteratura non sia tanto colpa di Internet, quanto del fatto che gli scrittori che non hanno più niente da dire. E non hanno più niente da dire perché la società non ha più niente da sentirsi dire. Non abbiamo più sogni, soltanto incubi. Non abbiamo più desideri, soltanto la sopravvivenza. Non abbiamo più un futuro, soltanto il presente. E la letteratura è sempre a proposito dei sogni, degli obbiettivi, e del futuro. 

Ma il futuro arriva comunque, anche se uno cerca di ignorarlo. Il futuro di questo pianeta devastato ci sta arrivando addosso a una velocità spaventosa. E qualcuno comincia ad accorgersene. Lo spazio del futuro è sempre uno spazio narrativo. Al momento in cui il futuro diventa visibile, diventa una storia. La nostra società, oggi, è così povera di storie perché non vede il futuro, ne ha soltanto paura. 

Qualcuno, tuttavia, si sta accorgendo di questo futuro che ci si para davanti, così minaccioso e terribile. Il risultato è una nuova narrativa del futuro, quello che in inglese si chiama "Climate Fiction," che potremmo tradurre come "Fantaclima", equivalente della "Fantascienza." 

E' un genere ancora embrionale, ma che cerca di fornire un'immagine narrativa del futuro. E' un idea che va oltre la povera, stentata, farraginosa narrazione che gli scienziati hanno cercato di fornire e che nessuno ha veramente capito. Il futuro è una questione di narrativa, e sulla narrativa di oggi ci stiamo giocando il futuro di domani. Un gioco che somiglia a una roulette russa dove ci giochiamo la sopravvivenza della specie umana. 

In Italia, Bruno Arpaia prova a costruire una narrativa del futuro basata sui risultati della scienza del Clima, con "Qualcosa là Fuori" (*), un primo ingresso della letteratura italiana nel genere Climate Fiction. Ne viene fuori un romanzo durissimo e spietato. Una storia del futuro basata su un destino di stile siriano della penisola italiana i cui cittadini si ritrovano in un paese devastato dalla siccità, trasformati in nuovi profughi alla ricerca della sopravvivenza nelle regioni del Nord Europa. Pur non essendo uno scienziato, Arpaia conosce bene i risultati della scienza del clima e li interpreta in modo sostanzialmente corretto. Lo scenario che dipinge può essere pessimista, ma è ampiamente entro i limiti di quello che i modelli climatici ci presentano come possibile. 

"Qualcosa là Fuori" è un romanzo che non concede quasi niente alla speranza, ma che non chiude completamente la porta alla sopravvivenza non solo degli esseri umani come specie, ma anche della cultura, della scienza, e dell'amore reciproco. Non so che successo potrà avere un romanzo così duro in un mondo dove tutti sono ormai anestetizzati di fronte alla TV o sui social del Web. Ma per chi si cimenta nella lettura, il romanzo di Arpaia fa il mestiere che deve fare: ti mette di fronte a un futuro diverso, ti costringe a pensare. 




(*) Per una personale critica di tipo letterario di questo romanzo, le sue cose buone sono il ritmo serrato, le scene epiche dell'esodo della colonna dei profughi, l'interazione fra i protagonisti in fuga. Si sente che il romanzo è scritto da un professionista che ha bene in mano l'arte di costruire il racconto. Peraltro, io ci ho trovato anche dei difetti. In particolare, l'uso della tecnica del "flahsback" che, a mio parere, Arpaia usa in modo eccessivo, spezzettando il flusso narrativo e venendo fuori anche occasionalmente in scene un po' gratuite. Ma un romanzo è come una persona (vi ricordate le "persone-libro" di Ray Bradbury in "Fahreneit 451"?). E nessuna persona è perfetta ed è così che deve essere.  




36 commenti:

  1. La narrativa è secondo me un genere molto facile e piacione; ok per asimov; citerei neanderthal parallax, in cui i buoni sono chi ha mantenuto la popolazione a livelli sostenibili,( neanderthaliani) , ma dall'accenno al romanzo sopra non credo certo che i cattivi siano chi protegge il proprio territorio dall'invasione dei profughi climatici, come insegna con senso traslato la stessa teoria dei commons. Quando ai classici latini sto rileggendo le metamorfosi di Ovidio, e lessi Virgilio, ed i loro sono saggi morali in forma di poema mitologico, non certo narrativa...Sui cambiamenti climatici le opere di howard kunstler sono leggibilissime ma trattasi pur sempre di saggistica: la narrativa ha la pretesa di essere accessibile a tutti, spesso non dicendo alcunchè...In tempi di sovrapopolazione dovremmo aver imparato che il numero degli esseri umani in se non è automaticamente segno di cosa buona e giusta...Viva la saggistica e le enormi differenze di capacità e di valore fra uomo ed uomo.

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  2. Ce l'hanno alla biblioteca Lazzerini. Lo leggerò. Grazie.

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  3. il mondo caldissimo, dove l'acqua è razionata e lavarsi è un sogno da ricchi e potenti, era già anticipata nel film "2023, i sopravvissuti". La strada era già segnata da LTG più di 40 anni fa. A noi tocca vedere il realizzarsi delle previsioni, ma siamo pochi. Là fuori, oltre al qualcosa di Arpaia, ci sono 7 mld di ottusi e ciechi che vedono solo il proprio ventre. In fondo non possiamo incolparli più di tanto, visto che non si accorgono del danno che fanno, ma il danno e quindi la colpa rimangono.

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  4. bel libro! da leggere. buona lettura

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  5. Per quanto riguarda la popolarità degli autori, penso che in passato essendocene pochissimi (anche saper leggere e scrivere era cosa da pochi letterati), era facile ricordarseli e narrare delle loro opere.

    Oggi gli autori sono milioni e quindi, anche un bravo autore rischia di rimanere nell'ombra perché per ogni genere e ogni argomento ci sono tantissimi libri a disposizione.

    Anch'io che avevo deciso di scrivere un libro, come giustamente consigliato, il lavoro/tempo impiegato non verrà ricompensato dalle vendite.
    Per me, inutile fare l'ennesimo libro che parla di energia e ambiente; mentre penso che ne scriverò uno scientifico sui risultati delle mie ricerche.
    Forse sarà di nicchia, ma non possiamo tutti indirizzarci alla grande fetta del pubblico.

    Oggi ho letto che "FAVIJ" un ragazzino che pubblica dei video su Youtube, semplici partite con i videogiochi commentate in modo divertente, ha milioni di fans e guadagna 20 mila euro al mese!!

    Forse siamo noi un pò antiquati che cerchiamo ancora vecchi metodi per comunicare... :-D

    Magari, invece di fare un libro sulle mie ricerche, faccio dei software, oppure faccio anch'io dei video... debbo svecchiarmi! :-D

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    1. Ecco... ho capito cosa fare.
      Per sensibilizzare i giovani a queste problematiche, farò dei "videogiochi".
      Solo facendo divertire le persone, le puoi inconsciamente informare.

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    2. Ho letto un libro fantascientifico di recente che scrive proprio quello che dici te. Si chiama "L'altro inizio" (Adamopazzo in inglese)di Margaret Atwood, è molto creativo, non è però molto avvincente sul piano narrativo, parla di creature geneticamente modificate somiglianti all'uomo, orsi polari che si mescolano ai grizzly e un videogioco ambientalista creato per boicottare il sistema. In realtà è un trittico. Io ho letto l'ultimo grazie al ministero della cultura canadese, che ha stanziato i fondi per la traduzione.
      Un altro libro catastrofico/fantascientifico più avvincente si chiama Memento-I sopravvissuti di Julianna Baggott. Lei si è ispirata ad un reset nucleare. E' molto bello perché è una metafora della nostra società.

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    3. Tra l'altro Atwood è stata invitata dalla città di Oslo a scrivere un racconto su cosa ci sarà tra cent'anni e verrà aperta la lettera nel 2110.Il racconto verrà stampato con gli alberi piantati in questi anni. Questo per sensibilizzare l'opinione pubblica.

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  6. Nessuno può dire che non siano stati pubblicati grandi romanzi negli ultimi decenni, perché è impossibile per un singolo leggere in un anno la quantità di libri che esce anche in un solo giorno. Non potendo leggere tutti i libri che escono, non si può dire di essere sicuri che nessuno meriti.
    (In quanto persona che scrive romanzi, mi risento particolarmente per questo genere di osservazioni)
    A meno che non si voglia considerare grande un romanzo solo in base al successo, ma questo contraddirrebbe il fatto che oggi si annoverano come capolavori libri che non ebbero successo o furono dimenticati nel loro tempo. Una spiegazione possibile è che un libro in qualche modo profetico non viene capito quando esce, ma molto dopo.
    In ogni caso, così come una volta c'erano forme di narrazione orale ora praticamente scomparse nella nostra società, così ora ci sono nuove espressioni narrative che possono essere definite "grandi" per successo e qualità, nel cinema, tra le serie televisive, le canzoni... Anche fosse vero che non abbiamo grandi romanzi, abbiamo grandi film, o grandi quadri, o grandi dischi...

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    1. Ho finalmente letto l'articolo: e' un quasi perfetto manifesto sovietico sulla funzione dell'arte.

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  7. Mah, questo post trasuda angoscia e pessimismo, mi sembra.

    Tiriamoci su, che non e' cosi' nera come sembra. Il problema e' che ci siamo insignoriti, non appena cominciano a saltare fuori difficolta' appena superiori alla media, cominciamo a fare tragedie.
    Non per dire, ma i nostri nonni hanno vissuto con la guerra fuori della porta, la fame, le malattie, il freddo, la mancanza di medicine e di ospedali. Dovevano sudare ogni giorno per estrarre dalla terra cibo contendondolo a insetti e animali, affrontando siccita' e alluvioni, senza uno straccio di servizio meteo. Sono andati avanti lo stesso. Era meno di 100 anni fa, e sembra di parlare di un mondo alieno.

    Il cambiamento climatico ci sara', eccome, ma ci adatteremo, come sempre abbiamo fatto.

    Potrebbe sembrare catastrofico, e forse per certi aspetti si potra' pensare cosi', ma ritengo che dobbiamo avere un punto di vista piu' allargato storicamente. Tendiamo poi troppo ad estrapolare i trends attuali, leggo in giro che fra dieci anni o venti anni saremo in 11 miliardi e ci saranno due miliardi di auto...Ma dove?
    Ritengo che invece tra 20 anni saremo almeno 300 milioni di persone in meno che adesso, causa crescita dell'infertilita', quindi senza ricorrere a catastrofi.
    Qui sappiamo tutti poi che i commerci e le economie ormai sono in declino persistente: non sara' quindi una sorta di cura per l'inquinamento da climalteranti? Ma certo che lo sara'. Meno merci, meno energia per crearle, meno mezzi per portarli in giro, meno di tutto, meno CO2. E' addirittura banale.
    Per quanto riguarda gli eg=ffetti sulla popolazione, si, lo so che il modello world 3 dice che la natalita' spara alle stelle col declino economico (insieme alla mortalita'), ma non ci metterei la mano sul fuoco su questa cosa. Il modello world 3 non e' tanto affidabile nel modellare le risposte umane alle crisi, specie quelle come queste entrate appena adesso nel soggiorno, di quelle che ti fanno riflettere sui valori fondanti della vita, che innescano critici cambiamenti nella psicologia collettiva.

    E poi, il capitolo letteratura: chi ha mai detto che non ci sono piu' grandi libri, proprio qui, adesso? Lo stabiliamo noi? Ho come l'impressione che questo ragionamento siano un po' venato di quella sindrome di "Fine della Storia" che vorrebbe far terminare con la nostra generazione quanto di buono (o di cattivo) visto fino a qui.

    No, la storia non finisce con la nostra generazione, ne' finira' con la successiva, ne' quella dopo, e nemmeno dopo la decima successiva a quella. Ci sono ancora un sacco di cose sia brutte che meravigliose nel sacco senza fondo della Storia.

    Storia che diverra' materia di narrazione.

    A proposito, sia l'Arcidruido stesso che molti che scrivono sul suo blog, si cimentano nel genere "storie del futuro economico e climatico" da un sacco di anni. CI sono decine di libri reperibili da quel blog.

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    1. "No, la storia non finisce con la nostra generazione"

      Giusto.

      La storia finisce solo per quelli che pretendono di capire tutto e prevedere tutto, finendo con l'ipotecare tutto (altro che sostenibilita' come adattamento alle situazioni imprevedibili): e' una concezione che deriva da una visione semplicistica e deterministica della vita, tipica dello scientismo meccanicista del nostro tempo (che della scienza, con tutti i suoi dubbi e i suoi scetticismi, e' solo una caricatura), la cui origine e' forse da ricercare in Laplace, e negli anni migliori della meccanica newtoniana.

      Occhio che dire cio' implica essere automaticamente bollati come "neoliberisti" (quando invece la pratica economicistica del neoliberismo reale e concreto, con ad esempio il suo uso dei tassi di interesse per indirizzare il mondo, ha una concezione dell'economia che nei concetti di fondo e' quasi identica a quella scientifico-marxista: azione-reazione, causa-effetto, incentivo-disincentivo, come in una gabbia di Pavlov).

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    2. Risponde un NONNO:
      sono proprio d'accordo ,non posso pensare di lasciare ai miei nipoti un mondo come descritto da Arpaia : infatti da piccolo io ho vissuto andando a letto d'inverno con un mattone caldo sotto le coperte e come era bello stare il mattino al calduccio tra le lenzuola di flanella ed i vetri delle finestre (singoli) tutti arabescati dal ghiaccio !
      Da molti anni vivo nelle energie rinnovabili e sono ormai convinto di due fatti ineludibili uno positivo ed uno negativo : il primo è che possiamo in 2-3 decenni passare alle fonti rinnovabili, l'altro che DOVREMO farlo e sta a noi (nonni figli e nipoti) lavorare con coraggio e senza Arpaiate che non portano a nulla
      Pier enrico zani

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  8. Forse può essere utile ricordare che il libro di Arpaia è stato "recensito" abbastanza favorevolmente dal matematico e saggista Odifreddi e su Radio Tre Scienza. Ad ogni modo, non avendolo esaminato in profondità mi limito ad esprimere l'auspicio che il volume contenga anche riferimenti ai disastri (ambientali e socio-economici) indotti dalla crescita demografica esponenziale umana...

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  9. Bel libro e bella recensione. Per chi fosse interessato al genere letterario segnalo il mio modesto 'La buccia della Terra', disponibile in cartaceo e come eBook a questo link
    http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/fantascienza/292259/la-buccia-della-terra/
    Dalla quarta di copertina:
    "Al crepuscolo dell'Antropocene, in un futuro non troppo lontano segnato dalla devastazione ambientale, dai cambiamenti climatici e dal collasso dell'economia globale, un supercomputer pensante dalla coscienza ecologica e un esercito di automi al suo servizio danno vita ad una nuova era nella quale l'Uomo appare sempre di più un irrilevante comprimario. Dagli USA fino alla punta meridionale del continente americano, passando per il Messico, due ragazze e un ragazzo si confrontano ad armi pari con l'intelligenza artificiale dominatrice del pianeta, ammirandone la lungimiranza o evidenziandone i limiti, fino all'inevitabile esito finale"

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    1. E' un bel libro, l'ho finito di leggere in questo istante.

      Gianni Tiziano

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  10. anche su Meteogiornale i metereologi concordano sul fatto che il meteo estremo di questi giorni è un effetto annunciato dagli scienziati del GW antropico e, ovviamente non ascoltato. Intanto i -20° ci sono arrivati vicino in Bosnia e contro le forze della natura poco possono pannelli FW, infissi PVC, cappotti termici e altre amene soluzioni umane. La Toscana protetta dagli Appennini è un poco al riparo dal Buran, ma si è visto che fine hanno fatto le adriatiche ed il sud. La porta artica siberiana ormai è aperta e non so cosa , chi, quando si potrà chiudere e gli scambi meridiani sono ormai la norma. quando fino a pochi decenni fa lo erano quelli paralleli. E chissà cosa ancora ha da arrivare. Intanto sul Sole 24 ore danno la buona notizia che gli investitori del fondo Irs (immobiliare) del 2003 andato a rotoli verranno tutelati da Poste Italiane. Ovviamente inventando 54 mln di euro con giri contabili o emissione di altri titoli tipo derivati, indicizzati a qualche diavoleria, che non sono altro che conseguenza di una economia che va a petrolio. E questi si credono pure furbi ed intelligenti, sì, ma nel male come diceva S.Paolo. The show must go on, almeno finchè ci sarà petrolio sufficiente a mantenerlo in vita.

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    1. Credo che il Jet Stream (Corrente a Getto) che corre intorno all'Artico, da ovest ad est, si è indebolito per il diminuito differenziale di temperatura fra Artico e Tropici. Questo causa quegli "scambi meridiani" di cui parli, Mago. Il fattore causale è il nostro comportamento irresponsabile.
      .----
      Faremmo bene a fermare questo show (di inettitudine) e dedicarci alla contemplazione del vero grande meraviglioso show, quello che offre la Natura che vive.
      Pochi di noi lo fanno. Lo facevamo fino a diecimila anni fa, tutti, poi è iniziata la "civilizzazione", che nei millenni ha depredato e violentato la natura, e gli esseri umani della natura (i popoli non-civilizzati).
      A quando un rinsavimento da questo obnubilamento imperante ?
      Penso, troppo tardi. Moriremo tutti entro il 2030 (Near-term Human Extinction).

      Gianni Tiziano

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    2. so che la fine del mondo avverrà dopo che sarò morto. La media di vita dei maschi nella mia famiglia (babbo e nonni) è 72 anni, a me ne mancano 9 e saremo nel 2026. I tempi concordano.

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  11. Grazie per la segnalazione di questo nuovo libro, Ugo Bardi.
    .----
    Qualcuno ha letto "Pianeta terra: ultimo atto. Perché saranno gli uomini a distruggere il mondo", del 2012, di Mario Tozzi, il geologo ?
    E' bellissimo.

    Gianni Tiziano

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    1. Io no, ho letto prepariamoci di Luca Mercalli, di Mario Tozzi seguivo il blog su National Geographic.

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  12. Ugo, dici che
    "gli scrittori che non hanno più niente da dire".
    .----
    Ho letto libri bellissimi, di Roberto Cazzolla Gatti, di Daniel Quinn, di Raissa Gorbaciova.
    .---
    Il primo è biologo, il secondo scrittore, la terza era la moglie di Michail Gorbaciov.
    Non sono propriamente romanzi, lo ammetto.
    Dietro ogni parola scritta, nei libri di questi tre autori, sento la grandissima voglia di comunicare, e con me ci sono riusciti in pieno, hanno raggiunto il mio cuore e la mia mente, lasciandovi traccia molto forte, riuscendo a modificarla.
    Ad ognuno di noi, piacciono libri differenti. Non c'è dubbio.

    Gianni Tiziano

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  13. Anch'io voglio consigliare un libro: "complessità, ecosistemi, creatività: una visione organica della conoscenza e..." Di Paolo Dell'Aversana. Disponibile solo in formato Kindle. Due euro ben spesi.
    "In questo libro la creatività è interpretata alla luce dello stretto legame tra processi cognitivi e processi naturali, attraverso una forte interconnessione tra mondo fisico e mentale."
    L'autore, manco a farlo apposta, è un geologo che si dedica alla ricerca di giacimenti petroliferi.
    Angelo

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  14. Benvengano tutte le energie rinnovabili del mondo, soprattutto per la questione dell'accentramento di "potere" che i fossili determinano (gestione dei giacimenti, delle estrazioni raffinerie stoccaggi, ecc. ecc.".
    Ma sono altrettanto convinto che il global warming antropico sia una delle piu grosse fandonie mai inventate, alla stregua delle scie chimiche, gli ufo, ecc.

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    1. Il Global Warming c'è, ne sono prova l'arretramento dei ghiacciai sulla Alpi, il riscaldamento medio dell'aria e degli Oceani, la diminuzione dei ghiacci in Artide, Antartide, Groenlandia, Himalaya e Kilimandjaro, la distruzione delle barriere coralline.
      Che sia di origine antropica, non vi sono dubbi : stiamo immettendo grandi quantità di CO2, metano e protossido di azoto in atmosfera, essi sono gas serra che causano Global Warming.

      Gianni Tiziano

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    2. Ecco un link che evidenzia con semplici grafici l'origine antropica del Global Warming. Mi pare che anche Ugo Bardi aveva fatto un post su questo, ma non lo trovo. Ti propongo pertanto il seguente link :

      https://www.reteclima.it/cause-ed-origini-del-cambiamento-climatico-una-serie-di-grafici-interattivi-aiutano-a-capirle-meglio/

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    3. Qui si vede benissimo (schiacciando varie volte la freccetta rivolta in basso, è possibile vedere le varie possibili cause del riscaldamento globale GW):

      https://www.bloomberg.com/graphics/2015-whats-warming-the-world/?utm_content=buffer44e8a&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer

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    4. Caro Valerio, può dirmi dove ha pubblicato il suo studio che smonta questa bufala del GW causato dalle attività umane? Era forse Physical Review? Oppure Annalen der Physik? La prego di farmelo sapere. Sono curioso di leggerla!

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    5. Caro Anonimo
      ma non lo sapeva che il nostro Valerio ha già smontato, da par suo, 150 anni di fisica e cassato quegli sprovveduti di Fourier, Tyndall, Arrhenius, Boltzmann, Wien, Einstein (sì, proprio *quel* pivello...), Maxwell, Planck, Callendar, Manabe & compagnia cantante?
      Orsù, si aggiorni.
      E poi, dai: ci parla di scie e di ufo. Una garanzia, non le pare?

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  15. Ecco l'era glaciale in tutta la sua glaciale manifestazione.
    http://climafluttuante.blogspot.ch/2017/01/terzo-nuovo-record-per-tre.html

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  16. E questa è un altra bufala come l' E-Cat di Rossi oppure....
    http://www.altrogiornale.org/lo-straordinario-generatore-s-g-w-n/
    Claudio B.

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  17. bhe ritengo il libro carino, ma non è certo letteratura. Insomma siamo lontani da 'on the road' di Kerouac. CMQ non è noioso per chi volesse cimentarsi ecco i link format epub

    QUALCOSA, LA FUORI

    consiglio anche questo se i fisici permettono almeno che non ritengano la loro materia più materia delle altre ((-:

    LA CULTURA SI MANGIA

    per leggere i formati epub potete scaricare il seguente tool:

    http://poldonet.blogspot.it/2016/11/ilcalibrechenonposso.html


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    1. Io "Qualcosa, la fuori" lo sto leggendo proprio adesso. Mi manca poco alla fine. Credo che il narratore abbia voluto spostare l'attenzione dai protagonisti all'ambiente circostante, praticamente il protagonista subliminale è la natura. In questo modo penalizza la possibilità di empatizzare con gli attori principali, ma rende efficace la visione di insieme del contesto.

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  18. @marianna

    io i libri di arpaia li vedo come articoli di inchiesta in una cornice da racconto armony modadori editore ((-:

    IL fine del pampglet è essere divulgativo e molto lontanuccio da un Robinson Crousue. Se vogliamo parlare di letteratura, per intenderci Cronche Marziane di Bradbury, non regge il confronto ma non è neanche lo scopo del autore. diciamo che l'autore del articolo sendo un fisico non sa dove collocare lo spettro letterario nel campo delle frequenze ((-: ma forse anche i fisici hanno una sensibilità (-:

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  19. Risposte
    1. Grazie del suggerimento. Leggerò anche questo.

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